ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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CONVIVIALE DEL 1 FEBBRAIO 2011
 
Quanto alla conferenza, peccato che eravamo quattro gatti. A mio giudizio è stata una delle migliori e chi non è venuto ha perso molto. Naturalmente esclusi gli assenti giustificati.

Michele Giuttari è un poliziotto di razza. Adesso è in pensione ma sta rientrando in pista come avvocato penalista. Gira il mondo per fare conferenze e presentare i suoi libri. Ne ha scritti undici e alcuni sono veri best-seller, come "Scarabeo", tradotto anche negli Usa. E' stato per vari anni dirigente della Dia occupandosi delle più importanti indagini di mafia. Dal 95 al 2003 ha diretto la squadra mobile di Firenze lavorando gomito a gomito con magistrati del calibro di Vigna. Ma ha anche avuto grossi problemi e delusioni profondo che poi alla fine si sono risolte bene, anche se si è dovuto sobbarcare una condanna per concorso in abuso di ufficio relativamente alle indagini sul mostro di Firenze. Che bella giustizia!!!

Giuttari ha iniziato ricordando i dieci anni trascorsi in Calabria in Aspromonte a caccia dei sequestratori di persone. Poi l'arrivo a Firenze per occuparsi dell'attentato in via dei Georgofili uno dei momenti di massima espressione della criminalità mafiosa. Giuttari ha affermato che al suo arrivo le indagini si erano arenate su una falsa pista indirizzata contro tre mafiosi palermitani, affiliati alla cosca di Brancaccio. Leggendo le carte ed esaminando meglio i fatti Giuttari propone altre strade basate sulle intercettazioni ambientali. Ed ecco che spunta la pista giusta che poi porterà al grande fenomeno dei pentiti e dei collaboratori di giustizia. Le indagini successive portano infatti ad identificare mafiosi affiliati alla cosca dei fratelli Graviano e infine a Gaspare Spatuzza, all'epoca latitante, e poi grande collaboratore di giustizia. Un filone di indagine che porterà anche ad identificare gli attentatori a Formello, 14 aprile del 94, e del gruppo di fuoco di Bagarella, allora sconosciuto, che uccise Don Puglisi, parroco di Brancaccio. Insomma una grande svolta impressa in gran parte dalle intuizioni e dal fiuto di questo poliziotto.
Successivamente Giuttari ha ricordato il suo impegno nelle indagini sul mostro di Firenze a condanna già decisa per Pacciani. Ma gli interrogativi erano ancora tanti. Non era possibile che Pacciani avesse fatto tutto da solo, come un comune serial killer, e neppure che non ci fosse stata una mente superiore a ispirare tutti i delitti. Ebbene, sempre grazie al lavoro di Giuttari, ormai stretto collaboratore di Vigna, escono fuori nuovi elementi che portano a scoprire e a condannare i famosi "amici di merende", Vanni e Lotti. Ma i mandanti? Chi aveva chiesto quei macabri riti e chi aveva pagato? Giuttari riuscì a ricostruire la posizione economica di Pacciani, all'epoca possessore di 900 milioni. Ma qui cominciano i problemi. Giuttari va avanti, ma da Roma viene proposta il trasferimento di Giuttari ad altra sede. Come dire che deve lasciare le indagini. Vigna si oppone e Giuttari va avanti, ma per poco in quanto mentre indaga sul ritrovamento del cadavere del medico Narducci emerso nelle acqua del Trasimento, assieme ai magistrati di Perugia si vede rinviato a giudizio e condannato in primo grado per concorso in abuso di ufficio in quanto avrebbe eseguito intercettazioni non autorizzate. Grande delusione e grande amarezza e anche grandi sospetti. Il verdetto viene deciso dal giudice di San Casciano, paese di Pacciani. Una vendetta? Giuttari lo aveva definito un paese in preda all'omertà. A beccarsi la condanna è anche un certo Mignini, successivamente pm del delitto Meredith di Perugia. Per cinque anni Giuttari ha dovuto ingoiare questa infamia, poi l'assoluzione piena in appello in quanto fu riconosciuto che le intercettazioni erano stata autorizzate. Giuttari disse: oggi ho visto in faccia la vera giustizia. Ma gli accusatori, sebbene sconfitti, un risultato lo hanno ottenuto. Nessuno, a indagini bloccate, ha saputo indicare i mandanti dei delitti. Certamente ambienti molto alti. Questi i fatti. Roberto Galli

 
Mignini Momenti della premiazione
Allego una scheda estratta da internet
Impegnato inizialmente nella Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha successivamente diretto la Squadra Mobile di Cosenza prima di prestare servizio presso la DIA a Napoli e a Firenze[1].
Dopo aver svolto nel 1993 le indagini sugli attentati di Mafia verificatisi a Firenze, dal 1995 al 2003 ha ricoperto il ruolo di capo della Squadra Mobile di Firenze, ricoprendo un ruolo determinante nelle indagini che hanno portato alle condanne dei Compagni di merende nella sanguinosa vicenda del Mostro di Firenze[2][3].
Dal 2003 in poi è stato a capo di un pool investigativo denominato Gides (Gruppo Investigativo DElitti Seriali) in azione in Italia, alla ricerca dei possibili mandanti dei delitti del Mostro di Firenze[4].
Nel 2006 ha subito, assieme al Pm di Perugia Mignini[5], una denuncia per calunnia nell'ambito delle indagini sui mandanti del Mostro di Firenze[6].
Nel 2008 è stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio in relazione alla denuncia del 2006[7].

Il 22 gennaio 2010 viene assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, assieme al Pm di Perugia Dr. Giuliano Mignini, in relazione all'accusa iniziale e più importante di avere svolto indagini "parallele" e condannato, per ipotesi minori di abuso, ad un anno e sei mesi con l'accusa di aver fatto pressione su colleghi e giornalisti che avrebbero contrastato l'operato del Giuttari. Entrambi gli imputati vengono invece assolti dall'accusa di abuso d'ufficio in concorso in un'inchiesta collegata alle indagini perugine legate alla vicenda del Mostro di Firenze[8]. Il Pubblico Ministero non ha impugnato l'assoluzione piena che è così definitiva. Avverso la condanna sia il Dr. Giuttari che il Dr. Mignini hanno interposto appello e il secondo dei due ha non solo contestato nel merito l'accusa ma ha addirittura eccepito, sin dalla fase delle indagini, l'incompetenza funzionale dell'Autorità giudiziaria di Firenze poiché nella vicenda sono, a vario titolo, coinvolti magistrati fiorentini ed ha addirittura eccepito la nullità della sentenza di condanna per difetto di contestazione, cioè perché il Tribunale ha pronunciato la condanna, senza tener conto delle precise contestazioni. In seguito all'appello degli imputati Giuttari e Mignini, la Corte d'Appello di Firenze, Seconda Sezione penale, con una clamorosa e dirompente decisione, in data 22 novembre 2011,ha dichiarato l'incompetenza funzionale del Tribunale di Firenze, per essere competente il Tribunale di Torino ed ha dichiarato la nullità della sentenza del Tribunale di Firenze, azzerando in pratica tutto il procedimento. Ciò perché vi erano coinvolti, come ipotetici danneggiati, magistrati della stessa Procura di Firenze, in stridente violazione delle norme processuali sulla competenza nei procedimenti penali concernenti magistrati (art. 11 c.p.p.)

Il Dr. Giuttari ha ricoperto, dopo la fine delle indagini collegate, il ruolo di dirigente presso l'Ufficio centrale ispettivo ministeriale, organo dirigente della polizia di stato[9]. Dopo il pensionamento, il Dr. Giuttari si è dedicato all'attività di scrittore ed ha iniziato una lunga serie di interventi televisivi di commento degli episodi criminosi di attualità
Libri

· Compagni di sangue - 1999 Scritto con la collaborazione di Carlo Lucarelli
· Scarabeo - 2004
· La Loggia degli innocenti - 2005
· Il Mostro. Anatomia di un'indagine - 2006
· Il Basilisco - 2007
· La Donna della ‘Ndrangheta - 2009
· Le Rose Nere di Firenze - 2010

Mi permetto di aggiungere un breve riassunto del libro preso da internet

Ho scritto l’incontrovertibile verità investigativa su un’indagine di polizia per molti versi unica al mondo: i delitti del Mostro di Firenze

Tra il 1974 e il 1985 una serie di atroci delitti sconvolge i dintorni di Firenze: sette coppiette di innamorati vengono massacrate nei luoghi isolati dove si erano appartate. Due turisti tedeschi (uno dei quali scambiato per una donna perché portava i capelli lunghi) subiscono la stessa sorte. In alcuni casi i cadaveri delle vittime sono atrocemente mutilati per asportarne macabri trofei. Le indagini seguono diverse piste, poi si concentrano su un contadino, Pietro Pacciani, nel frattempo in carcere pere reati sessuali sulle figlie. Le prove raccolte lo fanno condannare all’ergastolo nel 1994, ma non soddisfano il procuratore Piero Luigi Vigna. Come è possibile che un uomo "rozzo" e ignorante come Pacciani abbia fatto tutto da solo, beffandosi a più riprese della polizia e dimostrando di possedere anche doti di chirurgo? Il processo d’appello è fissato per il gennaio del 1996; Vigna decide di riaprire le indagini affida l’incarico all’uomo giusto: Michele Giuttari, appena nominato capo della Mobile del capoluogo toscano. Giuttari s’immerge nei falconi, nei verbali di interrogatorio, indaga, interroga e si convince che la verità è ben diversa da quella stabilita dalla sentenza del tribunale: omissioni, elementi di prova ignorati, un clima di paura tangibile come se ancora oggi la gente sapesse che "il mostro" può tornare a colpire da un momento all’altro, omertà e la tempo stesso insinuazioni, chiacchiere, voci che bisogna avere la pazienza di collegare. E a poco a poco Giuttari giunge alla certezza che Pacciani NON PUÒ AVER AGITO DA SOLO. Le indagini, magistralmente ricostruite in questo libro da chi ne è stato il protagonista, porteranno all’incriminazione e alla condanna dei "compagni di merenda" del contadino di Mercatale, gli amici con i quali eseguiva i suoi atroci crimini; ma Giuttari intuisce anche che sopra di loro c’era qualcuno di insospettabile che muoveva le fila, commissionava i delitti, collezionava come feticci quei lugubri trofei. Pacciani muore in circostanze oscure e a questo punto le indagini vengono inspiegabilmente ostacolate dai superiori di Giuttari che riceve inviti sempre più pressanti a interromperle. Giuttari non si arrende, porta a termine il suo lavoro, ma ecco le sue amare parole conclusive: "Il mio tempo è scaduto. Raccolgo in un dossier tutta l’inchiesta, che contiene l’incontrovertibile verità investigativa. Il tempo dirà se coinciderà con quella giudiziaria o, come è già malauguratamente accaduto una volta in questa vicenda, le due finiranno per divergere". Un libro di un uomo di legge che non si rassegna alle mezze verità e che ha il coraggio di reclamare che sia fatta finalmente piena luce su una delle più sanguinose serie di delitti che hanno sconvolto il nostro Paese.

 

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CAMINETTO DEL 8 FEBBRAIO 2012
 
Caminetto del 8 Febbraio 2012

Nel Caminetto dell’8 Febbraio è stato deciso di donare alla Misericordia di Navacchio un automezzo Scudo, che poi la Misericordia stessa penserò ad attrezzarlo per l’uso che ne vorrà fare.
Per quanto riguarda la gita al La Spezia è deciso per il 22 Marzo, naturalmente occorre la prenotazione: alcuni dei presenti hanno già provveduto a prenotarsi.
Si è parlato ampiamente della gita a Roma per l’udienza col Papa: purtroppo il giorno che c’è l’udienza sia i musei Vaticani sia i Giardini Vaticani sono chiusi, per cui è stato deciso che il Martedì sarà dedicato alla visita dei Musei e ai Giardini Vaticani, mentre il Giovedì sarà dedicato all’udienza Papale.
In ultimo, visto il preventivo favorevole, è stato deciso di mettere cartelli del Rotary Club Pisa Pacinotti all’imbocco dell’Aurelia, all’inizio della via del Brennero e all’imbocco dell’Aurelia per Livorno, snodo in cui sono obbligati a passare coloro che andranno alla costruenda IKEA.
Dopo queste importanti decisioni il Presidente scioglie la seduta al suono della campana.

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CONVIVIALE DEL 15 FEBBRAIO 2012
 
Conviviale del 15 febbraio 12

La riunione di ieri sera si è svolta alla presenza di una ventina di soci. Pochi purtroppo. Buona cena, poi si è subito passati alla premiazione del torneo di tennis che ha visto trionfare la coppia Paoletti- Conte sugli altri finalisti Palla-Neri. Foto e complimenti del presidente per la bella iniziativa. Successivamente Gesi ha presentato i filmati delle nostre gita all'Elba e a Firenze in occasione dei due recenti gemellaggi con i clubs locali. Davvero una suggestiva documentazione arricchita dalla fantasia creativa di Gesi e dalle belle immagini scattate da Sardella. Niente altro. 

ALCUNE IMMAGINI DELLA GITA ALL'ISOLA DELL'ELBA CON GEMELLAGGIO COL ROTARY DI PORTOFERRAIO

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CAMINETTO DEL 22 FEBBRAIO 2012
 
Caminetto del 22 febbraio 12

Questo caminetto è stato caratterizzato dalla scarsa frequenza visto anche l’assenza del Presidente ed altri soci impegnati nella gita organizzata dall’Inner Wheel, associazione delle consorti dei Rotariani, nella lontana Patagonia.
Presiedeva il Vicepresidente Marco Gesi che ha di nuovo ribadito la necessità di prenotare per la gita alla base navale de La Spezia dove è prevista la visita guidata su di una nave da guerra.
E’ necessario prenotare anche per la gita a Roma dove sarà possibile visitare sia i musei Vaticani, sia i giardini Vaticani. Il giorno successivo ci sarà l’udienza del Papa nella sala Nervi.

Rivolgersi direttamente al Segretario Arturo Nebbiai.

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