| RIUNIONE NOVEMBRE 2011 Programma del Club - Home Page - Sommario - Archivio riunioni |
| Conviviale 9 Novembre 11 Caminetto del 16 Novembre 11 Vincitori del Primo Torneo di Tennis a coppie Fanfara dei Carabinieri | |||||||||||||||||||||
| CAMINETTO DEL 2 NOVEMBRE 2011 | |||||||||||||||||||||
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Conviviale del 2 novembre ’11 Il
Presidente comunica che la Banca S. Miniato ha fatto un bonifico di 1000
€ per la Fanfara, e verrà messo sul depliant, mentre quella di Laiatico
ha risposto picche. Sarebbe opportuno prenotare il numero dei biglietti
per la Fanfara dei Carabinieri, dato che lo richiede la SIAE: quindi chi
ha ospiti è pregato di allargare le a cerchia di partecipanti e
prenotare anche per gli amici. Doveva venire Marco Gucci per la
conferenza, ma su richiesta di soci, questo appuntamento è stato
spostato, con la gentile accondiscendenza da parte dell’oratore anche
perché l’elezione è una cosa interna del Club ed è bene che non vi siano
estranei, ad altra data per dare spazio ad un serena discussione sulla
modalità dell’elezione del futuro presidente 2012 – 2013, con la
speranza di avere una elezione plebiscitaria come è stato fatto l’anno
precedente. Sono pronte le buste da consegnare. Si congratula del fatto
che c’è una notevole affluenza dei soci nelle riunioni. A questo punto
da la parola ai soci. Il Presidente si dichiara più che soddisfatto dell’assemblea e raccomanda in modo particolare la frequenza alla conviviale, assieme alle consorti, del 9 novembre in cui c’è la presenza dell’Arcivescovo. A questo punto chiude l’assemblea.
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| CONVIVIALE 9 NOVEMBRE 2011 | |||||||||||||||||||||
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Il Presidente presenta Sua eccellenza
Reverendissima Mons. Giovanni Paolo Benotto, suo amico di studi liceali
ai tempi dei movimenti studenteschi del ’68, militanti nelle file della
D.C. . Si è deciso ad invitare Mons. Benotto per parlarci di San
Ranieri, dato che oggi non esistono più i valori fondanti della famiglia
e della società umana che esistevano allora, non esiste più il senso
della comunità ma prevale l’individualismo, mancano gli esempi che
possano far vedere i valori essenziali di una vita civile da presentare
ai giovani di oggi che come si vede giornalmente, mancano di qualsiasi
senso fondamentale della famiglia, della comunione, dell’amore verso gli
altri. In questo campo la chiesa, venendo meno la famiglia, è in grado
di dire e fare qualche cosa per queste nuove generazioni. Il Monsignore
con la scusa di parlarci del nostro Santo Protettore San Ranieri, farà
un raffronto degli insegnamenti di San Ranieri (ha anticipato di 50 anni
la dottrina di San Francesco) con la cultura di oggi. Cede la parola
all’oratore.
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Giovanni
Paolo Benotto (Pisa, 23 settembre 1949) è un arcivescovo cattolico
italiano.![]() Attuale arcivescovo metropolita di Pisa e primate di Sardegna e Corsica. Studi Ha conseguito il diploma di maturità scientifica presso il "Liceo scientifico Ulisse Dini" di Pisa. Successivamente è stato alunno del Seminario arcivescovile di Pisa dove ha frequentato i corsi filosofico-teologici. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1973 con incardinazione nell'arcidiocesi di Pisa. Incarichi nell'arcidiocesi di Pisa Dopo la sua ordinazione ha svolto vari incarichi per l'arcidiocesi: · Dal 1973 al 1980 è stato Segretario particolare dell'arcivescovo Benvenuto Matteucci. · Dal 1980 al 1993 è stato priore presso la parrocchia San Michele Arcangelo in Oratoio nel piano di Pisa. · Direttore dell'Ufficio Liturgico diocesano e docente di Teologia Liturgica presso il Seminario arcivescovile. · Dal 1993 al 2003 è stato vicario generale dell'arcidiocesi di Pisa. · Dal 1994 al 2003 è stato canonico della cattedrale di Pisa. Ordinazione episcopale Il 5 luglio del 2003 è stato nominato da papa Giovanni Paolo II vescovo di Tivoli. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 7 settembre 2003 nella chiesa primaziale di Pisa ed è entrato ufficialmente a Tivoli il 4 ottobre 2003. Il 18 agosto 2006 è stato nominato membro della Congregazione delle Cause dei Santi.[1] Stemma vescovile La forma dello stemma è quella più largamente utilizzata: lo scudo sannitico. Il cappello vescovile è verde (il colore di patriarchi, arcivescovi e vescovi), con appesi dieci fiocchi per lato (il numero di fiocchi che spetta ad un arcivescovo). Il palo che sostiene lo scudo termina con la croce metropolitana trifogliata. La parte superiore ricorda il vessillo crociato concesso dal Papa alla Chiesa pisana nel corso del sec. XIII, croce bianca su campo rosso. Ad esso è appeso il pallio, segno del Metropolita. Nella parte inferiore, il campo è azzurro, in ricordo dell'arcivescovo pisano Alamanno Adimari, morto a Tivoli. Il campo è tagliato da due onde che corrono in parallelo, ad indicare i fiumi Aniene e l'Arno, che attraversano le città di Tivoli e di Pisa, rispettivamente. Nomina a Pisa Il 2 febbraio 2008 papa Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi metropolitana di Pisa presentata da Alessandro Plotti, e lo ha nominato nuovo arcivescovo[2]. La comunicazione della nomina è stata data in contemporanea nelle due diocesi di Pisa e Tivoli alle ore 12. A Pisa è stato Alessandro Plotti a darne notizia. Giovanni Paolo Benotto ha preso possesso effettivo dell'arcidiocesi il 6 aprile 2008 [3]. Fino all'ingresso del nuovo vescovo, la chiesa pisana è stata guidata da Alessandro Plotti nominato dal papa amministratore apostolico. Benotto è il primo arcivescovo nativo della diocesi dopo 202 anni: l'ultimo fu Ranieri Alliata che guidò la diocesi dal 1806 al 1836.
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| La trattazione della materia sia per importanza sia per la dotta spiegazione effettuata da Sua Eccellenza è così completa ed importante che preferisco riportarla come è stata letta. Questo con il beneplacito di Sua Eccellenza. (N.d.R.) | |||||||||||||||||||||
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Da Ranieri, Santo laico, al servizio
dell'uomo del nostro tempo Incontro con il Rotary Club Pacinotti di Pisa - Hotel dei Cavalieri Pisa- 9 novembre 2011
Solidarietà, interdipendenza, disponibilità alla relazione sono qualità che ritroviamo nella vicenda di San Ranieri. Anche se Ranieri abbandona con radicalità assoluta la sua vita mondana, non rifiuta la relazione con il prossimo; la vive in maniera nuova e più vera; la modella sull' esempio costituito dalle relazioni di Cristo con il Padre e con gli uomini fratelli. In effetti non ci può essere autenticità di relazione umana interpersonale se questa non si apre alla relazione soprannaturale, la quale non è una modalità aggiuntiva alle relazioni umane, ma costitutiva di queste. In altre parole, relazionarsi con Dio non è mettere in atto un qualcosa in più di cui si può anche fare a meno; bensì è dare fondamento solido e indistruttibile alle relazioni umane sempre segnate dalla fragilità e dall' egoismo frutti del peccato. Questo principio ha incidenza anche per quanto riguarda il lavoro che costituisce una dimensione fondamentale dell' esistenza dell‘uomo sulla terra. L 'uomo, immagine di Dio, per il mandato ricevuto di soggiogare e di dominare la terra, riflette l'azione stessa del Creatore. Le parole "soggiogate la terra" hanno una enorme portata. Esse indicano tutte le risorse che la terra nasconde in se e che, mediante l'azione cosciente dell'uomo, possono essere scoperte e opportunamente usate. Per il fatto che l'immagine di Dio è in ogni essere umano, il compito che è stato dato all'uomo, riguarda ogni persona che come tale è capace di agire, di decidere di se per realizzare se stessa. Lavorando, l’uomo è chiamato a realizzare in pienezza la propria umanità e la propria vocazione; egli manifesta e conferma se stesso come colui che "domina", manifestando la dimensione etica del lavoro, proprio perche chi lo compie è persona, soggetto consapevole e libero. Ciò vuol dire che il primo fondamento del valore del lavoro è l'uomo stesso, per cui se l'uomo è destinato e chiamato al lavoro, prima di tutto il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro, e cioè si ha una preminenza del valore soggettivo del lavoro su quello oggettivo. Questo vuol dire che supponendo che i vari lavori svolti dagli uomini possano avere un maggiore o minore valore oggettivo, ognuno di essi può e deve essere misurato con il metro della dignità del soggetto stesso del lavoro, cioè della persona che lo compie, perche scopo del lavoro rimane sempre l'uomo. Il fatto che oggi si consideri assai più importante la dimensione oggettiva del lavoro, a scapito di quella soggettiva, fa sì che si ingeneri confusione o addirittura una vera e propria inversione dell'ordine stabilito all'inizio; cioè l'uomo finisce per essere trattato come strumento di produzione, mentre deve essere trattato come suo soggetto efficiente. Nella storia spirituale di Ranieri ha un ruolo centrale, in rapporto al lavoro che egli svolgeva come commerciante, la comprensione di questo valore spirituale del lavoro, che pure ai tempi di Ranieri spesso era del tutto oscurato dagli aspetti economici e reddituali. L' episodio che si ripete per ben tre volte nelle vicende della Vita di Ranieri - dipinto anche negli affreschi del Camposanto pisano - è quello del fetore nauseabondo che a più riprese emana dalle casse di formaggio destinato ai mercati e dallo scrigno in cui erano conservati i "bisanti" d'oro usati per le transazioni commerciali. Ranieri comprende che non sono i soldi a fare la felicità e che questa non sta al di fuori del cuore dell’uomo, bensì al suo interno e nelle modalità di relazione che ogni persona mette in atto con se stesso, con Dio e con il prossimo. Nella Lettera Enciclica Caritas in veritate Benedetto XVI ha scritto: " Rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L 'economia infatti ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento; non di un' etica qualsiasi, bensì di un' etica amica della persona"( 45). Ciò è in sintonia con la tendenza che oggi si sta affermando sempre di più a riconsiderare il valore dell' etica in campo sociale, economico, finanziario, aziendale, politico. Se ne parla infatti in molti ambienti e a vari livelli, ma in realtà si corre il rischio di non sapere di che cosa si stia parlando, dato che il termine "etica" lo si adopra con significati assai diversi, al punto da far passare sotto la sua copertura decisioni e scelte contrarie alla giustizia e al vero bene dell’uomo. Infatti, molto dipende dal sistema morale di riferimento. Sempre nella Caritas in veritate, Benedetto XVI ha scritto: "Su questo argomento la dottrina sociale della Chiesa ha un suo specifico apporto da dare, che si fonda sulla creazione dell 'uomo " ad immagine di Dio ", un dato da cui discende I 'inviolabile dignità della persona umana, come anche il trascendente valore delle norme morali naturali". Ed esemplifica: "Un 'etica economica che prescindesse da questi due pilastri rischierebbe inevitabilmente di perdere la propria connotazione e di prestarsi a strumentalizzazioni"( 45). In effetti la considerazione etica porta sempre a relazionare e ad accordare diritti e doveri, esigenze individuali e bisogni comuni, il bene del singolo con il bene di tutti. Continua Benedetto XVI: " La relazione sta nel fatto che i diritti individuali, svincolati da un quadro di doveri che conferisca loro un senso compiuto, impazziscono e alimentano una spirale di richieste praticamente illimitata e priva di criteri. L 'esasperazione dei diritti sfocia nella dimenticanza dei doveri. I doveri delimitano i diritti perche rimandano al quadro antropologico ed etico entro la cui verità anche questi ultimi si inseriscono e così non diventano arbitrio (...) Se invece i diritti dell’uomo trovano il loro fondamento solo nelle deliberazioni di un' assemblea di cittadini, essi possono essere cambiati in ogni momento e quindi, il dovere di rispettarli e perseguirli si allenta nella coscienza comune"(43). Tutto ciò comporta la sottolineatura di quei valori che possono e debbono essere condivisi da tutti e che valgono per ogni persona di buona volontà e che hanno bisogno di essere mostrati in azione, nella esemplarità della vita attraverso la probità, lo spirito di giustizia, la sincerità, la cortesia, la fortezza d'animo: virtù senza le quali non ci può essere ne pienezza di umanità ne vera vita cristiana". In altri termini c'è oggi un bisogno fortissimo di esemplarità. C'è bisogno di modelli ai quali ispirarsi soprattutto per trasmettere alle giovani generazioni i valori di base senza i quali non è possibile costruire una società che realizzi il vero bene di tutti. L' educazione dei giovani infatti passa soprattutto attraverso la comunicazione di esperienze credibili e di scelte di vita che mostrano come l' onestà, la giustizia, l'attaccamento al proprio dovere pagano davvero in serenità e in pienezza di vita e come invece, i sotterfugi, i compromessi, le malversazioni, anche se sembrano offrire risposte immediate o più accessibili, in realtà non costruiscono niente di vero e di pienamente umano. L 'esperienza di Ranieri dopo la sua conversione e dopo il tempo vissuto in Terra Santa ci offre un ' altra indicazione: lo spirito di gratuità. Una gratuità di cui ha parlato Benedetto XVI nella Caritas in veritate: "Una delle più profonde povertà che l 'uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall'isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare " (. . . ) "non è isolandosi che l'uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio". Una relazione che diventa scambio di amore, cioè che viene arricchita dalla gratuità, senza la quale si perde anche il senso del valore delle persone per rivolgersi soltanto all'interesse. La gratuità è solo utopia? E' un sogno che facciamo ad occhi aperti? Oppure è la reale possibilità di un futuro a vera misura di uomo, perche aperto alla "misura" piena e traboccante dell'infinitezza dell'amore di Dio che si espande nel cuore di ognuno e dal cuore di ciascuno si allarga fino a raggiungere l'altro, chiunque egli sia, e al quale si rivolge il mio servizio attraverso il mio lavoro e la mia professione in una progressiva crescita comune, in cui l'uno porta l'altro e ciascuno è portato da tutti a quel di più di senso e di valori che riempie il cuore e rende bella la vita? Si tratta di una domanda che è già in se stessa una risposta. Una risposta d'amore che ha avuto una forte esemplarità in Ranieri ritornato nella sua Pisa e che proprio per aver esercitato in pienezza la "gratuità" del dono divenne punto di riferimento per tutti: consigliere, amico, maestro, modello ed esempio di pienezza di vita cristiana. L' anno giubilare dedicato a San Ranieri credo sia riuscito nello scopo che ci eravamo prefissati: ha reso di nuovo familiare una figura che rischiava la dimenticanza o peggio ancora una grottesca falsificazione. Ha ravvivato la devozione nei suoi confronti da parte dei fedeli pisani. E' stata occasione per promuovere una serie di studi scientifici di alto livello, primo tra tutti l' edizione critica della sua "Vita", permettendo così accesso al manoscritto medioevale che ci tramanda la sua storia e la sua vicenda spirituale. Una storia d'amore che viene proposta alla nostra imitazione e che è strada di umanità completa - perche solo l' amore rende piena l' esistenza dell'uomo e totale la sua esperienza di vita- e insieme strada sicura di perfezione e di santità. |
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DOMANDE Savino: il mondo oggi corre ad
una velocità incredibile con cambiamenti continui, la Chiesa è in
condizioni di seguire questa evoluzione? L’insegnamento della religione,
anzi delle religioni monoteiste, può essere uno strumento per ridare
valore all’uomo? Al termine della conviviale il Presidente offre a Sua Eccellenza l’Arcivescovo la medaglia d’argento del nostro Club. L’oratore ricambia offrendo al Presidente la medaglia d’argento coniata in memoria dell’850° anno della morte di San Ranieri. |
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| CAMINETTO DEL 16 NOVEMBRE 2011 | |||||||||||||||||||||
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Caminetto del 16 Novembre2011
Il Presidente invita il futuro Presidente per l’annata rotariana 2012 – 2013 Savino Sardella a esporre il consiglio che lo aiuterà nella gestione dell’annata:
Anticipa, inoltre la notizia che avrebbe intenzione di organizzare una gita, concertata anche con gli altri Club Cittadini, per Luglio 2012 con questo programma: Domenica 8 Luglio 2012, partenza da Pisa col pullman, arrivo a Verona, visita della città, sistemazione in albergo e dopo la cena assistere all’opera lirica Aida di G. Verdi all’Arena; Lunedì 9 Luglio partenza per Mantova, visita della città specie il palazzo Ducale, trasferirsi a Sabbioneta, pranzo e ritorno a Pisa nel tardo pomeriggio. Spiega l’urgenza della comunicazione di questo programma dato che da una settimana sono aperte le prenotazioni dei biglietti; quindi bisogna affrettarsi se vogliamo avere un pacchetto di posti per essere tutti uniti, lo stesso dicasi per la prenotazioni dell’albergo. Questo va fatto entro la fine di Gennaio, altrimenti non saremo più in tempo per avere ciò che vorremmo. Il Segretario via mail invierà la disposizione dei posti in modo da poter scegliere concordemente il pacchetto da prenotare. La prenotazione ed il pagamento entro Gennaio. È sottinteso che possono partecipare anche gli amici. A questo punto il Presidente Zanotti comunica che sono pervenute 26
schede per la votazione del Presidente 2013 – 2014 e su tutte c’è
l’indicazione del socio Otello Leggerini, per cui, con il beneplacito
dell’assemblea, viene proclamato come futuro Presidente Otello
Leggerini. Segue un lungo e sentito applauso di buon augurio. |
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PAUL HARRIS: Il FONDATORE DEL "ROTARY"
Nelle brevi chiacchierate che ho fatto negli anni precedenti quando ho
ricoperto l' incarico di istruttore del club vi ho parlato,
insistendovi, delle norme che regolano la vita di un club Rotary e del
funzionamento del Rotary sia a livello distrettuale che centrale. Questa
sera voglio essere un po' meno burocrate e parlarvi molto brevemente del
personaggio che ha inventato il Rotary e che, come sapete, lo ha
esportato in tutto il mondo facendolo diventare l' organizzazione del
genere più antica, più popolata e conosciuta. Come avrete capito questa
sera voglio parlarvi molto brevemente di Paul Harris l'inventore del
Rotare e per far questo farò riferimento alla sua autobiografia. P H
nasce nel 1868 negli Stati Uniti, il padre è un piccolo imprenditore che
insieme alla moglie conduce una vita dispendiosa spendendo molto più di
quello che guadagna tanto che ben presto, carico di debiti, non è più in
grado di mantenere la famiglia. A questo punto P H alI'età di tre anni,
viene affidato, insieme al fratello più grande ai nonni patemi che
vivono in paese immerso nel verde di una splendida valle del Vermont. In
questo paese P H visse felicemente e, pur non essendo uno studente
modello, studiò fino al conseguimento della laurea in legge conseguita
nel 1891. Fece anche un tentativo per abbracciare la vita militare ma fu
espulso dall'accademia accusato con altri di appartenere ad una società
segreta cosa di cui lui si è sempre dichiarato innocente. Ma come ho
accennato P H conduce in questo paese una vita felice e spensierata e
con l' entusiasmo proprio di tutti i giovani percorrere in lungo ed in
largo tutta la valle facendo amicizie in tutti i paesi che visitava. In
questi paesi si conduceva la vita tipica dei piccoli centri dove tutti
si conoscono ed i rapporti sono improntati alI'amicizia ed alla
cordialità. Conseguita la laurea P H si concesse una pausa di ben cinque
anni durante i quali viaggiò in Europa ed America dove riuscì a fare
molte amicizie. Infine decide di terminare la vita del vagabondo, si
trasferisce a Chicago dove inizia la professione di avvocato. Ma qui per
P H solo e senza amicizie e conoscenze, sperduto nella grande metropoli,
inizia una vita drammatica. Gli mancano gli affetti della sua gente, i
sorrisi ed i saluti amichevoli delle persone che incontrava per strada o
nei negozi della sua valle, l'allegria che viveva nei ritrovi con i suoi
amici, gli manca la chiacchierata che ogni mattina faceva con il
giornalaio per commentare i fatti successi nella valle, gli manca il
sorriso che la bottegaia gli riservava quando ritirava la merce
acquistata ed il saluto del cameriere del bar che chiamandolo per nome
gli serviva la bibita che abitualmente consumava. A Chicago invece la
gente cammina frettolosa per strada, sembra che abbia fretta di
rincasare ed una volta rientrata nella propria abitazione si isola. Se i
giorni feriali trascorrono velocemente assorbiti dal lavoro, i giorni
festivi sono veramente penosi e per cercare compagnia si avventura anche
nei pachi pubblici, ma questi sono frequentati da intere famiglie che
rigettano ogni forma di amicizia e, sospettosi, non accettano un
individuo che solitario si aggira per il parco. Questo stato continua e
sembra non avere soluzioni fino a quando nell' anno 1900 accade un fatto
importantissimo: P H si incontra con un collega per motivi professionali
e, terminato il colloquio di lavoro, continuano a parlare di cose futili
fino a decidere di cenare insieme. L' amico improvvisato lo porta in un
ristorante e, terminata la cena, in giro per negozi. P .H. rimase
affascinato per la disinvoltura con cui questo suo amico trattava con i
camerieri e con i commessi dei negozi che aveva visitato e decise di
chiedere alI'amico di incontrarsi ancora. L' amico acconsenti e cominciò
per P H una nuova vita. I due amici presero ad incontrarsi una volta la
settimana e le loro chiacchierate vertevano per la maggior parte su
argomenti di lavoro, scambiandosi notizie frutto delle proprie
esperienze. Ben presto si aggiunse un terzo personaggio poi un quarto. A
questo punto gli incontri non furono più inventati alI'ultimo momento,
ma, a turno i quattro amici avevano il compito di organizzare la serata
scegliendo il locale dove incontrarsi, l' argomento oggetto della
discussione. Le cose andarono avanti per un po' di tempo, l' amicizia
nata tra i quattro uomini si consolidava sempre di più ed il gruppetto
pian piano cominciò a crescere in quanto alcuni loro amici chiesero di
fame parte. P H era felicissimo e cominciò a pensare che dovevano
esserci a Chicago moltissime persone che, trasferitesi in città dalla
campagna, dovevano trovarsi nelle medesime condizioni in cui lui si era
trovato prima di conoscere questi amici e gli venne allora in mente di
allargare il numero di partecipanti a queste riunioni. L 'idea ebbe
successo e pian piano il gruppo si ingrossò. Carmine De Felice |
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Primo torneo di tennis che si è svolto dal 14/11/2011 al 26/11/2011. Ecco i vincitori: Conte e Paoletti |
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Foto di Sardella |
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| MANIFESTAZIONE DEL 25 NOVEMBRE CON LA FANFARA DEI CARABINIERI AL PALAZZO DEI CONGRESSI | |||||||||||||||||||||
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Nella
manifestazione del 25/11/11 tenutasi pressoi il Palazzo dei Congressi e
che ha visto la partecipazione della Fanfara dei Carabinieri che è stata
indetta per la celebrazione del cento cinquantenario dell'Unità d'Italia
ed il ricavato della serata è stato d evoluto alla associazione Nicola
Ciardelli Onlus per il progetto "la casa di Nicola". All'evento hanno partecipato quasi cinquecento persone oltre al Sindaco di Pisa, al Presidente della Provincia di Pisa, al Presidente del Tribunale di Pisa, al Comandante dell'Arma dei Carabinieri, al Comandante della Folgore. Il Presidente ho introdotto la serata ringraziando tutti coloro che hanno conferito il loro apporto per la riuscita della serata, volta alla commemorazione di tutti i simbolidell'Unità d'Italia. Ha sottolineato come I'unità d'Italia abbia rappresentato una impresa storica per la portata ed i caratteri che assunse. Ha ricordato che dal 17/3/1861 l’Italia ha affermato il diritto di esistere come Nazione libera ed indipendente e che siamo orgogliosi, come italiani, di tutte le vicende risorgimentali ed in particolare della suprema levatura dei protagonisti di tale periodo storico. Ha porto un ringraziamento a tutti coloro che sotto il simbolo della bandiera tricolore operano e rischiano la propria vita in missioni di pace internazionali Ha ricordato l'anniversario, trascorso da pochi mesi della morte di Mameli patriota del risorgimento autore dei versi del nostro inno nazionale che spesso fa discutere epersino dividere. Ha dato merito a Carlo Azeglio Ciampi di aver richiamato l'attenzione degli italiani sul prestigio della bandiera" una in ogni casa", ed al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di aver raccolto il testimone affermando "ognuno faccia più che mai la sua parte" nell’interesse unitario del Paese. Ha concluso il suo intervento dichiarando di essere onorato di aver accettato l'adesione alla manifestazione della Associazione Nicola Ciardelli Onlus, rappresentata dall'Avv. Federica Ciardelli, che ha il pregio di mantenere viva la memoria di Nicola Ciardelli, cittadino pisano ufficiale dell'Esercito Italiano ucciso in Iraq il 27/4/06 nella missione di pace Antica Babilonia e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Patria tramite un pregevole progetto di solidarietà a favore dei bambini vittime di guerre e di situazioni disagiate e bisognosi di cure presso l'Ospedale Pediatrico Mayer di Firenze. È seguito un concerto da parte della fanfara con musiche classiche e moderne che è stato apprezzato da tutti giovani e non più giovani ed alla fine c’è stato un lungo e sentito applauso dei numerosi spettatori. |
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