| RIUNIONE SETTEMBRE 2011 Programma del Club - Home Page - Sommario - Archivio riunioni |
| Caminetto del 21 settembre 11 Conviviale del 28 Settembre 11 | ||
| CAMINETTO DEL 7 SETTEMBRE 2011 | ||
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Caminetto del 7 Settembre 11 il Presidente comunica che venerdì
14 ottobre si terrà (a Firenze) il gemellaggio con il Club
Firenze Ovest. Si è parlato anche della Gita all’Isola d’Elba che viene confermata ma per vari motivi sarà limitata a due giorni (sabato e domenica), il gemellaggio sarà "triplo" in quanto a Portoferraio sarà presente anche il Club di Campi Bisenzio. Poi si è parlato dei programmi con particolare riferimento all’ulteriore gemellaggio con Firenze Ovest da effettuare il 14 ottobre con possibilità di visita agli "Uffizi" di Firenze. Il giorno 21 settembre ore 17:00 si terrà a Pisa la "giornata
mondiale dell’Alzheimer" in Piazza dei Cavalieri n. 1 presso il Palazzo
del Consiglio dei Dodici. Si invita tutti i soci a partecipare all’evento. Il Segretario, Arturo Nebbiai
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| CAMINETTO DEL 21 SETTEMBRE 2011 | ||
| Prima di parlare del Caminetto in questione mi permetto di comunicare a tutti i soci quanto il Governatore ha apprezzato il nostro operato | ||
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Cari amici, a seguito della comunicazione al Distretto dell’avvenuto gemellaggio con il Club Portoferraio, il Governatore ci ha inviato un breve ma significativo messaggio di posta elettronica che potete leggere di seguito: Caro Arturo Sono molto contento per questi incontri che avvicinano i rotariani. Rallegramenti ed auguri. Pier luigi Pagliarani |
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Caminetto del 21 settembre 2011 Riassunto della gita all’Elba. Gita molto bella; nel pomeriggio di sabato, dopo aver pranzato nella
piazzetta di Marciana Marina, ci siamo imbarcati sul "Nautilus", un
catamarano a motore con visione sottomarina grazie al fondo a vetri. Arturo |
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| CONVIVIALE DEL 28 SETTEMBRE 2011 | ||
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Conviviale
del 28 settembre 11Il Presidente annuncia che la percentuale della
presenza dei soci ha raggiunto il 55%, cosa ottima. Per quanto riguarda
il gemellaggio con Firenze, avendo raggiunto la cifra di oltre 30 soci
viene noleggiato un pullman, in tal modo si evita il disagio ai soci di
andare in macchina. Dovrebbe esserci anche la visita dei corridoi
Vasariani. Cede il microfono all’ospite. |
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Betty
Barsantiniricorda i suoi studi, dal liceo classico, all’università e la laurea in filosofia, si sofferma sui momenti storici di quel periodo, ricordando che le sensazioni di allora, col passar degli anni si ridimensionano con la ragione e la maturità. Lei avrebbe voluto una carriera diversa, invece è arrivata al giornalismo. Invidia quei giovani che hanno chiaro quello che vogliono fare e dedicano i loro sforzi a questo scopo a prescindere dai risultati. Lei era partita con lo scopo di occuparsi di cultura, adora la filosofia e la psicanalisi, di cui ha continuato ad occuparsi in maniera personale. Da buona filosofa ha adottato la scelta di prendere ciò che la vita gli offriva, ad ogni modo non avrebbe voluto fare la giornalista tanto meno occuparsi della cronaca. Erano momenti critici per la ricerca, le borse di studio irrisorie, senza contare la non sicurezza di quanto ti può offrire nel futuro lo studio della scienza pura. Furono indetti due concorsi, uno per la cattedra, ed uno per la RAI, dovendo questa organizzare una terza rete con la speranza di fare emergere il merito culturale e non quello politico come era di prammatica nelle altre due reti. Partecipò ad ambedue i concorsi e risultò vincente in ambedue . Optò per la RAI dato che i suoi studi post laurea erano stati fatti sul territorio toscano e del centro Italia, incentrati sulla conoscenza del substrato artistico e storico: fu in particolare questo il motivo a farla scegliere come facente parte dello staff di RAI tre. Per conoscere il mestiere della RAI fu mandata a Roma, alla vecchia RAI, quella che oggi non c’è più, e dove ha fatto conoscenza con personaggi famosi da Flaiano con cui ha lavorato, giornalisti in auge, che ad oggi alcuni di loro non ci sono più, e con il regista Scola con cui ha collaborato in suo film. Il bando di concorso che aveva vinto, prevedeva un lavoro nel settore extra cronaca, delle fiction, filmati, documentari, arte ecc, sarebbe stata una figura dietro le telecamere con potere decisionale, cosa che non andava bene ai capostruttura per cui il potere decisionale pian piano è stato tutto accentrato a Roma. Per la rete regionale è stato provato a renderlo locale, ma è stato inutile e tutto si è accentrato a Roma, e le fu fatta la proposta di scegliere, o andare in cronaca come giornalista oppure come regista, ma non creatore di programmi i quali erano di pertinenza decisionale dai 4 centri di produzione: Torino, Milano, Roma ,Napoli. Non vedendosi nella parte di regista senza poter ideare, e essendo legata alla città di Firenze per mentalità e cultura, pur di non lasciare la sua Firenze accettò di entrare in cronaca. Di conseguenza dovette documentarsi su quello che era il diritto che compete a chi fa cronaca, ha studiato legge e finalmente ha affrontato l’esame per giornalista ed è stata iscritta all’ordine dei giornalisti. In cronaca non c’è molta pace, devi correre da tutte le parti dove succede qualche cosa, filmare intervistare, scrivere ecc. Fin qui la parte generale del suo lavoro; per quanto riguarda le sue pubblicazioni ha sempre avuto interessi sul comportamento umano rispetto all’ambiente e se vogliamo può tornare a parlarci del suo ultimo libro. Ritiene di avere sufficientemente spiegato e completato quello che è il suo impegno lavorativo. I particolari del lavoro e dell’azienda possono essere chiariti con le domande degli ascoltatori, e ve ne sono state molte. Neri: è stato detto la RAI di prima e la RAI di oggi, qual è la differenza? Con l’avvento delle reti regionali, 22 sedi al posto di 4 centri di produzione, diversi direttori e diversi consigli amministrativi, ma sempre legati alla base centrale, i due canali nazionali per le notizie si rivolgono alle sedi regionali, mentre loro si dedicano a programmi così detti culturali, ma la cosa che è cambiata drasticamente è la politicizzazione fino a punti di esasperazione. Pescatore chiede notizie del nuovo direttore della 3: non crede che vi siano grandi cambiamenti, si è trovato nella bufera di Fazio e Santoro, ma la struttura è quella e così deve andare, a differenza di mediaset, che è molto più elastica, raccoglie consensi maggiori e viene portata come esempio per una struttura radiotelevisiva. La 7 è una grossa realtà specie da quando è entrato Montana con la sua onestà e sincerità, molti della Rai vorrebbero andarci ma c’è il problema finanziario che lo impedisce. Dal tavolo della presidenza viene chiesto qual è la lavorazione per divulgare una notizia: per fare questo occorrono persone sicure di sé, che abbiano calma e pazienza, perché il notiziario viene preparato fin dal mattino con un accavallarsi di aggiunte, cancellazioni, cambi della scaletta,fino al punto in cui mentre sei in onda arriva la fatidica velina con l’ultima notizia da inserire. Occorre calma e sicurezza. Il Presidente chiede perché alcuni inviati all’estero ci stanno per poco tempo mentre altri vi sono da tanti anni: chiarisce che non è dovuto alla meritocrazia, ma ad un insieme di fattori vari non escluso l’appartenenza politica. Per poter fare l’inviato in una nazione estera serve capacità della lingua nelle varie sfumature, saper comprendere il modo di fare degli autoctoni, conoscere l’ambiente dell’entourage. Non serve conoscere la Regina, ma il cameriere che gli porta la colazione. È così che si hanno notizie in anticipo. Porta anche l’esempio del giornalista Longo che è in Cina, ed ha una enorme stima di lui perché intelligente, colto moderato, che da notizie misurate e certe. Sardella chiede come mai le diverse reti Rai danno le notizie con diverse impostazioni interpretative: riferendosi a Santoro afferma che il giornalista da la notizia che è vera e documentata, è solo il modo di presentarla e di dare risalto ad un particolare di quella notizia che fa spettacolo. D’altra parte c’è un contraddittorio di politici che possono smentire o meno, certo dipende dalla capacità di questi soggetti a ribaltare una interpretazione o meno. Poi in definitiva vi sono molte alternative, a chi non piace basta cambiare canale. Resta di fatto però che la notizia che da è vera. Cordoni, visto che la signora si interessa di psicologia, chiede se si è mai pentita: si pente in continuazione specie per le scelte fatte, ma si assolve perché è sempre stata coerente con se stessa, ha fatto gli errori di cui può pentirsi, ma l’errore è il nocciolo della vita, se l’uomo non sbagliasse non esisterebbe. L’importante è essere coerenti con se stessi e non rinunciare al proprio io. Barsotti accusa la Toscana di essere la regione più lenta negli atti burocratici e chiede se è possibile sensibilizzare il pubblico della terza rete su questo problema: Non è che sia la Toscana la più lenta, sono gli uomini della toscana che vivono nel passato e credono di essere ancora al tempo dei Medici, per quanto riguarda la lentezza burocratica bisogna incolpare i funzionari che però sono sostenuti dai politici i quali sono sempre i soliti. In Toscana c’è la tradizione, ho sempre votato così e continuo a votare così. È l’ora che il toscano si svegli e veda le cose come sono, anche facendo un esame di coscienza prima di accusare gli altri. A questo punto il presidente omaggia la Betty Barsantini con la medaglia del Club e la signora offre un mazzo di fiori all’oratrice. |
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