ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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 Caminetto del 12 Novembre            Conviviale del 19 Novembre            Caminetto del  26 Novembre       L'attentato a Nassyria

CONVIVIALE DEL 5 NOVEMBRE 2003

Il tavolo della presidenza con la relatrice della serata ed i vari ospiti del nostro Club

La conviviale del 5/11/03 che si è svolta presso l’Hotel Duomo ha visto una numerosa presenza dei soci molti dei quali con le consorti. Inoltre erano presenti come ospiti: Meucci Giuseppe e Giovanna Presidente del Rotary Pisa; Falorni Franco e Palma, Prescimone Vittorio ed Elena rispettivamente Presidente e Prefetto del Rotary Galilei; Tessi Giannazzari, consorte del socio Giannazzari del Rotary Galilei ed ospite del nostro Presidente Antonio Trivella; Trivella Enrico, figlio del Presidente; la Relatrice Graziana Grassini col consorte Chiti Piero del Rotary Club Follonica.
Dopo una buona cena in cui sono comparse due novità, il castagnaccio ed il vino Novello, la Relatrice, presentata dal Presidente Trivella il quale ha fatto un breve excursus sull’importanza del vino oltre che come alimento anche come business ed opportunità di incremento commerciale, ha affrontato il tema del VINO NOVELLO. Vi sono delle date importanti: alle ore 1 del 5/11, alla presenza di personalità viene aperta la prima bottiglia di Novello in cui si deve saggiare il colore (carico ma non troppo), il profumo (deciso ma non eccessivo) che deve dare l’impressione del fresco, la piacevolezza, e non ultimo le bollicine che dà quel senso gioioso e giovanile. Si suol dire il novello è vecchio di secoli ma non è mai stato così buono. Ai tempi di Cololumella si chiamava DOLIORE e veniva conservato nelle celle vinarie (pronte all’uso) anziché nelle ipoteche (adatte per la conservazione). Anche nel Medioevo veniva prodotto e consumato velocemente dopo la vendemmia. E’ di moda nella Francia del 1600 dove più della metà dei luoghi di vendita non avevano cantine per conservare questo vino e solo nel nostro secolo i produttori e negozianti si sono attrezzati come bottiglieria. Nonostante quanto detto la storia dei novelli non è del passato bensì dei tempi recenti vuoi come sistema di conservazione che come metodo di produzione. Una cosa deve essere chiara, il vino nuovo non è vino novello. Questo è un vero business e la relatrice ci ha fornito cifre di ettolitri prodotti in Italia ed in particolare in toscana con un inventario delle maggiori ditte produttrici e sul mercato tipo CAVIT, BANFI, DUCA DI SALAPARUTA CORVO NOVELLO, PASQUA S. ZENO, ANTINORI, SELLA E MOSCA, GRUPPO ZONIN, GIV, GRUPPO COLTIVA. Quindi passa al metodo di vinificazione. Le uve vendemmiate in prevalenza sangiovese, merlò e cirò, vengono versate intere in un primo tino dove avviene la prima fase di fermentazione. Accade che per la pressione che esercita l’uva sugli strati inferiori, ci sarà in basso un mosto che viene dalla schiacciatura delle uve, a metà alcune schiacciate altre no, e un cima uva intera. Quest’ultima subisce una fermentazione, dopo alcuni giorni, in anaerobiosi gassosa con la liberazione di varie sostanze che daranno l’aroma il colore il sapore ecc, il resto invece subisce una fermentazione in anaerobiosi liquida dove si sviluppa la parte alcolica ed altre caratteristiche organolettiche. A questo punto si preleva dal basso del tino il mosto di sgrondo, il resto si mette nella pressa ed abbiamo il mosto di pressatura che è superiore qualitativamente a quello di sgrondo: il tutto lo mettiamo in un altro tino dove termina la fermentazione. Al momento opportuno si fa il travaso: col chiaro delle uova si chiarifica togliendo il tannino in eccesso (questo processo può essere fatto anche con la refrigerazione dato che col freddo il vino si spurga e si evita il deposito di cristalli sul fondo della bottiglia). Viene filtrato e tenuto in cantina, ma si imbottiglia quando c’è ancora anidride carbonica a scapito della gradazione, ma acquista le bollicine e il sapore caratteristico della freschezza. La relatrice è stata salutata da un applauso e il caro amico Diara, nel formulare una domanda sull’opportunità o meno di servire il novello fresco, ha fatto una carrellata di ciò che accadeva nel passato dopo la vendemmia; la pigiatura con i piedi, la spremitura del mosto con il torchio e la nascita del VINELLO. A questo punto ni sono venute in mente le fasi della vinificazione cui ho assistito da bambino presso amici contadini ed ho scritto una poesia in vernacolo ricollegando le castagne, il castagnaccio ed il Novello Negrone che ci è stato gentilmente offerto da una cantina tramite l’interessamento della relatrice. Mi permetto di presentarvela e spero che vi piaccia.    

Sergio Luppichini

LA 'ASTAGNA COR NOVELLO

Velli della 'ombrincola der Rotari
'O ùn t'àn pensato di fà 'na àstagnata!?
Pè chi ci vede, sèmbrimo vorgari:
Ma gl'è bòna la àstagna! Sia lessata

Che norartri si ìama la ballotta
O sur fòo arrostita, che gl'è frugiata.
Attent'a toccalla 'n sennò ti scotta!
Strizzi 'r guscio e ti vien bell'è mondata!

Se 'nvece poi la secchi e vai 'n macìna
Ciai farina pè facci 'r castagnaccio.
Gaò, pè còcilo mi basta la ùcina
Oppure 'e necci, colle piastre, faccio.

Ti si scioglin 'n bocca, sembrin giulebbe!
Ma 'n gola poi ti fan la strozzarella!
Per'istasassi, un modo ci sarebbe:
Buttatti giù der vino a garganella.

Gaò! Se ti metti a bè der vino nero
Anco se mangi, poi doventi brillo.
Sie! Se l'annacqui viene più leggero,
Ma 'r vino perde 'r gusto dell'arzillo.

Pè rimedià 'nventonno er vin novello,
Che diàn gl'è fatt'in modo assai diverso.
Der vino si pò dì che gl'è fratello,
Ma fà 'onto che la rima manchi a un verso.

Te l'àn messo lì, bell'infiocchettato,
La stagnola pè rimpiattanni 'r tappo,
Ch'a levallo devessi laureato:
Fa la schiuma, frizza ma gl'è 'n pò lappo.

Vai! A' mì tempi 'un c'era mìa 'r novello!
Ar mosto strinto fevin 'un lavaggio,
Ir risurtato poi gl'era 'r Vinello:
Cor bicchiere pieno fevi l'assaggio;


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Se gl'era giusto allora lo 'nfiascavi,
'nsennò d'acqua ni davi un bèr bordone!
Ti prendea d'aceto, s'un lo 'onsumavi.
Vai! gl'era famoso! Era 'r Pipone.


LA SVINA: quadro ad olio del periodo giovanile di Sergio Luppichini

CAMINETTO DEL 12 NOVEMBRE 2003
  
In questa occasione sono stati affrontati problemi gestionali del nostro Club
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CONVIVIALE DEL 19 NOVEMBRE 2003

Eugenio Regali con l'amico Sardella Savino

Eugenio con l'amico e il Presidente

Lettura dell'impegno verso il Rotary

Nella conviviale del 19 Novembre 2003 al Jolly Hotel dei Cavalieri è stato presentato da Sardella Savino il dott. Eugenio Regali, ben conosciuto da molti di noi, quale nuovo socio del nostro Club. Sposato con Teresa, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa, si specializza in Chirurgia Generale ed inizia la sua carriera ospedaliera al 2° Chirurgico sotto la guida del Prof. Luciano Servadio e qui lavora assieme all’amico Sardella. Specializzatosi in Urologia attualmente esercita la professione presso la Casa di Cura “Santa Zita” di Lucca. Sono stati garanti delle sue qualità umane e professionali gli amici Sardella Savino, Gazzini Giulio, Servadio Luciano Romeo Paolo e, permettetemi di aggiungere, tutti noi che lo conosciamo da tantissimo tempo, ed è stato accolto con grande soddisfazione e calore da tutte le persone presenti.

In seguito il Presidente presenta il Sig. Gianetti Benozzo. Questi è Direttore de “Er Tramme”, rivista di vernacolo pisano e delle tradizioni popolari, da lui fondato nel 1985 su incarico della Casa Editrice Bandecchi e Vivaldi di Pontedera, per la quale cura due collane di volumi: "I quaderni d'Er Tramme" e "Acqua passata", riservata alla ristampa anastatica di opere vernacole del passato.
In collaborazione con Gianfranco Raspolli Galletti, è autore del vocabolario "Parole e detti in vernacolo pisano", illustrato da Alberto Fremura.
Autore di pubblicazioni di ricerca storica locale come "Casciana e le sue acque" (tre edizioni), "Sotto i platani" racconti illustrati da Africano Paffi, "Canti popolari della Valdera", vari libri di storia ponsacchina collaborando con il giornalista parlamentare Fausto Pettinelli con il quale condivide la direzione della rivista "Il Ponte di Sacco", mensile di cronaca e cultura.
Ultimamente ha curato per conto della CLD, casa editrice di Fornacette, la pubblicazione dell' "Odeporico ossia itinerario per le colline pisane" di Giovanni Mariti, opera in nove volumi manoscritti della seconda metà de1700. E’ un appassionato di storia locale e del vernacolo pisano per cui va alla ricerca degli usi e costumi dei paesi viciniori ed illustra i gustosi bozzetti paesani inquadrandoli nella storia paesana che fatalmente si ricollega alla storia pisana. Stimolato dal nostro socio Leggerini Otello si avvicina alla figura di uno storico fiorentino, Giovanni Mariti, nato a Firenze nel 1736 ed ivi morto nel 1806, che ha descritto in nove volumi manoscritti gli itinerari da lui fatti per le colline pisane. Il Mariti, figlio di benestanti commercianti, da giovane segue lo zio in numerosi viaggi e si ferma per 8 – 9 anni a Cipro dove si interessa più che del commercio, degli usi i costumi locali. Da questa esperienza nasce un libro che fu ben accolto ed il Gran Duca Leopoldo lo chiama alla sua corte. Ebbe vari incarichi e fra questi la responsabilità del Lazzaretto S: Iacopo di Livorno. Per artrite e gotta, data la vicinanza si stabilisce per lunghi periodo a Casciana per fare le cure delle acque da cui trova beneficio. Allora si chiamava “Bagno ad Acqua” oggi Casciana Terme. Frequentando i notabili del paese si informava degli usi e costuni del luogo e dei paesi viciniori. Andava di persona a cavallo o col calessino in questi paesi, spostandosi a raggiera facendo centro del cerchio Casciana. Inizia da Ponsacco fino ad arrivare a Fornacette dove chiude il cerchio. In ogni paese intervistava il prete, prendeva visione degli archivi curiali, andava a leggere i motti sulle campane, studiava l’architettura delle chiese; poi passava al municipio per studiare gli incartamenti della storia locale ecc. Annotava tutto, compresi gustose tradizioni paesane e episodi di vita quotidiana. Descriveva anche i paesaggi che attraversava e l’architettura dei palazzi e delle ville del posto. Non solo, faceva schizzi ben precisi che poi passava all’amico Tempesti che li sviluppava. Caratteristiche le piantine delle vasche per i bagni di Casciana con la descrizione delle varie fasi di cura. Con il sistema di appunti, note, immaginarie lettere ad amici, scrive 9 volumi manoscritti. Queste rilevazioni sono stati molto utili dopo il terremoto del 1848 (che distrusse moltissimo edifici nella zona da Livorno fino a Marina di Pisa), per la ricostruzione iconografica delle opere d’arte distrutte. Il Gianetti si è impegnato a tradurre l’opera del Mariti scritta in un modo di quei tempi in un linguaggio consono al 2000, ed illustrandola con numerose testimonianze di dettagli storico architettonici. Un grazie a Gianetti Benozzo per l’esposizione e all’amico Otello sia per la presentazione dell’autore che per avere permesso la pubblicazione di un opera che ritengo molto importante per lo studio della storia e del folclore locale dei piccoli paesi che ci circondano e di cui andiamo giustamente fieri.
NELLE IMMAGINI: GIANETTI MENTRE PARLA E GIANETTI COL PRESIDENTE

SERGIO LUPPICHINI

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CAMINETTO DEL 26 NOVEMBRE 2003

Nel Caminetto del 26 Novembre 2003 con ventiquattro presenti, sono state prese importanti decisioni. Nei giorni precedenti erano state distribuite buste anonime per esprimere la preferenza per il Presidente dell’anno 2004 – 2005: lo scopo era di presentare come candidati Presidenti i tre nomi più votati. Allo spoglio delle 28 buste è risultato: Bernardini Rodolfo 23; Diara Alberto 4; Lippi Francesco 1. Distribuite le schede ai 24 presenti per scegliere tra i 3 soci che si sono resi disponibili il risultato è stato: Bernardini 20 voti; Diara 2; Lippi 1; bianche 1. Un lungo applauso ha salutato l’elezione del nuovo presidente 2004 – 2005 e da queste righe si rinnova l’augurio di un buon lavoro per sempre migliorare il nostro Club Rotary Pisa Pacinotti.
Inoltre è stato deciso che Sabato 29 Novembre 2003 presso la chiesa di San. Michele in Borgo verrà ufficiata una messa in memoria dei caduti in Iraq dove saranno presenti autorità civili e Militari: si prega di intervenire numerosi.
Sempre in tema del sacrificio dei nostri soldati in terra straniera, inviati per mantenere la pace e dare assistenza alla popolazione stremata da un lungo periodo di dittatura e di guerre, è stato deciso di assegnare l’onorificenza PAUL HERRIS alla 2° Brigata Mobile d’istanza a Livorno. Questo avverrà durante una conviviale nei tempi e modi da stabilire.
Per quanto riguarda il problema di reperire una incubatrice, sono necessari 7.000 €, si stanno interessando attivamente Bertorelli Romeo Savino Gheralducci che riferiranno a proposito a tempo debito. Dobbiamo prendere iniziative per poter onorare la richiesta fattaci, anche se non c’è stata una conferma da parte nostra per una certezza di donare l’oggetto in questione.
La decisione di spostare il giorno delle riunioni ed eventualmente in quali giorni, è stato deciso di attendere per prima la decisione in quale sede andremo, in che avverrà il 10 Dicembre 2003, in quanto la scelta del giorno può essere condizionata dalla scelta della sede stessa.
La conferenza di Diara per il mese dedicato all’azione professionale non può essere fatta per mancanza di tempo materiale. L’amico Diara in accordo con lo scrivente, fornirà il materiale didattico necessario e cercheremo di fare una relazione scritta che pubblicheremo sul nostro giornale e sul sito web rotarypisapacinotti.it.
E’ stato inoltre comunicato il CONSIGLIO DIRETTIVO PER L’ANNATA ROTARIANA 2004 – 2005 che è così composto:
Presidente: De Felice Carmine
Vicepresidenti: Bartorelli Sergio, Landi Stefano
Consiglieri: Romeo Paolo, Scalera Nicola
Segretario: Nebbiai Arturo
Tesoriere: Paoletti Luca
Prefetto: Cecchetti Alessandro
Past. President: Trivella Antonio
Presidente eletto: Bernardini Rodolfo.
Questo nuovo consiglio entrerà nel pieno della sua funzione dal 1 Luglio 2004
Un sincero augurio di buon lavoro fin da ora in quanto, per non lasciare vuoti organizzativi, il nuovo consiglio comincerà a collaborare fin dal Gennaio 2004.
Sergio Luppichini

Nelle foto: I due Presidenti De Felice e Trivella.
                 Gli scrutatori Sbrana e Gesi

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QUESTO MESE E' STATO FUNESTATO DA UN GRAVE LUTTO. A NASSIRIYA PER UN ATTENTATO CON UN'AUTOBOMBA ALLA SEDE DEI NOSTRI MILITARI SONO MORTI 19 GIOVANI MILITARI ITALIANI.