ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Gita 4 Ottobre    Caminetto 8 Ottobre   Conviviale 15 ottobre   Caminetto 22 Ottobre  Mostra 29 Ottobre


CONVIVIALE DEL 01 OTTOBRE 2003

Nella Conviviale del 1 Ottobre 2003 all’Hotel Dei Cavalieri erano presenti 23 soci e 17 ospiti. Dopo la cena la Dott.ssa Silvia Guideri (figlia di un rotariano) artefice e collaboratrice dei numerosi parchi archeo minerari che gravitano nella zona di Piombino, direttrice di due parchi e del museo di Piombino, come preparazione della gita che il nostro Club farà a Campiglia Marittima e Populonia con la guida della stessa dott.ssa Guideri, fa una breve storia di come sono nati i parchi della val di Cornia. Dai semplici parchi archeologici o minerari a gestione pubblica, sono passati ad una gestione mista con l’introduzione del privato. In seguito si sono ampliate le aree fino a diventare dei veri e propri parchi. Inoltre è stata sentita la necessità di coordinare le diverse realtà locali in modo da non disperdere forze materiali ed umane, collegandoli fra di loro dando una specifica caratteristica dei vari parchi. In questa realtà, tramite il privato, si sono inserite forze nuove che si interessano di restauro, di un turismo improntato sull’archeologia, su di un’agricoltura mirata in modi di ottenere prodotti con protezione di marchi DOC. Questo è stato realizzato con fondi privati, agevolazioni, e finanziamenti vari, tipo quelli Europei. E’ così che nascono i parchi di S. Silvestro, Baratti, Populonia che uniscano armonicamente la parte archeologica con quella paesaggistica dando luogo ad un turismo particolare. Nella gestione di tale attività sono state ristruttura vecchie costruzioni sia a carattere residenziale, che sono state adibite come uffici o strutture tipo ostelli (dato che c’è un fiorente turismo scolastico), che di vecchi edifici industriali delle antiche miniere. In queste sono ben distinte le parti estrattive e quelle produttive (vi sono esempi di opifici che lavorano il ferro come nell’antichità con martello forgia ed incudine, cosa che interessa molto i giovani studenti in visita). Specifica che nel San Silvestro si può percorrere un cammino minerario che va dagli antichi etruschi, romani, medioevali fino al 500 ed al 800-900 (praticamente fino ad oggi, dato che da pochi decenni è stato abbandonato). Già proprietà della famiglia Della Gherardesca, in questa realtà, è stata ricostruita la vita quotidiana di quei tempi. Non solo, ma è stato creato un museo sia per i vari tipi di minerari estratti ( il materiale estratto conteneva vari minerari tra cui argento rame ecc, ed era importante per poter battere moneta da parte dei signori del posto) che dei manufatti eseguiti negli opifici. Nella galleria del Temperino vi sono uno sviluppo di chilometri di camminamenti che indicano il percorso storico dell’estrazione dagli etruschi fino al 900. Anche per Baratti e Populonia è stata praticata la solita strategia organizzativa, e con i vari enti e imprenditori sono arrivati ad un notevole sviluppo turistico arcominerario, con l’inserimento di prodotti tipici locali. Quando sono state rimosse le scorie accumulatesi nei secoli lungo la riva del mare, si sono rinvenuti reperti archeologici di notevole interesse: molti privati che li hanno trovati, con senso civico, li hanno consegnati alle istituzioni, e non sono mancati acquisti da parte del museo, di reperti trafugati e venduti all’estero che minacciavano di andare all’asta. Con questa azione di ripulitura si sono liberate zone turistiche con spiagge bellissime in un contesto ambientale meraviglioso e protetto da scempi di una espansione edilizia selvaggia. Tutto questo dimostra che una moderna strategia di accorpare diverse realtà locali in un solo contesto e l’introduzione del privato, porta snellimento, risparmio e necessariamente un prodotto di qualità ben accetto e gradito dal pubblico che accede a questi parchi archeo minerari di Campiglia Marittima e della zona di Piombino.


Alcuni momenti della relazione della dott.ssa Guideri
 


La Sig.ra Trivella offre un mazzo di fiori alla Relatrice
 


Il Presidente offre la medaglia del Club alla Relatrice

IL 4 OTTOBRE E' STATA REALIZZATA LA GITA GUIDATA A CAMPIGLIA MARITTIMA E POPULONIA

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CAMINETTO DEL 8 OTTOBRE 2003

Michele Mariani, il relatore di questa interessantissima conversazione. David Bertini, che col suo sorriso ha conquistato tutti noi Mariani al tavolo della presidenza col Presidente Antonio Trivella

In questo Caminetto dobbiamo rilevare la presenza di un gradito ospite, il sig. David Bertini proveniente dal Rotary Club Pacifica Distretto 4150 California U.S.A.. L'ospite si è dimostrato molto interessato alla nostra attività rotariana.

Il Rotary ed i giovani

Per quanto riguarda le giovani generazioni (meno di 30 anni), quattro settori:

1)Salute: es. polio plus, prevenzione antidroga e antialcool, sensibilizzazione sull’Aids etc.;
2)Valori umani: es. promozione nella comunità del rispetto di valori umani universali, formazione del carattere, consulenza per i genitori etc.;
3)Formazione: es. borse di studio, scambio dei giovani, formazione professionale, possibilità di esperienze sul lavoro e di tirocinio per i giovani etc.;
4)Sviluppo personale: es. conferenze del Rotary per le nuove generazioni, consulenza ai clubs Interact e Rotaract, incontri Ryla etc.

I settori 3) e 4) sono più caratterizzati sul versante giovanile, mentre il settore 1) lo è meno (quelle iniziative sono generali, non solo giovanili), e il settore 2) è generico, e quelle finalità si recuperano nell’attuazione degli interventi 3) e 4);
Le borse di studio sono finanziate dalla Fondazione Rotary, e sono chiamate degli ambasciatori del R..: <<queste borse vengono accordate per un soggiorno di studi o di tirocinio pratico all’estero, in un Paese in cui siano situati dei Rotary club. Durante gli studi borsistici, i borsisti e le borsiste del R. agiscono da "ambasciatori" e da "ambasciatrici" dell’amicizia rotariana nei confronti degli abitanti del Paese-ospite>>;
Valore "strategico" delle borse degli ambasciatori, anche per quanto riguarda il rapporto con le istituzioni, che dovrebbero essere coinvolte, e l’immagine del R.: ne discendono corollari per quanto riguarda la gestione, a partire dalla trasparenza dei bandi, la pubblicizzazione, la determinazione dei requisiti etc.;
Finanziamento delle borse (Fondazione Rotary);
Possibilità di borse da fondi privati; qualche imprenditore rotariano o no interessato?
Tipi delle borse:

1)degli A. annuali: coprono le spese per un’annata accademica;
2)degli A. pluriennali: coprono le spese per 2-3 anni, finalizzati ad una laurea/diploma;
3)degli A. culturali: per un 3/6 mesi per studi linguistici avanzati, con alloggio in famiglia;
4)degli A. per studi in Giappone;
5)di studio professionali: per tirocinio essenzialmente pratico.

Altre iniziative di scambio internazionale concernenti i giovani:

scambi di gruppi di studio: per giovani professionisti e imprenditori non rotariani (accompagnati da un rotariano) in distretti di Paesi diversi;
sovvenzioni per docenti universitari: rotariani e non, disposti ad insegnare in Paesi a basso reddito, per alcuni mesi.

Altre iniziative più strettamente riferibili alla formazione professionale, che rientrano anche nell’azione professionale in senso lato, per quanto riguarda i giovani dovranno accentuare la funzione di orientamento e guida (forse dovrebbero coinvolgere i rotariani in prima persona, mettendo a disposizione le loro esperienze personali: il concetto di maestri);
I rapporti con i clubs Interact e Rotaract sono definiti essenzialmente di consulenza, quindi nel senso di lasciare a questi clubs una sostanziale autonomia, intervenendo su richiesta;
Un coinvolgimento diretto dei distretti riguarda invece il programma R.(otary) Y.(outh) L.(eadership) A.(wards), dove mi preme sottolineare che il concetto di leadership, nell’ideale rotariano del "servire", si coniuga necessariamente con quello di "responsabilità".

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CONVIVIALE DEL 15 OTTOBRE 2003

Il Prof Bellandi al tavolo della Presidenza mentre parla Panoramica della sala da pranzo durante la Conviviale Consegna della medaglia e del guidoncino al Prof Bellandi

Nella Conviviale del 15 Ottobre 2003 erano presenti N° 28    soci e N°21     ospiti fra cui il Direttore della Banca d’Italia Dott. Palmieri, il Direttore provinciale dell’Ufficio del Lavoro Dott. Antonucci e Sig.ra, Elisa Dringoli e Vanara Gea del Rotaract di Pisa, ed Emily Blot figlia di un socio rotariano del Club Francese di Ancenise, oltre al relatore prof Bellandi Giuseppe accompagnato dalla consorte Sig.ra Lucia.
Un breve curriculum dell’illustre ospite:  Ordinario di Economia ed organizzazione aziendale presso la Facoltà di Ingegneria della nostra Università, presidente del corso di Laurea in Ingegneria Gestionale. È stato presidente del Club Rotary di Pistoia Montecatini Terme nell’anno 1998-1999.Attualmente socio del Club San Miniato e presidente della commissione per il tema Distrettuale sulla Formazione.

Sintesi dell'intervento di Giuseppe Bellandi al Rotary Pisa Pacinotti
Nel mondo moderno delle sempre nuove modalità di produzione e della crescita dei servizi, l'occupazione ha cambiato pelle cioè natura e caratteristiche.
Il posto fisso è diventato un mito del passato e la ricerca ed il mantenimento del lavoro un'angoscia perenne.
Soprattutto il lavoro è cambiato e cambierà nei suoi contenuti e nelle modalità per cui la differnza fondamentale tra persona e persona sarà il bagaglio di conoscenze e di esperienze che ciascuno avrà saputo accumulare, sistematizzare, rinnovare attraverso processi di mobilità intelligente.
La fine del lavoro di massa è in atto e già fa emergere le sue nuove qualità: competenza spregiudicatezza, disponibilità a cambiare ed ad assumersi responsabilità. Scenari rischiosi ma pieni di opportunità e che potrebbero rendere più liberi.
Nelle imprese di oggi pur connotate da "dosi" crescenti di innovazioni tecnologiche, informatiche e gestionali sotto l'incalzare dei fenomeni della globalizzazione, della complessità e dell'ipervelocità dei cambiamenti dei mercati e dell'ambiente competitivo, sono le persone e non le strutture o la tecnologia la vera risorsa critica cui sono richieste doti personali di serietà, riservatezza, capacità di assumersi responsabilità.
Il mondo delle imprese in verità ha sempre richiesto, in chi vi opera, intelligenza, intuizione e intraprendenza. Queste doti, pur conservando valore, richiederanno sempre più il supporto di un'adeguata preparazione specialistica accompagnata però da conoscenze di base più ampie e diversificate e da gradi crescenti di responsabilizzazione (empowerment). 
Occorre dunque al più presto prendere atto che oggi occorre ai giovani puntare ad una professionalità integrale, fatta non solo di saper fare ma anche di sapere, saper essere o voler essere a cui, specie i giovani non possono essere indifferenti.
Come ho scritto infatti nel volume "TROVARSI LAVORO" (Pisa Edizioni ETS, 2003) il lavoro non è un semplice "momento strumentale" ma piuttosto un'occasione di autorealizzazione personale per cui la professionalità viene ad assumere una valenza positiva, cioè è opportunità di crescere per l'individuo.
Certo, nessuno può obbligare i giovani a fare del lavoro un attività gratificante e come tale strettamente attaccata alle altre manifestazioni della vita ed impastata di forti valori di umanità ed eticità. E' giusto però metterli almeno sull'avviso che la vera crescita professionale non sia tanto (e solo) nelle cose che si sanno fare, ma anche negli ideali di vita che la sorreggono.
La sfida maggiore è quella di concepire e trasmettere visioni strategiche d'ampio respiro e con forti caratterizzazioni ideali, senza trascurare l'esigenza di giungere a risultati concreti. E' questo un avviso importante per i giovani onde evitare loro che le prime sconfitte tolgano loro la gioia del viver o si trasformino in tragedie più o meno irreparabili. Chi lavora con convinzione e gratificazione, infatti, a mio avviso finisce (prima o poi) per essere convincente e gratificato (dalla vita)!

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CAMINETTO DEL 22 OTTOBRE 2003

L’amico Alberto Diara durante il caminetto ci ha impartito una lezione sull’azione professionale. E’ bene ricordare che nell’evoluzione, con il passar degli anni, il Rotary da un’associazione elitaria, nata da quattro menager che cercavano amicizia e possibilità di darla ad altri con la solita vocazione di poter agire in aiuto verso gli altri ma da una posizione elitaria, siamo passati ad un’associazione di “servizio” nel senso letterario di “rendersi utili” in prima persona. E’ questo che il Rotary promuove ed incoraggia: l’applicazione pratica dell’ideale del servire nell’espletamento di ogni professione. Per fare questo bisogna informare su questo principio basilare; oltre ai classici manuali informativi, da pochi anni è stata istituita la figura dell’istruttore del Club, che per l’anno 2003 – 2004 il nostro Club ha indicato il Prof. Alberto Diara.
In questo Caminetto, dedicato all’Azione Professionale, ci ha spiegato che il “VOCATIONAL SERVICE” va inteso come un servizio che sia ispirato dalla “Vocazione del Servire”. Il Rotary è nato in uno spirito calvinista dove il tramite tra noi e DIO è il lavoro e la vocazione. Questo principio va sì attuato verso l’opera sia professionale o manuale o speculativa da noi svolta, ma anche verso i clienti, cioè coloro che usufruiscono della nostra opera. Dobbiamo chiederci: ho agito bene? Sono stato corretto verso me stesso e verso il cliente? Per caso, a questo, non ho fatto un torto con la mia mancanza di correttezza ed onestà? Quindi occorre la massima onestà e rettitudine verso noi stessi e verso gli altri, e dobbiamo altresì essere consapevoli che ogni altra attività professionale sia manuale che intellettuale, ha pari dignità e deve essere stimata in quanto produce utilità agli altri. Possiamo elencare alcune regole.
1)      La professione deve essere intesa come servizio
2)      L’operatore deve osservare, in tutti i luoghi dove esercita, le leggi i costumi e gli usi del posto
3)      Essere di aiuto agli altri esercitando la propria professione con amore
4)      Essere leale verso il datore di lavoro, verso i dipendenti, verso i clienti, verso i soci e verso i concorrenti
5)      Riconoscere la dignità ed il valore sociale di tutte le occupazioni utili
6)      Mettere la propria esperienza e capacità al servizio dei giovani in modo da facilitare il loro inserimento nella professionalità sociale e migliorare la qualità di vita della comunità in cui viviamo
7)      Attenersi ai principi di onestà nella pubblicità: fin da questi primi passi professionali dobbiamo dimostrare credibilità e onestà se vogliamo che il prodotto stesso sia accettato
8)      Non chiedere e non accordare ad altri rotariani privilegi e vantaggi che non siano concessi ad altri. Quindi non utilizzare il Rotary per trarne vantaggi o profitti personali.
Il tutto si può riassumere così: promuovere correttezza e onestà negli affari e nelle professioni; riconoscere la dignità e l’utilità di tutte le occupazioni utili e far si che esse vengano esercitate nella maniera più degna, come mezzi per servire la comunità.
Obiettivo di un buon rotariano è:
Assistere i giovani nelle scelte professionali
Assistere gli immigrati per un corretto inserimento nella comunità dove devono operare
Avere contatti con le camere di commercio, industriali, artigianali ed altro per progetti comuni utili alla comunità, specie per l’inserimento dei giovani.
Chiedere volontari anche non rotariani che possano aiutare i Club ed i Distretti ad espletare funzioni in opere che non possano essere svolte per mancanza di esperti nell’ambito del Club o del distretto.In questo grande progetto dell’Azione Professionale possono partecipare rotariani, rotaractiani, ex borsisti FR ed altri. E’ bene sottolineare che questi sono tutti progetti di volontariato.

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29 OTTOBRE: MOSTRA A CURA DEL PROF. MALLEGNI PRESSO I "VECCHI MACELLI"
"IL VOLTO DEL PASSATO TRA BIOLOGIA E STORIA"

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