ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Conviviale del 03 Settembre 03 con i tre Club Pisani riuniti per accogliere  il Governatore Sante Canducci

I tre Club pisani in una riunione interclub hanno accolto il Governatore Sante Canducci, la Sig.ra Maria Grazia e l’Assistente Gianfranco Pachetti; all’incontro che ha fatto seguito alle Assemblee di Club tenutesi separatamente nel corso della giornata hanno partecipato molti rotariani, del nostro club era presente il 65% dei soci, con 14 familiari. Abbiamo partecipato ad una serata di particolare significato, è infatti la prima volta che tre Club ricevono insieme il Governatore e si incontrano in un interclub.
Giuseppe Meucci, dopo avere rivolto un indirizzo di saluto ha presentato il nuovo Governatore SANTE CANDUCCI: ha seguito l’intervento di Franco Falorni del Pisa Galilei che si è soffermato sul tema della famiglia, ed il nostro presidente Antonio Trivella che ha sottolineato la volontà di collaborazione con gli altri due Club. E' seguito l’intervento del Governatore che ha tracciato le linee programmatiche per il 2003 – 04, che traggano ispirazione dal motto del Presidente Internazionale JONATHAN B. MAJIYAGBE "Tendi la mano".
Il Governatore sottolineato con forza tre punti :
Formazione: tutti dobbiamo conoscere bene cosa è, come funziona e quali sono le finalità del Rotary da cui la necessità di avere un istruttore.
Progetti: Favorire progetti formativi sia societari che professionali
Giovani: Aiutare e mettersi a disposizione dei giovani con scambi intellettuali e materiali, perché INTERACT e ROTARACT sono la sorgente di nuove forze nella grande famiglia del Rotary.
Nel suo discorso il governatore ci ha ricordato come caratteristica principale del Rotary sia L’AMICIZIA E LA TOLLERANZA, e come, nel rispetto delle autonomie locali, suo scopo sia incrementare l’osservanza di tale principio nell’interesse comune: amicizia reciproca e l’aiuto verso gli altri, vale a dire tendere la mano.
Tendere la mano vuol dire aiutare gli altri nel lavoro, nell’ambito professionale, aiutare ad affermarsi nel campo dell’ attività, rispettare le altrui esigenze ed aspettative, aiutare a superare le difficoltà ed essere guida nel migliorare il loro futuro.
Tendere la mano nell’ambito del proprio Club significa abbandonare screzi personali, aiutare i soci fin dove è possibile, sia professionalmente che moralmente, operare perché non venga meno la fiducia nel sodalizio comune, anzi ravvivarlo e alimentare la vita del Club.
Tendere la mano nelle realtà locali significa essere attenti ai bisogni della comunità in cui viviamo, avvicinarsi ed aiutare i più bisognosi, in particolar modo ai disabili (a loro l’Europa ha dedicato l’anno 2003), prestare attenzione e cercar di risolvere quei problemi che purtroppo siamo abituati a vedere tutti i giorni,
Tendere la mano alla comunità mondiale cioè sentire in noi l’internazionalità dei nostri principi morali ed agire di conseguenza; quindi essere disponibili al servizio verso il mondo intero.
Il Club è lo strumento operativo per poter fare tutto questo, per farlo deve essere attivo ed efficiente. Ciò si realizza col lavoro comune e con la massima attenzione all’affiatamento del direttivo in modo che sia sempre stimolo per i soci, in modo che non siano tentati di allontanarsi quando avvertono un allentamento dei valori Rotariani. I club dovranno sempre più espandersi nell’ambito locale con la ricerca di nuovi soci che siano massima espressione delle varie realtà professionali, rammentando sempre la necessità del rispetto delle classifiche, concetto base per la selezione di nuovi soci, in modo da potere essere rappresentativi della società. I nuovi soci, oltre ad avere indubbie qualità morali e professionali, dovranno godere della stima e del rispetto della società e di tutto il club, saper recepire le regole che guidano i rapporti con gli altri, possedere disponibilità al servizio nonché capacità di progettare, organizzare ed eseguire i progetti stessi.
Il Governatore ci ha ricordato anche come sia nostro compito aiutare la Fondazione Rotary i cui fondi servono per per progettare e realizzare iniziative in tutto il mondo: se gli aiuti finanziari servono a gettare le basi del progetto è importante ricordarsi che chi lo realizza è il Rotariano che si presta gratuitamente alla realizzazione materiale del progetto. Nella grande famiglia Rotariana non ci sono e non ci debbono essere scontri politici o religiosi perché tutte le energie devono essere indirizzate a tendere la mano all’umanità che ha bisogno. A tale proposito il governatore ci ha annunciato che il progetto Polio – Plus è stato superato l’obiettivo della raccolta fondi previsto al 30 Giugno 2003.
Occorre vigilare affinché i successi non facciano adagiare sugli allori i quadri dirigenti: è quindi necessario un continuo rinnovamento che porti nuove energie ed entusiasmo, e sopratutto tendere la mano alla famiglia del socio coinvolgendola nei progetti e nella vita del club. Nell’ambito del clima socio economico locale la famiglia deve essere unita nei progetti soprattutto umanitari, per alleviare la povertà e per fare in modo che non venga mai calpestata la dignità umana di un individuo e soprattutto lottare contro l’analfabetismo che è il "primum movens" della povertà dei popoli.
Non dimentichiamoci però che l’analfabetismo si trova a vari livelli ed in questo mondo in continua evoluzione è sempre più diffuso l’analfabetismo tecnologico ed informatico, spesso più sentito nei ceti medio-alti che si sentono lasciati nell’ignoranza, come accade per l’informatica. Dobbiamo rimediare a questo magari proponendo corsi formativi di prima alfabetizzazione (tecnologica ed informatica) e pensando a successivi corsi di approfondimento..
Non dimentichiamoci, ha ricordato il governatore, di collaborare allo sforzo di debellare tutte le malattie. La piaga sociale attuale è sicuramente l’AIDS e se oggi la terapia ha ricondotto l’AIDS ad una malattia cronica nel mondo occidentale, nel terzo mondo è ancora endemica e miete continuamente vittime, soprattutto bambini. In quei territori le terapie sono impossibili per gli esosi costi (sembra che le ditte abbiano raggiunto un accordo per fornire farmaci a basso costo): i Rotariani sparsi in tutto il mondo devono provvedere.
In sintesi è questo che il Governatore ha voluto inoculare nel nostro Io Rotariano: ora sta ad ognuno di noi assimilarlo e metabolizzarlo se vogliamo che il nostro giovane Club Pisa Pacinotti sia sano ed attivo ed essere degno di appartenere al ROTARY.

Le foto in alto: Il Governatore con i tre presidenti dei Club Pisani :-PISA - PISA GALILEI - PISA PACINOTTI-: Il Governatore Canducci; il Presidente del Pacinotti; il Presidente del Pisa

CAMINETTO DEL 10 SETTEMBRE 2003

In questo Caminetto, è stato presentato il Bilancio Consuntivo dell'annata 2002 - 2003 dal Tesoriere Stefano Landi. In questa occasione, il Presidente uscente Sergio Bartorelli, ha illustrato i progetti e le spese sostenute. I numerosi presenti al caminetto hanno approvato con alzata di mano all'unanimità l'operato della precedente gestione.

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CONVIVIALE DEL 17 SETTEMBRE

 A sin. Serena Gianfaldoni. Al centro il Presidente con i relatori. A destrsa l'Ing Raffaele Latrofia.

Nella conviviale del 17 Settembre 03 l’ing. Raffaele Latrofia, che lavora nell’ambito dell’ingegneria civile, reduce da una esperienza assieme a altri tre giovani selezionati da Club Rotary (GSE dell'Aprile 2002 con il distretto 5220 della California, distretto agricolo della valle del vino, il Team Lider fu Paolo Santoni Rugio: gli altri componenti del Team Silvia Garzanelli, Ginevra Venerosi Pesciolini, Wilson Saba), ci ha fatto un resoconto delle esperienze positive avuta in California, ospite di famiglie rotariane. Ha avuto rapporti con persone di diversi strati politici sociali religiosi, nel massimo rispetto reciproco, nell’ambito di aziende di piccole dimensioni, grande aziende, aziende commerciali, agricole ecc. sempre ben accetto sia che ci fossero persone rotariane e non. Ha partecipato a diverse conviviali ed ha conosciuto molti colleghi con le solite mansioni professionali. Ha avuto l’esperienza di restare da solo in ambienti di lavoro simili al suo ed ha notato ambienti di lavoro, tecnologie, attrezzature simile alle nostre, ma ha notato una differenza in meglio per quella che è la metodologia e l’organizzazione del sistema di lavoro. Conclude col dichiarare utile e stimolante una esperienza simile da far provare ad altri giovani.

Serena Gianfaldoni ha partecipato con un gruppo di lavoro ad un corso per il gruppo RYLA che ha lo scopo di avviare i giovani a quello che è il progresso tecnologico in rapida evoluzione in quella che è la globalizzazione mondiale. Riferisce di avere avuto dei validi relatori che hanno affrontato con competenza e chiarezza i vari aspetti del problema nel campo dell’attualità, dell’organizzazione, della legalità ecc. Questo è avvenuto per sei gruppi misti di lavoro. A corollario dei corsi hanno dovuto relazionare sui vari argomenti e tali relazioni venivano discusse e confrontate per ampliare la visione globale e particolare degli argomenti, in modo da ampliare le conoscenze con scambi di opinioni. Hanno fatto anche un raffronto tra le varie tecnologie nei diversi continenti. Riferisce che questa esperienza è stata molto positiva, ed interessante il rapporto interumano che ha vissuto tra le varie unità di studio.

 

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CAMINETTO DEL 24 SETTEMBRE 2003

L’amico Gazzini Giulio ci ha illustrato il percorso storico e le implicazioni economiche, di quelli che sono i farmaci galenici. Partendo dalla preistoria, attraverso l’Egitto con il ritrovamento di farmaci a base di salice (antenato dell’aspirina) fino ad Ippocrate e Galeno (da cui prendono il nome i farmaci in questione), si passa attraverso gli arabi, da loro nasce l’elisir dalla parola Al-Ikrir (pietra filosofale) e giù per i secoli attraverso fattucchiere e maghi con sostanze varie tipo mandragola code di rospo ecc. si arriva alla chimica che estrae i principi attivi dalle piante adoperate nelle cure empiriche. Fino a cento anni fa tale compito era del farmacista: dopo è subentrata l’industria ed ha lasciato al farmacista solo l’incombenza dei cos’ detti farmaci orfani, così detti perché rifiutati dalle industrie non essendo rimunerativi dato che devono essere personalizzati. Questi si distinguono in galenici officinali (preparati industrialmente dato che sono prodotti in quantità notevoli come lozioni pomate sciroppi ecc.) e galenici magistrali (preparati dal farmacista) che debbono rispondere alle norme della Farmacopea. Questi sono preparati dal farmacista, seguendo norme a volte severe sia per prescrizione che per sicurezza. Infatti per la preparazione occorre un ambiente idoneo nella farmacia, detta area galenica, regolata da specifiche norme igieniche ed ambientali. Le preparazioni debbono essere registrate passo per passo dal farmacista per un eventuale controllo. Ha spiegato il problema del brevetto dei prodotti e l’avvento dei farmaci generici, che sono venduti e preparati liberamente specie se devono essere personalizzati, dopo che è scaduto il brevetto. Anche i preparati galenici, specie per determinate sostanze, in testa gli oppiacei, sono regolate da formulazioni su ricetta con dosi e somministrazioni ben specifiche con limiti dei tempi di terapia. Giulio fa delle riflessioni sulla necessità dei farmaci galenici specificando sia l’utilità per il paziente che necessita di cure personalizzate, sia per la credibilità della figura del farmacista che non è e non deve essere solo un bottegaio, ma un attivo collaboratore per il benessere della gente, e non ultimo per un interesse materiale di guadagno dato che si tratta di lavoro attivo ed impegnativo di un serio professionista. Grazie Giulio di questa tua ampia dissertazione che ci ha rivelato e chiarito molte cose a noi sconosciute.

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