La
Conviviale del 21 Aprile 2004 inizia con il saluto alle bandiere e
l’esecuzione degli inni.
Il Presidente porge il saluto di benvenuto agli ospiti che sono:
Dott. Roberto
Brogni = Presidente eletto 2005 – 2006 del Rotary Pisa
Galilei
Prof. Paolo Santoni Rugiu
= Presidente eletto 2005 – 2006 del Rotary
Dott. Rodolfo
Bernardini = Presidente eletto 2005 –
2006 del Rotary Pisa Pacinotti
Sig. Giuseppe
Cecchi = Presidente Rotary Cascina
Contessa Gotti Porcinari Gina =
Presidente Rotary Castiglioncello
Colline Pisane Livornesi
Dott. Sergio Giani = Rotary Club Livorno, Presidente
Commissione Distrettuale Scambio Giovani
Prof. Italo Giorgio
Minguzzi = Governatore eletto2005 – 2006
Distretto 2070
Dott.ssa Elisabetta Palla
Sig.na Sara Pucci.
Sara Pucci, reduce
dall’esperienza del RYLA fa la sua relazione:
“LA FORMAZIONE:
DALLA
SPECIALIZZAZIONE AL CAPITALE UMANO”
L’azione più
importante, che il Rotary ha voluto intraprendere grazie al
Ryla, è stata quella di dare
un’occasione, a noi giovani, per
verificare la nostra personalità e per misurare la nostra forza
competitiva in un ambiente che consenta
il confronto.
Gli obiettivi più importanti
che il Ryla
si proponeva di farci raggiungere nel corso della settimana sono
stati: sviluppare la propria
capacità di leadership, la capacità di relazionarsi con gli altri
giovani attraverso un dibattito comune, la capacità di lavorare in
gruppo e…. non ultimo far nascere un’
Amicizia…..
Il filo conduttore degli interventi dei vari relatori è
stata l’ individuazione della figura del
leader… e credo che tutti noi siamo potenzialmente dei leader..
perché si è ‘leader’ quando si è onesti e capaci, quando si viene
presi come esempio perché meglio degli altri si è in grado di
prendersi responsabilità nella società. Il leader non solo deve
saper fare una scelta, ma deve saper fare la scelta giusta; deve
saper confrontarsi con problemi cui non si trova soluzione
!!
Il primo dibattito sul quale noi ragazzi ci siamo incontrati
e.. scontrati è stato il rapporto tra scienza ed
etica: è l’etica che prevale sulla scienza o è la scienza che plasma
l’etica ?
Il leader deve essere sintesi tra scienza ed umanesimo, anche
se oggi il rapido sviluppo tecnologico appare essere la chiave di
tutto.. Il leader deve essere in grado di
autoformarsi ; chi è in grado di
autoformarsi riconosce nella tecnologia
uno strumento nelle mani dell’uomo, non una monaccia ! Si
dice che la scienza corre troppo, che
bisogna fermarla!! Ma chi la può fermare?
E’ impossibile fermarla! Occorre saperla gestire, usare con criteri
etici e morali; occorre capire e scegliere tecnologie nuove per i
propri bisogni ! Se si possiede il
dominio dei concetti scientifici si può
creare un’etica consapevole e non ideologizzata!
E’ stato presentato, come metodo di
autoformazione, l’
E-learning, cioè l’apprendimento di qualcosa per via
telematica. Esso permette di sapere ‘ciò che serve, dove serve,
quando serve’ per un apprendimento
continuo, essenziale in ogni carriera professionale. L’
E-learning deve, però, essere qualcosa
che viaggia in parallelo con l’informazione tradizionale, non deve
sostituire quest’ultima, ma esserne un
integratore, perché fondamentale, tra due persone che si scambiano
esperienza e conoscenza, è il contatto umano !
Un altro sistema tecnologico innovativo è
l’ always-on, l’essere sempre
connessi in rete.
Esso potrebbe essere impiegato per l’assistenza delle persone
anziane, ma potrebbe risultare anche una violazione della privacy
! Occorre quindi stare sempre attenti all’impatto che le
innovazioni hanno sui nostri comportamenti e i nostri bisogni!!
La grande sfida, infatti, è quella di dichiarare quello che
si vuole, quello di cui abbiamo bisogno, cosa ha valore per Noi… ed
il valore non sta nelle informazioni, ma nelle idee, nella
conoscenza dell’uomo, nei rapporti interpersonali
!!
Per un leader sono le persone con cui
lavora a fare la differenza !
Il leader deve saper ‘gestire’ le persone
con il proprio entusiasmo, facendo loro credere, prima di tutto in
loro stesse, quindi nell’obiettivo da raggiungere, facendo loro
trovare soddisfazione in quello che fanno.. deve trasmettere
entusiasmo, passione, voglia di fare.. ogni giorno è innovazione.
Non è ‘amicizia’ che un leader deve ricercare, ma il Rispetto,
l’Ammirazione ; deve conseguire con i
propri collaboratori (mostrando per primo il proprio impegno!) degli
scopi comuni, deve conseguire con loro UN SOGNO !
Si è sottolineata l’importanza del
capitale umano sopra ogni altra cosa !
Un giorno un relatore si è presentato con due messaggi trovati nei
biscotti cinesi della fortuna …
sul primo c’era scritto:
“Nessuno è più intelligente di tutti noi messi insieme”, sul
secondo: “Se non butti un po’ di legna sul fuoco, si spenge”.
Nel primo messaggio si può ritrovare il concetto di capitale umano,
nel secondo il concetto di capitale intellettuale, la nostra
creatività!
Alla base c’è l’Informazione, più in alto la Formazione,
cioè la valorizzazione delle proprie
capacità, e, più in alto ancora l’Azione, il fare; il capitale umano
permette di trasformare l’Informazione in pensiero, in azione!!
“Partire dalla specializzazione per tornare al capitale umano”
.. se questa è la logica, la creatività
non nasce da forti investimenti in cose o strutture, né da
laboratori di specializzazione, ma nasce quando si permette ai
singoli di divenire una squadra !
Il capitale umano prende forza quando si
ha la consapevolezza che ‘ogni squadra va alla velocità del suo
componente più lento’.
“Partire dalla specializzazione per tornare al capitale umano”…ma
anche l’inverso..”dal capitale umano al
rafforzamento della specializzazione”! Chi non rinnova le proprie
competenze è destinato a decadere; l’ansia conoscitiva non deve mai
venir meno! Occorre osare per stravolgere delle regole per definirne
delle nuove!
Il continuo cambiamento è fondamentale; il leader non deve avere
paura del cambiamento, deve portare
innovazione, sviluppare competenze ludiche tra i suoi collaboratori
per rendere piacevole un’esperienza!
La figura del leader potrebbe essere
paragonata alla figura del fornaio. Per fare il pane occorre sapere:
quali e quanti ingredienti occorrono,
come metterli insieme… ma tutto questo non basta… Occorre che il
fornaio senta, con la propria mano, la pasta che va a formare !
Così il leader deve “sentire” il proprio team!!
Il leader deve far credere in un SOGNO.
Il Ryla mi ha dato la possibilità di
‘fermarmi un attimo a riflettere’…
Mi sono accorta di quanto si vada di
fretta; si corre troppo pensando all’urgenza rimandando
l’importante,
tendendo a chiuderci in un piccolo mondo! Ma, stando seduta lì ad
ascoltare quelle persone che sapevano dove andare a ‘toccarci nel
vivo’ , ho
alzato gli occhi ed ho visto le cose, la mia vita in un modo
completamente diverso; ho capito che mi stavo concentrando sul
“saper fare”, dimenticandomi di quanti io “sia”… Ho capito quanto
sia essenziale il contatto ed il confronto con gli altri, e,
l’importanza di dire “ci sono anch’io, ascoltate anche la mia”!
L’Avv. Italo Giorgio Minguzzi
, durante la presentazione iniziale, ci disse: “Se tornando a
casa avrete conquistato una nuova idea, avrete fatto una
riflessione… se AVRETE PENSATO, allora questa settimana di
Ryla vi sarà servita… ed il Rotary avrà
così raggiunto il suo scopo!”
Dal canto mio posso affermare che il Rotary ha raggiunto il suo
scopo !”
SARA PUCCI
E’ la volta di
Giorgio Minguzzi che riallacciandosi
all’esperienza della Pucci, rivendica al
Distretto 2070 l’onore di essere stato il primo a sperimentare il
programma RYLA iniziato con 50 giovani ed oggi ne conta ben 100. La
strategia della gestione del RYLA è quella
effettuata dagli istruttori che operano in maniera tale che i
giovani si sentano parte del progetto stesso e si convincano di
avere in se le capacità potenziali di un leader: questa spinta
devono cercarla in se stessi, essere pronti con lo studio per una
adeguata preparazione in modo da avere le capacità di assumersi le
proprie responsabilità e poter essere un leader, cioè poter guidare
gli altri: e questo è lo spirito del rotariano.
Poi è passato al
tema della conferenza: “ I LIBRI DELL’ANIMA”.
Non
possiamo esistere solo con e per noi stessi, dobbiamo confrontarci
con gli altri, con tutti gli altri per poter acquisire nuove idee e
recepire, tramite idee altrui,
ispirazioni per un pensiero attivo e pronto a nuovi progetti. Non
potendo colloquiare direttamente con gli altri dobbiamo leggere,
leggere le opere degli altri per capire
il loro pensiero e prepararci ad agire secondo quanto l’esperienza e
le nuove idee ti offrono. L’uomo matura col
dialogo sia diretto fino alla polemica, che attraverso la
lettura, forse la cosa più semplice ed universale. Parlando dei
libri possiamo dividerli in due categorie: una prima che ti
colpiscono alla Ragione, libri tecnici professionali
oserei dire scolastici come la
manualistica fino a testi di alta specializzazione: dall’altra parte
vi sono i libri del Cuore, che ti colpiscono e ti suscitano
sentimenti, ti prendono emotivamente al punto di farti vivere il
contenuto e la morale del libro. Non solo, vi sono libri che
travalicano il cuore e arrivano a parlarti all’anima. Questi
scritti non ti aiutano nella professione, ma ti
ispirano e ti prendono fino ad occuparti oltre al cuore anche
la coscienza e quindi l’anima. Quando li leggi hai l’impressione che
siano scaturiti dal tuo essere, e ti vedi
rispecchiato in quelle riflessioni. Ognuno di noi,
a seconda delle proprie sensazioni e del
proprio io, ha certamente qualche libro che va al di là del cuore
per colpirti profondamente nell’anima. Non parlo dei canonici
classici dalla Divina Commedia fino ai capolavori moderni, ma di
quelle piccole opere, apparentemente modeste, ma che riescono a
penetrare dentro di te e si fondono col tuo modo di agire e di
pensare, del tuo IO. Minguzzi, nella sua
esperienza personale, parla di tre libri in modo particolare:
un primo = IL PICCOLO PRINCIPE = dove ha ritrovato l’idealizzazione
del Rotary con il suo pensiero cristiano ed è stato colpito dal
simbolismo legato alle sacre scritture. E’ stato colpito dal
concetto di amicizia, fatta di contatti
con il prossimo, di conoscenza reciproca fino al punto di poter
addomesticare il comportamento altrui con la conoscenza dei segreti
della vita della persona amica. Inoltre si esalta e gode nel periodo
dell’attesa di un appuntamento pregustando
quello incontro sperato che avverrà, sentimento Leopardiano
della domenica del villaggio.
Poi
= IL GABBIANO GIONATA = questo volatile
abituato a vivere in gruppo spinto da un
routinario senso di sopravvivenza che è essenzialmente il
mangiare, e si accorge che la vita non è solo questo e si getta in
picchiata, allontanandosi dal gruppo e dal piccolo mondo che lo
circonda, per provare il diverso, il nuovo. E’ come l’uomo che
accetta la sfida per essere il vincitore, non importa a quale prezzo
(fa l’esempi di Valentino Rossi e
Michel Shumaker)
pur di trovarsi in cima, magari tra i Santi, ma sempre i più alti
per ardire e merito.
Come terzo cita = LA RONDINE DELL’ANIMA = dove si svelano i piccoli
nidi dove andiamo, anche inconsciamente, a nascondere i nostri più
intimi segreti, quei desideri nascosti da mettere nei reconditi
cassetti dell’anima.
A Minguzzi questi libri trasmettono
un qualche cosa di forte che le semplici
parole non riescono a fare. Questo anche con
l’aiuto oltre che del testo, con le magnifiche foto nel Gabbiano
Gionata, o nella grafica delle pagine
colorate, per ogni colore un particolare concetto espresso, nella
Rondine dell’anima, ed il parallelismo della forma come le righe
ondulate che si muovono come il mare che ti aiutano a percepire quel
particolare quid che devi assimilare. Da qui l’invito di
Minguzzi a leggere questi piccoli libri,
e nel sensibilizzarci a cercare nella lettura oltre al contenuto
oggettivo anche quel qualche cosa che parli al Cuore e ancor meglio
che lo travalichi e ti parli all’Anima in modo da farti consapevole
che il leggere significa far capire che
cos’è la vita, cioè SENTIMENTI ENTUSIASMO EMOZIONI.
Grazie Minguzzi, faremo tesoro delle tue
profonde sensazioni nel leggere i nostri personali “LIBRI
DELL’ANIMA”.