ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto 10 Marzo 04   Conviviale 17 Marzo 04  Caminetto 24 Marzo 04  
Caminetto 31 Marzo 04

CONVIVIALE DEL 3 MARZO 2004

Sig. Claudio Antonioni Prof. De Benedectis Prof. Glauco Baldassarri
 

La conviviale del 3 Marzo 2004 si è svolta presso la CASA DELL’ACQUA di Filettole, frazione di Vecchiano. E’ questa la vecchia centrale di pompaggio che serviva gli acquedotti di Livorno e Pisa. La città di Livorno causa la scarsità di acqua potabile decise, dopo avere individuato la falda idrica nella zona vicino al Serchio, di fare dei pozzi di pompaggio a Filettole, per cui in questa zona fu costruita tale struttura nel 1909: Nel 1912 si associò a questo progetto anche Pisa. Furono costruiti una serie di pozzi con pompe a depressione, l’acqua che arrivava in superficie non era pura e limpida per cui fu installato una zona di depurazione con filtri particolari. Col passar degli anni la falda si abbassò ed ecco la necessità di abbassare il piano delle pompe nella stazione di pompaggio. Fu allora che pensarono di far pescare l’acqua direttamente da pozzi costruiti in cemento. Si abbassa ulteriormente la falda e si abbassa ancora il piano delle macchine. Col progresso sono venute pompe ad alta prevalenza, le pompe ad immersione, che vengono affondate nei pozzi e riescono a sollevare l’acqua fino a livello terra, e da qui con altre pompe inviata ai depositi situati in alto da cui per caduta viene immessa nelle condutture dell’acquedotto cittadino. La Casa delle Acque sebbene divenuta inutile, ma si è giustamente deciso di lasciarla con le sue macchine (tuttora funzionanti e mantenute tali dai tecnici addetti) in memoria di quanto fatto nel passato. Questa casa ristruttura sarà la sede di un museo sia per quanto concerne le tecniche dell’acqua, sia per l’eco equilibrio fra natura ed uomo, cercando di rivalutare l’ambiente e rivalutare la bellezza della natura della zona del Serchio e delle colline Vecchianesi.Vi sono, fin da ora, esposti reperti geologici fossili molto importanti compresi oggetti silicei scalpellinati dall’uomo della pietra, che sicuramente è vissuto in quelle zone. Ci è stato ricordato che sulle colline vegetano più di cento qualità di orchidee (specie protetta che non potrebbe vivere e riprodursi in altro ambiente in quanto vivono in simbiosi con un piccolo ragno rosso, caratteristico di quella zona, sulle radici) e altre piante che possono essere adoperate come cibo, tipo la borragine la mentuccia la viola mammola (buona candita o fritta) ecc.
Inoltre vi sono raccolte alcune composizioni, secondo me molto carine ed originali, con materiale di scarto inquinante come la plastica: pupazzi con manici di scopa e stoffa, una locomotiva con tubatura di plastica e scarti vari, fiori fatti con pezzi di contenitori in plastica per l’acqua ecc.
Questo museo ci ricorda il rispetto dell’ambiente a salvaguardia della natura e che l’acqua è un bene prezioso, è la vita. Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di avere acqua abbondante e di portarla direttamente non solo alla città ma addirittura nelle abitazioni. Infatti si hanno reperti storici di acquedotti fino a cisterne, e da qui ai centri con tubature che, oltre le fontane pubbliche, servivano anche le abitazioni. I reperti romani ne sono un esempio (vedi Pompei), ma col medio evo le cose cambiano e la popolazione è costretta ad adoperare acque stagnanti cattive come gusto e  nocive alla salute. Nella zona pisana c’è la “Valle delle Fonti” che domina dall’alto il paese di Agnano, nel comune di S. Giuliano Terme, le cui acque sono sempre state apprezzate per la purezza ed il sapore. Questa valle situata sul versante occidentale dei monti pisani è una stretta vallata situata tra il monte Mirteto ad ovest ed il Monte di Costia Grande ad est ed è attraversata da un torrente, lo Zambra, che scorre tra castagneti lecceti e boschi di acacie. Vista la mancanza di acqua, verso il 1400 a Pisa si sentì la necessità di adoperare le acque di questa vallata, e si pensò di incanalarla con delle condutture. Fu Cosimo I dei medici il primo ad adoperarsi, e, per risparmiare, pensò di costruire un acquedotto interrato. Ma le tecniche di allora non permettevano grosse tubature impermeabili, e l’acqua, oltre alla perdita quantitativa, perdeva qualitativamente e arriva sporca e non potabile. Fu così che abbandonò il progetto che fu ripreso dal figlio Ferdinando I che realizzò un acquedotto sopraelevato tramite archi che da Asciano Pisano arrivava alle fontane pisane attraverso un percorso di circa 6 chilometri. Lungo il percorso furono abbattuti migliaia di pini ed adoperati come palafitte per le fondamenta degli archi, e come materiale edilizio furono adoperati laterizi e pietre abbattendo i ruderi di castelli disabitati della zona. L’acqua delle sorgenti veniva incanalata (le canale erano ricoperte per proteggerle da inquinamenti atmosferici) ed aveva un cammino in discesa. Per frenare la forza dell’acqua l’acquedotto era interrotto da piccoli serbatoi (bottinelli) e da una grossa piscina di raccolta, il Cisternone Mediceo: da qui, grazie al lavoro dei fontanieri (figure per la distribuzione delle acque che tramite apertura e chiusura di chiavi maestre lasciavano passare solo l’acqua necessaria giorno per giorno), veniva distribuita alla città di Pisa. In seguito i Lorena, mantenendo il solito percorso provarono ad incanalare l’acqua in tubature sotterranee (inspirandosi all’opera dei romani per le acque termali di Caldaccoli), e cambiando i materiali utilizzati, prima il piombo poi la ghisa, il progetto riuscì. E’ doveroso dire che ancora oggi alcune abitazioni di Pisa sono servite dal vecchio acquedotto e oltre ad avere una ottima acqua di sorgente, dato che non vi sono i contatori è pure gratis. (Sopra il paese di Asciano, poco distante dal Cisternone, esiste tuttora la casa che un tempo ospitava i fontanieri ed oggi è abitata dai loro discendenti).Queste notizie ci sono state date dagli ospiti, Prof. De Benedectis (Amministratore Laboratorio Acque), il Sig. Claudio Antonioni (Acque S.p.A.), il Prof. Glauco Baldassarri (Associazione Naturalisti Pisani, Sig.ra Lucrezia Scoteci, Sig.ra Elisa Tananti Chiarenzi, Sig. Alessio Giovarruscio, Sig.ra Serena Ciccarelli (questi ultimi due in sostituzione dell’Architetto Eugenia Mura (impossibilitata ad intervenire causa malattia), che con squisita signorilità si sono messi a nostra disposizione.
In seguito abbiamo partecipato ad una squisita cena rustica preparata dai Quattro Chef. Al termine il Presidente ha omaggiato i gentili ospiti con la medaglia della fondazione del nostro Rotary Club Pisa Pacinotti.

Serena ed Alessio    

La Carta Europea dell’Acqua
Promulgata il 6 Maggio 1986Dal Consiglio Europeo

 -Non c'è vita se non c'è acqua. L'acqua è un bene prezioso, indispensabile per ogni attività umana.

- Le risorse d'acqua dolce non sono inesauribili. È quindi necessario salvaguardarle, monitorarle e, se possibile, aumentarne la disponibilità.

 - Peggiorare la qualità dell'acqua significa recare danno alla vita dell'uomo e di tutti gli esseri la cui sopravvivenza è legata a essa.

 - La qualità dell'acqua deve rispettare le esigenze degli utilizzi cui è destinata e, in primo luogo, deve rispettare i parametri che garantiscono la salvaguardia della salute pubblica.

 - Una volta utilizzata, l'acqua deve essere restituita all'ambiente naturale in condizioni tali da non compromettere gli usi successivi, sia pubblici sia privati, per i quali sarà destinata.

 - La conservazione di un manto vegetale appropriato - in particolare quello forestale- è indispensabile per salvaguardare le risorse d'acqua.

 - Le risorse d'acqua devono essere inventariate.

 - Una corretta gestione dell'acqua deve essere programmata secondo un piano stabilito dalle autorità competenti.

 - La salvaguardia dell'acqua richiede uno sforzo consistente in termini di ricerca scientifica, di formazione degli operatori spedalizzati e di informazione del pubblico.

 - L'acqua è un patrimonio comune il cui valore deve essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di usarla con cura e con moderazione.

 - La gestione delle risorse d'acqua dovrebbe tener conto dei bacini naturali piuttosto che delle frontiere amministrative e politiche.

 - L'acqua non conosce frontiere: è un bene collettivo che ha bisogno della cooperazione internazionale.

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CAMINETTO DEL 10 MARZO 2004

Nel Caminetto del 10 Marzo 2004 sono state affrontate cose molto interessanti. L’amico Francesco Lippi anche a nome di Sergio Bartorelli, ci ha annunciato che il 24 Marzo vi sarà una riunione dell’Associazione Pacinotti con Pippo Baudo e Lorella Cuccarini per mettere in scena uno spettacolo al Teatro Verdi il 7 Aprile 2004. Trattasi di uno spettacolo improntato sul balletto: saranno impegnate le scuole di ballo della zona, che sono molte, con saggio e successiva premiazione. Visto il numero delle concorrenti è previsto una affluenza notevole da parte dei familiari ed amici, e nonostante il nostro Club abbia una corsia preferenziale con un certo numero di biglietti riservati, è bene attivarsi in tempo per avere posti al teatro.

Successivamente l’amico Savino Sardella ci ha intrattenuto sul tema “Le varici: inestesismo o malattia?”. Ha esordito col sottolineare che l’insufficienza venosa cronica, di particolare interesse medico, ha anche un enorme interesso socio economico: dato che la malattia è molto diffusa, comporta una notevole spesa a carico del sistema sanitario, e a causa delle ore lavorative perse un costo sociale enorme. Secondo recenti statistiche il 40% della popolazione adulta mondiale ne è affetta con una prevalenza delle femmine con un rapporto 2:1.
Il sistema venoso è caratterizzato da una circolazione superficiale, una profonda ed una che unisce i due sistemi con le comunicanti. Il flusso sanguigno è mantenuto in massima parte dall’azione della pompa del cuore cui si affiancano azioni collaterali come l’azione di pompa dei polmoni durante gli atti respiratori. Il reflusso è sostenuto oltre che dall’azione dinamica del cuore a monte, dal tono del vaso, dall’attività muscolare, dall’efficienza delle valvole semilunari o a nido di rondine, che impediscono al sangue venoso di tornare indietro. Col perdere dell’elasticità si dilata la vena e le valvole sono incontinenti per cui si inverte il flusso nel vaso con una insufficienza venosa. I primi sintomi riconoscibili sono: dolore alle gambe, pesantezza, formicolio, crampi notturni, gonfiore alle caviglie, cambiamento del colore, alterazione del trofismo cutaneo fino alle ulcere premalleolari che sono veramente difficili da curare e guarire per cui non si deve arrivare a questo stadio. Il sistema venoso deve essere controllato sempre e non solo in prossimità delle vacanze al mare per paura di un inestesismo. Il fattore patogenetico più importante è l’eredo – familiarità, però vi sono anche fattori predisponenti quali la prolungata stazione eretta e/o seduta (è ostacolato il ritorno del sangue venoso par la mancanza della spinta dei muscoli della gamba); la vita troppo sedentaria; la gravidanza (con il concorso di un’alterazione ormonale nella donna e per la compressione delle vene del piccolo bacino causa il volume dell’utero, con aumento della stasi); il fumo (per la nota azione tossico degenerativa a livello dei tessuti); le terapie ormonali che causano un’ alterata dinamica circolatoria e tissutale; l’obesità per l’aumento della pressione addominale causa l’adipe; alterazioni posturali come scoliosi e anomalie del bacino che impediscono il normale appoggio della pianta del piede che altera il ritorno venoso; l’abbigliamento come cinture ed abiti stretti e calzature con tacchi a spillo o ciabatte; i lunghi viaggi senza alzarsi a “sgranchirsi le gambe”; l’esagerata esposizione al sole durante le vacanze; massaggi violenti che possono causare microtraumi (casomai un linfodrenaggio). Ne consegue che la prevenzione e la terapia, a parte il fattore familiare predisponente, consiste nel correggere tutti i fattori sopradetti: camminare, attività fisica, evitare di ingrassare, tenere l’intestino regolare altrimenti c’è una congestione del piccolo bacino, dormire e riposare con gli arti sollevati (non con il cuscino sutto i piedi o le gambe sulla sedia perché è controproducente, dato che lasciano libero il poplite e viene a mancare la spinta sul sangue venose nei vasi superficiali e profondi. Come terapia consiglia la calza elastica graduata da portare dalla mattina alla sera dato che l’azione è essenzialmente a livello della caviglia. Vi sono tre gradazioni, la 1^ fino a 18 mm Hg, la 2^ da 22 a 35 mm Hg la 3^ oltre i 35. Possono essere adoperate quelle sotto il ginocchio per i casi dove l’alterazione a alla sola gamba altrimenti dobbiamo ricorrere ai collant che sono ad una sola gamba o totali. La terapia medica: essenzialmente è la preventiva, altrimenti elastocompressiva, poi la chirurgica che può essere ablativa (si toglie la vena interessata) oppure conservativa che va dalla sclerotizzazione al trattamento con radiofrequenze e laser che si basano sull’azione termica che collassa le pareti venose. Savino è stato molto chiaro e credo che molti di noi, appena tornati a casa, ci siamo messi a guardare le caviglie per vedere se avevano un colore diverso della cute o se vi erano dei capillari che non dovevano esserci. Grazie Savino.
 

Pucci Sara Trivella tra Pocci e Cortese Dott. Bernardo Cortese
Successivamente c’è stata la presentazione dei due giovani prescelti per il Ryla e il GSE. Per il primo la scelta è caduta sulla signorina Sara Pucci presentata da Sergio Luppichini, studentessa laureanda in Ingegneria Elettrica che si recherà nella Repubblica di San Marino, per il secondo è stato scelto il Dott. Bernardo Cortese del Rotaract, specializzando al terzo anno di cardiologia presentato da Gerardo Gherarducci, e che andrà nel New Jersey. Si sono impegnati ad operare per tenere alto il nome del Rotary Club Pisa Pacinotti e riferiranno al ritorno dalla loro esperienza rotariana.
 

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CONVIVIALE 17 MARZO 2004

Durante la cena si è svolta la conferenza sul dolore a cura dell'amico Paolo Poli
 
 
CAMINETTO 24 MARZO 2004
Il 24 Marzo 04 è stato caratterizzato per il Rotary Club Pisa A. Pacinotti, da una manifestazione che ha messo in risalto il principio del servire caratteristico del Rotary. Si è svolto presso l’Auditorium “Centro Maccarone” col Patrocinio della Provincia di Pisa alle ore 9, il convegno dal titolo “DINAMICHE OCCUPAZIONALI E RISPOSTE FORMATIVE”.
MERCOLEDI' 24 MARZO 2004 NELL'AUDITORIUM CENTRO MACCARONE CONVEGNO
"ORIENTARE I GIOVANI: DINAMICHE OCCUPAZIONALI E RISPOSTE FORMATIVE"

Il 24 Marzo 2004 presso il centro Maccarone, su iniziativa del Rotary Club Pisa Pacinotti, Rotaract e Interact, si è svolto il Convegno “Orientare i Giovani: Dinamiche occupazionali e risposte formative” in tema di occupazione giovanile. Hanno preso parte: il Presidente del Rotare Pacinotti Ing. Antonio Trivella, il Prof. Giovanni Padroni, Dipartimento di Economia dell’Azienda Università di Pisa, l’Assessore Antonio Melani dell’Amministrazione Provinciale: per le dinamiche nel lavoro delle attività industriali hanno parlato Dott. Giuseppe Barsotti Presidente Unione Industriali, Ing. Lino Martino della Società Piaggio, Ing. Roberto Pasqui Società Siemens, Ing. Valterio Castelli Società TD Group: per le dinamiche nel lavoro nelle attività non industriali la Dott.ssa Cristiana Bruni Segretario generale CCIAA, il Dott. Antonio Caldini Associazione Albergatori: per le offerte formative il Prof. Rocca Lista Provveditore agli studi di Pisa, Prof Emilio Vitale Preside Facoltà di Ingegneria Università di Pisa, Prof. Luca Anselmi Dipartimento di Economia Aziendale Università di Pisa, Prof. Maurizio Berretta V. Preside ITI L. da Vinci Pisa, Prof. Romano Gori Preside Istituto Matteotti Pisa, ha concluso il Dott. Paolo Benesperi Assessore Regione Toscana.

Il rappresentante della Provincia ha puntualizzato l’opera dell’Ente Pubblico per garantire l’integrazione delle funzioni e creare sul territorio una rete integrata di servizi per l’impiego: un modello a livello locale come risorsa primaria dello sviluppo economico del territorio e di sostegno all’occupazione delle forze lavorative presenti concernenti soprattutto i servizi innovativi personalizzati e ciò è possibile con la disponibilità di interlocutori sia pubblici che privati. Sono stati formulati gli indirizzi essenziali in materia di orientamento, formazione professionale e lavoro valevole anche per i diversamente abili, inoltre sono stati siglati i protocolli d’intesa con le principali associazioni di categoria in materia di preselezione e di tirocini che si manifesta con la Fiera Del Lavoro che ha coinvolto tutti i principali settori produttivi della Provincia. Lo strumento di politica attiva lavorativa  principale per l’orientamento sono i tirocini – orientativi attraverso l’integrazione tra Centri per l’Impiego e Informagiovani di Pisa. Importante è conoscere “professionalmente” il tirocinante con la verifica delle competenze e conoscenze, attitudini e disponibilità. Per una buona riuscita occorre un accurato progetto formativo dove la componente formativa prevalga su quella lavorativa. Il portavoce della Siemens sottolinea che nella loro azienda occorrono ingegneri aeronautici e meccanici, economisti, specialisti in elettronica, elettrotecnica, tecnici meccanici e aeronautici: fondamentale la conoscenza della lingua inglese e possibilmente del tedesco, abitudine a lavorare in gruppo, dinamismo e flessibilità che verranno dimostrate con test attitudinali. Questa azienda è pronta a recepire soggetti idonei alla ricerca, alla produzione, alla qualità, alla logistica, sul piano finanziario, per lo sviluppo commerciale, per gli acquisti, per l’apparato dei servizi e per le risorse umane.

La Piaggio ha dato dei numeri: c’è un fabbisogno di 40 - 50 laureati tecnici (80%), laureati in economia ed altre discipline (20%): tutti da inserire nella produzione, progettazione, qualità, logistica, acquisti: nel campo commerciale, amministrativo finanza e controllo. L’azienda ha un turnover fisiologico del 4% per gli impiegati, 6% laureati. Il fabbisogno degli operai è: operai stagionali a bassa professionalità 400 – 600: diplomati tecnici (periti meccanici, aeronautici, elettronici, nautici, elettrotecnici, chimici) 10 -20. Aree di inserimento: 3 – 5 mesi in produzione in aree tecnologiche (qualità, sperimentale), disegnatori CAD, ProE con un turnover fisiologico degli operai del 3 4% ca. Per la formazione è stato rilevato che bisogna dare ad ogni individuo la possibilità di accedere all’informazione ed al sapere. Bisogna investire nell’intelligenza, dove si insegna e si apprende, in modo che ogni individuo possa costruire la propria qualifica; la nostra dovrà quindi essere una società conoscitiva. Teniamo presente l’estensione a livello mondiale degli scambi, dell’informazione e del rapido progresso tecnico scientifico. La scuola, che significa istruire, formare, educare, può fare questo rivalutando la cultura generale e sviluppando l’attitudine all’occupazione. La cultura generale è indispensabile per cogliere il significato delle cose, per capire, e creare: cioè quello che forma l’attitudine all’occupazione. E’ utile dare una istruzione ed una formazione aperta e flessibile per incoraggiare la mobilità dei lavoratori, e valorizzare la personalità dell’individuo. La scuola fin dai primi anni, ha il dovere di far crescere giovani con intelligenza ben strutturata, duttile ed essere pronti alle novità con spirito di iniziativa ed adattamento. Le forme di orientamento devono far orientare scientemente i giovani verso le scelte future, ma devono essere supportate da una pratica nella progettazione del lavoro fino allo stadio conclusivo della realizzazione e della consegna dell’opera: quindi dobbiamo adoperarci per realizzare la formula “a ciascuno un posto ed un posto a ciascuno” cosa possibile con interventi di carattere interdisciplinare tramite la famiglia, la scuola, la società. Quindi grande rilevanza all’informazione, alla formazione ma deve essere presente una adeguata e preparata classe di informatori e formatori.

Panoramica Presidente Ing. Trivella Tavolo Presidenza

Nel pomeriggio alle ore 19 il caminetto è stato impiegato per la conferenza stampa di Pippo Baudo per lo spettacolo di Balletto che si terra in Aprile al Teatro Verdi organizzato dall’Associazione Pacinotti.

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