| RIUNIONI NOVEMBRE 04: Programma del Club - Home Page - Sommario - Archivio riunioni |
| Caminetto 10 Novembre Conviviale 17 Novembre Caminetto 24 Novembre 2004 | ||
| CAMINETTO - CONVIVIALE DEL 3 NOVEMBRE 2004 | ||
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primo appuntamento: il caminetto |
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| Soci in ascolto | L'aiutante del Governatore Pachetti | Altri soci in ascolto |
| Caminetto
straordinario per la presenza dell’assistente del Governatore Pachetti
Gianfranco.
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| SECONDO APPUNTAMENTO: LA CONVIVIALE | ||
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| Un tavolo di soci | Il Presidente con gli ospiti | Altro tavolo di soci |
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Con la presenza di 18 soci (erano 22 al Caminetto, ma
4 hanno dovuto assentarsi per motivi vari), 10 consorti e l’ospite
d’onore, l’Aiutante del Governatore Gianfranco Pachetti, abbiamo
iniziato la conviviale. Cena ottima a base di caccia che ha soddisfatto
tutti i presenti. Alla fine della cena l’amico Duccio Pellegrini ci ha
intrattenuti sul tema "un Senese racconta il
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| Foto inserite nel testo: 1°) Duccio Pellegrini, l'oratore. 2°) Il momento della premiazione. | ||
| Di seguito l'elenco dei
soci nati nel mese di novembre. Auguri di buon compleanno a Diara Alberto, Pellegrini Duccio, Gazzini Giulio, Bertozzi Maria Antonella, Romeo Paolo, Sardella Savino, Luppichini Sergio. |
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| Un ringraziamento particolare agli amici Alberto Diara, la sua compagna Elisabetta e Stefano Landi che nell’Aprile 2004 si ricordarono degli amici del Club mentre se la spassavano comodamente nell’isola di Lampedusa sicuramente ammaliati dal bellissimo mare che la circonda. Cosa possiamo dire se non:- Beati Loro!-: . Allego la cartolina dove si evidenzia la trasparenza ed il magnifico colore del mare. Grazie di nuovo del ricordo che avete avuto verso di noi. | ||
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CAMINETTO DEL 10 NOVEMBRE 2004 ANNULLATO |
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| CONVIVIALE DEL 17 NOVEMBRE 2004 | ||
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| Tavolo della Presidenza | Padroni premiato dal Presidente | Tavolo della Presidenza |
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Nella conviviale del 17 Novembre 2004 eravamo in 37 di cui due ospiti
del Club, il relatore Prof Giovanni Padroni del Rotary Pisa con signora:
20 soci con un percentuale del 50% e 15 consorti. Il Presidente, dopo la cena, spiega il perché ha invitato l'amico Giovanni Padroni a svolgere la conferenza sul tema "Orme pisane in Sardegna". Già da giovane allievo ufficiale, trovandosi in Sardegna aveva osservato la presenza di monumenti di netta fattura pisana. Oggi, andando spesso nell'isola a trovare il figlio, ha visto nel tratto tra Olbia e Sassari chiese isolate in aperta campagna di pregevole fattura e che gli ricordavano l'architettura delle chiese pisane. Per saperne di più, e col desiderio di farci consapevoli di questa cosa, ha invitato Giovanni Padroni , rotariano e professore all'Università di Pisa di materie economico-aziendali e organizzazione dei beni culturali e ambientali, giornalista pubblicista,è appassionato indagatore del fenomeno "immagine".L'amico Giovanni afferma che per lui fotografia è essenzialmente "ricerca", attribuendole
il merito di aiutarlo ad approfondire conoscenza e significati nelle
opere dell'uomo e nella natura.E' convinto che la fotografia sia
sempre filtrata dalla soggettività e che nessuno possa rendere
un'emozione con le fotografie se egli stesso non prova emozioni
scattandole: se si vuole fotografare una cosa, bisogna amarla; solo chi abdichi alla soggettività fa della fotografia un fatto"meccanico" ed oggettivo. La fotografia, ricorda Padroni, è un ponte tra la scienza e l'arte. Porta alla scienza ciò di cui questa ha maggiormente bisogno, il senso artistico, e all'arte la prova che non si può immaginare nulla che non trovi riscontro nelle leggi della natura. Contemplare un'opera d'arte o della natura significa imparare di nuovo a vedere, imparare di nuovo ad ascoltare. Così pian piano, e Padroni ama citare una coinvolgente frase di Susanna Tamaro, la nostra vita diventerà sempre più ricca...Meditare vuol dire essere presenti a se stessi, alla vita e alle persone che ci stanno intorno. Molte immagini di Padroni sono state pubblicate in volumi e prestigiose testate. E' autore di libri fotografici di successo dedicati a luoghi e città a lui cari, descritti anzitutto come segno di affetto e riconoscenza. Nel "suo" viaggio in Sardegna, alla ricerca e nella contemplazione incantata di architetture medioevali erette durante la presenza dei Pisani nell'Isola, ha imparato a conoscere ed amare profondamente questa Terra, asciutta ed essenziale eppure tanto eloquente per chi la sappia ascoltare con rispetto ed umiltà. E' un viaggio nella memoria e nel silenzio che inizia nel passato con la decisione del Rotary di Cagliari e quello di Pisa di assegnare borse di studio per censire i resti della dominazione pisana in Sardegna. Chiese e fortificazioni (perché soprattutto di questo si trattava) vennero passate al setaccio, studiate nel loro splendore o nel loro abbandono. Il risultato di quelle fatiche è stato condensato in un libro e in alcune mostre a Pisa e in luoghi significativi della Sardegna.. .Il relatore afferma che la Sardegna è come un frutto la cui buccia è visibile dal mare, ma bisogna andare all'interno per scoprire le cose meravigliose che racchiude. Passando ad illustrare i capolavori architettonici, al fine di farci comprendere meglio i rapporti Pisa Sardegna fa un rapido excursus degli eventi storici. L'incontro tra Pisa e la Sardegna può essere datato nel 1015 - 1016: a seguito di una incursione di pirati arabi musulmani nella Lunigiana con devastazioni e saccheggi; Pisa si allea con Genova e attacca le basi degli arabi in Sardegna e sconfigge il capo arabo Musetto. In seguito a questo episodio la Sardegna viene assegnata territorialmente a Pisa mediante l'investitura sull'isola ottenuta dal Papa Benedetto VIII.. Nel 1052 i musulmani riescono a riprenderla, ma dopo poco i pisani li ricacciano in mare consolidando l'egemonia sia sulla Sardegna sia sulla Corsica.. Fin dai primi momenti della conquista vengono costruite chiese sparse in tutto il territorio: dove esiste un agglomerato di case sorge una chiesa luogo di riunione e per esaltare il cristianesimo. Giustamente dove esiste un agglomerato di anime, vedi gruppi di pastori che si soffermano in zone particolari per la pastura, sorge una chiesa per poter dare loro possibilità di riunirsi e avere conforto religioso. Queste chiese quindi possono essere datate a quel periodo storico e si spiega il perché di simili gioielli architettonici sparsi nella desolata pianura della campagna sarda. Infatti Pisa non si comportò da dura conquistatrice oppressiva e rapinatrice verso il popolo sardo, ma portò anche la bellezza tramite l'arte della realtà Pisana. Oggi si conoscono circa 200 chiese sparse, ma erano molte di più se si considera l'importanza dell'isola per i pisani. Nel 1077 Gregorio VII concede al vescovo di Pisa, Landolfo, il Vicariato Apostolico sulla Corsica. Non basta, nel 1092 il Vescovo di Pisa ottiene da Urbano II la dignità arcivescovile. Si arriva al 1123, quando per interessi prettamente finanziari, Callisto II cede, in cambio di favori personali, la Corsica a Genova, ma nel 1126 le cose tornano come prima. Un ulteriore rafforzamento Pisa l'ottiene nel 1162 e 1165 quando l'Imperatore Federico Barbarossa concede a Pisa il privilegio sia su gran parte della Toscana sia sulla Sardegna. Però per i pisani le cose cominciarono ad andare male e nel 1275 vengono sconfitti ad Asciano da Lucca e Firenze. Comincia il declino che culmina con la sconfitta delle Melorie nel 1284. Il papa Bonifacio VIII nel 1296 toglie a Pisa l'egemonia della Sardegna concedendola agli aragonesi. Segue una guerra ed un degrado politico ed economico crescente . Nel 1326, con una drammatica sconfitta militare, finisce la grande potenza imperiale di Pisa.. Nell'arco di questi secoli, Pisa ha portato in quest'isola la sua cultura e la sua arte: ne sono testimonianza i molti gioielli architettonici nascosti nell'isola ed in parte dimenticati. Molti di questi non sono rammentati dalla guida turistica, e solo i veri amanti del bello riescono con pazienza e fatica fisica e scoprire questi tesori. La maggior parte delle chiese sono racchiuse in un quadrilatero tra Cagliari, Olbia, la Gallura, Sassari. Tutte queste chiese hanno dei denominatori comuni che sono la policromia, le sculture simboliche tanto care agli artisti del medioevo, le forme caratteristiche tipo i rombi, i catini di maiolica, gli archi, i capitelli con simbolismo animale. Certo in queste opere hanno contribuito anche i sardi, visto la collaborazione reciproca, dato che la Sardegna fu compagna di Pisa nelle vicende politiche ed economiche dell'epoca. In queste opere architettoniche sono presenti, oltre alle forti orme pisane, influenze sarde, borgognone,provenzali, orientali. Il Padroni, per poterci trasmettere la bellezza di queste opere, si serve di 100 bellissime diapositive. Per meglio far capire l'integrazione dell'architettura con la natura ci presenta alcuni scorci di particolari floreali in cui, in un surreale immaginario scenico è incastonata la vaga forma architettonica, più immaginata che reale, della chiesa piccolo gioiello integrato in una natura forte e meravigliosa che si può vedere solo nella Sardegna. Cercherò di riassumerne qualcuna. Saccargia, forse l'emblema di tutte le chiese sarde; nasce con un convento dei camaldolesi ed ha una architettura prettamente pisana. E' caratterizzata policromia, e gli affreschi, nell'abside, di scuola pisana. Dominano le losanghe ed i catini in ceramica. A S.Antioco di Bisarcio, purtroppo in cattivo stato, si nota un sincretismo architettonico tra modi pisani e stilemi Borgognoni .San Pietro delle immagini, situata verso Sassari, ha ancora la cumbessia per i pellegrini ospiti: si notano immagini caratteristiche con simbologie medioevali sulla natura dell'uomo: la facciata è fatta con materiale bianco e nero mentre l'abside è costruito con materiali locali. San Pietro a Bosa del 1073: somiglia all'architettura di San Piero a Grado ed ha l'armonia delle chiese di altre culture medioevali. Vi sono bellissimi dettagli di capitelli ornati da immagini. Abbiamo già detto che vi sono pregevoli chiese piccole e in località disabitate nel contesto della natura incontaminata dall'uomo ed un esempio è Nostra Signora de Cabu Abbas a Torralba con caratteristiche simbologie sacre medioevali. Ci fa vedere la foto di San Giovanni Battista a Orotelli, quindi San Michele di Selvenero che richiama ancora l'architettura di San Piero a Grado, poi S. Nicola di Trullas a Semestene, compatto blocco lapideo di impronta camaldolese. Da notare che quasi tutte queste chiese sono state restaurate solo nella copertura per la protezione dalle intemperie, per il resto sono restate praticamente come allora. Uno sguardo particolare a San Lorenzo a Silanus dove si nota un sincretismo tra valori religiosi e terreni, e spicca il particolare di un Nuraghe vicino alla chiesa, che mostra strutture semplice ma con dettagli veramente belli. Certo questi dettagli vanno saputi cercare perché nascosti a prima vista, come d'altronde accade nelle chiese anche più famose di quei tempi. Caratteristico San Nicola ad Ottana per il pulpito sorretto da capitelli che risalgono ad un periodo precedente all'arte pisana, forse recuperati da precedenti opere fatte da altri artisti. Anche Ardara, Nostra Signora del Regno, è fortemente
caratterizzata da dettagli pisani. San Nicola di Silanos a Sedini, abbazia benedettina, è un rudere abbandonato con l'impronta di un maestro lucchese, in rovina ma di straordinaria bellezza, mentre S.Simplicio ad Olbia è ben conservata e ricca di particolari. Se arriviamo a Porto Torres, nel mezzo alle varie abitazioni troviamo S.Gavino, una delle più belle chiese sarde. Inoltre San Pietro di Sorres a Borrutta.Anche questa è molto simile all'arte pisana ma si notano nei particolari anche l'arco islamico, retaggio della cultura araba. Notevole Nostra Signora di Tergu a Castelsardo fatta con materiale rosso e molto raffinata. Di Nostra Signora di Castro oltre alla chiesa sono restati interessanti ruderi di un vecchio convento.. Anche in San Giusto di Oristano si trovano forti tracce dell'architettura pisana. La chiesa di San Platano a Villaspeciosa ha tracce provenzale ma con stilemi pisani: infatti nel 1141 nel Giudicato di Cagliari vi lavoravano molti artisti pisani e ne è prova la torre dell'Elefante a Cagliari che racconta Pisa e la sua storia insieme a molti stemmi di famiglie pisane nelle mura della città .Il Campanile del duomo di Cagliari è originale a differenza della chiesa, parzialmente ristrutturata. Il pergamo di Guglielmo proviene da Pisa ed i calchi sono conservati nel Museo dell'Opera del Duomo in Piazza dei Miracoli. In seguito alle vicende storiche dette all'inizio, la Sardegna viene ceduta agli Spagnoli che ne influenzano gli usi e i costumi come dimostra la processione di S. Efisio che si tiene il primo maggio a Cagliari.. La storia della Sardegna prosegue, ma non può dimenticarsi di Pisa che ha lasciato forti e significative impronte, anzitutto di tipo culturale. La proiezione si chiude con una suggestiva immagine di un' Isola bellissima, terra chiusa ed aperta dal mare.
Grazie Padroni, ci hai fatto rivivere, con un grande amore per l'arte e
la Bellezza, la realtà e l'immaginazione di un lungo periodo che
ha visto Pisa primeggiare nel mediterraneo e nel mondo allora
conosciuto, fino al tramonto, triste, del suo impero..
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| Le foto: Giovanni Padroni mentre parla. Uno dei tavoli dei soci | ||
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| CAMINETTO DEL 24 NOVEMBRE 2004 | ||
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Il presidente apre con il: 1° punto: comunica di critiche fatte tramite lettera firmata (le firme sono illeggibili) al segretario Arturo Nebbiai sul modo come sono state effettuate le votazioni per il presidente 2005- 2006. De Felice legge gli articoli del regolamento da dove risulta che dall’avviso delle elezioni primarie alle elezioni stesse c’è stato il tempo per i soci di organizzarsi per essere presenti alla votazione. Erano presenti 24 soci, più del 50%, ed il risultato ha fatto emergere un solo candidato. Dopo il tempo richiesto dallo statuto, in sede di elezione definitiva, essendoci un solo candidato è stato ritenuto inutile una votazione canonica ed è stato proclamato Presidente il candidato designato con decisione unanime dei presenti. Quindi tutto regolare. Il presidente sottolinea che il Segretario è il Segretario del Club, cioè di tutti i soci e si assume le responsabilità davanti al Presidente: quindi se c’è da fare delle critiche, sempre ben accette per poter far meglio funzionare il Club nel futuro, queste devono essere fatte al Presidente stesso. Infine fa una spassionata riflessione: siamo fra amici e non serve trincerarsi dietro una assurda burocrazia, chi ha da dire qualche cosa lo dica e tutti assieme risolveremo qualsiasi malinteso. Ricordiamoci che il Segretario fa un lavoro impegnativo che ruba ore alla sua professione, quindi per essere motivato ha bisogno di una certa comprensione, anzi di un elogio per quello che fa. Passa a 2° punto: i "Cavalieri Rotariani" di Todino invitano i soci che sono interessati, a delle gite turistiche a cavallo nelle compagne del luogo. Al 3° punto: il Presidente di un Club di Bologna chiede contributi per una Dottoressa impegnata alla lotta contro l’AIDS in Africa dove è molto diffusa. Chi vuol contribuire si rivolga alla Segreteria per gli estremi del versamento. Al 4° punto: il Club di Ferra si offre da farci da guida per la mostra sul "Cubismo". Chi è interessato può chiedere istruzioni al presidente. Al 5° punto: sono stati inviati biglietti per la mostra dell’artigianato e dell’antiquariato di Parma. Il Presidente, che ha già visinato nel passato tale mostra, riferisce che è interessante, e suggerisce, qualora vi fossero persone interessate, di farne lo scopo per una visita a carattere sociale. Magari noleggiando un pullman oppure se sono in pochi soci organizzarsi per andare in macchina. La manifestazione si svolge il 1 Dicembre e sono a disposizione 26 – 28 biglietti. Al 6° punto: per la festa degli auguri di Dicembre, la data è obbligata dato che altri mercoledì sono occupati dalla festa del Club Pisa. A questo proposito ribadisce che vuol avere buoni rapporti col Pisa dato che sono pochissimi quelli che ci osteggiano: ne è la prova il fatto che soci del Pisa vengono volentieri alle nostre conviviali e si prestano a fare conferenze ed hanno parole di elogio sul modo di condurre le nostre iniziative dei Club. Per quanto riguarda la sede il Presidente ricorda che facciamo parte di un consesso internazionale e dobbiamo attenerci a delle regole che valgono per tutti i Club, una delle quali è che manifestazioni canoniche, tipo la festa degli auguri, devono essere fatte nella sede istituzionale anche per reperibilità di una ipotetica presenza di soci di club di altre città. Al 7° punto: per quanto riguarda il Premio Pacinotti, c’è l’orientamento di assegnarlo al Prof. Rubbia, il valente fisico, ma sorge il ragionevole dubbio che, anche se accetta, non sia presente. Gli è stata inviata le lettera di invito ma a tuttora non c’è risposta, per cui converrà rivolgere l’attenzione ad altra personalità. All'8° punto: per il centenario fu stabilito di donare un’autoambulanza ad una associazione. E’ arrivato un preventivo con il costo di 25.000 €, cifra per noi troppo alta. Potremmo fare debiti o leasing, ma il Presidente non vuol lasciare debiti in eredità al futuro direttivo, per cui dovremo ricorrere a mezzi più convenienti. A questo punto si chiude il caminetto e di seguito si riunisce il direttivo. |
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