ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto 13 Ottobre 04     Conviviale 20 Ottobre 04   Caminetto 27 Ottobre 04
 
CONVIVIALE DEL 6 OTTOBRE 2004
 

Dott.ssa Garzella ed il Presidente Tavolo della presidenza Dott.ssa Garzella e prof Ursino
Tavolo giovani Dott.ssa Garzella che parla Tavolo soci
 

Alla presenza di 41 convitati col 50% di soci, gli ospiti del Club Prof Ursino Presidente del Pisa Galilei e Signora, Martini Presidente del Club Volterra e Signora Lilia e sei giovani del rotaract, si è svolta la conviviale del 6 Ottobre 2004 che ci ha regalato una dotta ed esauriente conversazione della dott.ssa Gabriella Garzella, docente di storia medievale dell’Università di Pisa e valida studiosa della Pisa antica. E’ una nostra vecchia conoscenza per avere in passato dissertato su Pisa ed il mare in una precedente conviviale. Nonostante si sia scusata del poco tempo a disposizione per preparare la conferenza, ha affrontato la storia della chiesa di San Pietro in Vincoli, per i pisani la chiesa di San Pierino, uno dei più belli edifici sacri pisani e recentemente restaurato e nominalmente restituito alla cittadinanza: dico nominalmente in quanto è praticamente impossibile visitarlo. A questo proposito il nostro Club ha in mente di fare qualche cosa per renderlo effettivamente al pubblico.

Pisa ha avuto molte chiese dedicate all’apostolo Pietro, e le possiamo elencare: S. Pietro in Corte Vecchia ora S. Rocco, S. Pietro in Palude una delle più antiche risalente alla prima metà del XII° secolo poi ristruttura in abitazione civile nel luogo dove c’è la trattoria Sant’Omobono nella zona del mercato, S. Pietro a Ischia della seconda metà del XII secolo e oggi S. Apollonia ad est della chiesa dei Cavalieri, S. Pietro in Cisanello ora scomparsa, S. Luca nella parte meridionale della piazza del tribunale. Sicuramente tutto comincia con la prima chiesa di S. Pietro a Grado che sembra sorga sul luogo dove è sbarcato S. Pietro per iniziare l’evangelizzazione in Italia: qui avrebbe costruito un altare ed in seguito una cappella con il conseguente sviluppo fino alla chiesa attuale che risale al 1300. Il culto Pietrino ha un forte seguito nella zona e nella piccola città di Pisa, situata sulla destra dell’Arno che la delimita a sud ad ovest Via S. Maria ad est il Borgo, sorgono varie chiese a lui dedicate. Una delle più antiche è la chiesa di S. Pietro ai Sette Pini, situata all’esterno del confine est dove oggi sorge S. Pietro in Vincoli detto S. Pierino. Era detta "In Vincoli" per rafforzare maggiormente il culto Pietrino ricordando la prigionia del santo ed il miracolo della liberazione dai vincoli. Per quanto riguarda tutte le chiese descritte e sorte nel XII° secolo, Pisa, benché occupata dai Longobardi, era sotto il dominio di Lucca e le documentazioni relative non si trovano negli archivi pisani: solo col XIII° secolo Pisa acquista identità propria e solo da allora vi sono varie documentazioni. Col passar degli anni il Clero si rafforza e diviene una realtà cittadina, da questo periodo si trovano tracce di contratti di varia natura e documenti testamentari stilati tra questo e la cittadinanza. Per S. Pierino abbiamo sì documenti che ne parlano, ma non v’è traccia dell’ubicazione; solo ultimamente è venuto alla luce un documento del X° e XI° secolo dove viene concesso un livello ai cittadini per un Catarino (edificio o in fase di ricostruzione o in continuo disfacimento) che è la chiesa dei Sette Pini fuori le mura, abbandonata e degradata, e dalla descrizione dell’ubicazione si presume si trovasse dov’è l’attuale S. Pierino: quindi molto probabilmente questo fu costruito sulle vestigia di S. Pietro ai Sette Pini. Iniziata la costruzione nel 1074, undici anni dopo l’inizio della costruzione della Cattedrale, e consacrata dal Vescovo Pietro Morioni il 19 Novembre 1118 con la deposizione dentro l’altare maggiore di numerose reliquie (legno della croce, il velo della Madonna, gli abiti degli Apostoli e i corpi di alcuni santi). La veridicità di questo può essere dedotta dalla scoperta di lamine plumbee, adoperate per racchiudere le reliquie, trovate durante la ristrutturazione della chiesa durante la costruzione dell’edificio cui doveva essere aggiunto il refettorio, il dormitorio, il chiostro, tutte strutture necessarie per il nuovo concetto di un clero che vuol distinguersi dalla decadenza della chiesa romana, e quindi fondare delle comunità clericali dove possano convivere questi prelati con norme che ricordino il primo cristianesimo. Nell’ampliamento di San Pierino è compreso l’acquisto da privati di una casa torre che verrà trasformata in campanile (documento importante perché è specificata la descrizione con le misure dello stabile). Il trasporto delle reliquie in S. Pierino dalla Cattedrale mentre era in fase di costruzione, è dimostrato dalla documentazione di una solenne processione a cavallo organizzata dall’Arcivescovo Federico Visconti che partiva dalla piazza della Cattedrale ed arrivava sulla pizzetta di S. Pierino per rievocare il tragitto fatto dalle reliquie trasferite dalla cattedrale alla chiesa di S. Pierino. In questa canonica aveva eletto la propria dimora l’Arcivescovo stesso, forse per allontanarsi dal clero della Cattedrale con cui era in disaccordo, oppure per essere vicino ai possedimenti della famiglia Visconti che erano vicini alla chiesa. S. Pierino ha una struttura architettonica a due piani, la Cripta a piano terra, aperta al pubblico con archi nel cui ambito oltre che servire da cimitero venivano fatte pratiche notarili e di altri commerci: al piano superiore la chiesa vera e propria. In Pisa vi sono moltissimi esempi di questo tipo di architettura sacra a due piani, vedi S. Felice e Regolo oggi sede di una agenzia della Cassa di Risparmio di Pisa dove si vede bene il piano terra delimitato da colonne ed aperto alle attività pubbliche, S. Filippo dei Visconti, S. Luca nella piazza del tribunale, S. Iacopo dei Mercati: queste chiese in seguito sono state adibite ad abitazione privata, la cripta è stata chiusa con muri tra le colonne per farne stanze abitabili. Rimane memoria di queste nel nome che hanno dato alle strade e alle piazze. La città si ingrandisce e la comunità ecclesiale si rafforza, acquista potere politico ed economico e ne sono riprova i contratti con privati, come l’assegnazione di lotti per costruire case a chi ne ha bisogno visto che quella parte della città era in continuo sviluppo per la forte immigrazione, oppure contratti per assegnare una parte di luogo pubblico per commercio. San Pierino acquista sempre più importanza, si è ingrandita con una Canonica in cui sono custodite le Pandette che in seguito saranno trasferite dai Medici in Firenze. Questi documenti sembra siano in possesso di Pisa dal VI° secolo, ma più probabilmente sono stati portati da mercanti pisani che operavano nella lontana Bisanzio, oppure trafugate ad Amalfi durante il sacco di questa città. Vegliavano su queste dei magistrati che dovevano curarne l’integrità ed avevano la possibilità di consultarli: forse anche per la presenza di questi documenti importantissimi l’Arcivescovo Visconti aveva eletto la propria residenza in questo complesso edilizio della chiesa, dove faceva molte prediche ed era seguito da un folto pubblico visto l’ascendente che S. Pierino aveva sulla cittadinanza pisana. Pian piano l’importanza di questa chiesa decresce e dopo il 300 è affidata ad un priore fino a divenire una semplice parrocchia com’è oggi. L’augurio di tutti è che in prossimo futuro possa essere visitata da cittadini e turisti.

Vari momenti della conferenza e della premiazione da parte del Presidente alla Dott.ssa Garzella
Notizie architettoniche ed artistiche su San Pierino
 

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CAMINETTO 13 OTTOBRE 2004
 

Nel Caminetto del 13 Ottobre 04 il Presidente ci informa che sono in programma due visite improrogabili:
I°) la visita del Governatore che avverrà di Martedì, per cui dobbiamo spostare la data della conviviale
II°) la visita del rappresentante del Governatore. Per questo ultimo, in accordo con i presenti al Caminetto, il Presidente prospetta di farla durante una conviviale dandoci appuntamento per un congruo periodo di tempo prima, in modo da svolgere la cerimonia della visita come se fosse una Caminetto: in questo frattempo le signore possono attendere nella hall dell’albergo in attesa dell’inizio della conviviale. Questa riunione potrebbe essere fatta per i 3 Novembre 04.
Ribadisce i suoi tre progetti, il "Premio Pacinotti", l’autoambulanza ed il convegno. Mentre ha ben chiaro quello che deve essere fatto per i primi due, per quanto riguarda il convegno ha delle titubanze essendo una manifestazione nuova per la sua esperienza, per cui chiede aiuto sia per la parte scientifica, ha affidato la commissione a Bernardini e Mallegni, ma anche per la parte materiale operativa, restando fermi gli incarichi istituzionali già affidati. Ci anticipa che potrebbe essere una cosa veramente grossa con il coinvolgimento di personalità ed enti importanti.

A questo punto il Tesoriere doveva illustrare il bilancio consuntivo dell’annata 2003 – 2004, ma per mancanza di tempo l'esposizione è stata spostata al prossimo caminetto, mentre è stata consegnata copia del bilancio stesso.

Nelle immagini: Il Presidente ed il Segretario Nebbiai - l'ex Tesoriere Sbrana

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CONVIVIALE 20 OTTOBRE 2004
 

Tavolo della presidenza Il Presidente introduce l'oratore Il Presidente ed il dott. Carmassi
 

Nella conviviale del 20 Ottobre 04 c’erano 40 presenze con una percentuale del 39% di soci ed alcune signore. Ospiti del Club il Dott. Neri presidente della "Tavola Rotonda" un club espansione del Rotary come tappa intermedia tra il Rotaract ed il Rotary e signora; presenti anche cinque ragazzi del Rotaract ospiti del Presidente. Infatti il Presidente ha esordito con dire che questa serata era dedicata ai giovani, perché è su di loro che dobbiamo investire per poter avere un valido ricambio nella famiglia rotariano: dobbiamo aiutarli per dar loro la possibilità di esprimere quelle che sono le loro aspirazioni. Il relatore, dott. Carmassi, è un giovane, laureato con 110 e lode in lettere e filosofia, che affronta il problema delle difficoltà incontrate all’università facendo delle riflessioni, impressioni ed esperienze personali, su cosa offre e può offrire la preparazione universitaria nell’affrontare la realtà della vita professionale dei giovani che affronteranno la vita vissuta del dopo laurea.

Inizia con il primo impatto alquanto negativo del momento dell’iscrizione: un ambiente piuttosto fatiscente, una fila enorme di persone in attesa di espletare le pratiche burocratiche, ciò non accadeva al Liceo, ma quello che lo ha colpito è il commento degli studenti: pochi di loro, circa il 30% arriveranno alla laurea (statistiche dettate dalle chiacchiere di corridoio ed improntate al peggior pessimismo). Come aspettativa del futuro era alquanto scoraggiante e si ritrova davanti alla realtà con la paura di non farcela: da qui la prima domanda = ce la farò?. Ma subentra la ragione e si consola col dire "bisogna studiare e riuscirò". Anche al Liceo valeva la solita regola ma la percentuale di fallimento era di gran lunga inferiore, quindi c’è un qualche cosa che differisce dall’università e cerca di capire questo quid. Esamina per primo il rapporto con i professori che al Liceo erano essenzialmente dei giudici che giudicavano ciò che avevi appreso: all’Università si accorge che ha a che fare con degli uomini che sono disposti e si impegnano a trasmettere il loro sapere e le loro esperienze agli studenti. Ma questo implica la necessità di saper fronteggiare e come comportarsi con il professore; devi parlare, dialogare con lui alla pari da uomo ad uomo, cosa questa che manca al Liceo. Porta come esempio gli esami: al Liceo vieni giudicato all’Università è un colloquio di compartecipazione dove non c’è lo studente da giudicare ma c’è il professore che è un testimone dell’opera che hanno svolto assieme durante il corso. Afferma che l’Università è cambiata, oggi c’è una prima fase di apprendimento propedeutico cui segue una fase di approfondimento: cambia la metodica, viene data una base su cui devi successivamente ragionare in modo da poter coagulare ciò che sai con ciò che apprendi, in ultima analisi l’Università deve aiutare a crescere. Alla fine dello studio subentra un’altra domanda: come entro nel mondo del lavoro? Sono adatto al lavoro?. L’incognita è questa, riuscirò, sarò pronto?
Teorizza che da una parte occorre la comprensione del problema ma dopo necessita il giudizio che va elaborato sulla base della comprensione, su quello che hai imparato: in ultima analisi di quello che sai. Ecco di nuovo la domanda: riuscirò a vivere? E da qui lo scontro – confronto, il chiederti se sei capace di reggere al confronto stesso.
C’è una diversità tra l’interno dell’Università e la realtà esterna all’Università: dentro sei come un bambino protetto dal guscio ma devi uscire da questo stadio ed è l’Università stessa che deve aiutarti in questo passo determinante per la vita futura. L’Università, per il relatore, è un’esperienza positiva per affrontare la vita, perché ti permette di cambiare la mentalità e ti prepara al futuro.
Afferma che l’Università sarà cambiata nello studio e nella metodica ma la missione, il compito di formare degli uomini pronti alla vita, è restata immutata: importante è far crescere oltre che cambiare, e questo lo fa l’Università. Ti permette di crescere perché è fatta di uomini che lavorano per gli altri uomini, è un grande organismo umano che accoglie, matura, fa crescere e fa divenire uomini. Sicuramente è capace di formare degli uomini pronti per la vita, ma, a questo punto il relatore ha una nota di sconforto, per quanto riguarda il lavoro il giudizio non può essere positivo, forse è meglio dire: NI.

Queste riflessioni personali sono convincenti ma possono anche essere non accettate, con tutto questo è importante la riflessione e l’analisi di un giovane che mi sembra sia pronto ad affrontare la vita che purtroppo è più dura di quanto uno possa credere.

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CAMINETTO 27 OTTOBRE 2004
 
Nel Caminetto del 27 Ottobre 04 è stato eletto per acclamazione come Presidente dell’annata rotariano 2006 – 2007 l’amico Francesco Lippi. Non è stata necessaria la votazione canonica in quanto allo sfoglio delle schede delle primarie, fatte durante il precedente Caminetto, è risultato avere ottenuto su 25 presenze ben 24 preferenze.
Di seguito il Presidente ha illustrato in grandi linee gli eventi importanti per i mesi da Novembre a Gennaio. Nella conviviale del 3 Novembre sarà presente l’aiutante del Governatore (Pachetti): ci sarà una chiacchierata col direttivo prima di iniziare la conviviale vera e propria. Il 15 Dicembre faremo la festa degli Auguri. Il Caminetto del 29 Dicembre sarà un pro forma con un brindisi e lo scambio di auguri tra amici. Se le cose vanno secondo le intenzioni del Presidente per l’ultimo dell’anno potremmo organizzare un cenone di capo d’anno al ristorante dell’Ippodromo, assieme al Kivanis e agli Amici della Grappa.
L’11 Gennaio 2005, di Martedì, avremo la visita del Governatore: per conciliare i nostri orari il 5 Gennaio faremo il Caminetto, l’11 la Conviviale e ripeteremo la Conviviale il !9 Gennaio per riprendere il ritmo consueto. Per Martedì 11 Gennaio c’è il problema dove fare la Conviviale; qualora l’Hotel dei Cavalieri non fosse libero cercheremo un altro locale.
Dopo è stato presentato un ospite gradito, Massimo Marchetti del Rotary di Lodi.
A questo punto il Presidente dell’annata rotariano 2005 – 2006, Rodolfo Bernardini, ha presentato la squadra da lui scelta per il nuovo esecutivo (vai al Direttivo). Di ciò è stata è stata data notizia anche sulla stampa locale.
Ci siamo lasciati facendo i sinceri auguri all’amico Francesco Lippi che mi permetto di rinnovare a nome di tutti da questa pagina web. 

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