ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto del 9 Febbraio 05      Conviviale 16 Febbraio 05   Conviviale 23 Febbraio 05
 
CONVIVIALE DEL 2 FEBBRAIO 2005
 
Parte del tavolo Presidenza Prof. Bartolozzi al tavolo presidenza  Il Presidente premia il Prof Bartolozzi
 
RADIOLOGIA E RICERCA STORICA
Conversazione del Prof. Bartolozzi: Direttore Radiologia Ospedale Santa Chiara di Pisa
 

Il Presidente dà il benvenuto al conferenziere prof. Bartolozzi e Signora ed al dott. Casari Presidente degli studi Bancari e Signora. Prima di passare la parola all’oratore legge la lettera di ringraziamento del Governatore per l’accoglienza ricevuta, lettera che in calce allego in formato fotografico.
Bartolozzi inizia col dire che essendo un radiologo l’auditorio potrebbe pensare ad una chiacchierata sulla sua professione che avrebbe certamente annoiato: in questa conversazione c’è un collegamento con la professione ma indirettamente, infatti un radiologo lavora con le immagini che sono l’essenza della natura, anche se con la radiografia si perde una parte della realtà come il colore. Afferma che le immagini servono a destare l’attenzione e a veicolare il concetto espresso con le parole: a volte esprimono più delle parole, vedi le classiche barzellette "senza parole", oppure la rappresentazione fotografica di episodi epicali come l’abbattimento del muro di Berlino ben rappresentato con l’immagine della donna col cappello della polizia della Germania dell’est, che ha fatto il giro del mondo, oppure le immagini di Boccioni o Sironi e di altri che hanno illustrato il futurismo meglio dei discorsi strampalati di Marinetti. Chiarisce che l’immagine va vista, ma anche osservata ed interpretata. Ci fa vedere alcune figure che, a seconda dell’interpretazione soggettiva, possono essere interpretate come mogli o zie, ed altra immagine dove possono essere visti angeli o demoni: quindi occorre l’interpretazione oltre l’osservazione. A questo punto ci parla del fenomeno detto serendinità, non nel senso di casualità, ma nel senso dell’osservazione di un fenomeno che molti altri hanno visto ma non osservato nella sua essenza: caratteristico l’episodio di Galileo Galilei che osservando l’oscillazione del lampadario nel Duomo di Pisa, cosa fatta da tantissime persone, ha interpretato l’immagine e da questa interpretazione ha dettato le leggi fisiche del pendolo. Quindi ci fa rilevare che per conoscere bisogna anche interpretare: un gruppo di ricercatori americani hanno rilevato quali erano i punti dove cadevano gli occhi degli osservatori su di un famoso quadro di un giapponese, "la Grande Onda". I punti osservati sono moltissimi, l’unico punto non osservato è il cartiglio in alto, la firma dell’autore: questo perché? Perché non era compreso, essendo in caratteri cinesi. Ecco la necessità anche di conoscere per interpretare. Poi passa allo studio della figura: per i medici l’anatomia è determinante dato che la figura dell’uomo è la sintesi di parti anatomiche ben distinte, e fin dall’antichità sono state tradotte in immagine: a quei tempi gli scienziati erano anche degli artisti come si può dimostrare dalle loro opere grafiche e pittoriche. A Firenze nel museo della "Specola" vi sono delle cere fatte dallo Zumbo, ceroplasta del sud, che ha fatto riproduzioni eccezionali con particolari anatomici da scienziato; però aveva un segreto che l’oratore prometti di rivelare alla fine della conferenza. Ad ogni modo è fondamentale sapere che l’immagine è la copia fedele della realtà. Con la metodica odierna la tecnologia dell’immagine può arrivare a spogliare l’oggetto delle cose superficiali per andarne a scoprire l’interno e questo non solo materialmente ma anche funzionalmente. Se Rembrand dipingesse oggi la "lezione di anatomia" al posto del cadavere ci sarebbe lo schermo del computer che rileva l’analisi dell’immagine. A questo punto presenta la foto del laboratorio della galleria degli Uffizi dove sono presenti varie strumentazioni di tecniche moderne per l’esame delle opere in modo da stabilirne le condizioni di degrado od altro. Proietta una serie di immagini che fanno vedere, con foto agli infrarossi, lo stato di benessere o malessere delle "Tre Grazie" del Botticelli od il degrado degli affreschi del Mantegna nella "camera degli sposi" a Mantova, dopo che questa era stata adibita ad archivio con deturpazioni per muratura di scaffali e con vari rifacimenti di particolari andati distrutti. Con questi sistemi possiamo studiare l’opera pittorica fin dalle prime fasi di realizzazione ed emergono i vari ripensamenti che può avere avuto l’autore, come il dito di troppo che il Botticelli aveva fatto ad una delle grazie, o alle varie disposizioni di parti dell’opera di grandi artisti che poi trovi cambiate nell’opera finale. Addirittura con l’esame rxgrafico si scoprono cambi di commissioni, cioè rifacimenti su quadri già iniziati e forse disdetti dal committente come la "cortigiana al balcone" del Goya realizzata sopra un soggetto sacro e precisamente una deposizione. Non solo, ma è stato possibile con questi sistemi, di attribuire opere importanti ai veri autori, vedi il caso di Sofonisbe Ristori detta dal Vasari "la Femmina Cremonese", pittrice della corte di Filippo II° di cui non si sentì più parlare e neppure dei suoi lavori: il motivo era che i suoi magnifici quadri venivano etichettati da una altro pittore di corte.
A questo punto ci rivela che nel loro istituto hanno una branca specialistica, la "Paleopatologia" diretta dal Prof Fornaciari che lo impegna a tempo pieno per lavoro mentre lui e i suoi collaboratori lo fanno per passione nei ritagli di tempo libero. In questa divisione vengono studiati reperti antichi come ad esempio una mummia del periodo tolemaico studiata, senza aprirne il sarcofago, con la RM e attraverso le diverse immagini e col contributo del nostro amico Mallegni è stata ricostruita l’immagine reale della mummia. Ricorda di altri casi emersi dai restauri, come le tombe sotto l’altare maggiore della chiesa di San Francesco d’Assisi, che visto il luogo di sepoltura, sicuramente erano personaggi importanti. In una di queste fu ritrovata una mummia ben conservata (racchiusa nella tomba di marmo ne ha permesso la conservazione) e chiamata la "Dama dei Pizzi" per l’abito ornato da tali guarnizioni: ebbene dalle scansioni della RM si è potuto dimostrare che era morta per emorragia post partum (a questo punto il relatore fa una confessione: finché si trovano davanti ad un reperto di 500 anni fa, sono coinvolti come ricercatori, quando invece riescono a dare un nome al reperto allora vengono coinvolto come se fosse un fatto attuale). Si trattava, stabilito da ricerche storiche, di una giovane donna della famiglia Bacci di Arezzo. Bartolozzi ci presenta anche il caso di Boccherini, il grande musicista, che fu chiamato a Madrid dove morì ed ivi sepolto nella chiesa di San Giusto. Nel periodo fascista la salma fu traslata a Lucca, paese d’origine. Rimase il dubbio che la salma sepolta assieme ad altri personaggi con le scritture sulle lapidi indecifrabili, non fosse quella del Boccherini. In occasione di un restauro del luogo di sepoltura a Lucca, si pensò di esaminarne lo scheletro e fu trovato che le ossa delle mani presentavano deformazioni compatibili al prolungato uso dell’archetto e delle alterazioni degli arti inferiori con un varismo che era spiegabile con il tenere il violoncello tra le gambe dato che a quei tempi lo strumento non aveva il puntale: per questo siamo quasi certi che sia veramente la salma di Boccherini. Altro caso interessante viene dalle tombe della chiesa di San Domenico a Napoli dove si trovano i sarcofagi che raccolgono le mummie ben conservate degli Aragonesi. Interessante la storia di Isabella d’Aragona, una delle donne più belle del rinascimento assieme a Isabella D’Est, Caterina Sforza e Lucrezia Bolgia, che per varie ragioni erano legate da parentela. Isabella D’Aragona va sposa a Gian Galeazzo Sforza che muore giovanissimo e lascia una ancor più giovane vedova, che per allontanarsi da Milano, sia per il clima sia per paura del nuovo signore Ludovico il Moro, torna a Napoli e qui dopo la morte viene sepolta. C’è stato un momento in cui si pensò che fosse la modella della "Gioconda" di Leonardo da Vinci ritratta nel periodo in cui il pittore era a Milano: per questo ne viene studiata la salma ma i parametri antropometrici escludono che sia la "Gioconda". Però da queste ricerche emergono cose interessanti: il cranio presenta una dentatura completa, ma dalle foto si vede che la superficie dentale è abrasa come da pietra pomice. Indagando nelle parti dei denti posteriori è stata trovata una sostanza nerastra che è risultato trattarsi di mercurio. Nella sua intossicazione c’è una colorazione nera allo smalto e la giovane vedova cercava di toglierla con la pietra pomice. La spiegazione è che Isabella era affetta da sifilide come del resto tutti gli Aragonesi: caso classico Ferrante II° D’Aragona. A quei tempi come terapia venivano adoperati i vapori di mercurio assimilati dal corpo tramite una sauna satura di tali vapori. Bartolozzi ricorda altri personaggi studiati come i Medici sepolti nelle "Tombe Medicee" di Firenze. Il Fornaciari ha ottenuto il permesso di studiarne i resti, in particolare Giuliano dalle Bande Nere a causa della strana morte per una ferita mal curata forse per dolo, Cosimo, Lorenzo il Magnifico ecc che risultano essere stati tutti affetti da artrosi e gotta. Questo è stabilito da reperti radiografici che sono compatibili con le alterazioni anatomiche evidenziate dal pittore "il Ghirlandaio" che li aveva ritratti però 70 anni dopo la loro morte, quindi sul ricordo di chi li aveva conosciuti bene. Invece chi veramente li aveva conosciuti era il Poliziano che aveva assistito anche alla morte del giovane Giuliano in Santa Maria del Fiore (allora Santa Reparata) nella congiura dei Pazzi e raccontò essere il Giuliano morto sotto i colpi di pugnale dei sicari. Ha mentito perché studi sul cranio di Giuliano dimostrano essere stato ucciso a colpi d’ascia. Il motivo della menzogna è che la morte per ascia era riservata agli assassini mentre la morte col pugnale era prerogativa del guerriero, e, forse anche per tramandare ai fiorentini l’immagine di Giuliano, bellissimo giovane ritratto dal Botticelli nelle vesti di Mercurio nella "Primavera". A questo punto l’oratore ci rivela il segreto dello Zumbo: facendo tomografie alle figure di cera si sono viste parti ossee che lo Zumbo asportava da cadaveri nei cimiteri e le ricopriva di cera. Forse è per questo che a Firenze godeva di una fama sinistra. Grazie Bartolozzi di questa magnifica esposizione che dimostra come la scienza possa ben coniugarsi all’arte e viceversa.
In alto: il Dott. Neri, assistente del Prof Bartolozzi, che ha proiettato le interessantissime immagini.

 

Vista la scarsa risoluzione dell'immagine, riporto fedelmente il contenuto della stessa.

Caro Carmine
insieme a Leila, ringrazio tutti i soci del Club per l'ospitalità riservataci in occasione della visita.
Durante l'assemblea ho apprezzato la preparazione e l'entusiasmo con cui gli amici del tuo Club hanno preso l'impegno di portare avanti i programmi per l'anno del Centenario.
La cordialità ed i segni di amicizia dimostrati dai rotariani che ho avuto l'opportunità di incontrare, sono stati per me una piacevole esperienza.
Buon lavoro ed un caro saluto
(Segue la firma autografa)

Alcune delle immagini proiettate durante la videoconferenza
Immagine scattata durante la caduta del muro di Berlino La perfezione del cranio di cera dello Zumbo e un'immagine con RM Tavola anatomica di Leonardo da Vinci
Le varie fasi della ricostruzione dell'effige della mummia del periodo Tolemaico Galileo Galilei nel Duomo di Pisa osserva l'oscillazione della lampada Varie fasi di studio e rastuoro nella Camera degli Sposi
La "Cortigiana al balcone" di Goya fatta su una precedente deposizione Isabella D'Aragona che ha fatto pensare essere la "Gioconda" Autoritratto di Sofonisbe Ristori detta dal Vasari "La Femmina Cremonese"
Il quadro "La Grande Onda" di autore giapponese col cartiglio in alto a sx. La "Dama dei pizzi" con le deformazioni del ventre con immagine di RM Giuliano dei Medici raffigurato nelle vesti di Mercurio dal Botticelli
 
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CAMINETTO DEL 9 FEBBRAIO 2005
 
Il presidente annuncia che il Conferenziere per la conviviale del 16 Febbraio non è disponibile per ragioni di servizio quindi chiede se la conviviale deve essere trasformata in Caminetto oppure annullarla. All’unanimità viene deciso l’annullamento. Per la conviviale che si svolgerà il 23 Febbraio, dato che ci riuniamo in Interclub all’Hotel Duomo, è necessaria la prenotazione ed il presidente raccomanda caldamente di farlo. Poi passa al progetto del trasporto del materiale al Club di Cagliari. Riferisce che da contatti col Club sardo ha saputo che tramite il Sig. Mulas, che è il responsabile del progetto Brahams, verremo in parte rifondati per le spese sostenute. Ci verranno date indicazioni per la spedizione, ma è necessario sapere di quanti Kg. Si tratta, non basta il solo volume. Di questo problema viene dato l’incarico a Regali. Cede la parola a Sergio Luppichini che legge una lettera che riporto integralmente

Cari amici
Vi parlo come Presidente del Comitato Regionale dell’UILDM (Unione Italiana Lotta Alla Distrofia Muscolare) che con l’Istituzione Dell’Ordine Dei Cavalieri di Santo Stefano e con il patrocinio del Rotary Club Pisa Pacinotti, abbiamo già organizzato negli anni 2000, 2001 e 2002 tre serate di beneficenza, in particolare cene di gala con Concerto Lirico. Il ricavato di queste serate ha permesso l’inizio e la messa a punto di un progetto per il controllo ed il monitoraggio respiratorio di pazienti affetti da distrofia muscolare in collaborazione con il reparto di Pneumologia dell’Università di Pisa diretto dal Dott.. Ambrosino e con la Sezione Provinciale UILDM di Pisa, il cui presidente è il noto clinico neurologo Prof. Alberto Muratorio.
In particolare il ricavato della serata del 2002, realizzata presso il Ristorante "La Piramide di Cascina, grazie anche al consistente aiuto degli sponsor, ha permesso l’integrazione della spesa globale per l’acquisto di 3 Pulsossimetri (apparecchi elettronici che permettono di monitorare per tre notti di seguito in maniera non invasiva ed a domicilio la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno del sangue del paziente distrofico senza ricorrere al ricovero), il software per la lettura e la valutazione dei dati ed il pagamento di una borsa di studio alla dott.ssa D’Amico del reparto di Pneumologia sotto la guida del Dott. Ambrosino, che ci ha aiutato nel realizzare questo ambizioso progetto. Già da mesi questo programma è stato attivato e ad oggi sono stati monitorati ben 86 pazienti con esami ematici, strumentali e monitoraggio notturno domiciliare: tra questi sono stati riscontrati problemi ed è stato necessario il ricovero per tre pazienti, che oggi, grazie alle terapie appositamente elaborate grazie all’aiuto degli strumenti acquistati con i nostri fondi, hanno risolto i loro problemi. Il 29 gennaio si è svolto a Pisa un Congresso in cui sono stati illustrati i dati raccolti ed i risultati ottenuti. Pensate che erano presenti circa 300 professionisti da tutta Italia, interessati al problema, per la prevenzione e l’assistenza domiciliare con il respiratore automatico.
Per correttezza nei confronti di quanti hanno collaborato alla realizzazione delle manifestazioni e nei confronti degli sponsor, la manifestazione non è stata organizzata nel 2004 in quanto il progetto era ancora in fase di progettazione e di acquisto dei materiali. Ad oggi il progetto è invece perfettamente funzionante ma per completare lo screening sui pazienti sarebbe necessario acquistare un polisonnigrafo, un apparecchio che serve a registrare le varie fasi del sonno al fine di valutare e scegliere il tipo di ventilatore adatto ad ogni paziente (il ventilatore è un ausilio che permette la respirazione corretta durante il sonno a pazienti che per la loro malattia non riescono a muovere correttamente la cassa toracica e che quindi hanno deficit di ossigeno durante la notte, con conseguenze sull’attenzione e sulla ricettività agli stimoli esterni anche durante il giorno). Il progetto sarebbe inoltre completato con l’acquisto di un capnografo, uno strumento che permette di effettuare una emogasanalisi (analisi del sangue necessaria per la scelta del ventilatore) in maniera non invasiva evitando dolorosi e difficili prelievi di sangue arterioso. Entrambi gli strumenti sono portatili e quindi le analisi potranno essere fatte a domicilio con risparmio di tempo e denaro sia da parte del SSN che dei familiari del paziente. Naturalmente le apparecchiature, come quelle già acquistate, saranno a disposizione dei malati di distrofia muscolare e di tutti i malati per cui dovesse essere dimostrata la necessità del controllo-monitoraggio.
E’ una spesa non indifferente che la UILDM di Pisa dovrebbe accollarsi da sola, in quanto le strutture pubbliche locali sono sprovviste di tali apparecchi: per questo abbiamo deciso ancora una volta di aiutare l’associazione e di organizzare la quarta Cena Concerto di beneficenza, che si terrà sempre presso il Ristorante "La Piramide di Cascina il 5 Marzo prossimo.
A questo punto non mi resta che pregarvi di essere presenti a questa manifestazione.
Riceverete a domicilio l’invito ufficiale.
Sergio Luppichini

Bartorelli annuncia in anteprima che il Pacinotti ha in programma due spettacoli al Verdi, uno di prosa, l’altro con le scuole di danza, sempre presentati da Pippo Baudo tramite l’interessamento dell’amico Lippi. Il presidente si lamenta della scarsa affluenza dei soci durante le conviviali, cosa controproducente per una buona accoglienza nei riguardi del Conferenziere. Si apre una discussione sulle varie cause dell’assenteismo e sui provvedimenti da prendere. Il Presidente dice di avere già in animo di affrontare questi problemi e legge l’ordine del giorno del Consiglio del Direttivo che si svolgerà subito dopo dove questi sono elencati e ne verrà discusso in questa sede. Non essendovi altre domande il presidente chiude il Caminetto.

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CONVIVIALE DEL 16 FEBBRAIO 2005
SOSPESA IN PREVISIONE DELLA CONVIVIALE INTERCLUB DEL 23 FEBBRAIO 2005 PER L'ANNIVERSARIO DEL CENTENARIO

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CONVIVIALE DEL 23 FEBBRAIO 2005
 

23 Febbraio 1905 - 23 Febbraio 2005

IL ROTARY INTERNATIONAL COMPIE 100 ANNI

DUE MOMENTI DELLA CONVIVIALE CON I  PRESIDENTI DEI TRE ROTARY PISANI RIUNITI

Non starò qui a raccontare i particolari delle origini del Rotary International né la storia del suo fondatore Paul Harris, cose conosciute da tutti i rotariani, ma a fare una breve riflessione sullo spirito del Rotary e sulle cause che ne permettono la continua espansione in tutto il mondo. Permettetemi un esempio: dopo un periodo di attività dal 1968 al 1979 il Club di Kabul, in Afganistan, fu chiuso a causa del governo dei talebani. Oggi in un regime di riacquistata libertà l’Afganistan è il 166° paese al mondo dove i suoi Club sono pienamente operativi. Questo ci dice dove può esistere il Rotary, solo nei paesi dove c’è libertà e dove è rispettata la dignità umana. Anche nei paesi arabi si stanno diffondendo a macchia d’olio i Club rotariani, nel Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia, in Egitto ed in Pakistan. Per spiegare questa espansione basta andare a riflettere sulle fondamenta del Rotary, "un’organizzazione di esponenti delle più svariate attività economiche e professionali che lavorano assieme a livello mondiale per rendere un servizio umanitario alla società, incoraggiare il rispetto di elevati principi etici nell’esercizio di ogni professione ed aiutare a costruire un mondo di amicizia e di pace". Inoltre guardiamo lo scopo che si prefigge il Rotary, che consiste "nel difendere l’ideale del servire, inteso come motore e propulsore di ogni attività". Ecco il concetto fondamentale del "Servizio" al di sopra di ogni interesse personale: questo rappresenta l’essenza della filosofia rotariana. Quando questo manca, cessa la responsabilità e la scelta morale come diceva il grande filosofo e rotariano, Francesco Barone. E’ in questo quadro che opera il rotariano, in un ambiente privo di fazioni politiche, religiose od etniche e dove con serenità e nel più assoluto rispetto delle opinioni altrui può confrontarsi nell’ambito del Club. E’ in questo quadro del "Pianeta Rotariano" che si spiega l’universalità degli ideali che uniscono i rotariani sparsi in tutto il mondo, ideali che non sono soggetti a limitazioni, a muri, a confini e steccati di sorta. Questo crea l’universalità ed è questa che da la grande forza di un Club che nasce cento anni fa e che non dimostra la sua età anzi dimostra una forza giovane attiva e sempre pronta a schierarsi e lavorare per chi ha bisogno.

E’ d’obbligo un breve cenno storico: Paul Harris nasce nel 1868 a Racine nel Wisconsin (USA), cresce nel Vermont e si laurea in legge nel 1891 all’Università dello Iowa e prima di dedicarsi alla professione decide di conoscere di persona gli Stai Uniti e l’Europa viaggiando molto. Dopo un periodo di gavetta apre uno studio a Chicago e crea un club di uomini d’affari. Il 23 Febbraio 1905 Paul Harris si incontra con tre amici – Silvester Schiele, Hiram Shorey e Gustavus Loehr – per dare vita al primo Rotary Club. Si attiva per promuovere ed estendere il Club in America ed in tutto il mondo e nel 1910 si svolge in America la prima "convention". Agli inizi degli anni venti si formano Club in Europa e nel !923 nasce il primo Rotary Club a Milano. Negli anni trenta in Europa i Club dei paesi sottoposti a dittatura debbono chiudere, per riattivarsi dopo avere riconquistato la democrazia. Purtroppo la stessa cosa accade attualmente nei paesi tipo Cuba, Corea del Nord ed Iran. Sarebbe troppo lungo elencare i vari progetti rotariani realizzati in tutto il mondo, ne rammenterò uno solo la campagna "POLIOPLUS" che ha permesso di debellare la poliomielite nel mondo.

Era giusto che il 23 Febbraio 2005, si è svolgesse all’Hotel Duomo di Pisa una conviviale che ha riunito i tre Club rotariani della nostra città. Questa giornata va ricordata per vari motivi: importantissimo il centenario della nascita del Rotary International che è sorto nel lontano 23 Febbraio del 1905 per volontà dell’Avvocato Paul Harris. Questo Club è approdato anche a Pisa nel 1934 per volontà di eminenti uomini come il Prof. Luigi D’Accardi Magnifico Rettore e Presidente della Cassa di Risparmio, Il prof Camillo Porlezza, l’on. Arnaldo Dello Sbarba, il prof. Carlo Duranti, il prof. Cesaris Demel, l’avv. Augusto Gotti Lega, il prf. Carlo Ferrai, l’ing. Buoncristiani ecc. In questo Club hanno militato i più illustri ed eminenti cittadini pisani. In seguito sono sorti altri due Club, il Pisa Galilei nel 1980 ed il Pisa Pacinotti nel 2002.

Altro momento importante è il comune intento dei tre Club cittadini che hanno voluto festeggiare assieme nel segno dello spirito rotariano per agire in sintonia nell’interesse della cittadinanza, per chi ha bisogno nel mondo e per il prestigio dei Clubs. Il nostro augurio è che tale collaborazione sia continua e proficua.

Inoltre è sintomatico l’intervento della dott.ssa Burresi che illustra e presenta la grande mostra su Cimabue e la "Pittura Pisana nel Duecento" ai tre Club che sono fortemente interessati allo sviluppo e alla conoscenza della città di Pisa nel mondo intero.

CONVIVIALE INTERCLUB DEL 23 FEBBRAIO 2005

La cerimonia è iniziata col saluto alle bandiere e l’esecuzione degli inni. Dopo la cena hanno preso la parola i tre presidenti dei Clubs pisani.

Consoli (Rotary Pisa)
Ci ricorda che nel mondo ci sono circa 1.200.000 rotariani, 31.600 club in 166 paesi quindi malgrado i cento anni il Rotary è molto attivo. Quindi svela il segreto della longevità del Club. Afferma che l’Elisir di lunga vita è composto da "principi attivi" ed "eccipienti".
I principi attivi sono la disponibilità dei soci verso il prossimo ed il senso del servire.
Gli eccipienti sono l’amicizia fra persone che svolgono mestieri e professioni diverse e lo scambio delle loro esperienze e culture accresce la vita del club.
A questo punto il Presidente del Club esprime dei progetti e nel caso specifico è l’impegno nel "insieme per gli altri nel Mediterraneo" che si propone di formare medici.
Altro progetto (insieme con il Galilei) è la statua di prossima installazione.
Infine da non dimenticare la mostra sul Cimabue, di cui parlerà la Prof.ssa Burresi, fortemente caldeggiata anche dal Nostro Governatore (in calce cui faccio presente la lettera inviata).

Ursino (Rotary Galileo)
Ursino ribadisce il senso di essere rotariani con particolare riferimento al servizio ed all’altruismo.
Esempio modello è stato Angelo Ciucci, a questo punto c’è stato un lungo applauso per l’amico scomparso, persona esemplare al servizio degli altri senza mai chiedere niente.
Ci ricorda che Angelo Ciucci è conosciuto per le sue opere in tutto il mondo come dimostrano le numerose mostre di cui fra cui merita ricordare quella che ha fatto a New York e addirittura a Mosca.
Annuncia che Sabato 12/03/05 verrà installata la statua progettata proprio da Angelo Ciucci.
Verrà a breve pubblicato un libro con tutte le sue opere.

De Felice (Pacinotti)
Carmine brevemente ringrazia tutti per la partecipazione e facendo coro ai Presidenti che lo hanno preceduto, ribadisce i principi fondamentali del Rotary ed invita tutti a proseguire nello spirito del servizio al di sopra degli interessi personali.

 

Massa, 22/02/2005

Ai soci del Distretto 2070

Oggetto: Mostra "Cimabue a Pisa", la pittura Pisana nel Duecento da Giunta a Giotto.

Cari amici

Nell’ambito delle attività culturali promosse dal distretto, desidero segnalarvi che sono riuscito a far si che il Rotary fosse tra i promotori (insieme a: Ministero dei beni culturali e le attività culturali, Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Federazione Italiana Amici dei Musei, Opera Primaziale Pisana, etc...) della mostra "Cimabue a Pisa" la Pittura Pisana nel Duecento da Giunta a Giotto, che si svolgerà a Pisa dal 25 Mrzo al 25 Giugno 2005, presso il Museo Nazionale di S: Matteo, sotto l’alto patrocinato del Presidente della RepubblicaDesidero segnalarvi l’importanza dell’evento che vedrà coinvolgere oltre 100 opere di Cimabue e degli artisti del 200 (scultura, pittura, oreficeria e ceramica) a Pisa da musei Italiani, Vaticani e Stranieri (Frick Collection di New York, Gallery di Londra, Cleveland Museum of Art, etc....).
Quali promotori dell’evento, siamo riusciti ad ottenere alcune facilitazioni economiche per i Rotariani che, mostrando il tesserino di appartenenza al Club, usufruiranno di una riduzione del costo di ingrasso (da 8 a 6 euro) e, se in gruppo (previa prenotazione), saranno accompagnati da una guida, sensa costi aggiuntivi.
Vi invito, pertanto, a diffondere nel vostro Club questa azione Culturale rotariana.
Un affettuoso saluto

Alviero

 
Di seguito un breve riassunto della conferenza della prof.ssa Burresi.
 
Cimabue: Madonna col Bambino Giunta Pisano: S. Francesco e storie Pittore Pisano

Giotto: Polittico double-face, lato posteriore con Annunciazione e Santi (Firenze - Cattedrale)

Mostra sul Cimabue a Pisa.

In questa mostra vi si troveranno opere che sono scomparse da Pisa da 100 anni ed oltre ed altre opere scomparse dall’Italia del Cimabue, di Giotto come la statua di San Francesco, ecc. Ad evitare queste fughe, la soprintendenza è nata per conservare e tutelare il patrimonio culturale di un territorio. Analizziamo la peculiarità di Pisa quando nel Medio evo era una città molto importante per la sua posizione nel Mediterraneo e per il suo commercio coll’impero di Bisanzio, dove fioriva già allora l’arte sacra. I ricercatori hanno messo in evidenza quali erano le caratteristiche della pittura Pisana nel Duecento e possiamo dire che Pisa si identifica come la città in cui è nata la pittura sacra nel Medioevo. Proprio per la sua relazione anche con l’arte bizantina Vasari ha fatto cominciare la pittura da Cimabue ma in particolar modo, è da Giotto che inizia un linguaggio pittorico nuovo. Cimabue si ispirò molto al Giunta Pisano ad ai suoi prosecutori, lavorò molto in Pisa ed ivi morì nel 1302 mentre eseguiva il mosaico dell’abside del Duomo unica sua opera documentata. In quel tempo si imponeva la nuova arte di Giotto che si ispirava alla classicità ispirandosi anche alle sculture di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio.
C’erano altri centri culturali in Italia come Roma legata alla tradizione della cultura sacra ma è nello stretto legame con Bisanzio che nasce un tipo di pittura sacra. Prima di Cimabue in Pisa vi erano pittori che eccellevano in questo genere pittorico ispirati all’arte bizantina, come il Giunta che in affreschi di palazzi nobiliari ha un modo diverso di rappresentare la natura. Vedi il ciclo pittorico della chiesa di San Pierino (ciclo Cristologico) dove nel Cristo che entra in città, ha un modo di dipingere il volto dei personaggi inconsueto nella nostra pittura. Il Giunta anche detto Giunta Pisano è molto noto e viene chiamato a dipingere la croce nella chiesa di San Francesco ad Assisi. E’ doveroso rimarcare l’importanza di Giunta Pisano che con i suoi dipinti ci permette di vedere e capire come vivevano nel medioevo Vi sono molte opere pittoriche che caratterizzano la pittura Pisana fra il 1100 ed il 1200 dove c’è la tendenza a dare una visione diversa alla Pittura Sacra soprattutto nelle Icone. Presso il museo di San Matteo si troveranno opere di Giunta Pisano, inoltre arriveranno a Pisa due pezzi di un trittico che rappresentano un trono con "la Madonna col Bambino" circondata da Santi che si trova al museo del Louvre e che appartengono al Cimabue. E’ questo un documento molto importante per ricollegarci alla storia pittorica pisana.
Altri capolavori arriveranno a Pisa dai musei di Berlino, di New York, National Gallery di Londra, dal Vaticano, dalla Pinacoteca del Brera di Milano, da Rio de Janeiro ecc.. Si può affermare che Pisa è culla della pittura sacra in occidente: non solo per il Giunta, ma anche con artisti come Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio e questo ciclo si conclude dal Giunta Pisano a Giotto con due tavole de"il Polittico di Santa Reparata e del Santo Stefano" attribuite a Giotto ritrovate nella chiesa di San Iacopo in Acquaviva a Livorno (forse trasferite qui dalla chiesa del Santo Spirito di Firenze) quando Giotto "cerca di approfondire l’umanità e l’individualità dei personaggi con volti assottigliati e sfumature di colore" come dice la Prof.ssa Burresi. Sono state trovate due opere molto simili a questa di Santa Reparata che sono state fatte alla fine del 300 da Francesco da Pisa "San Giovanni Evangelista" e finito dal Cimabue con un gruppo di persone.
Con questa opera si chiude la mostra che dimostra l’importanza della nostra città nell’arte sacra dovuta al periodo in cui Pisa aveva una grande importanza nel Mediterraneo.

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