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Caminetto del 9 Febbraio 05
Conviviale 16 Febbraio 05
Conviviale 23 Febbraio 05 |
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CONVIVIALE DEL 2 FEBBRAIO 2005 |
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Parte del tavolo Presidenza |
Prof. Bartolozzi al tavolo presidenza |
Il Presidente premia il Prof Bartolozzi |
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RADIOLOGIA E RICERCA STORICA |
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Conversazione del Prof. Bartolozzi: Direttore
Radiologia Ospedale Santa Chiara di Pisa |
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Il Presidente dà il benvenuto al conferenziere prof.
Bartolozzi e Signora ed al dott. Casari Presidente degli studi Bancari e
Signora. Prima di passare la parola all’oratore legge la lettera di
ringraziamento del Governatore per l’accoglienza ricevuta, lettera che
in calce allego in formato fotografico.
Bartolozzi
inizia col dire che essendo un radiologo l’auditorio potrebbe pensare ad
una chiacchierata sulla sua professione che avrebbe certamente annoiato:
in questa conversazione c’è un collegamento con la professione ma
indirettamente, infatti un radiologo lavora con le immagini che sono
l’essenza della natura, anche se con la radiografia si perde una parte
della realtà come il colore. Afferma che le immagini servono a destare
l’attenzione e a veicolare il concetto espresso con le parole: a volte
esprimono più delle parole, vedi le classiche barzellette "senza
parole", oppure la rappresentazione fotografica di episodi epicali come
l’abbattimento del muro di Berlino ben rappresentato con l’immagine
della donna col cappello della polizia della Germania dell’est, che ha
fatto il giro del mondo, oppure le immagini di Boccioni o Sironi e di
altri che hanno illustrato il futurismo meglio dei discorsi strampalati
di Marinetti. Chiarisce che l’immagine va vista, ma anche osservata ed
interpretata. Ci fa vedere alcune figure che, a seconda
dell’interpretazione soggettiva, possono essere interpretate come mogli
o zie, ed altra immagine dove possono essere visti angeli o demoni:
quindi occorre l’interpretazione oltre l’osservazione. A questo punto ci
parla del fenomeno detto serendinità, non nel senso di casualità, ma nel
senso dell’osservazione di un fenomeno che molti altri hanno visto ma
non osservato nella sua essenza: caratteristico l’episodio di Galileo
Galilei che osservando l’oscillazione del lampadario nel Duomo di Pisa,
cosa fatta da tantissime persone, ha interpretato l’immagine e da questa
interpretazione ha dettato le leggi fisiche del pendolo. Quindi ci fa
rilevare che per conoscere bisogna anche interpretare: un gruppo di
ricercatori americani hanno rilevato quali erano i punti dove cadevano
gli occhi degli osservatori su di un famoso quadro di un giapponese, "la
Grande Onda". I punti osservati sono moltissimi, l’unico punto non
osservato è il cartiglio in alto, la firma dell’autore: questo perché?
Perché non era compreso, essendo in caratteri cinesi. Ecco la necessità
anche di conoscere per interpretare. Poi passa allo studio della figura:
per i medici l’anatomia è determinante dato che la figura dell’uomo è la
sintesi di parti anatomiche ben distinte, e fin dall’antichità sono
state tradotte in immagine: a quei tempi gli scienziati erano anche
degli artisti come si può dimostrare dalle loro opere grafiche e
pittoriche. A Firenze nel museo della "Specola" vi sono delle cere fatte
dallo Zumbo, ceroplasta del sud, che ha fatto riproduzioni eccezionali
con particolari anatomici da scienziato; però aveva un segreto che
l’oratore prometti di rivelare alla fine della conferenza. Ad ogni modo
è fondamentale sapere che l’immagine è la copia fedele della realtà. Con
la metodica odierna la tecnologia dell’immagine può arrivare a spogliare
l’oggetto delle cose superficiali per andarne a scoprire l’interno e
questo non solo materialmente ma anche funzionalmente. Se Rembrand
dipingesse oggi la "lezione di anatomia" al posto del cadavere ci
sarebbe lo schermo del computer che rileva l’analisi dell’immagine. A
questo punto presenta la foto del laboratorio della galleria degli
Uffizi dove sono presenti varie strumentazioni di tecniche moderne per
l’esame delle opere in modo da stabilirne le condizioni di degrado od
altro. Proietta una serie di immagini che fanno vedere, con foto agli
infrarossi, lo stato di benessere o malessere delle "Tre Grazie" del
Botticelli od il degrado degli affreschi del Mantegna nella "camera
degli sposi" a Mantova, dopo che questa era stata adibita ad archivio
con deturpazioni per muratura di scaffali e con vari rifacimenti di
particolari andati distrutti. Con questi sistemi possiamo studiare
l’opera pittorica fin dalle prime fasi di realizzazione ed emergono i
vari ripensamenti che può avere avuto l’autore, come il dito di troppo
che il Botticelli aveva fatto ad una delle grazie, o alle varie
disposizioni di parti dell’opera di grandi artisti che poi trovi
cambiate nell’opera finale. Addirittura con l’esame rxgrafico si
scoprono cambi di commissioni, cioè rifacimenti su quadri già iniziati e
forse disdetti dal committente come la "cortigiana al balcone" del Goya
realizzata sopra un soggetto sacro e precisamente una deposizione. Non
solo, ma è stato possibile con questi sistemi, di attribuire opere
importanti ai veri autori, vedi il caso di Sofonisbe Ristori detta dal
Vasari "la Femmina Cremonese", pittrice della corte di Filippo II° di
cui non si sentì più parlare e neppure dei suoi lavori: il motivo era
che i suoi magnifici quadri venivano etichettati da una altro pittore di
corte.
A questo punto ci rivela che nel loro istituto hanno una branca
specialistica, la "Paleopatologia" diretta dal Prof Fornaciari che lo
impegna a tempo pieno per lavoro mentre lui e i suoi collaboratori lo
fanno per passione nei ritagli di tempo libero. In questa divisione
vengono studiati reperti antichi come ad esempio una mummia del periodo
tolemaico studiata, senza aprirne il sarcofago, con la RM e attraverso
le diverse immagini e col contributo del nostro amico Mallegni è stata
ricostruita l’immagine reale della mummia. Ricorda di altri casi emersi
dai restauri, come le tombe sotto l’altare maggiore della chiesa di San
Francesco d’Assisi, che visto il luogo di sepoltura, sicuramente erano
personaggi importanti. In una di queste fu ritrovata una mummia ben
conservata (racchiusa nella tomba di marmo ne ha permesso la
conservazione) e chiamata la "Dama dei Pizzi" per l’abito ornato da tali
guarnizioni: ebbene dalle scansioni della RM si è potuto dimostrare che
era morta per emorragia post partum (a questo punto il relatore fa una
confessione: finché si trovano davanti ad un reperto di 500 anni fa,
sono coinvolti come ricercatori, quando invece riescono a dare un nome
al reperto allora vengono coinvolto come se fosse un fatto attuale). Si
trattava, stabilito da ricerche storiche, di una giovane donna della
famiglia Bacci di Arezzo. Bartolozzi ci presenta anche il caso di
Boccherini, il grande musicista, che fu chiamato a Madrid dove morì ed
ivi sepolto nella chiesa di San Giusto. Nel periodo fascista la salma fu
traslata a Lucca, paese d’origine. Rimase il dubbio che la salma sepolta
assieme ad altri personaggi con le scritture sulle lapidi indecifrabili,
non fosse quella del Boccherini. In occasione di un restauro del luogo
di sepoltura a Lucca, si pensò di esaminarne lo scheletro e fu trovato
che le ossa delle mani presentavano deformazioni compatibili al
prolungato uso dell’archetto e delle alterazioni degli arti inferiori
con un varismo che era spiegabile con il tenere il violoncello tra le
gambe dato che a quei tempi lo strumento non aveva il puntale: per
questo siamo quasi certi che sia veramente la salma di Boccherini. Altro
caso interessante viene dalle tombe della chiesa di San Domenico a
Napoli dove si trovano i sarcofagi che raccolgono le mummie ben
conservate degli Aragonesi. Interessante la storia di Isabella
d’Aragona, una delle donne più belle del rinascimento assieme a Isabella
D’Est, Caterina Sforza e Lucrezia Bolgia, che per varie ragioni erano
legate da parentela. Isabella D’Aragona va sposa a Gian Galeazzo Sforza
che muore giovanissimo e lascia una ancor più giovane vedova, che per
allontanarsi da Milano, sia per il clima sia per paura del nuovo signore
Ludovico il Moro, torna a Napoli e qui dopo la morte viene sepolta. C’è
stato un momento in cui si pensò che fosse la modella della "Gioconda"
di Leonardo da Vinci ritratta nel periodo in cui il pittore era a
Milano: per questo ne viene studiata la salma ma i parametri
antropometrici escludono che sia la "Gioconda". Però da queste ricerche
emergono cose interessanti: il cranio presenta una dentatura completa,
ma dalle foto si vede che la superficie dentale è abrasa come da pietra
pomice. Indagando nelle parti dei denti posteriori è stata trovata una
sostanza nerastra che è risultato trattarsi di mercurio. Nella sua
intossicazione c’è una colorazione nera allo smalto e la giovane vedova
cercava di toglierla con la pietra pomice. La spiegazione è che Isabella
era affetta da sifilide come del resto tutti gli Aragonesi: caso
classico Ferrante II° D’Aragona. A quei tempi come terapia venivano
adoperati i vapori di mercurio assimilati dal corpo tramite una sauna
satura di tali vapori. Bartolozzi ricorda altri personaggi studiati come
i Medici sepolti nelle "Tombe Medicee" di Firenze. Il Fornaciari ha
ottenuto il permesso di studiarne i resti, in particolare Giuliano dalle
Bande Nere a causa della strana morte per una ferita mal curata forse
per dolo, Cosimo, Lorenzo il Magnifico ecc che risultano essere stati
tutti affetti da artrosi e gotta. Questo è stabilito da reperti
radiografici che sono compatibili con le alterazioni anatomiche
evidenziate dal pittore "il Ghirlandaio" che li aveva ritratti però 70
anni dopo la loro morte, quindi sul ricordo di chi li aveva conosciuti
bene. Invece chi veramente li aveva conosciuti era il Poliziano che
aveva assistito anche alla morte del giovane Giuliano in
Santa
Maria del Fiore (allora Santa Reparata) nella congiura dei Pazzi e
raccontò essere il Giuliano morto sotto i colpi di pugnale dei sicari.
Ha mentito perché studi sul cranio di Giuliano dimostrano essere stato
ucciso a colpi d’ascia. Il motivo della menzogna è che la morte per
ascia era riservata agli assassini mentre la morte col pugnale era
prerogativa del guerriero, e, forse anche per tramandare ai fiorentini
l’immagine di Giuliano, bellissimo giovane ritratto dal Botticelli nelle
vesti di Mercurio nella "Primavera". A questo punto l’oratore ci rivela
il segreto dello Zumbo: facendo tomografie alle figure di cera si sono
viste parti ossee che lo Zumbo asportava da cadaveri nei cimiteri e le
ricopriva di cera. Forse è per questo che a Firenze godeva di una fama
sinistra. Grazie Bartolozzi di questa magnifica esposizione che dimostra
come la scienza possa ben coniugarsi all’arte e viceversa.
In alto: il Dott. Neri, assistente del Prof
Bartolozzi, che ha proiettato le interessantissime immagini.
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Vista la scarsa risoluzione dell'immagine, riporto
fedelmente il contenuto della stessa.
Caro Carmine
insieme a Leila, ringrazio tutti i soci del Club per l'ospitalità
riservataci in occasione della visita.
Durante l'assemblea ho apprezzato la preparazione e l'entusiasmo con cui
gli amici del tuo Club hanno preso l'impegno di portare avanti i
programmi per l'anno del Centenario.
La cordialità ed i segni di amicizia dimostrati dai rotariani che ho
avuto l'opportunità di incontrare, sono stati per me una piacevole
esperienza.
Buon lavoro ed un caro saluto
(Segue la firma autografa) |
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Alcune delle immagini proiettate
durante la videoconferenza |
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Immagine scattata durante la caduta del muro di Berlino |
La perfezione del cranio di cera dello Zumbo e un'immagine con RM |
Tavola anatomica di Leonardo da Vinci |
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Le varie fasi della ricostruzione dell'effige della mummia del periodo
Tolemaico |
Galileo Galilei nel Duomo di Pisa osserva l'oscillazione della lampada |
Varie fasi di studio e rastuoro nella Camera degli Sposi |
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La "Cortigiana al balcone" di Goya fatta su una precedente deposizione |
Isabella D'Aragona che ha fatto pensare essere la "Gioconda" |
Autoritratto di Sofonisbe Ristori detta dal Vasari "La Femmina
Cremonese" |
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Il quadro "La Grande Onda" di autore giapponese col cartiglio in alto a
sx. |
La "Dama dei pizzi" con le deformazioni del ventre con immagine di RM |
Giuliano dei Medici raffigurato nelle vesti di Mercurio dal Botticelli |
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CAMINETTO DEL 9 FEBBRAIO 2005 |
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Il
presidente annuncia che il Conferenziere per la conviviale del 16
Febbraio non è disponibile per ragioni di servizio quindi chiede se la
conviviale deve essere trasformata in Caminetto oppure annullarla.
All’unanimità viene deciso l’annullamento. Per la conviviale che si
svolgerà il 23 Febbraio, dato che ci riuniamo in Interclub all’Hotel
Duomo, è necessaria la prenotazione ed il presidente raccomanda
caldamente di farlo. Poi passa al progetto del trasporto del materiale
al Club di Cagliari. Riferisce che da contatti col Club sardo ha saputo
che tramite il Sig. Mulas, che è il responsabile del progetto Brahams,
verremo in parte rifondati per le spese sostenute. Ci verranno date
indicazioni per la spedizione, ma è necessario sapere di quanti Kg. Si
tratta, non basta il solo volume. Di questo problema viene dato
l’incarico a Regali. Cede la parola a Sergio Luppichini che legge una
lettera che riporto integralmente |
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Cari amici
Vi parlo come Presidente del Comitato Regionale dell’UILDM (Unione
Italiana Lotta Alla Distrofia Muscolare) che con l’Istituzione
Dell’Ordine Dei Cavalieri di Santo Stefano e con il patrocinio del
Rotary Club Pisa Pacinotti, abbiamo già organizzato negli anni 2000,
2001 e 2002 tre serate di beneficenza, in particolare cene di gala con
Concerto Lirico. Il ricavato di queste serate ha permesso l’inizio e la
messa a punto di un progetto per il controllo ed il monitoraggio
respiratorio di pazienti affetti da distrofia muscolare in
collaborazione con il reparto di Pneumologia dell’Università di Pisa
diretto dal Dott.. Ambrosino e con la Sezione Provinciale UILDM di Pisa,
il cui presidente è il noto clinico neurologo Prof. Alberto Muratorio.
In particolare il ricavato della serata del 2002, realizzata presso il
Ristorante "La Piramide di Cascina, grazie anche al consistente aiuto
degli sponsor, ha permesso l’integrazione della spesa globale per
l’acquisto di 3 Pulsossimetri (apparecchi elettronici che permettono di
monitorare per tre notti di seguito in maniera non invasiva ed a
domicilio la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno del sangue
del paziente distrofico senza ricorrere al ricovero), il software per la
lettura e la valutazione dei dati ed il pagamento di una borsa di studio
alla dott.ssa D’Amico del reparto di Pneumologia sotto la guida del
Dott. Ambrosino, che ci ha aiutato nel realizzare questo ambizioso
progetto. Già da mesi questo programma è stato attivato e ad oggi sono
stati monitorati ben 86 pazienti con esami ematici, strumentali e
monitoraggio notturno domiciliare: tra questi sono stati riscontrati
problemi ed è stato necessario il ricovero per tre pazienti, che oggi,
grazie alle terapie appositamente elaborate grazie all’aiuto degli
strumenti acquistati con i nostri fondi, hanno risolto i loro problemi.
Il 29 gennaio si è svolto a Pisa un Congresso in cui sono stati
illustrati i dati raccolti ed i risultati ottenuti. Pensate che erano
presenti circa 300 professionisti da tutta Italia, interessati al
problema, per la prevenzione e l’assistenza domiciliare con il
respiratore automatico.
Per correttezza nei confronti di quanti hanno collaborato alla
realizzazione delle manifestazioni e nei confronti degli sponsor, la
manifestazione non è stata organizzata nel 2004 in quanto il progetto
era ancora in fase di progettazione e di acquisto dei materiali. Ad oggi
il progetto è invece perfettamente funzionante ma per completare lo
screening sui pazienti sarebbe necessario acquistare un polisonnigrafo,
un apparecchio che serve a registrare le varie fasi del sonno al fine di
valutare e scegliere il tipo di ventilatore adatto ad ogni paziente (il
ventilatore è un ausilio che permette la respirazione corretta durante
il sonno a pazienti che per la loro malattia non riescono a muovere
correttamente la cassa toracica e che quindi hanno deficit di ossigeno
durante la notte, con conseguenze sull’attenzione e sulla ricettività
agli stimoli esterni anche durante il giorno). Il progetto sarebbe
inoltre completato con l’acquisto di un capnografo, uno strumento che
permette di effettuare una emogasanalisi (analisi del sangue necessaria
per la scelta del ventilatore) in maniera non invasiva evitando dolorosi
e difficili prelievi di sangue arterioso. Entrambi gli strumenti sono
portatili e quindi le analisi potranno essere fatte a domicilio con
risparmio di tempo e denaro sia da parte del SSN che dei familiari del
paziente. Naturalmente le apparecchiature, come quelle già acquistate,
saranno a disposizione dei malati di distrofia muscolare e di tutti i
malati per cui dovesse essere dimostrata la necessità del
controllo-monitoraggio.
E’ una spesa non indifferente che la UILDM di Pisa dovrebbe accollarsi
da sola, in quanto le strutture pubbliche locali sono sprovviste di tali
apparecchi: per questo abbiamo deciso ancora una volta di aiutare
l’associazione e di organizzare la quarta Cena Concerto di beneficenza,
che si terrà sempre presso il Ristorante "La Piramide di Cascina il 5
Marzo prossimo.
A questo punto non mi resta che pregarvi di essere presenti a questa
manifestazione.
Riceverete a domicilio l’invito ufficiale.
Sergio Luppichini |
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Bartorelli annuncia in anteprima che il Pacinotti
ha in programma due spettacoli al Verdi, uno di prosa, l’altro con le
scuole di danza, sempre presentati da Pippo Baudo tramite
l’interessamento dell’amico Lippi. Il presidente si lamenta della scarsa
affluenza dei soci durante le conviviali, cosa controproducente per una
buona accoglienza nei riguardi del Conferenziere. Si apre una
discussione sulle varie cause dell’assenteismo e sui provvedimenti da
prendere. Il Presidente dice di avere già in animo di affrontare questi
problemi e legge l’ordine del giorno del Consiglio del Direttivo che si
svolgerà subito dopo dove questi sono elencati e ne verrà discusso in
questa sede. Non essendovi altre domande il presidente chiude il
Caminetto.
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CONVIVIALE DEL 16 FEBBRAIO 2005 |
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SOSPESA IN PREVISIONE DELLA CONVIVIALE
INTERCLUB DEL 23 FEBBRAIO 2005 PER L'ANNIVERSARIO DEL CENTENARIO |
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CONVIVIALE DEL 23 FEBBRAIO 2005 |
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23 Febbraio 1905 - 23 Febbraio 2005
IL ROTARY INTERNATIONAL COMPIE 100 ANNI |
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DUE MOMENTI DELLA CONVIVIALE CON I PRESIDENTI DEI TRE ROTARY
PISANI RIUNITI |
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Non starò qui a raccontare i particolari delle
origini del Rotary International né la storia del suo fondatore Paul
Harris, cose conosciute da tutti i rotariani, ma a fare una breve
riflessione sullo spirito del Rotary e sulle cause che ne permettono la
continua espansione in tutto il mondo. Permettetemi un esempio: dopo un
periodo di attività dal 1968 al 1979 il Club di Kabul, in Afganistan, fu
chiuso a causa del governo dei talebani. Oggi in un regime di
riacquistata libertà l’Afganistan è il 166° paese al mondo dove i suoi
Club sono pienamente operativi. Questo ci dice dove può esistere il
Rotary, solo nei paesi dove c’è libertà e dove è rispettata la dignità
umana. Anche nei paesi arabi si stanno diffondendo a macchia d’olio i
Club rotariani, nel Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia, in
Egitto ed in Pakistan. Per spiegare questa espansione basta andare a
riflettere sulle fondamenta del Rotary, "un’organizzazione di esponenti
delle più svariate attività economiche e professionali che lavorano
assieme a livello mondiale per rendere un servizio umanitario alla
società, incoraggiare il rispetto di elevati principi etici
nell’esercizio di ogni professione ed aiutare a costruire un mondo di
amicizia e di pace". Inoltre guardiamo lo scopo che si prefigge il
Rotary, che consiste "nel difendere l’ideale del servire, inteso come
motore e propulsore di ogni attività". Ecco il concetto fondamentale del
"Servizio" al di sopra di ogni interesse personale: questo rappresenta
l’essenza della filosofia rotariana. Quando questo manca, cessa la
responsabilità e la scelta morale come diceva il grande filosofo e
rotariano, Francesco Barone. E’ in questo quadro che opera il rotariano,
in un ambiente privo di fazioni politiche, religiose od etniche e dove
con serenità e nel più assoluto rispetto delle opinioni altrui può
confrontarsi nell’ambito del Club. E’ in questo quadro del "Pianeta
Rotariano" che si spiega l’universalità degli ideali che uniscono i
rotariani sparsi in tutto il mondo, ideali che non sono soggetti a
limitazioni, a muri, a confini e steccati di sorta. Questo crea
l’universalità ed è questa che da la grande forza di un Club che nasce
cento anni fa e che non dimostra la sua età anzi dimostra una forza
giovane attiva e sempre pronta a schierarsi e lavorare per chi ha
bisogno.
E’ d’obbligo un breve cenno storico: Paul Harris
nasce nel 1868 a Racine nel Wisconsin (USA), cresce nel Vermont e si
laurea in legge nel 1891 all’Università dello Iowa e prima di dedicarsi
alla professione decide di conoscere di persona gli Stai Uniti e
l’Europa viaggiando molto. Dopo un periodo di gavetta apre uno studio a
Chicago e crea un club di uomini d’affari. Il 23 Febbraio 1905 Paul
Harris si incontra con tre amici – Silvester Schiele, Hiram Shorey e
Gustavus Loehr – per dare vita al primo Rotary Club. Si attiva per
promuovere ed estendere il Club in America ed in tutto il mondo e nel
1910 si svolge in America la prima "convention". Agli inizi degli anni
venti si formano Club in Europa e nel !923 nasce il primo Rotary Club a
Milano. Negli anni trenta in Europa i Club dei paesi sottoposti a
dittatura debbono chiudere, per riattivarsi dopo avere riconquistato la
democrazia. Purtroppo la stessa cosa accade attualmente nei paesi tipo
Cuba, Corea del Nord ed Iran. Sarebbe troppo lungo elencare i vari
progetti rotariani realizzati in tutto il mondo, ne rammenterò uno solo
la campagna "POLIOPLUS" che ha permesso di debellare la poliomielite nel
mondo.
Era giusto che il 23 Febbraio 2005, si è svolgesse
all’Hotel Duomo di Pisa una conviviale che ha riunito i tre Club
rotariani della nostra città. Questa giornata va ricordata per vari
motivi: importantissimo il centenario della nascita del Rotary
International che è sorto nel lontano 23 Febbraio del 1905 per volontà
dell’Avvocato Paul Harris. Questo Club è approdato anche a Pisa nel 1934
per volontà di eminenti uomini come il Prof. Luigi D’Accardi Magnifico
Rettore e Presidente della Cassa di Risparmio, Il prof Camillo Porlezza,
l’on. Arnaldo Dello Sbarba, il prof. Carlo Duranti, il prof. Cesaris
Demel, l’avv. Augusto Gotti Lega, il prf. Carlo Ferrai, l’ing.
Buoncristiani ecc. In questo Club hanno militato i più illustri ed
eminenti cittadini pisani. In seguito sono sorti altri due Club, il Pisa
Galilei nel 1980 ed il Pisa Pacinotti nel 2002.
Altro momento importante è il comune intento dei tre
Club cittadini che hanno voluto festeggiare assieme nel segno dello
spirito rotariano per agire in sintonia nell’interesse della
cittadinanza, per chi ha bisogno nel mondo e per il prestigio dei Clubs.
Il nostro augurio è che tale collaborazione sia continua e proficua.
Inoltre è sintomatico l’intervento della dott.ssa
Burresi che illustra e presenta la grande mostra su Cimabue e la
"Pittura Pisana nel Duecento" ai tre Club che sono fortemente
interessati allo sviluppo e alla conoscenza della città di Pisa nel
mondo intero.
CONVIVIALE INTERCLUB DEL 23 FEBBRAIO 2005
La cerimonia è iniziata col saluto alle bandiere e
l’esecuzione degli inni. Dopo la cena hanno preso la parola i tre
presidenti dei Clubs pisani.
Consoli (Rotary Pisa)
Ci ricorda che nel mondo ci sono circa 1.200.000 rotariani, 31.600
club in 166 paesi quindi malgrado i cento anni il Rotary è molto attivo.
Quindi svela il segreto della longevità del Club. Afferma che l’Elisir
di lunga vita è composto da "principi attivi" ed "eccipienti".
I principi attivi sono la disponibilità dei soci verso il prossimo ed il
senso del servire.
Gli eccipienti sono l’amicizia fra persone che svolgono mestieri e
professioni diverse e lo scambio delle loro esperienze e culture
accresce la vita del club.
A questo punto il Presidente del Club esprime dei progetti e nel caso
specifico è l’impegno nel "insieme per gli altri nel Mediterraneo" che
si propone di formare medici.
Altro progetto (insieme con il Galilei) è la statua di prossima
installazione.
Infine da non dimenticare la mostra sul Cimabue, di cui parlerà la
Prof.ssa Burresi, fortemente caldeggiata anche dal Nostro Governatore
(in calce cui faccio presente la lettera inviata).
Ursino (Rotary Galileo)
Ursino ribadisce il senso di essere rotariani con particolare
riferimento al servizio ed all’altruismo.
Esempio modello è stato Angelo Ciucci, a questo punto c’è stato un lungo
applauso per l’amico scomparso, persona esemplare al servizio degli
altri senza mai chiedere niente.
Ci ricorda che Angelo Ciucci è conosciuto per le sue opere in tutto il
mondo come dimostrano le numerose mostre di cui fra cui merita ricordare
quella che ha fatto a New York e addirittura a Mosca.
Annuncia che Sabato 12/03/05 verrà installata la statua progettata
proprio da Angelo Ciucci.
Verrà a breve pubblicato un libro con tutte le sue opere.
De Felice (Pacinotti)
Carmine brevemente ringrazia tutti per la partecipazione e facendo
coro ai Presidenti che lo hanno preceduto, ribadisce i principi
fondamentali del Rotary ed invita tutti a proseguire nello spirito del
servizio al di sopra degli interessi personali.
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Massa, 22/02/2005
Ai soci del Distretto 2070
Oggetto: Mostra "Cimabue a Pisa", la pittura Pisana
nel Duecento da Giunta a Giotto.
Cari amici
Nell’ambito delle attività culturali promosse dal
distretto, desidero segnalarvi che sono riuscito a far si che il Rotary
fosse tra i promotori (insieme a: Ministero dei beni culturali e le
attività culturali, Pontificia Commissione per i beni culturali della
Chiesa, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Federazione Italiana Amici
dei Musei, Opera Primaziale Pisana, etc...) della mostra "Cimabue a
Pisa" la Pittura Pisana nel Duecento da Giunta a Giotto, che si svolgerà
a Pisa dal 25 Mrzo al 25 Giugno 2005, presso il Museo Nazionale di S:
Matteo, sotto l’alto patrocinato del Presidente della RepubblicaDesidero
segnalarvi l’importanza dell’evento che vedrà coinvolgere oltre 100
opere di Cimabue e degli artisti del 200 (scultura, pittura, oreficeria
e ceramica) a Pisa da musei Italiani, Vaticani e Stranieri (Frick
Collection di New York, Gallery di Londra, Cleveland Museum of Art, etc....).
Quali promotori dell’evento, siamo riusciti ad ottenere alcune
facilitazioni economiche per i Rotariani che, mostrando il tesserino di
appartenenza al Club, usufruiranno di una riduzione del costo di
ingrasso (da 8 a 6 euro) e, se in gruppo (previa prenotazione), saranno
accompagnati da una guida, sensa costi aggiuntivi.
Vi invito, pertanto, a diffondere nel vostro Club questa azione
Culturale rotariana.
Un affettuoso saluto
Alviero |
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Di seguito un breve riassunto della conferenza della prof.ssa Burresi. |
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Cimabue: Madonna col Bambino |
Giunta Pisano: S. Francesco e storie |
Pittore Pisano |
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Giotto: Polittico double-face, lato posteriore con Annunciazione e Santi
(Firenze - Cattedrale) |
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Mostra sul Cimabue a Pisa.
In questa mostra vi si troveranno opere che sono
scomparse da Pisa da 100 anni ed oltre ed altre opere scomparse
dall’Italia del Cimabue, di Giotto come la statua di San Francesco, ecc.
Ad evitare queste fughe, la soprintendenza è nata per conservare e
tutelare il patrimonio culturale di un territorio. Analizziamo la
peculiarità di Pisa quando nel Medio evo era una città molto importante
per la sua posizione nel Mediterraneo e per il suo commercio coll’impero
di Bisanzio, dove fioriva già allora l’arte sacra. I ricercatori hanno
messo in evidenza quali erano le caratteristiche della pittura Pisana
nel Duecento e possiamo dire che Pisa si identifica come la città in cui
è nata la pittura sacra nel Medioevo. Proprio per la sua relazione anche
con l’arte bizantina Vasari ha fatto cominciare la pittura da Cimabue ma
in particolar modo, è da Giotto che inizia un linguaggio pittorico
nuovo. Cimabue si ispirò molto al Giunta Pisano ad ai suoi prosecutori,
lavorò molto in Pisa ed ivi morì nel 1302 mentre eseguiva il mosaico
dell’abside del Duomo unica sua opera documentata. In quel tempo si
imponeva la nuova arte di Giotto che si ispirava alla classicità
ispirandosi anche alle sculture di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio.
C’erano altri centri culturali in Italia come Roma legata alla
tradizione della cultura sacra ma è nello stretto legame con Bisanzio
che nasce un tipo di pittura sacra. Prima di Cimabue in Pisa vi erano
pittori che eccellevano in questo genere pittorico ispirati all’arte
bizantina, come il Giunta che in affreschi di palazzi nobiliari ha un
modo diverso di rappresentare la natura. Vedi il ciclo pittorico della
chiesa di San Pierino (ciclo Cristologico) dove nel Cristo che entra in
città, ha un modo di dipingere il volto dei personaggi inconsueto nella
nostra pittura. Il Giunta anche detto Giunta Pisano è molto noto e viene
chiamato a dipingere la croce nella chiesa di San Francesco ad Assisi.
E’ doveroso rimarcare l’importanza di Giunta Pisano che con i suoi
dipinti ci permette di vedere e capire come vivevano nel medioevo Vi
sono molte opere pittoriche che caratterizzano la pittura Pisana fra il
1100 ed il 1200 dove c’è la tendenza a dare una visione diversa alla
Pittura Sacra soprattutto nelle Icone. Presso il museo di San Matteo si
troveranno opere di Giunta Pisano, inoltre arriveranno a Pisa due pezzi
di un trittico che rappresentano un trono con "la Madonna col Bambino"
circondata da Santi che si trova al museo del Louvre e che appartengono
al Cimabue. E’ questo un documento molto importante per ricollegarci
alla storia pittorica pisana.
Altri capolavori arriveranno a Pisa dai musei di Berlino, di New York,
National Gallery di Londra, dal Vaticano, dalla Pinacoteca del Brera di
Milano, da Rio de Janeiro ecc.. Si può affermare che Pisa è culla della
pittura sacra in occidente: non solo per il Giunta, ma anche con artisti
come Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio e questo ciclo si conclude dal
Giunta Pisano a Giotto con due tavole de"il Polittico di Santa Reparata
e del Santo Stefano" attribuite a Giotto ritrovate nella chiesa di San
Iacopo in Acquaviva a Livorno (forse trasferite qui dalla chiesa del
Santo Spirito di Firenze) quando Giotto "cerca di approfondire l’umanità
e l’individualità dei personaggi con volti assottigliati e sfumature di
colore" come dice la Prof.ssa Burresi. Sono state trovate due opere
molto simili a questa di Santa Reparata che sono state fatte alla fine
del 300 da Francesco da Pisa "San Giovanni Evangelista" e finito dal
Cimabue con un gruppo di persone.
Con questa opera si chiude la mostra che dimostra l’importanza della
nostra città nell’arte sacra dovuta al periodo in cui Pisa aveva una
grande importanza nel Mediterraneo.
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