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Alle 15 il Governatore si è riunito con il
Presidente De Felice ed il Segretario Nebbiai; in questa sede sono
stati presentati al Governatore i progetti del nostro Club (che
tutti conosciamo per averli sviscerati assieme più volte) ed esposto
i problemi istituzionali del Club. Alle 17,30 Il Governatore ha
riunito i Presidenti delle Commissioni, i quali hanno esposto
dettagliatamente i vari progetti e lo hanno fatto compartecipe delle
tappe nella realizzazione dei progetti stessi. Il Governatore, come
ha rimarcato giustamente in seguito De Felice nella presentazione
ufficiale alla fine della Conviviale, non
è
stato né un giudice né un fustigatore, ma un buon padre che ha
elogiato il nostro operato, dati suggerimenti validi, e spronato a
continuare su questa strada perché il nostro sia e resti un Club
giovane e voglioso di operare nello spirito del servizio,
caratteristica del Rotary.
Alle 20,30 siamo passati nella sala da pranzo
dove è stato servito un valido menù. Al termine il Presidente ha
preso la parola ed ha presentato il Governatore Rampioni Alviero la
gentile Signora Leila e il rappresentante del Governatore Pachetti,
ai soci presenti. A questo punto prima di dare la parola al
Governatore ha voluto compiere un atto molto importante della vita
del nostro Club: la presentazione di un nuovo socio, l’Ing. Claudio
Zuccolotto attualmente amministratore delegato della Kimble italiana
appartenente al gruppo Gerresheimer di Dusseldorf (vedi curriculum
in calce). E’ mio dovere rimarcare la presenza fra gli ospiti del
Club di Gaia Bonaccorsi Presidente del Interact, e Lorenzo Rossi
presidente del Rotaract.
A
questo punto prende la parola il Governatore che ringrazia per
l’accoglienza avuta e sottolinea di avere avuto un fruttuoso
incontro con i responsabili del Club dove sono stati scambiati
pareri e giudizi sul Rotary in generale ed in particolare sul nostro
Rotary. Riferisce di avere avuto la sensazione di essere circondato
da persone capaci e volonterose, dal presidente ai responsabili
delle commissioni, cosa utile nel momento del centenario perché le
loro azioni possono lasciare un segno della presenza del Club nella
realtà cittadina. In questi tre anni si sono avute manifestazioni
che hanno dimostrato idee, cultura e prestigio per il Club:
raccomanda a tutti di essere affidabili e disponibili perchè non
manchi il supporto agli operatori per poter completare i progetti
culturali ed umanitari in cantiere, sempre con il principio di
mantenere la nostra peculiarità e personalità. Fa un augurio
particolare al nuovo socio invitandolo ad adoperarsi per aiutare il
Club a tenere alto lo spirito di servizio: un augurio particolare ai
giovani per un loro futuro professionale ed all’amico personale
Trivella.
Passa ai programmi: "Premio Pacinotti" e mezzo di trasporto per
bisognosi. Sono azioni che rientrano nel tema "Rotary e Società" che
verrà sviluppato nel prossimo congresso e rientrano nello spirito
delle manifestazioni del centenario. Passando all’attività
internazionale ritiene molto positivo il bilancio di questi 100 anni
del Rotary che si è sviluppato in 166 paesi del mondo: la diversità
nazionale non ha impedito l’esecuzione di progetti in quanto il
rotariano opera al di sopra di credi nazionali, etnici, religiosi,
politici ma pensa solo al benessere del prossimo e questo spirito lo
porta a possibilità di nuovi incontri ed amicizie tra rotariani di
tutto il mondo. E’ l’entusiasmo e il disinteresse personale insito
nel rotariano che permette il permanere in auge del nostro sodalizio
che non dà ancora cenni ne di crisi ne di stanchezza. Fa un elogio
alla R. Fondation dove militano uomini con valide idee e che
sacrificano il loro tempo per tenere alto il nome del Rotary con
azioni altamente umanitarie. Perché il nostro Club nazionale
continui ad essere guida ed esempio dobbiamo stare al passo con i
tempi, scommettere sulla capacità di uomini, donne e specie giovani
che sono la nuova linfa dell’avvenire. Non dobbiamo aspettare che la
gente bussi alla nostra porta, ma noi dobbiamo andare a cercare il
meglio della società culturale, amministrativa, industriale ecc. in
modo da formare una squadra che permetta, con la volontà di tutti i
rotariani, una lunga vita e prosperità per il nostro Club. Giovani e
donne hanno il diritto di esprimere le loro opinioni che possono
essere innovative, ma non devono dimenticata l’esperienza degli
anziani ed instaurare con loro un sereno colloquio nell’interesse
del progresso comune. A questa maniera si salvaguarda l’amicizia e
lo spirito di servizio, anzi, agendo di comune accordo verso
l’esterno possiamo far conoscere lo spirito rotariano anche al
pubblico. Con l’aiuto della stampa e delle organizzazioni
internazionali facciamo conoscere il risultato per progetto
Polioplus, delle borse di studio, dei progetti di interscambio ecc.
ma non bisogna dimenticare le iniziative dei singoli Club destinate
a lasciare il segno nella società che li circonda. Attiviamoci per
incrementare la cultura con borse di studio, aiuti alle scuole con
biblioteche ecc.: è utile fare mostre di pittura, fotografia e
quanto altro possa interessare la società e le istituzioni: nel
campo assistenziale con aiuti ai disabili e bisognosi. Non
sottovalutiamo l’importanza della stampa, che a volte ci critica
ingiustamente. Dobbiamo far capire che i Rotariani sono persone
libere, veramente libere da pregiudizi razziali o religiosi o
politiche e provengono da multiformi realtà culturali politiche
religiose e filosofiche ed è per questo che tra loro nasce una
profonda amicizia nel rispetto delle idee altrui. Nei nostri club,
del Rotary Italiano, facciamo servizio e non abbiamo permesso di
essere al servizio di alcuno fin dal 1927 anno in cui nasce il primo
Rotary a Milano: vi sono stati scontri con la chiesa e con lo stato,
che ne volle la chiusura (sono emersi documenti di questo periodo
dove il Rotary Italiano in clandestinità ha rapporti con il Vaticano
e gli alleati), ma con il dialogo sono stati risolti molti problemi.
Con tutto questo il Governatore ritiene necessario essere severi
nello scegliere i rappresentanti delle categorie, perché il Club è e
deve essere il meglio che può esprimere la nostra società. Può
sembrare che il mondo di oggi goda, causa il progresso, di una
felice esistenza, ma non è così: vi sono tuttora miseria, malattie,
guerre e, grave pericolo, il terrorismo. Il Rotary non deve stare a
guardare ma partecipare attivamente alla realtà di oggi con
dibattiti e conferenze e far sentire la sua voce. Deve dimostrarsi
credibile, dopo 100 anni di esistenza, presso la società dove opera.
Oggi la nostra associazione riceve consensi da ogni organismo
internazionale, ONU, Organizzazione mondiale della Sanità, ecc.: con
le nostre azioni abbiamo avuto elogi da autorità religiose, di stato
e culturali. In particolare il Governatore ricorda le parole di Papa
Giovanni Paolo II che elogia il Rotary International e colpisce la
frase che invita il Club a "SERVIRE L’UMANITA’ NEL BISOGNO". Un
elogio anche da Sabin, il padre del vaccino antipolio, che riconosce
al Rotary Italiano di essersi adoperato in particolar modo per
l’eradicazione della malattia nel mondo. Anche il Segretario
dell’ONU ha avuto parole di lode per il Rotary Fondation. Il
Governatore a questo punto, con una punta di commozione dice che il
Rotary, nel centenario della sua nascita, offre a tutti i bambini
del mondo un bel regalo: L’ERADICAZIONE DELLA POLIO.
De Felice ringrazia il Governatore per le sue
parole e per i consigli dati: assicura che il nostro Club, giovane e
dallo spirito giovane, li seguirà. Segue lo scambio dei doni. Il
Governatore in questo frangente si lascia andare ad ameni ricordi ed
episodi che ci ha fatto sorridere e che hanno rafforzato
maggiormente l’impressione avuta di un buon consigliere e un buon
padre che vede con occhio benevolo il nostro giovane ma attivo Club. |
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Caminetto 19 Gennaio 2005-01-20 05
Il Presidente apre dicendo che, secondo lui, il
caminetto serve per le dichiarazioni del presidente. Infatti questi
è tenuto a riferire all’assemblea tutto ciò che viene deciso. Il
direttivo serve per la gestione dei progetti, ma la decisione del
progetto stesso spetta al consiglio: niente vieta che se qualcuno
vuol fare una dissertazione su di un argomento interessante per
tutti, allora è giusto che parli.
Inizia con il colloquio che ha avuto assieme al Segretario col
Governatore: hanno iniziato col tema sui rapporti con gli altri
Clubs che tutto sommato vanno bene; le piccole divergenze si stanno
appianando.
Il Governatore si è raccomandato affinché noi cerchiamo la nostra
identità in modo da farci conoscere alla realtà locale, cercando di
non spendere eccessivi mezzi. E’ stato parlato del progetto
centenario, del mezzo di soccorso da donare ad un Ente ed è stato
accennato al progetto di trasferimento di materiale medico offerto
da medici di Lucca (hanno chiesto il nostro aiuto tramite il nostro
socio Regali) alla popolazione del Ruanda. Il materiale deve essere
portato al RC di Cagliari che a sua volta lo manderà in un
container, assieme a materiale di altri Clubs Italiani, in quella
nazione. Il Governatore ha sposato in pieno questa iniziativa perché
nello spirito rotariano che dà visibilità e collaborazione tra i
vari Clubs che si adoperano per riempire il container. A noi viene a
costare solo il trasporto da Livorno a Cagliari: tutta l’assemblea
ha.
Per quanto riguarda la non partecipazione al progetto del monumento,
il Governatore ha riconosciuto giusta la nostra decisione dato che
la spesa veniva divisa non a numero di soci ma a numero di Club.
Chiuso l’argomento visita del Governatore, il Presidente è passato
alla conviviale da realizzare con il Club di Cascina che verrà fatta
in Marzo o forse dopo. Infatti Marzo è pieno di manifestazioni, vedi
la proposta di organizzare assieme alla "Tavola Rotonda" un progetto
di concerto con Bocelli al Verdi (vista la nostra esperienza) od
eventualmente al Palazzo dei Congressi. Dovrebbe essere fatto prima
di Pasqua. L’incasso sarà donato ai profughi dello tscunami.
Poi c’è l’idea di fare un interclub tra i tre Clubs cittadini per il
centenario e sarebbe il 23 Febbraio (data del centenario): questo è
altamente auspicabile anche per stemperare il clima tra i Clubs.
Tutte queste proposte sono state approvate all’unanimità
In chiusura Bartorelli rimarca che al Congresso di Pistoia sono
andati i soliti diciamo "vecchi", mentre sarebbe utile
partecipassero i giovani per imparare la vita del Rotary .
Come ultima notizia il Presidente annuncia che nella manifestazione
del Centenario verrà presentato un libro sul Rotary Club in cui
avremo a disposizione due pagine che noi dovremo sfruttare al meglio
presentandoci con la nostra storia, le nostre iniziative tramite
relazione accompagnata da documentazione fotografica.
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Alla fine della cena il Presidente presenta la
relatrice della conferenza sull’India, la Dott.ssa Nella De Angelis
che presenterà una documentazione fotografica tratta da una
pubblicazione di immagini sull’India. La relatrice ringrazia e
dichiara di sentirsi a suo agio in nostra compagnia, si sente
un’amica tra amici, e per questo è contenta di presentare questo
libro che è pubblicato solo in Francia ed in Inghilterra dato che in
Italia non c’è ancora un editore che abbia acquistato l’esclusiva
per la pubblicazione. Questo libro è già stato presentato alla fiera
del libro di Francoforte ed ha ottenuto un buon successo. La
relatrice dice di avere fatto una conferenza simile in altre città
della Toscana e sicuramente dovrà farne altre: precisa che questa
non è una promozione commerciale, ma un momento per farsi conoscere
e di parlare di una nazione molto bella che, anche se visitata da
molti turisti, è ancora sconosciuta nella sua vera essenza: secondo
una sua espressione è
veramente
una terra "straordinariamente meravigliosa". Certo il libro va
visto, non può essere raccontato perché c’è il rischio di annoiare
la platea: per questo gli autori hanno creduto opportuno fare una
presentazione tramite una videoproiezione, realizzata dal fratello
della relatrice, Andrea, che viene coinvolto in simili occasioni. In
questa carrellata fotografica vi sono immagini non inserite nel
libro per volontà dell’editore ma che il fotografo, Ivo Demi, ha
ritenuto opportuno metterle per noi. Con queste ci vuol presentare
un mondo straordinario ed immenso e nello stesso tempo misterioso.
In India oltre alla grandezza territoriale va rilevata
l’eterogeneità delle popolazioni, le varie etnie con i loro usi e
costumi, la multireligiosità: ogni gruppo etnico ha un suo modo di
vita che deriva da un retaggio ancestrale. Gli autori hanno
scorrazzato da sud a nord da est ad ovest per realizzare questo
servizio cogliendo le varie espressioni etniche dando rilievo a
quelle che sono le peculiarità di usi, costumi tribali e
religiosità. Un momento particolare di attenzione è stato dedicato a
Calcutta, che come mi diceva Ivo Denis, che era al mio tavolo, è una
città enorme dove vi si trovano rappresentate tutte le varie realtà
dell’India, quella moderna e quella tradizionale. L’India è una
grande e potente nazione con tutte le contraddizioni di un popolo
che ha fretta di crescere e nello stesso tempo è strettamente unito
alle ancestrali radici culturali e religiose: accanto all’opulenza
trovi la più nera miseria, accanto alla magnificenza architettonica
c’è il massimo degrado ambientale. Sono queste contraddizioni che
rendono grande ed interessante questo popolo. Demi, che ha girato un
po’ tutto il mondo, ci raccontava che Calcutta è la città che
ritiene la più sicura fra quelle visitate: afferma che la si può
tranquillamente girare di notte da soli senza pericolo di brutti
incontri (a d ifferenza
di Pisa dove è bastato lasciare incustodito un microfono portatile
sul tetto della macchina, giusto il tempo di portare un bagaglio in
albergo, che era stato rubato). Certamente il turista quando arriva
nei punti di ritrovo per i tour locali vi trova una folla di
mendicanti, specie bambini che provengono da luoghi della periferia
dove regna degrado miseria e cattive condizioni igieniche.
A questo punto Andrea comincia la videoproiezione: all’inizio
assistiamo ad una carrellata di immagini che spaziano in tutto il
mondo, mostrano le svariate località delle nazioni visitate dal
fotografo e la Dott.ssa De Angelis ci dice di avere voluto ciò per
prepararci psicologicamente al vero impatto con le immagini della
realtà indiana.
Sono restato meravigliato dalla nitidezza, luminosità, profondità
delle foto senza parlare del contenuto che manifesta chiaramente le
intenzioni dell’autore: è riuscito a cogliere le varie situazioni
umane ed ambientali che da sole riescono a raccontarci quella che è
la vera vita del popolo indiano. Per aumentare l’impatto psicologico
con lo spettatore, le immagini erano accompagnate da un sottofondo
musicale di melodie locali ed anche pezzi più o meno moderni che si
intonavano magnificamente alle belle immagini, a volte per
stemperarne la drammaticità a volte per sottolinearne la
spiritualità; foto che colpivano l’immaginazione e ti trasportavano
in un mondo di ricordi giovanili, retaggio di letture di libri
avventurosi. Non mi è possibile raccontare quanto ho visto,
veramente sono immagini che devono essere viste per capirle.
Perdonate il misero tentativo di raccontarle tramite le sensazioni
che ho avuto e le interpretazioni che ho dato tramite la mia
sensibilità.
In
queste multicolori immagini mi sono rivisto al tempo delle scuole
medie quando leggevo, o meglio divoravo, i libri del Salgari, che
conservo tuttora nella soffitta come cose sacre, dove erano
descritti quei posti esotici degno scenario delle gesta memorabili
di Tremal-Naik, Kammamuri con la tigre Darma e le vicende della
liberazione di Diana ed il successivo matrimonio con Tremal-Naik. E
cosa dire delle vicende del grande Sandokan e l’amico fedele Yanez
con l’eterna sigaretta in bocca alla guida dei tigrotti di Monpracen
e l’amore del tenebroso pirata per Marianna la "Perla di Labuan".
Questa sicuramente si era innamorata, prima che di Sandokan, della
bellezza di quelle terre misteriose ed affascinanti con quelle
sfaccettature umane ed ambientali, caratteristiche di un’India che
difficilmente può essere pienamente capita da chi non vive
profondamente la sua realtà.
Le foto degli indù, maschi e femmine nelle sacre acque del Gange, le
espressive facce dei bambini con quei grandi occhi dove ti perdi in
un profondo mistero, la profonda malinconia di quelle madri che
tengono il frutto del loro ventre con gesti che denotano un amore ed
una dedizione incredibile, la presenza del frutto del lavoro di
donne indù che presentano i loro oggetti al mercato o che portano al
villaggio il pesce frutto del duro lavoro in acqua dei loro uomini.
Per non parlare di quei paesaggi chiari e nello stesso tempo
misteriosi dove si svolge la vita quotidiana di quei popoli, e quei
volti mistici dei santoni che ti fanno ricordare i fakiri di
salgariana memoria.
In questa presentazione mi ha colpito la sensibilità degli autori
che hanno evitato immagini che avrebbero potuto far pensare alla
contestazione, argomento facile in un contesto socio ambientale
simile. No! Si è voluto solo rappresentare la verità, la
realtà
al di fuori dagli schemi stereotipati di una propaganda turistica.
Abbiamo visto la bellezza, il misticismo, il mistero, l’amore per
una nazione che sappiamo una delle più potenti ed ancora una delle
più misteriose, in definitiva una terra che è ancora tutta da
scoprire.
Grazie dott.ssa Nella De Angelis, grazie Andrea, e particolarmente
grazie a Ivo Demi per la sua capacità e sensibilità artistica che
pochi fotografi conoscono.
Sulla sinistra ho
inserito foto che gentilmente mi ha concesso Andrea che danno solo
una pallida idea di quella che è stata la foto conferenza. |