ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI

 
ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Conviviale 11 Gennaio 05   Caminetto del 19 Gennaio 05  Conviviale 26 Gennaio 05
 
CAMINETTO DEL 5 GENNAIO 2005


Il Presidente giustifica il cambiamento del programma del mese di Gennaio 2005 spiegando che le date e gli orari non sono ispirati dal Presidente del Club, ma direttamente dal Governatore. Quindi è stato doveroso spostare la conviviale al 11 Gennaio 2005 con un caminetto alle 17 conla partecipazione di tutti i presidenti di commissione: antecedentemente si è riunito il Governatore col Presidente del Club ed il Segretario. Al 5 Gennaio è stato deciso questo caminetto che serve per la preparazione del colloquio con il Governatore, d’altra parte se fosse stata fatta una conviviale vi sarebbero state poche persone perché molti sono tuttora in vacanza.
Al Governatore abbiamo ben poco da dire dato che i progetti sono pochi e ben delineati: I°) il Premio Pacinotti, fra parentesi dobbiamo abbandonare l’idea di darlo a Rubbia dato che non ha risposto e sembra che abbia grossi problemi personali. II°) Il Convegno su Marco Tangheroni: per questo dobbiamo aspettare la primavera per avere la disponibilità della vedova On. Patrizia Paoletti Tangheroni ora impegnata con i lavori parlamentari: III°) l’acquisto di una Autoambulanza da donare ad un ente di assistenza. Per questo progetto cercheremo risorse. Tornando sull’argomento Rotary Fondation Diara spezza una lancia in sua difesa dato che questa deve per statuto impegnare i capitali per farli fruttare, e purtroppo in questa situazione economica mondiale c’è stata una perdita da parte di tutti, esperti e non: quindi la colpa non è di chi ha speculato ma della situazione contingente mondiale.
Questo per quanto riguarda la visita del Governatore.
Passa ad altro argomento, riferendo di essere stato contattato dal Dott. Paolo Vestri, presidente del Rotary Club Cascina, per fare una conviviale all’Euro Hotel come interclub: il gestore farebbe un prezzo di favore e ciò che si risparmia rispetto alla cifra canonica, verrebbe donato alla UILDM sezione di Pisa e questo in modo da soddisfare le esigenze dello spirito rotariano: aiutare chi ha bisogno e promuover occasioni per accrescere le amicizie personali. Questo progetto è stato accolto favorevolmente da tutti ed è stato dato l’incarico al Presidente di contattare l’omologo del Cascina per la data di svolgimento.
Poi viene chiesto di fare un nominativo da preporre del l’elezione del Governatore 2007 – 2008. Dopo varie proposte l’assemblea ha deciso di interpellare l’Ing. Trivella, il Presidente uscente, se è disposto ad accettare la candidatura. Ad ogni modo ne riparleremo più ampiamente in un prossimo caminetto. Il Governatore eletto per il 2006 – 2007 è l’Ing Paolo Margara del Club di Viareggio.
Ha portato a conoscenza del congresso mondiale a Cicago, per partecipare basta rivolgersi al segretario.
Per quanto riguarda il Congresso di Prato tutti possono andare, però se vogliono restare a pranzo si deve prenotare in tempo utile. Sicuramente parteciperanno il Presidente, Diara e Bernardini.
 

A questo proposito comunico che il 4 Dicembre 2004, giorno della "Festa della Marina" presso l’Accademia Navale di Livorno in occasione del Giuramento degli Allievi, il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra Sergio Biraghi ha incontrato il Dott. Rodolfo Bernardini Presidente della Fondazione "Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano" al quale ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno profuso dall’Istituzione nel perpetuare le tradizioni Marinare Italiane del passato e del presente. Al termine del colloquio l’Ammiraglio Biraghi ha consegnato al Dott. Bernardini la medaglia d’argento del Capo di Stato Maggiore con la seguente dedica "AL CAVALIRE DI GRAN CROCE DOTT. RODOLFO BERNARDINI PRESIDENTE "ISTITUZIONE DEI CAVALIERI DI SANTO STEFANO" Firmato: Sergio Biraghi. Queste sono manifestazioni e attestati di stima ad un nostro socio che portano indirettamente lustro al nostro Club per questo gli giunga il plauso mio e di tutti i Soci del Club. Di seguito il tesoriere Paoletti ha portato un bilancio di metà anno positivo, con l’obiettivo di un attivo di 10 - 11.000 euro annui, cifra che purtroppo non basta per l’acquisto di una autoambulanza quindi dobbiamo ricorrere a sponsor o fare un progetto più economico.
Per quanto riguarda contributi per il maremoto nel sudest asiatico la tendenza è quella di lasciare i soci liberi di fare una loro libera offerta.

Dritto della medaglia L'Ammiraglio Sergio Biraghi consegna la medaglia a Rodolfo Bernardini Retro della medaglia
 
CONVIVIALE 11 GENNAIO 2005
VISITA DEL GOVERNATORE ALVIERO RAMPIONI
 

Il Governatore Alviero Rampioni

Il Presidente ed il Governatore

Inno alla Bandiera

 

Alle 15 il Governatore si è riunito con il Presidente De Felice ed il Segretario Nebbiai; in questa sede sono stati presentati al Governatore i progetti del nostro Club (che tutti conosciamo per averli sviscerati assieme più volte) ed esposto i problemi istituzionali del Club. Alle 17,30 Il Governatore ha riunito i Presidenti delle Commissioni, i quali hanno esposto dettagliatamente i vari progetti e lo hanno fatto compartecipe delle tappe nella realizzazione dei progetti stessi. Il Governatore, come ha rimarcato giustamente in seguito De Felice nella presentazione ufficiale alla fine della Conviviale, non è stato né un giudice né un fustigatore, ma un buon padre che ha elogiato il nostro operato, dati suggerimenti validi, e spronato a continuare su questa strada perché il nostro sia e resti un Club giovane e voglioso di operare nello spirito del servizio, caratteristica del Rotary.

Alle 20,30 siamo passati nella sala da pranzo dove è stato servito un valido menù. Al termine il Presidente ha preso la parola ed ha presentato il Governatore Rampioni Alviero la gentile Signora Leila e il rappresentante del Governatore Pachetti, ai soci presenti. A questo punto prima di dare la parola al Governatore ha voluto compiere un atto molto importante della vita del nostro Club: la presentazione di un nuovo socio, l’Ing. Claudio Zuccolotto attualmente amministratore delegato della Kimble italiana appartenente al gruppo Gerresheimer di Dusseldorf (vedi curriculum in calce). E’ mio dovere rimarcare la presenza fra gli ospiti del Club di Gaia Bonaccorsi Presidente del Interact, e Lorenzo Rossi presidente del Rotaract.

A questo punto prende la parola il Governatore che ringrazia per l’accoglienza avuta e sottolinea di avere avuto un fruttuoso incontro con i responsabili del Club dove sono stati scambiati pareri e giudizi sul Rotary in generale ed in particolare sul nostro Rotary. Riferisce di avere avuto la sensazione di essere circondato da persone capaci e volonterose, dal presidente ai responsabili delle commissioni, cosa utile nel momento del centenario perché le loro azioni possono lasciare un segno della presenza del Club nella realtà cittadina. In questi tre anni si sono avute manifestazioni che hanno dimostrato idee, cultura e prestigio per il Club: raccomanda a tutti di essere affidabili e disponibili perchè non manchi il supporto agli operatori per poter completare i progetti culturali ed umanitari in cantiere, sempre con il principio di mantenere la nostra peculiarità e personalità. Fa un augurio particolare al nuovo socio invitandolo ad adoperarsi per aiutare il Club a tenere alto lo spirito di servizio: un augurio particolare ai giovani per un loro futuro professionale ed all’amico personale Trivella.
Passa ai programmi: "Premio Pacinotti" e mezzo di trasporto per bisognosi. Sono azioni che rientrano nel tema "Rotary e Società" che verrà sviluppato nel prossimo congresso e rientrano nello spirito delle manifestazioni del centenario. Passando all’attività internazionale ritiene molto positivo il bilancio di questi 100 anni del Rotary che si è sviluppato in 166 paesi del mondo: la diversità nazionale non ha impedito l’esecuzione di progetti in quanto il rotariano opera al di sopra di credi nazionali, etnici, religiosi, politici ma pensa solo al benessere del prossimo e questo spirito lo porta a possibilità di nuovi incontri ed amicizie tra rotariani di tutto il mondo. E’ l’entusiasmo e il disinteresse personale insito nel rotariano che permette il permanere in auge del nostro sodalizio che non dà ancora cenni ne di crisi ne di stanchezza. Fa un elogio alla R. Fondation dove militano uomini con valide idee e che sacrificano il loro tempo per tenere alto il nome del Rotary con azioni altamente umanitarie. Perché il nostro Club nazionale continui ad essere guida ed esempio dobbiamo stare al passo con i tempi, scommettere sulla capacità di uomini, donne e specie giovani che sono la nuova linfa dell’avvenire. Non dobbiamo aspettare che la gente bussi alla nostra porta, ma noi dobbiamo andare a cercare il meglio della società culturale, amministrativa, industriale ecc. in modo da formare una squadra che permetta, con la volontà di tutti i rotariani, una lunga vita e prosperità per il nostro Club. Giovani e donne hanno il diritto di esprimere le loro opinioni che possono essere innovative, ma non devono dimenticata l’esperienza degli anziani ed instaurare con loro un sereno colloquio nell’interesse del progresso comune. A questa maniera si salvaguarda l’amicizia e lo spirito di servizio, anzi, agendo di comune accordo verso l’esterno possiamo far conoscere lo spirito rotariano anche al pubblico. Con l’aiuto della stampa e delle organizzazioni internazionali facciamo conoscere il risultato per progetto Polioplus, delle borse di studio, dei progetti di interscambio ecc. ma non bisogna dimenticare le iniziative dei singoli Club destinate a lasciare il segno nella società che li circonda. Attiviamoci per incrementare la cultura con borse di studio, aiuti alle scuole con biblioteche ecc.: è utile fare mostre di pittura, fotografia e quanto altro possa interessare la società e le istituzioni: nel campo assistenziale con aiuti ai disabili e bisognosi. Non sottovalutiamo l’importanza della stampa, che a volte ci critica ingiustamente. Dobbiamo far capire che i Rotariani sono persone libere, veramente libere da pregiudizi razziali o religiosi o politiche e provengono da multiformi realtà culturali politiche religiose e filosofiche ed è per questo che tra loro nasce una profonda amicizia nel rispetto delle idee altrui. Nei nostri club, del Rotary Italiano, facciamo servizio e non abbiamo permesso di essere al servizio di alcuno fin dal 1927 anno in cui nasce il primo Rotary a Milano: vi sono stati scontri con la chiesa e con lo stato, che ne volle la chiusura (sono emersi documenti di questo periodo dove il Rotary Italiano in clandestinità ha rapporti con il Vaticano e gli alleati), ma con il dialogo sono stati risolti molti problemi. Con tutto questo il Governatore ritiene necessario essere severi nello scegliere i rappresentanti delle categorie, perché il Club è e deve essere il meglio che può esprimere la nostra società. Può sembrare che il mondo di oggi goda, causa il progresso, di una felice esistenza, ma non è così: vi sono tuttora miseria, malattie, guerre e, grave pericolo, il terrorismo. Il Rotary non deve stare a guardare ma partecipare attivamente alla realtà di oggi con dibattiti e conferenze e far sentire la sua voce. Deve dimostrarsi credibile, dopo 100 anni di esistenza, presso la società dove opera. Oggi la nostra associazione riceve consensi da ogni organismo internazionale, ONU, Organizzazione mondiale della Sanità, ecc.: con le nostre azioni abbiamo avuto elogi da autorità religiose, di stato e culturali. In particolare il Governatore ricorda le parole di Papa Giovanni Paolo II che elogia il Rotary International e colpisce la frase che invita il Club a "SERVIRE L’UMANITA’ NEL BISOGNO". Un elogio anche da Sabin, il padre del vaccino antipolio, che riconosce al Rotary Italiano di essersi adoperato in particolar modo per l’eradicazione della malattia nel mondo. Anche il Segretario dell’ONU ha avuto parole di lode per il Rotary Fondation. Il Governatore a questo punto, con una punta di commozione dice che il Rotary, nel centenario della sua nascita, offre a tutti i bambini del mondo un bel regalo: L’ERADICAZIONE DELLA POLIO.

De Felice ringrazia il Governatore per le sue parole e per i consigli dati: assicura che il nostro Club, giovane e dallo spirito giovane, li seguirà. Segue lo scambio dei doni. Il Governatore in questo frangente si lascia andare ad ameni ricordi ed episodi che ci ha fatto sorridere e che hanno rafforzato maggiormente l’impressione avuta di un buon consigliere e un buon padre che vede con occhio benevolo il nostro giovane ma attivo Club.

A Sinistra: alcune signore in amichevole colloquio in attesa della cena

A destra: l'imbarazzo della scelta al tavolo degli aperitivi e stuzzichini.

CALAUDIO ZUCCOLOTTO – CURRICULUM

Nato a Verona il 14 Aprile 1964, residente a Fauglia via Casaferri, 191 coniugato: con Maria Concetta Nicotra, Medico Psichiatra.
Laureato, dopo il Liceo Scientifico, in Ingegneria Elettronica con indirizzo Organizzazione Aziendale nel 1988: Master all’Università di Chicago: conosce più lingue.
Notevole esperienza organizzativa dirigenziale acquisita con diverse ditte sia italiane che straniere.

Il Presidente e Zuccolotto Il Presidente ed il Governatore  Il Presidente col cappellino della Ferrari
     
   

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CAMINETTO DEL 19 GENNAIO 2005
 

Caminetto 19 Gennaio 2005-01-20 05

Il Presidente apre dicendo che, secondo lui, il caminetto serve per le dichiarazioni del presidente. Infatti questi è tenuto a riferire all’assemblea tutto ciò che viene deciso. Il direttivo serve per la gestione dei progetti, ma la decisione del progetto stesso spetta al consiglio: niente vieta che se qualcuno vuol fare una dissertazione su di un argomento interessante per tutti, allora è giusto che parli.
Inizia con il colloquio che ha avuto assieme al Segretario col Governatore: hanno iniziato col tema sui rapporti con gli altri Clubs che tutto sommato vanno bene; le piccole divergenze si stanno appianando.
Il Governatore si è raccomandato affinché noi cerchiamo la nostra identità in modo da farci conoscere alla realtà locale, cercando di non spendere eccessivi mezzi. E’ stato parlato del progetto centenario, del mezzo di soccorso da donare ad un Ente ed è stato accennato al progetto di trasferimento di materiale medico offerto da medici di Lucca (hanno chiesto il nostro aiuto tramite il nostro socio Regali) alla popolazione del Ruanda. Il materiale deve essere portato al RC di Cagliari che a sua volta lo manderà in un container, assieme a materiale di altri Clubs Italiani, in quella nazione. Il Governatore ha sposato in pieno questa iniziativa perché nello spirito rotariano che dà visibilità e collaborazione tra i vari Clubs che si adoperano per riempire il container. A noi viene a costare solo il trasporto da Livorno a Cagliari: tutta l’assemblea ha.
Per quanto riguarda la non partecipazione al progetto del monumento, il Governatore ha riconosciuto giusta la nostra decisione dato che la spesa veniva divisa non a numero di soci ma a numero di Club.
Chiuso l’argomento visita del Governatore, il Presidente è passato alla conviviale da realizzare con il Club di Cascina che verrà fatta in Marzo o forse dopo. Infatti Marzo è pieno di manifestazioni, vedi la proposta di organizzare assieme alla "Tavola Rotonda" un progetto di concerto con Bocelli al Verdi (vista la nostra esperienza) od eventualmente al Palazzo dei Congressi. Dovrebbe essere fatto prima di Pasqua. L’incasso sarà donato ai profughi dello tscunami.
Poi c’è l’idea di fare un interclub tra i tre Clubs cittadini per il centenario e sarebbe il 23 Febbraio (data del centenario): questo è altamente auspicabile anche per stemperare il clima tra i Clubs. Tutte queste proposte sono state approvate all’unanimità
In chiusura Bartorelli rimarca che al Congresso di Pistoia sono andati i soliti diciamo "vecchi", mentre sarebbe utile partecipassero i giovani per imparare la vita del Rotary .
Come ultima notizia il Presidente annuncia che nella manifestazione del Centenario verrà presentato un libro sul Rotary Club in cui avremo a disposizione due pagine che noi dovremo sfruttare al meglio presentandoci con la nostra storia, le nostre iniziative tramite relazione accompagnata da documentazione fotografica.

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CONVIVIALE DEL 26 GENNAIO 2005
 
Visuale del tavolo della presidenza La dott.ssa De Angelis ed il Presidente Altra immagine del tavolo presidenza
I due protagonisti della serata, la relatrice dott.ssa De Angelis Nella ed il valente fotografo Ivo Demi che ci ha meravigliato con le splendide immagini sull'India.
 

 

 

Alla fine della cena il Presidente presenta la relatrice della conferenza sull’India, la Dott.ssa Nella De Angelis che presenterà una documentazione fotografica tratta da una pubblicazione di immagini sull’India. La relatrice ringrazia e dichiara di sentirsi a suo agio in nostra compagnia, si sente un’amica tra amici, e per questo è contenta di presentare questo libro che è pubblicato solo in Francia ed in Inghilterra dato che in Italia non c’è ancora un editore che abbia acquistato l’esclusiva per la pubblicazione. Questo libro è già stato presentato alla fiera del libro di Francoforte ed ha ottenuto un buon successo. La relatrice dice di avere fatto una conferenza simile in altre città della Toscana e sicuramente dovrà farne altre: precisa che questa non è una promozione commerciale, ma un momento per farsi conoscere e di parlare di una nazione molto bella che, anche se visitata da molti turisti, è ancora sconosciuta nella sua vera essenza: secondo una sua espressione è veramente una terra "straordinariamente meravigliosa". Certo il libro va visto, non può essere raccontato perché c’è il rischio di annoiare la platea: per questo gli autori hanno creduto opportuno fare una presentazione tramite una videoproiezione, realizzata dal fratello della relatrice, Andrea, che viene coinvolto in simili occasioni. In questa carrellata fotografica vi sono immagini non inserite nel libro per volontà dell’editore ma che il fotografo, Ivo Demi, ha ritenuto opportuno metterle per noi. Con queste ci vuol presentare un mondo straordinario ed immenso e nello stesso tempo misterioso. In India oltre alla grandezza territoriale va rilevata l’eterogeneità delle popolazioni, le varie etnie con i loro usi e costumi, la multireligiosità: ogni gruppo etnico ha un suo modo di vita che deriva da un retaggio ancestrale. Gli autori hanno scorrazzato da sud a nord da est ad ovest per realizzare questo servizio cogliendo le varie espressioni etniche dando rilievo a quelle che sono le peculiarità di usi, costumi tribali e religiosità. Un momento particolare di attenzione è stato dedicato a Calcutta, che come mi diceva Ivo Denis, che era al mio tavolo, è una città enorme dove vi si trovano rappresentate tutte le varie realtà dell’India, quella moderna e quella tradizionale. L’India è una grande e potente nazione con tutte le contraddizioni di un popolo che ha fretta di crescere e nello stesso tempo è strettamente unito alle ancestrali radici culturali e religiose: accanto all’opulenza trovi la più nera miseria, accanto alla magnificenza architettonica c’è il massimo degrado ambientale. Sono queste contraddizioni che rendono grande ed interessante questo popolo. Demi, che ha girato un po’ tutto il mondo, ci raccontava che Calcutta è la città che ritiene la più sicura fra quelle visitate: afferma che la si può tranquillamente girare di notte da soli senza pericolo di brutti incontri (a differenza di Pisa dove è bastato lasciare incustodito un microfono portatile sul tetto della macchina, giusto il tempo di portare un bagaglio in albergo, che era stato rubato). Certamente il turista quando arriva nei punti di ritrovo per i tour locali vi trova una folla di mendicanti, specie bambini che provengono da luoghi della periferia dove regna degrado miseria e cattive condizioni igieniche.
A questo punto Andrea comincia la videoproiezione: all’inizio assistiamo ad una carrellata di immagini che spaziano in tutto il mondo, mostrano le svariate località delle nazioni visitate dal fotografo e la Dott.ssa De Angelis ci dice di avere voluto ciò per prepararci psicologicamente al vero impatto con le immagini della realtà indiana.
Sono restato meravigliato dalla nitidezza, luminosità, profondità delle foto senza parlare del contenuto che manifesta chiaramente le intenzioni dell’autore: è riuscito a cogliere le varie situazioni umane ed ambientali che da sole riescono a raccontarci quella che è la vera vita del popolo indiano. Per aumentare l’impatto psicologico con lo spettatore, le immagini erano accompagnate da un sottofondo musicale di melodie locali ed anche pezzi più o meno moderni che si intonavano magnificamente alle belle immagini, a volte per stemperarne la drammaticità a volte per sottolinearne la spiritualità; foto che colpivano l’immaginazione e ti trasportavano in un mondo di ricordi giovanili, retaggio di letture di libri avventurosi. Non mi è possibile raccontare quanto ho visto, veramente sono immagini che devono essere viste per capirle. Perdonate il misero tentativo di raccontarle tramite le sensazioni che ho avuto e le interpretazioni che ho dato tramite la mia sensibilità.
In queste multicolori immagini mi sono rivisto al tempo delle scuole medie quando leggevo, o meglio divoravo, i libri del Salgari, che conservo tuttora nella soffitta come cose sacre, dove erano descritti quei posti esotici degno scenario delle gesta memorabili di Tremal-Naik, Kammamuri con la tigre Darma e le vicende della liberazione di Diana ed il successivo matrimonio con Tremal-Naik. E cosa dire delle vicende del grande Sandokan e l’amico fedele Yanez con l’eterna sigaretta in bocca alla guida dei tigrotti di Monpracen e l’amore del tenebroso pirata per Marianna la "Perla di Labuan". Questa sicuramente si era innamorata, prima che di Sandokan, della bellezza di quelle terre misteriose ed affascinanti con quelle sfaccettature umane ed ambientali, caratteristiche di un’India che difficilmente può essere pienamente capita da chi non vive profondamente la sua realtà.
Le foto degli indù, maschi e femmine nelle sacre acque del Gange, le espressive facce dei bambini con quei grandi occhi dove ti perdi in un profondo mistero, la profonda malinconia di quelle madri che tengono il frutto del loro ventre con gesti che denotano un amore ed una dedizione incredibile, la presenza del frutto del lavoro di donne indù che presentano i loro oggetti al mercato o che portano al villaggio il pesce frutto del duro lavoro in acqua dei loro uomini. Per non parlare di quei paesaggi chiari e nello stesso tempo misteriosi dove si svolge la vita quotidiana di quei popoli, e quei volti mistici dei santoni che ti fanno ricordare i fakiri di salgariana memoria.
In questa presentazione mi ha colpito la sensibilità degli autori che hanno evitato immagini che avrebbero potuto far pensare alla contestazione, argomento facile in un contesto socio ambientale simile. No! Si è voluto solo rappresentare la verità, la realtà al di fuori dagli schemi stereotipati di una propaganda turistica. Abbiamo visto la bellezza, il misticismo, il mistero, l’amore per una nazione che sappiamo una delle più potenti ed ancora una delle più misteriose, in definitiva una terra che è ancora tutta da scoprire.
Grazie dott.ssa Nella De Angelis, grazie Andrea, e particolarmente grazie a Ivo Demi per la sua capacità e sensibilità artistica che pochi fotografi conoscono.
 

 

 

Sulla sinistra ho inserito foto che gentilmente mi ha concesso Andrea che danno solo una pallida idea di quella che è stata la foto conferenza.

 
Due foto particolarmente belle di Ivo Demi

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