ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto del 11 Maggio 05     Conviviale del 18 Maggio 05  Caminetto del 25 Maggio 05
 
CONVIVIALE 4 MAGGIO 2005
 
Veduta panoramica della tavola presidenziale con gli ospiti dot.ssa Patrizia Guaiana e ing. Luca Padroni
 
 

Il Presidente comunica la presenza del 50% dei soci e saluta l’ospite Dot.sa Patrizia Guaiana Presidente del Club Culturale "Le Muse" che si è offerta di donare 240 libri per incrementare una biblioteca in Albania. La ringrazia per avere scelto il nostro Club tra tutti gli altri della nostra città. Passa quindi a presentare l’oratore, l’ing. Luca Padroni, figlio del Giovanni Padroni che noi conosciamo bene per avere assistito a sue conferenze. E’ il responsabile della protezione civile del comune di Pisa: De Felice giustifica la scelta di questa conferenza in quanto per esperienza personale sa che esiste una completa ignoranza sui problemi della protezione civile. La conoscenza e l’efficienza di questa organizzazione può ridurre notevolmente danni ingenti in malaugurate calamità. Per questo ha chiesto che ci parli delle "moderne strategie della protezione civile". Prima di cedere la parola all’oratore prega la dot.ssa Guaina di illustrarci la nascita e lo scopo del club culturale "Le Muse" da Lei presieduto.

La dott.ssa Guaiana si sente compartecipe della vita rotariana in quanto moglie di rotariano e past president dell’Hinner Weel. Avendo in Sede molti libri dei concorrenti al premio letterario ha pensato al nostro Club dato che è giovane in espansione e si dimostra attivo. Ci racconta di avere creato il suo Club nel ’97 con la speranza di continuare l’esperienza della Contessa Roncioni, ma ha preferito l’apertura a tutti in un luogo pubblico e non in casa privata: nel 99 ha creato il premio letterario che ha avuto molto successo ed ora è a carattere nazionale: il comune l’ha inserito nelle manifestazioni della festa del 2 Giugno. Nella sezione libri editi vengono mandati varie copie, una resta in archivio e per le altre è stato deciso di donarle. Ha pensato al nostro Club, dato che sono libri validi per una biblioteca: consideriamo che per il premio c’è una giuria molto valida il cui presidente onorario è il Sen. Ferri che è presidente del premi "Bancarella". Chiude leggendo una bellissima frase di Hemingwey sulla validità di un libro e dei sentimenti che esso esprime e fa provare, e dato che tali sentimenti sono stati recepiti leggendo questi libri pervenuti alla giuria e ne dimostrano la loro validità, ha deciso di regalarli al nostro Club perchè vadano ad incrementare la biblioteca fondata in Albania dalla moglie del Governatore. Ringrazia e viene applaudita sentitamente.

Prende la parola l’Ing. Luca Padroni che ci parlerà sulle "Nuove tecnologie per la Protezione Civile".

Il problema della protezione civile è molto importante ed ha assunto sempre maggiore importanza in questi ultimi tempi per i vari di disastri locali ed internazionali con enormi danni di recente memoria. La struttura di questa realtà con la legge Bassanini ha preso una identità precisa. Lo scopo: strutture e attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni e l'ambiente dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali e da altri eventi calamitosi. Il sistema è basato sul principio di sussidiarietà dato che vi partecipano vari soggetti, quali l’esercito, vigili del fuoco le forze dell’ordine e la componente importantissima del volontariato. Queste organizzazioni hanno delle funzioni istituzionali diverse, ma in caso di necessità sono adoperate per aiutare le popolazioni. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco. Se le risorse locali non sono sufficienti per affrontare l’evento si mobilitano immediatamente i livelli provinciali, regionali e nazionale. Ma perchè tutto funzioni deve esserci una pianificazione, cosa che purtroppo o manca od è approssimativa. Per Pisa si sta elaborando un primo piano esecutivo per l’evenienza alluvioni oltre alla protezione incendi e sicurezza sul litorale. Risulta importante l’utilizzo dei mezzi di telecomunicazione dato che tutte le azioni dei vari settori devono essere coordinate. Però va rilevata la possibilità di inefficienza dei mezzi comunicativi che riteniamo sicuri dalla telefonia, internet, ecc. che possono andare in tilt in caso di una malaugurata mancanza di energia che è la prima cosa che accade in caso di calamità. Quindi va applicato un esame con ottica di continuità anche e soprattutto all’interno degli enti, anche civili, chiamati ad operare in emergenza. Come dicevo l’uso della telefonia fissa/mobile e di Internet sono spesso indispensabili per i vari processi aziendali però i soggetti "critici" non devono basare le proprie scelte tecnologiche esclusivamente su criteri economici a breve termine, vedi un risparmio notevole offerto da tecnologie avanzate rispetto alle vecchie tecniche radio, senza riflettere sul danno che può essere generato nel caso di non erogazione dei servizi in casi di assoluta emergenza. Quindi è indispensabile mantenere operativi sistemi radio alternativa ed è fondamentale la formazione del personale per il loro uso.
Dalla riflessione su tali argomenti da noi a Pisa è nata la prima rete radio italiana interagenzia.
La Prefettura ha richiesto ed ottenuto la concessione di questo tipo di sistema radio e l’obiettivo sarà completato molto presto qui a Pisa e la struttura è posta nella torre di Cittadella. In questo modo in qualsiasi condizione di disagio c’è l’opportunità di tenersi in contatto con i vari operatori della protezione Civile. Per comunicare tra loro ogni ente avrà una radio per comunicare quando i sistemi in atto non funzionano.
Altra possibile criticità è la trasmissioni di dati qualora i sistemi tipo imternet vadano in tilt. Abbiamo pensato ad una rete dati wireless (senza fili) indipendente e ad alta velocità. Quindi una rete che non tiene conto delle connessioni usuali (vedi cavi), cioè senza fili che ci permette la connessione in tutta la provincia. Quindi con questi due presidi, la radio per trasmissioni audio e la wireless per trasmissione dati, siano al sicuro contro inefficienze dei mezzi attuali in caso di calamità. Per cui invio immagini video tramite rete wireless che permettono decisioni da prendere anche a chilometri di distanza senza essere sul posto, e comunicazioni a lungo raggio con sistemi radio HF e con sistemi radio Satellitari. Però questa struttura è valida su base locale, provinciale, invece occorre una sinergia con le nazioni del globo e qui a Pisa l’abbiamo. E’ per questo che i primi soccorsi nel modo partano da Pisa come, vigili del fuoco, medici guidati dal prof. Evangelisti, la Folgore, trasportati dalla 46^ aerobrigata ecc. Occorre quindi comunicazione col mondo intero, cosa che può essere praticata con la telefonia satellitare: ma può accadere un ingorgo di utenza ed il telefonino non funziona. Come alternativa vi sono i vecchi sistemi radio.
Altro aiuto che può venire dallo spazio sono Telecomunicazioni, che abbiamo già detto, e GPS (general position sistem) tramite numerosi satelliti artificiali attorno alla terra. Questo sistema è utile anche in ambito locale infatti se forniamo ad ogni mezzo un ricevitore satellitare possiamo avere la gestione dei mezzi sul territorio. Di ogni mezzo è possibile conoscere: l’esatta posizione, la velocità, la direzione dello spostamento, il percorso effettuato dal mezzo. Questi dati possono essere inviati alla centrale operativa e l’osservatore ha un quadro generale, in tempo reale, della situazione dei mezzi sulla zona e può comunicare con loro per un’eventuale intervento urgente (vedi l’utilità che ha dimostrato nel caso del piccolo tshunami dell’isola di Stromboli dove agivano molti elicotteri che andavano coordinati nelle loro azioni). In ultima analisi occorre una pianificazione ed una organizzazione perchè la Protezione Civile sia veramente efficiente
L’oratore conclude col dire che Telecomunicazioni e GPS sul campo si integrano per un’efficiente attività della Protezione Civile che è anzitutto uno strumento di servizio nei confronti della società quindi in sintonia con il Rotary che fa del Servizio la sua bandiera.

Il Presidente consegna la nostra medaglia all’oratore e dà un omaggio alla dott.ssa Guaiana.

 
CAMINETTO DEL 11 MAGGIO 2005
 

Il presidente comunica che nel programma c’è un errore: si invita alla non conviviale alle 20,30 anziché alle 19,30.

Gita a Siena per il 28 Giugno: i posti sono 25 e vengono accettati in ordine di data di prenotazione. Verrà inviata una e-mail con chiarimenti. Dura una ora e mezza e si va con macchine proprie in modo da essere liberi per eventuali giri turistici.
Luca Anselmi spiega che avverrà la visita al palazzo Ghini Saracini, palazzo antico e bello di proprietà del MdP di Siena che conserva una raccolta di strumenti musicali: a termine della visita gli allievi del conservatorio faranno un piccolo concerto. Essendo vicini al Duomo, dopo la visita possiamo andare a visionarlo, e se c’è tempo, andare anche al vecchio ospedale di Siena che è una cosa favolosa. Costo della gita per ingresso 8 €.

Attività dal mese di Maggio e Giugno.

C’è stata l’Assemblea di Montecatini, dove erano presenti ben pochi di noi: quando siamo vicini bisognerebbe partecipare. Si può imparare ad avere la vera coscienza rotariana.
La prossima riunione è il congresso a Massa, dura tre giorni e possiamo andare quando vogliamo anche senza partecipare a tutte le manifestazioni più o meno mondane. I giorni sono il 10 - 11 - 12 Giugno: è bene che ognuno di noi sia presente almeno una volta dato anche che si tratta di un evento straordinario come il centenario.
Domenica 15 Maggio c’è la manifestazione al Verdi e si preannuncia uno spettacolo notevole con le scuole di ballo: è opportuno partecipare e far partecipare anche per reperire fondi che servono alle attività dell’Associazione.
Il premio Pacinotti al Prof. Tangheroni sarà consegnato il 4 giugno, Sabato, nell’aula Toniolo e si svolgerà dalle 11 alle 11,30: a seguire vi sarà un rinfresco nel chiostro della primaziale. Sono stati invitate circa 85 autorità sia istituzionali sia del mondo di servizio, culturale e sociale. Il premio non può essere consegnato alla vedova per suoi impegni istituzionale e verrà consegnato al Fratello anche lui docente universitario. La presentazione del personaggio verrà fatta dal farmacologo prof. Soldani, caro amico del Tangheroni, e lo potremo conoscere nella conviviale del 18 Maggio occasione in cui sarà ospite del Club. In questa bella manifestazione del Premio è stato suggerito di far firmare la ruota.
La On Paoletti verrà in futuro ad una conviviale e le verrà consegnata la tessera di socio onorario con la motivazione per ciò che ha fatto, con amore e dedizione, per il marito nella consapevolezza della gravità della malattia che lo affliggeva.
Progetto consegna della macchina alla Misericordia con la presenza delle autorità istituzionali cittadine. Dopo svariate ipotesi, compreso l’accorpamento con la conviviale del passaggio della campana al Lido di Tirrenia, si è deciso di farla in piazza dei Cavalieri e il rinfresco nel salone del palazzo dei Cavalieri. Ciò avverrà dal 15 al 20 di Giugno.
Passa alla proposta all’offerta del nostro socio Barale, assente da due anni, per fare una conferenza il 1 Giugno sulla procreazione assistita. E’ stato rilevato che, pur essendo interessante per farci capire i problemi complessi di questo argomento, siamo alle porte di un referendum e c’è il rischio che venga coinvolto il nostro Club in posizioni politiche, mentre il Rotary deve essere assolutamente apolitico e non deve dare adito a sospetti. Eventualmente può essere chiamato in un secondo tempo per una conferenza informativa.
La cena per il passaggio delle consegne: Bernardini suggerisce il bagno Lido. Visto alcune perplessità si mette ai voti e a maggioranza si decide per il Bagno Lido. E’ necessario spostare la data al Martedì per due motivi: nel periodo estivo il Pisa fa tutte le conviviali del Mercoledì al Lido, inoltre non si può fare il solito giorno, dato che essendo una ricorrenza importante, si deve dare la possibilità di intervenire ai soci degli altri Club. Essendo noi i più giovani è logico che sta a noi spostare la conviviale al penultimo martedì 21 di Giugno.

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CONVIVIALE DEL 18 MAGGIO 2005
 

Scorcio del tavolo della Presidenza Il prof. Soldani ospite del Club Parte del tavolo della Presidenza

L'architetto Sainati Consegna della medaglia a Sainati Sainati durante la conferenza
 
"il teatro Rossi e gli altri teatri di Pisa".
 

Il presidente dà la parola a Bartorelli che annuncia il buon risultato della serata al teatro Verdi con le scuole di danza locali presentate da Pippo Baudo, ed invita i presenti ad assistere alla consegna delle targhe che verranno consegnate alle stesse scuole che hanno partecipato il 19 Maggio alle ore 19,30.

Di seguito il Presidente presenta il Prof. Soldani che illustrerà la vita del prof. Marco Tangheroni al momento della consegna del premio Pacinotti.

Dopo presenta l’oratore della serata, l’architetto Sainati, giovane professionista che ha fatto una tesi sul teatro Rossi di Pisa, che parlerà non solo di questo ma anche degli altri teatri cittadini. Da la parola al Sainati che svolge il tema "il teatro Rossi e gli altri teatri di Pisa".

Come preambolo ci ricorda che Pisa, come tutte le altre città, ha avuto nel passato vari teatri, a volte anche troppi, come era in uso fin dal ‘5-‘600 nelle varie realtà cittadine: infatti non era concepibile una città senza teatro come nel medioevo non c’era realtà cittadina senza la cattedrale. All’inizio ne dispongono le città più grandi, di seguito le più piccole come Pisa fino all’800 dove si vedono fiorire teatri in realtà minori come Cascina, Pontasserchio ecc.: ogni centro abitato tendeva a possedere un teatro.
Passa quindi al tema centrale che è il Teatro Rossi: nasce il 18 Maggio 1771 ed ha avuto vari rimaneggiamenti anche se l’ubicazione è restata quella odierna, ma sicuramente non possiamo conoscere quelle che erano le decorazioni interne originali. Non è stato questo però il primo teatro di Pisa. Era uso di avere dei teatri nelle abitazioni nobiliari ed a Pisa c’era un teatro nel palazzo Gambacorti anche se non è sicura l’ubicazione interna. E’ utile fare un quadro storico: Pisa sotto Firenze ha un grave declino fino ad arrivare ad una popolazione di 30000 abitanti, ma successivamente c’è una ripresa con i Lorena che amano soggiornare a Pisa nel periodo invernale e creano le strutture per la loro corte con locali per feste ed altre manifestazioni artistiche. Un teatro voluto dai Lorena è "il teatro della commedia" ma successivamente per iniziativa di varie famiglie notabili viene presentato un progetto per un teatro vero, che però viene bocciato in quanto in quel momento c’erano cose più necessarie da fare. Cinque anni dopo, un impresario edile, il Cecconi, presenta un nuovo progetto che viene approvato con firma del contratto a Firenze purché vi lavori anche un noto architetto fiorentino. Nell’architettura di Pisa è evidente il gusto della scenografia come si può notare nel rifacimento delle facciate dei lungarni e delle volte degli ingressi del porticato di borgo stretto ed è con questo spirito che si realizza il progetto che prevedeva l’area edificabile proprio dove è tuttora situato il teatro Rossi, area alquanto irregolare per le costruzioni che aveva ed ha tuttora attorno: sono costruzioni importanti come il Palazzo Reale, le Scuderie dei Lorena (ora Intendenza di Finanza), ed altri palazzi nobiliari. Era previsto addirittura un camminamento sopraelevato che portasse direttamente al palco reale del teatro dal Palazzo Reale, e la possibilità di accedere ai camerini degli artisti tramite un percorso privato. Il teatro presentava decorazioni interne che col tempo si sono deteriorate, addirittura nel trasformarlo in sala cinematografica, vi è stata costruita sopra la cabina di proiezione: una diversità è anche la struttura ad archi del palcoscenico che sono orizzontali rispetto al proscenio a differenza degli altri teatri che sono in senso verticale. Le decorazioni erano molte all’interno, mentre la facciata è molto semplice come nel carattere dei Lorena che davano visibilità all’interno tralasciando l’esterno, vedi anche la facciata del palazzo Reale la cui facciata contrasta con la bellezza dell’interno a differenza di molti altri palazzi cittadini. Il teatro viene realizzato in poco più di un anno e vi vengono rappresentate opere di qualsiasi tipo e genere. Il Granduca per decreto proibisce la costruzione di altri teatri forse anche per poter controllare meglio la vita culturale della città dato che il teatro in poco tempo diviene il centro della vita culturale cittadina. Come già detto il teatro subisce molte modifiche sia strutturali che sostanziali, nel 1798 viene ceduto all’Accademia dei Costanti, voluta dai notabili della città, fino alla dominazione francese. Unica deroga al decreto del granduca è la costruzione dell’Arena Federichi, l’attuale Arena Garibaldi, teatro all’aperto, ma sempre espressione della cultura cittadina. Per inciso l’oratore ci ricorda che allora i palchi erano privati e quando il proprietario non assisteva allo spettacolo, il palco veniva chiuso da sporti di legno. Gli spettatori durante lo spettacolo erano alla luce sia a cera che ad olio che non poteva essere spenta ed accesa facilmente; con l’avvento del gas e dell’elettricità vengono effettuate modifiche strutturali. Spesso si portavano modifiche specie nell’arredamento interno dato il degrado del tempo e dell’alterazione ambientale causa i fumi dovuti all’illuminazione.
Nell’800 la borghesia pisana sente la necessità di un nuovo teatro e nasce il Politeama nella zona delle Piaggie e questo dà un brutto colpo al teatro Rossi. In questo periodo l’apporto della borghesia permette la costruzione di opere di vasta importanza come le due stazioni ferroviarie (la Leopoldina e quella di Porta a Lucca), e nel centro la stazione dei Carabinieri ed altre importanti costruzioni: in questo contesto nasce il teatro Verdi con una vasta planimetria ed un una disponibilità spaziale di gran lunga superiore al Rossi. Fu messa come condizione che vi fossero accessori come un bar, bagni ad ogni piano, sala delle prove ecc., rifiniture e comodità che contribuirono a dare il colpo di grazia, dopo il Politeama, al teatro Rossi. Il Verdi non ha avuto grandi modifiche tranne piccoli accorgimenti. Nel ’35 si sciolse la società del Verdi e venne ceduto al Comune che provvide ad imbiancare il tutto. Le decorazioni sono state riscoperte con restauri recenti.
Agli inizi del 900, per la prima volta nasce a sud dell’Arno un nuovo teatro, il Redini costruito dall’Ortopedico ben noto a tutti i cittadini, per valorizzare la zona malfamata che aveva acquistato, ma non ha mai avuto successo nonostante i vari usi cui è stato adoperato, da teatro a sala da ballo, per concerti o riunioni ecc., ed ora è in un degrado estremo. Un particolare, sul boccascena fu affrescata una scena dove si nota un bambino privo di una gamba ed una donna che costruisce una protesi per sostituirla, chiara propaganda subliminale. Tornando al teatro Rossi, ai primi del 900 dà vita alla galleria per permettere al popolino di partecipare agli spettacoli abolendo i palchi dell’ultimo piano accedendovi con un ingresso a parte. Nel ’30 passa alle belle arti e fortunatamente durante la guerra fu risparmiato dai bombardamenti. Purtroppo nelle modifiche fu sostituito il materiale di legno col cemento e da qui la notevole perdita dell’acustica. Dopo la guerra fu adibito a cinema, ma nel 1966 chiude non per causa dell’alluvione come si è sempre detto, ma per la non agibilità, causa mancanza di uscite di sicurezza. Allora il Comune lo utilizza come deposito di biciclette requisite e lo tiene così fino al 76. Una Banca voleva restaurarlo a patto che parte del proscenio venisse adibita a mensa aziendale, ma il progetto andò a monte. Tuttora il teatro è abbandonato con la speranza che le catene che chiudono il portone vengano tolte al più presto.

L’oratore termina la sua esposizione e viene omaggiato dal Presidente con la medaglia del nostro Club.

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CAMINETTO DEL 25 MAGGIO 2005
Caminetto del giorno 25 maggio

Il presidente ha aperto l' assemblea annunciando che la riunione sarebbe stata molto breve in quanto a seguire sarebbe stato riunito il Consiglio Direttivo della prossima annata rotariana e per dar modo agli appassionati di calcio di seguire la partita in onda alla TV per le ore 20,30.

Il primo argomento trattato è stato quello della assiduità alle riunioni e agli appuntamenti rotariani. Molto sinteticamente il presidente ha spiegato che il valore principale che il Rotary intende esprimere è l'amicizia che la si esprime soprattutto con "PARTECIPAZIONE". E partecipazione non vuol dire soltanto essere presenti fisicamente, ma soprattutto fornire il proprio spontaneo contributo di pensiero e disponibilità disinteressata nella condotta di ogni attività. Sbagliano coloro che intendono la riunione rotariana soltanto come un punto d'incontro per passare allegramente un po' di tempo, la riunione rotariana è fatta anche di tante altre componenti tra le quali spiccano quella culturale e quella informativa. Ci sono alcuni soci poi che non frequentano per abitudine, questo non è tollerabile, perchè il club per ben funzionare ha bisogno del contributo di tutti e pertanto nei loro confronti saranno presi drastici provvedimenti fino a quello dell ' espulsione.

Il secondo argomento trattato è la partecipazione al congresso del centenario che deve essere numerosa. Noi abbiamo la fortuna di vivere questo evento straordinario e gli organizzatori hanno arricchito questo incontro con manifestazioni di livello per soddisfare le aspettative di tutti. Ognuno di voi ha ricevuto il programma ed è necessario prenotarsi con un fax; non è necessario ne obbligatorio partecipare alle gite o ai pranzi e le cene.

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