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Il Presidente comunica la presenza del 50% dei soci e
saluta l’ospite Dot.sa Patrizia Guaiana Presidente del Club Culturale
"Le Muse" che si è offerta di donare 240 libri per incrementare una
biblioteca in Albania. La ringrazia per avere scelto il nostro Club tra
tutti gli altri della nostra città. Passa quindi a presentare l’oratore,
l’ing. Luca Padroni, figlio del Giovanni Padroni che noi conosciamo bene
per avere assistito a sue conferenze. E’ il responsabile della
protezione civile del comune di Pisa: De Felice giustifica la scelta di
questa conferenza in quanto per esperienza personale sa che esiste una
completa ignoranza sui problemi della protezione civile. La conoscenza e
l’efficienza di questa organizzazione può ridurre notevolmente danni
ingenti in malaugurate calamità. Per questo ha chiesto che ci parli
delle "moderne strategie della protezione civile". Prima di cedere la
parola all’oratore prega la dot.ssa Guaina di illustrarci la nascita e
lo scopo del club culturale "Le Muse" da Lei presieduto.
La
dott.ssa Guaiana si sente compartecipe della vita rotariana in quanto
moglie di rotariano e past president dell’Hinner Weel. Avendo in Sede
molti libri dei concorrenti al premio letterario ha pensato al nostro
Club dato che è giovane in espansione e si dimostra attivo. Ci racconta
di avere creato il suo Club nel ’97 con la speranza di continuare
l’esperienza della Contessa Roncioni, ma ha preferito l’apertura a tutti
in un luogo pubblico e non in casa privata: nel 99 ha creato il premio
letterario che ha avuto molto successo ed ora è a carattere nazionale:
il comune l’ha inserito nelle manifestazioni della festa del 2 Giugno.
Nella sezione libri editi vengono mandati varie copie, una resta in
archivio e per le altre è stato deciso di donarle. Ha pensato al nostro
Club, dato che sono libri validi per una biblioteca: consideriamo che
per il premio c’è una giuria molto valida il cui presidente onorario è
il Sen. Ferri che è presidente del premi "Bancarella". Chiude leggendo
una bellissima frase di Hemingwey sulla validità di un libro e dei
sentimenti che esso esprime e fa provare, e dato che tali sentimenti
sono stati recepiti leggendo questi libri pervenuti alla giuria e ne
dimostrano la loro validità, ha deciso di regalarli al nostro Club
perchè vadano ad incrementare la biblioteca fondata in Albania dalla
moglie del Governatore. Ringrazia e viene applaudita sentitamente.
Prende la parola l’Ing. Luca Padroni che ci parlerà
sulle "Nuove tecnologie per la Protezione Civile".
Il
problema della protezione civile è molto importante ed ha assunto sempre
maggiore importanza in questi ultimi tempi per i vari di disastri locali
ed internazionali con enormi danni di recente memoria. La struttura di
questa realtà con la legge Bassanini ha preso una identità precisa. Lo
scopo: strutture e attività messe in campo dallo Stato per tutelare
l'integrità della vita, i beni e l'ambiente dal pericolo di danni
derivanti da calamità naturali e da altri eventi calamitosi. Il sistema
è basato sul principio di sussidiarietà dato che vi partecipano
vari soggetti, quali l’esercito, vigili del fuoco le forze dell’ordine e
la componente importantissima del volontariato. Queste
organizzazioni hanno delle funzioni istituzionali diverse, ma in caso di
necessità sono adoperate per aiutare le popolazioni. Il primo
responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco.
Se le risorse locali non sono sufficienti per affrontare l’evento si
mobilitano immediatamente i livelli provinciali, regionali e nazionale.
Ma perchè tutto funzioni deve esserci una pianificazione, cosa che
purtroppo o manca od è approssimativa. Per Pisa si sta elaborando un
primo piano esecutivo per l’evenienza alluvioni oltre alla protezione
incendi e sicurezza sul litorale. Risulta importante l’utilizzo dei
mezzi di telecomunicazione dato che tutte le azioni dei vari settori
devono essere coordinate. Però va rilevata la possibilità di
inefficienza dei mezzi comunicativi che riteniamo sicuri dalla
telefonia, internet, ecc. che possono andare in tilt in caso di una
malaugurata mancanza di energia che è la prima cosa che accade in caso
di calamità. Quindi va applicato un esame con ottica di continuità anche
e soprattutto all’interno degli enti, anche civili, chiamati ad operare
in emergenza. Come dicevo l’uso della telefonia fissa/mobile e di
Internet sono spesso indispensabili per i vari processi aziendali però i
soggetti "critici" non devono basare le proprie scelte tecnologiche
esclusivamente su criteri economici a breve termine, vedi un risparmio
notevole offerto da tecnologie avanzate rispetto alle vecchie tecniche
radio, senza riflettere sul danno che può essere generato nel caso di
non erogazione dei servizi in casi di assoluta emergenza. Quindi è
indispensabile mantenere operativi sistemi radio alternativa ed è
fondamentale la formazione del personale per il loro uso.
Dalla riflessione su tali argomenti da noi a Pisa è nata la prima
rete radio italiana interagenzia.
La Prefettura ha richiesto ed ottenuto la concessione di questo tipo
di sistema radio e l’obiettivo sarà completato molto presto qui a Pisa e
la struttura è posta nella torre di Cittadella. In questo modo in
qualsiasi condizione di disagio c’è l’opportunità di tenersi in contatto
con i vari operatori della protezione Civile. Per comunicare tra loro
ogni ente avrà una radio per comunicare quando i sistemi in atto non
funzionano.
Altra possibile criticità è la trasmissioni di dati qualora i sistemi
tipo imternet vadano in tilt. Abbiamo pensato ad una rete dati wireless
(senza fili) indipendente e ad alta velocità. Quindi una rete che non
tiene conto delle connessioni usuali (vedi cavi), cioè senza fili che ci
permette la connessione in tutta la provincia. Quindi con questi due
presidi, la radio per trasmissioni audio e la wireless per trasmissione
dati, siano al sicuro contro inefficienze dei mezzi attuali in caso di
calamità. Per cui invio immagini video tramite rete wireless che
permettono decisioni da prendere anche a chilometri di distanza senza
essere sul posto, e comunicazioni a lungo raggio con sistemi radio HF e
con sistemi radio Satellitari. Però questa struttura è valida su base
locale, provinciale, invece occorre una sinergia con le nazioni del
globo e qui a Pisa l’abbiamo. E’ per questo che i primi soccorsi nel
modo partano da Pisa come, vigili del fuoco, medici guidati dal prof.
Evangelisti, la Folgore, trasportati dalla 46^ aerobrigata ecc. Occorre
quindi comunicazione col mondo intero, cosa che può essere praticata con
la telefonia satellitare: ma può accadere un ingorgo di utenza ed il
telefonino non funziona. Come alternativa vi sono i vecchi sistemi
radio.
Altro aiuto che può venire dallo spazio sono Telecomunicazioni, che
abbiamo già detto, e GPS (general position sistem) tramite numerosi
satelliti artificiali attorno alla terra. Questo sistema è utile anche
in ambito locale infatti se forniamo ad ogni
mezzo
un ricevitore satellitare possiamo avere la gestione dei mezzi sul
territorio. Di ogni mezzo è possibile conoscere: l’esatta posizione, la
velocità, la direzione dello spostamento, il percorso effettuato dal
mezzo. Questi dati possono essere inviati alla centrale operativa e
l’osservatore ha un quadro generale, in tempo reale, della situazione
dei mezzi sulla zona e può comunicare con loro per un’eventuale
intervento urgente (vedi l’utilità che ha dimostrato nel caso del
piccolo tshunami dell’isola di Stromboli dove agivano molti elicotteri
che andavano coordinati nelle loro azioni). In ultima analisi occorre
una pianificazione ed una organizzazione perchè la Protezione Civile sia
veramente efficiente
L’oratore conclude col dire che Telecomunicazioni e GPS sul campo si
integrano per un’efficiente attività della Protezione Civile che è
anzitutto uno strumento di servizio nei confronti della società quindi
in sintonia con il Rotary che fa del Servizio la sua bandiera.
Il Presidente consegna la nostra medaglia all’oratore
e dà un omaggio alla dott.ssa Guaiana. |
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Il presidente comunica che nel programma c’è un
errore: si invita alla non conviviale alle 20,30 anziché alle 19,30.
Gita a Siena per il 28 Giugno: i posti sono 25 e
vengono accettati in ordine di data di prenotazione. Verrà inviata una
e-mail con chiarimenti. Dura una ora e mezza e si va con macchine
proprie in modo da essere liberi per eventuali giri turistici.
Luca Anselmi spiega che avverrà la visita al palazzo Ghini Saracini,
palazzo antico e bello di proprietà del MdP di Siena che conserva una
raccolta di strumenti musicali: a termine della visita gli allievi del
conservatorio faranno un piccolo concerto. Essendo vicini al Duomo, dopo
la visita possiamo andare a visionarlo, e se c’è tempo, andare anche al
vecchio ospedale di Siena che è una cosa favolosa. Costo della gita per
ingresso 8 €.
Attività dal mese di Maggio e Giugno.
C’è stata l’Assemblea di Montecatini, dove erano
presenti ben pochi di noi: quando siamo vicini bisognerebbe partecipare.
Si può imparare ad avere la vera coscienza rotariana.
La prossima riunione è il congresso a Massa, dura tre giorni e possiamo
andare quando vogliamo anche senza partecipare a tutte le manifestazioni
più o meno mondane. I giorni sono il 10 - 11 - 12 Giugno: è bene che
ognuno di noi sia presente almeno una volta dato anche che si tratta di
un evento straordinario come il centenario.
Domenica 15 Maggio c’è la manifestazione al Verdi e si preannuncia uno
spettacolo notevole con le scuole di ballo: è opportuno partecipare e
far partecipare anche per reperire fondi che servono alle attività
dell’Associazione.
Il premio Pacinotti al Prof. Tangheroni sarà consegnato il 4 giugno,
Sabato, nell’aula Toniolo e si svolgerà dalle 11 alle 11,30: a seguire
vi sarà un rinfresco nel chiostro della primaziale. Sono stati invitate
circa 85 autorità sia istituzionali sia del mondo di servizio, culturale
e sociale. Il premio non può essere consegnato alla vedova per suoi
impegni istituzionale e verrà consegnato al Fratello anche lui docente
universitario. La presentazione del personaggio verrà fatta dal
farmacologo prof. Soldani, caro amico del Tangheroni, e lo potremo
conoscere nella conviviale del 18 Maggio occasione in cui sarà ospite
del Club. In questa bella manifestazione del Premio è stato suggerito di
far firmare la ruota.
La On Paoletti verrà in futuro ad una conviviale e le verrà consegnata
la tessera di socio onorario con la motivazione per ciò che ha fatto,
con amore e dedizione, per il marito nella consapevolezza della gravità
della malattia che lo affliggeva.
Progetto consegna della macchina alla Misericordia con la presenza delle
autorità istituzionali cittadine. Dopo svariate ipotesi, compreso
l’accorpamento con la conviviale del passaggio della campana al Lido di
Tirrenia, si è deciso di farla in piazza dei Cavalieri e il rinfresco
nel salone del palazzo dei Cavalieri. Ciò avverrà dal 15 al 20 di
Giugno.
Passa alla proposta all’offerta del nostro socio Barale, assente da due
anni, per fare una conferenza il 1 Giugno sulla procreazione assistita.
E’ stato rilevato che, pur essendo interessante per farci capire i
problemi complessi di questo argomento, siamo alle porte di un
referendum e c’è il rischio che venga coinvolto il nostro Club in
posizioni politiche, mentre il Rotary deve essere assolutamente
apolitico e non deve dare adito a sospetti. Eventualmente può essere
chiamato in un secondo tempo per una conferenza informativa.
La cena per il passaggio delle consegne: Bernardini suggerisce il bagno
Lido. Visto alcune perplessità si mette ai voti e a maggioranza si
decide per il Bagno Lido. E’ necessario spostare la data al Martedì per
due motivi: nel periodo estivo il Pisa fa tutte le conviviali del
Mercoledì al Lido, inoltre non si può fare il solito giorno, dato che
essendo una ricorrenza importante, si deve dare la possibilità di
intervenire ai soci degli altri Club. Essendo noi i più giovani è logico
che sta a noi spostare la conviviale al penultimo martedì 21 di Giugno.
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Il presidente dà la parola a Bartorelli che annuncia
il buon risultato della serata al teatro Verdi con le scuole di danza
locali presentate da Pippo Baudo, ed invita i presenti ad assistere alla
consegna delle targhe che verranno consegnate alle stesse scuole che
hanno partecipato il 19 Maggio alle ore 19,30.
Di seguito il Presidente presenta il Prof. Soldani
che illustrerà la vita del prof. Marco Tangheroni al momento della
consegna del premio Pacinotti.
Dopo presenta l’oratore della serata, l’architetto
Sainati, giovane professionista che ha fatto una tesi sul teatro Rossi
di Pisa, che parlerà non solo di questo ma anche degli altri teatri
cittadini. Da la parola al Sainati che svolge il tema "il teatro Rossi e
gli altri teatri di Pisa".
Come preambolo ci ricorda che Pisa, come tutte le
altre città, ha avuto nel passato vari teatri, a volte anche troppi,
come era in uso fin dal ‘5-‘600 nelle varie realtà cittadine: infatti
non era concepibile una città senza teatro come nel medioevo non c’era
realtà cittadina senza la cattedrale. All’inizio ne dispongono le città
più grandi, di seguito le più piccole come Pisa fino all’800 dove si
vedono fiorire teatri in realtà minori come Cascina, Pontasserchio ecc.:
ogni centro abitato tendeva a possedere un teatro.
Passa quindi al tema centrale che è il Teatro Rossi: nasce il 18 Maggio
1771 ed ha avuto vari rimaneggiamenti anche se l’ubicazione è restata
quella odierna, ma sicuramente non possiamo conoscere quelle che erano
le decorazioni interne originali. Non è stato questo però il primo
teatro di Pisa. Era uso di avere dei teatri nelle abitazioni nobiliari
ed a Pisa c’era un teatro nel palazzo Gambacorti anche se non è sicura
l’ubicazione interna. E’ utile fare un quadro storico: Pisa sotto
Firenze ha un grave declino fino ad arrivare ad una popolazione di 30000
abitanti, ma successivamente c’è una ripresa con i Lorena che amano
soggiornare a Pisa nel periodo invernale e creano le strutture per la
loro corte con locali per feste ed altre manifestazioni artistiche. Un
teatro voluto dai Lorena è "il teatro della commedia" ma successivamente
per iniziativa di varie famiglie notabili viene presentato un progetto
per un teatro vero, che però viene bocciato in quanto in quel momento
c’erano cose più necessarie da fare. Cinque anni dopo, un impresario
edile, il Cecconi, presenta un nuovo progetto che viene approvato con
firma del contratto a Firenze purché vi lavori anche un noto architetto
fiorentino. Nell’architettura di Pisa è evidente il gusto della
scenografia come si può notare nel rifacimento delle facciate dei
lungarni e delle volte degli ingressi del porticato di borgo stretto ed
è con questo spirito che si realizza il progetto che prevedeva l’area
edificabile proprio dove è tuttora situato il teatro Rossi, area
alquanto irregolare per le costruzioni che aveva ed ha tuttora attorno:
sono costruzioni importanti come il Palazzo Reale, le Scuderie dei
Lorena (ora Intendenza di Finanza), ed altri palazzi nobiliari. Era
previsto addirittura un camminamento sopraelevato che portasse
direttamente al palco reale del teatro dal Palazzo Reale, e la
possibilità di accedere ai camerini degli artisti tramite un percorso
privato. Il teatro presentava decorazioni interne che col tempo si sono
deteriorate, addirittura nel trasformarlo in sala cinematografica, vi è
stata costruita sopra la cabina di proiezione: una diversità è anche la
struttura ad archi del palcoscenico che sono orizzontali rispetto al
proscenio a differenza degli altri teatri che sono in senso verticale.
Le decorazioni erano molte all’interno, mentre la facciata è molto
semplice come nel carattere dei Lorena che davano visibilità
all’interno
tralasciando l’esterno, vedi anche la facciata del palazzo Reale la cui
facciata contrasta con la bellezza dell’interno a differenza di molti
altri palazzi cittadini. Il teatro viene realizzato in poco più di un
anno e vi vengono rappresentate opere di qualsiasi tipo e genere. Il
Granduca per decreto proibisce la costruzione di altri teatri forse
anche per poter controllare meglio la vita culturale della città dato
che il teatro in poco tempo diviene il centro della vita culturale
cittadina. Come già detto il teatro subisce molte modifiche sia
strutturali che sostanziali, nel 1798 viene ceduto all’Accademia dei
Costanti, voluta dai notabili della città, fino alla dominazione
francese. Unica deroga al decreto del granduca è la costruzione
dell’Arena Federichi, l’attuale Arena Garibaldi, teatro all’aperto, ma
sempre espressione della cultura cittadina. Per inciso l’oratore ci
ricorda che allora i palchi erano privati e quando il proprietario non
assisteva allo spettacolo, il palco veniva chiuso da sporti di legno.
Gli spettatori durante lo spettacolo erano alla luce sia a cera che ad
olio che non poteva essere spenta ed accesa facilmente; con l’avvento
del gas e dell’elettricità vengono effettuate modifiche strutturali.
Spesso si portavano modifiche specie nell’arredamento interno dato il
degrado del tempo e dell’alterazione ambientale causa i fumi dovuti
all’illuminazione.
Nell’800 la borghesia pisana sente la necessità di un nuovo teatro e
nasce il Politeama nella zona delle Piaggie e questo dà un brutto colpo
al teatro Rossi. In questo periodo l’apporto della borghesia permette la
costruzione di opere di vasta importanza come le due stazioni
ferroviarie (la Leopoldina e quella di Porta a Lucca), e nel centro la
stazione dei Carabinieri ed altre importanti costruzioni: in questo
contesto nasce il teatro Verdi con una vasta planimetria ed un una
disponibilità spaziale di gran lunga superiore al Rossi. Fu messa come
condizione che vi fossero accessori come un bar, bagni ad ogni piano,
sala delle prove ecc., rifiniture e comodità che contribuirono a dare il
colpo di grazia, dopo il Politeama, al teatro Rossi. Il Verdi non ha
avuto grandi modifiche tranne piccoli accorgimenti. Nel ’35 si sciolse
la società del Verdi e venne ceduto al Comune che provvide ad imbiancare
il tutto. Le decorazioni sono state riscoperte con restauri recenti.
Agli inizi del 900, per la prima volta nasce a sud dell’Arno un nuovo
teatro, il Redini costruito dall’Ortopedico ben noto a tutti i
cittadini, per valorizzare la zona malfamata che aveva acquistato, ma
non ha mai avuto successo nonostante i vari usi cui è stato adoperato,
da teatro a sala da ballo, per concerti o riunioni ecc., ed ora è in un
degrado estremo. Un particolare,
sul boccascena fu affrescata una scena
dove si nota un bambino privo di una gamba ed una donna che costruisce
una protesi per sostituirla, chiara propaganda subliminale. Tornando al
teatro Rossi, ai primi del 900 dà vita alla galleria per permettere al
popolino di partecipare agli spettacoli abolendo i palchi dell’ultimo
piano accedendovi con un ingresso a parte. Nel ’30 passa alle belle arti
e fortunatamente durante la guerra fu risparmiato dai bombardamenti.
Purtroppo nelle modifiche fu sostituito il materiale di legno col
cemento e da qui la notevole perdita dell’acustica. Dopo la guerra fu
adibito a cinema, ma nel 1966 chiude non per causa dell’alluvione come
si è sempre detto, ma per la non agibilità, causa mancanza di uscite di
sicurezza. Allora il Comune lo utilizza come deposito di biciclette
requisite e lo tiene così fino al 76. Una Banca voleva restaurarlo a
patto che parte del proscenio venisse adibita a mensa aziendale, ma il
progetto andò a monte. Tuttora il teatro è abbandonato con la speranza
che le catene che chiudono il portone vengano tolte al più presto.
L’oratore termina la sua esposizione e viene
omaggiato dal Presidente con la medaglia del nostro Club.
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Caminetto del giorno 25 maggio Il presidente ha aperto l' assemblea
annunciando che la riunione sarebbe stata molto breve in quanto a
seguire sarebbe stato riunito il Consiglio Direttivo della prossima
annata rotariana e per dar modo agli appassionati di calcio di seguire
la partita in onda alla TV per le ore 20,30.
Il primo argomento trattato è stato quello della assiduità alle
riunioni e agli appuntamenti rotariani. Molto sinteticamente il
presidente ha spiegato che il valore principale che il Rotary intende
esprimere è l'amicizia che la si esprime soprattutto con
"PARTECIPAZIONE". E partecipazione non vuol dire soltanto essere
presenti fisicamente, ma soprattutto fornire il proprio spontaneo
contributo di pensiero e disponibilità disinteressata nella condotta di
ogni attività. Sbagliano coloro che intendono la riunione rotariana
soltanto come un punto d'incontro per passare allegramente un po' di
tempo, la riunione rotariana è fatta anche di tante altre componenti tra
le quali spiccano quella culturale e quella informativa. Ci sono alcuni
soci poi che non frequentano per abitudine, questo non è tollerabile,
perchè il club per ben funzionare ha bisogno del contributo di tutti e
pertanto nei loro confronti saranno presi drastici provvedimenti fino a
quello dell ' espulsione.
Il secondo argomento trattato è la partecipazione al congresso del
centenario che deve essere numerosa. Noi abbiamo la fortuna di vivere
questo evento straordinario e gli organizzatori hanno arricchito questo
incontro con manifestazioni di livello per soddisfare le aspettative di
tutti. Ognuno di voi ha ricevuto il programma ed è necessario prenotarsi
con un fax; non è necessario ne obbligatorio partecipare alle gite o ai
pranzi e le cene. |