ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto 12 Ottobre 05   Premio "Baleari - il guerriero pisano" a F. Mallegni   Conviviale 19 Ottobre 05   Caminetto 25 Ottobre 05
 
VISITA DEL GOVERNATORE ITALO GIORGIO MINGUZZI
CONVIVIALE DEL 5 OTTOBRE 2005
 

Gruppo di tavoli dei soci che sono intervenuti alla Conviviale per la visita del Governatore

Ancora tavoli dei soci e uno scorcio della tavola della Presidenza

Parte del tavolo della Presidenza Il Governatore Italo Giorgio Minguzzi Scambio di doni tra le signore Anna Bernardini e Marina Minguzzi
Omaggio della Campana a Bartorelli Omaggio della Campana a Trivella Omaggio della Campana a De Felice
 

CONVIVIALE DEL 5 OTTOBRE 2005-10-14

Prima della conviviale il Governatore si è riunito assieme al direttivo e con i presidenti di commissione: in questa sede si è parlato dei programmi per l’annata rotariana 2005 – 2006. Vi sono stati scambi di vedute e consigli da parte del Governatore e non sono mancati gli elogi per quanto il nostro giovane Club ha fatto e si accinge a fare nonostante la sua giovane età. Abbiamo dimostrato la nostra fede rotariana e la nostra volontà di fare nello spirito rotariano nel servire al di sopra di qualsiasi interesse personale.

Dopo la cena il Presidente rivolge un indirizzo di saluto al Governatore Italo Giorgio Minguzzi e alla gentile consorte Marina. Rimarca il fatto che c’è una presenza dell’80 % dei soci spiegabile col fatto che questo è il momento più importante dell’anno rotariano. Fa un rapido quadro della persona del Governatore sottolineando che il suo curriculum è conosciuto da tutti tramite la lettura delle riviste del Club, con tutto questo sottolinea la figura del docente universitario, del famoso Avvocato e del bibliografo e ci ricorda che è stato nostro ospite durante la presidenza di Trivella. A questo punto il Presidente fa degli annunci: ricorda per prima cosa la cena del Premio Galilei e l’invito di partecipare numerosi, come seconda cosa dichiara al Governatore la disponibilità del nostro Club per le iniziative che in seguito ci farà sapere di voler realizzare, come terza cosa prega il governatore di consegnare ai precedenti Presidenti un omaggio deciso dai tre Rotary cittadini (una campana in miniatura): questo atto ha un maggior valore simbolico se i riconoscimenti vengono consegnati dal Governatore stesso. I premiati sono Sergio Bartorelli, Antonio Trivella, Carmine De Felice. A questo punto cede la parola al Governatore.

Dopo i saluti di prammatica sottolinea l’importanza per il Governatore di conoscere i singoli Club e da parte di questi il conoscere il governatore che per un anno si prodigherà per collaborare nelle iniziative dei singoli Club che sono l’essenza della nostra associazione e che la rendono esclusiva nella società in cui viviamo: la particolare importanza di questa serata va vista in questa ottica. Sottolinea con piacere la presenza dell’80 % che dimostra l’attaccamento dei soci al Club e ricorda la volta precedente che ci incontrò: in quella sera trattò un argomento a lui congeniale, i "libri dell’anima", argomento trattato nei vari Club del distretto confrontandosi con i soci per conoscersi più intimamente: oggi il suo intervento sarà più ufficiale dato che la sua è la voce del Rotary. Si sente portatore del messaggio del Presidente Mondiale in modo che tutti i Club rotariani vadano in una direzione univoca: come esempio rammenta il progetto Polio Plus che è stato recepito da tutti i Club e si spera che vi siano altri progetti di simile portata. La Polio plus va vista da un lato come coinvolgimento da parte di tutti rotariani cui hanno creduto fermamente e la Fondation che ha contribuito a valutarla facendo conoscere come venivano spesi i soldi affidategli dai rotariani. Sottolinea che il nostro distretto si è particolarmente distinto davanti a tutto il mondo per la generosità dimostrata verso questo progetto umanitario. Il lato negativo della Fondation è stato lo scarso rilievo che ha dato tramite i mass media, e questo non per chiedere plausi ma per far sapere alla società ciò che il rotary fa e che al momento del bisogno c’è. Il progetto Polio Plus ha permesso l’eradicazione di una grave malattia che oltre alla morte portava nei bambini che si salvavano delle menomazioni permanenti che si sarebbero portate dietro per tutta la vita, e questo in passato accadeva anche in Italia. Il rotary è intervenuto con due miliardi di vaccini, è un numero importante, portati e somministrati da medici rotariani volontari che sono andati nei paesi dove c’era la malattia sacrificando il loro tempo libero per aiutare il prossimo. La realizzazione di questo progetto ha permesso di sottrarre alla morte ben due miliardi e mezzo di bambini: questo lo dimostra la statistica. Infatti questo è il numero dei bambini che sarebbero morti se non vi fosse stata la vaccinazione. Quindi non possiamo esimerci da queste azioni altamente umanitarie che svolgiamo nel mondo tramite la Fondation la quale oggi ci fa conoscere i sui programmi che verranno messi in atto in questa annata: non sono programmi innovativi ma azioni già iniziate in passato e questi sono: il tema dell’acqua ed il tema dell’alfabetizzazione. Sono due temi importanti su cui noi dobbiamo confrontarci. Ricorda che nell’incontro precedente col Direttivo ed i Presidenti di commissione, incontro che ha apprezzato moltissimo, ha visto un programma che si riallaccia strettamente all’acqua ed è quello sull’energia che noi stiamo sviluppando e ci ha elogiato per questo.
Questi sono i due temi che dobbiamo mandare avanti: ricorda che siamo 529 Distretti con altrettanti Governatori di razza e colore diverso, che sono univoci nel desiderare un mondo migliore disegnato allo stesso modo. Il passato è stato diverso, ma c’è la volontà che il futuro dovrà essere come lo disegniamo, uguale per tutti, perchè è cosi che lo vogliamo: è con questo spirito rotariano che dobbiamo servire al di sopra di ogni interesse personale nei limiti del possibile e secondo le capacità. Non dimentichiamoci che il Rotary ha grosse potenzialità e se lo vogliamo possiamo fare molto per il mondo. Ricorda di un amico congolese, un diplomatico grande e grosso il doppio di lui, ma che nonostante le diversità di fisico e razza riuscivano a vedere il mondo nella solita maniera, con gli stessi occhi con i medesimi sogni e camminavano di conserva per raggiungere gli stessi traguardi: è questa la meraviglia dello spirito rotariano. Ci ricorda che questi sono i progetti della Fondation, ma esistono anche i singoli Club che sono fortemente ingranati nel distretto con i loro singoli progetti e per svilupparli è importante la partecipazione dei soci. Purtroppo negli ultimi anni questa è diminuita, ma è indispensabile per rafforzare lo spirito rotariano; il calare di questa significa diminuzione di interesse, di entusiasmo mentre nel Rotary l’entusiasmo è indispensabile se vogliamo dei risultati: fare Rotary significa fare con entusiasmo assieme e con amicizia. Bisogna interrogarci su questo ed il Governatore con queste visite cerca di capire la base di questo fenomeno, ed è un lavoro veramente stressante, ma nello stesso tempo confessa che è un compito piacevole perchè gli permette di ritrovare vecchi amici, di farne di nuovi e vivere la volontà e l’entusiasmo che aleggiano nel clima dei singoli Club. Ed è questo che intende fare, trovare amici, e sentire quello che nonostante tutto sta provando, cioè che la voglia di Rotary è fortissima e la volontà dei rotariani è ancora presente come lo era ieri ed hanno voglia di dimostrare l’importanza del Rotary nella società. C’è stato un momento di debolezza e di rilassamento, ma si accorge che nei rotariani c’è ancora una grande voglia di Rotary e l’orgoglio di essere rotariani. Si sentono ancora orgogliosi di essere stati scelti da un amico che stimi per proporti a far parte di una organizzazione che è la più bella e più forte che ci sia al mondo. Essere rotariani, disse il Prof Francesco Baroni, una punta di diamante della filosofia del dopoguerra, è una scelta morale in risposta alla fiducia che ha riposto in noi un amico e quando abbiamo detto si abbiamo fatto una scelta morale e dobbiamo rispettare questa scelta rispettando lo spirito rotariano nei rapporti con la famiglia, con i colleghi, con gli amici ecc. Al momento che abbiamo detto si abbiamo accettato un’etica al di sopra di ogni aspetto umano e professionale, un’etica che un non rotariano può anche non rispettare, ma che per un rotariano deve essere il credo di appartenenza al Rotary stesso. L’etica del rotariano deve essere superiore a quella richiesta dalla professione. Questo il rotariano lo deve anche per rispetto della persona che lo ha presentato come futuro rotariano degno di essere tale. I punti cardinali di un buon rotariano sono due: un buon carattere che permetta di essere presenti in una vita associativa come il Rotary richiede, la potenzialità di essere amico ed incontrare gli altri come potenziali amici. L’altro è la qualità e l’eccellenza professionale: il Rotary identifica nelle capacità professione in genere i propri adepti, il rotariano deve essere un professionista eccellente. Questi i requisiti essenziali per essere rotariani e queste qualità lo portano ad essere orgoglioso di appartenere al Rotary. Viviamo in un mondo molto variegato e con molteplici sfaccettature e il buon rotariano deve essere capace di affrontare e dare linee guida per convivere in questo mondo che ha un futuro di grandi cambiamenti e per poter essere in grado di affrontare un così difficile futuro dobbiamo essere consapevoli del proprio passato e delle proprie tradizioni. Andare avanti significa fare tesoro di quello che abbiamo fatto ieri.
Andare avanti ricordando il passato con la prospettiva di una chiara meta futura servendo al di sopra di ogni interesse personale: questo il simbolo della ruota che deve essere sempre presente in ogni rotariano come lo è stato J. F. Kennedy la cui immagina impressa nel mezzo dollaro d’argento è stata scelta dal presidente Mondiale da regalare ai singoli Presidenti di Club. A questo punto, dopo i ringraziamento del Presidente e la promessa del Club di agire secondo quanto ci ha detto poco prima, avvengono gli scambi di doni da parte del Governatore e del Presidente Bernardini che conoscendo l’amore per i libri dell’amico Minguzzi gli dona una serie di testi riguardanti Pisa e i suoi insigni cittadini, schede di mostre interessanti fatte nella città di Pisa, non dimenticando un omaggio alla Signora Marina.

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7 OTTOBRE 2005 - PREMIO "BALEARI - IL GUERRIERO PISANO"
(Per onorare chi ha contribuito a dar lustro alla città di Pisa)
ASSEGNATO ALL'AMICO PROF. FRANCESCO MALLEGNI
 

Premio "Baleari- Il guerriero pisano" 2005 al Professor Francesco Mallegni
Per onorare chi ha contribuito a dar lustro alla città di Pisa.

Venerdì 7 ottobre 2005 alle 18,30 nella Sala delle Baleari del Comune di Pisa si è svolta la quarta edizione del Premio Le Baleari "Il guerriero pisano", che prende nome da una delle imprese più entusiasmanti e gloriose della storia dell'antica repubblica marinara: la conquista, appunto, delle isole Baleari. La cerimonia è stata preceduta da una serie di manifestazioni folcloristiche con sbandieratori e suoni di chiarine nel piazzale antistante le logge I Banchi.
Protagonista e artefice della conquista delle Baleari fu il guerriero pisano che, col suo coraggio, la sua volontà, la sua fierezza, il suo senso civico, uniti alle sue non comuni doti di soldato di terra e di mare, superò difficoltà ed ostacoli per quel tempo straordinari. Per questo motivo il premio ha come simbolo un guerriero pisano in costume del secolo XII riprodotto a sbalzo su lastra d’argento dipinta a mano.
Tale ambito riconoscimento viene assegnato ogni anno a cittadini pisani di nascita o adozione, che si sono distinti per la loro opera nel campo delle arti, dei mestieri, della scienza, della tecnica, della cultura, dell’economia e del sociale contribuendo a dare lustro e ulteriore fama alla città (si ricorda tra i premiati degli scorsi anni il Prof. Salvatore Settis -2002, S.E.Rev.ma Mons. Alessandro Plotti – 2003, Professori Luigi Donato e Riccardo Varaldo - 2004).
La qualificata giuria, composta da giornalisti (Dott. Aldo Gaggini per "La Nazione", Marco Barbotti per "Il Tirreno", Ing. Giuseppe Rossi per "50 Canale" e Dott.ssa Assunta De Salvo per "Granducato"), il Dott. Gianfranco Borghini (Edizioni ETS) e, in rappresentanza delle istituzioni locali, il Dott. Giacomo Sanavio (vice presidente della Provincia di Pisa) e la Prof.ssa Bianca Storchi Gorini (Assessore alla Cultura del Comune di Pisa), ha deciso di assegnare per questo anno l'ambito riconoscimento anche al professor Francesco Mallegni. (Clicca qui per ulteriori informazioni)

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CAMINETTO DEL 12 OTTOBRE 2005
 
Il Presidenta fa le comunicazioni Renato Bandettini espone le sue esperienze Bernardini premia Renato

Dissertazione del socio Renato Bandettini sul tema
"Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve"

 

Caminetto del 12 Ottobre 2005-10-13

Il Presidente comunica che il Rotary Club di Ligione il 3 Dicembre 2005 farà una serata di gala al castello di Chantilly: i prezzi sono 175 € la cena e 185 € il pernottamento. Per altri particolari rivolgersi al Segretario Arturo Nebbiai. Il 5 Novembre a Ravenna c’è il congresso del Rotary Fondation, chi è interessato può rivolgersi al Segretario. La regione Liguria annuncia una serie di manifestazioni che si svolgeranno al Palazzo Ducale di Genova dal 20 Ottobre fino al 12 Febbraio 2006 in cui spiccano le mostre "Romanticismo e Macchiaioli" e "Giuseppe Mazzini e la grande pittura Europea". In queste occasioni vi saranno gite su Genova con particolare riguardo alla cultura, musica ecc. Per informazioni rivolgersi al Segretario. Il Rotaract ha mandato il programma abbastanza intenso che è a disposizione del socio Paoletti. La presidente dell’Inner Wheel comunica che il club ha intenzione di promuovere una conferenza con gli architetti del progetto "una nuova torre e piazza a Pisa" e chiede la partecipazione dei soci a questa manifestazione. Si decide di accettare. Il Presidente comunica, per chi non è al corrente, il progetto di Savino per la raccolta fondi pro A.I.S.L.A. (associazione che si interessa della Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il nostro impegno consiste nel partecipare al torneo di carte: Burraco, Pinnacolo, Bridge. L’incasso verrà devoluto al Presidente dell’Associazione Pisana dott. Bongioanni e vi sarà una breve conferenza del nostro socio prof. Siciliano. Per ultimo annuncia di avere ricevuto una cartolina da Monaco di Baviera da parte dei ragazzi del Rotaract, di cui pubblico le due facciate.
Il Presidente da la parola all’amico Renato Bandettini che ci parlerà sulla sua attività di psicologo.
 
Renato precisa che fa la sua attività adottando il metodo di "Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve" che deriva dalla psicanalisi ma a differenza di questa tende a cercare dei punti di scientificità ed oggettività. La psicoterapia si rivolge in particolar modo a disturbi di ansia, ossessivi, psicosomatici, insonnia, sessuali ma essenzialmente a quelli di maggior importanza quali affettivi con conseguenze relazionali che sono molto diffusi. Per questi ultimi disturbi non vi sono terapie mediche, gli psicofarmaci agiscono nei casi leggeri che non riguardano la sfera affettiva ma dopo la sospensione le cose tornano come prima quindi non eradicano la causa. Il problema della psicanalisi è che queste terapie sono supportive, specie nelle cognitive, comportamentali, familiari, quindi sono di supporto e tendono a diminuire la sintomatologia. Lo scopo della terapia invece è di arrivare alla radice ed eradicare la causa, ma vi sono tempi lunghi anche a causa della soggettività ed i risultati sono incerti e non documentabili. Negli anni ’60 uno scienziato ha cercato qualche cosa che avesse un’oggettività ed un crisma scientifico. Ha pensato alla videoregistrazione in modo da documentare quali erano gli interventi che davano risultati positivi e quali negativi. In questo modo si possono avere degli effetti verificabili per cui si possono vagliare le diverse metodiche e scegliere di fare terapie efficaci con riduzione dei tempi occorrenti rispetto alla psicanalisi classica. Questo metodo è utile anche in prospettiva della supervisione: se facciamo una relazione cartacea può esserci la soggettività dell’operatore mentre in questo modo si portano al supervisore dato oggettivi ed incontrovertibili. Si può dire che abbiamo acquisito un metodo oggettivo scevro da fattori soggettivi come possono esserci nella psicoanalisi, e dal punto di vista scientifico è valido in quanto con questi dati oggettivi può essere chiesto l’aiuto di altri colleghi. Bandettini ci dice che, confortato dalla sua varia esperienza acquisita a contatto di colleghi di varie parti del mondo, il nocciolo della psiche è uguale per qualsiasi persona di qualsiasi razza e colore. Gli psicologi si sono convinti che in tutti i casi di psiconevrosi vi sia la traumatizzazione del legame primario, intendendo come tale il rapporto con le persone più vicine come genitori, fratelli, nonni ecc. Il normale sviluppo psichico avviene nell’ambito del legame primario e la traumatizzazione di questo produce psiconevrosi. Possono essere traumi aperti come la morte di un genitore, l’abbandono di questi ecc. ma vi sono anche traumi chiusi cronici che avvengono continuamente e certamente dipendono dal carattere dei genitori: infatti vediamo che a seconda del comportamento cronico di un genitore che ha caratteristiche di autoritarismo intransigenza non comunicabilità ecc può portare un trauma ad un bambino col risultato di una psiconevrosi con un soggetto che si distacca dal mondo affettivo e lo troviamo chiuso, apatico, disinteressato, e distante: oppure con atteggiamento di sfida, provocazione, sarcasmo e allontanamento dal rapporto primario. In alcuni casi può esservi un trauma transitorio le cui cicatrici si rimarginano nel tempo e non permangono problemi sostanziali, mentre se c’è persistenza nel bambino si forma un carattere di auto provocazione in cui ad un’azione provocante del genitore come risposta c’è il rifiuto e la ribellione del ragazzo, e da qui si crea un circolo vizioso con il ripetersi del trauma che porta alla psicosi. Questa caratteristica la esporta anche verso le persone a lui vicine come maestre, compagni ecc e si auto traumatizza con reazioni verso gli altri che lo allontanano sempre di più dalla società che lo circonda: col passar degli anni e con la formazione del carattere, questo bagaglio se lo porta dietro e gli crea difficoltà nella vita relazionale con la società e specie col partner e dopo coi figli e si ripete la solita storia che ha subito lui, creando una sequenza generazionale. Chi ha un genitore autoritario avrà un figlio inizialmente oppositivo e contestatore, ma da adulto anche lui sarà un autoritario e seguirà le orme del padre.
Col sistema descritto all’inizio è interessante vedere, come accade nella parte biologica dell’uomo, che questi sistemi caratteriali hanno una valenza universale, quindi possiamo affermare che non è una discendenza su base genetica, ma prevalentemente su base ambientale.
A questo punto vi sono richieste di chiarimenti da cui emerge il fatto che vi è una traumatizzazione maggiore quanto maggiore sia il legame affettivo. Inoltre certi traumi affettivi una volta venivano sanati dalla famiglia che era numerose essendo presenti nonni, zii ecc, per cui dove mancava l’affetto di un membro della famiglia subentrava l’altro quindi il trauma era ridimensionato.
C’è stato un unanime apprezzamento da parte di tutti noi ed abbiamo espresso il desiderio che tale argomento venga affrontato con una maggior disponibilità di tempo in sede di Conviviale.
A questo punto il Presidente ci invita a votare il nome di un socio che riteniamo adatto per la presidenza dell’annata rotariana 2006-2007, una specie di elezione primaria. Fra quindici giorni vi sarà l’elezione ufficiale con tutti i crismi della legalità richiesta dallo statuto.

Il Presidente ringrazia, premia Renato con la medaglia del Club, e suona la campana del termine della serata che è stata veramente piacevole ed interessante.

 
CARTOLINA RICORDO INVIATA DAI RAGAZZI DEL ROTARACT
 
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CONVIVIALE DEL 19 OTTOBRE 2005
 
Panoramica del tavolo della presidenza Il Presidente Bernardini presenta Pettinelli Il resto del tavolo della presidenza
Il Presidente Bernardini Bernardini consegna la medaglia a Pettinelli Pettinelli mentre parla
 

CONVIVIALE DEL 19 0TT0BRE 2005

Alla presenza di 22 soci, 8 consorti, 2 ospiti di Calderoni (Dott. Giuseppe Paternò e dott.ssa Barbara Coco) il relatore ospite ci ha intrattenuti con una disquisizione sul giornalismo. Presento l’oratore:

Fausto PETTINELLI è nato a Pontedera ma risiede a Roma da quasi 40 anni. Ha esordito giovanissimo nel giornalismo collaborando con le redazioni locali della Nazione e del Tirreno. Per tre anni e stato nella Mondadori di Verona e di Milano come redattore di Epoca e di varie pubblicazioni per l'infanzia. Ha fatto il praticantato all'ANSA di Milano ed e stato poi trasferito nella sede centrale dell'agenzia a Roma. Qui, dopo tre anni durante i quali ha avuto molteplici esperienze in vari comparti del giornalismo, e stato accreditato nella Stampa Parlamentare facendo quindi parte della redazione politico-parlamentare dell'ANSA nel Palazzo di Montecitorio e di Palazzo Madama sede del Senato e di Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha fatto numerosissimi viaggi in tutto mondo sempre al seguito del Presidente del Consiglio o comunque di alti rappresentanti dello stato italiano. E' sposato ed ha due figli, uno dei quali lo ha fatto Nonno da poco tempo.

L’oratore inizia col dire che il giornalismo parlamentare non è più quello di una volta, avvalorato anche dall’opinione dei grandi del giornalismo, e lo paragone ad una nobile decaduta. Ci dice che questa decadenza è dovuta all’intervento dei partiti che influiscono sulla carriera del giornalista portandolo nella propria sfera e facendolo membro della schiera limitata di giornalisti parlamentari. E’ logico che gli interventi saranno condizionati dal partito che lo ha scelto, per cui oggi questa professione è decadente ed ecco perchè parlando con schiettezza l’ha paragonata ad una vecchia nobile signora. Con tutto questo non vuol sminuire il parlamento ed i parlamentari ma purtroppo la situazione è questa: basta leggere i giornali per capire come vengono elargite le notizie a seconda della maglietta che indossa il giornalista. Confessa di essersi avvicinato al giornalismo parlamentare a malincuore dato che lavorava all’ANSA, la quarta agenzia giornalistica del mondo per importanza: racconta che quando fu trasferito da Milano a Roma il nuovo direttore Sergio Merli lo destinò alla cronaca di Montecitorio contro la sua volontà poiché proveniva da una carriera della cronaca nera e qui si dilunga a spiegare cosa faceva e cosa avveniva in quel di Milano. Il Direttore gli dice che viene scelto proprio per questo, in quanto privo di conoscenze politiche e può fare dei servizi asettici e non inquinati dai partiti dato che l’ANSA deve essere imparziale al di sopra delle parti dato che serve qualsiasi settore della stampa e qualsiasi utente: per questa sua insofferenza della politica viene mandato ai tre palazzi dove si decidono le sorti dell’Italia, Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Montecitorio. Qui si prolunga col narrare aneddoti quli Palazzo Madama, sede del senato, che fu fatto costruire dalla Grande Caterina dei Medici, Montecitorio, che era il tribunale dell’Inquisizione costruito sulla Cloaca Maxima dell’antica Roma, dove i miasmi impedivano i lavori: in seguito fu ricostruito ed oggi è la camera più invidiata da tutta l’Europa.
Tornando al giornalismo parlamentare, racconta di un libro del grande giornalista Emilio Radius che afferma essere il giornalista oppresso da vari stati d’animo durante la giornata, perchè dopo essere ricevuto da un capo della politica ed averlo trattato familiarmente, dopo mezzora lo incontra e non lo riconosce o fa finta di non riconoscerlo. Confessa di essere stato più di 20 anni al parlamento finché fu chiamato alla RAI ed accettò ma ebbe il torto di andarvi senza maglietta sponsorizzata. Confessa che il giornalista è come una peripatetica, se vuol lavorare deve avere il protettore. Fu chiamato alla Rai per sostituire un collega, si consigliò col suo direttore LEPRI che gli disse essere valido uscire dall’ANSA solo per la Rai, il Messaggero, La Stampa, ma doveva stare attento perchè la Rai era un covo di vipere. Infatti in questo ambiente sono frequenti i cambiamenti al vertice e i nuovi si portano dietro il loro staff a secondo del colore della maglietta. Pettinelli faceva il GR 2 (il giornale radio due), e lo faceva parlando di politica, ma senza partigianeria come era abituato a fare all’ANSA. Racconta un aneddoto che gli è capitato: una domenica, dato che il parlamento è chiuso, essendo di turno era andato a lavorare in via del Babbuini anziché a Sassarubra, per raccogliere le cosiddette ANSA (varie notizie scaricate dal terminale) per poi fare il Pastone (Il giornale radio vero e proprio) in quel caso quello delle 19,30: mentre scrive a macchina la notizia che Craxi il giorno dopo avrebbe pubblicato sull’Avanti un articolo dove si elogiava l’operato di Andreotti per la sua azione contro la mafia, e l’approvazione di Cristofani, vicepresidente del consiglio, sulle decisioni del capo del governo, il suo direttore Mario Conti gli impose di leggere durante il GR la frase "Cristofani ha sconfessato Andreotti". Alle proteste di Pettinelli il Conti la scrisse di proprio pugno su di un foglio. L’oratore ubbidì ma successe il finimondo. Lo stesso Cristofani lo convocò alla Presidenza del Consiglio e chiese spiegazioni in presenza di Andreotti. Dopo il racconto di quanto accaduto col direttore della Rai, Cristofani chiama telefonicamente Mario Conti che smentisce categoricamente quello che aveva detto e fatto. Per la vecchia amicizia viene creduto a Pettinelli, ma questi decide di lasciare il suo posto e chiede udienza al direttore della Rai Gianni Pasquarelli. Questi non crede a quanto l’oratore gli riferisce, ma dopo aver visto la frase scritta dal Conti sul foglio, forse per la paura di uno scandalo giornalistico fa firmare al nostro oratore un contratto dove viene nominato vice capo direttore della RAI a Montecitorio con un vantaggio economico di un milione di lire: una promozione ottenuta non per meriti, ma per avere sbagliato anche se obbligato. Si sofferma anche sulle spese che affronta il giornalista parlamentare per l’abbigliamento dato che deve essere sempre impeccabile con giacca e cravatta anche d’estate col caldo e l’afa al contrario di quanto accade per il gentil sesso che può andare tranquillamente discinto e questo non lo digerisce bene ed accusa la mancanza di par condition. Si sofferma anche sulla vita sociale del giornalista che viene invitato a cene e party dove, lui di campagna, si sente a disagio per ciò che deve mangiare. Però in queste occasioni ha assistito ad episodi spassosi come quello accaduto durante un ricevimento in America dove era presente la vedova di Hemingwey. Era assieme a Pacciardi allora ministro della difesa , suo amico, che gli raccontò di avere conosciuto la Hemingwey durante la guerra civile di Spagna. Lui era Capitano delle forze repubblicane ed un giorno trovarono Hemingwey in una camera che scriveva, mentre la signora, una bellissima donna, stava calzando degli stivali: questa si fece aiutare da Pacciardi e gli chiese se la portava coi bagagli in un paese vicino. Pacciardi ne fu felice e durante il viaggio si fermò in un bosco con la scusa di sgranchirsi le gambe, ma, come dice Pacciardi da buon Maremmano, gli dette l’acciuffone: ma la risposta fu un gran calcio. In questa occasione sociale l’allora ministro affrontò la signora Hemingwey chiedendo se si ricordava di lui e avuta conferma positiva gli chiese di nuovo scusa per l’errore che aveva fatto: la risposta fu che aveva fatto il gravissimo errore di non avere insistito. Racconta anche di quando trovò una pistola nei bagni faraonici di Montecitorio: chiamò un colonnello dei carabinieri suo amico e denunciò il fatto, ma gli fu impossibile pubblicarlo come notizia perchè è severamente proibito introdurre armi in parlamento e sarebbe stato un tremendo scandalo: come accade per la more in Montecitorio dove non si può morire. Racconta che assistette alla morte improvvisa dell’on. Orazio Santagori nel corridoio del Transatlantico: Pettinelli credeva fosse inciampato nel tappeto, ma accorsi i medici videro che era morto e lo trasportarono subito all’ospedale San Giacomo, dietro Montecitorio in modo che la morte fu denunciata come essere avvenuta nell’ospedale. Questo perchè causa la vecchia ruggine tra potere legislativo e giudiziario, i deputati non vogliono che i magistrati vadano a Montecitorio, cosa invece dovuta per una morte dove necessita il nullaosta del magistrato per la rimozione del cadavere. In questo frangente racconta di essersi recato in questo ospedale fatiscente e che era restato ai tempi del medioevo, per assistere all’arrivo di Pertini allora presidente della Repubblica che faceva visita alla salma. Volendo telefonare alla direzione, chiese di un telefono e fu mandato in una stanza buia dove c’era un telefono a muro. Cominciò a dettare il servizio, ma abituatosi alla penombra, giratosi si accorge di essere tra una quindicina di cadaveri: si impaurì e scappò, naturalmente non fece il servizio. Altro episodio in cui non fece il servizio fu in occasione dell’intervista al cardinale Ciappi, teorico del papa, sul tema di Martn Lutero. La prolusione fu talmente difficile, espressa in termini propri della teologia, che il Pettinelli non si vergognò a dichiarare che non aveva capito niente nonostante avesse riascoltato la registrazione e saltò la pubblicazione dell’articolo. Racconta anche di come la presidenza di Montecitorio blocchi la stampa per episodi scabrosi come quello della scoperta da parte di un commesso di un deputato DC ed una deputatessa comunista tra i tendaggi di montecitorio in atteggiamento non equivocabile per cui fu costretto a fare verbale al presidente della camera che era Ingrao. La deputatessa comunista fu sospesa per tre mesi dal proprio capo, mentre l’onorevole fu solo ammonito da parte di Piccoli. Questo atteggiamento non piacque alle donne parlamentari che convocarono la stampa per denunciare il fatto, ma il presidente dette il veto con la minaccia di sospendere il giornalista che si fosse azzardato a diffondere la notizia. Racconta anche di quando al tempo della caduta del muro di Berlino, dovette andare in Ungheria dove si sarebbe svolta la solenne cerimonia del ritiro delle truppe Sovietiche. In una grande arena naturale i giornalisti erano trattenuti da uno steccato mentre al centro della spianata il generale Burlacoff in pompa magna salutava la bandiera e le truppe che se ne andavano. All’improvviso una donna oltrepassa la stecconata, si pose davanti al generale, tirò fuori una mammella e disse "Questi sono gli strumenti per fare le rivoluzioni, porti pure via i suoi carri armati". Era Cicciolina che d’accordo con un fotografo americano, fece scattate molte foto poi vendute in america con un guadagno allettante. I giornalisti fecero i loro pezzi, addirittura il direttore di Pettinelli gli promise di mandarlo al GR come prima notizia ma non avvenne niente di tutto questo: le autorità sovietiche avevano i nomi dei vari giornalisti e alle loro direzioni fu consigliato di cestinare la notizia se non si volevano complicazioni diplomatiche. Questa è la verità sul giornalismo ed a questo punto l’oratore decide di terminare anche se avrebbe numerosi altri aneddoti da raccontare.

Il Presidente a questo punto comunica di un libro scritto da Pettinelli: LANDO FERRETTI, personaggio pantederese che fu capo dell’ufficio stampa di Mussolini. Generale delle camice nere, eroe della prima guerra mondiale cadde in disgrazia perché ebbe a criticare le leggi razziali e l’alleanza con la Germania. Fu radiato dal partito, in seguito riammesso ma non ebbe più poteri. Era nella colonna del Duce che fuggiva da Dongo, ma ad un certo punto l’abbandonò e preferì proseguire con i suoi mezzi e fu così che si salvò la vita. Rientrò nella politica e fu senatore. Il libro sulla sua vita è stato recentemente pubblicato e merita di leggerlo.

 

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CAMINETTO DEL 25 OTTOBRE 2005
 

Il Presidente constata che i presenti sono 28 per cui c’è il quorum perchè la votazione sia valida essendo il numero dei soci 46.

Passa alla formazione della Commissione Elettorale e viene nominato presidente Leonardo Zanotti con Segretario Cesare Rossi.

Annuncia che la votazione avverrà come ballottaggio tra i due soci che sono stato votati nelle primarie: Luca Anselmi e Alberto Diara. Il socio Diara fa una dichiarazione di voto: loda la scelta che è stata fatta per il socio Anselmi dichiarandolo il più adatto in questo momento e per confermare questa cosa anche lui voterà Anselmi (ricordo che Anselmi ebbe 24 presenze su 28 votanti). Il presidente ringrazia per questa spontanea dichiarazione di voto. Il Presidente consegna le schede e mentre si procede alla votazione fa alcuni annunci. 1°) Il 5 Novembre a Ravenna c’è il forum della Rotary Fondation. 2°) c’è l’ottavo raduno dei cavalieri rotariani a Gualdo Savino 3°) la FIDAPA manda il programma di Novembre in cui spicca la gita al castello del Buon Consiglio di Cento 4°) La Tipografia Pacini ha fatto una pubblicazione su Marco Tangheroni ed è in vendita al costo di 120 €. Se diversi soci si uniscono per fare l’ordine comulativo c’è un forte sconto. 5°) Il Pachetti ha mandato una lettera per l’Azione Interna da parte del distretto: prega di fare delle lezioni su quelle che sono le regole rotariane: si deciderà in seguito.

Dopo le votazioni e l’esame da parte della commissione, il Presidente annuncia i risultati: 28 votanti, 24 voti per Anselmi, 3 voti per Diara, 1 per Zanotti.

Prende la parola il Presidente per l’annata 2006 – 2007 l’amico Lippi. Annuncia il suo direttivo:
Presidente                                                 Francesco Lippi
Vicepresidente                                        Cecchetti Alessandro
Vicepresidente          
                             Sergio Bartorelli
Segretario                                                Antonio Trivella
Tesoriere                                                 Paolo Poli

Prefetto                                                    Marco Gesi
Consigliere                            
                 Giulio Gazzini
Consigliere                                              Leonardo Zanotti
Past President                                         Rodolfo Bernardini
Presidente eletto per 2007 2008            Luca Anselmi

Parla Anselmi: Ricorda che tempo fa gli fu chiesta la sua disponibilità ed accettò pur constatando le difficoltà che avrebbe affrontato: nel periodo che passerà fino al 2007 cercherà anche lui di fare una squadra che sia attiva e all’altezza della situazione in modo che l’attività del nostro Club sia sempre all’altezza del passato. Il presidente suona la campana e chiude la seduta.

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