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| Caminetto 12 Ottobre
05 Premio "Baleari - il
guerriero pisano" a F. Mallegni Conviviale 19
Ottobre 05 Caminetto 25
Ottobre 05 |
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VISITA
DEL GOVERNATORE ITALO GIORGIO MINGUZZI
CONVIVIALE DEL 5 OTTOBRE 2005 |
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Gruppo di tavoli dei soci che sono intervenuti alla
Conviviale per la visita del Governatore |
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Ancora tavoli dei soci e uno scorcio della tavola
della Presidenza |
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| Parte del tavolo della
Presidenza |
Il Governatore Italo Giorgio
Minguzzi |
Scambio di doni tra le
signore Anna Bernardini e Marina Minguzzi |
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| Omaggio della Campana a
Bartorelli |
Omaggio della Campana a Trivella |
Omaggio della Campana a De
Felice |
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CONVIVIALE DEL 5 OTTOBRE 2005-10-14
Prima della conviviale il Governatore si è riunito
assieme al direttivo e con i presidenti di commissione: in questa sede
si è parlato dei programmi per l’annata rotariana 2005 – 2006. Vi sono
stati scambi di vedute e consigli da parte del Governatore e non sono
mancati gli elogi per quanto il nostro giovane Club ha fatto e si
accinge a fare nonostante la sua giovane età. Abbiamo dimostrato la
nostra fede rotariana e la nostra volontà di fare nello spirito
rotariano nel servire al di sopra di qualsiasi interesse personale.
Dopo la cena il Presidente rivolge un indirizzo di
saluto al Governatore Italo Giorgio Minguzzi e alla gentile consorte
Marina. Rimarca il fatto che c’è una presenza dell’80 % dei soci
spiegabile col fatto che questo è il momento più importante dell’anno
rotariano. Fa un rapido quadro della persona del Governatore
sottolineando che il suo curriculum è conosciuto da tutti tramite la
lettura delle riviste del Club, con tutto questo sottolinea la figura
del docente universitario, del famoso Avvocato e del bibliografo e ci
ricorda che è stato nostro ospite durante la presidenza di Trivella. A
questo punto il Presidente fa degli annunci: ricorda per prima cosa la
cena del Premio Galilei e l’invito di partecipare numerosi, come seconda
cosa dichiara al Governatore la disponibilità del nostro Club per le
iniziative che in seguito ci farà sapere di voler realizzare, come terza
cosa prega il governatore di consegnare ai precedenti Presidenti un
omaggio deciso dai tre Rotary cittadini (una campana in miniatura):
questo atto ha un maggior valore simbolico se i riconoscimenti vengono
consegnati dal Governatore stesso. I premiati sono Sergio Bartorelli,
Antonio Trivella, Carmine De Felice. A questo punto cede la parola al
Governatore.
Dopo i saluti di prammatica sottolinea l’importanza
per il Governatore di conoscere i singoli Club e da parte di questi il
conoscere il governatore che per un anno si prodigherà per collaborare
nelle iniziative dei singoli Club che sono l’essenza della nostra
associazione e che la rendono esclusiva nella società in cui viviamo: la
particolare importanza di questa serata va vista in questa ottica.
Sottolinea con piacere la presenza dell’80 % che dimostra l’attaccamento
dei soci al Club e ricorda la volta precedente che ci incontrò: in
quella sera trattò un argomento a lui congeniale, i "libri dell’anima",
argomento trattato nei vari Club del distretto confrontandosi con i soci
per conoscersi più intimamente: oggi il suo intervento sarà più
ufficiale dato che la sua è la voce del Rotary. Si sente portatore del
messaggio del Presidente Mondiale in modo che tutti i Club rotariani
vadano in una direzione univoca: come esempio rammenta il progetto Polio
Plus che è stato recepito da tutti i Club e si spera che vi siano altri
progetti di simile portata. La Polio plus va vista da un lato come
coinvolgimento da parte di tutti rotariani cui hanno creduto fermamente
e la Fondation che ha contribuito a valutarla facendo conoscere come
venivano spesi i soldi affidategli dai rotariani. Sottolinea che il
nostro distretto si è particolarmente distinto davanti a tutto il mondo
per la generosità dimostrata verso questo progetto umanitario. Il lato
negativo della Fondation è stato lo scarso rilievo che ha dato tramite i
mass media, e questo non per chiedere plausi ma per far sapere alla
società ciò che il rotary fa e che al momento del bisogno c’è. Il
progetto Polio Plus ha permesso l’eradicazione di una grave malattia che
oltre alla morte portava nei bambini che si salvavano delle menomazioni
permanenti che si sarebbero portate dietro per tutta la vita, e questo
in passato accadeva anche in Italia. Il rotary è intervenuto con due
miliardi di vaccini, è un numero importante, portati e somministrati da
medici rotariani volontari che sono andati nei paesi dove c’era la
malattia sacrificando il loro tempo libero per aiutare il prossimo. La
realizzazione di questo progetto ha permesso di sottrarre alla morte ben
due miliardi e mezzo di bambini: questo lo dimostra la statistica.
Infatti questo è il numero dei bambini che sarebbero morti se non vi
fosse stata la vaccinazione. Quindi non possiamo esimerci da queste
azioni altamente umanitarie che svolgiamo nel mondo tramite la Fondation
la quale oggi ci fa conoscere i sui programmi che verranno messi in atto
in questa annata: non sono programmi innovativi ma azioni già iniziate
in passato e questi sono: il tema dell’acqua ed il tema
dell’alfabetizzazione. Sono due temi importanti su cui noi dobbiamo
confrontarci. Ricorda che nell’incontro precedente col Direttivo ed i
Presidenti di commissione, incontro che ha apprezzato moltissimo, ha
visto un programma che si riallaccia strettamente all’acqua ed è quello
sull’energia che noi stiamo sviluppando e ci ha elogiato per questo.
Questi sono i due temi che dobbiamo mandare avanti: ricorda che siamo
529 Distretti con altrettanti Governatori di razza e colore diverso, che
sono univoci nel desiderare un mondo migliore disegnato allo stesso
modo. Il passato è stato diverso, ma c’è la volontà che il futuro dovrà
essere come lo disegniamo, uguale per tutti, perchè è cosi che lo
vogliamo: è con questo spirito rotariano che dobbiamo servire al di
sopra di ogni interesse personale nei limiti del possibile e secondo le
capacità. Non dimentichiamoci che il Rotary ha grosse potenzialità e se
lo vogliamo possiamo fare molto per il mondo. Ricorda di un amico
congolese, un diplomatico grande e grosso il doppio di lui, ma che
nonostante le diversità di fisico e razza riuscivano a vedere il mondo
nella solita maniera, con gli stessi occhi con i medesimi sogni e
camminavano di conserva per raggiungere gli stessi traguardi: è questa
la meraviglia dello spirito rotariano. Ci ricorda che questi sono i
progetti della Fondation, ma esistono anche i singoli Club che sono
fortemente ingranati nel distretto con i loro singoli progetti e per
svilupparli è importante la partecipazione dei soci. Purtroppo negli
ultimi anni questa è diminuita, ma è indispensabile per rafforzare lo
spirito rotariano; il calare di questa significa diminuzione di
interesse, di entusiasmo mentre nel Rotary l’entusiasmo è indispensabile
se vogliamo dei risultati: fare Rotary significa fare con entusiasmo
assieme e con amicizia. Bisogna interrogarci su questo ed il Governatore
con queste visite cerca di capire la base di questo fenomeno, ed è un
lavoro veramente stressante, ma nello stesso tempo confessa che è un
compito piacevole perchè gli permette di ritrovare vecchi amici, di
farne di nuovi e vivere la volontà e l’entusiasmo che aleggiano nel
clima dei singoli Club. Ed è questo che intende fare, trovare amici, e
sentire quello che nonostante tutto sta provando, cioè che la voglia di
Rotary è fortissima e la volontà dei rotariani è ancora presente come lo
era ieri ed hanno voglia di dimostrare l’importanza del Rotary nella
società. C’è stato un momento di debolezza e di rilassamento, ma si
accorge che nei rotariani c’è ancora una grande voglia di Rotary e
l’orgoglio di essere rotariani. Si sentono ancora orgogliosi di essere
stati scelti da un amico che stimi per proporti a far parte di una
organizzazione che è la più bella e più forte che ci sia al mondo.
Essere rotariani, disse il Prof Francesco Baroni, una punta di diamante
della filosofia del dopoguerra, è una scelta morale in risposta alla
fiducia che ha riposto in noi un amico e quando abbiamo detto si abbiamo
fatto una scelta morale e dobbiamo rispettare questa scelta rispettando
lo spirito rotariano nei rapporti con la famiglia, con i colleghi, con
gli amici ecc. Al momento che abbiamo detto si abbiamo accettato
un’etica al di sopra di ogni aspetto umano e professionale, un’etica che
un non rotariano può anche non rispettare, ma che per un rotariano deve
essere il credo di appartenenza al Rotary stesso. L’etica del rotariano
deve essere superiore a quella richiesta dalla professione. Questo il
rotariano lo deve anche per rispetto della persona che lo ha presentato
come futuro rotariano degno di essere tale. I punti cardinali di un buon
rotariano sono due: un buon carattere che permetta di essere presenti in
una vita associativa come il Rotary richiede, la potenzialità di essere
amico ed incontrare gli altri come potenziali amici. L’altro è la
qualità e l’eccellenza professionale: il Rotary identifica nelle
capacità professione in genere i propri adepti, il rotariano deve essere
un professionista eccellente. Questi i requisiti essenziali per essere
rotariani e queste qualità lo portano ad essere orgoglioso di
appartenere al Rotary. Viviamo in un mondo molto variegato e con
molteplici sfaccettature e il buon rotariano deve essere capace di
affrontare e dare linee guida per convivere in questo mondo che ha un
futuro di grandi cambiamenti e per poter essere in grado di affrontare
un così difficile futuro dobbiamo essere consapevoli del proprio passato
e delle proprie tradizioni. Andare avanti significa fare tesoro di
quello che abbiamo fatto ieri.
Andare avanti ricordando il passato con la prospettiva di una chiara
meta futura servendo al di sopra di ogni interesse personale: questo il
simbolo della ruota che deve essere sempre presente in ogni rotariano
come lo è stato J. F. Kennedy la cui immagina impressa nel mezzo dollaro
d’argento è stata scelta dal presidente Mondiale da regalare ai singoli
Presidenti di Club. A questo punto, dopo i ringraziamento del Presidente
e la promessa del Club di agire secondo quanto ci ha detto poco prima,
avvengono gli scambi di doni da parte del Governatore e del Presidente
Bernardini che conoscendo l’amore per i libri dell’amico Minguzzi gli
dona una serie di testi riguardanti Pisa e i suoi insigni cittadini,
schede di mostre interessanti fatte nella città di Pisa, non
dimenticando un omaggio alla Signora Marina.
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7 OTTOBRE 2005 - PREMIO "BALEARI - IL
GUERRIERO PISANO"
(Per onorare chi ha contribuito a dar lustro alla città di Pisa)
ASSEGNATO ALL'AMICO PROF. FRANCESCO MALLEGNI |
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Premio "Baleari- Il guerriero pisano" 2005 al
Professor Francesco Mallegni
Per onorare chi ha contribuito a dar
lustro alla città di Pisa.
Venerdì 7 ottobre 2005 alle 18,30 nella Sala delle
Baleari del Comune di Pisa si è svolta la quarta edizione del Premio Le
Baleari "Il guerriero pisano", che prende nome da una delle imprese più
entusiasmanti e gloriose della storia dell'antica repubblica marinara:
la conquista, appunto, delle isole Baleari. La cerimonia è stata
preceduta da una serie di manifestazioni folcloristiche con
sbandieratori e suoni di chiarine nel piazzale antistante le logge I
Banchi.
Protagonista e artefice della conquista delle Baleari fu il guerriero
pisano che, col suo coraggio, la sua volontà, la sua fierezza, il suo
senso civico, uniti alle sue non comuni doti di soldato di terra e di
mare, superò difficoltà ed ostacoli per quel tempo straordinari. Per
questo motivo il premio ha come simbolo un guerriero pisano in costume
del secolo XII riprodotto a sbalzo su lastra d’argento dipinta a mano.
Tale ambito riconoscimento viene assegnato ogni anno a cittadini pisani
di nascita o adozione, che si sono distinti per la loro opera nel campo
delle arti, dei mestieri, della scienza, della tecnica, della cultura,
dell’economia e del sociale contribuendo a dare lustro e ulteriore fama
alla città (si ricorda tra i premiati degli scorsi anni il Prof.
Salvatore Settis -2002, S.E.Rev.ma Mons. Alessandro Plotti – 2003,
Professori Luigi Donato e Riccardo Varaldo - 2004).
La qualificata giuria, composta da giornalisti (Dott. Aldo Gaggini per
"La Nazione", Marco Barbotti per "Il Tirreno", Ing. Giuseppe Rossi per
"50 Canale" e Dott.ssa Assunta De Salvo per "Granducato"), il Dott.
Gianfranco Borghini (Edizioni ETS) e, in rappresentanza delle
istituzioni locali, il Dott. Giacomo Sanavio (vice presidente della
Provincia di Pisa) e la Prof.ssa Bianca Storchi Gorini (Assessore alla
Cultura del Comune di Pisa), ha deciso di assegnare per questo anno
l'ambito riconoscimento anche al professor Francesco Mallegni.
(Clicca qui per
ulteriori informazioni)
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CAMINETTO DEL 12 OTTOBRE 2005 |
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| Il Presidenta fa le comunicazioni |
Renato Bandettini espone le sue
esperienze |
Bernardini premia Renato |
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Dissertazione del
socio Renato Bandettini sul tema
"Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve" |
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Caminetto del 12 Ottobre 2005-10-13
Il Presidente comunica che il Rotary Club di Ligione
il 3 Dicembre 2005 farà una serata di gala al castello di Chantilly: i
prezzi sono 175 € la cena e 185 € il pernottamento. Per altri
particolari rivolgersi al Segretario Arturo Nebbiai. Il 5 Novembre a
Ravenna c’è il congresso del Rotary Fondation, chi è interessato può
rivolgersi al Segretario. La regione Liguria annuncia una serie di
manifestazioni che si svolgeranno al Palazzo Ducale di Genova dal 20
Ottobre fino al 12 Febbraio 2006 in cui spiccano le mostre "Romanticismo
e Macchiaioli" e "Giuseppe Mazzini e la grande pittura Europea". In
queste occasioni vi saranno gite su Genova con particolare riguardo alla
cultura, musica ecc. Per informazioni rivolgersi al Segretario. Il
Rotaract ha mandato il programma abbastanza intenso che è a disposizione
del socio Paoletti. La presidente dell’Inner Wheel comunica che il club
ha intenzione di promuovere una conferenza con gli architetti del
progetto "una nuova torre e piazza a Pisa" e chiede la partecipazione
dei soci a questa manifestazione. Si decide di accettare. Il Presidente
comunica, per chi non è al corrente, il progetto di Savino per la
raccolta fondi pro A.I.S.L.A. (associazione che si interessa della
Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il nostro impegno consiste nel
partecipare al torneo di carte: Burraco, Pinnacolo, Bridge. L’incasso
verrà devoluto al Presidente dell’Associazione Pisana dott. Bongioanni e
vi sarà una breve conferenza del nostro socio prof. Siciliano. Per
ultimo annuncia di avere ricevuto una cartolina da Monaco di Baviera da
parte dei ragazzi del Rotaract, di cui pubblico le due facciate.
Il Presidente da la parola all’amico Renato Bandettini che ci parlerà
sulla sua attività di psicologo.
Renato precisa che fa la sua attività adottando il metodo di
"Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve" che deriva dalla psicanalisi ma
a differenza di questa tende a cercare dei punti di scientificità ed
oggettività. La psicoterapia si rivolge in particolar modo a disturbi di
ansia, ossessivi, psicosomatici, insonnia, sessuali ma essenzialmente a
quelli di maggior importanza quali affettivi con conseguenze relazionali
che sono molto diffusi. Per questi ultimi disturbi non vi sono terapie
mediche, gli psicofarmaci agiscono nei casi leggeri che non riguardano
la sfera affettiva ma dopo la sospensione le cose tornano come prima
quindi non eradicano la causa. Il problema della psicanalisi è che
queste terapie sono supportive, specie nelle cognitive, comportamentali,
familiari, quindi sono di supporto e tendono a diminuire la
sintomatologia. Lo scopo della terapia invece è di arrivare alla radice
ed eradicare la causa, ma vi sono tempi lunghi anche a causa della
soggettività ed i risultati sono incerti e non documentabili. Negli anni
’60 uno scienziato ha cercato qualche cosa che avesse un’oggettività ed
un crisma scientifico. Ha pensato alla videoregistrazione in modo da
documentare quali erano gli interventi che davano risultati positivi e
quali negativi. In questo modo si possono avere degli effetti
verificabili per cui si possono vagliare le diverse metodiche e
scegliere di fare terapie efficaci con riduzione dei tempi occorrenti
rispetto alla psicanalisi classica. Questo metodo è utile anche in
prospettiva della supervisione: se facciamo una relazione cartacea può
esserci la soggettività dell’operatore mentre in questo modo si portano
al supervisore dato oggettivi ed incontrovertibili. Si può dire che
abbiamo acquisito un metodo oggettivo scevro da fattori soggettivi come
possono esserci nella psicoanalisi, e dal punto di vista scientifico è
valido in quanto con questi dati oggettivi può essere chiesto l’aiuto di
altri colleghi. Bandettini ci dice che, confortato dalla sua varia
esperienza acquisita a contatto di colleghi di varie parti del mondo, il
nocciolo della psiche è uguale per qualsiasi persona di qualsiasi razza
e colore. Gli psicologi si sono convinti che in tutti i casi di
psiconevrosi vi sia la traumatizzazione del legame primario, intendendo
come tale il rapporto con le persone più vicine come genitori, fratelli,
nonni ecc. Il normale sviluppo psichico avviene nell’ambito del legame
primario e la traumatizzazione di questo produce psiconevrosi. Possono
essere traumi aperti come la morte di un genitore, l’abbandono di questi
ecc. ma vi sono anche traumi chiusi cronici che avvengono continuamente
e certamente dipendono dal carattere dei genitori: infatti vediamo che a
seconda del comportamento cronico di un genitore che ha caratteristiche
di autoritarismo intransigenza non comunicabilità ecc può portare un
trauma ad un bambino col risultato di una psiconevrosi con un soggetto
che si distacca dal mondo affettivo e lo troviamo chiuso, apatico,
disinteressato, e distante: oppure con atteggiamento di sfida,
provocazione, sarcasmo e allontanamento dal rapporto primario. In alcuni
casi può esservi un trauma transitorio le cui cicatrici si rimarginano
nel tempo e non permangono problemi sostanziali, mentre se c’è
persistenza nel bambino si forma un carattere di auto provocazione in
cui ad un’azione provocante del genitore come risposta c’è il rifiuto e
la ribellione del ragazzo, e da qui si crea un circolo vizioso con il
ripetersi del trauma che porta alla psicosi. Questa caratteristica la
esporta anche verso le persone a lui vicine come maestre, compagni ecc e
si auto traumatizza con reazioni verso gli altri che lo allontanano
sempre di più dalla società che lo circonda: col passar degli anni e con
la formazione del carattere, questo bagaglio se lo porta dietro e gli
crea difficoltà nella vita relazionale con la società e specie col
partner e dopo coi figli e si ripete la solita storia che ha subito lui,
creando una sequenza generazionale. Chi ha un genitore autoritario avrà
un figlio inizialmente oppositivo e contestatore, ma da adulto anche lui
sarà un autoritario e seguirà le orme del padre.
Col sistema descritto all’inizio è interessante vedere, come accade
nella parte biologica dell’uomo, che questi sistemi caratteriali hanno
una valenza universale, quindi possiamo affermare che non è una
discendenza su base genetica, ma prevalentemente su base ambientale.
A questo punto vi sono richieste di chiarimenti da cui emerge il fatto
che vi è una traumatizzazione maggiore quanto maggiore sia il legame
affettivo. Inoltre certi traumi affettivi una volta venivano sanati
dalla famiglia che era numerose essendo presenti nonni, zii ecc, per cui
dove mancava l’affetto di un membro della famiglia subentrava l’altro
quindi il trauma era ridimensionato.
C’è stato un unanime apprezzamento da parte di tutti noi ed abbiamo
espresso il desiderio che tale argomento venga affrontato con una
maggior disponibilità di tempo in sede di Conviviale.
A questo punto il Presidente ci invita a votare il nome di un socio che
riteniamo adatto per la presidenza dell’annata rotariana 2006-2007, una
specie di elezione primaria. Fra quindici giorni vi sarà l’elezione
ufficiale con tutti i crismi della legalità richiesta dallo statuto.
Il Presidente ringrazia, premia Renato con la
medaglia del Club, e suona la campana del termine della serata che è
stata veramente piacevole ed interessante. |
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| CARTOLINA RICORDO INVIATA DAI RAGAZZI
DEL ROTARACT |
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CONVIVIALE DEL 19 OTTOBRE 2005 |
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| Panoramica del
tavolo della presidenza |
Il Presidente
Bernardini presenta Pettinelli |
Il resto del
tavolo della presidenza |
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| Il Presidente Bernardini |
Bernardini consegna la
medaglia a Pettinelli |
Pettinelli mentre parla |
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CONVIVIALE DEL 19 0TT0BRE 2005
Alla presenza di 22 soci, 8 consorti, 2 ospiti di
Calderoni (Dott. Giuseppe Paternò e dott.ssa Barbara Coco) il relatore
ospite ci ha intrattenuti con una disquisizione sul giornalismo.
Presento l’oratore:
Fausto PETTINELLI è nato a Pontedera ma risiede a
Roma da quasi 40 anni. Ha esordito giovanissimo nel giornalismo
collaborando con le redazioni locali della Nazione e del Tirreno. Per
tre anni e stato nella Mondadori di Verona e di Milano come redattore di
Epoca e di varie pubblicazioni per l'infanzia. Ha fatto il praticantato
all'ANSA di Milano ed e stato poi trasferito nella sede centrale
dell'agenzia a Roma. Qui, dopo tre anni durante i quali ha avuto
molteplici esperienze in vari comparti del giornalismo, e stato
accreditato nella Stampa Parlamentare facendo quindi parte della
redazione politico-parlamentare dell'ANSA nel Palazzo di Montecitorio e
di Palazzo Madama sede del Senato e di Palazzo Chigi, sede della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha fatto numerosissimi viaggi in
tutto mondo sempre al seguito del Presidente del Consiglio o comunque di
alti rappresentanti dello stato italiano. E' sposato ed ha due figli,
uno dei quali lo ha fatto Nonno da poco tempo.
L’oratore inizia col dire che il giornalismo
parlamentare non è più quello di una volta, avvalorato anche
dall’opinione dei grandi del giornalismo, e lo paragone ad una nobile
decaduta. Ci dice che questa decadenza è dovuta all’intervento dei
partiti che influiscono sulla carriera del giornalista portandolo nella
propria sfera e facendolo membro della schiera limitata di giornalisti
parlamentari. E’ logico che gli interventi saranno condizionati dal
partito che lo ha scelto, per cui oggi questa professione è decadente ed
ecco perchè parlando con schiettezza l’ha paragonata ad una vecchia
nobile signora. Con tutto questo non vuol sminuire il parlamento ed i
parlamentari ma purtroppo la situazione è questa: basta leggere i
giornali per capire come vengono elargite le notizie a seconda della
maglietta che indossa il giornalista. Confessa di essersi avvicinato al
giornalismo parlamentare a malincuore dato che lavorava all’ANSA, la
quarta agenzia giornalistica del mondo per importanza: racconta che
quando fu trasferito da Milano a Roma il nuovo direttore Sergio Merli lo
destinò alla cronaca di Montecitorio contro la sua volontà poiché
proveniva da una carriera della cronaca nera e qui si dilunga a spiegare
cosa faceva e cosa avveniva in quel di Milano. Il Direttore gli dice che
viene scelto proprio per questo, in quanto privo di conoscenze politiche
e può fare dei servizi asettici e non inquinati dai partiti dato che
l’ANSA deve essere imparziale al di sopra delle parti dato che serve
qualsiasi settore della stampa e qualsiasi utente: per questa sua
insofferenza della politica viene mandato ai tre palazzi dove si
decidono le sorti dell’Italia, Palazzo Chigi, Palazzo Madama,
Montecitorio. Qui si prolunga col narrare aneddoti quli Palazzo Madama,
sede del senato, che fu fatto costruire dalla Grande Caterina dei
Medici, Montecitorio, che era il tribunale dell’Inquisizione costruito
sulla Cloaca Maxima dell’antica Roma, dove i miasmi impedivano i lavori:
in seguito fu ricostruito ed oggi è la camera più invidiata da tutta
l’Europa.
Tornando al giornalismo parlamentare, racconta di un libro del grande
giornalista Emilio Radius che afferma essere il giornalista oppresso da
vari stati d’animo durante la giornata, perchè dopo essere ricevuto da
un capo della politica ed averlo trattato familiarmente, dopo mezzora lo
incontra e non lo riconosce o fa finta di non riconoscerlo. Confessa di
essere stato più di 20 anni al parlamento finché fu chiamato alla RAI ed
accettò ma ebbe il torto di andarvi senza maglietta sponsorizzata.
Confessa che il giornalista è come una peripatetica, se vuol lavorare
deve avere il protettore. Fu chiamato alla Rai per sostituire un
collega, si consigliò col suo direttore LEPRI che gli disse essere
valido uscire dall’ANSA solo per la Rai, il Messaggero, La Stampa, ma
doveva stare attento perchè la Rai era un covo di vipere. Infatti in
questo ambiente sono frequenti i cambiamenti al vertice e i nuovi si
portano dietro il loro staff a secondo del colore della maglietta.
Pettinelli faceva il GR 2 (il giornale radio due), e lo faceva parlando
di politica, ma senza partigianeria come era abituato a fare all’ANSA.
Racconta un aneddoto che gli è capitato: una domenica, dato che il
parlamento è chiuso, essendo di turno era andato a lavorare in via del
Babbuini anziché a Sassarubra, per raccogliere le cosiddette ANSA (varie
notizie scaricate dal terminale) per poi fare il Pastone (Il giornale
radio vero e proprio) in quel caso quello delle 19,30: mentre scrive a
macchina la notizia che Craxi il giorno dopo avrebbe pubblicato
sull’Avanti un articolo dove si elogiava l’operato di Andreotti per la
sua azione contro la mafia, e l’approvazione di Cristofani,
vicepresidente del consiglio, sulle decisioni del capo del governo, il
suo direttore Mario Conti gli impose di leggere durante il GR la frase
"Cristofani ha sconfessato Andreotti". Alle proteste di Pettinelli il
Conti la scrisse di proprio pugno su di un foglio. L’oratore ubbidì ma
successe il finimondo. Lo stesso Cristofani lo convocò alla Presidenza
del Consiglio e chiese spiegazioni in presenza di Andreotti. Dopo il
racconto di quanto accaduto col direttore della Rai, Cristofani chiama
telefonicamente Mario Conti che smentisce categoricamente quello che
aveva detto e fatto. Per la vecchia amicizia viene creduto a Pettinelli,
ma questi decide di lasciare il suo posto e chiede udienza al direttore
della Rai Gianni Pasquarelli. Questi non crede a quanto l’oratore gli
riferisce, ma dopo aver visto la frase scritta dal Conti sul foglio,
forse per la paura di uno scandalo giornalistico fa firmare al nostro
oratore un contratto dove viene nominato vice capo direttore della RAI a
Montecitorio con un vantaggio economico di un milione di lire: una
promozione ottenuta non per meriti, ma per avere sbagliato anche se
obbligato. Si sofferma anche sulle spese che affronta il giornalista
parlamentare per l’abbigliamento dato che deve essere sempre impeccabile
con giacca e cravatta anche d’estate col caldo e l’afa al contrario di
quanto accade per il gentil sesso che può andare tranquillamente
discinto e questo non lo digerisce bene ed accusa la mancanza di par
condition. Si sofferma anche sulla vita sociale del giornalista che
viene invitato a cene e party dove, lui di campagna, si sente a disagio
per ciò che deve mangiare. Però in queste occasioni ha assistito ad
episodi spassosi come quello accaduto durante un ricevimento in America
dove era presente la vedova di Hemingwey. Era assieme a Pacciardi allora
ministro della difesa , suo amico, che gli raccontò di avere conosciuto
la Hemingwey durante la guerra civile di Spagna. Lui era Capitano delle
forze repubblicane ed un giorno trovarono Hemingwey in una camera che
scriveva, mentre la signora, una bellissima donna, stava calzando degli
stivali: questa si fece aiutare da Pacciardi e gli chiese se la portava
coi bagagli in un paese vicino. Pacciardi ne fu felice e durante il
viaggio si fermò in un bosco con la scusa di sgranchirsi le gambe, ma,
come dice Pacciardi da buon Maremmano, gli dette l’acciuffone: ma la
risposta fu un gran calcio. In questa occasione sociale l’allora
ministro affrontò la signora Hemingwey chiedendo se si ricordava di lui
e avuta conferma positiva gli chiese di nuovo scusa per l’errore che
aveva fatto: la risposta fu che aveva fatto il gravissimo errore di non
avere insistito. Racconta anche di quando trovò una pistola nei bagni
faraonici di Montecitorio: chiamò un colonnello dei carabinieri suo
amico e denunciò il fatto, ma gli fu impossibile pubblicarlo come
notizia perchè è severamente proibito introdurre armi in parlamento e
sarebbe stato un tremendo scandalo: come accade per la more in
Montecitorio dove non si può morire. Racconta che assistette alla morte
improvvisa dell’on. Orazio Santagori nel corridoio del Transatlantico:
Pettinelli credeva fosse inciampato nel tappeto, ma accorsi i medici
videro che era morto e lo trasportarono subito all’ospedale San Giacomo,
dietro Montecitorio in modo che la morte fu denunciata come essere
avvenuta nell’ospedale. Questo perchè causa la vecchia ruggine tra
potere legislativo e giudiziario, i deputati non vogliono che i
magistrati vadano a Montecitorio, cosa invece dovuta per una morte dove
necessita il nullaosta del magistrato per la rimozione del cadavere. In
questo frangente racconta di essersi recato in questo ospedale
fatiscente e che era restato ai tempi del medioevo, per assistere
all’arrivo di Pertini allora presidente della Repubblica che faceva
visita alla salma. Volendo telefonare alla direzione, chiese di un
telefono e fu mandato in una stanza buia dove c’era un telefono a muro.
Cominciò a dettare il servizio, ma abituatosi alla penombra, giratosi si
accorge di essere tra una quindicina di cadaveri: si impaurì e scappò,
naturalmente non fece il servizio. Altro episodio in cui non fece il
servizio fu in occasione dell’intervista al cardinale Ciappi, teorico
del papa, sul tema di Martn Lutero. La prolusione fu talmente difficile,
espressa in termini propri della teologia, che il Pettinelli non si
vergognò a dichiarare che non aveva capito niente nonostante avesse
riascoltato la registrazione e saltò la pubblicazione dell’articolo.
Racconta anche di come la presidenza di Montecitorio blocchi la stampa
per episodi scabrosi come quello della scoperta da parte di un commesso
di un deputato DC ed una deputatessa comunista tra i tendaggi di
montecitorio in atteggiamento non equivocabile per cui fu costretto a
fare verbale al presidente della camera che era Ingrao. La deputatessa
comunista fu sospesa per tre mesi dal proprio capo, mentre l’onorevole
fu solo ammonito da parte di Piccoli. Questo atteggiamento non piacque
alle donne parlamentari che convocarono la stampa per denunciare il
fatto, ma il presidente dette il veto con la minaccia di sospendere il
giornalista che si fosse azzardato a diffondere la notizia. Racconta
anche di quando al tempo della caduta del muro di Berlino, dovette
andare in Ungheria dove si sarebbe svolta la solenne cerimonia del
ritiro delle truppe Sovietiche. In una grande arena naturale i
giornalisti erano trattenuti da uno steccato mentre al centro della
spianata il generale Burlacoff in pompa magna salutava la bandiera e le
truppe che se ne andavano. All’improvviso una donna oltrepassa la
stecconata, si pose davanti al generale, tirò fuori una mammella e disse
"Questi sono gli strumenti per fare le rivoluzioni, porti pure via i
suoi carri armati". Era Cicciolina che d’accordo con un fotografo
americano, fece scattate molte foto poi vendute in america con un
guadagno allettante. I giornalisti fecero i loro pezzi, addirittura il
direttore di Pettinelli gli promise di mandarlo al GR come prima notizia
ma non avvenne niente di tutto questo: le autorità sovietiche avevano i
nomi dei vari giornalisti e alle loro direzioni fu consigliato di
cestinare la notizia se non si volevano complicazioni diplomatiche.
Questa è la verità sul giornalismo ed a questo punto l’oratore decide di
terminare anche se avrebbe numerosi altri aneddoti da raccontare.
Il Presidente a questo punto comunica di un libro
scritto da Pettinelli: LANDO FERRETTI, personaggio pantederese che fu
capo dell’ufficio stampa di Mussolini. Generale delle camice nere, eroe
della prima guerra mondiale cadde in disgrazia perché ebbe a criticare
le leggi razziali e l’alleanza con la Germania. Fu radiato dal partito,
in seguito riammesso ma non ebbe più poteri. Era nella colonna del Duce
che fuggiva da Dongo, ma ad un certo punto l’abbandonò e preferì
proseguire con i suoi mezzi e fu così che si salvò la vita. Rientrò
nella politica e fu senatore. Il libro sulla sua vita è stato
recentemente pubblicato e merita di leggerlo.
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CAMINETTO DEL 25 OTTOBRE 2005 |
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Il Presidente constata che i presenti sono 28 per cui
c’è il quorum perchè la votazione sia valida essendo il numero dei soci
46.
Passa alla formazione della Commissione Elettorale e
viene nominato presidente Leonardo Zanotti con Segretario Cesare Rossi.
Annuncia che la votazione avverrà come ballottaggio
tra i due soci che sono stato votati nelle primarie: Luca Anselmi e
Alberto Diara. Il socio Diara fa una dichiarazione di voto: loda la
scelta che è stata fatta per il socio Anselmi dichiarandolo il più
adatto in questo momento e per confermare questa cosa anche lui voterà
Anselmi (ricordo che Anselmi ebbe 24 presenze su 28 votanti). Il
presidente ringrazia per questa spontanea dichiarazione di voto. Il
Presidente consegna le schede e mentre si procede alla votazione fa
alcuni annunci. 1°) Il 5 Novembre a Ravenna c’è il forum della Rotary
Fondation. 2°) c’è l’ottavo raduno dei cavalieri rotariani a Gualdo
Savino 3°) la FIDAPA manda il programma di Novembre in cui spicca la
gita al castello del Buon Consiglio di Cento 4°) La Tipografia Pacini ha
fatto una pubblicazione su Marco Tangheroni ed è in vendita al costo di
120 €. Se diversi soci si uniscono per
fare
l’ordine comulativo c’è un forte sconto. 5°) Il Pachetti ha mandato una
lettera per l’Azione Interna da parte del distretto: prega di fare delle
lezioni su quelle che sono le regole rotariane: si deciderà in seguito.
Dopo le votazioni e l’esame da parte della
commissione, il Presidente annuncia i risultati: 28 votanti, 24 voti per
Anselmi, 3 voti per Diara, 1 per Zanotti.
Prende la parola il Presidente per l’annata 2006 –
2007 l’amico Lippi. Annuncia il suo direttivo:
Presidente
Francesco Lippi
Vicepresidente
Cecchetti Alessandro
Vicepresidente
Sergio Bartorelli
Segretario
Antonio Trivella
Tesoriere
Paolo Poli
Prefetto
Marco Gesi
Consigliere
Giulio Gazzini
Consigliere
Leonardo Zanotti
Past President
Rodolfo Bernardini
Presidente eletto per 2007 2008
Luca Anselmi
Parla Anselmi: Ricorda che tempo fa gli fu chiesta la
sua disponibilità ed accettò pur constatando le difficoltà che avrebbe
affrontato: nel periodo che passerà fino al 2007 cercherà anche lui di
fare una squadra che sia attiva e all’altezza della situazione in modo
che l’attività del nostro Club sia sempre all’altezza del passato. Il
presidente suona la campana e chiude la seduta.
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