ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Conviviale del 18 Gennaio 06    Caminetto 25 Gennaio 2005
 
CONVIVIALE DEL 4 GENNAIO 2006
 
ANNULLATA
 
CAMINETTO DEL 11 GENNAIO 2006
 

Mercoledì 11 Gennaio 2006

Nel Caminetto del 11 Gennaio 06 prima delle comunicazioni del presidente, l’amico Luppichini ha preso la parola 1° = per donare al Presidente Bernardini un ritratto a sanguigna da lui stesso eseguito e che è stato accolto con caloroso e sincero applauso da parte dei molti soci presenti. Come seconda cosa ha annunciato la realizzazione di un progetto per tenere viva e sempre presente la memoria del nostro Club: si tratta di un C.D. che raccoglie tutto l’operato del Club dalla consegna della Carta al passaggio della campana del Giugno 2005. Il file inizia con la copertina del primo bollettino del Club, a seguire una serie di foto della festa a Uliveto Terme per la consegna della Carta, una breve premessa dove si spiega il motivo di questo progetto e le istruzioni per poter seguire correttamente la scelta degli argomenti (essendo un file ipertestuale bisogna cliccare sull’argomento desiderato premendo il tasto Ctrl ed alla fine della pagina agire nello stesso modo sul link torna su ), infine l’indice dove si evidenziano la data e l’argomento con relativo autore. Il Link è proprio nella data. Quindi ha consegnato una copia del CD al Presidente in carica, ai precedenti presidenti Bartorelli, Trivella, De Felice e ai futuri Presidenti Lippi e Anselmi. L’iniziativa è piaciuta ed a questo punto l’amico Leggerini si è offerto di fare una cinquantina di copie del CD per poterle dare a tutti i soci.

A questo punto il Presidente ha annunciato il programma di una gita organizzata dalla Fidapa a Roma per una mostra su Manet con partenza alle 7 presso Porta a Lucca e con il costo di 58 €.
Annuncia gli auguri fatti al Club da parte dell’On. Marco Filippeschi e dell’assessore Ghezzi che presto incontreremo in un caminetto per una conferenza. Il Club di Livorno annuncia di avere proposto come candidato Governatore il Generale dei Carabinieri in pensione Lorenzo di Cosimo che ha lasciato il ricordo di squisitezza e professionalità. Trivella, che lo conosce personalmente, ha garantito la serietà e capacità per cui l’assemblea si dichiara favorevole alla candidatura. Legge la lettera inviata dal RotaryClub Marina di Massa e Riviera Apuana, Club di nuova istituzione e per presentarsi invia il guidoncino.  Ricorda che la prossima conviviale del 18 Gennaio ha una valenza importante perchè verranno consegnati 2500€ ricavati dal torneo di Burraco organizzato da Savino Sardella e signora alla AISL: sarà presente il presidente Provinciale e forse quello Nazionale. Inoltre annuncia l’inizio delle conferenze presso le scuole superiori assieme a Gesi sull’estasi e droghe; manca l’adesione del Liceo scientifico U. Dini, l’Ist. Matteotti che sicuramente si allineeranno dopo l’inizio delle conferenze. Annuncia anche che sono in partenza per l’Angola le 1000 paia di sandali procurati da Rossi e destinate ad una missione di suore e ad un monastero di Frati Trappisti. Non essendovi altre richiesta da parte dei soci il Presidente suona la campana di chiusura del Caminetto.
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CONVIVIALE DEL 18 GENNAIO 2006
 

Parte del tavolo della Presidenza Tavolo di ospiti Il resto del tavolo della Presidenza

Consegna della donazione Consegna omaggi agli ospiti Consegna omaggi agli ospiti
 

Al termine della Conviviale del 18 Gennaio 2006 il Presidente ha presentato gli ospiti del Club: il Presidente Nazionale dell’AISLA sig. Edoardo Ferlito ed il Presidente Provinciale di Pisa dell’omonima associazione (si allega curriculum) dott. Paolo Bongioanni.

Ospiti dei soci la dott.sa Silvia Voliani presidente del Kiwanis, il prof Luigi Murri direttore della clinica neurologica e preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, la signora Maria Grazia Colizzi presidente provinciale CRI femminile ed il dott. Lucchetti.

Il presidente ha ricordato brevemente l’iniziativa del Club, portata avanti dal socio Savino Sardella con l’aiuto della consorte Gabriella, precisamente il torneo di Burraco svoltosi alla fine dello scorso anno, il cui ricavato sarà consegnato all’AISLA.

Savino Sardella ha quindi ricordato some si è svolta l’iniziativa, concepita nel Novembre scorso e finalmente realizzata il cui ricavato sarà consegnato all’AISLA, Associazione Italiana Sclerosi laterale amiotrofica, con la speranza che questo piccolo aiuto porti beneficio ai portatori di questa grave malattia.

Il nostro socio, prof. Gabriele Siciliano, ha quindi cercato di chiarire alcuni aspetti della malattia. La sclerosi laterale amiotrofica è conosciuta già dai primi del diciannovesimo secolo ed è una patologia di gravità eccezionale: infatti la speranza di vita media al manifestarsi della malattia stessa si aggira sui tre anni e soprattutto è una patologia che colpisce persone nel pieno della vita attiva, con gravi ripercussioni familiari. La SLA è una malattia degenerativa che colpisce i motoneuroni, vale a dire quelle cellule nervose che comandano la muscolatura del corpo; ha un decorso progressivo che inizialmente porta alla paralisi dei muscoli di relazione (cioè i muscoli che muovono gli arti) fino ad arrivare a colpire la muscolatura adibita alla funzione respiratoria e l’apparato orofaringeo con impossibilità di deglutizione e difficoltà respiratorie che portano rapidamente alla morte. Ad oggi non esiste una terapia risolutiva. Gli studi sono indirizzati all’eziopatogenesi della SLA: sembra ci siano cause concomitanti come l’uso eccessivo della muscolatura in alcuni tipi di sport ed in particolare il calcio (vedi casi anomali di giovani atleti colpiti da questa malattia) anche se negli anni ottanta, proprio nella Clinica Neurologica di Pisa diretta dal prof. Murri presente alla conviviale, è stato rilevato che sicuramente esiste un fattore genetico, studiando il caso di una famiglia con numerosi malati di SLA ed è stata ipotizzata l’alterazione di un gene che impedisce la formazione di sostanze antiossidanti nell’organismo. Da qui l’ipotesi che si tratti di una malattia da stress ossidativo, aggravata quindi da fattori predisponenti come lo sport. L’eziopatogenesi familiare si rileva però nel 10% e rimane quindi sconosciuta nella maggior parte dei casi. Le prospettive di vita dei pazienti sono strettamente legate alla ricerca: in particolare sono in corso studi su sostanze che proteggono le cellule nervose interessate dalla SLA dallo stress ossidativo, si parla di fattori della crescita in modo da salvaguardare tali cellule dall’invecchiamento indotto ed attualmente si discute di terapie con cellule staminali. Attenzione però a non cadere nella tentazione di terapie miracolose praticate all’estero, che ad oggi si sono rivelate solo degli imbrogli per carpire denaro a chi soffre.

Il dott. Bongioanni, presidente provinciale dell’AISLA, ha quindi parlato dell’assistenza al malato, di solito portata esclusivamente dai familiari e dai care-giver delle associazioni. L’associazione, infatti, cerca di non far sentir solo il malato e soprattutto di iniziare e seguire nell’assistenza i familiari che, bisogna ricordare, sono stati a loro volta colpiti da una grave disgrazia affettiva. La malattia è poliedrica e l’assistenza deve essere organizzata da un’equipe formata da esperti nelle varie discipline. Come detto prima da Siciliano, la malattia inizia a colpire la muscolatura volontaria dei vari settori del corpo, esclusi però i muscoli oculari che, nel momento in cui si arriva all’impossibilità di parlare, vengono utilizzati per la comunicazione. Successivamente vengono colpiti i muscoli della respirazione, ed infine quelli dell’apparato della deglutizione con il pericolo dell’inspirazione di cibo nei polmoni e conseguenti affezioni broncopolmonari gravi. Bisogna quindi agire su vari aspetti: motorio degli arti, respiratorio, della deglutizione, della fonazione. Da qui la necessità di un’equipe formata da neurologi, psicologi, pneumologi, chirurghi per eventuali stomie gastriche, logopodisti per sfruttare la residua motilità oculare per comunicare. Questa sinergia può essere raggiunta a livello ospedaliero ed universitario, ma è contemporaneamente indispensabile l’assistenza domiciliare, tenendo conto oltre che delle esigenze del malato anche della necessità di un’assistenza morale, psicologica, materiale e spirituale verso i familiari. E’ qui che entrano in campo le associazioni che con volontari validi e motivati possono supplire alle necessità contingenti.

Edoardo Ferlito, presidente nazionale dell’AISLA, ha infine fatto una breve storia dell’associazione. L’AISLA nasce nel 1983 per iniziativa di neurologi dell’Ospedale di Belluno con infermieri, psicologi, fisioterapisti: dal momento che la malattia era poco conosciuta clinicamente e misconosciuta dal punto di vista assistenziale sanitario, i medici per poter assistere questi pazienti dovevano etichettarla col nome di altre malattie neurologiche. L’associazione, dopo lunghe lotte, è riuscita a far riconoscere nel 2001 la SLA nell’ambito delle malattie rare e i malati oggi possono avere un trattamento paritetico ad altri pazienti. Questo ha dato lo stimolo giusto all’attività dell’associazione che è impegnata su due fronti:

far riconoscere alle strutture sanitarie il diritto di essere curati come tutti gli altri al di fuori dello slogan fin troppo usato "tanto sono pochi quindi la spesa non è giustificata". E’ stata riconosciuta la malattia a tutti gli effetti ed a livello ministeriale è stata costituita una commissione per la SLA composta da medici e pazienti studiare cosa si può fare per questi malati che non hanno terapie risolutive. Si è pensato e quindi realizzato un centro di consulenza a Novara, cui i familiari possono rivolgersi ed essere messi in contatto con lo specialista adatto al problema esposto. E’ presente nel centro un informatico, visto che con adatti computer si può permettere la comunicazione senza isolare il paziente dal mondo. Il servizio è a disposizione non solo del paziente del familiare, ma anche del medico di base che, spesso, si trova in difficoltà non avendo la preparazione e l’esperienza. Proprio ai medici di base è dato ampio spazio con informazione e consigli professionali.

L’azione dell’AISLA va quindi sia verso le strutture sanitarie sia verso la famiglia. Esiste ad oggi un problema di bioetica: usando infatti gli ausili a disposizione sia per l’alimentazione che per la ventilazione assistita, si rischia di trasformare un paziente terminale in un paziente eterno, dal momento che in questo modo vengono a decadere le reali cause di morte. Certe decisioni vanno quindi ben ponderate e l’associazione è presente per dare un supporto alle famiglie. Ferlito ha quindi terminato ricordando che l’ultimo convegno sulla SLA a Dublino ha visto la partecipazione di più di novecento neurologi, che in Italia un gruppo di specialisti si sono consorziati per lo studio della SLA ed hanno chiesto all’AISLA di partecipare ai loro lavori. Ed infine ha porto i ringraziamenti al nostro Club per il contributo dato alla realizzazione di questi programmi.

Citato più volte da tutti i relatori, ha preso la parola il prof. Murri che si è congratulato con l’ALSLA e col suo presidente che non è un addetto ai lavori, essendo infatti un metalmeccanico, ma che ha sempre dimostrato un primario interesse verso il malato. Murri ha annunciato che la Regione Toscana ha stanziato dieci miliardi delle vecchie lire per la ricerca sulle cellule staminali, ed in questo progetto sono già partiti i lavori, con borse di studio e dottorati, nella speranza di avere dei risultati promettenti.

Nelle foto dall'alto: Dott. Savino Sardella , Prof. Gabriele Siciliano , Dott. Paolo Bongioanni , Sig. Edoardo Ferrito , Prof. Luigi Murri.
CURRICULUM DEGLI ORATORI

EDOARDO FERLITO

Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA) impegnato nel volontariato con molti altri incarichi tra cui
Vicepresidente del Coordinamento del Volontariato Socio Sanitario Novarese
Membro della consulta delle Associazioni per le malattie rare presso l’Istituto Superiore di Sanità
Membro del Comitato Consultivo Misto del territorio di Galliate e Novara – ASL 13
Membro del Consiglio Regionale del Volontariato (Regione Piemonte)
Presidente della Fondazione Novara e Sviluppo presso la Provincia di Novara
Nel 2003 è stato componente della "Commissione per lo studio delle problematiche concerneti la diagnosi, la cura e l’assistenza dei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica – istituita presso il Ministero della Salute.

 

DOTT. PAOLO BONGIOANNI

Presidente Provinciale della AISLA. Il Dott. Bongioanni ha un curriculum di formazione universitaria, di attività di ricerca, di produzione scientifica e di riconoscimenti scientifici veramente notevole tanto che occorrono diverse pagine per elencare il suo curriculum. Inoltre fa parte di numerose prestigiose associazioni e società di interesse medico scientifico.

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CAMINETTO DEL 25 GENNAIO 2006
 

Caminetto del 25 Gennaio 2006

Nel Caminetto del 25 Gennaio 2006 il Presidente da la parola al nostro socio Ing. Claudio Zuccolotto manager della ditta Kimble Italiana. L’amico Claudio esordisce con l’annunciare la scaletta del suo intervento che verte sull’azienda Kimble Italiana, azienda che forse è più conosciuta all’estero che nella stessa Pisa. Parlerà del gruppo di cui fa parte, del prodotto (produzione di vetro ad uso farmaceutico) e di altri argomenti molto importanti. Per primo sottolinea subito che la Kimble è un centro esclusivo nel mondo considerando che vi sono solo quattro società che producono il vetro borosilicato di alta qualità (una in Germania, una in Giappone, una negli USA e la Kimble che è a Pisa). Secondo, questa azienda è esclusiva in quanto formata da personale altamente specializzato e qualificato che produce un prodotto altrettanto speciale: non c’è paura che le altre tre concorrenti si copino in quanto, essendo concorrenti, nessuna di loro ha interesse a divulgare le loro tecniche per cui il prodotto deve essere sviluppato la stessa ditta non essendoci nessun altro che possa insegnare per modificare o perfezionare il processo di produzione. Spiega che l’azienda Kimble fa parte del gruppo industriale GERRESHEIMER il quale è proprietà di Black Stone, noto private equity americano. Gerresheimer è composta da 17 società sparse in tutto il mondo con un fatturato di ca. 600 milioni di € con la prospettiva per il 2007 – 2010 di raggiungere il Miliardo di € di fatturato e quotarsi in borsa, tramite acquisizione di altre società locali e con l’ambiziosa meta di divenire il maggior produttore di vetro in Cina. Il prodotto finale è il vetro ad uso farmaceutico, il quale si differenzia notevolmente dal vetro per bicchieri o bottiglie detto sodico calcico, ma è un vetro con la caratteristica di non interagire con il principio attivo contenuto medicinale, cosiddetto neutro; infatti si producono essenzialmente fiale, siringhe, flaconi, crapule, che stanno in continuo contatto col farmaco ed i principi attivi in esso contenuto. Le norme prescritte dalle autorità per verificare che non vi siano interazioni vengono chiamate test di stabilità: si confeziona il medicinale nel contenitore e dopo ca. sei mesi viene verificato se si è generato qualche tipo di interazione con il vetro. La caratteristica di neutralità viene ottenuta tramite l’aggiunta di Boro da cui il nome di vetro borosilicato. Il boro ha la proprietà di impedire l’interreazione, ma d’altra parte ha il difetto di far durare meno i forni di fusione del vetro che sono fatti con materiale refrattario: al vetro vengono aggiunte una quarantina di sostanze, compreso il boro, e gli stessi forni lavorano 24 h al giorno per tutto l’anno. Quelli adoperati per il vetro sodico calcico vengono cambiati dopo 10 12 anni, mentre quelli per il vetro borosilicato devono essere cambiati ogni 2 anni a causa dell’azione corrosiva del boro. Il vetro in condizione di fusione, è molto simile al miele per consistenza e colore, viene poi trasformato in tubi di circa 1,5 metri e di vari diametri e inviati in tutto il mondo per la lavorazione da parte dell’industria farmaceutica. A questo proposito fa presente che la Cina, dove l’azienda è conosciuta, può essere un mercato appetibile: consideriamo che i cinesi non hanno copertura sanitaria, se un domani venisse data anche solo agli abitanti della costa, più di 250 milioni di persone, quasi gli aiutanti dell’Europa, sarebbe logico un notevole aumento dell’impiego di farmaci e di conseguenza un allargamento del mercato per ditte come la Kimble. Riguardo alla potenzialità dell’esportazione, Claudio si fa portavoce nel rivendicare alla Kimble l’importanza per la bilancia dei pagamenti in quanto esportatrice di più del 70% del prodotto, una percentuale altissima per una ditta italiana. Per avere questi risultati, nell’ottica della concorrenza da parte del terzo mondo ed in particolare la Cina, l’azienda ha investito in risorse qualificate. Larga parte delle maestranze è stata assunta con un diploma tecnico, mentre il management oltre a lauree in prestigiose università viene costantemente avviato a programmi di approfondimento e specializzazione nelle migliori Business School europee. Soltanto disponendo di una squadra altamente motivata e qualificata è possibile gestire e sviluppare una tecnologia avanzata che non può essere importata dall’esterno. E’ un investimento il migliorare sempre di più una produzione già ora eccellente e qualificata e questo può accadere anche per la collaborazione con strutture di ricerca locali come l’Università di Pisa e la scuola S. Anna. A questo punto fa una riflessione sui costi del vetro che sono essenzialmente due: l’energia elettrica, il gas, ed il personale. Sono costi del 70% ben quantificati e costanti senza varianti, inoltre considerando che l’azienda è una delle più automatizzate del mondo, come si può agire sui costi? C’è una sola risposta, puntare sulla ricerca per avere tecnologie avanzate e personale che le possa applicare, considerando che per il prossimo decennio la Kimble, come le aziende similari, sta impiantando fabbriche in Cina dove il costo della mano d’opera è di gran lunga inferiore. E’ chiaro che per avere un ottimo centro di ricerca con validi ricercatori occorrono molti anni e questo impianto non può essere esportato come una catena di montaggio od una agenzia commerciale: quindi l’unico modo per poter difendere un sito produttivo locale è l’essere affiancato ad un centro di ricerca che sia in condizioni di esportare nelle filiali le tecnologie più avanzate. Questa è in definitiva la possibilità di difesa e di mantenimento di un sito produttivo come quello di Pisa. L’apertura dei mercati con i cinesi è stata previsti più di venti anni fa, e le ditte che non hanno investito nella ricerca oggi si trovano in difficoltà in quanto le loro tecnologie arretrate sono facilmente copiabili, mentre quelle ditte che hanno investito nella ricerca ed escogitato tecnologie sofisticate, più facilmente riescono a sopravvivere in una concorrenza contro la Cina. Un telaio per tessuti con tecnologia di cinquanta anni fa è facilmente imitabile, mentre non lo sono le ultime complesse macchine; si può portare l’esempio di un’auto dell’ultima generazione altamente tecnologica e sofisticata che ha maggior possibilità di non essere copiata per molti anni futuri. Quindi l’investimento in tecnologia da maggior tranquillità sul mercato. La Kimble ha fatto un programma di sviluppo ed investimento a lungo termine ed è pronta all’apertura dei mercati orientali. In particolare la Kimble italiana che, con il suo programma di ricerca e sviluppo in sintonia con le realtà locali, ha avuto un grande riconoscimento all’interno del gruppo Gerresheimer; oggi è capodivisione con quattro aziende alle sue dipendenze battendo le consorelle tedesche ed americane e dimostrando all’estero che le maestranze italiane ed i loro dirigenti possono portare con onore il nome di italiani nel mondo nonostante certe pregiudiziali verso il nostro paese ed i suoi abitanti. La Kimble è riuscita a fare questo e l’amico Claudio ne è particolarmente orgoglioso.

Sono seguite domande da parte dei soci e con le risposte sono emersi alcuni chiarimenti:

1°del materiale di consumo delle pareti refrattarie dei forni, solo una parte veramente trascurabile passa nel vetro, mentre il resto si deposita sul fondo come una lastra tipo ceramica.

2° L’ordine di grandezza della canne è di circa 500 diametri, ma la maggior parte è un calibro per le fiale che, oltretutto, si stanno standardizzando nelle misure.

3° Per proteggere dalla luce il prodotto fotosensibile viene adoperato il vetro ambra a differenza di quello chiaro: il colore deriva da miscele di sostanze ben certificate che vengono immesse nella cottura del vetro.

4° La plastica che viene adoperata per le confezioni farmaceutiche per ora non da la certezza della neutralità e tuttora quando il prodotto farmaceutico è a stretto contatto con il contenitore si preferisce il vetro. La fluttuazione sul mercato tra vetro e plastica è di circa il 2%, ma dobbiamo considerare l’uso del vetro per sostanze siringate come i vaccini e come contenitore altri prodotti ad alto costo dove la ditta produttrice non rischia, ad esempio, 160 € per un risparmio di pochi centesimi.

5° Kimble è all’avanguardia anche per quanto riguarda le emissioni; a Pisa sono installate le ultime tecnologie ad ossigeno a bassissime emissioni; Kimble ha due forni ad ossigeno dei quattro esistenti in Italia anticipando di almeno un decennio la normativa che verrà recepita in Europa.

6° Per l’allontanamento dello stabilimento dalla Torre di Pisa, si deve considerare che i forni, essendo composti in muratura, non si possono spostare, devono essere ricostruiti. Se ciò dovesse avvenire vi sono dubbi che vengano costruiti dove la mano d’opera è così cara, privilegiando probabilmente un paese a basso costo.

7° I rapporti con gli enti locali sono ottimi, tanto che Claudio è stato invitato dal sindaco di Pisa quando si è saputo che la Kimble è stata promossa capo filiera, per chiedere chiarimenti e fare congratulazioni e gli auguri alla dirigenza.

A questo punto il Presidente chiude il caminetto dopo che l’amico Zuccolotto è stato sentitamente e calorosamente applaudito.