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| Caminetto del 8 Marzo 06
Conviviale del 15
Marzo 06 Caminetto del
22 Marzo 06 Caminetto
del 29 Marzo 06 |
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CONVIVIALE DEL 1 MARZO 2006 |
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| Tavolo della presidenza |
Tavolo di soci |
Tavolo di sole donne |
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| Ancora le donne in primo piano |
Consegna del guidoncino a Fiorini |
Consegna della medaglia a Fiorini |
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| Prima di leggere la relazione per chi non ha partecipato
alla visita della Fondazione Cerratelli del 24 Febbraio è utile che
legga il resoconto della visita.
Clicca qui per
avere la relazione |
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Il Presidente fa alcune comunicazioni: c’è un
concorso ippico e per chi è amante di questo sport può contattare il
Segretario che ha il programma. L’8 aprile a Maranello si svolge un
convegno del Rotary cui seguirà la visita al museo Ferrari: chi vuol
partecipare si rivolga al segretario per le notizie utili. Come terzo
argomento annuncia che il Rotary Roma, come fa tutti gli anni, da un
premio ad una giornalista in memoria di Casalegno: per quanto riguarda
il nostro Club la scelta è caduta sulla giornalista Bonamici di canale
5. Per ultimo annuncia che il progetto di divulgazione nelle scuole
secondarie sull’estasi e la droga portato avanti dall’amico Gesi e dal
presidente stesso, è quasi terminato. Si è pensato di fare una piccola
pubblicazione, che è distribuita gratis a tutti i soci, il cui costo è
stato di 1800 € di cui 1200 offerte dalla Kimble tramite Zuccolotto, le
restanti 600 offerte dall’amico Leggerini che ha provveduto alla stampa.
A
questo punto presenta il sig. Diego Fiorini che è stato il cicerone
della visita effettuata il sabato scorso alla fondazione Cerratelli. La
conferenza d’oggi si può dire sia il prosieguo ed il completamento
dell’esposizione fatta durante la visita alla mostra della Fondazione.
Comincia con l’affermare che la sartoria Cerratelli è nata nel 1916 in
Firenze ed ha servito tutti i teatri del mondo data la sua aderenza
storica dei costumi e la meticolosità dell’esecuzione. Lo scopo della
fondazione di cui lui è amministratore delegato, ha lo scopo di
promuovere la formazione per l’arte del costume dato che oggi vi sono
solo i vecchi tagliatori e realizzatori, e bisogna invogliare i giovani
per non perdere questa arte artigianale. Per questo il 31 Maggio si
apriranno le porte della Basilica d’Assisi per presentare una mostra dei
costumi del film "Fratello Sole e Sorella Luna" di Zeffirelli. Durante
questa conferenza presenterà un’iconografia con diapositive dei costumi
adoperati in questo film. Cercherà di farci capire quanto sarà
importante il costume stesso nel completamento della personalità e
nell’interpretazione del ruolo da parte dell’attore. Lo sceneggiatore
studia i costumi secondo il personaggio da interpretare, ed è tramite il
costume stesso che l’attore riesce ad immedesimarsi nel personaggio.
Abiti suntuosi e ricchi permettono all’attore di avere un portamento
aderente alla situazione economica del personaggio, e questo vale anche
per l’abito dimesso e misero, quando deve interpretare un povero e
derelitto. Nella Firenze medicea, la foggia, il colore, l’opulenza del
vestito denotava lo stato sociale del personaggio, e l’attore vestito
adeguatamente riesce con facilità ad immedesimarsi nella parte
assegnata. A dimostrazione di questo ci fa vedere quanto sono carichi e
pesanti i costumi del clero e della nobiltà, come siano lenti e
compassati i loro movimenti e da qui si può notare la differenza
dell’atteggiamento di San Francesco che per liberarsi del peso morale
della sua posizione sociale e della pesantezza d’animo cui era costretto
si spoglia nella pubblica piazza: togliendosi gli abiti si libera
dell’ipocrisia imposta dalla sua condizione sociale. Espressiva la scena
di San Francesco che coperto da un semplice saio liso si inginocchia
davanti al Papa Innocenzo III inchiodato nella sua sedia gestatoria da
un pesante piviale a dimostrazione del peso che deve sopportare con i
compromessi che gli sono imposti, e le pesanti responsabilità di una
chiesa immobile e statica, ed è attorniato da dignitari altrettanto
appesantiti da costumi sfarzosi. Il Santo fa un elogio alla natura che
riesce a vivere nella semplicità ed umiltà con l’aiuto di DIO allora è
considerato pazzo e tentano di cacciarlo, ma il papa lo ferma, si
spoglia del suo piviale e in una semplice veste bianca si avvicina al
santo e lo abbraccia. I pesanti addobbi lo privavano della sua umanità,
mentre la semplicità di Francesco gli fa capire la leggerezza d’animo
del Santo, e per questo il Papa lo abbraccia lodandolo per la sua
purezza. Ci fa vedere molti altri personaggi, dai genitori di Santa
Chiara, ai dignitari, ai cardinali, alle personalità civili compreso il
giovane Francesco che come lui, indossano costumi pesantissimi con dei i
collari che sembrano una corazza di difesa e che li costringono a dei
movimenti lenti come lenta e corrotta era la loro esistenza morale:
anche gli ornamenti e le guarnizioni denotano uno sfarzo che vuol
opprimere le persone povere che gravitano attorno. Da questi esempi si
capisce l’importanza che ha il costume per una perfetta interpretazione
da parte dell’attore: la pesantezza dell’abito e delle decorazioni non
permettono movimenti agili e l’attore deve per forza muoversi con
lentezza e sussiego. La maggior parte dei modelli appartiene a Danilo
Donati che ha il gran merito di far costruire costumi aderenti alla
realtà dell’epoca con materiali semplici che divengono preziosi e che
indossati dall’attore gli permettono di comportarsi come veramente agiva
il soggetto. Si può dire che nel teatro l’abito fa il monaco e non
viceversa, come dice il proverbio. A questo punto fa riferimento alla
visita effettuata sabato scorso, e proietta alcune diapositive di vesti
importanti con convincenti spiegazioni sui potenti che imponevano la
moda, la stoffa ed i colori come accade tuttora. Infatti, quando la
Regina Elisabetta II è in visita ufficiale mette limiti ai gioielli ed
abiti e colori per chi è al suo seguito. Chiude con l’invito a visitare
la mostra della fondazione: fa l’augurio di poter realizzare l’Accademia
Nazionale del Costume, perchè dopo avere salvato i costumi ora bisogna
cercare di salvare la manualità artigianale per continuare questa
tradizione. Tutti ringraziano per quest’esposizione molto interessante
ed il presidente chiude la conviviale.
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| I genitori di San Francesco |
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| Pesantezza dei gioielli e delle decorazioni |
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| Il Papa oppresso dal piviale |
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| Il Papa in semplice veste bianca |
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| San Francesco oberato dal costume |
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| Santa Chiara e genitori |
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| Sforzosità del Vescovo |
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CAMINETTO DEL 8 MARZO 2006 |
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Il Presidente comunica che, causa impossibilità a
presenziare questa assemblea per motivi personali da parte
dell’assistente del Governatore Pachetti, il Segretario provvederà ad
avvisare che tale riunione è spostata al 22 Marzo, e subito dopo ci sarà
il consiglio. Inoltre comunica di avere avuto comunicazione dal Sindaco
che il 18 marzo presso l’atrio del Comune si inaugura una mostra sul
fiume morto. Per il 16 Marzo l’aeroporto Galilei invita i soci alla
presentazione del nuovo piano di ristrutturazione dell’aeroporto stesso.
Il rotaract annuncia che nel mese di Marzo avrà molte iniziative, ma non
dice quali e quando: se verrà annunciata la data e la manifestazione
cercheremo di essere presenti. Fa una comunicazione che gli interessa in
modo particolare: nel 1980, quando era membro della commissione
toponomastica in comune, fu deciso di intitolare due strade a due
sindaci storici pisani, Bargagna e Pagni. Bernardini da 15 anni sta
cercando di fare applicare questa delibera e finalmente il sindaco si è
deciso e vi sarà una cerimonia in comune prima di effettuare fisicamente
la titolazione delle strade nella zona di porta a Lucca. Per ultimo
annuncia che tramite il socio Trivella una ragazza, senza aggravio di
spese per il nostro Club, verrà inviata per un mese a Brasilia con tanto
di divisa offerta dal R.I.: la ragazza verrà presentata nel caminetto
del 22 e parlerà per pochi minuti prima della riunione con Pachetti. A
questo punto il Presidente chiude l’assemblea.
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CONVIVIALE DEL 15 MARZO 2006 |
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In
occasione della Conviviale del 15 Marzo 2006, alla presenza del
Protorettore Prof.ssa Tongiorgi e del Cap. di Vascello Gargiulo, il
Rotary Club Pisa Pacinotti ha consegnato quattro premi di laurea ad
altrettanti giovani laureati. Questa premiazione, in memoria della
Signora Maria Luisa Bartorelli, è il frutto della collaborazione del
Club col socio Sergio Bartorelli, finanziatore dei premi stessi. Questi
riconoscimenti sono stati dati alla dott.ssa Cecilia Bertolini per la
laurea in diritto amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università degli Studi di Pisa; alla dott.ssa Simona Marongiu
laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli
studi di Pisa; dott. Riccardo Mariani laureato presso la Facoltà di
Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Pisa; Ing. Luca Nuti
laureato in Ingegneria Meccanica indirizzo Veicoli Terrestri presso
l’Università degli Studi di Pisa. Il contenuto delle tesi è stato
valutato da una ristretta commissione di docenti universitari esperti
nei rispettivi campi di studio. Il Rotary Club Pisa Pacinotti, nel suo
spirito di servizio, ha consegnato questi premi a giovani che hanno
dimostrato idealità innovative nei loro campi di studio, e vuol essere
un aiuto ed un incoraggiamento al proseguo di una carriera che ci
auguriamo brillante.
Nella foto la Signora Maria Luisa Bartorelli |
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| Il tavolo
della Presidenza con gli ospiti: Protorettore prof.ssa Tongiorgi ed il
Capitano di Vascello Gargiulo |
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| Alcuni tavoli dei soci, il
gruppo dei premiati con gli ospiti, la consegna del guidoncino al
Capitano di Vascello Gargiulo |
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| Il presidente presenta i graditi ospiti del
Club che sono la Protorettore Prof.ssa Lucia Tommasi Tongiorgi ed il
Capitano di Vascello Gargiulo con la Signora. Saluta inoltre gli ospiti
del socio Anselmi che sono: Prof. Umberto Bertini e Signora, Prof.
Luciano Marchi, Prof. Francesco Poddighe e Signora, Dott. Pier Bertolini
e Signora. A questo punto da la parola ai soci che hanno presentato i
premiati. Questi sono: Dott.ssa Simona Marongiu, Dott.ssa Cecilia
Bertolini, Ing. Luca Nuti, Dott. Riccardo Mariani |
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| Martorano presenta l'Ing. Luca
Nuti, lauteato in Ingegneria meccanica indirizzo Veicoli Terrestri. Ha
avuto varie esperienze in congressi ed ha partecipato a molte
pubblicazioni, ma la cosa da sottolineare è la vincita del Concorso di
Dottorato di Veicoli terrestri e Sistemi di Trasporto nel 2003. Sta
tuttora frequentando e si è appassionato alle conoscenze tecniche e
scientifiche nel settore energetico e motoristico. Di seguito la tesi di
Laurea. |
Il socio Anselmi presenta il Dott. Mariani
definendolo bravo e meritevole non solo per avere conseguito la laurea
con 110 e lode, ma per avere vinto un Master post laurea "Auditing &
Controllo Interno - Orientamento Govemance" Presso l'Università di Pisa
e tuttora in corso: frequenta uno stage a Roma offerto dall'ENEL. Di
seguito c'è la tesi discussa. |
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Tesi di Luca Nuti
"Realizzazione di un modello completo di
iniettore piezoelettrico mediante un codice monodimensionale e
validazione mediante confronto con risultati sperimentali "
Tesi
proposta per il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in
"Veicoli Terrestri e Sistemi di Trasporto".
E' ben noto l'effetto dell'anidride carbonica CO2, il maggior imputato
per l'effetto serra.
Nell'Unione Europea il trasporto su strada è attualmente responsabile
del 20% delle emissioni totali di CO2, prodotte da attività umane.
Poichè la CO2 è direttamente proporzionale al consumo degli idrocarburi,
usati nei processi di combustione dei motori a scoppio, ben si comprende
come i costruttori di autoveicoli siano impegnati a ridurre i consumi
dei propulsori, anche in vista delle limitazioni che verranno introdotte
a partire dal 2008, in base agli accordi di Kyoto. Una delle tecniche
che sembra essere particolarmente indicata a diminuire i consumi dei
motori a scoppio, è l'iniezione diretta in motori ad accensione
comandata.
Obiettivo della ricerca, della durata triennale, è stato quindi lo
studio di un iniettore di benzina piezoelettrico di impiego
"automotive", che permetta di risolvere alcune problematiche riscontrate
su iniettori di prima generazione, attualmente presenti sul mercato.
Nei sistemi d'iniezione di prima generazione, conosciuti come watt
guided e air guided (nel primo la formazione della miscela
aria/combustibile è ottenuta attraverso l'indirizzo del getto iniettato
sulla superficie del pistone, opportunamente conformata, nel secondo
invece è la turbolenza, indotta nel flusso di aria aspirata, a
provvedere allo scopo ), sono afflitti da alcuni inconvenienti che, se
non eliminati, devono essere quantomeno ridotti.
Tra le più significative caratteristiche indesiderate si ricordano:
. Elevate emissioni allo scarico (soprattutto in termini di HC e
particolato fine)
. Difficoltà d'implementazione in sistemi turbo-sovralimentati
. Limitazioni delle prestazioni del motore (a causa della particolare
conformazione del cielo del pistone è necessario adottare rapporti di
compressione piuttosto bassi)
. Elevati costi complessivi (in termini di componenti, trattamento degli
inquinanti, messa a punto del sistema)
Per questi e per altri inconvenienti, la diffusione di sistemi
d'iniezione diretta di benzina di prima generazione è stata decisamente
limitata.
Un iniettore di seconda generazione, conosciuto come spray guided (in
questo caso la formazione della miscela in camera di combustione è
demandata alle caratteristiche dello spray di combustibile), deve
possedere alcuni requisiti fondamentali quali:
1. Cono di spray stabile ed indipendente dalle condizioni al contorno
2. Ridotta penetrazione dello spray per alti valori di pressione in
camera di combustione
3. Eccellente atomizzazione della miscela (AIF)
4. Ampio angolo di spray
5. Ampio "range" di funzionamento
6. Possibilità di effettuare iniezioni multiple
7. Resistenza alle alte temperature
8. Capacità di funzionamento anche in presenza di depositi sulla sommità
dell'iniettore
Per ottenere tutte queste caratteristiche è stato pensato di introdurre
un sistema di attuazione piezoelettrica, in luogo dei tradizionali
sistemi a solenoide, che hanno un controllo più complesso e soprattutto
un ritardo di risposta più elevato.
Inizialmente è stata compiuta un' analisi teorica di tutte le
problematiche inerenti agli iniettori, cercando dove possibile, mediante
un approccio analitico rigoroso, di studiare gli effetti che si
riscontrano durante il funzionamento.
Essendo il sistema piuttosto complesso, si è reso necessario 1'utilizzo
di codici di fluido dinamica computazionale (CFD).
Uno degli aspetti caratterizzanti del presente lavoro, è stata la
realizzazione di un modello fluidodinamico monodimensionale
dell'iniettore completo. Il codice utilizzato a tale scopo è stato
scelto per la sua semplicità e per la peculiarità di essere multicampo,
esso, infatti, permette di creare e simulare una vasta gamma di sistemi
d'interesse ingegneristico, con possibilità di integrare insieme in un
unico modello, sistemi di diversa natura come ad esempio idraulici,
elettrici e di controllo. Il software è dotato di varie librerie
(idraulica, meccanica, elettrica, ecc.), ognuna delle quali contiene
svariati elementi, presentati con una ben determinata connotazione
fisica (molla, smorzatore, tubo, resistenza, ecc. ), integrando
opportunamente i singoli modelli tra loro si ottiene una tipica
formulazione di un problema multicampo.
Ad ogni fenomeno è associato un modello matematico a parametri
concentrati, che ne caratterizza il comportamento fisico. Nello sviluppo
dello studio, oltre all'uso e all'adattamento degli elementi presenti
nelle librerie, sono stati definiti modelli "ad hoc", che descrivessero
in maniera dettagliata il comportamento dei vari elementi costituenti
l'iniettore piezoelettrico (ad esempio la cartuccia piezo, il corpo
valvola, il compensatore termico ).
I risultati delle simulazioni effettuate sono stati validati mediante
prove sperimentali, direttamente svolte su attrezzature appositamente
realizzate. Il confronto ha messo in evidenza un buon accordo tra i dati
sperimentali e quelli numerici.
In conclusione, secondo gli obiettivi prefissati, è stato possibile
creare uno strumento integrato alla progettazione, che permettesse di
effettuare le scelte più opportune, discriminando le migliori soluzioni
senza la necessità di dover costruire dei prototipi, molto onerosi sia
in termini di tempo che economici. Questo modello, inoltre, permette di
valutare l'influenza di piccole modifiche al progetto, sul comportamento
globale
dell'iniettore. Molto frequentemente, in fase di revisione del
progetto, alcune soluzioni sono cambiate per problemi legati
all'industrializzazione del prodotto. In questo caso è risultato di
particolare importanza valutare, praticamente in tempo reale, l' effetto
apportato sulle prestazioni globali dell'iniettore prima del
"congelamento" del progetto.
Presenta Martorano
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TESI DI LAUREA: "STRATEGIE ED
ACCOUNTABILITY NELLE NUOVE REALTA’ MUSEALI" di Riccardo Mariani
Il
lavoro si è posto l'obiettivo di analizzare gli istituti museali
utilizzando categorie e modelli tipici dell'economia aziendale.
L'istituzione "museo" divenendo con il tempo struttura chiusa ed
autoreferenziale ha perso progressivamente parte della propria
legittimità sociale. Sembra dunque necessario un riposizionamento
strategico dell'intero settore che dall'esclusivo esercizio della
funzione di tutela e conservazione passi nuovamente ad implementare la
valorizzazione delle collezioni in esso custodite, tornando così ad
essere centro educativo e guida per 1 'identità nazionale. Sono state
pertanto presentate le possibili "leve" organizzative, strategiche e
gestionali, messe a disposizione dalla disciplina aziendale - già
sperimentate con successo in altri settori - in modo da consentire, nel
rispetto degli equilibri economici e delle finalità ultime del museo,
una effettiva "apertura" delle varie organizzazioni museali.
Il primo capitolo tratta degli assetti
istituzionali e organizzativi dei musei. Partendo dall'analisi delle
forme di governance finora adottate e dimostrando la sostanziale
difficoltà delle stesse per un efficace ed efficiente gestione delle
collezioni, vengono esposte le innovazioni in termini di autonomia e
decentramento apportate al settore dalle recenti riforme. Particolare
rilievo è stato attribuito al nuovo istituto della Fondazione di
Partecipazione, ideato al fine di allargare il numero di soggetti
interessati all'attività della struttura e chiamati pertanto,
direttamente o indirettamente, a partecipare al suo governo.
Il secondo capitolo mira ad
identificare i vari percorsi attuabili dalle "nuove" realtà museali. Una
volta identificata infatti l'evoluzione del concetto di mission di un
museo in genere, si sono individuate le possibili strategie attuabili
per la realizzazione della stessa: strategie competitive (erogazione dei
servizi aggiuntivi e costituzione di un "sistema integrato di offerta di
servizio"), strategie sociali (strumenti comunicativi volti alla più
ampia diffusione del messaggio culturale), strategie
economico-finanziari (integrazione delle sempre più scarse risorse
pubbliche con gli apporti forniti da membri, donatori e volontari, oltre
alla definizione di adeguate politiche tariffarie), infine le strategie
organizzative (possibilità di costituire network tra le varie strutture
culturali di una stessa area geografica).
Il terzo capitolo considera, infine, i
doveri e le responsabilità del museo di fronte ai suoi stakeholder,
attivando un flusso di comunicazione relativo all'azione e ai risultati
ottenuti. Soltanto realizzando un bilancio che contenga, armonizzandole
tra loro, informazioni sul patrimonio artistico e culturale,
sull'andamento finanziario ed economico della gestione, sull'efficienza
e sull'efficacia "gestionale"/"sociale" il museo saprà proporsi come
struttura capace di appagare esigenze di accountability interne ed
esterne allo stesso.
Relatore:
Chiar .mo Prof.
LUCA ANSELMI
Autore:
Dott. Mariani Riccardo
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L'amico Mallegni presenta la Dott.ssa Simona Marongiu laureatasi nella
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali. La sua tesi è molto
interessante in quanto ha svelato molte cose, ad esempio come vivevano,
cosa facevano, come si curava una popolazione Valdostana. Era una
popolazione molto interessante, infatti ha scoperto che furono praticati
interventi di trapanazione del cranio, e su tre casi uno è
sopravvissuto. Dopo la laurea frequenta un master a Firenze, ed è attiva
in molti scavi e ricerche. Di seguito la tesi di laurea |
L'amico Anselmi in sostituzione di Mariani impossibilitato per motivi di
lavoro, presenta la Dott.ssa Cecilia Bertolini laureata in diritto
amministrativo, facoltà di Giurisprudenza con 110 e lode. E' vincitrice
di una borsa di studio presso il " Seminario di studi Tosi", scuola di
Economia dell'Università di Firenze. Vincitrice di borsa di studio per
il Dottorato in Diritto Amministrativo, facoltà di Scienze Politiche e
Giurisprudenza. Di seguito la tesi discussa |
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Tesi della Dottoressa Simona Marongiu
laureata il 07/06/2005 in Conservazione dei Beni Culturali, presso
l'Università degli Studi di Pisa.
" La Tomba megalitica Il di St. Martin
de Corleans (Aosta): aspetti biologici e nutrizionali degli inumati e
degli incinerati in essa contenuti, nel contesto culturale
dell'Eneolitico Valdostano".
La tesi ha preso in considerazione una
serie di reperti umani rinvenuti in una tomba di tipo megalitico nel
territorio della periferia ovest della città di Aosta.
La
sepoltura, con un piano monumentale che ricorre in questo periodo e in
questo tipo soprattutto in ambito europeo occidentale (Inghilterra,
Scozia, Francia centro-sud, Corsica compresa, Svizzera e Valle d'Aosta),
risale all'Eneolitico; si tratta di un periodo in cui i gruppi umani
iniziano ad apprezzare il rame, un nuovo materiale più malleabile e con
risorse maggiori rispetto a quelle offerte dalla pietra, che porterà ad
una rivoluzione tecnologica che costituisce ancora oggi la base delle
nostre possibilità tecnologiche.
La sepoltura ha contenuto circa 16
individui (sei maschi, quattro femmine e altri sei di sesso non più
chiaramente definibile per la frammentazione degli scheletri e perche
due di essi erano feti quasi a termine ).
Il materiale si è prestato ad uno
studio antropologico in cui sono stati presi in considerazione le
fenotipie metriche morfologiche degli individui; queste hanno permesso
di ipotizzare, anche per mezzo di confronti con altri campioni di
popolazione della Vai d'Aosta e di zone abbastanza limitrofe (Svizzera),
che il gruppo si caratterizza rispetto agli altri per una maggiore
variabilità, soprattutto cranica, che potrebbe essere interpretata come
una ibridazione in atto ( elementi chiaramente mediterranei da altre
realtà della Valle ed elementi alpini); potrebbe trattarsi quindi dei
membri dello stesso ambito familiare in cui sono confluite realtà umane
differenti tramite matrimoni o altro. Ricerche di tipo ergonomico
tendono a dimostrare un'attività deambulatoria intensa, più che impegni
funzionali dell'arto superiore; il fenomeno non meraviglia, dati i
luoghi in cui essi operarono (attività di caccia anche e soprattutto in
montagna, raccolta, pastorizia, piccola agricoltura e ricerca di materie
prime tra le quali, appunto, il rame). Le indagini nutrizionali, tramite
spettroscopia ad assorbimento atomico, ha evidenziato un'alimentazione
soprattutto di tipo vegetariano nelle donne, generalmente sedentarie, e
anche apporti carnei nei maschi, dediti di solito a spostamenti sul
territorio per cacce e alla ricerca di minerali di rame; non mancano
evidenze riconducibili ad apporti ittici. Sono presenti patologie ossee,
anche se limitate, riconducibili ad incidenti (fratture ), ad artrosi
alla colonna e alle ossa dei piedi soprattutto in individui giovani,
quale segno di un'attività ergonomica sotto sforzo. Un particolare
interessantissimo e quindi degno di nota è costituito dalla presenza di
tre casi di trapanazione cranica (nel vivente) delle quali un doppia
sullo stesso soggetto. Due vissero ancora per qualche anno, ad eccezione
del terzo che non superò la seconda trapanazione.
Difficile
pronunciarci sul motivo e sul valore di questi interventi chirurgici
(magia, tentativo di riparare ferite o curare chirurgicamente casi di
malattie mentali?); l'importante è che nel gruppo ci sia stato uno
"sciamano" capace di compierli e con successo.
Presentata dal Prof Mallegni
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dott.ssa
Cecilia Bertolini per la laurea in diritto amministrativo presso la
Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Pisa presentata
dal prof. Anselmi in sostituzione dell'avv. Mariani impossibilitato ad
intervenire alla cerimonia.
Relazione della tesi di Cecilia Bertolin
- Tesi in diritto amministrativo
- Titolo tesi: "Politica e amministrazione
nell'ordinamento comunitario negli studi di Pietro Gasparri e
successiva evoluzione", pp. 249
- Relatore: Prof. F. Merusi
- anno accademico 2002 - 2003
Il
lavoro di tesi con il quale si è concluso il mio percorso universitario
prende spunto da uno scritto del 1967 di Pietro Gasparri, autorevole
studioso di diritto amministrativo. L'Autore sosteneva, contrariamente
alla dottrina maggioritaria del tempo, che le istituzioni comunitarie
fossero state investite con i Trattati istitutivi della Ceca, della Cee
e dell'Euratom di funzioni politiche oltre che amministrative. Gasparri
fondava detta lungimirante conclusione sulla base del concetto di
discrezionalità. Infatti, secondo la tesi dell'Autore, un organo svolge
una funzione politica se e nella misura in cui nel decidere circa
l'esercizio dei poteri conferitigli è competente a valutare le
conseguenze dell'esercizio dei suoi poteri tenendo presenti tutti gli
interessi della società civile che esso serve e rappresenta, ponendo in
essere scelte assolutamente discrezionali. Al contrario, la categoria
delle scelte amministrative è eterogenea: consta di scelte relativamente
discrezionali, nell'ambito delle quali la relatività è data dalla
presenza di canoni di operatività fissati dalla legge e di scelte
vincolate, caratterizzate dall'assenza di un momento valutativo e da un
imponderabile dovere di intervento con riferimento a determinati tipi di
situazioni prefissate dalla norma regolatrice. In quest'ultimo caso
l'organo non ha da fare una scelta, deve solo accertarsi che vi siano i
presupposti per i quali gli è stato attribuito un potere di intervento.
Gasparri intende per scelte amministrative tutte quelle che non sono
politiche, è perciò intuibile l'asimmetria tra le due funzioni quanto
alla fluidità valutativa e di realizzazione, propria soltanto della
funzione politica.
Nel 1950, nella fase costituente per l'istituzione della Ceca, l'allora
ministro degli esteri francese Robert Schuman sosteneva che la
progettata "messa in comune" della produzione del carbone e dell'acciaio
avrebbe rapidamente determinato quella fusione di interessi
indispensabile per costituire una comunità più ampia e più profonda. Il
passo necessario da compiere è stabilire se con l'atto costitutivo delle
Comunità si è esaurita la fase delle scelte politiche a livello
comunitario ovvero se tra le competenze riservate agli organi comunitari
ve ne siano alcune qualificabili come politiche.
Le comunità europee nascono sulla spinta di una volontà aggragatrice
degli Stati fondatori che ne giustifica la stessa esistenza: lo stesso
può dirsi dei poteri, delle funzioni e delle competenze nelle materie
loro attribuite. Esse ricevono un'investitura, per così dire, dal basso
che sembrerebbe trovare limitazioni, oltre che ratione materiae,
quanto alle finalità da perseguire. Sulla base del Trattato istitutivo,
per esempio, viene attribuita alla Ceca "la missione di contribuire, in
armonia con l'economia generale degli Stati membri e in virtù
dell'instaurazione di un mercato comune, all'espansione economica,
all'incremento dell'occupazione e all'elevazione del tenore di vita
negli Stati membri". L'art. 2 del Trattato istitutivo dell'allora Cee
esprime, in termini parzialmente diversi, obiettivi analoghi da un punto
di vista sostanziale: viene assegnato alla Cee "il compito di promuovere
mediante l'instaurazione di un mercato comune e il graduale
riavvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno
sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme della
Comunità, un'espansione continua ed equilibrata, una stabilità
accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e
delle più strette relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano".
Coerentemente nel Trattato istitutivo dell'Euratom si legge che quest'organismo
"ha il compito di contribuire, creando le premesse generali per la
formazione e il rapido incremento delle industrie
nucleari,all'elevazione del tenore di vita negli Stati membri e allo
sviluppo degli scambi con gli altri paesi".
In un primo momento queste formulazioni sembrerebbero costituire una
sorta di limitazione teleologica, tale da connotare come amministrative
le competenze attribuite dagli Stati membri alla Comunità. La
limitazione è peraltro più apparente che reale, gli obiettivi previsti
dal legislatore comunitario, infatti, inseriti nel tessuto connettivo
costituito dall'interesse comune, fanno riferimento a concetti di
carattere generale: questo implica che i limiti alla discrezionalità
delle istituzioni comunitarie non costituiscano altro che contorni
sfumati della libertà operativa ad esse riconosciuta.
La politica commerciale ed il governo della moneta sono due settori nei
quali la Comunità, ad oggi, ha competenza esclusiva e discrezionalità
assoluta, quindi compie scelte politiche. Tuttavia, imputare la funzione
politica ad una soltanto delle istituzioni comunitarie pare difficile
poiché accade che istituzioni diverse condividano il potere normativo.
Inoltre, il Consiglio europeo, comunque lo si voglia guardare, si rivela
essere un corpo estraneo rispetto alla struttura istituzionale propria
dell'Unione europea, eppure le scelte di quest'ultima si disegnano
puntualmente sulle Conclusioni da esso raggiunte.
Un ordine politico-istituzionale vero e proprio non è stato realizzato,
ma questo non significa che la soluzione risieda nella separazione dei
poteri, tanto cara alle nostre tradizioni costituzionali. Né, tantomeno,
è possibile prefigurare quale sia il migliore modello attuabile senza
attenersi alle esigenze concrete di un ordinamento sui generis,
quale è quello comunitario.
Se consideriamo gli ultimi cinquant'anni di integrazione politica ed
economica in Europa e la capacità che gli Stati membri hanno dimostrato
nel soddisfare i propri interessi nazionali attraverso l'adozione di
soluzioni comuni, non sembrerebbe eccessivo guardare fiduciosi ad una
prossima, rinnovata e chiara attribuzione dei poteri nell'ordinamento
comunitario. Questa possibilità potrà realizzarsi, nei fatti, laddove il
riassetto istituzionale rispetti la residua sovranità degli Stati
membri, non ancora disposti, nella maggior parte dei casi, alla rinuncia
definitiva delle loro prerogative. |
| Al termine della cerimonia il Presidente omaggia la
Prof.ssa Tongiorgi ed il Capitano di Vascello Gargiulo. |
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| L'avvenimento è stato pubblicato sulla
stampa: vedi rapporti con
la stampa |
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CAMINETTO 22 MARZO 2006 |
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Il Caminetto del 22 Marzo 2006 si è svolto alla
presenza dell’aiutante del Governatore Pachetti. Il Presidente inizia
con alcune comunicazioni:
1°) è arrivata una cartolina dall’Uraguay spedita da Diara ed Elisabetta
con gli auguri per il Club (vedi in calce)
2°) Grazia Colizzi, presidentessa del gruppo donne della CRI comunica
che l’8 Aprile alle ore 20 presso la Stazione Leopolda si svolgerà una
cena il cui ricavato servirà alle iniziative del gruppo donne della CRI.
Il prezzo è di 80 €
3°) è giunta una lettera di ringraziamento per il quantitativo di
sandali e scarpe inviate in Angola per merito del socio Rossi
4°) il Rotaract informa che il 27 alle ore 18 presso l’Hotel Duomo si
svolgerà una riunione non conviviale e prega di intervenire: invita i
rotariani che hanno figli tra i 14 ed i 18 anni ad invogliarli a far
parte dell’Interact, Club che sta per essere formato anche a Pisa
5°) l’Ente Nazionale Turistico Austriaco rende noto che vi sono dei
pacchetti per gita col tema "Austria Imperiale"
6°) la FIDAPA comunica che il 17 Marzo vi sarà una conferenza sui
"vecchi e nuovi femminismi" mentre il 3 Aprile la Prof.ssa Lombardo,
urbanista dell’Università di Pisa, terrà una prolusione dal titolo
"Vivere meglio la Città"
7°) l’Arcivescovo comunica che all’auditorium Toniolo il 5 aprile il
prof. Natali e Enzo Bingi terranno un seminario dal titolo "Gesù e Dio
sentono il senso della fede Cristiana"
8°) è giunta una lettera dal Governatore, diretta personalmente al
Presidente, dove lo ringrazia per l’iniziativa sulla droga ed il
relativo opuscolo pubblicato dal nostro Club, il ringraziamento è esteso
a Gesi ed anche a tutti i soci del Club.
Per quanto riguarda gli inviti, i programmi sono a disposizione presso
il Segretario.
A questo punto, rivolgendosi a Pachetti, passa ai
programmi svolti.
Inizia con le attività internazionali:
1°) abbiamo mandato 1000 sandali da uomo e bambino, per mezzo del socio
Rossi, ad un convento trappista in Angola
2°) abbiamo dato un contributo ad un medico della Versilia, primario
urologo dell’Unico, che fa parte di un gruppo di specialisti che per 15
giorni all’anno vanno in India a svolgere la loro professione di
specialisti. Si tratta di un distretto con un milione di persone senza
alcun medico. E’ un particolare accordo tra la Toscana e l’India.
3°) è in fase di completamento l’invio di 100 capi di abbigliamento,
scarpe invernali e maglie.
Ora si passa alle azioni locali:
1°) la donazione di uno Scudo Fiat monovolume, del
costo di 25000 €, ad uso Auto Medica, alla Misericordia di Pisa. Tale
progetto è finanziato in un triennio.
2°) tramite un torneo di Burraco organizzato dal socio Savino Sardella,
sono stati realizzati 2500 € donati all’associazione AISLA
3°) la lotteria della cena degli auguri ha fruttato 1000 € donati ad una
associazione benefica locale
4°) sono state assegnati 4 premi di Laurea a quattro validi giovani. E’
stato possibile farlo con la partecipazione al 50% del socio Bartorelli:
i premi erano intestati alla memoria della propria moglie Maria Luisa
5°) sono stati ospitati presso di noi 8 giovani dai 14 ai 18 anni per
5-6 giorni
6°) per il 2006 ci è stato richiesto dai Club di Grosseto e Siena di
ospitare per un giorno i giovani che trascorrono un periodo presso di
loro
7°) stiamo presentando un candidato per la Borsa di Studio degli
Ambasciatori del valore di 26000€
8°) l’istruttore Trivella in collaborazione con i Club Pisa e Galilei
organizza un progetto che riguarda l’Energia Rinnovativa: Efficienza,
Fonti Alternative Rinnovabili ecc. Si tratta di mandare con autobus
studenti degli istituti superiori a visitare gli impianti di Larderello.
Verrà loro illustrato il ciclo energetico. Dopo 10 giorni si svolgerà
una tavola rotonda dove parteciperanno autorità amministrative,
dell’ENEL, didattiche, gli studenti e i tre Club Rotary.
9°) il già accennato progetto contro la droga: sono state visitate le
scuole medie superiori, il Presidente ha brevemente illustrato cos’è il
Rotary e di seguito Gesi con parole comprensibili da tutti ha spiegato
quale siano i danni provocati da tali sostanze. A seguito di questa
iniziativa abbiamo pubblicato un libro che è stato consegnato a tutti i
soci.
10°) per quanto riguarda l’effettivo sono già stati ammessi 3 nuovi soci
e altri tre entreranno prima della fine dell’annata. A proposito delle
ammissioni viene chiarito che chi vuol trasferirsi ad un altro Club,
deve prima dare le dimissioni quindi fare l’iter burocratico presso il
nuovo Club dove vuol andare.
A questo punto il Presidente termina la sua relazione.
Ad una precisa domanda di Pachetti, il Presidente
dichiara che il Pisa Pacinotti ha inviato alla Rotary Fondation 4000$
però come soci e non come Club.
Pachetti elogia per i progetti che abbiamo
realizzato, ma ci invita a dimenticare quanto è accaduto nel passato con
la Fondation, e se il Club deve mandare una determinata somma per
realizzare un progetto ad un altra associazione, è meglio inviarla alla
Fondation, assieme al progetto, così c’è la sicurezza che l’opera sarà
veramente fatta ed intestata al Rotary e le spese di gestione saranno
minori dato che per statuto non devono superare il 5%, al contrario
delle altre associazioni che sembra eroghino solo il 10 % di quanto
stanziato per i lavori. C’è il proposito di seguire le indicazioni date
ed il Presidente chiude il Caminetto
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CAMINETTO DEL 29 MARZO 2006 |
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Caminetto del 29 marzo in 2006
Il Presidente Bernardini saluta i soci e procede con
alcune comunicazioni prima di dare la parola al socio Cannavò, relatore
del Caminetto odierno.
□ □
Ezio Pala, invita il nostro Club per il 12 Aprile pv a partecipare ad
una serata conviviale dal titolo "La massoneria nel terzo millennio"
(relatore il Gran Maestro della Gran Loggia d’Oriente d’Italia). Il
Presidente fa notare che nello stesso giorno il Club ha già in
programmazione un caminetto.
□
La fondazione teatro di Pisa invita il Club a partecipare, presso
il teatro Verdi in data tre aprile alle ore 16, alla presentazione del
progetto amici della fondazione teatro di Pisa.
□
Il Comune di Pisa comunica che il quattro aprile alle 10.30 si
svolgerà la cerimonia di intitolazione della sala stampa del Comune alla
giornalista Chiara Baldassarri.
□
La Sig.ra Grazia Colizzi comunica che la cena del 8 aprile è
annullata a causa di scarse adesioni.
□
Il Club riceve nuovo sollecito da parte dell'Interact per
segnalare nominativi di giovani dai 14 ai 18 anni da proporre per
l’ammissione.
□
Il Presidente ricorda che entro 3 giorni saranno disponibili gli
elenchi aggiornati dei soci, con i più recenti ingressi, e verranno
quindi distribuiti alla conviviale di mercoledì prossimo.
□
Cesare Rossi ricorda l'appuntamento di sabato prossimo per la
visita all'Accademia navale, ore 9.40 di fronte all'ingresso
dell'Accademia stessa.
Relatore il socio Giovanni Cannavò,
medico-legale, Presidente dell'associazione italiana medico giuridica
Melchiorre Gioia. Il socio Cannavò inizia la sua relazione ricordando la
figura del padre, carabiniere combattente in Africa durante la seconda
guerra mondiale, che con forte determinazione e sacrificio ha
contribuito a farlo studiare e quindi a raggiungere i risultati della
sua attività professionale.
Cannavò ricorda i passaggi più importanti della sua carriera. Si laurea
in medicina e chirurgia nel 1979 e consegue la specializzazione in
chirurgia nel 1984. Al termine di questo periodo di specializzazione
matura un particolare interesse per la medicina legale, cosicché nello
stesso anno vince il concorso per la scuola di specializzazione medico
legale e inizia la sua carriera nell'ambito di questa area
specialistica.
Durante gli anni di specializzazione ha inoltre svolto attività di
guardia medica, medico dei servizi e medico di famiglia.
Cannavò spiega che l'attività di medico legale è prevalentemente di
consulenza e nella stragrande maggioranza dei casi (95%) relativa alla
infortunistica stradale, cioè problematiche di responsabilità civile.
Più recentemente si è aggiunto un nuovo filone relativo alla
responsabilità professionale medica; questo è motivato dal fatto che è
sempre più frequente il ricorso al medico legale o all'avvocato da parte
del paziente in situazioni di sospetta malpractice. Per circa cinque
anni Cannavò ha fatto parte anche della commissione di invalidità
civile; attività di cui non è rimasto molto soddisfatto.
Dal 1983 dopo l'attività di praticantato al Corriere medico, supplemento
del Corriere della Sera, è pubblicista. Dopo 15 anni di questa attività
è giunto a dirigere una rivista scientifica.
Cannavò spiega come sia cambiata oggi la libera professione spiegando
che il medico o l'avvocato o il commercialista di oggi non ricevono lo
stesso beneficio economico di una volta. Ha fatto parte di associazioni
sindacali di categoria tenendo rapporti con il Ministero della Salute;
in tal modo ha potuto allacciare rapporti utili per la professione e
maturare esperienza in questo settore. Nel 1993 organizza due convegni a
Volterra, con il supporto del Presidente della Cassa di Risparmio di
Volterra. In quel momento, visto il successo dell'iniziativa, nasce
l'idea di fondare l'associazione medico giuridica Melchiorre Gioia. Il
Gioia, personaggio giacobino, eclettico, aveva nella sua epoca per primo
avanzato l'ipotesi che una volta subito un danno la persona doveva
essere risarcita. Cannavò spiega che l'idea di dare all'associazione il
nome di una personalità rappresenta uno spunto originale e la
differenzia dalle classiche sigle che contraddistinguono le associazioni
mediche. L'associazione conta oggi ben 1500 iscritti, la maggior parte
sono medici legali ma vi aderiscono anche avvocati e assicuratori. È
affiliata all'associazione italiana delle società scientifiche. È tra le
poche società scientifiche italiane ad avere il riconoscimento di
qualità dell’ISO 9001.
Cannavò è anche segretario dell'associazione europea delle società
scientifiche medico giuridiche che raccoglie al suo interno le società
di vari paesi europei. L'utilità di un'associazione europea è motivata
dal fatto che la valutazione del danno nei differenti paesi dell'Unione
Europea subisce le regole giuridiche del paese stesso. Pertanto
un'associazione in grado di collegare e costruire regole nuove valide
per un riconoscimento del danno più omogeneo tra un paese all'altro è
quanto mai necessaria.
L’associazione Melchiorre Gioia ha una rivista ufficiale che viene
pubblicata in formato elettronico; tale formato è preferito oggi dai
professionisti poiché più pratico e di facile archiviazione.
L'associazione svolge attività costante di organizzazione convegni e
rappresenta una importante interfaccia di tipo medico legale con le
varie associazioni scientifiche. Cannavò mostra i vari congressi
organizzati dall'associazione in questi ultimi anni; mostra inoltre
alcuni convegni internazionali a cui è invitato nei prossimi mesi come
relatore.
Tra le varie iniziative dell'associazione vi sono per esempio la stesura
di linee guida in collaborazione con altre società scientifiche come
quella italiana di fisiatria. Cannavò ha fatto parte delle due
commissioni scientifiche del Ministero della Salute che hanno definito
delle tabelle di valutazione del piccolo danno subito a seguito di
infortunistica stradale. Lo stesso tipo di riconoscimento del danno si è
cercato di trasferirlo anche in ambito europeo attraverso delle
opportune commissioni di cui ha fatto parte; Cannavò fa un esempio
pratico, dicendo che uno stesso tipo di danno subito in Italia e in
Romania non ha medesimo riconoscimento economico nella fase del
risarcimento; è chiaro che questa differenza è legata alle risorse
economiche del paese stesso.
Cannavò ha iniziato anche una attività imprenditoriale fondando una
società di servizi che si occupa di organizzazione congressi. La
principale attività imprenditoriale a cui si sta però attualmente
dedicando è quella relativa alla perizia elettronica mediante una rete
di collegamento tra i vari professionisti medico-legali. Ultimamente ha
inoltre creato una impresa di pulizie.
Al termine il presidente Rodolfo Bernardini consegna a Cannavò il
guidoncino del club in ricordo della sua relazione.
Emanuele Neri
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| VENERDI' 31 MARZO
IL SOCIO SERGIO LUPPICHINI E' STATO PREMIATO DA TELTHON PER L'IMPEGNO
NELLA MARATONA TELETHON 2006 |
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Il
31 Marzo 2006 il "COMITATO TELETHON FONDAZIONE ONLUS" in occasione della
manifestazione "INCONTRI CON LA RICERCA" presso il Dipartimento di
Farmacologia Preclinica e Clinica, Centro di Medicina Molecolare e
Biofisica Applicata dell’Università di Firenze ha premiato il dott.
Sergio Luppichini, socio del Rotary Club Pisa Pacinotti, nella veste di
Presidente del Comitato Regionale UILDM per l’attività svolta, tramite
le sezioni Provinciali, nella raccolta fondi durante la Maratona
Telethon 2006. E’ seguita un’ampia delucidazione dei progetti di ricerca
affidati da Telethon al dipartimento ed i risultati ottenuti, veramente
ottimi, delle precedenti ricerche sempre finanziate de Telethon. E’
seguita un’apprezzata visita ai laboratori di ricerca. |