ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto 11 Ottobre 06    Conviviale del 18 Ottobre 06   Caminetto del 25 Ottobre 06
 
CONVIVIALE DEL 4 OTTOBRE 2006
 

Alcuni tavoli dei soci ed in posizione centrale il tavolo della Presidenza con l'oratore prof. Paolo Romeo

Alcuni tavoli dei soci ed in posizione centrale il tavolo della Presidenza con l'oratore prof. Paolo Romeo.
La foto a destra celebra un momento della premiazione da parte del presidente all'amico Paolo Romeo. 

 
Il Presidente presenta l’argomento di questa conferenza definendolo interessante, intrigante, polemico per le controversie che ci sono state in passato. Si tratta " L’USO DELLA TERAPIA ESTROPROGESTINICA NELLA DONNA". Essendo presenti il cardiologo, l’ortopedico, l’endocrinologo (peccato sia assente il flebologo) la serata si prospetta assai interessante. Il Presidente, dopo averci invitato a partecipare alla cena del Premio Galilei, cede la parola all’amico prof. Paolo Romeo.

1- Trattamento estro-progestinico della menopausa

E' forse l 'argomento di medicina più studiato ma anche controverso degli ultimi 40 anni .
Per comprendere la logica di una terapia ormonale sostitutiva mi sembra opportuno ,almeno per sommi capi, illustrare caratteristiche, natura e funzioni dell'ormone o degli ormoni che si desidera sostituire. Gli estro geni ed il progesterone sono prodotti dalle ovaie ed il loro principale target è il processo riproduttivo: la donna, che fin dalla nascita possiede nelle proprie ovaie milioni di follicoli in stato di quiescenza funzionale, arrivata alla pubertà ,presenta un certo numero di follicoli che ciclicamente vanno incontro a maturazione fino a giungere gradualmente all' ovulazione . Questa fase di crescita del follicolo fa registrare un progressivo aumento degli estrogeni ( estradiolo ) che tra i vari compiti ,insieme al progesterone , ha quello di far crescere nell'utero la mucosa ( endometrio) , preparando la cavità uterina all' arrivo dell'ovocita che se viene fecondato inizia la gravidanza, altrimenti si disperde all'interno delle vie genitali con la regressione : in tali condizioni l' attività ormonale si arresta con conseguente degenerazione della mucosa uterina che viene espulsa con perdita di sangue (mestruazione ). Gli Estrogeni agiscono non soltanto sull' apparato riproduttivo, ma anche su molti altri organi ed apparati :
Sistema nervoso centrale ,attraverso l' azione sui neurotrasmettitori ;
Tessuto osseo ,equilibrando l'attività degli osteoblasti /osteoclasti , consentendo crescita e mantenimento della massa ossea;
Apparato cardiovascolare ??
Apparato genito-urinario mantenimento del trofismo della vagina, vulva, vescica ,uretra , ecc
Trofismo della cute, degli annessi cutanei e dei connettivi
Giunta la corrispondenza della menopausa ,con la cessazione della funzionalità ovarica , si verifica un sostanziale calo degli ormoni estro geni e del progesterone ed una significativa riduzione del testosterone ,anch' esso di origine ovarica . La cessazione della produzione degli ormoni, venendo meno il vantaggio biologico naturale di protezione, inizia la comparsa di disturbi soggettivi, vampate, sudorazione, disturbi del sonno , mutamenti del carattere, ecc (presenti ne175% ): nello stesso momento può iniziare anche quel processo silenzioso di decalcificazione delle ossa ( osteoporosi) che in età più avanzata può condurre a gravi fratture.( colonna vertebrale, collo femorale ) Nell'arco di tempo di un secolo, la vita media femminile si è allungata in maniera significativa ed oggi la donna trascorre un terzo della sua vita dopo la menopausa: lo studio di questo fenomeno, i riflessi sociologici e medici della carenza ormonale, per un periodo di tempo così particolarmente lungo sono acquisizioni recenti . L' avere constatato che il lungo tempo di privazione estrogenica aveva delle conseguenze sulle ossa ,sul sistema cardiovascolare , e sul sistema nervoso (basti pensare alle speranze per la soluzione del problema dell' Altzaimer) e che i sintomi menopausali sono sensibili alla sostituzione ormonale ,ha reso popolare dagli anni '60 la terapia ormonale sostitutiva o HRT (hormone replacement therapy): è ovvio che dalla nascita di questo concetto terapeutico ad oggi vi sia stata una continua ricerca di nuovi prodotti, di nuove vie di somministrazione per migliorare la compliance. Si calcola che negli anni '90 negli USA i140% della popolazione femminile in menopausa faceva uso del trattamento sostitutivo: certamente questa larga diffusione della HRT era dovuta anche al fatto che nel vissuto femminile questa rappresentava la possibilità di prolungare la giovinezza del corpo femminile, opponendosi al processo di invecchiamento che si ritiene iniziare con la menopausa. Erano gli anni che potremmo definire dell’ottimismo: era confermata l’efficacia della HRT su classici sintomi menopausali , come vampate di calore, l'insonnia la secchezza vaginale ,l’aumento di peso, le alterazioni del tono dell'umore, ecc, ma soprattutto studi iniziati negli anni '80 (Nurse 's Healty study ) e pubblicati nel '96 e 97 indicavano che l'utilizzo a lungo termine della HRT era associato alla prevenzione dell' osteoporosi ,ad un minor rischio di fratture , ad una riduzione di eventi cardiovascolari,seppure con un modesto aumento dell'incidenza di trombosi venosa profonda ,di ictus e di tumore alla mammella. L' opinione della classe medica rimase tuttavia positiva nei confronti della terapia perchè vennero sollevate delle serie obiezioni come quella che queste donne erano sane e che volontariamente cercavano la terapia :erano quindi differenti dalla popolazione normale. Inoltre 1 'indagine epidemiologica non era di tipo prospettico e quindi le pazienti non erano randomizzate al trattamento o al placebo e quindi ì risultati non potevano fornire una buona testimonianza statistica . Gli anni che definiremo come quelli della "Critica "iniziano con la pubblicazione conosciuta con la sigla HERS ( Heart and Estrogen/progestin Replacement Study) del 1998 :si .tratta di una ricerca sugli effetti dell'inizio della terapia con estrogeni + progestinici in soggetti che avevano avuto una sindrome coronarica acuta partendo dal presupposto che essendo gli estro geni benefici sul sistema cardiovascolare ,avrebbero dovuto ridurre le recidive: a parte il fatto che gli estro geni non fanno guarire le cardiopatie, si trattava di un numero ridotto di pazienti la cui tipologia era molto diversa da quelle donne cui è indirizzata la terapia sostitutiva, più anziane e per giunta malate. I risultati furono negativi ,con aumento dei casi di recidiva della patologia cardiaca , ma nonostante la scarsa rilevanza clinica .i commenti scientifici furono molto netti con titoli ad. effetto con forte risonanza anche sui media .Si sollevò così un clima di scetticismo ,ma il crollo del mercato ha avuto inizio dopo la pubblicazione dei primi risultati del WHI ( Women Healty lnitiative WHll) del giugno 2002 ( sospeso 3 anni prima per l'eccessivo numero di neoplasia della mammella) che aveva come obiettivo l'analisi delle patologie cardiovascolari,di neoplasie (in particolare seno, endometrio e colon) di fratture e di demenza come effetto di trattamenti a lungo termine. La fretta di raggiungere rapidamente al numero considerevole di donne ha portato il reclutamento di una popolazione con caratteristiche spesso assai diverse da quella della paziente post- menopausale : l' età media era di 63 anni ,con una percentuale del 20% di donne oltre i 70 anni, in più una grande parte delle partecipanti presentava patologie croniche come l' obesità, l'ipertensione, ipercolesterolemia e diabete mellito. Non vi furono effetti significativi sugli eventi di coronarografia con hazar ratio di 1,29 per HT e 0,91 per ET. Per quanto riguarda il rischio per il cancro del seno durante il trattamento con estroprogestinici ci riferiamo alle pubblicazioni del Lancet 1997 che su ampia statistica retrospettiva riporta un una incidenza del rischio pari a 1,39 e parallelamente WHI 1°-2° del 2002-2003-2004 riferiscono rischio globale = 1,26 (l'uso per 5 anni avrebbe un RR= 2,13 e per 10 anni RR= 4;61 ). Dello stesso tono RR= 1,30 è per il Milion ìiVoman Study del 2003.Nel 2004 il dibattito però si è nuovamente acceso per la pubblicazione dei risultati del braccio della ricerca del WHI in cui le donne avevano ricevuto soltanto Estrogeni perché isterectomizzate . Con grande sorpresa di tutti il trattamento con estrogeni soltanto mostravano risultati marcatamente diversi rispetto alle pazienti che avevano ricevuto anche il progestinico. Le pazienti più giovani ( 50-59anni) che hanno ricevuto gli estrogeni per 7 anni hanno avuto una significativa riduzione del 45% di infarti del miocardio,di morte coronarica ed angina confermata rispetto alle coetanee che avevano ricevuto il placebo, ed il 23% in meno per il cancro della mammella. Questo risultato viene confermato nel 2006 dal Nurs 's Healty Study.
-- Critiche agli studi HERES, WHI .Milion Woman Study .
l° Essere utenti di estro-progestinici, unico criterio per il reclutamento
2° Sono tutti studi di prevenzione secondaria
3° Età delle donne media 63 anni ,con 20% oltre i 70
4° Inadeguata valutazione dei fattori di rischio
Spunti di interesse che si possono rilevare da questi studi sono :
WHI Nurs's Study hanno messo in evidenza il ruolo fondamentale dell'età di inizio della HRT per quanto riguarda il bilancio tra effetti positivi e negativi della terapia: importante per l' impatto per la terapia cardiovascolare, può essere esteso anche alle altre patologie come quella del Sistema nervoso. Iniziare il trattamento nella transizione menopausale (definita 'finestra delle opportunità ") significa dare continuità alla attività ormonale mantenendo quindi quell' azione di protezione esercitata fino allora dagli ormoni sessuali naturali: in questa maniera si realizzi quella azione di. protezione o di rallentamento dei fenomeni degenerativi , perchè una volta instaurati risentono in maniera negativa l'azione ormonale. Un secondo punto è quello relativo al ruolo dei progestinici utilizzati durante le terapie ormonali combinate. Infatti mentre non esistono differenze significative per le patologie come fratture ossee o trombosi profonde tra le donne trattate con estrogeni +progestinici e quelle trattate con soli estrogeni quest'ultime hanno avuto una incidenza minore di patologia coronarica e di carcinoma invasivo della mammella. Il problema non è ancora bene conosciuto : si da importanza all' azione residua androgenica dei progestinici di sintesi, oppure a complesse azione di interferenza recettoriale tra estrogeni e progestinici. Studi clinici utilizzano il progesterone naturale.
Alcuni studi dimostrano l' esistenza di risposte individuali alla somministrazione di HR T in relazione al background genetico: queste caratteristiche modificano in maniera rilevante l'incidenza di patologia cardiovascolare durante la somministrazione di HTR .in postmenopausa. La ricerca in questo campo, forse, ci permetterà di selezionare o escludere una paziente dal trattamento .
--Gli sconvolgimenti di questi ultimi 10 anni ha portato un certo sconcerto nell' ambiente medico, ma contemporaneamente ha sollecitato il dibattito scientifico con l' intento di conciliare le apparenti discrepanze tra i vari studi, specie quelli di più recente datazione. Non è frequente in medicina trovarsi di fronte ad una situazione dove un trattamento terapeutico, come quello estroprogestinico, che per una quarantina di anni di " onorato servizio " ha dimostrato una effettiva efficacia per milioni e milioni di persone risolvendo la maggior parte dei problemi della menopausa, siano essi di natura neurovegetativa,atrofica,metabolica, di punto in bianco venga abbandonato sulla base di risultati di trial statistici,certamente da prendere in considerazione, ma anche criticabili dal punto metodologico.-- Pur volendo rispettare la autenticità dei risultati, troviamo difficoltà ad individuare i motivi di comparazione tra la tipologia di paziente arruolata in quegli Studi e quella che si presenta ai nostri ambulatori o in quelli del Centri della Menopausa alle quali viene personalizzata la terapia in ragione delle caratteristiche specifiche .--Questo è il momento di attendere altri contributi scientifici (alcuni non si sono fatti attendere) per ottenere quelle risposte a tutti i temi di discussione proposti dalla letteratura anglosassone
Ma nel frattempo le donne continuano ad andare i menopausa! ed alcune di loro hanno i relativi disturbi .-- Il pressing mediatico di questi ultimi anni che ha creato timori nelle donne, :in parte per informazione diretta ed in parte per " sentito dire ", hanno disertato le Farmacie ( negli USA il mercato degli estroprogestinici si è ridotto ad un terzo) ,ma altrettanto ha messo in difficoltà la posizione del Medico: non basta più spiegare alla paziente che l'assunzione della pillola o 1 'uso del cerotto fanno bene alle ossa o al cuore, più spesso oggi è necessario spiegare che cosa indicano gli studi scientifici per quella fascia di età, per quel determinato peso per quello stato di salute o patologia familiare per arrivare a formulare il dosaggio ed il tipo di formulazione necessaria e giustificata.--Alla domanda se il trattamento estroprogestinico dei disturbi della menopausa è ancora consigliabile come prima, la risposta sostanzialmente è positiva ed in attesa di ulteriori contributi conoscitivi, bisogna mantenere quelle misure prudenziali che del resto sono sempre state praticate .
PRECAUZIONI NECESSARIE
. Indicazione assoluta ( osteoporosi, disturbi soggettivi ,ecc)
. Inizio del trattamento nella " transizione menopausale "
. Trattamento che non deve superare i 5 anni
. Scegliere lo schema di somministrazione più congeniale
. Ridurre il dosaggio al più basso possibile
. Esclusione di soggetti con fattori di rischio (obesità,diabete,storie familiari,alcolismo,fumo)

Paolo termina in attesa di domande.

Il presidente interviene come endocrinologo e dopo avere criticato il sistema americano per il modo come sono state condotte le sperimentazioni, caldeggia l’uso degli estrogeni nella donna nella fase premenopausa per ovviare a quelle che sono le problematiche fisiche e psichiche della donna, naturalmente dopo avere attentamente valutato i possibili rischi e facendola monitorare dagli specialisti interessati quali cardiologo, flebologo, ortopedico, endocrinologo ecc.

L’amico Diara interviene ed afferma che la terapia va fatta naturalmente nel momento adatto dato che i vantaggi sono superiori agli svantaggi. Per quanto riguarda il suo campo specifico, l’osteoporosi, analizza quelle che sono le donne candidate a questa malattia, quel 25% di cui abbiamo parlato prima: donne magre, graciline, che non escono di casa, che non fanno movimento, che sono moderate in tutto. Non saranno facilmente sottoposte alla malattia quelle che fanno sport dato che la massa muscolare ipertrofica favorisce l’accrescimento delle ossa; anche quelle donne abbastanza adipose non avranno osteoporosi dato che il grasso forma estrogeni quindi fanno una prevenzione fisiologica e non farmacologia. Esorta le donne ad uscire, passeggiare, stare al sole perché ad una certa età più che di osteoporosi si parlerà di osteomalacia ed il sole facendo produrre vitamina D all’organismo, cura la malattia. Termina con le sue caratteristiche battute: la donna che invecchia accusa mille malanni, ma non muore mai. Inoltre la donna fa di tutto con terapie farmacologiche ed estetiche per apparire giovani, l’uomo non lo farà mai, non adopererà creme e quanto altro né prenderà la pillola azzurra per sembrare più giovane.

Interviene Gherardo Gherarducci che come cardiologo conferma non esservi farmaci che facciano regredire l’arteriosclerosi, quindi la terapia preventiva va fatta prima che questa si presenti e non dopo. Va sfatata la credenza che la donna, favorita in età fertile perché protetta dagli ormoni, nella menopausa sia più sottoposta degli uomini agli infarti, anche se ha praticato per cinque anni terapia preventiva. Il rischio diviene uguale per ambedue i sessi e debbono comportarsi di conseguenza, movimento, evitare alcool e fumo, stare attenti alla dieta. Per quanto riguarda la maggior incidenza di fatti vascolari è utile che la donna in menopausa controlli spesso la coagulabilità del sangue. L’amico Gesi sottolinea che le statine sono farmaci importanti e in associazione con calcioantagonisti (farmaco ipotensivo) sembra abbiano un’azione favorevole alla prevenzione arterisclerotica.

Si sottolinea che indipendentemente dalla dieta, la donna in menopausa può avere un aumento del colesterolo che facilita le placche ateromatose e l’uso delle statine, che distruggono il colesterolo, può essere determinante alla prevenzione.

A questo punto il Presidente suona la campana e la riunione si scioglie tra svariati commenti.

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CAMINETTO DEL 11 OTTOBRE 2006
 
Il Presidente apre il Caminetto ricordando che il 21 Ottobre ci sarà l’IDIR (Riunione Distrettuale) a Lucca, dove dovrebbero partecipare tutti rotariani, e prega di prenotare presso il Segretario.
C’è un invito dal Rotary Club di Mosca per partecipare ad una serata di gala.
Ci ricorda anche del contributo di 100$ che ci verranno addebitati per il RF: tale provvedimento fu approvato nell’assemblea del 12 Luglio 06.
Il Governatore si raccomanda che i mesi di Ottobre, Novembre, Dicembre siano dedicati all’insegnamento sul Rotary Fondation: noi abbiamo programmato il caminetto di questa sera, un secondo caminetto il prima possibile e la Conviviale del 15 Novembre assieme al Galilei, dove parlerà la Dott,ssa Comes sul RF.
Avvisa anche che per quanto riguarda l’iniziativa per la prevenzione sulla droga, è stata espletata la parte burocratica presso il Distretto.
Cede la Parola a Carmine De Felice

LA FONDAZIONE ROTARY

Come voi ben sapete il Rotary nacque nel febbraio del 1905 negli Stati Uniti per volontà dell' avvocato Paul Harris che propose a tre imprenditori suoi amici il proprio progetto basato sull'amicizia, intesa in senso globale, ed il reciproco aiuto. Di li a poco l'idea prese piede e dilagò tanto che in una decina di anni nacquero club in tutto il mondo. Iniziarono a svilupparsi progetti di grande entità ed ad affluire risorse non solo dalle contribuzioni volontarie dei rotariani, ma anche da enti e singole persone che niente avevano a che fare con il Rotary ma che ritennero il Rotary un'associazione di grande affidabilità. Di conseguenza era necessario creare una organizzazione per la gestione di queste risorse in modo che potessero essere impiegate nella conduzione e realizzazione dei progetti con razionalità e senza dispersioni. Nacque cosi nel 1917 un organismo come fondo di dotazione e solo nel congresso internazionale del 1928 ricevette la denominazione "Fondazione Rotary". Dopo alcune sostanziali trasformazioni solo nel 1983 la RF ha assunto la configurazione attuale costituendosi in "società senza fini di lucro", si comporta pertanto come una qualsiasi società con l' obbligo dell' osservanza di tutte le disposizioni di legge comprese quelle tributarie previste dai codici degli Stati Uniti.
La funzione, ma direi meglio, la missione della Fondazione Rotary è quella di sostenere l'impegno del Rotary International nell'attuazione del proprio scopo cioè nel perseguimento della pace e della comprensione mondiale attraverso programmi locali, nazionali ed internazionali a fini umanitari, educativi e culturali. In particolare, nell'atto costitutivo, è previsto:
che la Fondazione conservi, investa, gestisca ed amministri tutti i fondi e le proprietà;
che nessuna parte del patrimonio e dei guadagni potrà andare a profitto dei dirigenti, degli amministratori e dei funzionari ad eccezione dei rimborsi di spese sostenuti per servizi svolti a favore della Fondazione.
La struttura della Fondazione Rotary comprende:
un Consiglio di Amministrazione a livello Centrale composto da 13 amministratori nominati dal Presidente del Rotary International di cui sei devono essere ex Presidenti del RI;
a livello periferico una commissione per ogni distretto e club con un numero di sottocommissioni pari alle attività ed i progetti previsti.
Il Consiglio di amministrazione, cosi come prevede il Regolamento della Fondazione, anch'esso approvato sempre nel congresso internazionale de11983, ha tra i suoi compiti quello di:
conservare, investire, gestire ed amministrare tutti i beni della fondazione compresi quelli di vendere, affittare, scambiare tali beni investire in titoli sia obbligazionari che azionari; amministrare e tenere sotto controllo tutti i programmi della fondazione;
promuovere l'immagine della fondazione;
assumersi le responsabilità per l' avvio di nuovi programmi della fondazione.
Vediamo allora come si finanzia la Fondazione Rotary .
Il finanziamento avviene solo attraverso contribuzioni libere e volontarie pertanto tutti possono contribuire anche i non rotariani ed gli enti che niente hanno a che vedere con il Rotary . La Fondazione contraccambia i donatori con gesti simbolici come il conferimento del titolo di "PH". Le donazioni più cospicue arrivano proprio dai non soci che, come ho già detto, ritengono la Fondazione Rotary molto affidabile. Nell'interno della fondazione vi sono diversi fondi a cui poter contribuire, i principali sono:
il fondo annuale programmi;
il fondo permanente;
il fondo polio plus.

Il fondo annuale programmi, accantona le donazioni per tre anni, adoperando la rendita per le spese di gestione della fondazione quindi trascorsi i tre anni impiega tutte le somme ricevute per finanziare i programmi selezionati dalla fondazione.
Il fondo permanente accumula tutte le somme ricevute e non le spende mai . Spende però annualmente la rendita di questo capitale trattenendo una piccola quota pari all'inflazione assicurando in tal modo per gli anni a venire un supporto finanziario alle attività della fondazione. Il fondo polio plus invece adopera subito tutte le somme ricevute per le spese del progetto che ha l' obbiettivo di eradicare la poliomielite dalla faccia della terra.
In ogni distretto, cosi come ho gia detto, è presente una commissione con tante sottocommissioni pari alle attività ed i progetti che si intende portare avanti.
Nell'annata 2006-2007 la commissione per la RF è presieduta dal P.P. Adriano Maestri del RC di Ravenna ed è a disposizione dei Club del distretto per fornire informazioni e sostegno affinché si rafforzi:
la partecipazione ai Programmi annuali della Fondazione;
il sostegno finanziario.
Le sottocommissioni, a cui è affidato il compito operativo sono:
Sottocommissione per il fondo programmi annuali.
Sottocommissione per il fondo permanente.
Sottocommissione per la polio plus.
Sottocommissione sovvenzioni dalla RF .
Sottocommissione borse di studio.
Sottocommissione scambi dei gruppi di studio.
Sottocommissione ex borsisti del distretto.
Solo alcune parole su due sottocommissioni che per quanto riguarda i Club sono di particolare interesse:
sottocommissione sovvenzioni dalla RF
I Club ed i Distretti possono preparare dei progetti e sottoporli alla RF per chiedere una sua partecipazione al finanziamento. Questi finanziamenti variano dal tipo di progetto e dal luogo in cui viene realizzato. Il tipo più comune di questo tipo di finanziamento è la "sovvenzione paritaria" (Matching Grants) ed è relativo a progetti da realizzare nel terzo mondo per migliorare le condizioni di vita. L 'intervento deve essere di tipo umanitario, educativo o sanitario. Altro tipo di intervento sono le "Sovvenzioni Distrettuali Semplici" sono pressoché identici come procedura rispetto alle sovvenzioni paritarie, ma hanno la caratteristica di poter essere impiegate in progetti che riguardano il territorio del distretto.
sotto commissione borse di studio.
Una delle principali attività della RF è la concessione di borse di studio che consistono nella possibilità, per giovani laureati o studenti con credenziali di altissimo valore, di trascorrere un periodo di tempo in un paese a loro scelta per specializzarsi o per conseguire ulteriori conoscenze professionali.
La seconda parte della conferenza ad un prossimo caminetto

Carmine De Felice

Prima di lasciarci il Presidente ci ricorda che abbiamo optato, per quanto riguarda la polioplus (visto che tale malattia è quasi scomparsa) di impiegare i fondi da noi raccolti per il progetto della potabilizzazione dell’acqua, seguendo le concessioni che il Governatore stesso ha illustrato.
Di seguito il Presidente fa consegnare le schede da votare per l’elezione del Presidente 2007 – 2008: chi vuole può presentare le schede votate subito oppure consegnarle alla prossima conviviale.
Ringrazia ed omaggia De Felice per la chiara esposizione annunciando una prossima riunione per completare l’esposizione sulla Rotary Fondation.

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CONVIVIALE DEL 18 OTTOBRE 2006
 
Alcuni dei soci presenti alla conviviale
Il tavolo della presidenza e due momenti della premiazione al relatore Giuseppe Barsotti
 

Il presidente ricorda ai presenti l’IDIR del 21 Ottobre a Lucca ed invita tutti a partecipare. Presenta il curriculum dell’oratore Giuseppe Barsotti: viene da famiglia di imprenditori, il nonno creò una società di produzione agro – alimentare per attività di catering che è tuttora operante, il padre creò una catena di supermercati in Toscana, la SMEC successivamente ceduta. Attualmente, dopo la scomparsa del padre gestisce sempre la società agro alimentare a San Prospero di Pisa, nel ’79 ha fondato una impresa edile, specializzata nell’edilizia privata. E’ presidente della Confindustria Pisana dal 2002, vicepresidente della Confindustria toscana, e componente della giunta della Confindustria nazionale.
(Nelle foto il socio Giuseppe Barsotti ed il presidente Francesco Lippi)

Beppe Barsotti ci parlerà della situazione dell’industria pisana e come vive i momenti attuali.

Dopo i ringraziamenti, Beppe evidenzia che Pisa ha la caratteristica di avere molti comparti industriali, dalla meccanica alla farmaceutica, alimentare ecc, in tutto 18 a differenza di altre province che sono limitate, vedi Lucca col cartaceo, Prato col tessile ecc; quindi, data la molteplicità, la nostra provincia può essere un test a livello nazionale. Le nostre sono aziende piccole o medie, rispecchia la esiguità della provincia (250.000 abitanti), le multinazionali preesistenti sono andate via per la non sicurezza specialmente fiscale, al contrario delle nostre che sono costrette a restare. I settori più importanti sono la meccanica con la Piaggio (4.000 dipendenti) con 40 - 50 aziende dell’indotto con un totale di 8.000 dipendenti. Le aziende esistenti guidate da validi imprenditori, stanno facendo un salto di qualità aiutate dalla Confindustria pisana che offre loro la disponibilità di servirsi delle valide competenze reperite nelle varie università, per una preparazione di internazionalizzazione, avere una gestione moderna, e competere a livelli internazionali. Altro settore è la moda, il cuoio e la conceria. Queste ultime, nonostante la crisi indotta dai bassi costi dei paesi orientali, con la tecnica e la fantasia i nostri operatori stanno emergendo a livello internazionale. Le ditte serie preferiscono i nostri prodotti perchè migliori come qualità e di lunga durata a differenza di quelli dei paesi orientali che costano meno ma sono di scadente qualità e di breve durata. Vi è un altro settore importante che riguarda la ricerca; si sono iscritte circa 150 aziende, sia per creare un nuovo prodotto, cercare un mercato ecc, in breve una ricerca a 360 gradi; sono piccole imprese che aspirano a diventare medie. Visto l’impegno le nostre imprese vanno incoraggiate a continuare e non a delocalizzarle chiudendo qui e riaprendo in Cina od altre nazioni asiatiche, come affermano alcuni nostri universitari. Non possiamo essere d’accordo con questa tesi perchè I° una nazione senza industria implode in meno di un anno II° perchè solo in Toscana abbiamo 400.000 colletti blu tra i 40 e 60 anni che non possono essere lasciati a se stessi ed è impossibile trasformarli in tecnici di nuove tecnologie o di bio ingegneria. e creeremmo dei ghetti di persone che lottano con la fame: inoltre tutti quanti abbiamo degli obblighi morali e civili cui dobbiamo fare fede. Quindi anziché delocalizzare bisogna rilocalizzare, costruire aziende di mercati nuovi per mercati nuovi. Porta ad esempio un imprenditore che ha impiantato uno stabilimento di componenti per motociclette in India dove esistono moltissime fabbriche di tali veicoli più grandi della Piaggio con vendite importanti; ha incontrato visto la professionalità e serietà con la conseguenza che, migliorando la sua azienda in toto, migliora anche l’azienda locale. Altro esempio è un’impresa che produce le migliori macchine al mondo per lavorare il legno, specie per le sedie: in questa fabbrica sono tutti ingegneri, il lavoro manuale è fatto da robot, e la qualità è eccellente. Quindi anche nelle dimensioni piccole si può competere giocando sulla qualità, capacità, competenze e progettualità. Nei servizi che la confindustria offre accenna ad un loro progetto, cui hanno aderito 30 aziende, per aiutarle ad internazionalizzarsi mettendo loro a disposizione esperti fiscali tecnici legali ecc. Certo il salto di qualità possono farlo solo gli imprenditori che prevedono e non quelli che vedono solo il momento attuale attaccandosi al dire che hanno sempre fatto quello e, forse per paura, non vogliono cambiare: questi sono destinati ad una chiusura in breve tempo. La Confindustria offre altri servizi correnti tipo la preparazione di buste paga, consulenze fiscali ecc, inoltre mette a disposizione esperti per monitorare il personale da assumere ad alti livelli (le piccole imprese non possono avere una struttura così complessa come le grandi). A questo punto cambia argomento e parla della finanziaria che è un problema legato strettamente allo sviluppo delle aziende. Nel Luglio e Agosto 2006 dopo lunghe discussioni fu raggiunto e firmato un accordo tra Governo e Confindustria dove la parte essenziale era che il TFR, restava a disposizione del lavoratore e che poteva investirlo dove voleva, nella ditta o in fondi di risparmio. Dieci giorni fa il governo ha deciso di passare tutto all’INPS con una doppia rimessa. Per il dipendente: la ditta dava una rendita del 3,5% contro il 1,5% dell’INPS. Per l’azienda: sia per un conto economico che incide ben poco, mentre notevole per il conto patrimoniale. Col TFR le ditte si auto finanziavano, oggi mancando questa liquidità devono ricorrere a crediti bancari col pagamento di notevoli interessi. Inoltre durante la propaganda preelettorale fu sbandierato l’abbattimento del cuneo fiscale di 5 punti che serviva per la competitività. Oggi, come giustamente ha detto un giornale, "gli industriali sono stati presi per il cuneo", infatti il cuneo si è ridotto a circa l’1% e dobbiamo arrivare al 2008. Altro grave problema è la legge delega: problema già discusso anche con il governo precedente. Con l’attuale sembrava esserci un accordo, invece Pecorario Scanio ha cancellato la legge delega e tutti gli scarti primari e secondari sono paragonati a quelli tossici che devono essere smaltiti in tempo reale con costi proibitivi. Le industrie farmaceutiche, chimiche e paradossalmente le imprese edili (gli scarti si pesano a tonnellate) saranno costrette a chiudere o a mettere prezzi proibitivi. Barsotti si sfoga su quanto detto dagli artigiani tramite un giornale, che gli industriali sono degli evasori; l’industriale che fornisce opere compiute a terzi, deve fatturare tutto, mentre sono gli artigiani ad evadere. Per vedere lo spreco basta analizzare la finanziaria e si vede che su 700 miliardi per i servizi ben 660 miliardi servono per le spese correnti quindi resta ben poco per i servizi. Ma le tasse si pagano per avere questi ipotetici servizi e non per pagare spese improduttive. Invece queste aumentano: quando furono create le Regioni fu detto che sarebbero state abolite le Province, invece sono aumentate e aumentano quindi le spese di gestione. E’ chiaro che l’industria per progredire ha necessità della ricerca e dell’università, ma in questa finanziaria non c’è un euro né per la ricerca né per l’università, cosa che era già avvenuto nei governi passati. Non si è pensato a tagli alle spese, ma c’è un aumento di queste che si dice verrà recuperato con la fiscalità. Fra parentesi accusa anche il governo precedente che con la maggioranza che possedeva poteva fare una vera riforma della macchina governativa. Conclude col dire che questa macchina è vecchia e va cambiata di sana pianta e dobbiamo vivere con la speranza che in futuro qualcuno ci pensi. Devono cambiare le regole per poter lavorare e ridurre la spesa corrente che è esagerata. Fa un’ultima previsione fantasiosa: l’INPS diverrà una grossa cassa economica ed è diretta da sindacalisti (nel nostro governo fra le otto massime dirigenze ben sette sono sindacalisti), verranno impegnati in fondi gestiti dal tesoro che a sua volta è diretto da sindacalisti, e questi arriveranno al setto piano dirigenziale del palazzo della confindustria. Con questa catastrofica previsione chiude la conferenza.

Da una discussione emerge che la confindustria non può sostituirsi al governo e disporre, ma proporre e può solo contrattare con discussioni fino al raggiungimento di un accordo. Per quanto riguarda la ricerca viene sottolineato che nonostante sia stato un piatto di risonanza nella propaganda elettorale, questo governo è deciso a non fare niente ed è per questo che i migliori cervelli italiani scappano all’estero dove c’è possibilità di lavorare per la ricerca.

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CAMINETTO DEL 25 OTTOBRE 2006
 

Il Presidente apre la riunione leggendo e commentando la lettera del mese di Novembre del Governatore (CLICCA QUI) dove ci ricorda che è la Fondazione Rotary a gestire i fondi a scopi benefici recepiti dalla Rotary International. Il presidente ci assicura che abbiamo seguito le direttive del Governatore, per quanto riguarda il R.I., facendo due caminetti a cura di De Felice ed una conviviale interclub con il Galilei il 15 Novembre dove parteciperà la dott.ssa Comes di Firenze.
Durante la lettura della lettera il Presidente mette in risalto due punti:
Lo scambio di gruppi di studio = quest’anno il gruppo di studio del nostro distretto si incrocerà con quello del distretto 5890 di Huston del Texas.
Volontari del Rotary = gruppo di soci esperti nei vari campi, specie medicina, per aiutare gratuitamente popoli del terzo mondo particolarmente bisognosi.
Per quanto riguarda il contributo al R.I. abbiamo deliberato l’offerta di 100$ di cui decideremo l’utilizzo, anziché offrire una conviviale.
La lettera ricorda le manifestazioni del Premio Galilei di Pisa e del DIR a Lucca. Un ricordo particolare alla riunione SERF del 2 Dicembre a Reggio Emilia.
Il Governatore ci avvisa che il mese di Dicembre è dedicato alla Famiglia.
Parlando del programma delle visite del Governatore ai vari Club, il Presidente ci ricorda che c’è stato un incontro con l’aiutante del Governatore che si è dichiarato soddisfatto del nostro operato. Per quanto riguarda la visita del Governatore, il Presidente raccomanda ai Presidenti di Commissione di redigere una breve relazione da presentare al Governatore stesso durante la sua visita. Tale relazione è bene prepararla in tempo utile per poterla discutere prima inter nos.
Infine il Presidente annuncia che il 27 Ottobre alle ore 17,30 presso il palazzo della sede dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano si terrà una cerimonia dove il Presidente del Consiglio della Regione Riccardo Nencini premierà il nostro socio cav. gran croce dott. Rodolfo Bernardini per l’pera da lui svolta. Il nostro Presidente ci invita a partecipare numerosi per omaggiare un nostro socio veramente meritevole.

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