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Caminetto del 11 Aprile 07
Premio Pacinotti
Conviviale del 18 Aprile 07
Caminetto del 25 Aprile 07 |
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CONVIVIALE DEL 4 APRILE 2007 |
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Una panoramica del tavolo della presidenza: il Presidente col Dott.
Grasso: il Presidente omaggia il Prof Carlucci |
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La solita carrellata dei tavoli dei soci: sotto, la foto al centro, il
Presidente omaggia il dott. Grasso dopo la conferenza |
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Conviviale del 4 Aprile 2007
Dopo la cena, il Presidente rivolge un caloroso
saluto all’amico Rodolfo Bernardini che dopo un lungo periodo di assenza
causa malattia, ritorna con la gioia di tutti noi dimostrata da un
caloroso applauso. Presenta gli ospiti, il dott. Riccardo Grasso,
Direttore Amministrativo dell’Università di Pisa, sottolineando il suo
operato nel periodo in cui si occupava della Scuola Normale di Pisa, e
della Signora Graziella; il Prof Fabio Carlucci, Prorettore per i
rapporti con il territorio, e la Signora Elisabetta. Al tavolo della
presidenza siede anche l’amico Zanotti e Signora. Invita gli ospiti alla
serata del "passaggio della campana" a San Giuliano Terme nel corso
della quale verranno assegnate delle borse di laurea a 5 neolaureati che
sono alla fine del dottorato. Ci ricorda le date del 13 Aprile alle
10,30 per la consegna del Premio Pacinotti alla figlia di Guglielmo
Marconi (la sera non ci sarà la Conviviale) inoltre da ricordare per il
mese di Maggio il 5, per l’interclub (Pisa Pacinotti, Pisa, Pisa
Galilei, Cascina, Pontedera) al My Hotel per la chiusura del progetto
acqua ed energia. Ricorda anche il congresso a Montecatini e, vista la
vicinanza, prega i soci di essere presenti numerosi. A questo punto
passa la parola all’oratore Riccardo Grasso.
Di seguito i curriculum degli ospiti:
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Direttore Amministrativo
Dott. Riccardo Grasso
e-mail:
r.grasso@adm.unipi.it
Curriculum vitae
Riccardo Grasso è nato a Catania il 2.4.1956.
Ha
conseguito: nel luglio del 1974 la Maturità Classica presso il L
Ginnasio 'N.Spedalieri' di Catania; nel febbraio del 1980 la
Laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Catania; nel
novembre del 1982 l'abilitazione all'esercizio della professione
di procuratore legale presso la Corte d'Appello di Catania.
È risultato vincitore tra l'altro dei seguenti concorsi:
Concorso nazionale per esami a consigliere della carriera
direttiva amministrativa delle segreterie universitarie bandito
dal Ministero della Pubblica Istruzione (anno 1982);
Concorso per esami a 1 posto di dirigente presso la Scuola
Normale Superiore di Pisa (anno 1996).
Incarichi professionali e attività curate in ambito
universitario:
Dal novembre 1982 al febbraio 1998 è stato alle dipendenze della
Scuola Normale Superiore di Pisa, ricoprendo i seguenti
incarichi
. responsabile dell'Ufficio affari
generali, (legale, convenzioni contratti, atti normativi,
ricerca scientifica) dal 1982 al 19~ .
responsabile dell'Ufficio rapporti internazionali
e dei programmi comunitari dal 1982 a11998;
. responsabile dell'organizzazione
amministrativa dei corsi e attività di orientamento
universitario dal 1993 a11995;
. vice Direttore amministrativo dal
gennaio 1994 al febbraio 1998;
. Dirigente responsabile dell'Area
Amministrativa per le attività istituzionali (segreteria
studenti, affari generali e legali, procedure negoziali)
dall'aprile 1996 al febbraio 1998;
. membro di numerose Commissioni di
studio relative tra l'a all'applicazione della Legge 168/1989 e
del Decreto Legislativo 29/1993, alla definizione della pianta
organica e dei carichi lavoro, al regolamento delle missioni, al
regolamento per Il attività conto terzi, allo Statuto, al
regolamento amministri contabile, al regolamento didattico e al
regolamento di organizzazione.
Dal febbraio 1998 è alle dipendenze dell'Università di Pisa
ricopre i seguenti incarichi :
. Dirigente responsabile del
Dipartimento Amministrativo pe attività istituzionali ( dal
febbraio 1998 al 31 marzo 2003) ; .
Direttore Amministrativo vicario (dal gennaio
1999 al 31 rr 2003).
. Direttore Amministrativo (dal1 °
aprile 2003).
Attività varie:
. è stato membro del Consiglio
Direttivo e della Commissione il personale presso la Scuola
Normale superiore;
. è stato membro del Consiglio di
Amministrazione e segretario della Fondazione Giorgio Pasquali,
che assegna ogni anno premi di studio a giovani laureati,
. è segretario della Fondazione
Collegio Puteano che assegni annualmente borse di studio a
giovani iscritti ai Corsi di lal dell'Università' di Pisa;
. ha svolto consulenza esterna in
materia di appalti pubblici (Soprintendenza ai Beni A.A.A.A.
Pisa, Provincia di Lucca); . ha
tenuto corsi di formazione per il personale
tecnicoamministrativo;
. si è occupato di attività
relative alla Comunicazione, alle pubbliche relazioni, alla
carta dei servizi e alla certificazione della qualità.
Segreteria
Palazzo Vitelli
Lungarno Pacinotti, 44 - 56100 Pisa
tel. +390502212112 - fax +390502212588
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Prorettore per i rapporti con il
territorio Prof Fabio Carlucci
e-mail: fcarlucc@vet.unipi.itProfessore Ordinario
di Clinica chirurgica veterinaria
Dipartimento di Clinica veterinaria Facoltà di Medicina
veterinaria
Curriculum vitae
. Laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università di
Pisa il 10 Novembre 1972 ed abilitato all'esercizio della
professione di Medico Veterinario nella stessa Università nel
1973
Titolare di un posto di Contrattista presso la
cattedra di Medicina Operatoria Veterinaria dell'Università di
Pisa dal Gennaio 1975 sino al 31 Agosto 1981
. Beneficiario di una Borsa di studio del CNR presso il
Department of Clinical Veterinary Medicine
dell'Università di Cambridge dal 1 Febbraio 1976 al 31 Gennaio
1977
. Ricercatore confermato presso la Clinica Chirurgica
Veterinaria di Pisa dal1 Agosto 1980 sino al18 Febbraio 1987
. Professore Associato in Anestesiologia Veterinaria dal
19 Febbraio 1987 al 31 Ottobre 1990
. Professore Associato in Patologia Chirurgica
Veterinaria dal1 Novembre 1990 al 31 ottobre 1993
. Professore Ordinario di Clinica Chirurgica Veterinaria
dal 1 Novembre 1993
. Direttore del Dipartimento di Clinica Veterinaria
dell'Università di Pisa dal 1997 al 2005
. Direttore del Centro di Ricerca e Formazione in
Chirurgia Mininvasiva nel contesto dell'area vasta dal 24 Maggio
2006
Attività scientifica
L'attività scientifica del Professor Carlucci è documentata
da tre testi, da quattro monografie e da più di 150
pubblicazioni.
I principali temi di ricerca sono: chirurgia generale,
traumatologia e microchirurgia. Attualmente è impegnato in:
. impiego di guide bioerodibili
funzionalizzate con fattori di crescita e/o cellule staminali
nella nerve
regeneration
. effetti della Galvanizzazione nei perni filettati
impiegati in traumatologia
. impiego di ancore di sutura in titanio quale mezzo di
stabilizzazione di articolazioni in presenza di lesioni tendinee
e legamentose nel cane
. impiego delle cellule staminali nel trattamento di
lesioni tendinee nel cavallo
Progetti attuali
. Trasferimento del Dipartimento di Clinica Veterinaria
dalla Facoltà di Medicina Veterinaria all'area di S. Piero a
Grado con inizio della sua operatività dal 18 Marzo 2000.
. Acquisizione dall'Università di Pisa del finanziamento
per la costruzione del secondo lotto del Dipartimento di Clinica
Veterinaria.
Segreteria dei Prorettori
Palazzo alla Giornata
lungarno Pacinotti, 43 - 56100 Pisa tel. +39 050 2212310 fax +39
050 2212305 |
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Inizia col fare un’escursus storico politico della
situazione universitaria dagli anni 60 ad oggi specificando quali siano
state le aspettative (viste le promesse elettorali) e quanto in concreto
sia stato fatto. Sottolinea il fatto che, nonostante le promesse pre
elettorali, la situazione dal punto di vista gestionale ed
amministrativo sia restata pressoché uguali: al contrario c’è stato, e
continua ad esserci, un aumento delle iscrizioni e dei corsi di
insegnamento. Nel contempo sono bloccate le assunzioni per il personale
sia docente sia amministrativo per cui si deve ricorrere al precariato;
va sottolineato che la mancanza di ricercatori porta un danno alla
gestione dell’Università dato che sono indispensabili se vogliamo una
gestione autonoma degli Atenei; infatti questa può venire in buona parte
dalla vendita e sfruttamento di brevetti che escono dai laboratori di
ricerca. Affronta poi la situazione dell’Università di Pisa, che
nonostante tutto è una fra le migliori d’Italia e dell’UE. Fa una
dettagliata descrizione della situazione manageriale rilevando le
carenze economiche e dei mezzi che sono indispensabili per la
realizzazione dei programmi. Illustra anche i progetti in aiuto agli
studenti e per snellire l’insegnamento dell’Università aggravata da un
eccessivo numero di corsi. Fa una riflessione: molto presto un gran
numero di docenti andrà in pensione, ma mancano forze giovani e
preparate per sostituirli efficacemente, data la carenza di ricercatori.
Questa una sintesi molto ridotta di quanto il Dott.
Grasso ha esposto, e per chi vuol saperne di più di seguito inserisco
una relazione dettagliata stilata dello stesso Dott. Grasso che molto
gentilmente ha voluto inviarmi per far conoscere a fondo il grave e
pressante problema dell’Università che deve interessare tutti i
cittadini italiani.
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Relazione del Direttore Amministrativo
Dell’Università di Pisa Dott. Riccardo Grosso
1.
IL CONTESTO ESTERNO DI RIFERIMENTO
Lo scorso anno nel corso della campagna elettorale le Università hanno
cercato un dialogo con la politica e da questa avevano tratto
aspettative che avrebbero dovuto concretizzarsi con la formazione del
nuovo governo. Si chiedeva un forte cambiamento delle politiche
universitarie nella certezza che il futuro del Paese sia anche legato ad
Università che adempiano con efficacia alla propria missione.
Negli ultimi mesi dello scorso anno ( mesi della finanziaria in
Parlamento) le Università sono nuovamente balzate agli onori della
cronaca sui giornali e portate alla ribalta dell’opinione pubblica
italiana
Obbiettivi del dibattito
=mettere al Centro le università come uno dei motori per lo sviluppo
dell’Italia
=assegnare risorse aggiuntive
=assicurare un efficace ricambio generazionale con nuovi ricercatori
Chiusa la partita della finanziaria niente è successo e tutto è rimasto
come prima salvo l’Agenzia per la Valutazione del sistema universitario,
il blocco alla proliferazione di sedi universitarie e telematiche, il
piano ricercatori ed un aumento di fondi per la ricerca.
Per comprendere il presente e verso quale meta si va bisogna volgere lo
sguardo all’inizio della seconda metà del secolo scorso ed al contesto
esterno di riferimento rispetto a cui si muove l’Ateneo pisano. I mali
del sistema hanno radici antiche e scontano il grave ritardo con cui si
è dato avvio all’autonomia universitaria riconosciuta dalla nostra
costituzione (art.33)
Fino al 1989 l’autonomia è totalmente mancata e questo è stato grave
soprattutto nel periodo contrassegnato dal passaggio
= dalla centralità del sistema educativo primario a quello terziario
=da una università di elite ad una di massa (dai piccoli ai grandi
numeri)
=dal modello guidato dell’offerta al modello della domanda esterna (staekholders)
=dal crescere dei laureati (dal 10% al 25% tra il 1950 ed il 2000)
- Infatti si richiedeva
= efficacia ed efficienza del sistema
=governance efficace
=adeguate risorse
= formazione di qualità in relazione alla domanda
= programmi innovativi di ricerca
- Invece si versava in questa situazione
=Inesistenza della funzione di governo essendo tutto deciso dal centro
attraverso l’allocazione delle risorse ( si ci limitava a gestire la
didattica e la ricerca; il resto - l’amministrazione- era più centrale
che locale)
= Processo decisionale discendente (dall’alto al basso e dal generale al
particolare)
=Offerta rigida, limitata ed uniforme con il principio inderogabile del
valore legale della laurea
=Organismi interni totalmente scollegati e privi di comunicazione
bidirezionale
=Organici degli Atenei squilibrati e sistema governato da regole poco
chiare
In questi anni (1970-1990) in conseguenza del vorticoso aumento degli
iscritti si varano:
= piani straordinari per l’edilizia universitaria
= piani per l’incremento del numero delle Università statali
= piani per la stabilizzazione dei precari (anni 70)
- Con la legge del 1980 si pensava di aver risolto i problemi ma fatta
la riforma della docenza ed avviati i Dipartimenti e i dottorati
l’autonomia è ancora da venire spostando in avanti i problemi irrisolti.
E’ con la legge del 1989 che i problemi concretamente si avviano ad
essere affrontati anche se ancora siamo lontani da una loro soluzione
L’università è ancora oggi un cantiere aperto di cui non si riesce a
scorgere la fine.
Eppure la legge del 1989 aveva dato grandi speranze.
=definizione della governance e responsabilizzazione degli atenei
= ordinamenti didattici flessibili correlati alla domanda ed ai bisogni
della società
= autonomia finanziaria con risorse legate alla performance degli
Atenei.
Ben 18 anni di riforme non hanno ancora sciolto i nodi più importanti:
= governance immutata basata sul rapporto Rettore –CDA- SA
= autonomia finanziaria sulla carta che si è tradotta in decremento
costante ed inesorabile di risorse ( c’era bisogno di un piano
straordinario di incremento dell’FFO del 10% annuo per almeno 5 anni)
= autonomia didattica (3+2) ( DM 509 del 1999)attuata solo in parte ed
oggetto di modifiche (DM 270/2004) (1+2+2)
= numero di abbandoni ancora alto e n. laureati ancora basso rispetto al
quadro europeo a fronte di un significativo aumento del n. di iscritti)
= mancata risoluzione del problema legato al valore legate del titolo di
studio
=freno alla proliferazione dei corsi di laurea e alla nascita di nuovi
Atenei
E questo mentre le dichiarazioni della Sorbona e di Bologna impegnavano
33 paesi europei a varare un sistema universitario convergente e
competitivo, finalizzato a incentivare
=collaborazioni e scambi tra Atenei
= leggibilità raffrontabilità e spendibilità dei titoli accademici
= mobilità di docenti e studenti
= valutazione del sistema ed accreditamento come forma di garanzia di
qualità
=spazio europeo della ricerca
Dati tra i più significati degli ultimi anni (1994 -2004)
=risorse finanziarie raddoppiate tra il 1994 ed il 2004 (+ 16.450
milioni di euro) rappresentano il 73% delle entrate complessive
=quota PIL destinata al sistema passata dal 0,65 al 0,80 (dovrebbe
essere almeno 1,2 per essere in linea con la media UE)
=le tasse rappresentano il 12% delle entrate; la spesa media pro-capite
degli studenti nel 2004 è di 700 euro; (quattro volte in più le private)
= le spese per il personale rappresentano la parte più rilevante delle
uscite( media nazionale 62%); docenti poco meno di 100 mila di cui il
60% di ruolo ( + della metà superano i 50 anni); i tecnici e gli
amministrativi sono circa 60 mila.
=il numero delle Università supera i 90 ( a ottobre 2006 n. 93 di cui 66
statali e 27 private- 10 telematiche)
= il n. dei corsi di studio supera gli 8.000 di cui 3500 di primo
livello e 1600 di secondo livello)
= a fronte di 1.800.000 sono circa 330.000 gli immatricolati ( i settori
più gettonati sono giuridico, economico statistico ed ingegneria)
= si laureano circa 27 iscritti su 100 e di questi poco meno della metà
hanno meno di 25 anni.
2.L’UNIVERSITA’ DI PISA
Il nostro Ateneo negli anni 90 di pari passo con il
riconoscimento dell’autonomia al sistema universitario ha
= approvato lo Statuto , adeguato la gestione finanziaria alla autonomia
concessa e messo a punto la macchina amministrativa preposta alla
gestione applicando il principio della separazione tra politica e
gestione
= ha dipartimentalizzato tutte le strutture finalizzate alla ricerca,
fermo restando le strutture base finalizzate alla erogazione della
didattica( (le Facoltà ed i corsi di Studio)
= ha avviato nel 2000 i nuovi ordinamenti didattici nascenti dalla
riforma del 99
Alcuni dati significativi dell’Ateneo pisano (rif. A.2006 o A.A.
2006-2007)
= 11 Facoltà
= 55 Dipartimenti
= 25 Centri di ricerca
= 14 Centri Bibliotecari
= 164 corsi di studio (84 + 80)
= 52,000 iscritti di cui più di 11.000 immatricolati (71% dalla Toscana-
23,5% da Pisa e Provincia- 29% da altre regioni)
= 3.800 laureati di cui il 60% prosegue per la specialistica
= 3350 tra personale docente (1800) e personale t.amm (1550) di ruolo
=Entrate per 370 milioni di euro di cui 250 dallo Stato (68%) e 100 mil
da entrate proprie (27%);delle entrate proprie 52 milioni sono
rappresentate dalle tasse (14%)
=Uscite per 377. milioni di euro di cui 250 per risorse umane ( 68%) 20
mil. per l’edilizia (6%), 40 mil. per la didattica ( 11%) e 16 mil. per
la ricerca ( 5%)
= Piano pluriennale di edilizia universitaria con un impegno di risorse
nel lungo periodo pari a Euro 300 mil. di cui 140 nel triennio 2007-2009
I dati ci dicono come l’Università rappresenti un sistema complesso che
va gestito mutuando ove possibile dai modelli propri di un’Azienda
privata:
= devono essere gestite le risorse a disposizione
= devono scegliersi le priorità
= si deve programmare, gestire, controllare e valutare
L’autonomia comporta una maggior libertà di scelta e di azione ma
implica l’assunzione di maggiori responsabilità. Implica inoltre un’
attenta valutazione delle spese per il personale che da sole
rappresentano la quasi totalità dei trasferimenti statali
Ecco come si sta muovendo l’Università ( vedi relazione del Rettore
inaugurazione A.A)
Risorse umane e finanziarie
In un quadro complessivo di contenimento della spesa pubblica e dei
trasferimenti statali l’Università ( con FFO praticamente non aumentato)
ha dovuto prevedere un contenimento del turn-over del personale
privilegiando nel quadriennio 2007- 2010 l’assunzione di ricercatori e
del personale precario tecnico amministrativo. L’incidenza maggiore è
legata agli aumenti stipendiali che lo scorso anno sono pesati per circa
5 mil. di euro. Per esse l’Università avrebbe bisogno di vedersi
aumentare l’FFO per almeno il 5% nei prossimi 5 anni per recuperare
quanto speso dal 2000 e a regime fino al 2010. ( nel 2007 gli aumenti
stipendiali peseranno per complessivi 35 mil.di euro).
b) Didattica e servizi agli studenti
E’ in corso l’avvio della verifica della propria offerta didattica a
7 anni dalla riforma e nell’ottica di attivare nei termini di legge le
modifiche del DM 270 (1+2+2).
Dati positivi: aumento n. laureati, riduzione tempi di laurea,
riduzione abbandoni aumento domanda di istruzione
Dati negativi: eccessivo n. Corsi di studio, diminuzione e
semplificazioni materie di base ( si rischia il super liceo mentre si
delineano due modelli di università, l’uno di solo insegnamento e
l’altro in cui si coniugano didattica e ricerca con formazione di
eccellenza)
Sono obbiettivi da raggiungere: riduzione dei corsi con
accorpamento in curricula, miglioramento della preparazione di base,
offerta didattica in linea con il mercato del lavoro (vedi progetto
Stella),stretto legame fra didattica e ricerca.
Sul versante dei servizi agli studenti obbiettivi sono il loro
potenziamento utilizzando le nuove tecnologie (servizi via Web ,Alice,
Diogene, Unipos, domanda laurea),potenziando il sistema di orientamento
con le Scuole, i tirocini e facilitando la preparazione linguistica ed
informatica. Dovrebbero anche essere perseguiti obbiettivi finalizzati a
valutare la formazione in entrata ed ad attivare corsi di recupero.
c)Ricerca e trasferimento tecnologico.
Nella consapevolezza che la qualità della ricerca è il fondamento della
qualità della didattica e della capacità competitiva dell’Ateneo e che
essa consente di attrarre risorse umane (studenti e docenti e
finanziarie ( nuove risorse per la ricerca) l’università anche se in un
contesto di generale ristrettezze ha consolidato i finanziamenti di
Ateneo per la ricerca, ridisegnando i dottorati e istituendo vere e
proprie Scuole (nel 2006 si contano 17 Scuole e 12 corsi per un totale
di 52 dottorati).
Ciò è ancor più importante perché consentirà di essere valutati
positivamente dalla neonata Agenzia attirando finanziamenti
ministeriali: Vedi al riguardo le numerose classifiche mondiali che
vedono Pisa sempre ben piazzata tra gli Atenei italiani.
Contemporaneamente si muove per valorizzare e trasformare la ricerca
così da diventare risorsa per la comunità in cui opera e contributo al
territorio; si segnalano al riguardo
o
valorizzazione dei risultati della ricerca (31 brevetti)
o
collaborazioni con imprese e incubazione di nuove imprese
o
diffusione della cultura scientifica, tutela e valorizzazione del
patrimonio storico artistico (vedi la Cittadella Galileiana per
supportare i progetti di ricerca , i brevetti, i servizi alle imprese e
loro start-up) (vedi anche il museo della Grafica)
d)internazionalizzazione
L’università di Pisa si colloca ai vertici delle classifiche
nazionali per il sua dimensione internazionale
Sta sostenendo azioni mirate ad un’offerta didattica e di ricerca
attrattiva per studenti e giovani studiosi; sta incentivando la mobilità
studentesca con misure adeguate; sta ricercando partner per sviluppare
programmi i ricerca (vedi ad es. scambi con indiani e cinesi, america
del Sud, portale europeo della mobilità, sportello di accoglienza)
Sta inoltre sostenendo iniziative finalizzate a sviluppare e sostenere
le richieste di finanziamenti UE ( protettorato, accordi con gli Enti
locali per condividere servizi a Bruxelles, attivazione di un’ antenna
universitaria)
e) governance
E’ necessaria una nuova governance di sistema e di Ateneo; la
riforma è nell’agenda del governo e non è più rinviabile.
Il Miur dovrebbe
determinare gli obbiettivi strategici e le regole del gioco ( modello
strategico o a distanza)
fissare incentivi e disincentivi stimolando progettualità e
competitività
sanzionare e sostituirsi nel caso di mancato rispetto delle regole
misurare e monitorare le attività
assegnare le risorse mirate
In Ateneo le parole chiavi dovrebbero essere :
=autonomia e accountability
=suddivisione di poteri, maggiore capacità decisionale e chiara
attribuzioni di responsabilità
= trasparenza e partecipazione democratica
Si potrebbe pensare a un organo di indirizzo ( regolamenti, garanzia,
fiducia) ed ad un organo di gestione (budget e ripartizione risorse );
il rettore avrebbe i classici poteri di iniziativa e di alta
amministrazione mentre la responsabilità della gestione farebbe capo
alla Direzione generale che avrebbe il controllo delle risorse e
dell’organizzazione.
Per le strutture didattiche e scientifiche si ci dovrebbe indirizzare
verso logiche di delegificazione e decentramento.
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CAMINETTO DEL 11 APRILE 2007 |
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Caminetto dell’11 Aprile 2007
Questo caminetto è stato dedicato alle comunicazioni del Presidente chi
ci ricorda le date già segnalate in precedenza, e cioè:
Venerdi 13 Aprile pv premio Pacinotti con premiazione di Elettra Marconi.
Sabato 21 Aprile, Rotaract Club Carrara e Cassa, seminario sulla
alfabetizzazione.
Mercoledi 9 maggio, serata interClub con Rotary Cascina al MyHotel su
"Acqua e Energia"
Per le date che interessano le manifestazioni distrettuali il
14 Aprile 07 Seminario di Fondazione Rotary a Modena
5 Maggio 07 Assemblea distrettuale a Siena
26 – 27 Maggio 07 XXXV Congresso Distrettuale a Montecatini Terme
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PREMIO PACINOTTI DEL 13
APRILE 2007 |
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Premio Pacinotti Il 13 Aprile alle ore 10,30 nell’aula
magna della facoltà di Ingegneria si è svolta la cerimonia della
consegna del Premio Pacinotti alla Principessa Elettra Marconi in
memoria del padre Guglielmo. Tale premio è stato fortemente voluto dalla
"Associazione Pacinotti" ente ispirato dal Rotary Club Pisa Pacinotti,
sia per ricordare un insigne uomo che ha portato alto il nome
dell’Italia nel mondo, sia per far conoscere quanto si adopera la figlia
Elettra per recuperare i ricordi del padre. Da sottolineare
l’interessamento del Rotary Pisa Pacinotti presso i Rotary Club di
Boston e New Port in America dove è stata costituita la "Galileo Legacy
Foundation" per promuovere iniziative nel nome di Marconi come il
restauro del palazzo che fu del grande inventore nella città di Bologna.
In una sala affollata alla presenza di autorità civili accademiche e
militari, si è svolta la suggestiva cerimonia.
Sono presenti al tavolo della Presidenza il Preside
della Facoltà di Ingegneria Prof. Ing, Elio Vitale, la Principessa
Elettra Marconi, il Presidente dell’Associazione Pacinotti il Rag.
Sergio Bartorelli, il Prof. Ing. Giuliano Manara, il Prof. Ing. Luigi
Maffei, il Prof. Ing. Bruno Neri. |
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CONVIVIALE DEL 18 APRILE 2007 |
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Il tavolo della Presidenza |
Alcuni soci al tavolo |
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Una carrellata di tavoli occupati dai soci per la conviviale |
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Alcune immagini dell'oratore ANTONIO GIUNTINI durante l'esposizione
dell'argomento della serata "Il Parco di S. Rossore, la storia della
Villa" |
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Vari momenti dello scambio di doni tra il Presidente Lippi e l'oratore
Antonio Giuntini |
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Conviviale del 18 Aprile 2007-04-19 Il Presidente annuncia che siamo
al 50% come presenze. Parla della Cerimonia di venerdì 13 Aprile alla
Facoltà di Ingegneria dove è stato consegnato il Premio Pacinotti alla
Principessa Elettra Marconi. Ringrazia Bartorelli per la decisione di
dare il premio alla figlia di Marconi e Martorano per quanto ha fatto
per portare la cerimonia alla Facoltà di Ingegneria. Ci dice anche che a
coronamento della cerimonia c’è stato un ottimo buffet alla nostra sede:
visto il successo di questo annuncia che nella conviviale del 2 Maggio,
occasione in cui parlerà il Presidente della Croce Rossa Antonio Cerrai,
sarà servito un buffet come quello del 13 aprile. Continua a ricordare
la data del 5 Maggio, assemblea a Siena, il 9 Maggio al My Hotel per la
chiusura del progetto Acqua ed energia, con un interclub con i 5 Rotary
( Pisa, Galilei, Pacinotti, Cascina, Pontedera), il 16 Maggio si farà il
caminetto, mentre il 23 Maggio sarà dedicato al Caminetto e parlerà
l’amico Nannipieri, il 30 Maggio al My Hotel invitati alle 18 dal Comune
di Pisa per la presentazione del Piano Strategico della città di Pisa
(forse il Rotary Pisa organizzerà una cena, ma è tutto da decidere). A
questo punto passa a presentare l’oratore Antonio Giuntini che ci
parlerà del "Parco di S. Rossore, la storia della Villa". Giuntini è
l’amico che ci può permettere di andare, con lui, in luoghi che pochi
possono visitare, dato che è nella condizione, per il posto che occupa,
di poterlo fare. Tramite lui fu possibile di fare un passaggio della
campana alla villa del Parco, e il Presidente lancia la proposta di
organizzare una gita nel Parco non visitabile e poter mangiare in una di
quelle capanne lungo la riva dei canali. Il presidente decanta quella
natura dato che la conosce perchè in passato ci andava a caccia di
colombacci e uccelli acquatici e farà in modo di farci vedere di persona
ciò che l’oratore ci descriverà. |
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Giuntini
ringrazia dell’invito per poter parlare delle bellezze del Parco e della
Villa. Prima di entrare in argomento ritiene necessario fare un
preambolo storico. La Tenuta di S. Rossore è vasta 5000 mq ed è stata
l’ultima perla inglobata nel parco regionale Massaciuccoli Migliarino S.
Rossore che è vasta 24000 mq. Prima faceva parte delle proprietà della
Presidenza della Repubblica poi, con legge, è passata alla Regione e
questa ha affidato la gestione all’Ente Parco, che è un ente autonomo;
addirittura si può dire che oggi la tenuta è un’azienda. Vi sono ampi
spazi, boschi, pascoli per l’allevamento di bovini (recuperato il mucco
pisano) ed equini (cavalli da tiro e ad uso macellazione), spazi
palustri indispensabili per la natura, dato che sono meta di uccelli
migratori: la tenuta è essenzialmente adatta e pensata per la caccia e
la pesca. Infatti questo era l’uso che ne è stato fatto fin dal tempo
dei Medici, poi dei Lorena, dopo dei Savoia, successivamente della
repubblica Italiana, ed in ultimo della Regione Toscana fin quando non
ne è stata proibita la caccia e la pesca. La tenuta è ricca di piante
del bacino mediterraneo, con un ricco sottobosco, fiori particolari,
tutti i tipi di fungo che possano esistere nel territorio italiano; vi
abitano molti tipi di animali come i daini (da quando nel ’78 è stata
chiusa la caccia questi proliferano ed oggi sono circa 2000 mentre la
tenuta ne può ospitare 800, per cui i guardiacaccia ogni tanto sono
costretti a catturarli ed inviarli in tutto il mondo), cinghiali (questi
anche se prolifici sono meno dato che hanno difficoltà per il cibo
dovendo scavare per radici e tuberi, e per la presenza di animali
predatori come le volpi. Non devono superare i 500 ed il soprannumero
viene abbattuto e venduto nei negozi del parco), volpi, scoiattoli
(caratteristica una foto in basso di uno scoiattolo accanto ad una
rana), ghiri, conigli (sono molto prolifici ma la natura li ridimensiona
con periodiche epidemie di mixomatosi. I conigli morti vengono mangiati
dalle volpi e queste aumentano di numero; strano equilibrio della
natura), istrici ecc.. Poi vi sono molte qualità di uccelli migratori
sia primaverili sia autunnali tipo il martin pescatore, il Gruccione, o
tordo marino che ha caratteristica di essere il primo uccello migratore
che annuncia la primavera e nidificare a terra, molti uccelli acquatici
che una volta venivano abbattuti da cacciatori appostati nelle botti
(capanni a filo d’acqua), fagiani che quando era possibile cacciarli
venivano allevati in voliera e poi liberati per i cacciatori. Come si
vede tutto era improntato alla caccia, ne è esempio l’ingresso alla
tenuta tramite il "Ponte della Tromba", così detto perchè di qui
iniziava la cacciata al suono della tromba e per chi abitava nella
tenuta era bene starsene in casa se non voleva rischiare di essere
impallinato. Vittorio Emanuele III praticamente abitò nella tenuta dal
1900, anno in cui fu ucciso Umberto I, fino al ’43 anno in cui abbandonò
l’Italia dopo la guerra; era amante della caccia mentre i figli ed i
parenti erano appassionati di pesca.
Adesso si passa alla storia del Gombo: fin dal 1700
la spiaggetta era frequentata per fare i bagni di mare, praticamente era
la spiaggia dei pisani. A quei tempi, in zona, il mare era a
disposizione dei cittadini solo a Viareggio o a Livorno, allora i
Lorena, con Pietro Leopoldo II, tagliarono la strada del Gombo e
permisero ai pisani di sfruttare la spiaggia. La strada arrivava fino
alla "Torre del Gombo", uno dei tanti fortini costruiti sul lungomare da
Forte dei Marmi fino a Livorno per proteggere il litorale. Questi
fortini erano presieduti da 4 o 5 guardie che venivano rifornite con
mezzi speciali visto che non esistevano vie di comunicazione. Anche la
torre del Gombo era così, ma finita la strada fu facilmente
raggiungibile, ed un Pisano, un certo Ceccherini riuscì ad avere la
concessione, da parte dei Lorena, per lo sfruttamento della spiaggia: fu
adibita ai bagni per le persone malate, specie per la TBC e la malattia
del secolo, lo scrofolo, interessamento dei linfonodi nei malati di
tisi. Il Gombo rifiorì e si sviluppò, le baracche adibite a bagni (erano
divise da una staccionata per dividere gli uomini dalle donne) furono
sostituite da dei bagnetti e fu costruito uno chalet frequentato da
artisti lirici per rafforzare la voce, pittori ed altri. Per i fedeli fu
costruita una piccola cappella: il Gombo diventò un piccolo paese dove
abitavano oltre ai Ceccherini, dipendenti e contadini. Lo chalet aumentò
fino a divenire un albergo. Le cose restarono così fino al 1871, cioè
fino all’unità d’Italia e la cacciata dei Lorena. La tenuta passò ai
beni della corona ed i Savoia ne fecero una loro tenuta e Vittorio
Emanuele II, che mal sopportava estranei in casa sua, sfrattò i
Ceccherini che, con un contenzioso durato 10m anni, furono liquidati con
41.000 lire, gli fu dato tutto il materiale per la nuova costruzione,
del tutto simile a quella del Gombo, da farsi sulla riva sinistra
dell’Arno su un’area donata dai Savoia, dove c’era solo una casa torre,
uno dei tanti fortini di cui vi sono tuttora le vestigia: "il fortino di
Marina di Pisa". Nasce così Marina di Pisa dove era possibile arrivare
solo con la barca, ma in seguito i Ceccherini tagliarono una strada fino
a Pisa e Marina divenne per eccellenza la spiaggia dei Pisani anche
perchè fu loro precluso l’accesso alla spiaggia attraverso la tenuta di
S. Rossore. Nel Gombo le costruzioni aumentarono, caratteristica la
scuderia con al pianoterra le stalle dei cavalli ed il piano superiore
adibito ad appartamenti per il personale. Solo il Re e gli invitati
illustri potevano accedere alla tenuta e come già detto Vittorio
Emanuele III vi abitò dal ‘900 al ’43 preferendolo tutte le altre tenute
tipo Catel Porsano e quelle di Napoli. Per migliorare la fauna furono
immessi anche cammelli, si adattarono bene ed arrivarono a circa 200
unità che erano adibiti al lavoro dei campi dai contadini; non è raro
trovare vecchie cartoline con cammelli in piazza Duomo sotto la Torre.
Questi sparirono perchè furono mangiati dalle truppe mongole al seguito
dei tedeschi nell’ultima guerra: fu tentata la reintroduzione nel ’70
che fu un fallimento essendo cambiato l’equilibrio biologico della
tenuta. Durante la guerra il Gombo fu adibito a campo di concentramento
detto dei Mori (prigionieri di colore) mentre la zona dell’ippodromo fu
adibita a campo di concentramento degli Slavi (questi prigionieri in
seguito venivano inviati in quello generale di Coltano). La Villa fu
occupata dal comando tedesco ma gli americani la distrussero con
bombardamenti ed i tedeschi, in ritirata, minarono e distrussero tutto
ciò che potevano come la Villa a Cascina Vecchia che era l’abitazione
del Re (lo chalet del Gombo era adibito alla caccia). Restò un mucchio
di macerie fino al ’55 quando il Ministero degli "ex beni della Corona",
su sollecitazione dell’allora presidente Gronchi, pontaderese, fece
annettere i beni della corona alla proprietà del capo dello stato, come
fece per altre proprietà tipo Castel Porziano a Roma. Si lavorò a
riparare i danni e S. Rossore riprese, fu ricostruita una villa nel
solito posto della vecchia, alla fine della via del Gombo, con criteri
moderni; una struttura sorretta da una palafitta di travi cave d’acciaio
con una superficie di 640 mq tutta in parquet e divisa in camere e sale
(le cucine furono costruite in uno stabile adiacente) su progetto
dell’architetto Luccichenti che aveva fatto altre costruzioni all’EUR.
Gronchi la frequentò molto, Saragat vi andava a caccia come faceva Segni
e Leone (di questi falsamente si diceva che facesse strage di animali
addirittura con l’elicottero). Addirittura Segni fece sposare il figlio
nella cappella della tenuta e fece il pranzo nella villa; non solo ma
giorni dopo preparò un grande rinfresco per tutti i dipendenti, alcuni
dei quali conservano ancora la bomboniera. Vi sono stati ospiti illustri
come Juscar d’Estaing, Tito ecc. Fu Leone a proibire la caccia, ma
Pertini l’ha frequentata poco. Quando venne Cossiga, presentò molti
progetti ambiziosi fra cui quello di trasferire due greggi di pecore
sarde nella tenuta: il progetto, causa timore di epidemie tra animali,
fu bocciato e da allora il Presidente si disinteressò completamente
della tenuta, tentò di trasferire la proprietà ad enti pubblici ma non
fece in tempo a far approvare la legge adeguata; forse per ripicca fece
trasferire tutti gli arredi, compresi i lampadari e le tende, dalla
villa a Roma. Così la villa fu abbandonata e pian piano rallentò anche
la sorveglianza. Anche Scalfaro si disinteressò e negli ultimi mesi
della Presidenza riuscì a far votare una legge che trasferiva i beni al
demanio regionale. La villa fu ripristinata, furono fatti lavori di
messa a norma e di ammodernamento, come riscaldamento ed aria
condizionata, ed è servita ad ospitare personaggi illustri come Tony Blair
ed altri capi di stato. La villa viene anche concessa ad associazioni di
particolare rilievo e a ditte per convegni: in questo modo si riesce a
recuperare parte delle spese di mantenimento. Attualmente vi sono 8
camere con bagno arredate semplicemente, uno studio e delle sale che
scambiando mobili e mettendo sedie possono essere adibite a piccoli
congressi. Oggi la villa è aperta a tutti gli operai (prima c’era un
gruppo esclusivo per questa) restano solo 2 o 3 giardinieri adibiti
esclusivamente al giardino della villa. Il personale della tenuta è
stato notevolmente ridotto e da 130 che erano oggi vi sono solo 32
dipendenti: molti lavori vengono fatti da cooperative esterne.
Ringrazia dell’attenzione e cede la parola a Lippi il
quale ci dice che molte di queste notizie erano sconosciute ai più. I
soci presenti sono stati molto interessati e l’argomento espresso così
chiaramente che non vi sono state domande. Il Presidente ventila l’idea
di fare una gita collettiva nella tenuta di S. Rossore, di sabato e di
fare colazione in uno dei magnifici posti dove non si andare se non
accompagnati da Giuntini. Segue lo scambio di doni. |
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Una serie di immagini proiettate
durante l'intervento di Giuntini |
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La villa del Gombo come si presenta oggi |
Due squarci suggestivi dello stato naturale del Parco di S. Rossore |
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Cinghiali che vivono nel parco |
Un martin percatore, il merlo marino, il fagiano, migratori |
Daini selvatici. Una volta c'erano i dromedari |
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Vittorio Emanuele III a cacca e i figli a pasca |
Un quadro d'autore dell'epoca |
Il ponte della tromba |
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La villa che divenne anche olbergo |
Sopra le rimesse c'erano le abitazioni dei dipendenti |
Macerie della villa reali dopo la guerra |
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CAMINETTO DEL 25 APRILE 2007
SOSPESO PER FESTIVITA' |
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