ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto del 14 Febbraio 07    Conviviale del 21 Febbraio 07        Caminetto del 28 Febbraio 07
 
CONVIVIALE DEL 7 FEBBRAIO 2007
FESTA DEL CARNEVALE
 
Una carrellata di tavoli dei soci. Da notare il primo tavolo con i giovani del Rotaract assieme a soci del Pacinotti. Al centro il tavolo della Presidenza
 

Conviviale del 7 Febbraio 2007 Festa di Carnevale

Dopo la cena il Presidente saluta i soci presenti e ringrazia per l’alta percentuale, il 70%; in particolar modo il presidente del Rotaract Lorenzo Rossi, il Prefetto Insidia Gherardi, il Pastpresident Ignazio Bulgarella e la socia Sonia Salviano. Inoltre fa gli onori di casa al responsabile del teatro Verdi, Cerri con la Signora, che abbiamo già avuto l’onore di ascoltarlo in una precedente conviviale. Ci ricorda che il 9 Maggio 2007 si chiude il progetto "Acqua ed Energia", cui hanno partecipato i 5 Club della Provincia (Pisa, Pisa Galilei, Pisa Pacinotti, Cascina, Pontedera) assieme ad altri enti pubblici e la commissione "Acqua ed Energia" presieduta dall’amico Trivella. Siamo stati chiamati ad organizzare la serata del 9 Maggio, un mercoledì (al posto del nostro caminetto) presso il My Hotel. Abbiamo richiesto aiuto al Cascina ed ai soliti volonterosi ragazzi del Rotaract sempre disponibili a darci una mano. Fra parentesi ci avverte che ci ricorderà continuamente questa data. Ci fa presenta un’altra data, il 30 Maggio, anche questa cade di Mercoledì al posto di un Caminetto: si tratta dell’illustrazione del Progetto "Piano strategico di Pisa" presentato dal Sindaco. Sarà un interclub, ma solo come ospiti in quanto invitati assieme a personaggi ed enti pubblici cittadini. A questo punto presenta il Presidente del Rotaract Lorenzo Rossi che ci illustrerà gli obiettivi ed i programmi del suo Club.

Rossi inizia col ricordare che il Rotaract nasce 36 anni fa ed è formato da giovani dai 18 ai 30 anni. Il Club di Pisa ha una media di 26 anni, sono 28 soci e tre aspiranti. Sottolinea il fatto che il loro club ha la particolarità di avere soci, figli di rotariani, di tutta Italia data la presenza dell’università; no solo, hanno una ragazza francese ed una panamense, quindi possono vantarsi di essere internazionali. La loro strategia è quella di interessare e far lavorare tutti i soci, secondo le direttive del R.I.= facilitare la formazione per la leadership, e per formare futuri soci rotariani = , creando commissioni apposite in modo da realizzare più progetti e dare un maggior "service". Sono impegnati in varie attività come un laboratorio teatrale (è già stata presentata una tragedia di Aristofane), la creazione di un giornalino bimestrale del Club con l’evidenziazione delle attività svolte, raccolta di fondi con varie iniziative tipo vendite ed organizzazione di tornei di burraco per realizzare progetti locali e distrettuali come l’acquisto di due kit per autoambulanze e l’ampliamento di un padiglione del Mayer di Firenze; hanno acquistato dei sacchi a pelo per associazioni di soccorso. Molto importante il progetto a livello distrettuale del "Lavoroctaract" che sarà illustrato dal prossimo relatore. Termina col chiedere aiuto ai tre Rotary padrini per aiuti e consigli.

Parla il Pastpresident Bulgarella sul progetto del Rotary International detto "lavoroctaract". E’ questo un progetto in linea col dettato rotariano di formazione ed aiuto ai giovani. Si tratta di un database dove c’è una parte dedicata alla domanda ed uno alla risposta. Domanda da parte di un rotaractiano per un aiuto nell’inserimento del lavoro, specie libero professionale, e risposta di un rotariano affermato con attività propria disposto ad aiutare un giovane che ha voglia di imparare per affermarsi. Non è solo per guadagno, può anche essere uno stage gratuito, un acquisizione di cultura e pratica col doppio vantaggio di un soggetto rotaractiano che da garanzia di certi valori verso un rotariano che è pronto a formare un futuro socio rotariano. Questa non deve essere interpretata come un’agenzia di lavoro, ma come una richiesta di informazioni di vita vissuta da parte di rotariani, con l’esposizione teorica e pratica delle esperienze di professionisti affermati quali sono i rotariani. Sono le idee e gli esempi che possono aiutare questi giovani ad essere delle leadership. Sul sito del distretto c’è la pagina dedicata al rotaract che spiega questo progetto e mostra la rubrica di domanda e risposta.

Al termine il Presidente approva le attività illustrate ed incita i giovani a continuare, e per quanto riguarda il lavoroctaract ci ricorda che noi, tramite l’Associazione Pacinotti, ci siamo impegnati a fornire mezzi economici a giovani che trovavano difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, quindi a maggior ragione dobbiamo impegnarci ad aiutare con esempi pratici questi giovani proprio per continuare il percorso che abbiamo intrapreso: aiutare nell’inserimento del lavoro i giovani che ne hanno bisogno.

Ci ricorda anche che il 14 Marzo 2007,ancora un Mercoledì, verrà consegnato il Premio Pacinotti alla Principessa Elettra Marconi che sarà nostra ospite, ma la premiazione avverrà nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria e verrà premiata dal Preside di facoltà o dal titolare della cattedre delle Telecomunicazioni.

Passa quindi alla consegna delle medaglie ricordo a Rossi e a Cerri, e ricorda il primo spettacolo che fu fatto al Verdi dall’Associazione Pacinotti con Baudo e la Ricciarelli (a questo punto fa una breve cronistoria mondana delle vicende matrimoniali dei due artisti) che è stato l’inizio di una fattiva collaborazione ed amicizia con Cerri che ci aiuterà a realizzare i nostri progetti. A sua volta Cerri, visto la stima che abbiamo di lui, si mette a nostra disposizione perchè i progetti riescano nel migliore dei modi. Il Presidente suona la campana e chiude la Conviviale.
 

Le immagini a fianco della relazione sono in ordine discendente: il Presidente Lippi che parla. Il Presidente del Rotaract Lorenzo Rossi. Il Pastpresident del Rotaract Ignazio Bulgarelli. Un momento della premiazione a Cerri e Rossi da parte del Presidente Lippi
Per maggior chiarimento di seguito riporto gli interventi autografi degli interessati

Il Rotaract Club Pisa ha 36 anni di vita e conta ad oggi 28 soci e 3 aspiranti soci. L’età media, compresa tra i 18 e i 30 anni, Ë indicativamente di 26 anni. Il club Ë formato sia da soci studenti che da soci liberi professionisti, dottorandi e imprenditori. La realtà‡ del club pisano Ë una realtà cosmopolita, infatti, oltre ad avere soci di quasi ogni parte d’Italia abbiamo anche una socia francese che lavora e risiede qui da noi e una socia di origine panamense che frequenta l’Università di Pisa. L’obiettivo che io e il Consiglio Direttivo ci siamo posti fin da subito con un club così numeroso Ë stata quello di coinvolgere tutti i soci nelle attività e nella vita del club. Nel segno della continuità e della ricerca del miglioramento costante e continuo, per responsabilizzare, per coinvolgere ed impegnare tutti i soci, per moltiplicare le attività e i risultati del nostro Club, sono state create delle commissioni. Queste, di concerto con il Consiglio Direttivo, anche se in maniera autonoma, seguono delle linee guida e realizzano degli obiettivi.
Gli obiettivi, o meglio le idee e i progetti che ci siamo proposti di realizzare in quest’anno, sono stati delineati tenendo sempre presente i principi che guidano la nostra associazione da poco riformati dal Rotary International:
Sviluppare le capacità professionali e le doti di leadership dei soci;
Promuovere il rispetto dei diritti altrui, di principi etici e della dignità di ogni professione;
Fornire ai giovani l’occasione di affrontare le esigenze della comunità locale e mondiale;
Offrire l’opportunità di collaborare con i Rotary Club Padrini;
Motivare i giovani a diventare Rotariani.
Le commissioni che sono state attivate sono: commissione Lavorotaract e rapporti con i Rotary; commissione Azione Interna; commissione Interesse Pubblico e Relazioni Esterne e commissione Cultura e Sport.Molte sono inoltre le iniziative che stanno proseguendo dall’anno passato come, tra le più importanti, il Laboratorio Teatrale ed il giornalino del nostro Club. Alcune nuove idee inoltre hanno già preso forma, ma soltanto con l’impegno di tutti i soci potranno essere portate a termine.
Oltre ai service distrettuali e nazionali, riconducibili al progetto SOS 118 Bimbi e al progetto Dimensione Bambino in collaborazione con l’azienda Ospedaliera Anna Meyer di Firenze, il Club si sta impegnando anche in progetti locali. La volontà del Consiglio Direttivo Ë stata quella di raccogliere direttamente dai soci i suggerimenti per le attività di service locale da seguire quest’anno.
er meglio rendere l’idea delle iniziative che avremmo intenzione di realizzare, oltre alle numerose vendite di beneficenza effettuate ogni anno come la vendita delle candele e delle ortenzie per il Telefono Azzurro o delle arance per l’AIRC, abbiamo intenzione di aiutare con dei piccoli contributi alcune associazioni locali organizzando degli eventi culturali e sportivi per raccogliere fondi. A tal riguardo a dicembre abbiamo comprato e donato all’associazione Il Simbolo 10 sacchi a pelo per aiutare i senzatetto della nostra città.
Come Presidente auspico una maggiore partecipazione di tutti i Rotary Padrini, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista di supporto e guida, oltre alla partecipazione di tutti i soci per la realizzazione di tutte le iniziative che pensiamo di intraprendere durante questo anno rotaractiano. considerando anche che quest’anno il nostro club organizzerà l’assemblea distrettuale per il passaggio delle consegne. Un evento importantissimo che convoglierà tutto il distretto 2070 nella realtà pisana.
Il Presidente
dott. Lorenzo Rossi

PRESENTAZIONE “LAVOROTARACT”

Lavorotaract Ë uno dei progetti più importanti ed ambiziosi promossi dai Distretti Rotary e Rotaract 2070 per l’anno in corso.
Tale progetto, che si fonda sulla collaborazione tra il Rotaract e il Rotary, si inserisce nell’ambito delle azione dirette ad attuare il primo obiettivo delle Linee Guida del Rotaract, sintetizzato nella formula “sviluppare le capacità professionali e le doti di leadership”. A tal fine, il progetto si propone di creare opportunità di formazione ed orientamento per i rotaractiani mediante l’attivazione di stages, tirocini estivi ed uditorati presso imprese e liberi professionisti rotariani.
Il Lavorotaract si rivolge ai rotaractiani, laureati, laureandi o comunque interessati a fare un’esperienza di lavoro, e si articola in due fasi:.
1. attivazione di due banche dati pubblicate sul sito www.rotaract2070.org, nelle quali saranno inserite sia le offerte provenienti da imprese e da professionisti rotariani, sia le schede dei rotaractiani che avranno inviato i loro curricula alla Commissione per l’Azione Professionale. Le banche dati saranno in funzione a partire da settembre 2006;
2. creazione di contatti tra le parti finalizzati all’attivazione di stages, tirocini estivi e di uditorati. Le relative attività saranno svolte dai membri della Commissione per l’Azione Professionale, ognuno dei quali si occuperà di seguire l’evoluzione del progetto in una specifica area del Distretto.
Per l’area di Pisa, i rotariani e i rotaractiani potranno fare riferimento direttamente allo scrivente.
La Commissione per l’Azione Professionale del Distretto Rotaract 2070 avr‡ quindi il compito di: raccogliere e sollecitare le offerte provenienti da imprese e da liberi professionisti rotariani; raccogliere i curricula dei rotaractiani; segnalare alle parti opportunità di incontro professionale; assistere le parti nel corso di tutte le fasi dell’incontro professionale fino alla attivazione dei rapporti di lavoro e degli uditorati
Ing. Ignazio Bulgarella
Commissione per l’Azione Professionale 2006/2007

 
Alcuni momenti della consegna delle medaglie da parte del Presidente Lippi ed un altro tavolo di soci
 
CAMINETTO DEL 14 FEBBRAIO 2007
 
Caminetto del 14 Febbraio 2007

Il Caminetto è stato presieduto dal Vicepresidente Sergio Bartorelli causa assenza del Presidente Lippi. Bartorelli ha delineato il programma della visita della Principessa Elettra Marconi che sarà nostra ospite in occasione della consegna del premio Pacinotti. L’arrivo è previsto per il 13 Marzo 07 alla Stazione di Pisa; sarà ospite per la notte ed al mattino del 14 Marzo avverrà la consegna del Premio presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria. Il pomeriggio sarà dedicato all’accompagnamento della Principessa presso la sede radio di Coltano, stazione da cui il Padre Guglielmo ha fatto le prime trasmissioni. Alla sera ci sarà una Conviviale con ospite d’onore la Principessa Elettra Marconi, insignita del Premio Pacinotti.

Il Vicepresidente rileva che a tutt’ora non sono stati presentati giovani per il RYLA, il tempo della scadenza è vicino e prega i soci di presentare candidati qualora ve ne siano. A questo punto, dopo amichevoli chiacchiere tra amici rotariani, termina il caminetto.

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CONVIVIALE DEL 21 FEBBRAIO 2007

Alcuni tavoli di soci con il tavolo della presidenza al centro
Altro tavolo di soci e consorti I mitici Trivella e Diara Il Presidente omaggia l'Oratore
 

Conviviale del 21 Febbraio 2007

Il presidente, dopo la conviviale, annuncia che siamo pochi ma di quelli su cui il Club può contare, e come dice il governatore conta più la qualità della quantità. Passa a presentare l’Oratore, Michele Berretta, molto giovane, supplente alla cattedra di storia medioevale dell’Università di Pisa, già conosciuto per molte sue pubblicazioni sulla storia del medioevo pisano e ci presenterà uno spaccato di quella che è la "storia di Pisa medioevale". E’ stato presentato al Consiglio per fare questa conferenza dall’amico Carmine De Felice, il Presidente cede la parola a Carmine per la presentazione dello storico. Carmine esordisce col dire che ha conosciuto Michele in un salotto pisano ed è restato colpito sia dalla cultura veramente sentita sulla storia di Pisa sia dalla sua giovane età; sinceramente è raro trovare giovani che si interessino così a fondo della propria città, per cui l’ha voluto in una conferenza al nostro Club. Oltre che studioso del passato pisano, è un patito dell’informatica ed è riuscito a fare una comparazione figurativa di quella che era Pisa partendo da quella che è oggi.

L’oratore presenta il suo lavoro di ricerca che è in continuo sviluppo anche sulla base delle scoperte che vengono fatte in corso di opere. Bisogna chiarire che questo studio è essenzialmente basato sui lungarni. Dato che non vi sono documentazioni sufficientemente certe sul medioevo pisano è bene avere presenti le planimetrie della Pisa di quei tempi e mostra una cartina del 1155 1160 dove si denota la struttura dell’area racchiusa dalle mura; inoltre sono delimitate le zone che erano dedicate alle varie attività commerciali ed artigianali. Infatti il cuore del commercio e delle varie attività erano i lungarni, molto frequentati sia per il continuo sbarco di merci di ogni tipo, sia per i turisti stranieri. Questa cartina denota la toponomastica pisana fin quando non viene la carta fatta dal San Gallo dove sono riconoscibili le precedenti delimitazioni del tardo medioevo. La ricerca è basata sulle particolarità che si repertano durante restauri o in altre occasioni; ci chiarisce che la struttura generale dei palazzi di lungarno non sono cambiate da allora, sono cambiate le facciate perchè sono state arricchite con movimenti architettonici per renderle piacevoli ad uso e consumo dei commercianti esteri che gravitavano in quello ambiente. A riprova ci mostra la foto della pala di S. Nicola (protesse Pisa dalla peste) del ‘400 dove si riconoscono case e torri tuttora esistenti e va sottolineata la policromaticità delle abitazioni a dimostrazione che nel medioevo sia le chiese sia i palazzi erano intonacati e tinteggiati con vivaci colori che vanno dal rosso all’ocra, colori caratteristici della Toscana: quindi la cultura dello scorticamento per portare a nudo il mattone in definitiva non ha base storica.

Cartina della Città che risale al 1155 1160 Carta topografica fatta dal San Gallo Carta topografica di Pisa del '600
La celebre “Pala di San Nicola” – 1428 circa.
Dettaglio sulla città. La tipologia di edifici nettamente prevalente in questo periodo è ancora quella della casa-torre. Sebbene stilizzate sono ben riconoscibili il Duomo, l’area della Cittadella e sulla riva Sud dell’Arno la Chiesa della Spina, ultimata in forme tardo gotiche verso il 1376.

L’affresco Vasariano sulla conquista di Pisa.
Firenze, Salone dei Cinquecento, circa 1570.

 

Riproduzione di un ex-voto del 1542 raffigurante molto probabilmente il Lungarno all’altezza dell’attuale Hotel Vittoria, con l’alta torre munita di orologio meccanico quattrocentesco, abbattuta alla fine del 1700.

 

Ci mostra anche diversi palazzi, fra cui quello dell’attuale Hotel Vittoria, come erano prima e come sono oggi, e si riconoscono benissimo. Ci fa rilevare la demolizione di torri, specie quella dell’orologio, il primo orologio meccanico della città di Pisa esistente prima del 1428 come è rammentato nell’archivio fiorentino. Quindi un’immagine del ponte di mezzo con l’albero genealogico della famiglia Gambacorti artefice della costruzione stessa e ci fa notare le caratteristiche botteghe costruite in corrispondenza dei piloni. Questo fu costruito in legno col nome di Ponte Vecchio nel 1283, era a tre arcate, ma crollò dopo poco visto il degrado della struttura (ricostruito nel 1383-88 e di nuovo caduto il 1637). A quei tempi c’era un florido commercio specie nella parte di tramontana dove una intera via, detta dei Setaioli, era occupata da botteghe di ogni tipo; questo stato di cose arriva fino al ‘600 ‘700. Nel frattempo vengono demoliti vari palazzi e torri, tipo quella del Bargello, per far posto ad altre strutture come la zona detta In Banchi. A questo punto ci mostra la Cittadella come era prima, con le sue torri, in un disegno antico originale ritrovato e riconosciuto nel ‘700 in un ufficio pubblico fiorentino (nel ‘500 la carta era preziosa e questo documento fu adoperato per altri scopi). In questo prezioso documento si vede il ponte merlato che univa Cittadella alla zona di San Paolo a Ripa d’Arno; questo ponte non era adibito al pubblico, ma era stato fatto al solo scopo militare. Prosegue nell’esposizione di immagini interessanti come il Palazzo Gambacorti come era prima con i caratteristi sobbalzi, comuni nei palazzi medioevali, dove c’erano incluse molte strutture lignee che in seguito furono sostituite da opere murarie; si vede anche uno spaccato della torre dei Vinaioli con l’orologio, torre che nel 1778 fu demolita perché pericolante, e l’orologio, cosa necessaria per la cittadinanza, fu piazzato sulla torre civica che si chiamò anche torre dell’orologio. Passa poi alle immagini della chiesa della Spina come era prima, sporgente verso il letto dell’Arno. Era nata come cappella situata all’ingresso del Ponte Nuovo, una caratteristica di tutti i ponti cittadini, costruito nell’epoca del 1300 / 1400, crollò e fu ricostruito con varie vicende. La Chiesa della Spina si arricchì successivamente fino a diventare il capolavoro di oggi. Ci mostra anche la struttura di palazzo Mosca in uno schizzo fatto da un geologo, il Redi, che presenta le caratteristiche di vari elementi strutturali come i ballatoi lignei agganciati alle aperture esterne che servivano sia per aumentare lo spazio degli interni come per proteggere, quando venivano alzati, gli interni stessi dalle intemperie vista la difficoltà di provvedersi di vetri. Questo elaborato del Redi è stato dimostrato essere simile alla realtà da elementi che sussistono tuttora sulle facciate dei palazzi, strutture che servivano a fermare ed incernierare i ballatoi lignei. Si passa poi al Palazzo della Giornata oggi sede del Rettorato, come lo ammiriamo oggi e come era nel passato. Si trattava di tre corpi di case torri distinte ben dimostrato da documenti del 1430 inerenti la cessione dei fabbricati da parte dei Lanfreducci (studio del Matteoli). Nel 1500, causa il degrado delle costruzioni, fu fatta la nuova facciata in soluzione unica come la vediamo oggi, sia per migliorarne l’aspetto estetico sia per rafforzare i tre corpi di case pericolanti. Questo si può constatare visitando l’interno dato che esistono tuttora dislivelli da un settore all’altro del palazzo a dimostrazione dei tre diversi corpi. Su ogni singolo edificio pisano si fanno scoperte interessanti e sarebbe troppo lungo spiegarne l’importanza per ogni singolo palazzo. Il relatore ci spiega che, per far conoscere meglio la struttura di Pisa medievale, ha cannibalizzato un videogioco molto veloce in modo da poter far visionare virtualmente ed attivamente i vari Lungarni di Pisa. Inizia passeggiando nel 1400 dal ponte Vecchio (oggi di Mezzo) fatto dalla famiglia Gambicorti con le classiche botteghe sui piloni, che non aveva la classica curvatura a schiena d’asino come oggi, ma era completamente pari. All’inizio c’era la chiesina di Santa Maria del Ponte, detta Marianina per la sua piccolezza, affiancata ad una foresteria. Come sappiamo Pisa dal 1300 in poi dopo le Melorie subisce un continuo degrado economico, ma le famiglie nobili avevano consistenti capitali che non potevano essere impegnati all’estero per cui cercarono di valorizzare il vecchio che avevano e nel 1440, nonostante Pisa abbia un periodo di crisi, dal punto di vista architettonico migliora. Le vecchie case torri decrepiti e fatiscenti con strutture lignee, vengono restaurate, ampliate e migliorate. Porta l’esempio di palazzo Mosca; il cui proprietario, commerciante omonimo di S. Geminiano, dette ordine allo scalpellino di trasformare la casa torre in un grande palazzo con stanze grandi munite ognuna di caminetto, di servizi igienici ad ogni piano, eliminando i ballatoi lignei sostituendoli con piccole: al piano terra vennero costruite ampie botteghe con ingresso anteriore e uscita sulla strada posteriore ( si cercò di fare una Domus signorile sia di rappresentanza che di commercio). Nel 1316 il Comune di Pisa obbligò l’abbattimento di tutte le strutture lignee sia per sicurezza contro gli incendi sia per togliere piattaforme (dette Bertesche) che venivano usate come piazzole di combattimento tra le famiglie viciniori, vista la litigiosità tra queste, o per difesa contro forze delle autorità cittadine. Ne consegue che le grandi aperture richieste per le piattaforme, si riducono in semplici finestre piccole che verranno protette da vetri. Continuando il viaggio virtuale si incontra la chiesa di S. Cristina, dietro il comune che oggi si nota per l’interramento dell’abside di circa 1 metro e ½ causa il rialzo nel tempo dei lungarni. Andando oltre si nota la Chiesa della Spina, con il ponte nuovo. Questo fu costruito per supplire alla carenza di ponti a seguito del crollo del ponte vecchio che era di legno; la costruzione fu fatta dai pontanari su ordine di un consorzio di famiglie come i Gualandi e Gaetani ottenendo dal comune di far pagare il pedaggio per un certo numero di anni. La chiesa era la cappella del ponte, in stile romanico che fu modificata ed abbellita nel 1375 in stile gotico (il trecento fu il periodo più florido con forti investimenti da parte dei pisani). Il viaggio continua verso la zona di S. Paolo a Ripa d’Arno fiancheggiando quello che era il monastero, costituito da molte piccole costruzioni come monasteri piccoli fino al 1250 quando per il fenomeno detto sopra i cittadini decisero di investire in un’opera di rifacimento della facciata che divenne il Monastero delle Benedettine. Lungo il viaggio si trova il ponte della Cittadella del 1200, elusivamente al servizio militare (i cittadini potevano usufruire dei due ponti, il ponte Nuovo ed il Ponte Vecchio) da cui si accede alla Cittadella con la torre campanara e dietro il bacino, dopo interrato, dove sostavano le navi, e dove attorno verrà costruito in seguito l’Arsenale Mediceo. A questo punto fa una parentesi storica: la famiglia Gambacorti nel 1392 tentò di inserire la potenza della Repubblica pisana in un contesto politico europeo, ma non vi riuscì e fu così che Pisa cadde sotto l’influenza dei Visconti a seguito del tradimento di Iacopo Da Piero, che a capo di una congiura, consegnò Pisa ai Visconti; non solo ma il figlio Edoardo Da Piero vendette addirittura Pisa a Milano. In quel periodo le famiglie pisane erano impoverite per ciò che avevano speso per abbellire la città, i commerci ristagnavano, e nel 1400 Pisa divenne un satellite di Milano. Fu allora che il figlio del Visconti vendette Pisa ai fiorentini e nonostante le resistenze, l’ultimo discendente dei Gambacorti cedette Pisa a Firenze nel 1406. Questa sfruttò al massimo le possibilità pisane, i capitali non c’erano più, le migliori famiglie emigrarono, e la situazione peggiorava, finché non vennero i Medici che furono più moderati intuendo la necessità di facilitare la vita e la ripresa dei pisani in modo che riprendessero per poi riscuotere le tasse. Nel frattempo la struttura edilizia della città si era notevolmente degradata. Torniamo al nostro viaggio virtuale ed incontriamo la chiesa di S. Matteo, vicino alla Prefettura, che all’origine aveva un orientamento della pianta diverso, era perpendicolare al decorso dell’Arno; fatto in stile romanico verrà rimaneggiato in stile barocco nel 1600. Subito dopo si trova il secondo ponte esclusivamente militare che portava nell’area che oggi conosciamo come Giardini Scotto. A quei tempi c’era la chiesa di S. Andrea, di cui si reperta una parte del campanile, ed attorno un intero quartiere cittadino che fu eliminato prima della conquista di Firenze. Il nostro viaggio prosegue fino al Comune, che è restato originale fino alla fine dell’800 primi del 900. Come ho già accennato prima, si vede la torre del Bargello e i tre edifici che nel ‘300 ‘400 verranno abbattuti per fare posto alla costruzione delle Logge di Banchi, costruzione a scopo commerciale. Nel viaggio immaginario incontriamo la chiesa del San Sepolcro a pianta ottagonale, architettura non comune per i tempi, tranne che per i luoghi sacri che portano il nome di S. Sepolcro per copiare la struttura originale dei luoghi sacri. A questa chiesa nel 1510 circa venne aggiunto a 6 o 7 lati un portico in stile rinascimentale che sarà distrutto nel 1838 per la mania rinascimentale di riportare le opere all’originale e contemporaneamente venne scorticato. Nei pressi si nota il palazzo Lanfranchi di faccia allo scalo dei Renaioli dove venivano scaricati i materiali da muratura. Va rilevato che sui lungarni vi erano vari scali che prendevano il nome dalle merci scaricate ed erano posti nelle zone commerciali dove si usavano tali merci: ad esempio lo scalo del pesce, oppure delle verdure (in prossimità di piazza della Berlina) oppure della legna, dove si scaricavano materiali da costruzione o legname per falegnamerie ecc. In fine si arriva alla zona dei Cantieri Medicei edificati dai Medici per la costruzione delle navi; questo avviene nel ‘400 ‘500 quando ormai la potenza marinara è decaduta e la costruzione delle navi è ridotta. E’ qui che cessa il nostro viaggio virtuale che ci ha rivelato molte cose interessanti non solo per il valore delle nozioni, ma essenzialmente per la visione diretta di quelle strutture che abbiamo studiato sui libri ma che riuscivamo solo ad immaginarle nella loro realtà temporale.

 

NB. L’esposizione dell’Oratore avviene in due fasi: la prima con presentazione di diapositive statiche e relativa spiegazione, la seconda con un programma dinamico che fa rivivere una passeggiata sui lungarni e viene ripetuto a volte con maggiori dettagli argomenti trattati in precedenza. Per quanto mi sarà possibile cercherò di integrare la relazione con immagini che spero siano esplicative.

 

1580. L’area del Ponte Vecchio in una incisione di Scipione Ammirato raffigurante l’albero genealogico della famiglia Gambacorti. Sulla riva di Tramontana è possibile vedere la piccole botteghe medioevali della “Via dei Setaioli”, abbattute nel 1700.
È la più recente immagine che possediamo del Ponte Vecchio tardo Medioevale, edificato attorno al 1383 -1388 e crollato nel gennaio 1637.
Il ponte successivo, quello seicentesco del Nave, ne riprendeva l’aspetto generale (le tre arcate) ma era privo delle botteghe sui piloni e della piccola cappella di S. Maria all’estremità Sud.

    Una veduta del ponte Vecchio con le botteghe

Metà del 1600. L’attuale Piazza Garibaldi, all’inizio di Borgo Stretto, con le sue numerose botteghe. Sullo sfondo, oltre il Ponte, è visibile il Palazzo Pretorio ancora caratterizzato dalla sua elegante facciata medioevale, decorata da bifore e trifore. Accanto ad esso le Logge di Banchi appena edificate e non ancora sopraelevate.

 

 

  Immagine dell'Arno con gli scali e nello sfondo la Cittadella con il suo ponte

La torre della cittadella nella prima metà del 1500.
In primo piano sono visibili la Chiesa di San Vito ed una tettoia per la costruzione di navi. In questo periodo “di transizione” gli Arsenali Medicei non erano ancora operativi.

La cittadella ed il suo ponte all’inizio del 1600.

 

 

   

Palazzo della Giornata come si vede oggi

Metà del 1700. Veduta attribuita al Tempesti od al Franchi. Una delle ultime immagini che serbano il ricordo dell’aspetto medioevale del Lungarno prima delle ristrutturazioni ottocentesche. A Tramontana non è ancora stata abbattuta la torre con orologio situata presso l’attuale Hotel Vittoria. Sulla riva di Mezzogiorno Palazzo Gambacorti ha ancora sulla sommità la sua loggia merlata trecentesca.
 

Le tre case torri in origine prima del reastauro

1760 circa. Una bella panoramica di Pisa in questo quadro dello Zocchi, dipinto dalla Torre della Cittadella. Sulla Piazza di San Paolo a Ripa d’Arno si affaccia il monastero delle Benedettine nel suo aspetto più antico. L’attuale facciata “gotica” di questo complesso è in realtà un “falso” moderno, perché risale al 1850.

 

 

    Spaccato del progetto di modifica del palazzo Mosca
XVII secolo. La Via dei Setaioli prima dell’abbattimento settecentesco e la torre bicroma del vecchio Palazzo Pretorio. L’occasione festiva rappresentata è un Gioco del Ponte secentesco, sotto i Granduchi della famiglia dei Medici
 

1870. Ricostruzione grafica dell’area del Ponte di Mezzo – Palazzo Gambacorti ad opera del De Fleury, probabilmente ispiratosi alla veduta di Anton Francesco Lucini, e Stefano della Bella, del 1630.

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CAMINETTO DEL 28 FEBBRAIO 2007
 
Caminetto del 27Febbraio 2007
Viene presentato il nuovo libro sulla bibliografia del past President Rodolfo Bernardini, che viene dato in omaggio a tutti i soci presenti. Il Presidente inoltre mostra a tutti i soci il libro-rassegna fotografica della serata al Teatro verdi organizzata dal nostro Club (che volesse acquistarlo è pregato di contattare Francesco Lippi). Il Presidente ricorda i prossimi principali appuntamenti del Club, di cui la giornata dedicata al centro Marconiano di Coltano con la visita della figlia di Marconi, la Sig.ra Elettra, il giorno 14 Marzo pv. A tal proposito Luigi Martorano riferisce sullo stato dei locali del centro e sulla destinazione futura (cioè all'Università di Pisa dopo una fase intermedia di gestione da parte del comune di Pisa). Sergio Bartorelli, che si occuperà di accompagnare la Sig.ra Marconi nel corso della giornata, propone di concludere la giornata con una conviviale. Il Presidente si rammarica che il nostro Club non abbia trovato nessungiovane da inviare al Ryla distrettuale. Una considerazione che emerge dalla discussione è il fatto che non sia facile convincere un giovane a spostarsi per 1 settimana nella sede del convegno, lasciando i propri studi (essendo il mese del Ryla collocato in un periodo di piena attività scolastica). Il Presidente da lettura della lattera ricevuta da parte del Presidente del Club di Anger (Francia). Scrive in riferimento ai contatti che lo scorso anno erano stati presi con il nostro Club per un eventuale gemellaggio. Poiché non ci sono stati ulteriori sviluppi di tali intenti, il Club francese riferisce di aver preso contatti con un club di Firenze. Il Presidente da lettura di alcuni programmi degli altri Club. Prossimi eventi Rotariani: Torneo di Tennis del Rotary: si svolgerà a Salerno. Ryla: Lido di Camaiore.
Emanuele Neri

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