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| Conviviale del 17 Gennaio 07 Caminetto del 24 Gennaio 07 Caminetto del 31 Gennaio 07 | ||
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CONVIVIALE DEL 3
GENNAIO 2007 |
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| CAMINETTO DEL 10 GENNAIO 2007 | ||
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A questo punto da la parola al socio Carmine De Felice che conclude il ciclo delle tre conferenze sulla Rotary Foundation. |
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LA FONDAZIONE ROTARY (2) Con questa riunione si conclude un giro di
conversazioni sulla Rotary Foundation che il nostro Presidente ha voluto
organizzare in considerazione che il nostro club è molto giovane e che
buna parte dei soci è rotariano da poco tempo. La commissione del Club
ha pertanto rivolto la propria attenzione ad una attività informativa
con lo scopo, non solo di far conoscere l' organizzazione, le finalità e
le attività, ma anche e soprattutto le opportunità che la Rotary
Foundation offre. a livello centrale un Consiglio di
Amministrazione composto da 13 amministratori nominati dal
Presidente del Rotary International di cui sei devono essere ex
Presidenti del RI. Dal Consiglio di amministrazione dipendono un
certo numero di commissioni per la raccolta, la gestione el'impiego
dei fondi e di cui abbiamo parlato con precisione nelle
precedenti chiacchierate; Le sottocommissioni, a cui è affidato il compito operativo sono: Sottocommissione per il fondo programmi
annuali. Sottocommissione ex borsisti del distretto. Non starò a raccontare come operano tutte queste sottocommissioni in quanto per alcune di esse le attività che svolgono sono intuitive, ma, come ho già detto, cercherò di dire qualcosa di quelle che potrebbero avere un interesse rilevante per il club, ma soprattutto per smentire la convinzione che molti di noi hanno e cioè che l'unica funzione della Rotary Foundation sia chiedere soldi da destinare alle proprie attività. Prenderò in esame pertanto in esame solo due sottocommissioni di particolare interesse. l. Sottocommissione per il fondo programmi annuali. Il fondo annuale programmi è un fondo nel
quale convergono le donazioni volontarie di distretti, club,
singoli rotariani o enti e privati cittadini che intendono
contribuire alla realizzazione di programmi di carattere
umanitario che annualmente la RF realizza. Le somme donate
vengono trattenute per tre anni ed amministrate dalla RF che ne
ricava un rendimento finanziario per le spese di gestione della
RF stessa. Trascorsi i tre anni le somme vengono spese
totalmente con il seguente criterio: 2. Sottocommissione sovvenzioni dalla RF . Non tutti sanno che i Club o i Distretti
possono preparare dei progetti e sottoporli alla Rotary
Foundation per chiedere una sua partecipazione al finanziamento.
Gli ultimi dati disponibili e riferiti all'annata 2001-2002
indicano che la Rotary Foundation ha approvato ben 3.637
progetti di Matching Grant presentati dai Club o dai Distretti
di tutto il mondo, contribuendo al loro finanziamento con oltre
US$ 20.000.000. Quindi l'attività della Rotary Foundation è un
canale a due vie: da una parte vengono raccolti danari;
dall'altra parte, sia pure con diverse modalità, gli stessi
danari vengono ridistribuiti per realizzare i progetti, non
della Rotary Foundation, ma dei Club o dei Distretti. - Sovvenzioni Paritarie (Matching Grants ) Sono progetti da realizzare in paesi terzi, possibilmente in via di sviluppo, per migliorarne le condizioni di vita. Il tipo di intervento deve essere di carattere educativo, sanitario o umanitario in genere. - Sovvenzioni Distrettuali Semplificate (SDS) Ogni anno i Distretti possono chiedere di poter utilizzare fino al 20% dei F.O.D.D. maturati,da gestire con procedura semplificata. Strutturalmente sono identici ai Matching Grant e ne devono rispettare tutte le condizioni. La differenza consiste nella possibilità che i progetti riguardino anche il territorio del Distretto e la loro approvazione viene fatta dalla Commissione Distrettuale, senza il coinvolgimento degli uffici della Rotary Foundation. A questo scopo il Distretto ha nominato una speciale commissione denominata "Sottocommissione Sovvenzioni" alla quale è affidato il compito di esaminare i progetti,di approvarli e di controllarne la corretta esecuzione, eseguendo tutti i controlli del caso, compresi quelli finanziari. Prima di terminare desidero parlarvi dell'"impegno del Rotary contro la poliomielite attività diretta daBa "Sottocommissione per la polio plus". Nel 1983 gli amministratori del Rotary International
e gli amministratori della Rotary Foundation approvarono il programma "PolioPlus"
e nel 1986 il Consiglio di Legislazione del Rotary International avvallò
la decisione di vaccinare tutti i bambini del mondo contro la
poliomielite entro il centenario della nostra organizzazione che come
sapete e stato celebrato nel 2005. Più tardi il Rotary condivise la
decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dei Centri
Americani per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie e dell'UNICEF
di fermare la trasmissione del terribile virus della poliomielite entro
la fine del 2000. Fin dal 1985 grandi passi avanti sono stati fatti e
significativi successi sono stati raggiunti grazie all'impegno della
campagna PolioPlus. Nel 1988 il Rotary International ha lanciato una
campagna che ha raccolto ben 247 milioni di US$ di contributi. Dal 1988,
grazie allo sforzo congiunto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
dei Centri Americani per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie e
dell'UNICEF e Rotary Intemational circa 2 miliardi e mezzo di bambini di
tutto il mondo sono stati vaccinati contro la poliomielite. Oggi la
poliomielite è endemica solo in lO paesi. Carmine De Felice |
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| CONVIVIALE DEL 17 GENNAIO 2007 | ||
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| Il tavolo della Presidenza | le comunicazioni del Presidente | Uno dei tavoli dei partecipanti |
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| Una carrellata di tavoli di soci ed ospiti della Conviviale | ||
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Conviviale del 17 Gennaio Dopo la cena il presidente saluta gli ospiti ed in particolar modo Rossi il Presidente del Rotaract e il consigliere che lo accompagna, spiegando e giustificando il non invito alla festa degli auguri per un disguido causa la confusione creatasi durante le feste, ma le cose si sono chiarite e ne è risultato un obbligo in più per il Presidente del Rotaract. Infatti è stato invitato alla conviviale del 7 Febbraio, dove si riconoscerà il Carnevale, e ci racconterà cosa sta facendo ed i programmi futuri del Club. Infatti tutti sappiamo della loro esistenza, quando li chiamiamo ad aiutarci vengono volentieri, noi cerchiamo di essere loro vicini ma in realtà conosciamo poco della loro attività e dei risultati che ottengono. In questa occasione colmeremo questa lacuna.
Questi ringrazia ed esordisce col dire che è particolarmente felice di parlare ad un Club Pacinotti ed ad un’Associazione Pacinotti che dimostrano il modo civile di interfacciarsi con il teatro che è il tramite dell’arte. E’ storicamente assodato che il teatro è il fulcro della città, ma d’altra parte il teatro senza la partecipazione della città non ha la ragion d’essere. E’ la collaborazione con questa parte della città, col cittadino e le associazioni che danno la spinta per continuare a fare, perchè "lo spettacolo più bello è quello che deve essere fatto". Passa a spiegare la fragilità dell’operare in diretta nello spettacolo e fa riferimento alla rappresentazione alla Scala dell’Aida di Zeffirelli, dove per un banale incidente va a monte il lavoro e l’impegno di mesi di fatiche. Il prodotto teatrale è fragile e essere riconosciuto e stimato da associazioni che rappresentano la cittadinanza è confortante e spinge ad operare di più e meglio. Questa introduzione serve all’oratore per far conoscere il teatro Verdi che è nato circa 30 anni fa come teatro globale. E’ stato costruito, dietro la pressione di Ranieri Simonelli, nel 1867 come teatro lirico con le caratteristiche del classico teatro lirico ottocentesco e certamente poco adatto alla prosa. A differenza che con la lirica l’impatto della prosa col pubblico è assai ridotto vista anche la distanza, 15 metri di fossa dell’orchestra, con il boccascena per non parlare dell’acustica poco adatta rispetto alla lirica. Ci ricorda che nell’attività teatrale dal vivo non ci sono guadagni, anzi il più delle volte ci sono perdite ed i teatri vivono per elargizioni di enti pubblici o privati. Il teatro Verdi nel 900, allora teatro Nuovo poi ribattezzato Verdi dopo la more del grande musicista, fu finanziato dalla Municipalità; si arriva al dopoguerra dove con alterne fortune, causa la gestione di enti vari per la prosa o per la lirica, arriviamo al 75 quando il comune, proprietario dell’immobile decide di prenderne la gestione. Nel 79 fu creata un’Associazione formata da enti pubblici con l’interessamento sia del comune, provincia, l’ente del turismo in modo da costituire un ente autonomo in condizione di programmare con continuità. E’ in questo anno che arriva Bozzi e nel ’81 Alda: ambedue hanno la consapevolezza di dover formare un teatro come centro di formazione culturale, in un contesto di vasta e varia cultura come l’università, la scuola Normale, il S.Anna (allora il Medico Legale), nel contempo in una città sonnacchiosa e lenta nel muoversi in progetti che non sia il privato (difetto dei pisani). Fortunatamente le sedi universitarie hanno permesso l’allargamento della cultura locale per mezzo di personalità illustri extracittadine, e la pisanità della polemica ha compreso che aveva necessità di un teatro per confrontarsi con ciò che era il nuovo. E’ in questo clima che il Bozzi e collaboratori hanno accettato la sfida di costituire un teatro come simbolo di cultura e ci sono stati indubbi risultati: la loro opera era divenuta un’istituzione ben accetta e la città reclamava una maggior compartecipazione alla vita del teatro. Considerando che chi lavora invecchia, ma il teatro non deve invecchiare, si è vista la necessità di dare spazio ai giovani che continuino questa opera: per questo è sempre stato dato ampio spazio al mondo dei giovani tramite le scuole ed altri enti, con iniziative ed aperture come riduzione dei prezzi, possibilità di assistere alle prove ecc. Importante è stato far arrivare il teatro ai giovani, portandolo nelle scuole, facendolo amare agli studenti. Infine arriviamo al 2002 quando il teatro Verdi da Associazione si è trasformato in Fondazione con la partecipazione oltre che di enti pubblici, come diversi comuni, la Provincia, Ente del Turismo ecc, si sono proposte aziende private come banche, grossi imprenditori privati e, cosa importante, fra i soci fondatori c’è il consorzio di tutte le scuole (qualsiasi ordine e grado) della città di Pisa. Questo ci permette di contattare circa 4000 studenti all’anno tra attività di laboratorio e prove dell’attività del teatro, ed in molti casi è stata scuola di vita per giovani che non riescono ad inserirsi nella realtà attuale; infatti abbiamo molti casi di giovani che possiamo dire disadattati che col teatro sono riusciti a superare quella crisi giovanile propria dell’età tra i 14 e 16 anni. Ecco perchè in qualche modo l’attività del teatro è guidata anche dalle necessità dei giovani. Il grosso impegno affrontato è l’ambizione di essere politematici, per la necessità di andare incontro non al pubblico, ma ai vari pubblici, alle varie componenti della cittadinanza, dando loro spettacoli di alta cultura, o di intrattenimento, o di danza, o di musica, o di lirica ecc.: insomma lo sforzo è di evitare di essere settoriali e dare delle risposte ad una cittadinanza quale quella di Pisa, che se pur piccola è sempre eterogenea sia per cultura sia per esigenze ambientali. Altro compito importante è quello di non avere la pretesa di formare il pubblico dando loro delle ideologie, ma di informare, testimoniare quali sono i movimenti culturali dell’arte; compito dei dirigenti è cercare di vagliare per escludere le estremità dell’alta cultura ai più incomprensibile, o le banalità che deludono. In questo compito è facile sbagliare dato che è difficile scegliere al di fuori delle proprie preferenze, simpatie, e gusti, per cui accade di sbagliare nei programmi, di non essere graditi al pubblico: questo deve insegnare a non incorrere in simili errori, ma se accade non è per volontà, ma per un errore umanamente possibile. L’iter del teatro viene discusso tra il direttivo, il consiglio di amministrazione, il collegio d’indirizzo, ed è con questa dialettica che si cerca di rispondere alle esigenze della città. Ultimamente si è creato il Comitato degli Amici del teatro, formato da singoli esponenti delle realtà della fondazione. Si cerca così, nei limiti del possibile, di testimoniare la realtà attuale, vedi la prossima esecuzione del Maestro Abbado al teatro Verdi. In definitiva si cerca di fare un salto di qualità nei rapporti tra teatro e cittadinanza. Bisogna sì realizzare iniziative proprie ma anche essere di aiuto alla realizzazione di iniziative pensate e promosse da altri enti, tipo quelle dell’associazione Pacinotti. Attenzione però, quanto viene fatto nel teatro deve essere fatto col solito amore e la solita passione sia se frutto della Fondazione, sia se trattasi di realizzazione di progetti altrui: senza amore e passione nel teatro non si può agire, e senza questi principi ci si limita ad agire. Bisogna avere questa passione perchè stare a fianco agli artisti è difficile dato che nell’arte tutto si amplifica e, o si rientra nell’ordine di idee dell’artista che possiamo dire rasenta la pazzia, oppure c’è un aperto contrasto, ma con l’amore e la passione si possono smussare gli angoli e vedere il bello e possibile anche dove può esserci il brutto ed il difficile. A questo punto l’oratore dichiara di fare un mestiere che lo realizza, a differenza di altre professioni come quella dell’insegnante che non lo gratificava. Termina con l’evidenziare di non aver volutamente parlato di programmi del passato e del futuro, ma di aver voluto dare il senso del modo di essere di un teatro e di chi vi lavora. Viene salutato con un caloroso applauso e alla richiesta di un aneddoto parla del rapporto che ha avuto col grande Carmelo Bene persona meravigliosa e pazza. Lavorava di notte e dormiva poco di giorno, dava più importanza alla sonorità della parola che al significato stesso. Lo ha conosciuto bene lavorando assieme nello spettacolo Pinocchio rappresentato anche a Milano al teatro Nuovo della Scala e ci dice che è stato un grande attore fino al 70, ma raggiunta la fama è stato un ottimo ed attento amministratore delle proprie capacità sfruttando la voglia di Carmelo Bene come fiore all’occhiello da parte di vari amministratori e lui si faceva pagar bene anche per la dabbenaggine degli stessi amministratori. Un anno, nominato direttore artistico per il teatro alla Biennale di Venezia, dopo un anno e mezzo, avendo fatto si e no una piccola rappresentazione, presentò al presidente, come frutto della sua direzione, una comune piccola cassetta da registratore, e per la sua opera ricevette due miliardi e mezzo di allora. Quando gli chiese del perchè avesse ricevuto così tanto con un così piccolo risultato la risposta fu :- perchè? Pretendevano che per due miliardi e mezzo facessi uno spettacolo?:-. Questo era diventato Carmelo Bene. Ci racconta anche di quando progettarono una rappresentazione del Lorenzaccio con musica di Bussotti. Carmelo lo intitolò "l’inno all’assenza": infatti nella sua progettazione grandiosa ed intelligenti diceva :-io non ci sarò:-. Questo ritornello lo ripeté per tutte le sue idee, e quando Bozzi stese il resoconto delle spese, giustamente, nella paga per il regista fu piuttosto tirato. Bene ebbe a dire che quella cifra non gli bastava e Bozzi lo rimbeccò col dire :- come devo assumerti presso l’ufficio del lavoro? Come assente? Visto che in tutto "non ci sei":- a questo punto, capito l’antifona rispose :- va bene; allora farò una fugace presenza nello spettacolo:- Peccato però che questo spettacolo già programmato anche per la Scala non sia stato mai realizzato. Riccardo Bozzi viene di nuovo applaudito e dopo la consegna degli omaggi il Presidente suona la campana della chiusura della Conviviale. |
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| Riccardo Bozzi | Alcuni momenti della premiazione da parte di Lippi all'Oratore Bozzi | |
| CAMINETTO DEL 24 GENNAIO 2007 | ||
| Il Presidente dopo le comunicazioni di rito, presenta il socio Dott. Riccardo Gifford che presenterà il suo curriculum e le sue esperienze professionali. | ||
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E’ bene iniziare con i dati anagrafici personali:
Riccardo Dott. Gifford Nato a Livorno, il 28 Dicembre 1957. Residente in
Pisa, Via Tealdi 13. 050-577774 , cell. 320 4256655 e-mail R.Gifford@libero.it;
riccardo.gifford@fastwebnet.it |
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PREGO I SOCI DI PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE INIZIATIVE
ROTARIANE COME LA XXXIII^ EDIZIONE RYLA E LE "BORSE DI STUDIO DEGLI AMBASCIATORI |
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| Per maggiori notizie clicca qui | ||
| Inoltre inserisco avviso per il GSE | ||
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AAAAAA |
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| CAMINETTO DEL 31 GENNAIO 2007 | ||
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Caminetto del 31 Gennaio 2007
Il presidente comincia col parlare del Rotary: Il Rotary è un'organizzazione internazionale
costituita da uomini e donne provenienti dal mondo degli affari e delle
professioni che lavorano fianco a fianco per realizzare progetti
umanitari e di assistenza alle comunità, incoraggiare il rispetto di
rigorosi principi etici in tutti i campi, e soprattutto in ambito
professionale, e diffondere la pace e la buona volontà tra i popoli
della Terra. Interact Interact è un'associazione di club di servizio
istituita dal Rotary International per i giovani di età compresa tra i
14 e i 18 anni. Ogni club Interact è sponsorizzato da un Rotary club che
gli fornisce aiuti e consigli quando è necessario. Tuttavia i club
Interact si gestiscono da soli e devono essere autosufficienti
finanziariamente. Rotaract Rotaract è un club di servizio sponsorizzato dal
Rotary per uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni. I club
Rotaract sono generalmente basati sulla comunità o su un'università e
sono sponsorizzati da un Rotary club della zona, cosa che ne fa degli
autentici "partner nel servire" e membri importanti della grande
famiglia del Rotary . Trivella fa una relazione iniziando col dire che sia
il RYLA che il GSE sono occasioni per poter utilizzare fondi della RF,
fondi in cui abbiamo già versato i nostri contributi come Club, in
favore dei giovani. Lo scopo di questa splendida iniziativa rotariana è
quello di aiutare a sviluppare nei giovani le doti di comando e il senso
di responsabilità civica. A questo punto parla del GSE. La sigla significa SCAMBIO GRUPPI di STUDIO. Si tratta di inviare 4 giovani residenti nel nostro Distretto, tra i 25 e i 40 anni, laureati che esercitino la professione da almeno due anni nel nostro distretto con conoscenza della lingua inglese, non rotariani nè parenti di rotariani. S sta per scambio culturale e professionale per i 4 giovani prescelti e saranno ospitati dal Distretto D. 5890 (Houston, Texas, USA). Nella città di Houston saranno seguiti da un team leader che li guiderà allo studio e l’ampliamento professionale per storia, lingua, commercio, istituzioni governative della zona in cui si trovano. E’ indispensabile l’entusiasmo per la propria professione ed essere in grado di poter sopportare i disagi dei viaggi intercontinentali. I giovani saranno ospiti per un mese dei Club di Huston e per il nostro Club non vi sono aggravi di spese. Il nostro compito è solo quello di trovare il giovane da inviare, perchè le spese sono a carico del distretto. Da noi verrà un gruppo di 4 giovani texani il 2 Giugno e verranno seguiti da un loro team leader coadiuvato da un nostro team leader che gireranno nei vari Club del Distretto: i nostri partono il 14 Aprile 07 e rientrano il 12 Maggio 07. In questo periodo hanno l’opportunità di partecipare al Congresso Distrettuale del Messico. Chi ha provato questa esperienza è restato entusiasta e dopo anni si ricorda ancora dell’evento. I candidati devono essere segnalati all’amico Landi. Interviene il Presidente che ci avverte di interessarci per segnalare dei giovani per il RYLA che è più fattibile e vicino. Per il GSE abbiamo tempo e possiamo riflettere più a lungo. Comunica l’invito del Comune di Pisa per la presentazione del libro COME QUANDO FUORI PIOVE della Francesca Duranti presso la sala della biblioteca comunale al Palazzo Gambacorti. Prego fare particolare attenzione alla lettera n° 8 del Governatore (Clicca qui) |
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