ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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CONVIVIALE DEL 3 GENNAIO 2007

LA MANIFESTAZIONE E' STATA ANNULLATA CAUSA FESTIVITA'

 
 
CAMINETTO DEL 10 GENNAIO 2007
 

Caminetto del 10 Gennaio 2007

Il Presidente inizia con le comunicazioni ai soci: chiarisce che abbiamo preso l’impegno di versare alla Rotary Foundation la cifra di 3500 € e verrà addebitata ai singoli soci la quota parte. Sottolinea che questo, in parte, è un investimento perchè trascorsi i tre anni richiesti, dietro presentazione di progetti (che devono essere realizzabili ed approvati dalla apposita commissione) una metà della cifra ritorna al Club tramite il Distretto. Il 17 Gennaio, dopo la cena, il Direttore del Verdi ci parlerà della storia del teatro e di cosa è stato fatto dopo la ristrutturazione. Saranno presenti diversi ragazzi del Rotaract; questo per coinvolgere i giovani e farli partecipare alla vita attiva del Club. Anzi, il 17 Febbraio invece del solito veglione di Carnevale faremo una conviviale dove il Presidente del Rotaract ci esporrà quello che i giovani hanno fatto e stanno facendo, compresi i progetti futuri. Per quanto riguarda il "Premio Pacinotti" il Governatore ha avuto parole di elogio ed ha chiesto perchè in questa manifestazione non siano coinvolti gli altri Club cittadini visto che l’impegno è rivolto verso i giovani per facilitare il loro ingresso nel difficile percorso professionale. Il Presidente ha chiarito che tale premio è di competenza dell’Associazione Pacinotti e non del Club anche se composta dai soci del Club, ma è aperta a tutti i soci degli altri club ed anche a liberi cittadini: tale appartenenza non costa niente, tranne l’acquisto del biglietto per partecipare alla manifestazione teatrale qualora voglia assistervi. A questo punto consegna l’incasso avuto dalla vendita dei biglietti per la lotteria della serata degli auguri e la nota delle spese; ci fa sapere inoltre che dalla serata del Verdi sono stati ricavati 18.480 € che serviranno a realizzare qualche progetto. Di seguito annuncia le Lettera N° 7 del Mese di Gennaio del Governatore (clicca qui) facendone un rapido escursus dato che trattasi della sensibilizzazione al Rotary. Annuncia anche che è stato eletto Governatore per l’annata rotariana 2009 – 2010 BARALDI del Club di Modena.
Dopo una riunione con i 5 Club per il progetto delle "Olimpiadi nazionali di Informatica" che si terrà a Pisa e che all’inizio dovevamo essere presenti come patrocinio a costo zero, ci informa che c’è un costo di 12000€. Di questa cifra 6000€ se li accolla il Galilei e chiede se gli altri club sono disposti a contribuire. Il Presidente ha preso tempo ed ha preferito avvisare prima i soci, ma sottolinea che i Club Pisa Cascina Pontedera hanno intenzione di tirarsi in fuori. L’opinione più diffusa è di attendere cosa accadrà quest’anno ed eventualmente partecipare, visto che anche in questo caso trattasi di aiutare i giovani, negli anni successivi. Ci ricorda due date importanti: il 5 Maggio 2007 quando vi sarà un interclub dei 5 Rotary con la Provincia, Comune, Scuole ed altri enti per la chiusura del progetto "Acqua ed Energia". Tale manifestazione si terrà al "Principino" di Viareggio. Il 30 Maggio 2007 presso il May Hotel vi sarà la presentazione del "PIANO STRATEGICO DI PISA" dove sono coinvolte tutte le realtà civili politiche culturali di Pisa compresi i nostri tre Club Rotary per cui è bene essere presenti fisicamente.

A questo punto da la parola al socio Carmine De Felice che conclude il ciclo delle tre conferenze sulla Rotary Foundation.

 

LA FONDAZIONE ROTARY (2)

Con questa riunione si conclude un giro di conversazioni sulla Rotary Foundation che il nostro Presidente ha voluto organizzare in considerazione che il nostro club è molto giovane e che buna parte dei soci è rotariano da poco tempo. La commissione del Club ha pertanto rivolto la propria attenzione ad una attività informativa con lo scopo, non solo di far conoscere l' organizzazione, le finalità e le attività, ma anche e soprattutto le opportunità che la Rotary Foundation offre.
Nella prima conversazione, tenuta malamente dal sottoscritto nel mese di ottobre, ho cercato, secondo quelle che sono le mie conoscenze, di dirvi come è nata, come è organizzata e cosa fa la RF . Queste notizie sono state poi ampliate dalla Dr.ssa Francesca A VEZZANO GOMES, membro della commissione distrettuale della RF , che, nel dettaglio, ha precisato composizione, scopi, funzioni e capacità della fondazione. Adesso a me non resta che fare una rapida sintesi conclusiva sull' argomento cercando di polarizzare l' attenzione su quegli argomenti che possono essere di interesse del Club.
Come ho già avuto modo di dirvi la RF è nata nel 1917 come fondo di dotazione e dopo molte trasformazioni nel congresso del 1983 ha assunto la configurazione attuale costituendosi in "società senza fini di lucro"..
La funzione, ma direi meglio, la missione della Fondazione Rotary è quella di sostenere l'impegno del Rotary International nell' attuazione del proprio scopo cioè nel perseguimento della pace e della comprensione mondiale attraverso programmi locali, nazionali ed intemazionali a fini umanitari, educativi e culturali. In pratica è l'organo operativo del RI.
La RF è strutturata:

a livello centrale un Consiglio di Amministrazione composto da 13 amministratori nominati dal Presidente del Rotary International di cui sei devono essere ex Presidenti del RI. Dal Consiglio di amministrazione dipendono un certo numero di commissioni per la raccolta, la gestione el'impiego dei fondi e di cui abbiamo parlato con precisione nelle precedenti chiacchierate;
a livello periferico una commissione per ogni distretto e club con un numero di sottocommissioni pari alle attività ed i progetti previsti.
Nel nostro distretto per l'annata 2006-2007 la commissione per la RF è presieduta dal P.P. Adriano Maestri del RC di Ravenna ed è a disposizione dei Club per fornire informazioni e sostegno affinchè si rafforzi:
la partecipazione ai Programmi annuali della Fondazione;
il sostegno finanziario.

Le sottocommissioni, a cui è affidato il compito operativo sono:

Sottocommissione per il fondo programmi annuali.
Sottocommissione per il fondo permanente.
Sottocommissione per la polio plus.
Sottocommissione sovvenzioni dalla RF .
Sottocommissione borse di studio.
Sottocommissione scambi dei gruppi di studio.

Sottocommissione ex borsisti del distretto.

Non starò a raccontare come operano tutte queste sottocommissioni in quanto per alcune di esse le attività che svolgono sono intuitive, ma, come ho già detto, cercherò di dire qualcosa di quelle che potrebbero avere un interesse rilevante per il club, ma soprattutto per smentire la convinzione che molti di noi hanno e cioè che l'unica funzione della Rotary Foundation sia chiedere soldi da destinare alle proprie attività. Prenderò in esame pertanto in esame solo due sottocommissioni di particolare interesse.

l. Sottocommissione per il fondo programmi annuali.

Il fondo annuale programmi è un fondo nel quale convergono le donazioni volontarie di distretti, club, singoli rotariani o enti e privati cittadini che intendono contribuire alla realizzazione di programmi di carattere umanitario che annualmente la RF realizza. Le somme donate vengono trattenute per tre anni ed amministrate dalla RF che ne ricava un rendimento finanziario per le spese di gestione della RF stessa. Trascorsi i tre anni le somme vengono spese totalmente con il seguente criterio:
 il 50% ritorna nella disponibilità dei distretti di provenienza per finanziare i propri progetti
 il 50% viene trattenuto dalla RF per incrementare il fondo annuale programmi.

2. Sottocommissione sovvenzioni dalla RF .

Non tutti sanno che i Club o i Distretti possono preparare dei progetti e sottoporli alla Rotary Foundation per chiedere una sua partecipazione al finanziamento. Gli ultimi dati disponibili e riferiti all'annata 2001-2002 indicano che la Rotary Foundation ha approvato ben 3.637 progetti di Matching Grant presentati dai Club o dai Distretti di tutto il mondo, contribuendo al loro finanziamento con oltre US$ 20.000.000. Quindi l'attività della Rotary Foundation è un canale a due vie: da una parte vengono raccolti danari; dall'altra parte, sia pure con diverse modalità, gli stessi danari vengono ridistribuiti per realizzare i progetti, non della Rotary Foundation, ma dei Club o dei Distretti.
Esistono diverse possibilità di ottenere finanziamenti e queste variano a seconda del tipo di progetto e del luogo in cui questo dovrà essere realizzato:

- Sovvenzioni Paritarie (Matching Grants )

Sono progetti da realizzare in paesi terzi, possibilmente in via di sviluppo, per migliorarne le condizioni di vita. Il tipo di intervento deve essere di carattere educativo, sanitario o umanitario in genere.

- Sovvenzioni Distrettuali Semplificate (SDS)

Ogni anno i Distretti possono chiedere di poter utilizzare fino al 20% dei F.O.D.D. maturati,da gestire con procedura semplificata. Strutturalmente sono identici ai Matching Grant e ne devono rispettare tutte le condizioni. La differenza consiste nella possibilità che i progetti riguardino anche il territorio del Distretto e la loro approvazione viene fatta dalla Commissione Distrettuale, senza il coinvolgimento degli uffici della Rotary Foundation. A questo scopo il Distretto ha nominato una speciale commissione denominata "Sottocommissione Sovvenzioni" alla quale è affidato il compito di esaminare i progetti,di approvarli e di controllarne la corretta esecuzione, eseguendo tutti i controlli del caso, compresi quelli finanziari.

Prima di terminare desidero parlarvi dell'"impegno del Rotary contro la poliomielite attività diretta daBa "Sottocommissione per la polio plus".

Nel 1983 gli amministratori del Rotary International e gli amministratori della Rotary Foundation approvarono il programma "PolioPlus" e nel 1986 il Consiglio di Legislazione del Rotary International avvallò la decisione di vaccinare tutti i bambini del mondo contro la poliomielite entro il centenario della nostra organizzazione che come sapete e stato celebrato nel 2005. Più tardi il Rotary condivise la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dei Centri Americani per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie e dell'UNICEF di fermare la trasmissione del terribile virus della poliomielite entro la fine del 2000. Fin dal 1985 grandi passi avanti sono stati fatti e significativi successi sono stati raggiunti grazie all'impegno della campagna PolioPlus. Nel 1988 il Rotary International ha lanciato una campagna che ha raccolto ben 247 milioni di US$ di contributi. Dal 1988, grazie allo sforzo congiunto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dei Centri Americani per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie e dell'UNICEF e Rotary Intemational circa 2 miliardi e mezzo di bambini di tutto il mondo sono stati vaccinati contro la poliomielite. Oggi la poliomielite è endemica solo in lO paesi.
Nel 1985 il numero annuale stimato di casi di poliomielite era di circa 350.000, circa un migliaio di casi al giorno. Al 18 dicembre 2001 sono stati registrati solo 441 casi di infezione. Ad oggi, 124 paesi hanno tratto beneficio dai finanziamenti per la PolioPlus rendendo il Rotary International la più grande Organizzazione non Governativa del mondo coinvolta nel supporto dello sforzo per eradicare la poliomielite.Noi stimiamo che entro il 2005 la nostra contribuzione totale abbia sorpassato i 500 milioni diUS$;

Carmine De Felice

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CONVIVIALE DEL 17 GENNAIO 2007
 
Il tavolo della Presidenza le comunicazioni del Presidente Uno dei tavoli dei partecipanti
Una carrellata di tavoli di soci ed ospiti della Conviviale
 

Conviviale del 17 Gennaio

Dopo la cena il presidente saluta gli ospiti ed in particolar modo Rossi il Presidente del Rotaract e il consigliere che lo accompagna, spiegando e giustificando il non invito alla festa degli auguri per un disguido causa la confusione creatasi durante le feste, ma le cose si sono chiarite e ne è risultato un obbligo in più per il Presidente del Rotaract. Infatti è stato invitato alla conviviale del 7 Febbraio, dove si riconoscerà il Carnevale, e ci racconterà cosa sta facendo ed i programmi futuri del Club. Infatti tutti sappiamo della loro esistenza, quando li chiamiamo ad aiutarci vengono volentieri, noi cerchiamo di essere loro vicini ma in realtà conosciamo poco della loro attività e dei risultati che ottengono. In questa occasione colmeremo questa lacuna.

Rileva che siamo ad una percentuale del 68%, inizio dell’anno ben augurale, e ringrazia oltre ai presenti, il Direttore del teatro Verdi Riccardo Bozzi e la signora Luigina e Alda Giannetti che collaborano fattivamente con lui. Questo invito è finalizzato a far conoscere coloro che ci aiutano nella realizzazione dei nostri spettacoli, provento di risorse per la realizzazione dei progetti del nostro Club. Questa collaborazione è iniziata con l’incontro tra l’Associazione Pacinotti, formata da rotariani e non con lo scopo di aiutare giovani emergenti nei vari campi professionali, presieduta da Sergio Bartorelli e la direzione del teatro Verdi in occasione della prima manifestazione teatrale. E’ stato scelto il teatro Verdi perchè riferimento della Città; alla Città abbiamo chiesto aiuto e questo è venuto con la sua partecipazione permettendoci, con l’incasso, di istituire borse di studio successivamente assegnate a soggetti meritevoli. Ecco perchè il Verdi non è solo punto di riferimento della Città, ma anche del nostro Club, ed ha trovato in esso persone squisite e disponibili vista la sensibilità che dimostrano per la nostra opera di servizio. A questo punto il Presidente presenta il Direttore del teatro Verdi Riccardo Bozzi.

Questi ringrazia ed esordisce col dire che è particolarmente felice di parlare ad un Club Pacinotti ed ad un’Associazione Pacinotti che dimostrano il modo civile di interfacciarsi con il teatro che è il tramite dell’arte. E’ storicamente assodato che il teatro è il fulcro della città, ma d’altra parte il teatro senza la partecipazione della città non ha la ragion d’essere. E’ la collaborazione con questa parte della città, col cittadino e le associazioni che danno la spinta per continuare a fare, perchè "lo spettacolo più bello è quello che deve essere fatto". Passa a spiegare la fragilità dell’operare in diretta nello spettacolo e fa riferimento alla rappresentazione alla Scala dell’Aida di Zeffirelli, dove per un banale incidente va a monte il lavoro e l’impegno di mesi di fatiche. Il prodotto teatrale è fragile e essere riconosciuto e stimato da associazioni che rappresentano la cittadinanza è confortante e spinge ad operare di più e meglio. Questa introduzione serve all’oratore per far conoscere il teatro Verdi che è nato circa 30 anni fa come teatro globale. E’ stato costruito, dietro la pressione di Ranieri Simonelli, nel 1867 come teatro lirico con le caratteristiche del classico teatro lirico ottocentesco e certamente poco adatto alla prosa. A differenza che con la lirica l’impatto della prosa col pubblico è assai ridotto vista anche la distanza, 15 metri di fossa dell’orchestra, con il boccascena per non parlare dell’acustica poco adatta rispetto alla lirica. Ci ricorda che nell’attività teatrale dal vivo non ci sono guadagni, anzi il più delle volte ci sono perdite ed i teatri vivono per elargizioni di enti pubblici o privati. Il teatro Verdi nel 900, allora teatro Nuovo poi ribattezzato Verdi dopo la more del grande musicista, fu finanziato dalla Municipalità; si arriva al dopoguerra dove con alterne fortune, causa la gestione di enti vari per la prosa o per la lirica, arriviamo al 75 quando il comune, proprietario dell’immobile decide di prenderne la gestione. Nel 79 fu creata un’Associazione formata da enti pubblici con l’interessamento sia del comune, provincia, l’ente del turismo in modo da costituire un ente autonomo in condizione di programmare con continuità. E’ in questo anno che arriva Bozzi e nel ’81 Alda: ambedue hanno la consapevolezza di dover formare un teatro come centro di formazione culturale, in un contesto di vasta e varia cultura come l’università, la scuola Normale, il S.Anna (allora il Medico Legale), nel contempo in una città sonnacchiosa e lenta nel muoversi in progetti che non sia il privato (difetto dei pisani). Fortunatamente le sedi universitarie hanno permesso l’allargamento della cultura locale per mezzo di personalità illustri extracittadine, e la pisanità della polemica ha compreso che aveva necessità di un teatro per confrontarsi con ciò che era il nuovo. E’ in questo clima che il Bozzi e collaboratori hanno accettato la sfida di costituire un teatro come simbolo di cultura e ci sono stati indubbi risultati: la loro opera era divenuta un’istituzione ben accetta e la città reclamava una maggior compartecipazione alla vita del teatro. Considerando che chi lavora invecchia, ma il teatro non deve invecchiare, si è vista la necessità di dare spazio ai giovani che continuino questa opera: per questo è sempre stato dato ampio spazio al mondo dei giovani tramite le scuole ed altri enti, con iniziative ed aperture come riduzione dei prezzi, possibilità di assistere alle prove ecc. Importante è stato far arrivare il teatro ai giovani, portandolo nelle scuole, facendolo amare agli studenti. Infine arriviamo al 2002 quando il teatro Verdi da Associazione si è trasformato in Fondazione con la partecipazione oltre che di enti pubblici, come diversi comuni, la Provincia, Ente del Turismo ecc, si sono proposte aziende private come banche, grossi imprenditori privati e, cosa importante, fra i soci fondatori c’è il consorzio di tutte le scuole (qualsiasi ordine e grado) della città di Pisa. Questo ci permette di contattare circa 4000 studenti all’anno tra attività di laboratorio e prove dell’attività del teatro, ed in molti casi è stata scuola di vita per giovani che non riescono ad inserirsi nella realtà attuale; infatti abbiamo molti casi di giovani che possiamo dire disadattati che col teatro sono riusciti a superare quella crisi giovanile propria dell’età tra i 14 e 16 anni. Ecco perchè in qualche modo l’attività del teatro è guidata anche dalle necessità dei giovani. Il grosso impegno affrontato è l’ambizione di essere politematici, per la necessità di andare incontro non al pubblico, ma ai vari pubblici, alle varie componenti della cittadinanza, dando loro spettacoli di alta cultura, o di intrattenimento, o di danza, o di musica, o di lirica ecc.: insomma lo sforzo è di evitare di essere settoriali e dare delle risposte ad una cittadinanza quale quella di Pisa, che se pur piccola è sempre eterogenea sia per cultura sia per esigenze ambientali. Altro compito importante è quello di non avere la pretesa di formare il pubblico dando loro delle ideologie, ma di informare, testimoniare quali sono i movimenti culturali dell’arte; compito dei dirigenti è cercare di vagliare per escludere le estremità dell’alta cultura ai più incomprensibile, o le banalità che deludono. In questo compito è facile sbagliare dato che è difficile scegliere al di fuori delle proprie preferenze, simpatie, e gusti, per cui accade di sbagliare nei programmi, di non essere graditi al pubblico: questo deve insegnare a non incorrere in simili errori, ma se accade non è per volontà, ma per un errore umanamente possibile. L’iter del teatro viene discusso tra il direttivo, il consiglio di amministrazione, il collegio d’indirizzo, ed è con questa dialettica che si cerca di rispondere alle esigenze della città. Ultimamente si è creato il Comitato degli Amici del teatro, formato da singoli esponenti delle realtà della fondazione. Si cerca così, nei limiti del possibile, di testimoniare la realtà attuale, vedi la prossima esecuzione del Maestro Abbado al teatro Verdi. In definitiva si cerca di fare un salto di qualità nei rapporti tra teatro e cittadinanza. Bisogna sì realizzare iniziative proprie ma anche essere di aiuto alla realizzazione di iniziative pensate e promosse da altri enti, tipo quelle dell’associazione Pacinotti. Attenzione però, quanto viene fatto nel teatro deve essere fatto col solito amore e la solita passione sia se frutto della Fondazione, sia se trattasi di realizzazione di progetti altrui: senza amore e passione nel teatro non si può agire, e senza questi principi ci si limita ad agire. Bisogna avere questa passione perchè stare a fianco agli artisti è difficile dato che nell’arte tutto si amplifica e, o si rientra nell’ordine di idee dell’artista che possiamo dire rasenta la pazzia, oppure c’è un aperto contrasto, ma con l’amore e la passione si possono smussare gli angoli e vedere il bello e possibile anche dove può esserci il brutto ed il difficile. A questo punto l’oratore dichiara di fare un mestiere che lo realizza, a differenza di altre professioni come quella dell’insegnante che non lo gratificava. Termina con l’evidenziare di non aver volutamente parlato di programmi del passato e del futuro, ma di aver voluto dare il senso del modo di essere di un teatro e di chi vi lavora.

Viene salutato con un caloroso applauso e alla richiesta di un aneddoto parla del rapporto che ha avuto col grande Carmelo Bene persona meravigliosa e pazza. Lavorava di notte e dormiva poco di giorno, dava più importanza alla sonorità della parola che al significato stesso. Lo ha conosciuto bene lavorando assieme nello spettacolo Pinocchio rappresentato anche a Milano al teatro Nuovo della Scala e ci dice che è stato un grande attore fino al 70, ma raggiunta la fama è stato un ottimo ed attento amministratore delle proprie capacità sfruttando la voglia di Carmelo Bene come fiore all’occhiello da parte di vari amministratori e lui si faceva pagar bene anche per la dabbenaggine degli stessi amministratori. Un anno, nominato direttore artistico per il teatro alla Biennale di Venezia, dopo un anno e mezzo, avendo fatto si e no una piccola rappresentazione, presentò al presidente, come frutto della sua direzione, una comune piccola cassetta da registratore, e per la sua opera ricevette due miliardi e mezzo di allora. Quando gli chiese del perchè avesse ricevuto così tanto con un così piccolo risultato la risposta fu :- perchè? Pretendevano che per due miliardi e mezzo facessi uno spettacolo?:-. Questo era diventato Carmelo Bene. Ci racconta anche di quando progettarono una rappresentazione del Lorenzaccio con musica di Bussotti. Carmelo lo intitolò "l’inno all’assenza": infatti nella sua progettazione grandiosa ed intelligenti diceva :-io non ci sarò:-. Questo ritornello lo ripeté per tutte le sue idee, e quando Bozzi stese il resoconto delle spese, giustamente, nella paga per il regista fu piuttosto tirato. Bene ebbe a dire che quella cifra non gli bastava e Bozzi lo rimbeccò col dire :- come devo assumerti presso l’ufficio del lavoro? Come assente? Visto che in tutto "non ci sei":- a questo punto, capito l’antifona rispose :- va bene; allora farò una fugace presenza nello spettacolo:- Peccato però che questo spettacolo già programmato anche per la Scala non sia stato mai realizzato.

Riccardo Bozzi viene di nuovo applaudito e dopo la consegna degli omaggi il Presidente suona la campana della chiusura della Conviviale.

 
Riccardo Bozzi Alcuni momenti della premiazione da parte di Lippi all'Oratore Bozzi
 

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CAMINETTO DEL 24 GENNAIO 2007
 
Il Presidente dopo le comunicazioni di rito, presenta il socio Dott. Riccardo Gifford che presenterà il suo curriculum e le sue esperienze professionali.

E’ bene iniziare con i dati anagrafici personali: Riccardo Dott. Gifford Nato a Livorno, il 28 Dicembre 1957. Residente in Pisa, Via Tealdi 13. 050-577774 , cell. 320 4256655 e-mail R.Gifford@libero.it; riccardo.gifford@fastwebnet.it
Stato civile: Coniugato , 2 figli (Filippo 11 e Valentina 16 anni) Professione moglie Docente scuola media superiore , laurea in biologia .Lingue estere conosciute: Inglese, ottimo livello , parlato e scritto.
Inizia con l’illustrarci gli incarichi attuali.
1. Dal Gennaio 2000 : Amministratore Delegato e Direttore della società consortile Campus scarl.
Le finalità del consorzio e le opere realizzate, per chi è interessato, sono visibili presso il sito www.progettocampuspontedera.it
Il progetto, iniziato nel 2000, è finalizzato alla realizzazione di un insediamento industriale e logistico corredato di un centro servizi alle imprese su una area di circa 90.000 metri quadri. Si stanno oggi insediando nell’area oltre 40 imprese.
Il progetto ha raggiunto i suoi obiettivi principali ed è ormai prossimo al suo completamento, rimanendo esclusivamente da realizzare la zona destinata ad ospitare il centro servizi.
2. Dal Dicembre 2006 : Amministratore Delegato del nuovo Consorzio "Campus Pontedera"
Questo consorzio è stato costituito per realizzare parte della nuova area di insediamento industriale denominata PIP 4 – Piano di Insediamento Produttivo N°4 - di Pontedera (PI). La società si è costituita per proseguire l’esperienza realizzata sul PIP 3 con il Consorzio Campus e con l’obiettivo di realizzare una nuova estensione dell’area di insediamento per le imprese. A fine progetto la superficie complessiva interessata dalle due iniziative raggiungerà i 160.000 mq con investimenti per circa 60 milioni di euro. Le società che hanno costituito il nuovo consorzio
sono : la Mazzanti SpA, la Cogest SpA, la Braccianti Edilizia srl, la Thermocasa srl, la CTE srl, la Coges srl ed la Armo Costruzioni srl.
3. Dal Settembre 2005 : Direttore del Consorzio "I Navicelli".
L’incarico è indirizzato alla gestione operativa ed al coordinamento delle attività di realizzazione del nuovo comparto per la nautica da diporto, situato sulla zona ovest della Darsena Pisana. Il progetto prevede la realizzazione di circa 30.000 mq di fabbricati (su una area di oltre 70.000) destinati ad accogliere 15 imprese del settore della Nautica da Diporto tra cui cantieri per la realizzazione di grosse imbarcazioni (oltre 45 mt di lunghezza).
L’investimento complessivo è stimato in circa 22 milioni di euro.
Dal Giugno prossimo, tra i vari incarichi, avrò la responsabilità di curare l’organizzazione e lo start-up operativo del nuovo Centro Logistico della Marini–Pandolfi SpA (primo per il gruppo Comet) , attualmente in costruzione presso la zona industriale di Pontedera.
Agosto 1999 - Febbraio 2000
Ho svolto attività libero professionale presso varie strutture ed in particolare :
Consulente So.Ge.S nel settore "Organizzazione degli Acquisti e Logistica".
Consulente tecnico/commerciale per il Consolato Inglese / British Trade International (Firenze e Milano) per il settore ferroviario.
Consulente della Tecform Engineering srl (Società di Ingegneria) di Roma e della CNA provinciale di Pisa per le attività di supporto alle aziende nei settori della organizzazione degli Acquisti e della Logistica.
1997 – Agosto 1999 Gruppo Ceteco (PISA)
"Direttore Acquisti"
Inquadrato come Dirigente ho fatto esperienza diretta nella gestione dell’intero sistema azienda. In particolare ho curato la completa ristrutturazione del rapporto tra le risorse interne alla azienda e le risorse strategiche esterne; ho curato la riorganizzazione delle aree acquisti e logistica integrandole ed ottimizzandone i rapporti con il sistema di progettazione tecnica ed il sistema produttivo.
1996 – 1997 Piaggio V. E. SpA (Pontedera - PI)
Manager nell’area "Marketing and Supplier Development"
con le principali responsabilità di:
ricercare ed individuare sul panorama mondiale i fornitori più idonei per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Effettuare l’analisi della concorrenza.
1990 - 1996 Breda Costruzioni Ferroviarie (Pistoia)
Ho assunto, nel periodo, vari incarichi di responsabilità. Ho assunto inizialmente gestione diretta (come Project Manager) dei principali contratti relativi alle forniture dei veicoli destinati alle metropolitane USA, per passare ad avere la responsabilità dell’intero settore Acquisti Estero del gruppo; poi ho assunto la responsabilità dell’Ufficio Gestione Contratti (Direzione Acquisti, area estero) delle commesse estere, sino ad assumere la responsabilità del Marketing degli Acquisti per le divisioni Ferroviaria ed Autobus del Gruppo. In questo periodo la attività maggiore è stata svolta negli Stati Uniti presso gli uffici della Breda Transportation Inc. di New York (oltre tre anni di permanenza negli Stati Uniti).
1988 - 1990 Whitehead – Gilardini ( Livorno)
Area Manager, per i mercati della Malesia, Indonesia e Singapore con la responsabilità delle gestione delle attività di vendita e di assistenza al cliente per sistemi d’arma prodotti nello stabilimento di Livorno (mine, siluri, sistemi di lancio e contromisure) destinati ai suddetti mercati.
1978 - 1988 Marina Militare – Ufficiale di Stato Maggiore
Ho seguito l’iter formativo degli ufficiali destinati allo Stato Maggiore (Accademia Navale e successivo imbarco) sino a diventare, prima di congedarmi, responsabile della conduzione Unità, gestione operativa degli uomini e dei mezzi, della manutenzione dei sistemi d’arma e della gestione ed addestramento del personale con la qualifica di Capo Servizio Armi Subacquee
Nel periodo 1984 – 1985 ho avuto l’incarico di selezionatore ed addestratore dei nuovi allievi della Prima Classe dei corsi Normali in Accademia Navale.
Nel periodo Settembre-Dicembre 1987 in occasione del primo conflitto Iran-Iraq, ho partecipato, a bordo della Fregata lanciamissili Grecale, alla prima missione di guerra nel Golfo Persico svolgendo compiti di Ufficiale responsabile del coordinamento delle attività antisommergibile e della difesa e sicurezza della unità contro gli attacchi di mezzi d’assalto.
TITOLI DI STUDIO
Specializzazione in "Elettroacustica subacquea" conseguita presso la Accademia Navale di Livorno, classificandosi primo del corso;
Specializzazione in "Lotta antisommergibili - ASW" conseguita presso la scuola di addestramento della Marina Militare di Taranto;
Laurea in "Scienze Marittime e Navali", facente parte della classe di laurea "Scienze per la Difesa e la Sicurezza", conferita dalla Università degli Studi di Pisa con votazione 110 e lode. Corso di studi presso la Accademia Navale di Livorno, Ruoli Normali, Corpo di Stato Maggiore.
Diploma di Perito Tecnico in Elettrotecnica conseguito presso l’Istituto Galileo Galilei di Livorno.
Hobby: Gioco del Golf (Hcp 15 EGA), tesserato FIG (Federazione Italiana Golf);
Tiro di precisione (carabina cal. 308 w);
Pittura e disegno
Dal 2004 sono membro della Accademia dei Cavalieri di Santo Stefano.

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CAMINETTO DEL 31 GENNAIO 2007
 
Caminetto del 31 Gennaio 2007

Il Presidente dopo aver annunciato di aver ricevuto lettere di ringraziamento per quanto fatto dal Club, e mostrato pubblicazioni del R.I. e del R.F. (si trovano sul sito del distretto) rende noto che l’Istituto Santa Caterina ha aderito al programma di Gesi per le scuole medie inferiori. Approfitta dell’assenza di Landi, che doveva parlare su problemi rotariani, per ricordarci, in sintonia col principio dell’informazione, cos’è il Rotary il Rptaract e l’Interact. Antonio Trivella invece ci parlerà del RYA, del GSE.

Il presidente comincia col parlare del Rotary:

Il Rotary è un'organizzazione internazionale costituita da uomini e donne provenienti dal mondo degli affari e delle professioni che lavorano fianco a fianco per realizzare progetti umanitari e di assistenza alle comunità, incoraggiare il rispetto di rigorosi principi etici in tutti i campi, e soprattutto in ambito professionale, e diffondere la pace e la buona volontà tra i popoli della Terra.
L'organizzazione conta attualmente circa 1.200.000 e più di 31.000 club in 166 Paesi.
I soci dei club fanno parte di un vasto gruppo di professionisti che con la loro esperienza affrontano i numerosi problemi locali e internazionali. Attraverso l'Azione d'interesse pubblico e altre iniziative, i soci dei club promuovono la pace e la comprensione tra i popoli della Terra. I soci sono la nostra principale risorsa. Sono la forza che consente al Rotary di portare avanti i suoi progetti umanitari e di realizzare la sua missione.
Il Rotary International offre un'ampia gamma di programmi umanitari, interculturali ed educativi e attività ideate allo scopo di migliorare la condizione umana e di mettere in pratica il vero obiettivo dell'organizzazione, vale a dire la comprensione e la pace internazionali. Nove programmi strutturali e nove aree di intervento prioritario aiutano club e distretti a raggiungere i loro obiettivi di servizio a casa propria e all'estero, diffondendo contemporaneamente lUIO spirito di cameratismo e di buona volontà.
Il motto del Rotary, "Servire al di sopra di ogni interesse personale", ben descrive il suo principale obiettivo nella comunità, sul posto di lavoro e nel mondo. I Rotariani realizzano progetti comunitari di servizio per affrontare molte delle questioni irrisolte del mondo contemporaneo. Essi si occupano di programmi per i giovani, di opportunità nel campo dell'istruzione, di scambi internazionali di studenti, insegnanti e professionisti e di corsi di formazione di vario tipo.

Interact

Interact è un'associazione di club di servizio istituita dal Rotary International per i giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Ogni club Interact è sponsorizzato da un Rotary club che gli fornisce aiuti e consigli quando è necessario. Tuttavia i club Interact si gestiscono da soli e devono essere autosufficienti finanziariamente.
L'effettivo varia considerevolmente da un club all'altro. Alcuni infatti sono solo maschili, altri solo femminili, altri ancora misti. Vene sono poi di grandi e di piccoli. I soci possono provenire dal corpo studentesco di una singola scuola, ma anche da due o più scuole di una medesima comunità.
Ogni anno i club Interact devono portare a termine almeno due progetti di servizio, uno dei quali deve avere come obiettivo la diffusione della comprensione e della buona volontà nel mondo. Attraverso questi progetti gli Interactiani sviluppano una rete di amicizie con i club locali e con quelli di altri Paesi. E, strada facendo, i soci apprendono l'attitudine alla leadership e il valore del lavoro.
Interact è oggi uno dei più significativi programmi di servizio del Rotary, con più di 10.700 club in 109 Paesi di tutti i continenti. In altre parole, Interact è diventato un vero fenomeno mondiale.
Gli Interactiani prendono spesso parte alla fondazione di nuovi club Rotaract e partecipano al RYLA (Rotary Youth Leadership Awards), agli Scambi di giovani e alle borse degli Ambasciatori.

Rotaract

Rotaract è un club di servizio sponsorizzato dal Rotary per uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni. I club Rotaract sono generalmente basati sulla comunità o su un'università e sono sponsorizzati da un Rotary club della zona, cosa che ne fa degli autentici "partner nel servire" e membri importanti della grande famiglia del Rotary .
Grazie al programma Rotaract i giovani non solo possono accrescere le loro conoscenze e le loro capacità, ma imparano ad affrontare i problemi materiali e sociali della loro comunità, promuovendo al tempo stesso la pace e la comprensione tra i popoli attraverso una rete di solidarietà e di servizio.
Tutti i club Rotaract, le cui iniziative partono sempre dal livello più basso, hanno accesso alle risorse del Rotary International e della Fondazione Rotary.
Essendo uno dei programmi più significativi e di maggior successo del Rotary, con oltre 8.000 club in 155 Paesi e aree geografiche, anche Rotaract, come Interact, è diventato un fenomeno mondiale.
I Rotaractiani prendono spesso parte alla fondazione di nuovi club Interact e partecipano al RYLA (Rotary Youth Leadership Awards), alle borse degli Ambasciatori e agli Scambi di gruppi di studio (GSE).

Trivella fa una relazione iniziando col dire che sia il RYLA che il GSE sono occasioni per poter utilizzare fondi della RF, fondi in cui abbiamo già versato i nostri contributi come Club, in favore dei giovani. Lo scopo di questa splendida iniziativa rotariana è quello di aiutare a sviluppare nei giovani le doti di comando e il senso di responsabilità civica.
L’acronimo di RYLA è Rotary Young Leaderschip Award e questo programma è nato in Australia nel 1971 e il nostro Distretto per primo in Italia ha iniziato ad organizzarlo nel 1983. Nel nostro distretto è sorto durante il governatorato di Gianfranco Napoli e i primi 4 anni si è svolto nei pressi di Follonica per cui Trivella ha potuto seguirne lo sviluppo.
Questo è quindi un chiaro esempio dell’interesse che il Rotary mostra a favore della gioventù perché come ha elaborato il premio Nobel 1979 per l’economia Schultz, investire negli uomini rende più che investire nei macchinari.
E’ da sottolineare la continuità e la validità dell’iniziativa che permette ai giovani di acquisire alcuni requisiti fondamentali come l’etica utile per una leadership positiva, la capacità di essere assertivi ovvero affermare se stessi, ma rispettare sempre chi abbiamo di fronte; la capacità di accrescere la stima in se stessi e la possibilità di confrontare e verificare esperienze personali con quelle di altre persone. E’ quindi fondamentale che i Presidenti dei Club insieme ai propri consigli direttivi effettuino una scelta oculata dei candidati in quanto il RYLA rappresenta una splendida possibilità di crescita, ma non deve essere intesa come una pura vacanza.
I relatori anche quest’anno daranno la loro disponibilità e sicuramente ci sarà il successo dell’iniziativa perchè sapranno ricreare quella magica atmosfera che ha significato il successo delle ventidue precedenti edizioni.
Al RYLA si ricrea, infatti, l’esperienza che possiamo ricondurre ai "gymnasia" dei tempi di Platone ove studiosi e giovani si confrontavano in armonia, con le sole armi della sagacia e del rispetto dialettico.
Il compito del Club è quello di scegliere uno o due giovani dai 18 ai 26 anni che siano studenti delle medie superiori, universitari o laureati e possono essere anche parenti di rotariani, per cui non ci sono ostacoli di sorta. Il programma si svolge a Lido di Camaiore, alle Dune, ed il tema è : PROFESSIONALITA’ OGGI: TRA PERSONA E TECNOLOGIA: le iscrizioni devono essere fatte entro il 28 Febbraio c.a.. I candidati devono rivolgersi a Landi e riceveranno gli stampati da riempire e firmare. Il costo per il Club è di 600 €, ma quello effettivo è di gran lunga superiore. I candidati devono essere consapevoli di stare per una settimana alle Dune e seguire le lezioni impartite da istruttori rotariani.

A questo punto parla del GSE.

La sigla significa SCAMBIO GRUPPI di STUDIO. Si tratta di inviare 4 giovani residenti nel nostro Distretto, tra i 25 e i 40 anni, laureati che esercitino la professione da almeno due anni nel nostro distretto con conoscenza della lingua inglese, non rotariani nè parenti di rotariani. S sta per scambio culturale e professionale per i 4 giovani prescelti e saranno ospitati dal Distretto D. 5890 (Houston, Texas, USA). Nella città di Houston saranno seguiti da un team leader che li guiderà allo studio e l’ampliamento professionale per storia, lingua, commercio, istituzioni governative della zona in cui si trovano. E’ indispensabile l’entusiasmo per la propria professione ed essere in grado di poter sopportare i disagi dei viaggi intercontinentali. I giovani saranno ospiti per un mese dei Club di Huston e per il nostro Club non vi sono aggravi di spese. Il nostro compito è solo quello di trovare il giovane da inviare, perchè le spese sono a carico del distretto. Da noi verrà un gruppo di 4 giovani texani il 2 Giugno e verranno seguiti da un loro team leader coadiuvato da un nostro team leader che gireranno nei vari Club del Distretto: i nostri partono il 14 Aprile 07 e rientrano il 12 Maggio 07. In questo periodo hanno l’opportunità di partecipare al Congresso Distrettuale del Messico. Chi ha provato questa esperienza è restato entusiasta e dopo anni si ricorda ancora dell’evento. I candidati devono essere segnalati all’amico Landi.

Interviene il Presidente che ci avverte di interessarci per segnalare dei giovani per il RYLA che è più fattibile e vicino. Per il GSE abbiamo tempo e possiamo riflettere più a lungo. Comunica l’invito del Comune di Pisa per la presentazione del libro COME QUANDO FUORI PIOVE della Francesca Duranti presso la sala della biblioteca comunale al Palazzo Gambacorti.

Prego fare particolare attenzione alla lettera n° 8 del Governatore (Clicca qui)