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| Caminetto del 10 ottobre 07 Conviviale del 17 Ottobre 07 Caminetto del 24 Ottobre 07 Caminetto del 31 Ottobre 07 | |||||
| CONVIVIALE DEL 3 OTTOBRE 2007 | |||||
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| Tavolo della Presidenza | Continuo del tavolo della Presidenza | Il Presidente con il Dott. Marco Ferrante | |||
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| Una serie di tavoli con i soci del Club che ascolteranno l'oratore nell'intervento sul libro Famiglia Agnelli | |||||
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| Altro tavolo di soci | il presidente omaggia Ferrante dopo la conferenza | Il cordiale saluto del presidente e dell'oratore | |||
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Conviviale del 3 Ottobre 2007 Inizia il Presidente con le comunicazioni di rito. Riguardo al Premio Galilei ricorda che Sabato mattina c’è la premiazione in Sapienza ed il pomeriggio alle 19,30, agli Arsenali Medicei, inizia l’aperitivo cui segue la cena. Per chi vuol partecipare è bene prenotarsi dal Segretario. Presenta l’oratore di questa sera: Dott Marco Ferrante, giornalista fin dalla giovane etaà, si è fatto le ossa con molti giornali, partendo dal poco noto "Opinione" fino ad essere oggi caporedattore economico del "Il Foglio", e collaboratore di Matrix di Canale 5. Ha sempre seguito la linea di lavorare nel campo delle "Idee". Ha scritto e pubblicato un libro "Casa Agnelli" che non è la vita dell’Avvocato, ne della FIAT, ma parla della, o meglio, delle "famiglie" di casa Agnelli. Il Presidente ricorda che è figlio di un rotariano, Dott. Glauco Ferrante fondatore fin dal 1977 del Club di Martina Franca. L’oratore presenterà la sua opera ed in seguito verranno le domande. Chiarisce subito che non è un simpatizzante di casa Agnelli, ma si interessa di loro dal 2005 quando la FIAT, dopo il caso General Motor, è minacciata dalle banche che cercano di entrare nella società: è allora che subentra il manager Merchionne portando l’azienda e la famiglia alla situazione di oggi. Chiarisce che non è sanata, ma in via di risanamento. In quel tempo si stava interessando delle famiglie note in Italia e scrive un grosso articolo sul "Il Foglio", piacque a Ferrara e lo stimolò a scrivere il libro in oggetto. Gli Agnelli sono l’unica famiglia che è riuscita a mantenere il proprio prestigio anche economico di allora, al contrario di molte famiglie che da ricche si sono ritrovate a navigare nella media borghesia. Fa un elenco di queste famiglie scomparse dal modo dell’industria italiana, con una dovizia di particolari, come i Lancia, i Florio, i Feltrinelli che da un impero si ritrovano solo una casa editrice, i Perrone dell’Ansaldo, i Pirelli che tramite Tronchetti Provera va verso la telefonia mobile, ecc. Le uniche due famiglie restate agli antichi livelli sono gli Agnelli e i Marzotto. La famiglia FIAT nel ’60 ricopriva il 10% del PIL e sicuramente non poteva scomparire. Gianni Agnelli, figura controversa, è sempre riuscito a tenere unita la famiglia col capestro della Società in forma accomandita. Infatti chi cercava di uscire dalla società avrebbe perduto una notevole fetta del loro capitale. Gianni controlla il doppio, cioè il 30%, della accomandita ma con questo sistema tiene uniti gli 11 rami della famiglia.. Morto Gianni era opinione che la famiglia si sarebbe disgregata, invece si è unita maggiormente e questo per un innato spirito animalesco del denaro (vedi il caso Margherita). La famiglia è unita anche per altri motivi come il "dover essere": l’apparenza è determinante, vedi il caso Lapo (forse il meglio od il meno peggio della famiglia), per occupare una determinata posizione sociale. Spiega perchè è giusto interessarsi di questa famiglia: 1° attraverso di loro abbiamo vissuto il capitalismo italiano, 2° loro ci hanno insegnato l’aspetto del capitalismo. Merchionne riesce a rovesciare il tavolo nel senso che dimostra essere il capitalismo un fatto privato, familiare (porta ad esempio la privatizzazione Telecom) e lo dimostra il fatto che nel mondo intero il 45% delle imprese sono a carattere familiare. La famiglia Agnelli è sfilacciata, vi sono 11 rami sparsi in tutto il mondo, addirittura i cugini non si conoscano tra di loro, però riescono a restare sempre uniti. Una dimostrazione pratica, nel 2006 muore Gianni Agnelli, la mattina dopo, l’erede Umberto riunisce la accomandita e decide un aumento di capitale. Da rimarcare che non essendovi più niente da vendere, per l’80% il capitale viene versato in contanti dai conti personali dei singoli familiari. Per chiarire maggiormente lo spirito controverso della famiglia sembra che qualcuno abbia detto che se fosse stato vivo Gianni non avrebbe messo le mani in tasca. Le banche avevano prestato alla Fiat, tre anni prima nel momento di crisi, 3 milioni di €; a questo punto il pacchetto azionario della famiglia è del 20% e un gruppo di banche guidate dal capo della S. Paolo, Enrico Salsa, vogliono entrare nella Fiat in forza del credito così avrebbero avuto un predominio nel consiglio d’amministrazione con 30% delle quote azionarie. Ma la famiglia resta unita e, con Merchionne, dà incarico ad una banca inglese di comperare il più possibile azioni della Fiat che sono al minimo storico, per poi venderle ad una società collegata alla Fiat e in seguito cedute alla famiglia. Operazione al limite della legalità, la famiglia unita accetta, paga la multa ma il predominio della Fiat è ancora alla famiglia avendo raggiunto di nuovo il 30% delle azioni. Altro argomento che lo ha spinto a scrivere il libro è la faccenda Margherita. Secondo l’autore questa è una cosa notevole, infatti una mossa del genere rischia di rompere l’equilibrio e l’unione della famiglia, compito devoluto dal fu Gianni a Merchionne. E’ chiaro che in tutte le migliori famiglie tipo Benetton o Marzotto vi sono litigi, ma preferiscono lavare i loro panni sporchi in famiglia ed in sordina. Invece Margherita apertamente si ribella e reclama i suo. Sia ben chiaro che il patrimonio in questione è quello personale di Gianni, la parte dell’accomandita valutata 300 milioni di € l’ha ceduta al figlio Lapo e a lei è stata liquidata una somma di 1,1/2 miliardi di €. Però sembra da indiscrezioni che il patrimonio personale di Gianni, accumulato per diversi motivi, sia di 5 miliardi di €. Margherita a questo punto chiede il resoconto alla luce del sole. Perchè questo? Nel 2004 la parte della accomandita valeva 300 milioni di € mentre oggi è valutata 1 miliardi di €, e si sente defraudata; inoltre Margherita abita a Ginevra e quando esce si sente apostrofare su vicende della Fiat e lei è costretta a dichiarare che non c’entra per niente. Ecco perchè questa vicenda è interessante, un membro della famiglia, al contrario di tutte le altre famiglie, chiede apertamente la verità sui conti e pretende ciò che gli spetta. Tutto sommato è una famiglia scombinata dove sono solo tre coloro che hanno un lavoro in proprio e non sono legati al carro Fiat: Lapo Rattazzi che si è affermato con gli aerei, Leonello Fanini editore in Francia, Sebastiano Funstemberg che ha una piccola banca che sconta fatture e cambiali. A questo punto fa un lungo elenco di nomi delle famiglie Agnelli. Io ne citerò solo alcuni. Clara Agnelli che sposa l’aristocratico Fustemberg; questo matrimonio fa uscire la famiglia Agnelli dall’anonimato sociale e la fa entrare nella aristocrazia iniziando il riscatto della famiglia. Fa un elenco di figli, ma l’unico che si salva è il già citato Sebastiano. Edoardo Agnelli, soggetto debole anche per l’educazione ricevuta da un padre con mentalità ottocentesca. Margherita Agnelli con i suoi 8 figli che non riesce a controllare. Susanna Agnelli, impegnata a Roma con la resistenza antifascista, che sposa Lupo Rattazzi, idealista della patria e comandante della X^ MAS. Ha diversi figli, ma l’unico degno di essere rammentato è Cristiano Rattazzi per il motivo di avere portato nella famiglia l’amico Luca di Montezemolo che entrerà nelle simpatie di Gianni e lo farà diventare quello che è oggi, mentre Cristiano, che doveva essere l’erede è ai margini delle attività familiari. Cristina Rattazzi, intelligente e brava scrittrice, ma anche essa ai margini. Prosegue con gli altri figli di cui vi risparmio i particolari. Per sottolineare il carattere di Gianni parla di uno dei nipoti, Lionello Brandolini editore in Francia: Gianni si è sempre rifiutato di fare da testimone alle nozze dei nipoti, fa eccezione per lui in quanto sposa la nipote di Juscar D’Estain; in quel momento Gianni cerca di entrare nella sfera del capitalismo francese ed essere imparentato con un così importante uomo politico può facilitargli il compito (in seguito però Pampidou boccia l’operazione ideata da Gianni). Quindi tutto quello che fa è dettato dall’interesse personale e dalla sua voglia di emergere. L’oratore continua a parlare dei rampolli Brandolini, Giorgina che ha scritto un libro "Feste leggendarie dal 1922 al 1975" ma non fa altro; uno che si interessa di vini, un altro sposatosi con una vietnamita fuoriuscita vive in USA ecc. Tutto quanto continua a dimostrare come la famiglia sia sfilacciata, disunita al punto che non si conoscono fra loro ma nonostante tutto restano sempre uniti: è la Fiat il collante per la famiglia Agnelli. Sono tutti consapevoli che esistono solo in funzione di questa, se sparisce la Fiat anche loro sono destinati a sparire dal modo dell’aristocrazia industriale. Termina salutato da un lungo applauso. Il Presidente apre la fila delle domande. L’oratore risponde. 1°) Il mistero del fratello scomparso: Giorgio è il sesto di sette figli e alla fine degli anni ’40 va negli USA dove viene a contatto con gli allucinogeni e provato dalla mescarina rientra i Italia, ma ha un comportamento anomalo per cui viene ricoverato in una clinica svizzera e nel ’65 muore forse suicida. 2°) Per quanto riguarda il ruolo delle donne bisognerebbe conoscere la biografia di Virginia moglie di Edoardo che istaura il matriarcato nella famiglia Agnelli, seguita in seguito dalla figlia. 3°) Ad un’altra domanda dice che la Fiat è importante nell’economia italiana ed anche quando c’era il dominio dei sindacati e di Gheddaffi negli anni di crisi del ’70 continuava ad assumere 10.000 operai all’anno. 4°) Per quanto riguarda il futuro Fiat ci dice che è irripetibile: Merchionne ha venduto le partecipazioni di Medio Banca e si è lasciato solo le RCS che ha estrema importanza per la comunicazione. Merchionne sarebbe per una espansione esterna più che un’egemonia interna. 5°) Contrasto Romiti Merchionne: quest’ultimo, con una formazione anglosassone ha portato una nota di modernità nel capitalismo familiare, introducendo la meritocrazia. Romiti, che non ha mai sopportato Merchionne, dice che la sua Fiat era migliore di quella attuale. Gianni portò Romiti per rimediare ai guai, ma il vero merito del salvataggio della Fiat è stato Umberto, che mentre la ditta perdeva, riusciva a compensare con i guadagni delle operazioni della sua Finanziaria IFI. 6°) Il futuro del capitalismo familiare: bisogna tenere unita la famiglia e saper scegliere manager validi. La famiglia è importante e se guardiamo le potenze economiche mondiali vediamo che il 45% è in mano alle famiglie, mentre per l’industria automobilistica si arriva alla quasi totalità e qui fa un lungo elenco di marche. L’importante è che sappiano scegliere bene i manager se vogliono mantenere il potere. A questo punto chiude la conferenza e viene omaggiato dal Presidente. |
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| CAMINETTO DEL 10 OTTOBRE 2007 | |||||
| Questo caminetto è stato dedicato interamente alla relazione del Segretario Antonio Trivella che ha fatto un aggiornamento sui provvedimenti adottatidall'ultimo consiglio di legislazione. Di seguito riporto integralmente la relazione. Mi scuso per la cattiva risoluzione, ma con pò di pazienza potete leggere quanto relazionato. | |||||
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Di seguito il presidente ha invitato i soci a partecipare alla manifestazione sotto evidenziata. Il consiglio ha deciso di dare la propria sponsorizzazione all'iniziativa. Siete pregati di informare anche le vostre consorti oltre che a partecipare. Le signore ne sono già al corrente, ma è bene stimolarle ulteriormente ed eventualmente accompagnarle. La manifestazione è organizzata dal nostro Club assieme alla Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e all’Istituto Toscano Tumori. Per cortesia, partecipate numerosi. |
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| CONVIVIALE DEL 17 OTTOBRE 2007 | |||||
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| Il tavolo della presidenza e alcuni tavoli dei soci durante la cena | |||||
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| La relatrice Rita Charbonnier, col Presidente e mentre parla | |||||
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| Il rientro nel nostro Club di Mauro Pallini, già socio fondatore, dopo la permanenza per ragioni di lavoro nel Club Viareggio Versilia. Legge la dichiarazione di appartenenza al Club, come voluto dal nuovo statuto | |||||
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Il momento della premiazione alla Signora Rita Charbonnier dopo la sua presentazione del libro "La Sorella di Mozart" |
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Conviviale del 17 Ottobre 2007 Dopo la cena il Presidente passa alle comunicazioni: 1°) Un saluto sincero (sottolineato da un caloroso applauso da parte dei presenti) "all’amico risanato" Francesco Lippi, accompagnato dalla consorte Antonella, assente da lungo tempo causa noiosa malattia. Sottolinea che è sempre pronta la sedia che gli spetta al tavolo della presidenza. 2°) Il nostro Club si rafforza col ritorno del socio fondatore Mauro Pallini. Emigrato al Club Viareggio Versilia per motivi di lavoro, al momento che tali motivi sono terminati, Mauro desidera tornare tra noi. E’ presente con la Signora Carla. Il Presidente giustamente evita la presentazione del curriculum dato che tale formalità è stata fatta nel passato, (io per ricordare il suo operato, specie per i soci ammessi dopo la nascita del Club, mi permetto di riportarne il curriculum già presentato in passato). La cerimonia acquista un sapore particolare in quanto, nonostante sia un vecchio rotariano, ricevendo la nuova investitura leggerà l’impegno del neo rotariano per l’operosità e la lealtà verso il Club, come vuole il nuovo statuto. |
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MAURO PALLINI è nato a Campiglia Marittima il 18
febbraio 1943 e risiede a Querceta, Comune di Seravezza (LU). Si è laureato presso l'Università degli Studi di Pisa
in Scienze politiche, indirizzo giuridico - amministrativo. |
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A questo punto presenta la Relatrice di questa sera Rita Charbonier accompagnata dal fratello Ing. Presciuttini che ci presenterà il suo libro "La Sorella di Mozart". Questo avviene per la prima volta a Pisa, e siamo orgogliosi che avvenga nella nostra sede. É un romanzo dove si intrecciano magistralmente vicende storiche con un intreccio romanzesco. |
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| Riassunto della presentazione del libro "La Sorella di Mozart" della Sig.ra Rita Charbonnier | |||||
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Vengono chiesti chiarimenti sulla documentazione e
del perchè le donne erano trattate così: Ad un’altra domanda, si presuppone che il conflitto
con il padre sia rafforzato dallo strappo con la sorella; Domanda se è morto di causa naturale o avvelenato. Cosa fa la sorella: Alla domanda se la sorella ha scritto opere per il
fratello: Dopo gli applausi sentiti dei soci, viene omaggiata
dal Presidente. |
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| Due presentazioni del romanzo "La Sorella di Mozart" fatte dall'autrice Rita Charbonier nel suo blog http//ritacharbonnier.blogspot.com | |||||
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"La sorella di Mozart" Una bambina nata in
Austria nel 1751 è un genio musicale. Suo padre è un ottimo
violinista e compositore, severo, fervente cattolico; sua madre è una
donna di casa,
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| CAMINETTO DEL 24 OTTOBRE 2007 | |||||
| Dopo le brevi comunicazioni del Presidente, l'amico Giunta Gaetano ci intrattiene su di un argomento di notevole importanza "Nuove frontiere delle telecomunicazioni" | |||||
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Nuove frontiere delle telecomunicazioni Prof. Gaetano Giunta Intervento alla riunione del 24 ottobre 2007 del Rotary Pisa - Pacinotti L’evento fondamentale nella storia delle reti di telecomunicazioni è stato il concetto di internet (1974). Scaturito dalla precedente esperienza Arpanet (1969-1990) che ha connesso tra loro svariati Istituti di ricerca ed Università dapprima americane e poi in tutto il mondo, si è sempre più sviluppata coinvolgendo dapprima gli stati più industrializzati, quindi sempre nuovi stati e popolazioni (boom previsto in Asia per il 2010). Le motivazioni del successo sono state : Sovvenzioni statali ($ 200 milioni nel periodo ‘86-’95) Assenza di vincoli architetturali forti: non richiede che tutti i sistemi siano basati sulla stessa architettura protocollare – interconnessione di reti eterogenee Modalità di trasferimento nello strato di rete senza connessione – flessibilità rispetto a tecnologie di (sotto)rete anche molto diverse tra loro Semplicità dei protocolli (inclusi quelli di gestione e controllo) Disponibilità immediata e gratuita del software, della documentazione tecnica e degli standards (anche nei primissimi stadi di sviluppo) Protocolli implementati in software Protocolli integrati nel sistema operativo UNIX Vasta disponibilità (spesso gratuita) di applicazioni (modello client/server e peer-to-peer). Parallelamente, i servizi supportati dalle moderne reti cellulari di telefonia sono caratterizzati dal fatto che la componente vocale è affiancata da flussi di informazioni di tipo video e/o dati e l’accesso ai servizi può essere effettuato tramite terminali differenti e indipendentemente dalla postazione fisica dell’utente finale. Ciò ha portato già con il GSM alla possibilità di personalizzazione del servizio da parte dell’utente finale, in particolare per quanto riguarda gli aspetti di sottoscrizione, configurazione, accesso ai servizi. Il sistema UMTS di terza generazione (3G) è stato concepito, sin dall’inizio, come parte di un sistema di comunicazione globale (IMT 2000) in grado di fornire una copertura a livello mondiale attraverso le due componenti terrestre e satellitare, incorporando i servizi di base forniti dal GSM con la 2a generazione (2G) per mezzo di terminali multimodo e multibanda. Il sistema UMTS fornisce un supporto totale alla mobilità, consentendo la migrazione (con piccole interruzioni nelle comunicazioni) tra reti private sia fisse che radio, e tra pico/micro reti cellulari pubbliche, reti cellulari pubbliche caratterizzate da celle di media/grande estensione e la rete satellitare, consentendo lo sviluppo di un ambiente residente virtuale (virtual home environment - VHE) che consenta all’utente di personalizzare i servizi sottoscritti e le interfacce grafiche utilizzate per accedervi, mantenendo tali personalizzazioni indipendentemente dalla rete d’accesso e dal contesto tecnologico in cui è inserito. Sebbene l’Internet mobile non costituisca l’unico elemento per il successo potenziale della 3° generazione, la consistenza delle opportunità offerte da tale segmento ha attratto e attrae numerosi attori (media, servizi finanziari, spettacolo, elettronica di consumo, Internet Service Provider,…). Il tasso di crescita degli utenti di Internet superiore a 500.000 persone/giorno, mentre la diffusione della rete telefonica tradizionale (fissa) ha richiesto 130 anni per raggiungere 1 miliardo di abbonati ed il GSM ha impiegato 10 anni per raggiungere la stessa diffusione. La dinamica dei prezzi ha favorito la crescita della rete, grazie alla preferenza dell’utente per tariffe a forfait. Inoltre, le tariffe delle comunicazioni mobili stanno migrando da tariffe basate su bassi canoni e costi unitari elevati a tariffe basate su canoni più elevati e costi unitari bassi (con consistenti volumi di traffico compresi nel canone). Vi è poi un’ampia diffusione di contratti ADSL basati sul solo canone (flat rate). Nel futuro questo trend verrà ancora di più accentuato da una nuova tecnologia di accesso che sta per essere costruita e lanciata sul mercato: il WiMax. Esso presenta notevoli miglioramenti, rispetto ai sistemi precedenti, in termini di: Prestazioni superiori ai sistemi 3G Flessibilità Architettura basata sul paradigma Internet che include IMS per facilitare lo sviluppo a basso costo di servizi ad alto valore aggiunto Basso costo delle infrastrutture Basso costo dei terminali Facilità di integrazione e sovrapposizione con reti 2G e 3G. WiMax offre connessione a larga banda e supporta molti scenari applicativi e presenta caratteristiche innovative di: Completa gestione della mobilità Meccanismi di riduzione dei consumi energetici per aumentare l’autonomia del terminale Meccanismi avanzati di gestione della Qualità del Servizio per comunicazioni multimediali in tempo reale Sicurezza (autenticazione, autorizzazione, contabilizzazione) Minimizzazione del costo per la fornitura di servizi multimediali mobili Migliore efficienza nell’uso della risorsa radio Nuovi servizi a larga banda in tempo reale (con bassa latenza) che impiegano reti interamente basate su Internet Il problema centrale di un mondo sempre più interconnesso risulta essere legato ad aspetti di sicurezza, riservatezza e proprietà intellettuale. Infatti, la Costituzione degli USA prevede il dovere del Congresso di promuovere il progresso scientifico e delle arti, assicurando agli autori e agli innovatori, per un tempo limitato, il diritto di proprietà esclusivo sui loro scritti e sulle loro scoperte. Il garantire legalmente il diritto esclusivo sulla proprietà intellettuale non determina il pieno potere di controllo sull’informazione prodotta. Tanto è vero che con lo sviluppo della tecnologia digitale e di Internet l’informazione può essere perfettamente copiata e trasmessa in tutto il mondo. La sicurezza e riservatezza risulta sempre più critica nelle interazioni con la vita e l’opera di ciascun "utente tecnologico". Le informazioni collezionate dall’ambiente con il quale interagiamo possono essere impiegate per rivelare i nostri dati personali e le nostre abitudini. Infatti, sicurezza e riservatezza delle informazioni sono elementi imprescindibili per l’accettazione di un nuovo ambiente denso di apparati furbi che possono comunicare a nostra insaputa (traditori tecnologici). I fattori critici che contraddistinguono le nuove tipologie di rete riguarderanno pertanto: Disponibilità di linguaggi estensibili di carattere generale per la definizione delle regole che governano sicurezza e riservatezza. Certificazione della sicurezza e della riservatezza da estremo ad estremo, quando sono coinvolti più canali di comunicazione in cascata. Introduzione di uno strato dedicato alla sicurezza e alla riservatezza. Disponibilità di metodi robusti per l’autenticazione mutua (da impiegare anche per gli aggiornamenti). Metodi di registrazione sicura degli utenti. Alta complessità computazionale dei meccanismi di inserimento di chiavi di sicurezza e riservatezza. Bassa complessità computazionale dei meccanismi di verifica di sicurezza e riservatezza. |
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| CAMINETTO DEL 31 OTTOBRE 2007 | |||||
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Conviviale del 31 ottobre 2007
Questi chiarisce che non intende e non può dare soluzioni, ma fare solo delle riflessioni. Ha esperienza di Accademia, di navigazione e di servizio a terra e si è interessato di strategia militare. Si chiede se ciò che ha appreso ed applicato possano avere dei punti in comune col mondo civile. Prima somiglianza sta nel fatto che ad agire sono uomini, macchine (che migliorano l’opera dell’uomo), e conoscenza. La differenza fondamentale sta nel fatto che in campo militare si tratta di guidare degli uomini in un conflitto, dove si tratta di agire contro qualcuno che ha obiettivi diversi dai nostri, e questo in modo cruento, cosa che non succede in situazioni analoghe nel campo civile. Parliamo della Leadership: riveste una grande importanza il mondo della comunicazione che può essere interpersonale, di gruppo, e rivolta alle masse. Altri capisaldi sono: il lavoro di gruppo, la gestione del tempo (anche individuale) e le scelte. E’ utile chiarire alcuni termini: l’autorità che può essere posseduta, acquisita e suscettibile a migliorarsi che chiameremo autorità formale, mentre chiameremo istituzionale quella che è stata assegnata, inoltre una autorità informale o autorevolezza che è un qualche cosa che uno ha dentro, congenita, il carisma (nella teoria del superuomo è stata esageratamente valutata a discapito delle capacità effettive). Da questa autorità deriva la responsabilità, concetto che si applica sia alla autorità formale (verso chi l’ha data) che a quella informale (verso se stesso e Dio). La responsabilità e l’autorità devono andare di pari passo, c’è uno stretto rapporto tra queste due. Per quanto riguarda l’Autorevolezza per aumentarla devo cercare le responsabilità, più sono responsabile più ho autorevolezza (se deleghi in nome di altri perdi autorevolezza dato che l’ordine viene da chi ti ha delegato, se ordini in prima persona questa aumenta). Consideriamo ora il potere: qui c’è un fattore in più rispetto agli altri due, infatti è indispensabile l’assenso dell’altro, cioè a chi comando l’azione. Il potere deve essere visto come processo dinamico in seno al sistema, un qualche cosa che dura nel tempo. Cosa fare per ottenere il potere: applicare la forza d’azione in un certo settore con l’aiuto di tecniche adatte che servono ad aumentare la mia autorità formale. Questa la ottengo solo aumentando le mie responsabilità. Per esercitare il potere occorre la forza, mezzo che serve anche per ottenere il potere. La forza si impone per l’immediatezza l’imprevedibilità: ma al momento che la si adopera, col passare del tempo, diminuisce la sua importanza in quanto si logora e si degrada sempre di più. Ci sono regole per aumentare il potere: è necessario il controllo delle risorse (materie prime, energia ecc), della conoscenza, dell’informazione. Analizziamo come la forza aumenti il potere: colla gestione delle risorse si impone una determinata cosa all’individuo per farlo restare nel gruppo. Con l’informazione si trasmette l’ideale, il motivo del gruppo, cosa questa che rafforza il potere stesso. In definitiva per aumentare il potere serve: Ordinare, Incentivare, Ispirare. Ordinare: per dare un ordine, anche perentorio deve esserci un motivo, una giustificazione. Incentivazione: per ottenere deve esserci una incentivazione. Ispirazione: questa viene per ultimo, come compromesso infatti prima abbiamo un ordine cui segue una incentivazione di seguito si può avere un’ispirazione, un’ideale, ma che è il compromesso e la sommatoria dei tre capisaldi. Questo complesso varia a seconda delle difficoltà del momento. Nell’organizzazione militare vanno bene queste tre forme: l’ordine (c’è la paura della punizione); l’incentivazione (una medaglia al valor militare); l’ispirazione che è un qualche cosa al di la dei due motivi precedenti perchè questi non bastano a decidere un soldato a sacrificare la vita (l’idealismo dell’eroe). Esaminiamo altri aspetti della leadership o meglio dell’arte del comando, perchè il comando è un’arte ispirata dalla creatività individuale. Sono stati studiati gli aspetti storici addirittura dei tempi delle tribù. Cosa aveva un capovillagio per essere un capo e dare comandi? I motivi possibili sono: per tradizione, per carisma, per senso burocratico. Ma il vero capo si distingueva per 1° la Generosità: dava e concedeva 2° ricercava responsabilità assumendosi anche quelle di altri 3° il senso del trascendentale: come capo non doveva sentirsi responsabile per non diminuire le sue capacità. Il Macchiavelli affermava che un vero capo non deve avere onestà purezza scrupoli ecc perchè con queste doti perde la sua freddezza del comando. A questo punto si fa una domanda, il capo deve amare i suoi uomini? In guerra la risposta può essere no, infatti in parte non deve amarli altrimenti quando prende la decisione di sferrare un attacco sapendo di perdere una notevole percentuale di uomini come potrebbe dare questo ordine? Il capo deve essere freddo nelle proprie decisioni altrimenti impazzirebbe: forse a questo punto è utile credere al destino, alla fatalità, al trascendentale, a Dio. In altri casi però deve essere amato ed amare, quindi il capo deve essere un attore che veste svariate maschere al fine di non perdere la fiducia sugli altri, fiducia che gli altri gli hanno dato. La situazione come può essere gestita? Si può rappresentare come una serie di cartelline che si intersecano, o delle sfere che si uniscono perchè esiste una struttura formale , ma anche una struttura informale dove i diversi componenti si intersecano. Vediamo come l’organismo informale può essere rappresentato; c’è 1°) un simbolismo, come le bandiere, 2°) una ritualità, vedi la chiesa nei suoi riti, 3°) la rappresentabilità, vedi l’importanza dell’individuo determinata dalla più o meno vicinanza al capo nelle pubbliche manifestazioni, oppure il posto che si occupa a tavola ecc. In questa struttura il simbolo è molto utile, ma diventa inutile o addirittura dannoso quando perde il suo valore iniziale che ha ispirato gli uomini e da mezzo diventa il fine; inoltre non possiamo dimenticare la visualità, del come si presenta il capo. Questa struttura informale esiste sempre nella varie situazioni reali? La risposta è si e si fa l’esempio del carcere dove, al di là di quella struttura formale statica legale, ne esiste una informale che rispetta le regole illustrate precedentemente, per cui c’è un capo, una leadership che domina su tutti i carcerati.
Si è parlato di organizzazione: deve essere compatta, unita, verticalista, oppure anche decentrata? Si fa l’esempio della chiesa. Per poter controllare l’organizzazione mondiale deve essere decentrata, ma necessita la compattezza e questa si ottiene con l’ideologia.. Infatti la chiesa teme soprattutto la rottura ideologica come l’eresia e lo scisma perchè farebbe perdere la solidità strutturale. Dopo i sentiti applausi il Presidente omaggia
l’oratore, con simboli formali (la medaglia del Club), e ringrazia
tutti. |
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Di seguito un pensiero dell'amico Gifford che ha già inviato via e-mail ai soci |
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Per
Confucio la collana non è composta dalle perle ma dal filo che le tiene
insieme, parafrasando questa frase si può sostenere che di una
Organizzazione non è composta dalle persone ma dalle relazioni che
stabiliscono fra di loro. Le relazioni umane non appartengono solo
all'alveo della razionalità e non sono, dunque, formalizzabili per
decreto. Essere leader, in estrema sintesi, non significa possedere particolari competenze tecniche e abilità strumentali non è sufficiente occupare posizioni organizzative ma è necessario sviluppare specifiche capacità relazionali. In tale contesto Leadership e management non sono sinonimi, anche se spesso vengono usati come tali. Ciò non tanto perché la leadership sia mistica o misteriosa e riservata a pochi eletti per nascita, ma perché si pone obiettivi diversi e, di conseguenza, segue modelli comportamentali e paradigmi mentali differenti. In sostanza, le differenze fra manager e leader sono quelle che intercorrono tra chi subisce il contesto lavorando al suo interno, con i metodi e gli strumenti che gli sono dati (organizzazione), e chi, invece, lo domina, scoprendo, sviluppando e sfruttando nuove opportunità (orientamento). Il termine per anni ritenuto desueto e retorico sta tornando pesantemente alla ribalta. Si riscopre che il dirigere uomini non equivale a far funzionare macchine ma che serve qualche cosa di più della professionalità specifica. Per governare uomini non serve solo conoscenza ma istinto, colpo d'occhio direbbe Napoleone. Perché non serve dare ordini ma "farsi obbedire". Se è vero che il compito fondamentale di un leader è di innescare sentimenti positivi nelle persone che gestisce, ecco allora che le doti di conoscenza e consapevolezza di sé, di fiducia, di entusiasmo, di flessibilità e di empatia fanno parte del suo corredo personale. Sappiamo oggi che tali doti derivano dalla nostra intelligenza emotiva, cioè dalla corretta gestione del personale bagaglio di emozioni e sentimenti. |
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