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Conviviale del 9 Aprile 08
Caminetto del 16 Aprile 08 Riunione
interclub a Cascina del 21 Aprile 08
Conviviale del 23 08 |
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CAMINETTO DEL 2 APRILE 2008 |
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Il vicepresidente Stefano Landi al tavolo della presidenza |
Il magico terzetto autore dei fantastici aperitivi |
L'amico Diara in procinto di fare la sua relazione |
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Ci scusiamo per la mancanza delle immagini che avrebbo
dovuto proiettare l'oratore, ma c'è stato un guasto nell'apparato di
proiezione. Queste verranno presentate in un prossimo futuro |
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Preliminari
Il
Presidente fa due comunicazioni importanti
Sabato a Pisa c’è stata la riunione distrettuale dei
presidenti che entreranno a Giugno convocati dal futuro
Governatore. E’ stato stabilito di anticipare la pubblicazione
dell’annuario, per cui entro la settimana i soci devono
visionare il vecchio annuario e comunicare gli eventuali errori
per poterli correggere. Comunicare al Segretario. Chiedendo la
password si può visionare l’annuario, ma non correggerlo.
Lo slittamento della manifestazione canora al Verdi. Varie
sono le causa dell’annullamento: lo scarso numero di
prenotazione, la faringite della cantante e per ultimo la forte
sindrome influenzale che ha colto Pippo Baudo il Lunedì di
Pasqua. Visto le difficoltà organizzative, si preferisce
rimandare alla prossima annata rotariana l’edizione dello
spettacolo, ormai divenuto fatto rituale per la cittadinanza
pisana, verso il Settembre 2008. A questo proposito ringrazia
coloro che si sonno attivati per avvisare coloro che avevano già
prenotato.
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Le
isole Galapagos sono un arcipelago di isole vulcaniche situate
nell'Oceano pacifico, distribuite intorno alI ' equatore, 1 000
chilometri circa a ovest dell 'Equador continentale.
La lingua parlata nelle isole è lo spagnolo.
Queste isole sono conosciute per il loro grande numero di specie
endemiche non rileva bili in alcuna altra parte della terra.
Il gruppo consiste di 16 isole maggiori, 6 isole minori e 107 isolette o
scogli affioranti. Sono tutte isole laviche.
Le isole sono localizzate sopra il cosiddetto punto caldo delle
Galapagos, un posto dove la crosta terrestre liquefatta è stata spinta
dal basso verso l' alto e cioè da sotto a sopra il livello del mare.
Alcune isole, le più vecchie ,si sono formate tra 5 e 10 milioni di anni
fa e sono piatte Le altre,più giovani,sono invece vulcani emersi con le
loro eruzioni. Isabella e Fernandina si stanno ancora formando con le
loro eruzioni dell 1573 e del 2005.
Sono state scoperte casualmente dal Vescovo di Panama Fra Thomas de
Berlanga , 4° vescovo di Panama che accorreva in Però per dirimere una
controversia tra Pizarro ed il suo luogotenente .II suo battello fu
trascinato da un fortunale e scarrocciò per 1000 km. giungendo
all'arcipelago delle Galapagos il 10 marzo 1535
La cosa che maggiormente colpì l’attenzione di quei naviganti furono le
enormi tartarughe che si incontravano libere e lente sul territorio di
queste isole. Il carapace di queste tartarughe, e specialmente di alcune
che avevano il guscio più schiacciato, a somiglinza di una sella,chwe
nello spagnolo di allora si chiamava "galopego", cioè qualche cosa col
quale si galoppava. Quindi le chiamarono "insule de los galopegos" come
appariva nel 1570 nelle mappe di Abramo Ortelius e che, storpiandosi è
divenuto Galapagos. E' interessante riferire che, ancora oggi, i locali
chiamano galapagos le loro tartarughe.
La prima missione scientifica alle Galapagos arriva nel 1790 sotto la
guida dell’Italiano Alesando Malaspina, un capitano di nave siciliano la
cui spedizione era stata sponsorizzata dal re di Spagna.
Per anni l' arcipelago è stato completamente disabitato, frequentato
solo da pirati e bucanieri inglesi che vi si nascondevano in attesa per
poter depredare galeoni spagnoli pieni di argento ed oro che tornavano
in Europa. I naviganti venivano in queste terre anche per rifornirsi di
cibo e di acqua.
L' acqua non la trovavano, perchè non esistono sorgenti o laghi o
laghetti di acqua dolce . Qui ci sono lagune di acqua situate vicino al
mare e formatasi per filtrazione o comunicazione diretta, dove numerose
specie animali si nutrono. Però i marinai trovavano il cibo nelle
tartarughe, tanto più preziose perchè trasportate vive nelle stive dei
lenti velieri di allora potevano sopravvivere fino ad un anno senza
assumere ne acqua ne cibo. Queste divennero allora, per questi
trafficanti del mare, una riserva preziosa di cibo fresco che poteva
essere sacrificato e mangiato al bisogno.
Questa pratica è poi continuata anche quando, nel 1893, iniziò lo
sfruttamento delle isola da parte di colonizzatori equatoregni.
Il prelievo di tartarughe fu di gran lunga superiore alle nuove crescite
e le tartarughe si ridussero talmente di numero che alcune specie si
sono completamente estinte, mentre altre sono state salvate dall'
estinzione solo con la recente politica della procreazione assistita
L 'Equator annesse al suo territorio le isole Galapagos il 12 Febbraio
1832.
Si è cercato lo sfruttamento delle isole da parte di qualche
volonteroso, con la raccolta di alcuni licheni usati nell’industria dei
coloranti; si è cercato di fare piantagioni di canna da zucchero ed
anche miniere per l’estrazione di zolfo dalle zone vulcaniche. Ma
nessuno ha avuto tanta fortuna da attrarre una reale quantità di coloni.
In compenso pochi coloni introdussero piante ed animali estranei alle
isole che col tempo, abbandonati a se stessi,sono tornati allo stato
selvaggio rappresentando una reale minaccia per gli animali nativi
Il 15 Settembre 1935, sulla nave inglese Bearyle si trovava, il giovane
naturalista inglese Charles Darwin, che su isole praticamente
disabitate, fece uno studio scientifico di geologia e biologia, prima di
ripartire il 20 Ottobre. Darwin studiando i fringuelli e le tartarughe
di terra, arrivò alle conclusioni che le specie erano instabili e si
adattavano ai cambiamenti della natura, da cui sviluppò la sua teoria
sulla evoluzione delle specie.
Durante la 2a guerra mondiale l'Equador autorizzò gli Stati Uniti a
mettere una base aerea e navale e basi radar alle Galapagos. Nel 1959 ci
vivevano 1000 persone circa, nel 1972 un censimento ne rilevò 3488, poi
è cominciato il turismo e nel 1980 c'erano già 15.000 persone ed ora ce
ne sono 40.000.
Dal 1959 il governo equatoriano ha dichiarato le isole un parco
nazionale con I' esclusione delle zone ormai colonizzate; nel 1986 anche
l’oceano che circonda le isole è stato dichiarato riserva marina.
Nel 1978 1 'UNESCO ha riconosciuto le isole come sito di interesse
mondiale e nel 1985 riserva della biosfera. Ed ora nel 2007,
1'UNESCO ha dichiarato le GaÌapagos sito
di eredità mondiale in nericolo.
La attuale economia dell' arcipelago è
il Turismo ed i turisti giungono in quantità di 160.000 per anno: ogni
anno aumentano sempre più e questo porta alla progressiva contaminazione
dell'ambiente che presto non sarà più quel paradiso naturale che ancora
oggi è: Chi vuole andare deve andare presto.
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Dopo la conferenza dell’amico Diara, il Presidente
preannuncia il programma di Aprile: il primo mercoledì ci parlerà sul
Giappone una prof.ssa quarantenne, figlia di un diplomatico che ha
viaggiato per l’Italia, la Francia, la Germania. Di seguito il Prof.
Lattanzi del Club di Lucca ci parlerà sui caratteri psicologici dei
componenti la famiglia: il tema "ragione e sentimento nell’azienda
familiare"
Il 24 l’ex gestore dell’OCA BIANCA di Viareggio ci farà degustare
vari tipi di champagne a seconda delle portate. Tutto concertato con gli
chef.
Per il 3 Maggio si sta organizzando la gita al porto militare de La
Spezia con la visita al vascello Palinuro ed ad una nave militare.
Infine per il 30 e 31 Maggio Gherarducci organizza una gita a Ferrara
col proposito di visitare la città, fare una conviviale interclub e
visitare la mostra di un pittore del ‘500. A questo punto si chiude la
serata.
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CONVIVIALE DEL 9 APRILE 2008 |
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Un momento dell'aperitivo |
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Il tavolo della presidenza e la relatrice |
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Tavoli degli ospiti |
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Conviviale del 9 Aprile 2008
Il Presidente saluta i presenti e l’ospite prof Ladu
con Signora, futuro presidente del Club Galilei. Passa a presentare la
Relatrice di questa sera la prof.ssa Hiroko Kudo dell’Università di
Tokio. Vive tra il Giappone e l’Europa, ma la maggior parte del tempo lo
passa in Italia tra lezioni, dottorati di ricerca, conferenze ecc. Negli
intervalli tra i numerosi impegni trova il tempo di andare a visitare le
più importanti città europee. Ha studiato italiano a Siena e conseguito
un dottorato a Venezia. Attualmente è docente universitaria in Giappone.
E’ membro della Camera di Commercio Italiana a Tokio con lo scopo di
integrare le realtà commerciali giapponesi con quelle italiane. A questo
punto passa la parola alla relatrice sul tema "Il Giappone oggi".
La
relatrice inizia col dire che parlerà in generale del Giappone per
sfatare alcuni miti, e mette un sottotitolo "Leggenda urbana
Giapponese". Fa riferimento ad un articolo comparso sulle colonne di
Repubblica dove si evidenzia il grave problema demografico giapponese.
Addirittura vi sono previsioni pessimistiche che fra 100 anni non vi
saranno più giapponesi nel mondo, ma alcuni analisti, più ottimisti,
sperano che con l’immigrazione ed i matrimoni misti questa previsione si
protrarrà nel tempo. Riconosce che in parte l’analisi di questo articolo
è vera anche se in alcuni punti è esagerata. Anche questo è un problema
importante per l’Italia. Passa ora alla situazione politica in Giappone
anche questa simile all’italiana; esiste un partito Democratico gemello
della DC italiana che, come da noi, è stato decapitato nel 1992 non da
tangentopoli, realtà italiana, ma da una coalizione di partiti guidata
da un leader tipo Berlusconi, che vinse le elezioni. Per farci
comprendere meglio le cose fa riferimento alle origini e ci dice che il
Giappone è divenuto uno stato moderno nel 1878, dopo una lunga
assoggettazione economica e commerciale da parte degli USA. Il Giappone
si organizzò politicamente non come gli USA, ma come gli europei: un
parlamento come gli inglesi, un apparato burocratico come i tedeschi,
una polizia copiando il modello francese. Addirittura la Zecca è stata
creata da un italiano, un toscano. Dopo la parentesi della II^ guerra
mondiale, dagli anni ’50 si arriva agli anni ‘60 ’70 con il boom
economico come avvenne da noi. In questo periodo il Giappone è stato
governato da un partito Democratico che ha dominato fino al ‘92,
praticamente senza l’opposizione che era rappresentata da un partito
molto debole. In questo caso c’è una grossa differenza con quanto
avvenuto in Italia. La svolta cruciale è il ’92: la DC in Italia si
sfalda con tangentopoli, in Giappone invece il partito Democratico
crolla con le elezioni che vedono la vittoria del partito d’opposizione,
nuova realtà dominante, mentre in Italia, dopo il crollo della DC si
forma una coalizione di centro. Tornando ai miti da sfatare, causa il
protezionismo statale nel mondo si è creata la convinzione che le
industrie siano tuttora aiutate dallo stato, (esisteva un dicastero
"industria e commercio" poi cambiato in "economia e commercio estero")
ma oggi questa realtà non esiste più. Fino agli anni ’80, il governo
gestiva l’economia ed il commercio ma dagli anni ’80, sull’esempio di
governi occidentali, cominciano le privatizzazioni e negli anni ’85 ’86
crolla l’importanza economica dello stato e con l’avvento di una nuova
generazione di giovani laureati ed imprenditori le cose cambiano a
favore del privato. Purtroppo una parte dell’imprenditoria, abituata ad
essere aiutata, anche se abbandonata dallo stato da 20 anni, cerca
tuttora il sostegno del pubblico, specie nel campo organizzativo.
Parla poi della società giapponese: anche qui domina il mito del cosi
detto modello industriale giapponese. Si crede che in Giappone vi siano
realtà industriali molto grandi, invece la piccola e media industria è
molto forte al punto che il loro fatturato è superiore a quello delle
grandi industrie. Anche in questo caso la situazione giapponese è simile
alla nostra, come è simile anche il problema demografico per il calo
delle nascite, cioè la mancanza del ricambio generazionale e se ne da la
colpa allo stress metropolitano ed in parte è vero. Altro mito da
sfatare è l’agricoltura del Giappone: si pensa che il paese sia solo
industrializzato, invece fino agli anni ’70 c’era una grossa realtà
rurale. Buona parte è sopravvissuta, ma purtroppo è condotta da ultra
settantenni. Altra realtà simile a quella italiana è che i giovani
cercano di restare il più possibile in famiglia e sono sempre legati
alla meta del posto fisso, all’impiego statale che da sicurezza per il
futuro e non sono così esagitati come li presentano i mass media: hanno
la volontà di essere attivi nell’interesse delle loro piccole realtà
cittadine. Praticamente come succede nella nostra realtà provinciale
italiana. Termina qui il suo excursus si passa alle domande.
Per quanto riguarda la presenza femminile nella politica, le donne sono
ben rappresentate al parlamento, mentre per le realtà locali sono
pochissime quelle elette. Carenza femminile c’è anche in alcuni settori
dell’insegnamento come poche sono le imprenditrici.
La struttura burocratica periferica differisce ben poco dall’Italia: in
Giappone vi sono le regioni e i comuni i quali sono deputati a fornire i
servizi della scuola e aiuti alla popolazione. Lo stato contribuisce per
il 70%, per il restante 30% devono auto finanziarsi e molte volte non ce
la fanno. Ultimamente è stata varata una legge che permette a regioni e
comuni la tassazione locale con piccoli tributi ambientali. Come in
Italia il Sindaco ed il Presidente della Regione vengono eletti
direttamente dal popolo, però non esiste una giunta: questa è composta
dai direttori dei dipartimenti. Queste strutture non hanno finalità
politiche ma solo amministrative.
Per quanto riguarda la sanità le strutture sono analoghe alle nostre. Le
Regioni fanno i piani sanitari, certe funzioni vengono delegate ai
comuni che ultimamente sono diminuiti di numero (da oltre tremila a
circa millecinquecento). Si accentrano le strutture ospedaliere e vi
sono piani assistenziali particolari a seconda dell’età degli assistiti.
Però il finanziamento è a carico dello stato. In
teoria
non esiste la professione privata,
ma
chi se lo può permettere va a farsi curare all’estero.
Per quanto riguarda la farmaceutica: prima del crollo il partito
Democratico poggiava su tre lobbie, l’industria farmaceutica, l’ordine
dei medici ed odontoiatrici, l’agricoltura. Oggi è tutto cambiato e le
ditte farmaceutiche si fondono con ditte straniere e di giapponese resta
solo il nome. Per l’assistenza farmaceutica ai cittadini ci dice che non
c’è una licenza per aprire una farmacia: ai pazienti i farmaci vengono
consegnati dalle farmacie però su ricetta rilasciata dall’ospedale con
la compartecipazione del medico di famiglia. Chi vuol avere farmaci
senza ricetta si rivolge a strutture private.
A questo punto la relatrice è salutata da un lungo applauso e viene
omaggiata da parte del Presidente con il guidoncino e la medaglia del
Club.
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Trasmetto la mail della Provincia.
Saluti Antonio
Gentilissimi,
v'invio il programma per la Tavola Rotonda del prossimo 11 aprile 2008
presso l'Auditorium del Centro Polifunzionale "A. Maccarrone" di Pisa.
Per ciascuno degli interventi delle scuole è stato previsto un tempo di
circa 10-15 minuti. Per l'IIS "E. Santoni" di Pisa, avendo
l'organizzazione fin dall'inizio accolto la presenza di due gruppi di
lavoro, sono previsti due interventi, uno per gli studenti del Prof.
Sciutti (in sostituzione di Bronzini) ed uno per quelli del Prof.
Scorrano, ciascuno di 10/15 minuti.
Cordiali saluti
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"USO RAGIONATO DELL’ACQUA E DELL’ENERGIA"
Progettato e coordinato da l’ Ing Trivella Antonio Presidente
Commissione Distrettuale Acqua ed Energia Distretto 2070 RC Pisa
Pacinotti
Con la commissione di esperti dei sei Club
Ing.Egidio Perretti RC Pisa,
Ing Vittorio Prescimone RC Pisa Galilei
Sig. Stefano Landi RC Pisa Pacinotti,
Ing. Dino Amendola RC Cascina
Ing. Nicolò Doveri RC Pontedera
Ing. GP Saggini RC Volterra
Istituti scolastici partecipanti di Pisa Cascina e Pontedera
G. MATTEOTTI
L. DA VINCI
E. SANTONI
A. PESENTI
G. CARDUCCI
E. MONTALE
G. MARCONI
Per un totale di 216 alunni
Istituzioni aderenti:
Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Pisa Assessore
Rosa Dello Sbarba
Comune di Pisa. Cascina, Pontedera e Volterra
Patrocinio della Provincia di Pisa,
Argomenti trattati
La disponibilità della risorsa acqua nel territorio di Volterra partner
ASA SpA
La disponibilità della risorsa acqua nel territorio di Pisa partner
Acque SpA, relatore Scuola S. Anna Pisa
Il problema dei rifiuti uso dei termovalorizzatori partener Geofor SpA
relatore Prof Severino Zanelli Ing. Chimica UNIPI
Il problema dei rifiuti uso di discariche e produzione di energia
elettrica da biogas Partner Belvedere SpA relatore Sig Macelloni;
Energia da biomasse relatore Prof Enrico Bonari Scuola S.Anna;
Energia elettrica da Fotovoltaico partnere ENEL SpA relatore Ing.
Gianluca Gigliucci ENEL area delal Ricerca Pisa;
Energia geotermica partner ENEL SpA relatore Ing. Parri Roberto ENEL
Geotermia Larderello;
Il sistema elettrico relatore Prof Giancarlo Zini Dipartimento Sistemi
Elettrici ed Automazione UNIPI;
Visite ad impianti:
Discarica di Piccioli
Termovalorizzatore di Pisa
Impianti Geotermoelettrici di Larderello
Sviluppo del progetto
Definizione dei temi specifici fra gli insegnanti di Riferimento e la
Commissione Rotary
Incontri tecnici con i relatori
Visita agli impianti
Presentazione degli elaborati delle classi partecipanti al progetto al
Centro Maccarone 11 Aprile
Consegna attestati alle classi partecipanti, alle aziende partner ed ai
relatori alle istituzioni 21 Aprile 2008 Euro Hotel Cascina.
Antonio Trivella Pisa 9 Aprile 2008
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Provincia di Pisa |
Rotary International
Distretto 207 |
Comuni di
Pisa
Cascina
Pontedera
Volterra |
USO RAGIONATO DELL’ENERGIA E DELL’ACQUA
"ENERGIE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA"
TAVOLA ROTONDA DELL’11 APRILE 2008
(9.00 – 13.00)
c/o Centro polifunzionale "A. Maccarrone" - Via Silvio Pellico n. 6 -
Pisa
S ALUTII
I Presidenti dei Rotary Club
di Pisa,
Pisa-Galilei, Pisa-Pacinotti, Cascina, Pontedera e Volterra
A PERTURA
Paolo Ghezzi
Assessore
uscente del Comune di Pisa
I NTRODUZIIONE
Vittorio Prescimone
Commissione Distrettuale Acqua ed Energia - Rotary Distretto 2070
R E
LAZIIONII DELL E SCUOL E COINVOL TE NELL
’
INI ZIIATIVA
"L’acqua
potabile nella Valdera: uso, gestione e conservazione della risorsa"
Istituto d’Istruzione Statale "A. Pesenti" di Cascina
L. Agnello, V. Donofrio, F. Frongia, L. Geri, A. Leporini, F. Rubino
e C. Taccola
"Le filiere agro-energetiche"
"L'impianto fotovoltaico per l'irrigazione" – "I progetti di sistemi di
raccolta rifiuti per disabili" – "La sistemazione del parcheggio davanti
la scuola"
Istituto d’Istruzione Superiore" E. Santoni" di Pisa
Fabio Ceccarelli
Gianluigi Renzoni e Lorenzo Marchetti - Dario Giacomelli e Gianmarco
Marzaro - Giorgi Barbara
. "Energie da biomasse"
Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri Commerciali e Turistici
"G. Matteotti" di Pisa
Baykova Kirachena e Melissa Corsoni
. "Il risparmio energetico"
Istituto Tecnico Industriale Statale "L. Da Vinci" di Pisa
Marco Rossi e Tiberiu Stanciu
. "Trasformiamo i rifiuti in risorse"
Istituto Magistrale "E. Montale" di Pontedera
Giulia Baroni, Anna Gallucci e Emanuela Signorini
. "Io dj rysko e tu?"
Istituto Tecnico Industriale "G. Marconi" di Pontedera
Francesco Cecchi e Gregorio Fargione
. "Val di Cecina un fiume di idee"
Istituto d’Istruzione Superiore "G. Carducci" di Volterra
Innocenzi, Durazzi e Simoncini
D IIBATTIITO
C ONCLUSIIONII
Rosa Dello Sbarba
Assessora
alla Pubblica Istruzione della Provincia di Pisa
P REVIISTO
COFFEE BREAK A METÀ MATTIINA
Con la collaborazione di:
Acque SpA – Enel SpA – Belvedere SpA – ASA SpA – Scuola Superiore S.
Anna – Ingegneria Chimica UNIPI
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RIUNIONE
INTYERCLUB A CASCINA DEL 21 APRILE 2008 |
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Pisa
LA NAZIONE di Domenica 20 – 04 - 08
«Uso ragionato dell'acqua e dell'energia»
Rotary , domani la premiazione del progetto
LUNEDI' alle 18 all'Euro Hotel di Cascina atto conclusivo del
progetto «Uso ragionato dell'acqua e dell'energia». promosso dal Rotary
Club Pisa Pacinotti con il coinvolgimento dell'assessorato alla Pubblica
Istruzione della Provincia di Pisa, dei Comuni di Pisa, Cascina,
Pontedera, Volterra e il Patrocinio della Provincia di Pisa, Saranno
consegnati attestati a i istituti scolastici partecipanti - «Matteotti»
«Leonardo da Vinci», «Santoni», «Pesenti». «Carducci», «Montale»,
«Marconi», per un totale di 216 alunni - nonché alle aziende partner ed
ai relatori alle istituzioni. Il progetto è stato coordinato
dall'ingegner Antonio Trivella. Questi gli argomenti trattati nel corso
del progetto: la disponibilità della risorsa acqua nei territori di
Volterra e di Pisa; il problema dei rifiuti uso dei termovalorizzatori;
il problema dei rifiuti uso di discariche e produzione di energia
elettrica da biogas; energia da biomasse; energia elettrica da
Fotovoltaico; energia geotermica partner; il sistema elettrico. Sono
stati visitati i seguenti impianti: discarica di Peccioli,
termovalorizzatore di Pisa e gli impianti geotermoelettrici di
Larderello.
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CAMINETTO DEL 16 APRILE 2008 |
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Vari momenti del tavolo della Presidenza durante il Caminetto del 16
Aprile 08. Presente l'oratore collega rotariano prof. Nicola Lattanzi |
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Caminetto del 16 aprile 08
Il Presidente dopo le consuete comunicazioni dà la
parola al rotariano Nicola Lattanzi, laureato in Economia e Commercio,
insegnate universitario come Professore Associato di Economia Aziendale
presso l’Università di Pisa, membro del Club Rotary Lucca che ci parlerà
sul tema:
<<Ragione e sentimento nell'impresa familiare>>.
L'azienda è il fulcro della
ricchezza nazionale.
L'imprenditorialità è
prerogativa di soggetti che vedono nell'assunzione del rischio economico
la propria identità. Molte sono le parti sociali interessate a favorire
il processo di sviluppo imprenditoriale: autorità governative,
investitori, istituzioni accademiche, enti non-profit e soggetti privati
che vedono nell'impresa il motore di crescita economica, sviluppo
sociale e benessere individuale. Un approfondimento riguarderà la
regione Toscana.
Il forte riferimento allo
sviluppo dell'impresa chiama in causa, con forza e vigore, la richiesta
di competenze manageriali. E' l'imprenditorialità che accende la
scintilla della vita economica ed è la managerialità che alla vita
economica offre modelli e strumenti di analisi utili al processo di
formazione delle decisioni aziendali.
Momento imprenditoriale e
momento manageriale trovano nell'azienda familiare un connubio unico e
particolare. Unico, in quanto il processo di formazione delle decisioni
è spesso influenzato da variabili e vincoli esterni ai processi
economici in senso stretto; particolare, in quanto l'applicazione delle
competenze manageriali richiede, in ambito familiare, un approccio
multidisciplinare.
Nelle azienda familiari esiste
un potenziale trade off tra ragione economica e sentimenti familiari: il
focus è la strategia aziendale con la definizione di un percorso di
sviluppo ed è su questo che le scelte della famiglia si devono
confrontare in termini di limiti e possibilità di coinvolgimento dei
propri membri. Per limitare il rischio di confusione tra strategia
della famiglia e strategia dell'azienda è bene che la gestione si fondi
su regole di governance chiare (soprattutto in termini di
rapporti fra assemblea e CdA), sulla formalizzazione e comunicazione
delle decisioni.
L’oratore viene applaudito e ringraziato per
l’interessante discussione quindi viene omaggiato dal nostro Presidente. |
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CONVIVIALE DEL 23 APRILE 2008 |
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Il tavolo della Presidenza |
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Alcuni tavoli dei soci e l'ospite Marco Garfagnini |
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Conviviale del 23 Aprile 2008
Dopo la Conviviale, iniziata con il saluto alle bandiere, il
Presidente presenta gli sponsor della serata che hanno offerto lo
champagne che abbiamo gustato: i sig.ri Grassi della G e G distribuzione
e Mallegni della Data Wine. Vengono accomunati agli chef dell’albergo
nel sentito applauso di tutti i presenti. Passa poi a presentare gli
ospiti: da parte del Club il prof Baracchini Presidente del Rotary Club
Galilei e signora; prof. Guidi Presidente del Rotary Club Pisa e
signora; prof Calderazzi Presidente del Lions e signora.
Ospiti
dei soci: dott. Dell’Aiuto, prof Ladu e signora; dott. Bargi Ferrucci
del R.C. Cecina; dott. Fabbrini Presidente del Rotaract; dott.ssa
Bonaccorsi Segretaria del Rotaract; dott.ssa Valentina Resta.
Passa quindi alla presentazione dell’oratore: MARCO GARFAGNINI. Lo
definisce un’inventore di risporanti, vedi l’Oca Bianca, vanto di
Viareggio, locale di rilievo e ricercato per la sua qualità non solo in
Toscana ma anche in altre regioni. Questi inventa altri ristoranti che
dopo averli avviati e resi famosi li cede. Quattro anni fa decide di
lasciare il campo della ristorazione e si dedica alle sue due passioni
1^ si perfeziona sempre più nel campo dello champagne, già conosciuto
per ragioni prefessionali, e ne fa una professione, 2^ è un valido
golfista da fare invidia al nostro presidente (lo dichiara
pubblicamente). Inoltre fa parte del Club di servizio Lions e anche per
questo si presta volentieri a farci questa esposizione sullo champagne. |
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Garfagnini esordisce col dire che ha una terza
passione, la famiglia, e che ora finalmente se la gode a pieno. Durante
la sua professione si è accorto che nonostante lo champagne fosse
richiesto da molti, le qualità servite erano le solite e si riducevano
ad
una decina di marche. Non
solo,
si era accorto che pochi conoscevano veramente cos’è lo champagne. Per
colmare le sue stesse lacune decide di andare di persona dove viene
prodotto. Fece un tour conoscitivo e trovò notizie sul posto per poter
offrire alla clientela una carta dello champagne diversa dal solito: vi
sono circa 300 tipi di champagne, per cui riuscì a fare veramente una
nuova carta ed anche per questo l’Oca Bianca ebbe un grande successo.
Geograficamente il posto dove si produce lo champagne è a nord – est di
Parigi, a 150 Km di distanza. La zona di 350 Km2 di cui 29.000 ettari
coltivati (vi si produce uva bianca ed uva nera) che si può dividere in
tre parti. Abbiamo 1°) in alto le colline di Reims , ad
un’altezza di 200 mt s.l.d.m. dove si coltiva pinot noir. 2°)
Nella parte bassa nella valle della Marna ed Aisne col
centro Epernat, dove vi si produce il pinot meunier,
un’uva nera: 3°) continuando nella valle della Marna, in basso vi
sono piccoli appezzamenti dove si produce solo uva bianca, lo
chardonnay: questa zona è chiamata la Còte de Blancs. Poi vi
sono le vigne dell’Aube, Bar-sur-Aube, Bar-sur-Seine del
dipartimento dell’Aube che produce pinot noir. Quindi abbiamo le tre
zone: 1°) Reims 2°) valle della Marna 3°) la Còte des Blancs.
Queste zone hanno la fortuna di essere costituite da un piccolo strato
di terra fertile con sotto una enorme distesa di gesso (craie)
che ha il potere di trattiene calore e umidità che successivamente viene
ritrasmesso ai vigneti: questi hanno la caratteristica è di essere
potati molto bassi. In questo gesso sono scavate circa 250 Km di
gallerie che mantengono una temperatura costante e dove sono tenute le
bottiglie a fermentare. Le principali uve sono: 1°) il bianco
chardonnay, col bouquet di nocciola, pesca, pane fresco e lo
champagne fatto solo con questo è uno dei migliori. E’ un vitigno molto
importante per la vinificazione e viene usato anche da noi. 2°) Il
Pinot noir, vitigno difficile che risente molto delle variazioni
climatiche, che ha un sapore fruttato. 3°) Il Pinot meunier
(mugnaio) così detto per la patina bianca che lo caratterizza. Non ha
grandi qualità ma dà abbondante quantità, cosa che salva i produttori in
caso di crisi. Dobbiamo sottolineare che la mescolanza di queste uve
(assemblaggio) dà la fragranza e la caratteristica dei vari
champagne.
Facciamo un pò di storia: si dice che fu Dom Pèrignon
ad inventare lo champagne. Ebbene, morì prima che venisse fatto il vero
champagne. Però ha il merito di avere usato per primo le bottiglie di
vetro, i tappi di sughero e cosa importante, di avere vinificato il
bianco con uva nera. Le uve dello champagne vengono nelle regioni più a
nord delle nostre per cui la vendemmia avviene ad autunno inoltrato.
Quando i lieviti che si trovano nelle bucce cominciano a trasformare
l’alcool in zucchero viene il freddo e questi si bloccano, vanno in
letargo e si arresta la fermentazione che riprende alla primavera
successiva: è questa la seconda fermentazione che ha la caratteristica
di essere schiumosa, frizzante. All’inizio era ritenuta un difetto,
faceva scoppiare i recipienti ed il sapore esulava da quello canonico
del vino, ma in seguito capirono che dava un gusto gradevole ed
impararono presto a controllare la schiuma quindi la seconda
fermentazione. La prima casa adibita a fare lo champagne nasce nel 1729
ma incontra molte difficoltà sia per l’assemblaggio delle uve, per lo
scoppio delle bottiglie, dovuto al troppo gas (aggiungevano troppo
zucchero) ed altri ancora. Un’altro inconveniente era l’intorbidamento
del vino durante la seconda fermentazione
dovuto
alla cosiddetta feccia che fu risolto, nel 1818, dai tecnici
dell’azienda di Barbe Nicole Ponsardin vedova Clicquot (la famosa "Veuve
Clicquot") che idearono le PUPITRES (strutture a "V"
rovesciata costituita da due tavole di legno incernierate su di un lato
e dotate di fori in cui inserire i colli delle bottiglie), mettendo così
a punto il REMUAGE SUR PUPITRES, che consisteva di girare
tutti i giorni di un quarto di giro le bottiglie, così l’impurità andava
sul fondo del tappo. Era determinante la separazione dei lieviti del
vino perchè dava la limpidezza allo champagne. Nel 1839 il farmacista
Francois inventa lo zuccherometro che serve a misurare lo zucchero nel
vino, e permette di dosare l’esatta quantità di zucchero da aggiungere;
così si arriva allo champagne attuale. Però questo era dolce, ma nel
1874 alcuni produttori inventarono quello secco, e da qui nasce il boom
dello champagne in Europa.
Come si produce: la prima fase è come il vino
normale, l’uva pressata dolcemente, per non interessare la buccia, si
mette a fermentare nei contenitori d’acciaio o di legno (col Barric si
produce il migliore): dopo la prima fermentazione si mette direttamente
nelle bottiglie rigorosamente di vetro ( il metodo champenoise) e
si aggiunge un miscuglio di vini, aromi, zucchero, liquori ecc (ogn i
ditta ha il suo segreto). Vengono
tappate
e messe in quelle cantine naturali di gesso a fermentare. Più fermentano
meglio è, ad esempio il millesimale si tiene anche per decine di anni
mentre per quello commerciale bastano due anni. Quando il cantiniere
ritiene che la fermentazione sia giusta, leva le bottiglie e le mette in
quel marchingegno dove è possibile girarle giornalmente perchè si
depositino i lieviti nel tappo. Dopo un certo periodo questi si
depositano in fondo al tappo (la così detta FECCIA), e con
apposite apparecchiature viene ghiacciata, si toglie il tappo e la si
asporta, si rabbocca la bottiglia o dosage, con il liqueur d’expédition
fatto con vini vecchi, zucchero e liquori come cognac o armagnac. Per
questa operazione ogni ditta ha il suo segreto ed è ciò che differenzia
i vari champagne per il gusto (dosage): brut, sec, demisec ecc..
Gli champagne si differenziano a seconda del colore, se viene fatto da
solo uva bianca è il blanca de blanc, se è ottenuto da sole uve
nere è il blanca de noir. Se si aggiunge un pò di vinaccia rossa
o del vino rosso si ottiene il rosè che, specie tra le signore,
ha un grosso successo. Inoltre lo champagne può essere millesimato,
cioè ottenuto con uve vendemmiate nel solito anno e dopo
l’imbottigliamento deve fermentare ancora per tre anni, ma lo tengono
anche cinque, mentre per S.A.(sans année) ci vogliono almeno
quindici mesi dopo il tirage (messa in bottiglia). A questo punto
lo champagne è pronto e viene messo in commercio. L’oratore chiede se vi
sono domande.
Da queste si evince che lo champagne millesimato può
invecchiare nelle cantinette familiari molti anni, anzi migliora. Gli
altri è bene consumarli entro uno o due anni. Se si programma un pranzo
si può dire che c’è uno champagne per ogni portata, certo non dopo un
dolce freddo, ma, premesso che uno deve bere ciò che richiede, vi sono
portate, vedi caccia, dove è meglio bere un buon vino piuttosto che una
champagne. Nel confronto con lo spumante italiano, va detto che lo
champagne è prodotto dal 1729 lo spumante da circa 30 anni. Inoltre vi
sono le ferree leggi francesi che obbligano il terreno, la superficie e
perfino il numero dei vitigni. A noi manca l’esperienza di 200 anni e la
serietà della scelta delle uva e dei terreni dove coltivarle e la
limitazione territoriale. E’ l’esperienza dei piccoli produttori
francesi che con il liqueur d’expédition differenziano l’aroma
delle singole marche di champagne che hanno una caratteristica propria
ed inconfondibile. L’oratore viene a lungo applaudito.
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Dopo la conferenza il Presidente offre la medaglia del Clun a Garfagnini
che a sua volta ricambia offrendo una bottiglia di champagne millesimato.
Il presidente offre agli sponsor un libro del Club mentre omaggia i tre
presidenti di Club con il Guidoncino come dono personale, dato che i
loro Club già lo posseggono. Passa alle comunicazioni di rito: il
Caminetto del 30 Aprile è sospeso (abbiamo già fatto le quattro riunioni
canoniche), c’era lo scopo di permettere la visita all’arsenale de La
Spezia, gita che purtroppo per motivi tecnici è stata rinviata come ha
già ha avvisato con mail l’amico Gifford. Il 30 però siamo invitati dal
R.C. Pisa alla conviviale conferenza dove, con la partecipazione delle
autorità preposte, si parlerà dell’ordine pubblico. Il 7 Maggio sarà
nostro ospite il Colonnello Lupini che ci intratterrà sulle nostre
missioni all’estero. In ultimo il 10 Maggio si svolgerà l’Assemblea del
Distretto a Reggio Emilia per cui siamo invitati ad intervenire. A
questo punto il Presidente chiude la seduta con il suono della campana. |
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