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| Conviviale del 3 Settembre 08 Caminetto del 10 Settembre 08 Conviviale del 17 Settembre 08 Caminetto del 24 Settembre 08 | |
| Per la morte di Rodolfo Bernardini | |
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Con sommo dolore devo annunciare la morte del caro amico socio fondatore Rodolfo Bernardini, avvenuta il 24 agosto 2008, dopo lunga e travagliata malattia. Rodolfo! non ti dimenticheremo mai e faremo tesoro dei tuoi insegnamenti. Tutti gli amici rotariani |
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| Tutti conoscono il passato del caro amico defunto, ma per rinverdire la memoria di tutti noi, mi permetto di riportare di seguito un significativo articolo di Marco Barabotti comparso sul "Il Tirreno" del 25 Agosto 2008 | |
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Il 24 Agosto 2008 si è spento Rodolfo Bernardini. Aveva compiuto 78 anni il 21 luglio scorso. Con lui se ne va una delle ultime, importanti figure che hanno contrassegnato la vita politica, istituzionale e culturale pisana dal dopoguerra a oggi. I funerali si svolgeranno il 26 c.m. alle ore 17 nella chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano, nel luogo sacro che amava di più insieme al quasi dirimpettaio palazzo dei Dodici, che aveva frequentato per mezzo secolo, prima come membro dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano e poi come presidente dal 1981' fino a pochi giorni fa. Appena diplomato, aveva indiziato la carriera professionale nel settore del credito raggiungendo il massimo grado del perdonale direttivo. Laureato a pieni voti assoluti in economia e commercio e poi in giurisprudenza, si era specializzato in scienze della politica con la votazione di 110 e lode e con l'attribuzione alla tesi della dignità di stampa. Nipote di un fondatore del Partito Popolare di don Luigi Sturzo e figlio di un fondatore della DC, nel periodo clandestino aveva aderito, nel 1945, al movimento giovanile democristiano ricoprendo incarichi direttivi a livello provinciale, regionale e nazionale. Nella DC era stato segretario politico della sezione cittadina di San Francesco, membro della direzione provinciale e regionale. Inoltre era stato consigliere e vice capogruppo per la D.C. al Comune di Pisa dal 1970 al 1985 e consigliere e capo gruppo per una legislatura alla Provincia di Pisa. Dopo la fine della DC,. nel 1993, era stato per alcuni anni presidente provinciale del CCD (Centro Cristiano Democratico) allora guidato, conte segretario nazionale, dall'on. Pierferdinando Casini. Era cresciuto nell'azione cattolica e si era sempre impegnato nel volontariato cattolico e in particolare nella Misericordia, della quale era stato governatore. Con un passato nel Sovrano Militare Ordine di Malta, era giornalista pubblicista e storiografo e autore di numerosi saggi e libri prevalentemente di argomento storico. Ma vogliamo sottolineare un libro in particolare, pietra miliare per qualsiasi ricerca sulla vita politica e istituzionale della nostra città dai tempi del fascismo a oggi: si tratta dei due volumi "Un pisano racconta" (Ets editrice) che percorre la vita della nostra città dagli "anni ruggenti 1936 1944" fino agli "anni della democrazia" (1945-2000), con retroscena anche importanti soprattutto dei dibattiti in consiglio comunale, di cui vogliamo ricordare brillanti spaccati del primo Massimo D'Alema, allora consigliere comunale del P C. Dopo aver ricoperto negli anni Sessanta e Settanta incarichi in vari enti partecipati, aveva collaborato alle principali iniziative storico-culturali cittadine facendo parte, per 25 anni, del comitato di regata delle Antiche Repubbliche Marinare e dal 1982, anno di ripresa del Gioco del Ponte dopo una interruzione di oltre 20anni, del Consiglio degli Anziani. Nel campo culturale il suo impegno prevalente è stato rivolto alla fondazione della Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, della quale era presidente dal 1981, ininterrottamente fino a qualche mese fa quando, per le sue condizioni di salute, aveva ceduto l'incarico a Umberto Ascani. Sotto la sua presidenza la fondazione si era distinta per iniziative culturali di richiamo nazionale, organizzando una quarantina di convegni di studio, anche internazionali, dando vita poi alla collana "Quaderni Stefaniani", della quale era direttore responsabile e che aveva pubblicato, tra il 1982 e il 2005, circa 80 tra Quaderni e lavori monografici che hanno lasciato un segno nel panorama storiografico nazionale, aprendo nuove direttive di ricerca che oggi risu1tano indispensabili per la consu1tazione degli studiosi. Inoltre aveva collaborato a importanti mostre, tra cui quella per il quinto centenario della scoperta dell’America, sia attraverso, la ricerca e la selezione di una parte del materiale da esporre e sia predisponendo le schede e alcuni saggi. Come presidente della fondazione del Cavalieri di Santo Stefano aveva quindi realizzato un complesso di iniziative culturali che hanno qualificato l'Istituzione come soggetto promotore di dibattiti storiografici che hanno contribuito ad approfondire la storia stefaniana, pisana e più generalmente toscana. Aveva quasi una sorta di mania per gli incarichi, per le cariche. per le medaglie e per tutto ciò che connotasse la sua poliedrica attività, ma tutte portate avanti con passione e dignità: faceva parte di una ventina di Accademie e istituzioni culturali. anche europee, tra cui la società Storica Pisana, l'Accademia dei Sepolti di Volterra e quella degli Euteleti di San Miniato. Se dovessimo citare tutte le decorazioni e le onorificenze che ha avuto nella sua vita, ne dovremmo elencare almeno un centinaio. Ci limitiamo alle più significative: medaglia d'argento al merito di Marina, Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, Stella al merito del lavoro della Repubblica lta1iana; medaglia d'oro di prima classe di benemerito della cultura, dell'arte è della scuola; grande ufficiale al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Rodolfo Betnardini ha un passato attivo e appassionato come giornalista pubblicista in più testate. tra le quali anche "Il Tirreno", sopratutto nel primo dopoguerra. L’anno scorso, il presidente: dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, Massimo Lucchesi, aveva consegnato la medagli d'argento per il rompimento dei 40 anni di iscrizione all' Albo. Una delle sue. ultime fatiche era stata la pubblicazione "Redazioni e giornàlisti pisani ai tempi eroici del fuorisacco". Per capirlo sino in fondo è emblematica questa .dedica che fece consegnandomi il volumetto " Bib1iografia degli scritti di Rodolfo Bernardini" nel marzo 2007: «All'amico giornalista Marco Barabotti quale utile strumento di lavoro se un giorno avrà occasione di scrivere il mio coccodrillo». Rodolfo era fatto così. Alla Moglie Anna Maria, alle figlie Francesca e Giovanna e alla sorella Lucia, le più sentite condoglianze da parte della redazione pisana del Tirreno. Da "Il Tirreno" del 25 Agosto 2008
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| CONVIVIALE DEL 3 SETTEMBRE 2008 | |
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Conviviale del 3 Settembre 2008 Questa conviviale, caso eccezionale, si è svolta solamente con il servizio dell’aperitivo e di seguito la cena. Non vi sono state presentazioni di ospiti con le relativi conferenze. Come era prevedibile c’era un clima pesante per il dolore della scomparsa dell’amico e socio fondatore Rodolfo Bernardini. Naturalmente qualsiasi tipo di conversazione verteva sul ricordo dell’amico. In un prossimo futuro il Club provvederà ad una degna commemorazione. |
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| CAMINETTO DEL 10 SETTEMBRE 2008 | |
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Caminetto del 10 Ottobre 2008 Il Caminetto è preceduto dalla riunione di consiglio. A questo punto mi permetto di pubblicare la mappa per raggiungere Villa Sonnino ed una breve storia della stessa. |
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La Villa Sonnino, edificata nel 500, sede del Ristorante Castelvecchio,
e’ situata a mezza costa sul declivio di un colle, nel cuore della
Toscana: il Valdarno a metà strada tra Pisa e Firenze in località La
Catena - San Miniato. L’occhio dell’osservatore attento avvertirà la
presenza sul colle vicino di una pieve recentemente restaurata e
dell’abitato che essa domina: Cigoli. Immediatamente sotto e’ facilmente
individuabile un lungo viale di cipressi che, salendo va a perdersi in
una macchia ben più ampia di verde nella quale si intravede la sagoma di
una costruzione: questa e’ la Villa Sonnino. La storia Famiglie illustri hanno posseduto la Villa: la famiglia Grifoni, originaria di San Miniato e fedelissimi dei Medici che avrebbero acquistato la Villa nel 1600. Fu poi la volta dei Sonnino intorno al 1880, famiglia di origine ebraica ed iscritta nell’albo d’oro della nobiltà Italiana. Sua Maestà Umberto Primo Re d’Italia concesse a questa famiglia, alla quale appartenne il Ministro Sidney Sonnino, il titolo di Barone. Nato a Pisa nel 1847 Giorgio Sidney Sonnino entrò poi in possesso della Villa. Deputato dal 1880 al 1919 fu Ministro delle Finanze in due gabinetti Crispi riuscendo a sanare il bilancio grazie ad una austera e coraggiosa politica tributaria. Notevoli artisti hanno lavorato presso questa Villa fra cui: Antonio Ferri, architetto fiorentino e Carlo Marcellini, artista della cultura fiorentina tardo barocca. La proprietà della Villa rimane ai Sonnino fino al 1946. Le strutture Nell’aprile dei 2000 sono stati inaugurati l’albergo il ristorante principale la sala congressi ed altri spazi comuni. La nostra cucina (progettata e realizzata da Zanussi Grandi Impianti) si sviluppa su 3 piani, raggiungibili con due moderni ascensori.Villa Sonnino Via Castelvecchio, 9/11 -56028 San Miniato (Pisa) - Italia tel. +39 0571 484033 - fax +39 0571 485175 p. iva 00956810501 Torna indietro |
| CONVIVIALE DEL 17 SETTEMBRE 2008 | |
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Conviviale del 17 Settembre 2008 Il Presidente presenta gli ospiti di questa serata: i prof.ri Simone Marchi e la consorte Ilaria Cortesi Marchi, ambedue laureati in lettere, Simone in lettere moderne all’Università di Pisa, Ilaria in lettere antiche all’università di Firenze. Si trovano ambedue negli USA ed insegnano all’università di Princeton nei loro rispettivi rami dopo avere effettuato master e dottorati nelle varie università. Simone insegna roba medioevale, mentre Ilaria insegna lingua italiana ed il latino. Si trovano in una piccola città americana del New Jersey, Princeton, con le caratteristiche europee, ed anche l’università è simile alle nostre. Questa sera ci parleranno delle loro esperienze americane, ma promettono di ritornare con un argomento più scientifico: parleranno del conte Ugolino con le relative luci ed ombre. Parlano gli ospiti. Dopo i ringraziamenti di rito, si soffermano sulle diversità dei sistemi di vita italiani ed americani. E’ una simpatica esposizione a due voci, Simome che inizia e Ilaria che commenta e amplia il dialogo. Primo problema è come si fa a passare l’oceano? Simone racconta la sua esperienza: era appena laureato e alla fine del servizio militare, a Pisa si ritrova ad una conferenza su Dante tenuta da un docente americano. Si incontrano, questi gli chiede cosa fa, ed alla risposta che è laureato in lettere ed è interessato a Dante, il docente gli fa la proposta di andare con lui in America per usare una collezione dantesca che è praticamente ignorata. Dopo essersi consultato con l’allora fidanzata, Ilaria, accetta e dopo essersi sposato partono per l’Università "Notre Dame" di Princeton, New Jersey, tra la disperazione dei familiari. Lui con una borsa di studio per insegnare l’italiano, lei va come consorte, ma dopo soli sei mesi viene assunta come insegnante di italiano e latino in un college vicino al campus dell’università di Princeton, dove, fra l’altro, guadagna più di lui. Fa un accenno al tremendo clima della cittadina, del freddo intenso, e accenna all’origine del nome "Nostra Signora del Lago" mentre in realtà sono due i laghi: uno non era stato visto dai primi esploratori perchè così nascosto dalla neve da non essere visibile. Entra nel vivo dell’argomento facendo notare le differenze di impostazione dell’università americana e quella italiana: in italia l’università è a carattere speculativo culturale e didattico, al centro c’è il docente, mentre in America l’università è improntata sullo studente che è al centro di tutte le attività; viene seguito costantemente, anche con contatti interpersonali e familiari. Questo è reso facile anche dal fatto che in inglese non esiste il lei, quindi si crea una istantanea confidenza dato che nel campus universitario docenti e studenti vivono a stretto contatto. Inoltre c’è una fattiva collaborazione didattica tra le varie università. Racconta che stava per scadergli il contratto, quando in una conferenza un docente gli ha chiesto se voleva andare ad insegnare nella sua università con un contratto di cinque anni e avendo potuto sistemare anche la moglie si sono trasferiti nell’Indiana in una zona ampia dieci volte la pianura Padana, dove ci si muove solo con l’auto essendo tutte autostrade. In questa università si parlano cinque lingue, ma si è trovato bene ed è stato ben accetto al punto che al momento che è andato in pensione il docente di lingua italiana, gli è stato offerto preso il suo posto. Sta insegnando lingua italiana e letteratura italiana, cosa strana perchè di normale la lingua e la letteratura sono insegnate da distinti docenti. Nell’ambiente universitario americano il docente è portato a fare cose al di là della didattica, infatti si sono ritrovati anche a cercare fondi per la ricerca e per aiutare i giovani a perfezionarsi ed inserirsi. In Italia l’università può contare solo sul pubblico, mentre negli USA sono i privati che con maggior percentuale sovvenzionano l’insegnamento e la ricerca. E’ caratteristico il fatto che gli studenti quando escono dall’università ed iniziano a lavorare si ricordano della loro università e fanno donazioni a seconda delle loro possibilità. Fa l’esempio dell’università di Princeton che ha un capitale di 11 miliardi e con gli interessi possono supplire alle spese di ordinaria amministrazione. In America le università sono più aperte e familiari per cui più gratificanti e benvolute e la popolazione contribuisce volentieri e le ditte addirittura investono nella cultura e nella ricerca anche se in parte fatte in funzione delle detrazioni fiscali. Quando un docente deve essere confermato dall’università servono 1) la posizione accademica, 2) il sistema d’insegnamento adottato (deve essere gradito agli studenti), 3) il rapporto che hai con i colleghi universitari. Molto importante è il grado di accettabilità da parte degli studenti. Se avviene il licenziamento ha due strade,1) rivolgersi a college più piccoli dimostrando che sei stato licenziato per esubero di personale, 2) oppure cambiare tipo di carriera. Nel sistema americano, contrariamente che da noi, c’è una pressione psicologica data dal lavoro dei colleghi, in modo che sei spinto a rendere sempre di più. Da noi quando un docente è arrivato si addormenta sugli allori e pensa alla propria attività privata, negli USA se non rendi come vuole il College vieni licenziato. Il rapporto con gli studenti è determinante ed è possibile perchè i corsi sono frequentati da un numero relativo di studenti per cui il docente li conosce bene anche dal punto di vista familiare. Da noi si verifica che agli ultimi anni del corso arrivano studenti che quindici anni fa avrebbero cambiato facoltà al secondo anno, e il docente per non essere incolpato di incapacità promuove tutti con buoni voti. In USA non accade, l’unica differenza in questi anni è l’aumento della polietnicità e la preoccupazione della possibilità di carriera nel futuro. I docenti dei college dedicano molto tempo nella preparazione ed organizzazione delle lezioni. Deve fare lezioni che possano essere capite da tutti, perchè se lo studente non capisce, la colpa non è sua ma dell’incapacità del docente che rischia il licenziamento. A questo punto il Presidente omaggia con le medaglie del Club e ringrazia gli oratori. |
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| CAMINETTO DEL 24 SETTEMBRE 2008 | |
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Caminetto del 24 Settembre 2008 Dopo l’aperitivo, in assenza del Presidente ha presieduto la riunione il Vicepresidente Sergio Bartorelli. Si è soffermato sull’organizzazione dell’interclub del 20 Ottobre. In sintesi è stato detto: sostituisce la conviviale del 22 Ottobre. Con il seguente programma: h. 17,30 incontro nella hall della villa con il PDG Sante Canducci, Presidente della Commissione Distrettuale Formazione. Devono partecipare tutti i componenti del Consiglio Direttivo e tutti i Presidenti di Commissione. Possono altresì, partecipare tutti i soci interessati. Per le Consorti presenti è previsto un incontro, di impronta rotariana con la sig.ra Canducci e, a seguire, un intrattenimento ludico (gastronomico) a cura di Cesare Andrisano. Non sonoammessi ospiti. h.20,00 – Incontro nella hall per aperitivo – h.20,30: inizio conviviale – h. 22,00 inizio conferenzaconversazione: saluti da parte del Presidente del Club di Cascina, Armando Barsotti; intervento di Arrigo Rispoli, Presidente del R.C. di Fiesole e della Commissione per il Congresso Internazionale, sul Congresso di Birmingham, giugno 2009; intervento del PDG Sante Canducci sul tema della giornata: "Formazione Rotariana" Per la conviviale del giorno 20 è assolutamente obbligatoria la prenotazione,entro il 10 di ottobre, per ovvie ragioni organizzative, atteso l’alto numero dei partecipanti. Chi prenota si vedrà dunque e comunque addebitata la quota di partecipazione come deciso dal comitato organizzatore, che ha stabilito di imputare ai singoli club il costo della serata, in ragione dei Soci che abbiano dato la loro adesione, anche in caso di assenza. Si è soffermato anche sul luogo dove avverrà la conviviale, alla Villa Sonnino. Per i particolari cliccare qui A questo punto saluta e suona la campana. |
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