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CONVIVIALE DEL 4 FEBBRAIO 2009 |
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Le solite immagini (spero gradite) dei soci che partecipano alla
conviviale |
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Il tavolo della presidenza, i tre giovani laureati e il loro
coordinatore Prof. Massimo Guiggiani |
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Conviviale
del 4 Febbraio 09Il Presidente presenta i giovani ingegneri, che
frequentano il corso di dottorato, ed il loro accompagnatore il Prof.
Massimo Guiggiani, responsabile della facoltà di ingegneria del progetto
Formula SAE. Questi giovani, laureati rispettivamente il ingegneria,
economia, lettere, hanno iniziato nel 2008 a progettare una macchina per
gare di formula SAE, dal disegno alla realizzazione, e sono arrivati in
tempo ad iscriversi e partecipare alla gara di Fiorano (Ferrari) con
discreto successo. Al tavolo della Presidenza siede anche il dott.
Marchesi e Signora, presidente del Lions club Pisa, dato che è
interessato a collaborare, come il nostro Club, al progetto formativo di
questi giovani laureati. A questo punto il Presidente cede la parola al
Prof. Guiggiani.
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Il Prof. Guiggiani ringrazia per il generoso
contributo dato dal nostro Club a questi giovani che, lavorando assieme,
devono progettare, costruire, guidare una macchina di formula SAE. Il
valore dell’iniziativa non è nella gara fine a se stessa, ma nella
collaborazione tra le varie discipline universitarie che serve per
realizzare il progetto. Inizia colla proiezione di varie schermate
esplicative del progetto e della gara.
Cos’è la Formula SAE?
E’
una competizione automobilistica tra università; Fondata dalla
Society of Automotive Engineers nel 1978; e si svolge con 9
eventi ogni anno in tutto il mondo. Di seguito l’elenco delle
varie nazioni in cui si svolgono:
1.Formula SAE in Michigan, USA: 2.Formula SAE West, in California,
USA: 3.Formula SAE in Virginia, USA: 4.Formula SAE Australasia, in
Australia (organizzata da SAE Australasia): 5.Formula SAE Brasil
(organizzata da SAE Brasil): 6.Formula SAE Italy (organizzata da ATA): 7.Formula
Student, Regno Unito (organizzata da IMechE): 8.Formula Student Germany,
Germania (organizzata da VDI): 9.Formula SAE Japan.
(TORNA
INDIETRO)
Però dobbiamo chiederci cosa sia e cosa
comporti davvero la Formula SAE.
Per poter partecipare alla gara, oltre alla prassi
burocratica per l’iscrizione, bisogna superare una serie di controlli di
qualità ed efficacia. Ecco un elenco:
Presentazione 75 Punti; Design (Progetto) 150 Punti; Analisi dei costi
100 Punti; Accelerazione 75 Punt; Skid-Pad 50 Punti; Autocross 150
Punti; Consumo di carburante 50 Punti (100 dal 2009); Endurance 350
Punti (300 dal 2009); per un Totale di 1000 Punti.
I nostri tre giovani ingegneri componenti il team dell’Università di
Pisa ci presentano una serie di immagini della ET 1 ed in particolar
modo la struttura del telaio e le tecniche per realizzarlo. La ET 1
presenta:
CRASH BOX: specifiche: Velocità di impatto: 7 m/s; Massa
vettura 300kg; Accelerazione media minore di 20g
CRASH BOX: struttura: Forma: tronco
piramidale; Materiale base: sandwich di honeycomb. Poi ci fanno
vedere lo schema generale delle sospensioni.
Per quanto riguarda il POWERTRAIN viene
adoperato un Motore Aprilia bicilindrico a V di 77°, 550cc;
Lubrificazione a carter secco con serbatoio esterno;
con un peso ridotto (27.2 kg a secco). Poi
viene proiettato uno schema generale per quanto riguarda le
SOSPENSIONI.
Una grande importanza viene data ai SISTEMI ELETTRONICI con una
Centralina di Controllo Motore (ECU); Funzionalità di Cutoff e Launch
Control; Mappatura ottimizzata per ET1.
Quindi si passa alla dinamica del veicolo: Modelli di dinamica veicolo
in ambienti Simulink e Adams con l’obiettivo del set-up ET1 e del
progetto ET2.
A questo punto passano alla descrizione della Formula SAE Italy 2008 che
si svolge in 3 giorni sul circuito di Fiorano (Ferrari). L’iter della
gara si svolge con: Ispezioni tecniche; Gare statiche (presentazioni);
Gare dinamiche.
La Formula SAE Italy 2008 si svolge tra i diversi
team delle seguenti università:
Italia (12) Pisa; Torino; Roma (2); Modena; Firenze; Parma;
Lecce; Padova; Catania; Cagliari; Reggio C. Svizzera (1):
Zurigo. India (1); Manipal. Regno
Unito (1); Glasgow. Ungheria (1);
Budapest. Germania (14); Esslingen; Bayreuth;
Stuttgart; Amberg-Weiden; Karlsruhe (2); Coburg; Munich; Zwickau;
Wolfsburg; Offenburg; Kaiserlautern; Dresden; Konstanz. Paesi
Bassi (1); Eindhoven. Austria (3); Graz
(2); Wien.
La ET1 nel circuito di Fiorano:
dopo
una lunga serie di controlli eseguiti da esperti ha ottenuto un ottimo
risultato nella gara di endurance; 3° posto tra le squadre
italiane; 12° posto su 33 (solo 14 squadre hanno terminato la
prova)
Quindi un buon risultato complessivo per un team
esordiente (23° su 33 team). Il Team dell’università di Pisa si propone
di migliorare ulteriormente la ET, ad esempio adottando il cambio
sequenziale idraulico sostituendo quello elettrico. Certamente questi
studi su prototipo possono portare ad innovazioni su sistemi esistenti
ma anche all’ideazione di nuovi meccanismi da adoperare nell’industria
meccanica. Una grossa vittoria è stata quella di far lavorare assieme
varie sezioni di ingegneria, di specialisti aerospaziali, addirittura
laureati in lettere. Cosa molto importante è che qualsiasi elemento del
team deve essere uno studente universitario (i tre giovani che ci anno
presentato questi risultati sono ingegneri che frequentano vari
dottorati) dal pilota all’ultimo addetto alla catena di controllo e
montaggio della macchina. Dopo questa esauriente disamina del progetto e
del lavoro che serve, viene proiettato un filmato sulla gara in
questione.
Segue un applauso per quanto questi giovani,
accompagnati dal loro coordinatore, ci hanno fatto apprendere. Segue la
consegna del guidoncino del Club e dell’assegno di 5.000 € a loro
assegnati perchè possano proseguire nei loro studi.
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CAMINETTO DELL'11 FEBBRAIO 2009 |
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Caminetto del 11 Febbraio 09
Il Presidente, prima di passare la parola all’amico
De Felice che ci intratterrà su argomenti che concernono il Club Rotary,
si raccomanda ai soci di essere presenti alle conviviali perchè è quanto
meno deprimente, e segno di scortesia, far vedere all’ospite uno sparuto
numero di soci presenti. Cerchiamo di non farci criticare!
Ora passa la parola a Carmine De Felice.
Questa è la seconda conversazione del nostro
istruttore del Club. |
La conversazione di Carmine:
la volta scorsa vi dissi che il primo club Rotary era
nato a Chicago il 23 febbraio del 1905 per iniziativa dell'avv. P H e di
tre suoi amici; un mercante di stoffe, un commerciante di carbone e di
un ingegnere minerario. L'intento di P H era quello di far rivivere il
clima amichevole che aveva conosciuto da ragazzo nei paese dove era
cresciuto. Il nome di Rotary deriva dalla consuetudine di questi
personaggi di riunirsi a rotazione nei propri ambienti di lavoro. Questo
concetto di rotazione con il tempo assume un significato molto più
importante: quello della rotazione degli incarichi e delle
responsabilità da cui poi scaturisce il principio della "pari
dignità" che, insieme all'amicizia e alla professionalità costituiscono
i pilastri su cui poggia tutta l'idea rotariana.
Lo scopo del Rotary, che inizialmente era quello di
favorire la socializzazione nel posto di lavoro, si evolve fino a
diventare quello di rendere un servizio sociale in seno alla comunità
locale e alla comunità internazionale. I rotariani di tutto il mondo
seguono questo principio e perseguono la pace e la comprensione
tra i popoli:
- fornendo servizi umanitari;
- incoraggiando il rispetto di elevati principi
etici nell’esercizio di ogni professione.
Da questo nasce il motto del Rotary: "Servire al di
sopra di ogni interesse personale".
Il Rotary oggi ha una organizzazione a livello
centrale che comprende:
- un presidente internazionale con mandato annuale,
che si avvale di un direttivo, a cui fanno capo 530 distretti sparsi in
163 paesi compresi in 40 regioni geografiche ed oltre 30.000 club con
circa 1,5 milioni di soci di cui circa trecentomila donne di cui circa
2500 sono presidenti di club;
- la Fondazione Rotary che è l'organismo che
amministra le risorse e sovvenziona i programmi del Rotary sia a livello
locale che nazionale, ed internazionale.
I sevizi che oggi fornisce il Rotary a livello
mondiale si riferiscono a progetti di interesse pubblico che investono i
problemi più scottanti del mondo moderno quali:
- la violenza;
- la droga;
- l' AIDS;
- la fame;
- l'inquinamento dell'ambiente;
- I'alfabetismo
- la salute.
Per ognuna di queste voci il Rotary si è impegnato in
maniera massiccia:
- con attività di volontariato, basti pensare
ai medici che operano in tutto il mondo nelle regioni dove il servizio
sanitario è assenta e ai risultati raggiunti (vedi il problema della
poliomielite ormai debellata) ed alle opportunità che il volontariato ha
offerto ai giovani dell'Interact e del Rotaract, che hanno portato
avanti progetti per aiutare altri giovani con problemi di droga, di
AIDS, per combattere la fame ed in aiuto dei senzatetto;
-con attività in favore della gioventù con
progetti educativi che vanno dalla lotta all'alfabetismo ai programmi
educativi fino alle innumerevoli borse di studio con cui si contribuisce
alla formazione del leader di domani.
A livello di club i progetti sono rivolti verso le
seguenti aree di interesse :
- infanzia a rischio;
- assistenza ai disabili;
- assistenza medico sanitaria;
- comprensione ed amicizia internazionale;
- alfabetizzazione;
- problemi demografici;
- povertà e fame;
- ambiente e problemi urbani.
Mia per quanto si riferisce ai club ne parleremo in
maniera più dettagliata in una prossima conversazione.
Carmine De Felice
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CONVIVIALE DEL 18 FEBBRAIO 2009 |
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Vi prego di scusarmi per la cattiva qualità
delle immagini dovuta alla fotocamera inadatta e all'illuminazione
insufficiente del locale |
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Una solita serie di foto con l'apparecchiatura dei
tavoli, il pianista che ci ha accompagnati con sottofondo musicale
all'aperitivo, molti ospiti, il tavolo della presidenza e l'ospite della
serata on. Patrizia Paoletti Tangheroni che ci ha intrattenuto con una
conferenza "Il continente africano: crisi e prospettive" |
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Conviviale del 18 Febbraio 2009
Il
Presidente presenta gli ospiti di questa sera: l’onorevole Patrizia
Paoletti Tangheroni, che da 25 anni si interessa ai problemi dell’Africa
sub – sahariana per conto dell’ONU e la Sig.ra Anna vedova Bernardini.
Cede la parola alla Paoletti la quale si scusa per l’involontario
ritardo ed inizia col dire che l’Africa continentale sub – sahariana,
oggi conosciuta anche come "Africa Nera", non è più quella di vent’anni
fa ma è radicalmente cambiata. Allora, quella dei nostri ricordi fatta
di immagini e pregiudizi, era una realtà composta di villaggi che
vivevano di sussistenza in una società di sussistenza. Oggi vivono
ancora di sussistenza ma è scomparsa la società di sussistenza. Cosa si
intende per sussistenza? Una realtà intesa come comunità sociale dove si
vive per quello che si produce con le risorse del villaggio per il bene
di tutti e per tutti. Se esisteva un povero nel villaggio ciò era una
vergogna per il villaggio stesso. Tutti hanno bisogno di tutti per
vivere in una società di sussistenza. Oggi continua ad esistere una
comunità, ma è venuta a mancare la caratteristica di società di
sussistenza. Girando l’Africa si può incontrare dei villaggi poveri,
senza energia elettrica, dove dei giovani guardano la televisione con
parabola satellitare alimentata con batterie: per questo motivo si
dimenticano i valori della società di sussistenza, il rispetto degli
anziani che sono la storia del villaggio, e si acquistano valori globali
del mondo moderno. Persiste l’economia di sussistenza del villaggio, ma
si perde la società di sussistenza. La riprova di questo la possiamo
avere nel constatare come i bambini senegalesi che ospitiamo qui oggi
siano cambiati rispetto a quelli di qualche anno fa, perchè vivono in
villaggi che hanno perduto i loro valori di riferimento. Le realtà
africane sono cambiate e dobbiamo anche noi cambiare il sistema di
elargizione di aiuti diretti per queste società. Solo dall’Unione
Europea, facendo un conto globale, si arriva a circa duemila miliardi di
€: i dono sono molti, ma i risultati sono scarsi. A questo punto parla
della realtà del passato quando c’erano veri capo di uomini con un alto
senso di responsabilità, non come oggi dove vi sono regnanti di
distretti dichiarandosi residenti in una repubblica. Parla anche della
poligamia, realtà di vera sussistenza familiare dove regnava concordia
ed aiuto reciproco. Porta tre esempi di vita vissuta: il primo con il
proprio autista ed interprete; il secondo con uno dei suddetti monarchi
obbligato a fare il re per motivi di casta mentre, laureato alla Sorbona,
voleva fare i farmacologo; terzo con una sua assistente informatica che
viveva serenamente con la con-sposa. In tutti i casi la poligamia
portava un’economia ed una società di sussistenza. Oggi questa realtà è
quasi scomparsa. In passato col sistema dell’economia e della società di
sussistenza si poteva sperate in uno sviluppo endogeno. Questo sviluppo
endogeno, che può avvenire solo con una coesione dei due sistemi, è più
complicato dato che manca il fattore società di sussistenza. Si cerca di
reintrodurre questo spirito di coesione ma è molto difficile, visto il
nuovo tipo di società scelto dagli africani. Riferisce di una tribù di
nomadi pastori che avevano due principi, la bellezza e l’allegria. In
questa comunità vigeva l’abitudine di donare una vacca gravida, da parte
di un membro della tribù, a chi aveva perduto la propria mandria per
poterla ricostruire. A sua volta il proprietario della nuova mandria
regalava al donatore una giovenca. Questa è sussistenza in una società
di sussistenza. Oggi spariscono i villaggi ma non a favore di
aggregazioni comunitarie di piccoli centri, ma per aumentare la miseria
che regna nelle megalopoli. L’Africa non è economicamente cresciuta come
altri paesi emergenti, anzi è regredita per cui si assiste al ritorno
del tribalismo che porta a sanguinose guerre con genocidi e purtroppo
aiutati, in questo disastro, da nazioni della comunità internazionale.
Tuttora agenzie specializzate parlano di focolai di guerra a carattere
di genocidio in Kenia, ma nessuno gli da peso come successe nel Ruanda.
Quì il genocidio poteva essere evitato .
Il genocidio del Ruanda fu uno dei più
sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di
luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate
sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati)
una quantità di persone stimata tra 800.000 e 1.071.000. Le vittime
furono in massima parte di etnia Tutsi (Watussi); i Tutsi erano una
minoranza rispetto agli Hutu, gruppo etnico maggioritario a cui facevano
capo i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell'eccidio:
Interahamwe e Impuzamugambi. I massacri non risparmiarono una larga
parte di Hutu moderati, soprattutto personaggi politici.
I motivi ormai riconosciuti dalla storia: il capo del Ruanda era
sostenuto dai francesi; il figlio di Mitteran aveva relazioni
commerciali per il traffico di armi tramite l’Egitto; venne fatta una
commessa di armi per il Ruanda che passava dall’Egitto tramite credito
bancario di un istituto di credito francese. L’unico sistema per
adoperare le armi vendute è una guerra che naturalmente esplode. Quindi
la Francia ha una grossa responsabilità, ma anche l’ONU che era avvisato
di quello che sarebbe avvenuto e si è mosso solo quando le immagini di
fiumi di cadaveri l’hanno convinto che si trattava di genocidio. Nel
frattempo era stato abbattuto un aereo dove c’era il presidente
dell’Uganda che aveva fatto firmare la pace, viene ucciso un ministro
Hutu moderato e sei caschi blu, (per le loro regole d’ingaggio non
potevano difendersi. Erano inviati solo per far fuggire i bianchi e non
potevano sparare neppure un colpo in aria). A questo punto per
restaurare la pace l’ONU invia una guarnigione di caschi blu, che guarda
caso, sono solo francesi (a questo modo non poteva essere fatta luce
sulla responsabilità della Francia nel geniocidio). Il nuovo Presidente,
uomo giusto e di ampie vedute, insignito di vari premi, ha tolto la pena
di morte in un paese dove recenti sono le ferite e l’odio è forte. Ha
istituito dei tribunali popolari dove è chiamata la popolazione della
comunità interessata, l’accusato fa un’auto denuncia e per la regola del
pentimento e perdono si stabilisce la pena col consenso della società e
della famiglia col risultato di fare giustizia e pacificare le parti. La
situazione dell’Africa sub – sahariana è grave, ma il caso del Ruanda,
che senza risorse proprie sta risorgendo, può fare scuola: bisogna
sostenere questi capi onesti e capaci che sentono la responsabilità del
comando sulle persone. Questa è la via giusta per aiutare l’Africa nera
a risorgere, perchè ha un importante tasso di crescita, il 3,60,
nonostante l’AIDS e altre malattie mortali. Quindi rispettare le
tradizioni, fare interventi economici mirati e stare attenti alle guerre
locali che possono destabilizzare l’equilibrio di tutto il mondo. Il
Presidente ringrazia ed omaggia con la medaglia del Club.
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CAMINETTO DEL 25 FEBBRAIO 2009 |
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Caminetto del 25 Febbraio 09 Dopo l’aperitivo i soci si sono riuniti
per una simpatica chiacchierata che è iniziata con una battuta di
spirito del Presidente. Sono state raccolte le prenotazioni per
l’interclub del 4 Marzo presso l’Hotel Duomo con il Rotary Pisa. E’
stata fatta anche una chiacchierata informale sull’assemblea del 25
Marzo che tratterà la decisione di cambiare o meno il giorno delle
nostre riunioni. Naturalmente i pareri sono diversi, ma l’assemblea sarà
sovrana con eventuale votazione. A questo punto il Presidente ha suonato
la campana ed ha sciolto la riunione.
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