ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Caminetto 11 Febbraio 09                    Conviviale del 18 Febbraio 09                    Caminetto 25 Febbraio 09
 
CONVIVIALE DEL 4 FEBBRAIO 2009
 
Le solite immagini (spero gradite) dei soci che partecipano alla conviviale
Il tavolo della presidenza, i tre giovani laureati e il loro coordinatore Prof. Massimo Guiggiani
 

Conviviale del 4 Febbraio 09

Il Presidente presenta i giovani ingegneri, che frequentano il corso di dottorato, ed il loro accompagnatore il Prof. Massimo Guiggiani, responsabile della facoltà di ingegneria del progetto Formula SAE. Questi giovani, laureati rispettivamente il ingegneria, economia, lettere, hanno iniziato nel 2008 a progettare una macchina per gare di formula SAE, dal disegno alla realizzazione, e sono arrivati in tempo ad iscriversi e partecipare alla gara di Fiorano (Ferrari) con discreto successo. Al tavolo della Presidenza siede anche il dott. Marchesi e Signora, presidente del Lions club Pisa, dato che è interessato a collaborare, come il nostro Club, al progetto formativo di questi giovani laureati. A questo punto il Presidente cede la parola al Prof. Guiggiani.

 

Il Prof. Guiggiani ringrazia per il generoso contributo dato dal nostro Club a questi giovani che, lavorando assieme, devono progettare, costruire, guidare una macchina di formula SAE. Il valore dell’iniziativa non è nella gara fine a se stessa, ma nella collaborazione tra le varie discipline universitarie che serve per realizzare il progetto. Inizia colla proiezione di varie schermate esplicative del progetto e della gara.

Cos’è la Formula SAE?

E’ una competizione automobilistica tra università; Fondata dalla Society of Automotive Engineers nel 1978; e si svolge con 9 eventi ogni anno in tutto il mondo. Di seguito l’elenco delle varie nazioni in cui si svolgono:
1.Formula SAE in Michigan, USA: 2.Formula SAE West, in California, USA: 3.Formula SAE in Virginia, USA: 4.Formula SAE Australasia, in Australia (organizzata da SAE Australasia): 5.Formula SAE Brasil (organizzata da SAE Brasil): 6.Formula SAE Italy (organizzata da ATA): 7.Formula Student, Regno Unito (organizzata da IMechE): 8.Formula Student Germany, Germania (organizzata da VDI): 9.Formula SAE Japan.  (TORNA INDIETRO)

Però dobbiamo chiederci cosa sia e cosa comporti davvero la Formula SAE.

Per poter partecipare alla gara, oltre alla prassi burocratica per l’iscrizione, bisogna superare una serie di controlli di qualità ed efficacia. Ecco un elenco:
Presentazione 75 Punti; Design (Progetto) 150 Punti; Analisi dei costi 100 Punti; Accelerazione 75 Punt; Skid-Pad 50 Punti; Autocross 150 Punti; Consumo di carburante 50 Punti (100 dal 2009); Endurance 350 Punti (300 dal 2009); per un Totale di 1000 Punti.
I nostri tre giovani ingegneri componenti il team dell’Università di Pisa ci presentano una serie di immagini della ET 1 ed in particolar modo la struttura del telaio e le tecniche per realizzarlo. La ET 1 presenta:
CRASH BOX: specifiche: Velocità di impatto: 7 m/s; Massa vettura 300kg; Accelerazione media minore di 20g
CRASH BOX: struttura: Forma: tronco piramidale; Materiale base: sandwich di honeycomb. Poi ci fanno vedere lo schema generale delle sospensioni.
Per quanto riguarda il POWERTRAIN viene adoperato un Motore Aprilia bicilindrico a V di 77°, 550cc; Lubrificazione a carter secco con serbatoio esterno; con un peso ridotto (27.2 kg a secco). Poi viene proiettato uno schema generale per quanto riguarda le SOSPENSIONI.
Una grande importanza viene data ai SISTEMI ELETTRONICI con una Centralina di Controllo Motore (ECU); Funzionalità di Cutoff e Launch Control; Mappatura ottimizzata per ET1.
Quindi si passa alla dinamica del veicolo: Modelli di dinamica veicolo in ambienti Simulink e Adams con l’obiettivo del set-up ET1 e del progetto ET2.
A questo punto passano alla descrizione della Formula SAE Italy 2008 che si svolge in 3 giorni sul circuito di Fiorano (Ferrari). L’iter della gara si svolge con: Ispezioni tecniche; Gare statiche (presentazioni); Gare dinamiche.

La Formula SAE Italy 2008 si svolge tra i diversi team delle seguenti università:
Italia (12)
Pisa; Torino; Roma (2); Modena; Firenze; Parma; Lecce; Padova; Catania; Cagliari; Reggio C. Svizzera (1): Zurigo. India (1); Manipal. Regno Unito (1); Glasgow. Ungheria (1); Budapest. Germania (14); Esslingen; Bayreuth; Stuttgart; Amberg-Weiden; Karlsruhe (2); Coburg; Munich; Zwickau; Wolfsburg; Offenburg; Kaiserlautern; Dresden; Konstanz. Paesi Bassi (1); Eindhoven. Austria (3); Graz (2); Wien.

La ET1 nel circuito di Fiorano:
dopo una lunga serie di controlli eseguiti da esperti ha ottenuto un ottimo risultato nella gara di endurance; 3° posto tra le squadre italiane; 12° posto su 33 (solo 14 squadre hanno terminato la prova)
Quindi un buon risultato complessivo per un team esordiente (23° su 33 team). Il Team dell’università di Pisa si propone di migliorare ulteriormente la ET, ad esempio adottando il cambio sequenziale idraulico sostituendo quello elettrico. Certamente questi studi su prototipo possono portare ad innovazioni su sistemi esistenti ma anche all’ideazione di nuovi meccanismi da adoperare nell’industria meccanica. Una grossa vittoria è stata quella di far lavorare assieme varie sezioni di ingegneria, di specialisti aerospaziali, addirittura laureati in lettere. Cosa molto importante è che qualsiasi elemento del team deve essere uno studente universitario (i tre giovani che ci anno presentato questi risultati sono ingegneri che frequentano vari dottorati) dal pilota all’ultimo addetto alla catena di controllo e montaggio della macchina. Dopo questa esauriente disamina del progetto e del lavoro che serve, viene proiettato un filmato sulla gara in questione.

Segue un applauso per quanto questi giovani, accompagnati dal loro coordinatore, ci hanno fatto apprendere. Segue la consegna del guidoncino del Club e dell’assegno di 5.000 € a loro assegnati perchè possano proseguire nei loro studi.

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Articolo su "La Nazione"

 
CAMINETTO DELL'11 FEBBRAIO 2009
 

Caminetto del 11 Febbraio 09

Il Presidente, prima di passare la parola all’amico De Felice che ci intratterrà su argomenti che concernono il Club Rotary, si raccomanda ai soci di essere presenti alle conviviali perchè è quanto meno deprimente, e segno di scortesia, far vedere all’ospite uno sparuto numero di soci presenti. Cerchiamo di non farci criticare!

Ora passa la parola a Carmine De Felice.

Questa è la seconda conversazione del nostro istruttore del Club.


La conversazione di Carmine:

la volta scorsa vi dissi che il primo club Rotary era nato a Chicago il 23 febbraio del 1905 per iniziativa dell'avv. P H e di tre suoi amici; un mercante di stoffe, un commerciante di carbone e di un ingegnere minerario. L'intento di P H era quello di far rivivere il clima amichevole che aveva conosciuto da ragazzo nei paese dove era cresciuto. Il nome di Rotary deriva dalla consuetudine di questi personaggi di riunirsi a rotazione nei propri ambienti di lavoro. Questo concetto di rotazione con il tempo assume un significato molto più importante: quello della rotazione degli incarichi e delle responsabilità da cui poi scaturisce il principio della "pari dignità" che, insieme all'amicizia e alla professionalità costituiscono i pilastri su cui poggia tutta l'idea rotariana.

Lo scopo del Rotary, che inizialmente era quello di favorire la socializzazione nel posto di lavoro, si evolve fino a diventare quello di rendere un servizio sociale in seno alla comunità locale e alla comunità internazionale. I rotariani di tutto il mondo seguono questo principio e perseguono la pace e la comprensione tra i popoli:

- fornendo servizi umanitari;

- incoraggiando il rispetto di elevati principi etici nell’esercizio di ogni professione.

Da questo nasce il motto del Rotary: "Servire al di sopra di ogni interesse personale".

Il Rotary oggi ha una organizzazione a livello centrale che comprende:

- un presidente internazionale con mandato annuale, che si avvale di un direttivo, a cui fanno capo 530 distretti sparsi in 163 paesi compresi in 40 regioni geografiche ed oltre 30.000 club con circa 1,5 milioni di soci di cui circa trecentomila donne di cui circa 2500 sono presidenti di club;

- la Fondazione Rotary che è l'organismo che amministra le risorse e sovvenziona i programmi del Rotary sia a livello locale che nazionale, ed internazionale.

I sevizi che oggi fornisce il Rotary a livello mondiale si riferiscono a progetti di interesse pubblico che investono i problemi più scottanti del mondo moderno quali:

- la violenza;

- la droga;

- l' AIDS;

- la fame;

- l'inquinamento dell'ambiente;

- I'alfabetismo

- la salute.

Per ognuna di queste voci il Rotary si è impegnato in maniera massiccia:

- con attività di volontariato, basti pensare ai medici che operano in tutto il mondo nelle regioni dove il servizio sanitario è assenta e ai risultati raggiunti (vedi il problema della poliomielite ormai debellata) ed alle opportunità che il volontariato ha offerto ai giovani dell'Interact e del Rotaract, che hanno portato avanti progetti per aiutare altri giovani con problemi di droga, di AIDS, per combattere la fame ed in aiuto dei senzatetto;

-con attività in favore della gioventù con progetti educativi che vanno dalla lotta all'alfabetismo ai programmi educativi fino alle innumerevoli borse di studio con cui si contribuisce alla formazione del leader di domani.

A livello di club i progetti sono rivolti verso le seguenti aree di interesse :

- infanzia a rischio;

- assistenza ai disabili;

- assistenza medico sanitaria;

- comprensione ed amicizia internazionale;

- alfabetizzazione;

- problemi demografici;

- povertà e fame;

- ambiente e problemi urbani.

Mia per quanto si riferisce ai club ne parleremo in maniera più dettagliata in una prossima conversazione.

Carmine De Felice

 
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CONVIVIALE DEL 18 FEBBRAIO 2009
 
 
Vi prego di scusarmi per la cattiva qualità delle immagini dovuta alla fotocamera inadatta e all'illuminazione insufficiente del locale

Una solita serie di foto con l'apparecchiatura dei tavoli, il pianista che ci ha accompagnati con sottofondo musicale all'aperitivo, molti ospiti, il tavolo della presidenza e l'ospite della serata on. Patrizia Paoletti Tangheroni che ci ha intrattenuto con una conferenza "Il continente africano: crisi e prospettive"


 

Conviviale del 18 Febbraio 2009

Il Presidente presenta gli ospiti di questa sera: l’onorevole Patrizia Paoletti Tangheroni, che da 25 anni si interessa ai problemi dell’Africa sub – sahariana per conto dell’ONU e la Sig.ra Anna vedova Bernardini. Cede la parola alla Paoletti la quale si scusa per l’involontario ritardo ed inizia col dire che l’Africa continentale sub – sahariana, oggi conosciuta anche come "Africa Nera", non è più quella di vent’anni fa ma è radicalmente cambiata. Allora, quella dei nostri ricordi fatta di immagini e pregiudizi, era una realtà composta di villaggi che vivevano di sussistenza in una società di sussistenza. Oggi vivono ancora di sussistenza ma è scomparsa la società di sussistenza. Cosa si intende per sussistenza? Una realtà intesa come comunità sociale dove si vive per quello che si produce con le risorse del villaggio per il bene di tutti e per tutti. Se esisteva un povero nel villaggio ciò era una vergogna per il villaggio stesso. Tutti hanno bisogno di tutti per vivere in una società di sussistenza. Oggi continua ad esistere una comunità, ma è venuta a mancare la caratteristica di società di sussistenza. Girando l’Africa si può incontrare dei villaggi poveri, senza energia elettrica, dove dei giovani guardano la televisione con parabola satellitare alimentata con batterie: per questo motivo si dimenticano i valori della società di sussistenza, il rispetto degli anziani che sono la storia del villaggio, e si acquistano valori globali del mondo moderno. Persiste l’economia di sussistenza del villaggio, ma si perde la società di sussistenza. La riprova di questo la possiamo avere nel constatare come i bambini senegalesi che ospitiamo qui oggi siano cambiati rispetto a quelli di qualche anno fa, perchè vivono in villaggi che hanno perduto i loro valori di riferimento. Le realtà africane sono cambiate e dobbiamo anche noi cambiare il sistema di elargizione di aiuti diretti per queste società. Solo dall’Unione Europea, facendo un conto globale, si arriva a circa duemila miliardi di €: i dono sono molti, ma i risultati sono scarsi. A questo punto parla della realtà del passato quando c’erano veri capo di uomini con un alto senso di responsabilità, non come oggi dove vi sono regnanti di distretti dichiarandosi residenti in una repubblica. Parla anche della poligamia, realtà di vera sussistenza familiare dove regnava concordia ed aiuto reciproco. Porta tre esempi di vita vissuta: il primo con il proprio autista ed interprete; il secondo con uno dei suddetti monarchi obbligato a fare il re per motivi di casta mentre, laureato alla Sorbona, voleva fare i farmacologo; terzo con una sua assistente informatica che viveva serenamente con la con-sposa. In tutti i casi la poligamia portava un’economia ed una società di sussistenza. Oggi questa realtà è quasi scomparsa. In passato col sistema dell’economia e della società di sussistenza si poteva sperate in uno sviluppo endogeno. Questo sviluppo endogeno, che può avvenire solo con una coesione dei due sistemi, è più complicato dato che manca il fattore società di sussistenza. Si cerca di reintrodurre questo spirito di coesione ma è molto difficile, visto il nuovo tipo di società scelto dagli africani. Riferisce di una tribù di nomadi pastori che avevano due principi, la bellezza e l’allegria. In questa comunità vigeva l’abitudine di donare una vacca gravida, da parte di un membro della tribù, a chi aveva perduto la propria mandria per poterla ricostruire. A sua volta il proprietario della nuova mandria regalava al donatore una giovenca. Questa è sussistenza in una società di sussistenza. Oggi spariscono i villaggi ma non a favore di aggregazioni comunitarie di piccoli centri, ma per aumentare la miseria che regna nelle megalopoli. L’Africa non è economicamente cresciuta come altri paesi emergenti, anzi è regredita per cui si assiste al ritorno del tribalismo che porta a sanguinose guerre con genocidi e purtroppo aiutati, in questo disastro, da nazioni della comunità internazionale. Tuttora agenzie specializzate parlano di focolai di guerra a carattere di genocidio in Kenia, ma nessuno gli da peso come successe nel Ruanda. Quì il genocidio poteva essere evitato. Il genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) una quantità di persone stimata tra 800.000 e 1.071.000. Le vittime furono in massima parte di etnia Tutsi (Watussi); i Tutsi erano una minoranza rispetto agli Hutu, gruppo etnico maggioritario a cui facevano capo i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell'eccidio: Interahamwe e Impuzamugambi. I massacri non risparmiarono una larga parte di Hutu moderati, soprattutto personaggi politici. I motivi ormai riconosciuti dalla storia: il capo del Ruanda era sostenuto dai francesi; il figlio di Mitteran aveva relazioni commerciali per il traffico di armi tramite l’Egitto; venne fatta una commessa di armi per il Ruanda che passava dall’Egitto tramite credito bancario di un istituto di credito francese. L’unico sistema per adoperare le armi vendute è una guerra che naturalmente esplode. Quindi la Francia ha una grossa responsabilità, ma anche l’ONU che era avvisato di quello che sarebbe avvenuto e si è mosso solo quando le immagini di fiumi di cadaveri l’hanno convinto che si trattava di genocidio. Nel frattempo era stato abbattuto un aereo dove c’era il presidente dell’Uganda che aveva fatto firmare la pace, viene ucciso un ministro Hutu moderato e sei caschi blu, (per le loro regole d’ingaggio non potevano difendersi. Erano inviati solo per far fuggire i bianchi e non potevano sparare neppure un colpo in aria). A questo punto per restaurare la pace l’ONU invia una guarnigione di caschi blu, che guarda caso, sono solo francesi (a questo modo non poteva essere fatta luce sulla responsabilità della Francia nel geniocidio). Il nuovo Presidente, uomo giusto e di ampie vedute, insignito di vari premi, ha tolto la pena di morte in un paese dove recenti sono le ferite e l’odio è forte. Ha istituito dei tribunali popolari dove è chiamata la popolazione della comunità interessata, l’accusato fa un’auto denuncia e per la regola del pentimento e perdono si stabilisce la pena col consenso della società e della famiglia col risultato di fare giustizia e pacificare le parti. La situazione dell’Africa sub – sahariana è grave, ma il caso del Ruanda, che senza risorse proprie sta risorgendo, può fare scuola: bisogna sostenere questi capi onesti e capaci che sentono la responsabilità del comando sulle persone. Questa è la via giusta per aiutare l’Africa nera a risorgere, perchè ha un importante tasso di crescita, il 3,60, nonostante l’AIDS e altre malattie mortali. Quindi rispettare le tradizioni, fare interventi economici mirati e stare attenti alle guerre locali che possono destabilizzare l’equilibrio di tutto il mondo. Il Presidente ringrazia ed omaggia con la medaglia del Club.

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CAMINETTO DEL 25 FEBBRAIO 2009
 
Caminetto del 25 Febbraio 09

Dopo l’aperitivo i soci si sono riuniti per una simpatica chiacchierata che è iniziata con una battuta di spirito del Presidente. Sono state raccolte le prenotazioni per l’interclub del 4 Marzo presso l’Hotel Duomo con il Rotary Pisa. E’ stata fatta anche una chiacchierata informale sull’assemblea del 25 Marzo che tratterà la decisione di cambiare o meno il giorno delle nostre riunioni. Naturalmente i pareri sono diversi, ma l’assemblea sarà sovrana con eventuale votazione. A questo punto il Presidente ha suonato la campana ed ha sciolto la riunione.

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