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Conviviale del 13 Ottobre,
visita del Governatore
Caminetto del 21 ottobre 09
Caminetto del 28 ottobre 09 |
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CAMINETTO DEL 7 OTTOBRE 2009 |
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Caminetto del 07 ottobre 09 Si inizia il caminetto con tanti auguri da
tutti i soci al Presidente per il suo compleanno. Quindi il Presidente
da la parola al collega Martorano che annuncia essere pronto il bilancio
della sua annata, però c’è stata una svista; non sono stati pagati
alcuni conti dell’Albergo. Questi verranno pagati nella gestione attuale
annotando che trattasi di conti della precedente amministrazione. Il
P.tratta ora, l’argomento Premio Galileo Galilei: sono stati due giorni
e ½ di manifestazioni a cui ha partecipato assieme a altri nostri soci.
L’assegnazione del premio ai due vincitori nell’aula Magna dell’Ateneo
Pisano. Quindi un magnifico concerto presso il Duomo, con una
partecipazioni oltre i posti disponibili nel Duomo, concerto commentato
dalla magnifica voce di Arnoldo Foà. In ultimo la cena all’Arsenale
Mediceo con una notevole partecipazione di tutti i tre Club. Il
presidente ringrazia i soci che hanno partecipato anche a nome del
Presidente del Rotary Pisa, organizzatore della manifestazione (Non
dimentichiamo che trattasi di un premio di tutti i Rotary italiani).
Il 24 – 25 ottobre a Riccione si svolgerà l’IDIR: sarebbe bene che
partecipassero alcuni soci.
Una ONLUS di Prato chiede soldi per la ricerca su cancro, ma dato che
trattasi di realtà extraterritoriali con dispiacere viene rifiutato.
Entro il 14 novembre, con un’assemblea, dovremo indicare un nome per il
nuovo Governatore.
In Novembre dovremo fare un’assemblea per l’elezione del presidente 2011
/ 2012. In questa sede il Presidente eletto nominerà il consiglio
direttivo e le commissioni. Per quanto riguarda le elezioni, si
svolgeranno in due tempi: una ventina di giorni prima verrà distribuita
a tutti i soci una busta in cui verrà messo il nominativo scelto;
nell’assemblea successiva verranno aperte le buste e si svolgerà
l’elezione a Presidente tra i tre nominati più votati. A questo punto il
P. legge gli articoli del regolamento sia delle elezioni, dei compiti
del direttivo, delle commissioni (vedi regolamento del Club).
A questo punto passa la parola a Maurizio Sbrana che ha partecipato
all’apertura dell’anno Rotaractiano al Golf di Tirrenia alla presenza di
tutte le autorità dei tre Rotary cittadini. Hanno in programma per il 28
– 29 Novembre l’assemblea distrettuale che si svolgerà all’ Hotel
S.Ranieri. Sbrana ci riferisce che hanno avuto un cambio generazionale
con diverse uscite e nuovi entrati per cui possono esserci dei deficit
di integrazione. Hanno intenzione di fare qualche cosa anche nel campo
dello sport come interclub. Il Presidente apre una parentesi su chi deve
invitare i rappresentanti del Rotaract alla nostra cerimonia della
visita del Governatore e dopo un chiarimento è deciso che siamo noi a
dover invitare i nostri giovani. Si chiude con parole di elogio e di
entusiasmo verso questi giovani pieni di iniziative e di buona volontà
rotariana e a questo punto il Presidente suona la campana.
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CONVIVIALE DEL 13
OTTOBRE 2009 VISITA DEL GOVERNATORE |
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Vari momenti della visita del Governatore |
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Conviviale del 13 ottobre 2009
Il Presidente ringrazia il Governatore prof. Mario Baraldi e la
Signora per essere venuti a visitarci. Ringrazia anche gli altri ospiti,
l’Assistente del Governatore prof. Guidi e la Signora Rosetta, il
Presidente del Rotaract De Simoni.
Questa è la conviviale più importante dell’annata rotariana, perchè in
questa giornata si confrontano i progetti del Club e si misurano i
progressi del Club stesso. In questa occasione il Governatore ha
incontrato il Presidente e il Segretario, il Direttivo, il Consiglio, i
Presidenti delle commissioni, i nuovi soci, i rappresentanti del
Rotaract. Il Presidente ci annuncia che siamo in linea con quelli che
sono i dettami del Rotary. A questo punto fa un elogio personale al
Governatore per quello che sta facendo ed in particolar modo per come lo
sta facendo con grande entusiasmo: passa la parola al Governatore.
Questi ci ricorda il duro e stressante lavoro del Governatore e
l’impegno che mette perchè non è importante che tutti lo conoscano, ma è
importante che tu conosca tutti (Confucio); purtroppo è impossibile
realizzarlo però deve essere fatto ogni sforzo per poter lavorare in
armonia con tutti, dato che il nostro è il distretto più grande del
mondo: si dichiara voglioso di fare e di fare bene. Provocatoriamente ci
dice che il Rotary va a cena; ebbene se in 105 anni il R. ha più di 1
milione di rappresentanti in 106 paesi, se ha superato 105 anni di crisi
belliche e politiche, se ha e continua a realizzare il progetto
polioplus, se è diffuso in tutto il mondo con un rappresentante all’ONU,
se ha realizzato 70.000 borse di studio, 33.000 progetti per combattere
la fame e la sete di milioni di bambini nel mondo, ebbene allora siamo
orgogliosi di andare a cena; ma il rotariano non va mai a cena, infatti
noi andiamo alla CONVIVIALE dal latino convivere, vivere in compagnia di
amici in armonia.
Il rotariano non fa beneficenza: opera per progetti sfruttando le
capacità dei soci che con i loro contatti con autorità politiche
economiche ecc. attivano la fase "PLASTICA" di preparazione del progetto
per crearlo e successivamente realizzarlo. Per far questo noi non
cerchiamo soldi dagli altri, vedi un € da MMS, ma quello che facciamo è
frutto dei nostri soldi tassandoci. E’ vero quanto detto: i soldi per i
progetti sono nelle tasche dei rotariani. L’unico progetto per cui il
Rotary si permettere di chiedere agli altri è per il progetto "POLIOPLUS",
vedi Paul Gates che ha donato 350 milioni di dollari; la nostra risposta
è stata la sfida che in due anni avremmo dato 200 milioni di dollari.
Per realizzare i progetti non ci arrendiamo alle difficoltà, come accade
in Afgainstan quando i nostri medici, andando nei lontani villaggi,
viaggiano con cartelloni "non sparate, veniamo a vaccinare i vostri
figli".
Il segreto del successo dei nostri progetti sono le risorse umane, da
cui vengono soldi per sfamare e dissetare milioni di bambini del terzo
mondo. E’ utile ricordare che niente di tutto quello che è destinato
alla Fondation va perduto, ma anche se poco, avrà un guadagno in frutti.
A questo punto fa l’esempio dei maestri dell’acqua delle oasi
sud-sahariane che giudicano la quantità di acqua necessaria ai vari
appezzamenti di terra e la forniscono: invita il nostro Presidente a
fare altrettanto nella realizzazione dei vari progetti presentati dalle
varie commissioni e non mancano parole di elogio su quanto ha visto e
augura che venga realizzato quanto da noi sperato. Una raccomandazione:
il Rotary deve essere attivo in tempi rapidi come all’Aquila che dopo 24
h. è riuscito a mettere al coperto in tende ben 3500 persone, o come a
Viareggio, quando vista la situazione della Croce Verde ha promesso
alcuni mezzi distrutti e sono in arrivo due Doblò attrezzati per
trasporto disabili. Dobbiamo superare quei tempo morti richiesti dalla
burocrazia degli enti pubblici: il nostro motto deve essere "fare
rapidamente ciò che serve alla comunità in cui operiamo".
A questo punto tocca il tasto dell’ETICA: il rotariano nell’esercizio
della propria professione deve agire con etica professionale pur avendo
profitto dal proprio lavoro: l’importante è non approfittarsi delle
difficoltà del prossimo. Il vero rotariano quando è impossibilitato a
frequentare si sente male per la "sindrome di astinenza". Per
correttezza è utile avvisare chi di dovere del motivo della propria
assenza; se vogliamo che viva il nostro Club dobbiamo frequentare perchè
il futuro del Rotary è nelle nostre mani. Noi non siamo autonomi, ma
satelliti che brillano della luce del sole che è il Rotary International
e quando pensiamo e agiamo come membri del nostro Club dobbiamo
ricordarci che facciamo parte del Rotary International, ente di
volontariato con rappresentante all’ONU, sempre pronto alle necessità
altrui. Per essere sempre al meglio dobbiamo rinnovare il club con
ammissioni di giovani, donne, professioni che mancano e stare sempre
attivi e pronti ad agire secondo le necessità del prossimo. Saluta e
ringrazia. Termina così la Conviviale che ha accolto il nostro
Governatore.
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CAMINETTO DEL 21 OTTOBRE 2009 |
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Il Presidente con la rotariana
NORMA JALLOH Segretaria del club di Nottingham distretto 2020 |
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Caminetto del 21 ottobre 09
Il Presidente fa una rapida rassegna delle scarse
comunicazioni e si sofferma sulla presenza della rotariana NORMA JALLOH
del club di Nottingham distretto 2020 segretaria del proprio Club.
Avviene lo scambio dei guidoncini e gli viene offerta la nostra medaglia
di bronzo, accettata con visibile contentezza ed emozione. A questo
punto prende la parola l’amico Carmine De Felice per la sua consueta
informazione sulla storia del Rotary.
Riporto fedelmente le parole di Carmine.
La crisi dei rapporti tra Chiesa Cattolica e Rotary è
stata molto lunga e sofferta in tutto il mondo ed in .particolare fu
molto sentita in Italia e per la sua posizione geografica e per il fatto
che l'Italia era ed è profondamente cattolica. La crisi iniziò quando la
Chiesa, attraverso articoli sul giornale vaticano l'Osservatore Romano"
e sulla rivista dei gesuiti "Civiltà Cattolica" trattando argomenti
riferiti all'associazionismo, indicava il Rotary come movimento
massonico o di derivazione massonica criticava fortemente il fatto che
accogliesse nelle sue file uomini indipendentemente dalla loro
convinzione religiosa e di conseguenza si preoccupava molto del rapido
diffondersi dell'idea rotariana che si espandeva non più soltanto nei
paesi anglosassoni, ma anche nei paesi cattolici dell' America Latina in
Spagna ed in particolare in Italia. Questa preoccupazione raggiunse
livelli molto alti nel 1927 quando la Santa Sede cominciò a ricevere,
provenienti da tutto il mondo continue richieste di chiarimento
sull’aspetto etico religioso sull’opportunità di iscrizione al Rotary da
parte dei cattolici e quando il canone del Sinodo diocesano di San
Mìguel nel Salvador accomunò in unica condanna Rotary, Massoneria,
Comunismo e Teosofismo come "associazione segreta, sediziosa e
sospetta". Infine la crisi si acuì fortemente quando, sempre nel 1927
da1 Venezuela arrivò in Vaticano la prima richiesta di autorizzazione di
iscrizione alI' Associazione da parte di un sacerdote. La questione fu
molto dibattuta e posta in evidenza, pur con motivazioni diverse, anche
dalla stampa del regime che aveva trovato con il Vaticano un punto di
contatto sulla lotta a1la massoneria, ma che si preoccupava soprattutto
dell'aspetto internazionale del Rotary che si contrapponeva alla
concezione nazionalista del fascismo.
In Italia questa crisi è iniziata fin dal 1923 con il nascere del primo
club ed esplosa nel 1928-29 e poi nel dopoguerra nel 1951. Le critiche
ufficiali praticamente iniziarono con l'esame da parte della Chiesa del
codice etico del rotary e dalle dichiarazioni, forse inopportune, di
alcune autorità rotariane e furono diffuse con una campagna di stampa
promossa dall'Osservatore Romano" e da .'Civiltà Cattolica". In pratica
moralisti e giuristi cattolici ribadivano il sospetto che il Rotary
fosse un'associazione massonica o di derivazione massonica. A giudizio
di alcuni illustri padri gesuiti le affermazioni del "Codice Etico del
Rotary", maggior argomento del contendere si ispiravano ad un carattere
di indifferentismo religioso e si.con impegni umanitari.
Alcuni illustri rotariani cercarono di negoziare e smentire queste
accuse, ma in quegli anni difficili era impossibile una trattativa
serena sopratut1o perchè si correva il rischio di essere accusati dalla
stampa fascista di "essere a fianco dei massoni e delle democrazie
nemiche del regime". Tra questi rotariani merita una citazione Omero
Ranalletti fondatore del club di Roma che non accettava le critiche
della Santa Sede e che cercò di controbatterle con argomenti e
discussioni che durarono senza interruzione fino alla sua morte avvenuta
a Roma nel 1976 all 'età di novantaquattro anni.
Il culmine della crisi fu raggiunto in Italia nel 1929 quando il 23 di
gennaio usci un articolo sull' "Osservatore Romano" che ribadiva le
accuse contro il Rotary riportando scritti e discorsi di autorità
rotariane considerati "una sicura conferma ai dubbi ed ai sospetti".
Nell’articolo si arrivava ad affermare che il Rotary si faceva banditore
nel mondo di una morale nuova laica ed indipendente in eterno contrasto
con la morale cristiana proclamata e diffusa nel mondo dal messaggio di
Cristo. A questo articolo segui un'intensa attività animata da incontri
e dibattiti ed in modo particolare furono molto importanti gli incontri
tra il gesuita .Padre Rosa direttore di "Famiglia Cristiana" e
Ranal1etti, che si presentò agli a,appuntamenti conclusivi con il
Presidente internazionale Sutton ed il Presidente del Distretto Italiano
Seghezza. Nei colloqui lunghi ed animati gli esponenti rotariani
riuscirono a smentire le affermazioni di appartenenza alla .massoneria
di certi giornali ed ad escludere ogni attività contraria alla religione
cattolica. Padre Rosa finalmente convinto della bontà degli argomenti
trattati arrivò a concordare una posizione più leggera ed accettabile
sulla diatriba in atto e scrisse un articolo da pubblicare su Famig1ia
Cristiana dove si rivedevano certe posizioni, ma soprattutto si
accettava l'idea di iscrizione al rotary dei cattolici. Purtroppo questo
articolo, pur avendo avuto il placet delle più alte autorità
eclesiastiche, non fu pubblicato perchè il presidente Sutton tornato
negli Stati Uniti, rilasciò dichiarazioni trionfalistiche che urtarono
le autorità della chiesa. Gli sforzi ed i colloqui con la Santa Sede
comunque continuarono nel tentativo di raggiungere un rapporto più
morbido finché alcuni clubs italiani presero l'iniziativa, sanzionata
poi dal Consiglio Nazionale, di eliminare dal Codice Etico Rotariano
"a1cune affermazioni che erano state il principale oggetto del
contendere", Dopo questa presa di posizione dei clubs italiani si
sviluppò una discussione a livello internazionale che portò
all'abolizione del codice etico. Si arriva infine al 1938 anno dell'autoscioglimento
del Rotary Italiano.
Nel dopoguerra l'attività del Rotary riprese in maniera frenetica e,
nonostante gli approfondimenti ed i ripensamenti avvenuti prima dell'autoscioglimento,
la Santa Sede continuò con un atteggiamento di pacata intolleranza
soprattutto perchè stimolata da ambienti oltranzisti cattolici
specialmente dell'America Latina, che tra l’altro, si erano trovati in
enorme difficoltà alla richiesta di celebrazioni eucaristiche in
occasioni di festività rotariane. Tutto questo preoccupava sempre più il
Vaticano tanto da inasprire nuovamente il .rapporto tra Rotary e Chiesa
finché nel 1951 Pio XII ordinò al Santo Uffizio di pubblicare
sull'Osservatore Romano un documento in cui proibiva ai sacerdoti di
iscriversi al Rotary e di frequentare riunioni rotariane ed invitava i
fedeli ed anche i laici a guardarsi dalle associazioni segrete che
cercavano di sottrarsi alla vigilanza della Chiesa. Questa presa di
posizione cadde come una doccia. fredda sul Rotary perchè nonostante gli
sforzi profusi la chiesa prendeva nuovamente le distanze.
Ranalletti, che in quel periodo presiedeva il club di Roma, forte
dell'esperienza della prima crisi si mobilitò di nuovo, si presentò al
nuovo direttore di Famiglia Cristiana, il gesuita Giacomo Martagoni al
quale illustrò i rapporti avuti con padre Rosa e la formulazione
dell'articolo concordato, ma mai pubblicato su Civiltà Cattolica". La
risposta :fu drammatica e la domenica successiva alla pubblicazione
dell'articolo voluto da Pio XI, il gesuita padre Francesco Pellegrino
tenne in una chiesa romana una predica in cui accusava pesantemente il
Rotary di "strumento della massoneria e di indifferentismo religioso" ed
invitò i rotariani cattolici a dimettersi dai clubs. Lo sconforto fu
enorme e il governatore allora in carica Raffaele De Courten con lettera
a tutti i .presidenti del Clubs italiani pregò di astenersi da qualsiasi
presa di posizione e di assumere un atteggiamento di attesa.
L 'instancabile Ranalletti riprese il lavoro, si intensificarono gli
incontri e le discussioni con Padre Martegani finche la chiesa
ridimensionò i giudizi espressi e su Civiltà Cattolica apparve un
articolo che non poteva certamente annullare i giudizi, espressi ma li
alleggerì notevolmente tanto che nel 1957 l'arcivescovo Montini
partecipò ad una. riunione del Club di Milano. Da quel momento i
rapporti con la chiesa cattolica andarono pian piano migliorando ed
addirittura nel 1970 il Pontefice Paolo VI ricevette in udienza oltre
tremila rotariani provenienti da tutto il mondo. Voglio concludere
dicendo che la messa officiata per il trigesimo della morte di
Ranalletti è stata officiata da un sacerdote iscritto al Rotary e che i
rotariani il giorno dell'inaugurazione della LXX convencion (10 giugno
1979) hanno avuto la gioia di assistere in San Pietro al1a celebrazione
della Santa Messa. officiata dal Cardinale Vagnozzi socio onorario di
tutti i club di Roma e concelebrata da una ventina di sacerdoti iscritti
al Rotary.
Carmine De Felice
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CAMINETTO DEL 28 OTTOBRE 2009 |
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Caminetto del 28 ottobre 09
Il
Presidente non ha comunicazioni d’ufficio da fare. Cede la parola
all’amico Savino Sardella che ci annuncia una gita organizzata dall’Inner
Wheel di due giorni a Rimini con un programma culturale. Visita alla
mostra "da Rembrandt a Gaoguin a Picasso" dove si possono ammirare
quadri di normale esposti al "Museum of fine arts" di Boston. E’
prevista la visita alla "Domus del Chirurgo", poi il museo della città,
Rocca San Leo, Talamello dove si fa il formaggio in fossa e dove verrà
servito un pranzo a base di tartufo e pecorino in fossa. Questa gita
acquista un’importanza particolare per il nostro Club dato che il Club
Rotary di Montefeltre desidera incontrarci e pranzare assieme.
A questo punto prende la parola Fusani che ci intratterrà sulla
"Sicurezza".
Affronta alcuni problemi pratici sulla sicurezza. Oggi se ne parla
diffusamente anche per l’aumento dei mezzi di comunicazione. Per
sicurezza si intende protezione alle persone, ai beni, all’ambiente da
danni, perdite: violazioni causate da vari fattori accidentali,
negligenza, imperizia ecc.. C’è possibilità di danni per comportamenti
sbagliati da parte dell’uomo che adopera, a volte con imperizia,
tecnologie: perciò aumentando le tecnologie di conseguenza aumentano i
danni e quindi viene a cambiare anche il concetto di sicurezza. Non
dimentichiamo anche fenomeni naturali (alluvioni, terremoti ecc.), le
opere fatte su progetti dell’uomo vedi edilizia; pericoli derivati
dall’alimentazione (intossicazioni, sofisticazioni ecc); sanità come
assistenza da parte dell’uomo e soprattutto da errato o incompetente uso
di apparecchiature estremamente tecnologiche; industria con i frequenti
infortuni anche qui a volte dovuto alla tecnologia; energia come
centrali elettriche o centrali nucleari (alta tecnologia con pericolo di
inquinamento ambientale); tempo libero che può trasformare un’azione per
divertimento in una tragedia; trasporti in genere dall’auto all’aereo o
il treno (vedi tragedia di Viareggio) ad ogni modo veicoli di qualsiasi
genere: anche qui ha un notevole valore la tecnologia che può aumentare
la percentuale di rischio. In tutto questo panorama non dobbiamo
dimenticare chi prende le decisioni ed opera, come le
industrie
sempre alla ricerca del meglio al minor costo, i governi con le leggi
che devono proteggere quelli che sono gli utenti coloro sulle cui spalle
gravano i rischi. I temi sulla sicurezza cominciano a farsi sentire fin
dal 1840 in Inghilterra, in Germania nel 1880 con Bismark. Cambia il
concetto di sicurezza dall’880 fin dopo l’ultima guerra a seconda dei
progetti tecnologici e dei progressi fatti con aumento delle cause di
infortuni. Per questo vengono fatte leggi locali e internazionali:
quando si fanno progetti si deve pensare alla sicurezza, la gente non
deve farsi male, l’ambiente deve essere protetto, i beni non devono
essere persi. Però c’è sempre la minaccia che non vengano presi in esame
tutti i fattori per conoscere un completo funzionamento e questo per
negligenza e limitatezza, per cui ricorriamo all’esperienza, ma
l’esperienza acquisita oggi è valida domani vista la rapida evoluzione
della tecnologia?
Anche l’utente deve stare attento sia nell’uso sia verso coloro che
devono controllare per la sicurezza. Questi chi sono ?. Per prima è la
stessa industria che produce, per un problema di credibilità e di
marchio. Infatti vi sono esempi che a volte la soluzione di un rischio
porta ad un risparmio sulla produzione (vedi la maniglia magnetica dei
frigoriferi per l’apertura facile dall’interno per bambini che vi si
nascondono) oppure il recupero di sostanze riciclate dal filtraggio di
esalazioni dannose che vengono vendute. I governi che hanno pensato bene
di fare delle leggi come il marchio CE che significa la non nocività
dell’oggetto in certi usi. Purtroppo le fabbriche il marchio lo possono
mettere anche senza avere superato le prove richieste dalla legge
essendo impossibile controllare tutti i costruttori. Per avere una vera
sicurezza bisognerebbe poter essere sicuri che tali prove siano state
effettuate. Considerando l’uso della tecnologia nella sua complessità i
costi aumentano: il controllo di un treno di 50 anni fa era un conto, i
treni di oggi sono enormemente più complessi, lo stesso dicasi con le
macchie. E’ vero, le macchine di oggi in teoria sono più sicure perchè
protette da moltissime centraline, ma proprio questo numero enorme di
tecnologia può causare una diminuzione della sicurezza. Nelle ferrovie,
per i treni di oggi, vi sono norme internazionali con continui controlli
delle centraline, controlli fatti dagli stessi costruttori. Però a volte
l’incidente può essere dovuto al caso; compito dei progettisti è
prevenire il caso sia al momento della progettazione ma anche all’uso
nel futuro. Occorre una divulgazione del concetto di sicurezza che può
essere fatto attraverso i media, le scuole, TV, e perchè no anche
attraverso Club di servizio come il Rotary.
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