ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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CAMINETTO DEL 7 OTTOBRE 2009
 
Caminetto del 07 ottobre 09

Si inizia il caminetto con tanti auguri da tutti i soci al Presidente per il suo compleanno. Quindi il Presidente da la parola al collega Martorano che annuncia essere pronto il bilancio della sua annata, però c’è stata una svista; non sono stati pagati alcuni conti dell’Albergo. Questi verranno pagati nella gestione attuale annotando che trattasi di conti della precedente amministrazione. Il P.tratta ora, l’argomento Premio Galileo Galilei: sono stati due giorni e ½ di manifestazioni a cui ha partecipato assieme a altri nostri soci. L’assegnazione del premio ai due vincitori nell’aula Magna dell’Ateneo Pisano. Quindi un magnifico concerto presso il Duomo, con una partecipazioni oltre i posti disponibili nel Duomo, concerto commentato dalla magnifica voce di Arnoldo Foà. In ultimo la cena all’Arsenale Mediceo con una notevole partecipazione di tutti i tre Club. Il presidente ringrazia i soci che hanno partecipato anche a nome del Presidente del Rotary Pisa, organizzatore della manifestazione (Non dimentichiamo che trattasi di un premio di tutti i Rotary italiani).
Il 24 – 25 ottobre a Riccione si svolgerà l’IDIR: sarebbe bene che partecipassero alcuni soci.
Una ONLUS di Prato chiede soldi per la ricerca su cancro, ma dato che trattasi di realtà extraterritoriali con dispiacere viene rifiutato.
Entro il 14 novembre, con un’assemblea, dovremo indicare un nome per il nuovo Governatore.
In Novembre dovremo fare un’assemblea per l’elezione del presidente 2011 / 2012. In questa sede il Presidente eletto nominerà il consiglio direttivo e le commissioni. Per quanto riguarda le elezioni, si svolgeranno in due tempi: una ventina di giorni prima verrà distribuita a tutti i soci una busta in cui verrà messo il nominativo scelto; nell’assemblea successiva verranno aperte le buste e si svolgerà l’elezione a Presidente tra i tre nominati più votati. A questo punto il P. legge gli articoli del regolamento sia delle elezioni, dei compiti del direttivo, delle commissioni (vedi regolamento del Club).
A questo punto passa la parola a Maurizio Sbrana che ha partecipato all’apertura dell’anno Rotaractiano al Golf di Tirrenia alla presenza di tutte le autorità dei tre Rotary cittadini. Hanno in programma per il 28 – 29 Novembre l’assemblea distrettuale che si svolgerà all’ Hotel S.Ranieri. Sbrana ci riferisce che hanno avuto un cambio generazionale con diverse uscite e nuovi entrati per cui possono esserci dei deficit di integrazione. Hanno intenzione di fare qualche cosa anche nel campo dello sport come interclub. Il Presidente apre una parentesi su chi deve invitare i rappresentanti del Rotaract alla nostra cerimonia della visita del Governatore e dopo un chiarimento è deciso che siamo noi a dover invitare i nostri giovani. Si chiude con parole di elogio e di entusiasmo verso questi giovani pieni di iniziative e di buona volontà rotariana e a questo punto il Presidente suona la campana.

 
 
CONVIVIALE DEL 13 OTTOBRE 2009 VISITA DEL GOVERNATORE
 

Vari momenti della visita del Governatore

     
Conviviale del 13 ottobre 2009

Il Presidente ringrazia il Governatore prof. Mario Baraldi e la Signora per essere venuti a visitarci. Ringrazia anche gli altri ospiti, l’Assistente del Governatore prof. Guidi e la Signora Rosetta, il Presidente del Rotaract De Simoni.
Questa è la conviviale più importante dell’annata rotariana, perchè in questa giornata si confrontano i progetti del Club e si misurano i progressi del Club stesso. In questa occasione il Governatore ha incontrato il Presidente e il Segretario, il Direttivo, il Consiglio, i Presidenti delle commissioni, i nuovi soci, i rappresentanti del Rotaract. Il Presidente ci annuncia che siamo in linea con quelli che sono i dettami del Rotary. A questo punto fa un elogio personale al Governatore per quello che sta facendo ed in particolar modo per come lo sta facendo con grande entusiasmo: passa la parola al Governatore.

Questi ci ricorda il duro e stressante lavoro del Governatore e l’impegno che mette perchè non è importante che tutti lo conoscano, ma è importante che tu conosca tutti (Confucio); purtroppo è impossibile realizzarlo però deve essere fatto ogni sforzo per poter lavorare in armonia con tutti, dato che il nostro è il distretto più grande del mondo: si dichiara voglioso di fare e di fare bene. Provocatoriamente ci dice che il Rotary va a cena; ebbene se in 105 anni il R. ha più di 1 milione di rappresentanti in 106 paesi, se ha superato 105 anni di crisi belliche e politiche, se ha e continua a realizzare il progetto polioplus, se è diffuso in tutto il mondo con un rappresentante all’ONU, se ha realizzato 70.000 borse di studio, 33.000 progetti per combattere la fame e la sete di milioni di bambini nel mondo, ebbene allora siamo orgogliosi di andare a cena; ma il rotariano non va mai a cena, infatti noi andiamo alla CONVIVIALE dal latino convivere, vivere in compagnia di amici in armonia.
Il rotariano non fa beneficenza: opera per progetti sfruttando le capacità dei soci che con i loro contatti con autorità politiche economiche ecc. attivano la fase "PLASTICA" di preparazione del progetto per crearlo e successivamente realizzarlo. Per far questo noi non cerchiamo soldi dagli altri, vedi un € da MMS, ma quello che facciamo è frutto dei nostri soldi tassandoci. E’ vero quanto detto: i soldi per i progetti sono nelle tasche dei rotariani. L’unico progetto per cui il Rotary si permettere di chiedere agli altri è per il progetto "POLIOPLUS", vedi Paul Gates che ha donato 350 milioni di dollari; la nostra risposta è stata la sfida che in due anni avremmo dato 200 milioni di dollari. Per realizzare i progetti non ci arrendiamo alle difficoltà, come accade in Afgainstan quando i nostri medici, andando nei lontani villaggi, viaggiano con cartelloni "non sparate, veniamo a vaccinare i vostri figli".
Il segreto del successo dei nostri progetti sono le risorse umane, da cui vengono soldi per sfamare e dissetare milioni di bambini del terzo mondo. E’ utile ricordare che niente di tutto quello che è destinato alla Fondation va perduto, ma anche se poco, avrà un guadagno in frutti. A questo punto fa l’esempio dei maestri dell’acqua delle oasi sud-sahariane che giudicano la quantità di acqua necessaria ai vari appezzamenti di terra e la forniscono: invita il nostro Presidente a fare altrettanto nella realizzazione dei vari progetti presentati dalle varie commissioni e non mancano parole di elogio su quanto ha visto e augura che venga realizzato quanto da noi sperato. Una raccomandazione: il Rotary deve essere attivo in tempi rapidi come all’Aquila che dopo 24 h. è riuscito a mettere al coperto in tende ben 3500 persone, o come a Viareggio, quando vista la situazione della Croce Verde ha promesso alcuni mezzi distrutti e sono in arrivo due Doblò attrezzati per trasporto disabili. Dobbiamo superare quei tempo morti richiesti dalla burocrazia degli enti pubblici: il nostro motto deve essere "fare rapidamente ciò che serve alla comunità in cui operiamo".
A questo punto tocca il tasto dell’ETICA: il rotariano nell’esercizio della propria professione deve agire con etica professionale pur avendo profitto dal proprio lavoro: l’importante è non approfittarsi delle difficoltà del prossimo. Il vero rotariano quando è impossibilitato a frequentare si sente male per la "sindrome di astinenza". Per correttezza è utile avvisare chi di dovere del motivo della propria assenza; se vogliamo che viva il nostro Club dobbiamo frequentare perchè il futuro del Rotary è nelle nostre mani. Noi non siamo autonomi, ma satelliti che brillano della luce del sole che è il Rotary International e quando pensiamo e agiamo come membri del nostro Club dobbiamo ricordarci che facciamo parte del Rotary International, ente di volontariato con rappresentante all’ONU, sempre pronto alle necessità altrui. Per essere sempre al meglio dobbiamo rinnovare il club con ammissioni di giovani, donne, professioni che mancano e stare sempre attivi e pronti ad agire secondo le necessità del prossimo. Saluta e ringrazia. Termina così la Conviviale che ha accolto il nostro Governatore.

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CAMINETTO DEL 21 OTTOBRE 2009
 
Il Presidente con la rotariana NORMA JALLOH Segretaria del club di Nottingham distretto 2020

Caminetto del 21 ottobre 09

Il Presidente fa una rapida rassegna delle scarse comunicazioni e si sofferma sulla presenza della rotariana NORMA JALLOH del club di Nottingham distretto 2020 segretaria del proprio Club. Avviene lo scambio dei guidoncini e gli viene offerta la nostra medaglia di bronzo, accettata con visibile contentezza ed emozione. A questo punto prende la parola l’amico Carmine De Felice per la sua consueta informazione sulla storia del Rotary.

Riporto fedelmente le parole di Carmine.

La crisi dei rapporti tra Chiesa Cattolica e Rotary è stata molto lunga e sofferta in tutto il mondo ed in .particolare fu molto sentita in Italia e per la sua posizione geografica e per il fatto che l'Italia era ed è profondamente cattolica. La crisi iniziò quando la Chiesa, attraverso articoli sul giornale vaticano l'Osservatore Romano" e sulla rivista dei gesuiti "Civiltà Cattolica" trattando argomenti riferiti all'associazionismo, indicava il Rotary come movimento massonico o di derivazione massonica criticava fortemente il fatto che accogliesse nelle sue file uomini indipendentemente dalla loro convinzione religiosa e di conseguenza si preoccupava molto del rapido diffondersi dell'idea rotariana che si espandeva non più soltanto nei paesi anglosassoni, ma anche nei paesi cattolici dell' America Latina in Spagna ed in particolare in Italia. Questa preoccupazione raggiunse livelli molto alti nel 1927 quando la Santa Sede cominciò a ricevere, provenienti da tutto il mondo continue richieste di chiarimento sull’aspetto etico religioso sull’opportunità di iscrizione al Rotary da parte dei cattolici e quando il canone del Sinodo diocesano di San Mìguel nel Salvador accomunò in unica condanna Rotary, Massoneria, Comunismo e Teosofismo come "associazione segreta, sediziosa e sospetta". Infine la crisi si acuì fortemente quando, sempre nel 1927 da1 Venezuela arrivò in Vaticano la prima richiesta di autorizzazione di iscrizione alI' Associazione da parte di un sacerdote. La questione fu molto dibattuta e posta in evidenza, pur con motivazioni diverse, anche dalla stampa del regime che aveva trovato con il Vaticano un punto di contatto sulla lotta a1la massoneria, ma che si preoccupava soprattutto dell'aspetto internazionale del Rotary che si contrapponeva alla concezione nazionalista del fascismo.
In Italia questa crisi è iniziata fin dal 1923 con il nascere del primo club ed esplosa nel 1928-29 e poi nel dopoguerra nel 1951. Le critiche ufficiali praticamente iniziarono con l'esame da parte della Chiesa del codice etico del rotary e dalle dichiarazioni, forse inopportune, di alcune autorità rotariane e furono diffuse con una campagna di stampa promossa dall'Osservatore Romano" e da .'Civiltà Cattolica". In pratica moralisti e giuristi cattolici ribadivano il sospetto che il Rotary fosse un'associazione massonica o di derivazione massonica. A giudizio di alcuni illustri padri gesuiti le affermazioni del "Codice Etico del Rotary", maggior argomento del contendere si ispiravano ad un carattere di indifferentismo religioso e si.con impegni umanitari.
Alcuni illustri rotariani cercarono di negoziare e smentire queste accuse, ma in quegli anni difficili era impossibile una trattativa serena sopratut1o perchè si correva il rischio di essere accusati dalla stampa fascista di "essere a fianco dei massoni e delle democrazie nemiche del regime". Tra questi rotariani merita una citazione Omero Ranalletti fondatore del club di Roma che non accettava le critiche della Santa Sede e che cercò di controbatterle con argomenti e discussioni che durarono senza interruzione fino alla sua morte avvenuta a Roma nel 1976 all 'età di novantaquattro anni.
Il culmine della crisi fu raggiunto in Italia nel 1929 quando il 23 di gennaio usci un articolo sull' "Osservatore Romano" che ribadiva le accuse contro il Rotary riportando scritti e discorsi di autorità rotariane considerati "una sicura conferma ai dubbi ed ai sospetti". Nell’articolo si arrivava ad affermare che il Rotary si faceva banditore nel mondo di una morale nuova laica ed indipendente in eterno contrasto con la morale cristiana proclamata e diffusa nel mondo dal messaggio di Cristo. A questo articolo segui un'intensa attività animata da incontri e dibattiti ed in modo particolare furono molto importanti gli incontri tra il gesuita .Padre Rosa direttore di "Famiglia Cristiana" e Ranal1etti, che si presentò agli a,appuntamenti conclusivi con il Presidente internazionale Sutton ed il Presidente del Distretto Italiano Seghezza. Nei colloqui lunghi ed animati gli esponenti rotariani riuscirono a smentire le affermazioni di appartenenza alla .massoneria di certi giornali ed ad escludere ogni attività contraria alla religione cattolica. Padre Rosa finalmente convinto della bontà degli argomenti trattati arrivò a concordare una posizione più leggera ed accettabile sulla diatriba in atto e scrisse un articolo da pubblicare su Famig1ia Cristiana dove si rivedevano certe posizioni, ma soprattutto si accettava l'idea di iscrizione al rotary dei cattolici. Purtroppo questo articolo, pur avendo avuto il placet delle più alte autorità eclesiastiche, non fu pubblicato perchè il presidente Sutton tornato negli Stati Uniti, rilasciò dichiarazioni trionfalistiche che urtarono le autorità della chiesa. Gli sforzi ed i colloqui con la Santa Sede comunque continuarono nel tentativo di raggiungere un rapporto più morbido finché alcuni clubs italiani presero l'iniziativa, sanzionata poi dal Consiglio Nazionale, di eliminare dal Codice Etico Rotariano "a1cune affermazioni che erano state il principale oggetto del contendere", Dopo questa presa di posizione dei clubs italiani si sviluppò una discussione a livello internazionale che portò all'abolizione del codice etico. Si arriva infine al 1938 anno dell'autoscioglimento del Rotary Italiano.
Nel dopoguerra l'attività del Rotary riprese in maniera frenetica e, nonostante gli approfondimenti ed i ripensamenti avvenuti prima dell'autoscioglimento, la Santa Sede continuò con un atteggiamento di pacata intolleranza soprattutto perchè stimolata da ambienti oltranzisti cattolici specialmente dell'America Latina, che tra l’altro, si erano trovati in enorme difficoltà alla richiesta di celebrazioni eucaristiche in occasioni di festività rotariane. Tutto questo preoccupava sempre più il Vaticano tanto da inasprire nuovamente il .rapporto tra Rotary e Chiesa finché nel 1951 Pio XII ordinò al Santo Uffizio di pubblicare sull'Osservatore Romano un documento in cui proibiva ai sacerdoti di iscriversi al Rotary e di frequentare riunioni rotariane ed invitava i fedeli ed anche i laici a guardarsi dalle associazioni segrete che cercavano di sottrarsi alla vigilanza della Chiesa. Questa presa di posizione cadde come una doccia. fredda sul Rotary perchè nonostante gli sforzi profusi la chiesa prendeva nuovamente le distanze.
Ranalletti, che in quel periodo presiedeva il club di Roma, forte dell'esperienza della prima crisi si mobilitò di nuovo, si presentò al nuovo direttore di Famiglia Cristiana, il gesuita Giacomo Martagoni al quale illustrò i rapporti avuti con padre Rosa e la formulazione dell'articolo concordato, ma mai pubblicato su Civiltà Cattolica". La risposta :fu drammatica e la domenica successiva alla pubblicazione dell'articolo voluto da Pio XI, il gesuita padre Francesco Pellegrino tenne in una chiesa romana una predica in cui accusava pesantemente il Rotary di "strumento della massoneria e di indifferentismo religioso" ed invitò i rotariani cattolici a dimettersi dai clubs. Lo sconforto fu enorme e il governatore allora in carica Raffaele De Courten con lettera a tutti i .presidenti del Clubs italiani pregò di astenersi da qualsiasi presa di posizione e di assumere un atteggiamento di attesa.
L 'instancabile Ranalletti riprese il lavoro, si intensificarono gli incontri e le discussioni con Padre Martegani finche la chiesa ridimensionò i giudizi espressi e su Civiltà Cattolica apparve un articolo che non poteva certamente annullare i giudizi, espressi ma li alleggerì notevolmente tanto che nel 1957 l'arcivescovo Montini partecipò ad una. riunione del Club di Milano. Da quel momento i rapporti con la chiesa cattolica andarono pian piano migliorando ed addirittura nel 1970 il Pontefice Paolo VI ricevette in udienza oltre tremila rotariani provenienti da tutto il mondo. Voglio concludere dicendo che la messa officiata per il trigesimo della morte di Ranalletti è stata officiata da un sacerdote iscritto al Rotary e che i rotariani il giorno dell'inaugurazione della LXX convencion (10 giugno 1979) hanno avuto la gioia di assistere in San Pietro al1a celebrazione della Santa Messa. officiata dal Cardinale Vagnozzi socio onorario di tutti i club di Roma e concelebrata da una ventina di sacerdoti iscritti al Rotary.

Carmine De Felice

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CAMINETTO DEL 28 OTTOBRE 2009
 
Caminetto del 28 ottobre 09

Il Presidente non ha comunicazioni d’ufficio da fare. Cede la parola all’amico Savino Sardella che ci annuncia una gita organizzata dall’Inner Wheel di due giorni a Rimini con un programma culturale. Visita alla mostra "da Rembrandt a Gaoguin a Picasso" dove si possono ammirare quadri di normale esposti al "Museum of fine arts" di Boston. E’ prevista la visita alla "Domus del Chirurgo", poi il museo della città, Rocca San Leo, Talamello dove si fa il formaggio in fossa e dove verrà servito un pranzo a base di tartufo e pecorino in fossa. Questa gita acquista un’importanza particolare per il nostro Club dato che il Club Rotary di Montefeltre desidera incontrarci e pranzare assieme.
A questo punto prende la parola Fusani che ci intratterrà sulla "Sicurezza".
Affronta alcuni problemi pratici sulla sicurezza. Oggi se ne parla diffusamente anche per l’aumento dei mezzi di comunicazione. Per sicurezza si intende protezione alle persone, ai beni, all’ambiente da danni, perdite: violazioni causate da vari fattori accidentali, negligenza, imperizia ecc.. C’è possibilità di danni per comportamenti sbagliati da parte dell’uomo che adopera, a volte con imperizia, tecnologie: perciò aumentando le tecnologie di conseguenza aumentano i danni e quindi viene a cambiare anche il concetto di sicurezza. Non dimentichiamo anche fenomeni naturali (alluvioni, terremoti ecc.), le opere fatte su progetti dell’uomo vedi edilizia; pericoli derivati dall’alimentazione (intossicazioni, sofisticazioni ecc); sanità come assistenza da parte dell’uomo e soprattutto da errato o incompetente uso di apparecchiature estremamente tecnologiche; industria con i frequenti infortuni anche qui a volte dovuto alla tecnologia; energia come centrali elettriche o centrali nucleari (alta tecnologia con pericolo di inquinamento ambientale); tempo libero che può trasformare un’azione per divertimento in una tragedia; trasporti in genere dall’auto all’aereo o il treno (vedi tragedia di Viareggio) ad ogni modo veicoli di qualsiasi genere: anche qui ha un notevole valore la tecnologia che può aumentare la percentuale di rischio. In tutto questo panorama non dobbiamo dimenticare chi prende le decisioni ed opera, come le industrie sempre alla ricerca del meglio al minor costo, i governi con le leggi che devono proteggere quelli che sono gli utenti coloro sulle cui spalle gravano i rischi. I temi sulla sicurezza cominciano a farsi sentire fin dal 1840 in Inghilterra, in Germania nel 1880 con Bismark. Cambia il concetto di sicurezza dall’880 fin dopo l’ultima guerra a seconda dei progetti tecnologici e dei progressi fatti con aumento delle cause di infortuni. Per questo vengono fatte leggi locali e internazionali: quando si fanno progetti si deve pensare alla sicurezza, la gente non deve farsi male, l’ambiente deve essere protetto, i beni non devono essere persi. Però c’è sempre la minaccia che non vengano presi in esame tutti i fattori per conoscere un completo funzionamento e questo per negligenza e limitatezza, per cui ricorriamo all’esperienza, ma l’esperienza acquisita oggi è valida domani vista la rapida evoluzione della tecnologia?
Anche l’utente deve stare attento sia nell’uso sia verso coloro che devono controllare per la sicurezza. Questi chi sono ?. Per prima è la stessa industria che produce, per un problema di credibilità e di marchio. Infatti vi sono esempi che a volte la soluzione di un rischio porta ad un risparmio sulla produzione (vedi la maniglia magnetica dei frigoriferi per l’apertura facile dall’interno per bambini che vi si nascondono) oppure il recupero di sostanze riciclate dal filtraggio di esalazioni dannose che vengono vendute. I governi che hanno pensato bene di fare delle leggi come il marchio CE che significa la non nocività dell’oggetto in certi usi. Purtroppo le fabbriche il marchio lo possono mettere anche senza avere superato le prove richieste dalla legge essendo impossibile controllare tutti i costruttori. Per avere una vera sicurezza bisognerebbe poter essere sicuri che tali prove siano state effettuate. Considerando l’uso della tecnologia nella sua complessità i costi aumentano: il controllo di un treno di 50 anni fa era un conto, i treni di oggi sono enormemente più complessi, lo stesso dicasi con le macchie. E’ vero, le macchine di oggi in teoria sono più sicure perchè protette da moltissime centraline, ma proprio questo numero enorme di tecnologia può causare una diminuzione della sicurezza. Nelle ferrovie, per i treni di oggi, vi sono norme internazionali con continui controlli delle centraline, controlli fatti dagli stessi costruttori. Però a volte l’incidente può essere dovuto al caso; compito dei progettisti è prevenire il caso sia al momento della progettazione ma anche all’uso nel futuro. Occorre una divulgazione del concetto di sicurezza che può essere fatto attraverso i media, le scuole, TV, e perchè no anche attraverso Club di servizio come il Rotary.

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