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IL "VISIBILE PARLA RE" NELL'UNIVERSO DANTESCO Quando i pittori
cominciano a essere considerati artisti Là sù non eran mossi i piè
nostri anco,
quand'io conobbi quella ripa intorno
che dritto di salita aveva manco,
esser di marmo candido e addorno
d'intagli si, che non pur Policleto,
ma la natura li avrebbe scorno.
Ci troviamo in Purgatorio. nella cornice dei superbi.
dove le anime espiano il loro peccato portando un masso sopra la schiena
che li costringe a stare chinati e guardare dei bassorilievi incisi sul
pavimento che raffigurano alcuni esempi di superbia punita.
Prima di incontrare le anime superbe, però, Dante nota che lo zoccolo
che corre tutt'intorno alla montagna in realtà è di marmo bianco candido
e che sopra di esso sono incisi tre esempi di umiltà premiata. Su di
essi si sofferma lui e ci soffermiamo anche noi.
La prima cosa interessante da notare è che il nome di un'artista (Policleto)
è menzionato all'interno di un' opera letteraria come la Commedia; è
strano ma non poi cosi tanto perche essendo uno scultore greco classico
la regola non scritta, che impediva a pittori e scultori di essere
considerati artisti alla pari dei letterati, non si applicava agli
artisti antichi.
Alcuni commentatori della Commedia, specialmente quelli più
contemporanei al sommo poeta, notarono questo fatto e lo descrissero
nelle loro chiose.
L 'anonimo commentatore delle Chiose Vernon affermava:
Policleto fu uno dei più sommi intagliatori del mondo e per tanto
scrivevano di lui i poeti[. .. r
e va avanti citando una bellissima Venere scolpita da Policleto che si
diceva inducesse in tentazione ogni uomo.
Quindi, in questo caso, Policleto è il prototipo dell'ottimo scultore
che pur essendo in grado dì creare opere d'arte stupende non può
competere con questi bassorilievi (il cui autore ancora non è
menzionato) che sopravanzano in bellezza persino le opere della Natura.
L'altro punto di interesse in queste due terzine è la puntualizzazione
del materiale (con connotazione coloristica persino) su cui sono colpiti
i bassorilievi. In un'opera letteraria normalmente l'autore non si ferma
a descrivere il materiale usato a meno che non sia dì particolare
interesse simbolico per il suo discorso. In questo caso. il sommo poeta
vuole concentrare l' attenzione sul materiale perche, per dirla con le
parole del Landino ( chiosatore dantesco del 1500):
"pone el marmo candido a dinotare, che tale umiltà deve essere
pura et netta et non maculata con alchuna fictione et simulatione"
Sempre Cristoforo Landino nota che Dante ha sottolineato con il
sostantivo "intagli" il fatto che questi bassorilievi siano scolpiti
perchè:
Et nota che questi exempli soni intagliati e non dipinti. Perchè
la pictura facilmente si rimuove e non l’intaglio; et sono intagliati
non in materia tenera ma dura. Il che admonisce che se vogliamo al tutto
scacciar da noi la superbia, è necessario che habbiamo l’humiltà
scolpita e del tutto infixa nella mente nostra"
Dopo questa introduzione alla cornice dei superbi, Dante
comincia a guardare meglio i bassorilievi e scopre che formano un
trittico di storie che hanno come tema l’umiltà premiata.
La prima storia è la più importanta:
Giurato si saria ch'el dicesse 'Ave!';
perché iv'era imaginata quella
ch'ad aprir l'alto amor volse la chiave
'Ecce ancilla Dei', propriamente
come figura in cera si suggella
La seconda storia è tratta dal Vecchio Testamento parla dell’entrata
dell’arca Santa in Gerusalemme che, per glorificare Dio, balla davanti
all’Arca con la tunica alzata
Era intagliato lì nel marmo stesso
lo carro e ' buoi, traendo l'arca santa,
per che si teme officio non commesso
Dinanzi parea gente; e tutta quanta,
partita in sette cori, a' due mie' sensi
faceva dir l'un «No», l'altro «Sì, canta».
Similemente al fummo de li 'ncensi
e al sì e al no discordi fensi.
trescando alzato, l'umile salmista,
e più e men che re era in quel caso.
Di contra, effigïata ad una vista
d'un gran palazzo, Micòl ammirava
sì come donna dispettosa e trista
I' mossi i piè del loco dov'io stava,
per avvisar da presso un'altra istoria,
che di dietro a Micòl mi biancheggiava.
Il terzo episodio invece è tratto dalla storia pagana, anche se riveduta
e corretta da San Gregorio Magno, che tramanda un Traiano imperatore
particolarmente minifico e pronto ad aiutare i suoi sudditi in
difficoltà.
Quiv'era storïata l'alta gloria
del roman principato, il cui valore
mosse Gregorio a la sua gran vittoria;
i'
dico di Traiano imperadore;
e una vedovella li era al freno,
di lagrime atteggiata e di dolore.
Intorno a lui parea calcato e pieno
di cavalieri, e l'aguglie ne l'oro
sovr'essi in vista al vento si movieno.
La miserella intra tutti costoro
pareva dir: «Segnor, fammi vendetta
di mio figliuol ch'è morto, ond'io m'accoro»;
ed elli a lei rispondere: «Or aspetta
tanto ch'i' torni»; e quella: «Segnor mio»,
come persona in cui dolor s'affretta,
«se tu non torni?»; ed ei: «Chi fia dov'io,
la ti farà»; ed ella: «L'altrui bene
a te che fia, se 'l tuo metti in oblio?»;
ond'elli: «Or ti conforta; ch'ei convene
ch'i' solva il mio dovere anzi ch'i' mova:
giustizia vuole e pietà mi ritene».
Secondo Marco Collareta., Dante in questa scelta di trittico si
comporta:
[. . . ] in modo analogo a quello di tanti autori di programmi
iconografici. che adottano il principio della tipologia, tale per cui
ogni episodio del Nuovo Testamento può essere messo in relazione con uno
del Vecchio Testamento, nonché da episodi tratti dall'antica storia
pagana o dal mondo naturale..
L 'unica differenza è che normalmente l'episodio più importante
(cioè quello neotestamentario) si trova al centro del trittico mentre
qui è in prima posizione.
Un aspetto ricorrente in tutte queste descrizioni di figure scolpite è
il fatto che Dante, con vari espedienti, faccia presente ai suoi lettori
che sembra che questi bassorilievi abbiano anche il dono della parola da
tanto sono belli e che ognuno di essi ..reciti. per così dire. la scena
che porta scolpita. Basta guardare il "Giurato si saria dicesse Ave" del
primo bassorilievo oppure .'faceva dir l'un no l’altro si canta" della
scena dell'Arca Santa, oppure .'la miserella pareva dir'. della terza
immagine.
Per Dante queste figure. sono talmente belle che si raccontano da sole.
Non solo colpiscono la vista ma la loro bellezza colpisce anche l'udito
del mortale visitatore.
Il fatto che il sommo poeta. aggiunga anche la parola a queste immagini
ha fatto sì che molti critici interpretassero questa scelta come una
netta supremazia della "parola" sull’ "immagine"
Infatti. Francesco Tateo, nelle sue lettere critiche, scrive: .
Il poeta; per quanto nobiliti questa arte facendone segno di
interesse divino, per quanto, nel canto seguente, riprenda 1'analogia
arte figurativa poesia, mostra una chiara convinzione della superiorità
dell'arte della parola sull’arte figurativa. Infatti, per nobilitare
questa ultima non riesce a far altro che trasformare in un atto vocale
quello che era un atto visivo. [...] Il valore persuasivo, che è nella
poetica dantesca il valore espressivo dell'immagine può scaturire da un
prodotto quale l'arte scultorea, soltanto se essa supera il mero valore
visivo per intravedere il campo di un’altra arte più espressiva più
alta, che è quella de1la "parola".
Colui che mai non vide cosa nova
produsse esto visibile parlare,
novello a noi perchè qui non si trova.
L’aggiungere la parola alle immagini viene definito dallo Stesso
Dante. 'visibile parlare'; , un ossimoro che è stato variamente definito
ma la cui spiegazione migliore è quella che si ricava prendendone un
poco da ogni chiosatore che dal 1300 a oggi ne ha tentato un commento: è
la parola che diventa immagine e l 'immagine che a sua. volta diventa
parola coinvolgendo i due sensi in un tutt'uno che crea completezza.
In questa terzina, oltre al nome dato a questi bassorilievi, Dante ne
svela finalmente 1'autore, che altri non poteva essere se non il
Creatore in persona. definito con un'acuta perifrasi come Colui che
avendo creato il mondo, non vide mai una cosa nuova. Se i primi due
endecasillabi di questa terzina sono stati variamente interpretati ma
hanno trovato una soluzione pressoché unanime, ciò non è valido per il
terzo che oscilla tra una spiegazione ovvia come quella di Francesco da
Buti per cui è novello a noi perchè non viviamo nei cieli, a una
spiegazione più profonda dell’Anonimo fiorentino; secondo cui il
visibile parlare non si trova sulla terra perche siamo troppo superbi.
A questo punto. dopo aver presentato l'artista supremo, cioè Dio stesso,
Dante scrive qualcosa che prima di lui nessuno avrebbe mai pensato di
scrivere.
All'interno della sua "opera d'arte", infatti, compaiono i nomi di ben
quattro uomiini, che consideriamo artisti in quanto erano due miniatori
e due pittori. ma che all'epoca erano considerati .'artefici
meccanichi", almeno stando alla definizione dell'Ottimo
Commento alla Commedia (l'autore è un anonimo trecentesco e
l'aggettivo ottimo è Stato aggiunto dalla critica posteriore ) ;
Ma il sommo poeta fa addirittura di più: quando si tratta di presentare
il primo dei miniatori. Oderisio da Gubbio. lo definisce onore della sua
città e si fa chiamare da lui frate! ,
«Oh!», diss'io lui, «non se' tu Oderisi,
l’onor d ' Agobbio e l' onor di quell ' arte
ch'alluminar chiamata è in Parisi?»
«Frate», diss'elli, «più ridon le carte
che pennelleggia Franco Bolognese;
l'onore è tutto or suo, e mio in parte.[... ]»
È la prima volta che coloro che utilizzano le mani
per creare opere d'arte raggiungono un tale onore, ma l'elenco di
artisti (da questo momento chiamarli artisti non sembrerà poi tanto
fuori luogo) non si conclude qui ma prosegue qualche terzina dopo
nell'ormai famoso:
Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
si che la fama di colui è scura.
Da questo momento in poi le menzioni degli artisti
all'interno delle opere letterarie saranno sempre di più e il primo a
seguire l'esempio del sommo poeta, citandolo anche come ispiratore è
Filippo Villani nel su De origine civitatis Florentie et de
eiusdem famosis civibus.
All'inizio non tutti accetteranno di inserire all'interno delle
loro preziose opere d'arte dei semplici artigiani e quindi, come lo
stesso Filippo Villani, nobiliteranno tutta la cornice con l'inserimento
di artisti provenienti dal mondo classico come Fidia (pianificatore e
costruttore del Partenone) e Zeusi (pittore greco della seconda metà del
V secolo a.C.).
Mano a mano che il tempo passa però gli artisti smettono di essere
considerati cittadini dì seconda categoria per divenire finalmente
uomini illustri delle proprie città.
Questo percorso continua ancora oggi e si è diviso in due strade
distinte ma complementari: da una parte la letteratura artistica e
quindi l'insieme di biografie sugli artisti (di cui uno dei maggiori
esponenti rimane ancora oggi il Vasari), dall'altra la letteratura degli
artisti dove i singoli uomini, (per citare un esempio cinquecentesco
Leon Battista Alberti) pubblicano trattati di arte.
Quindi non solo Dante è stato il padre della moderna divisione
dell'oltretomba nei tre regni, o, più importante, il nonno del moderno
italiano, ma nell'opera di Dante si riconosce anche una radice
fondamentale di quella letteratura artistica destinata a diventare un
vero e proprio genere solo due secoli dopo.
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Caminetto del 24 febbraio 10
Dopo
le comunicazioni inerenti notizie che interessano il Club ed i soci, il
presidente cede la parola al socio Emanuele Neri che ci parlerà delle
sue esperienze di ricercatore ed operatore al Dipartimento Immagini.
Inizia con in profilo professionale che si può riassumere in:
•Specialista in Radiodiagnostica e Scienze delle Immagini
•Membro del Dipartimento di Oncologia, Trapianti e Nuove Tecnologie
in Medicina (Ricercatore Confermato)
•Attività Assistenziale (UO Radiodiagnostica Universitaria, Ospedale
Cisanello)
•Attività libero professionale (Casa di Cura San Rossore)
Il suo scopo è poter fare diagnosi con metodi non invasivi ma che
diano dei risultati il più possibile simili a quelli attuati usualmente
evitando sacrifici da parte dei pazienti e anche rischi di danni.
Dal 1996-2010 inizia a lavorare per poter effettuare studi
sperimentali sull ’elaborazione
3D e sulla simulazione con realtà virtuale: questo può essere applicato
nel campo della diagnostica del polmone, degli organi cavi, del circolo
sanguigno ecc.
Questo lavoro gli procura diverse pubblicazioni fra cui "Image
prosessing in radiology" "MR angiography of the body" "Produrre ed
elaborare immagini diagnostiche". Oltre a questi studi d’avanguardia ha
anche un’attività nella didattica come insegnante di : Radiodiagnostica,
Radiobiologia, Registrazione e conservazione delle immagini
diagnostiche, Anatomia Radiografica, Produzione e elaborazione delle
immagini diagnostiche, Tomografia computerizzata. Non solo ma ha anche
un Corso di laurea specialistica in odontoiatria e protesi dentaria,
insegna per la Scuola di
Specializzazione in Radiodiagnostica. Tiene
Corso di laurea per TSRM e
Master sui disturbi della deglutizione, Master di chirurgia d ’urgenza,
Master di odontoiatria infantile
Tutto cominciò così nel 1998 – Considerando la noiosità e l’invasività
dell’esame con i rischi insiti nell’esame, ha pensato di dedicarsi alla
Colonscopia virtuale . Vi sono vari momenti per poterla effettuare come:
Preparazione del paziente, Pulizia intestinale, Pneumocolon
(insufflazione di aria nel colon per dilatare e ottenere una buona
visione) Acquisizione delle immagini con appositi apparecchi, Analisi
delle immagini.
Con questo sistema della colonscopia virtuale vi sono dei notevoli
vantaggi Preparazione non catartica (no diarrea), Pressoché
nessuna controindicazione, No complicanze, Elevata sensibilità (90%) per
polipi, Basse radiazioni.
Vi
sono casi in cui la colonscopia virtuale deve essere effettuata come
esame di routine: In tutti i casi di intolleranza o controindicazione
alla colonscopia tradizionale, quando l’esame
provoca forte dolore, quando l’esame
è incompleto, quando il paziente è a rischio di complicanze (anziani,
defedati, importante malattia diverticolare, colon tortuoso, Con questo
sistema possiamo fare uno Screening in alternativa alla colonscopia
tradizionale (dopo i 55 anni in tutti i pazienti) specie nei casi di
Familiarità per carcinoma del colonretto.
Termina così questa relazione su metodiche
radiodiagnostiche all’avanguardia salutata da sentiti applausi da parte
dei soci presenti.
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