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Una serata partecipata
e ricca di contenuti quella che ha accompagnata la chiusura della 5°
edizione del progetto “uso ragionato dell’acqua e dell’energia”.
Il nostro club era rappresentato del Presidente e dalla moglie, l’incoming
Pescatore, da numerosi soci ed alcune signore.
Il coordinamento dell’inteclub del RC Pisa e quindi il presidente Taddei
ha presieduto i due momenti, coadiuvato nella prima parte da Prescimone
che ha svolto il ruolo di coordinatore dell’iniziativa fra i sei club.
La serata ha visto due momenti la presentazioni dei lavori e la
conviviale.
Nel corso delle presentazioni, tenute nella sala conferenze del MY
Hotel, sono intervenuti
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Gli allievi delle
scuole che hanno partecipato al progetto,
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Un insegnante del
Santa Caterina che ha illustrato il lavoro svolto dai bambini di 7-9
anni che hanno aderito al concorso bandito dal nostro Distretto,
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5 giovani che i
club dell’area tirreno 2 hanno inviato al RYLA.
Il coinvolgimento di
autorità istituzionali, l’assessore Meloni della Provincia di Pisa, che
ha seguito e sponsorizzato il progetto, il vice sindaco del Comune di
Pisa Paolo Ghezzi, la presenza di tutti i presidenti dei 6 Club e
dell’AD Natalrigo Guidi hanno arricchito questa iniziativa del valore
della stretta collaborazione fra soggetti istituzionali e club e del
buon rapporto di sinergia, che fra i club si è sviluppato, per
realizzare le attività di questo progetto.
Nel loro intervento i due rappresentanti delle istituzioni hanno
sottolineato il valore dell’iniziativa, auspicandone la continuazione, e
parole di plauso per la nostra associazione.
Ottimo il livello delle presentazioni dei giovani associato a un
significativo approfondimento dei temi che erano stati affrontati nel
corso delle relazioni e delle visite agli impianti.
La certificazione ambientale iso 14.001 (della società Kimble Italiana
di cui è AD il nostro socio Claudio Zuccolotto che ringraziamo per la
collaborazione) e il fotovoltaico sono stati presentati dai giovani di
due classi del Matteotti di Pisa, accompagnati dalla Professoressa
Minucci Maria. Era presente alla serata l’ing Re responsabile UO della
Provincia di Pisa che era stato relatore sul fotovoltaico installato da
parte della Provincia sul tetto della loro scuola e dell’ing. Ciucci
Luca della Gerreshmeire. Questa scuola è stata seguita dal nostro socio
Antonio Trivella, da Vittorio Prescimone del Galilei e da Bonaccorsi del
Pisa.
Aimè il Matteotti è l’unica scuola fra le pisane che ha partecipato su
questo dovremo fare una riflessione per le prossime iniziative.
Nutrita la partecipazione di Pontedera con tre scuole, il cui percorso
formativo ha coinvolto 130 ragazzi che sono stati accompagnati a
visitare gli impianti fotovoltaici e il dissociatore molecolare di
Peccioli. Hanno assistito alla serata due ingegneri di ENEL ricerca
Bellia e Malvaldi relatori nel percorso formativo, un plauso và a Nicolò
Doveri per l’ottimo lavoro svolto.
Lodevoli le presentazioni dei giovani del Carducci di Volterra che hanno
cercato di dare una applicazione pratica agli insegnamento ricevuti,
raccogliere olio esausto, per intenderci della frittura, che in genere
ha una brutta destinazione, che previo trattamento può essere utilizzato
per produrre energia elettrica. Un progetto che ha visto coinvolto
biolab dell’università di Pisa Prof Chiellini, una sperimentazione dei
giovani in laboratorio. L’amico Ing Saggini ha lavorato molto ed ha
contribuito a ben preparare l’iniziativa.
Infine la scuola Pesenti di Cascina seguita con passione e
professionalità da Dino Amendola. In sintesi grande coinvolgimento e
creatività da parte dei giovani. Targhe ricordo sono state come di
consueto assegnate alle scuole d ai relatori.
Emozionante è stato vedere tre bambine di 7-8 anni del Santa Caterina
andare a ritirare la targa. Queste in rappresentanza due classi hanno
elaborato un progetto sul valore dell’acqua candidandosi al concorso
distrettuale.
Infine si è ascoltata la presentazione del lavoro svolto da parte dei
giovani che abbiamo inviato al RYLA tenutosi recentemente a Vignola.
La conviviale si è svolta secondo copione da considerare una appendice
necessaria e niente più.
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Il socio Leggerini Otello ci intratterrà con una relazione dal titolo:
La Vespa: Uno dei marchi e delle parole italiane più conosciute al
mondo, un mezzo di trasporto assolutamente unico, simbolo del gusto, del
costume, dello stile di vita della nostra epoca.
Io mi limiterò a riportare integralmente le parole dell'amico Otello.
Per
poter parlare di questo argomento approfonditamente, occorrerebbero
molte ore, forse non basterebbe un solo giorno, ma dato che il tempo a
disposizione dovrà essere limitato, inizia spiegando come mai, proprio
lui, venga a relazionare su questo argomento di carattere mondiale.
Circa quindici anni or sono ha avuto rapporti di lavoro con la "Piaggio
& C. Spa" ( elaborava per questa Azienda gran parte della manualistica
tecnica) e da qui iniziò la passione che lo legava al collezionismo del
mitico veicolo, un rapporto di collaborazione con il mondo
dell'associazionismo vespistico che gli permise di diventare in breve
tempo uno di loro, uno dei veri e propri specialisti, dei conoscitori di
questo settore e dei partners ideali. Di seguito verrà a sintetizzare la
storia di queste mitiche due ruote correlandola all'evoluzione della sua
azienda.
Era 1 'ultimo periodo di guerra e la Piaggio che si era trasferita a
Biella durante l' occupazione tedesca, si poneva il quesito di come
poter riconvertire gli stabilimenti che realizzavano motori, eliche e
aeroplani per l' Aeronautica militare, adattandoli ad una produzione di
pace.
I tecnici esaminarono il problema, studiando le costruzioni esistenti
nel campo motociclistico utilitario, pensarono ad un prodotto di impiego
pratico, di costo limitato e di minimo consumo.
Finita la guerra, l'Ing. Corradino D' Ascanio fu incaricato di iniziare
lo studio del progetto e date le sue caratteristiche di progettista
aeronautico, adattò queste tecniche all'ideazione di quel veicolo, che
poi avrebbe ottenuto un grande successo in tutto il mondo. Le principali
caratteristiche che lo differenziavano da una motocicletta erano le
seguenti: supporto monotubo per la ruota anteriore in sostituzione della
forcella di origine ciclistica e di conseguenza rapidità nella
sostituzione della ruota in caso di foratura, telaio in lamiera stampata
di tipo automobilistico che racchiude il motore evitando di imbrattarsi
i vestiti come inevitabile in tutte le motociclette. Posizione seduta,
semplice e confortevole, non a cavalcioni come nelle motociclette.
Una volta terminato il progetto, la definizione di carattere pratico la
stabilì il Dott.
Enrico Piaggio con la sua intuizione di lungimirante imprenditore,
considerato che si era alla fine del 1945 quando tutti speculavano e
nessuno costruiva, ordinò la messa a punto della Vespa e la sua
costruzione in serie.
Nell'aprile del 1946, i primi esemplari della Vespa uscirono dagli
stabilimenti di Pontedera: l'evoluzione fu tale che la Vespa si
trasformò in mito; infatti iniziò la corsa alla motorizzazione di massa:
in molti ne acquistarono una, c'era voglia di vivere e di dimenticare la
guerra, diventò la prima utilitaria a due ruote dell'Italia.
Si utilizzò per andare al lavoro, per far gite familiari fuori porta e
per gli spostamenti più svariati. Le distanze che prima sembravano
impossibili, diventarono raggiungibili in breve tempo.
Addirittura i vespisti si fecero notare nelle competizioni
motociclistiche nazionali ed internazionali, ottenendo ottimi risultati;
basti ricordare la brillante affermazione della squadra vespistica con
le mitiche "Vespa sei giorni", nella "6 giorni internazionale di
regolarità" svoltasi in Italia a Varese nel 1951 e il trofeo della
regolarità conquistato nel 1952 dalla squadra di Cau, Biasci, Monti,
Gronchi, Nesti e Vivaldi contro numerose e agguerrite formazioni
avversarie. In quella occasione i vespisti destarono ammirazione ed
entusiasmo perché conquistarono nove medaglie d'oro, vale a dire che
nove concorrenti su Vespa giunsero al traguardo finale senza
penalizzazioni.
Diciannove italiani su moto di otto marche diverse vinsero la medaglia
d'oro. I vespisti vincitori furono: Cau, Gronchi, Mazzoncini, Carlo
Merlo, Nesti, Pierino Opesse, Riva, Romano e Vivaldi.
Nell'attività velocistica si distinsero invece Mazzoncini e Cau. Il
primo stabilì nel 1951 sulla Roma-Ostia il primato mondiale di velocità
nella categoria con 171,102 Km/h.
Alla fine degli anni' 40 si sviluppò il movimento associazionistico
Vespa che si concretizzò il 23 ottobre 1949 a Viareggio con il primo
congresso nazionale dei Vespa Club tenutosi alI'Hotel Belmare con
relativa approvazione dello statuto e nomina del Consiglio Direttivo;
infatti in varie parti d 'Italia erano sorti diversi Vespa Club locali
che riunivano molti giovani per organizzare gite e raduni. Il movimento,
anche se indirettamente, venne egemonizzato dall'azienda Piaggio.
Il 1950 fu un anno fondamentale per il movimento vespistico perché
nacque la prima grande manifestazione sportiva nazionale, la 1000 km.
Importante anche il congresso di Roma dell'8-9 dicembre 1951 al quale
parteciparono i delegati dei vari Vespa Club operanti ormai in tutta
Italia.
Proprio in quella sede venne annunciata la pubblicazione di un periodico
"Il Vespa Club d'Italia" inviato gratuitamente a tutti i soci per
informarli delle attività del club nazionale e dei vari club locali.
Intanto sulla scia del successo del Vespa Club d 'Italia nasceva il
Vespa Club d 'Europa nuovo mezzo per esportare oltre confine la passione
nei confronti delle due ruote. La giornata della Vespa fu tra i vari
raduni di quegli anni uno dei più popolari, mentre 1 'Eurovespa,
inizialmente chiamato "criterium di Sanremo", richiamava i vespisti di
tutta Europa: il 22 e il 24 aprile del 1955 erano presenti ben 13
nazioni così come a Monaco l'anno dopo. Nel 1957 la parata dell'Euro
vespa di Barcellona contò nella sfilata oltre 2000 vespisti. Si
succedettero dunque i raduni di Bruxelles 1958, Parigi 1959, e nel 1960
l'Euro-vespa approdò a Roma in piena olimpiade, presenziando una grande
adunata in Piazza San Pietro al cospetto del Santo Padre.
Il 15 giugno 1959, Antonella, figlia adottata da Enrico Piaggio, si
sposò con Umberto Agnelli. Un matrimonio che unì di fatto due realtà
dell'industria italiana e mondiale del trasporto in genere. Si
alternarono da quel momento in poi alla direzione dello Stabilimento
cordate di dirigenti della famiglia Piaggio e della famiglia Agnelli che
si orientarono sempre più su risultati economici, aumento di produzione,
soluzioni per lo sviluppo di nuovi prodotti, arrivando perfino al punto
di sostituire il nome Vespa chiamandola COSA. Il vecchio marchio sarà
quasi dimenticato anche perché nel 1965 moriva Enrico Piaggio. Riporto
dal numero 162 della rivista "Vespa Club d'Italia" il servizio che il
giornale dedicava a Piaggio: "E' morto Enrico Piaggio il Padre della
Vespa, del Vespa Club d'Italia e d'Europa. Enrico Piaggio non solo il
generoso sostenitore ed il costante mecenate, ma anche il più vicino
spiritualmente alla nostra fatica ed il partecipe comprensivo,
entusiasta della nostra passione associativa, pur così schivo di
esibizionismi. Anche appartato segui sempre il travaglio e l' ascesa
della nostra associazione e non mancò mai di valutare gli sforzi e di
compiacersi dei successi che nominarono i 16 anni di vita del Vespa Club
d'Italia e d 'Europa". Sempre in quest'anno nasceva il Vespa Club
Mondiale, che alcuni anni dopo sarebbe rinato come Federation
Internationale des Vespa Clubs (FIV).
Nel 1971 al Congresso di La Spezia ci fu un'evoluzione: il Vespa Club di
egemonia Piaggio si scioglieva con una pausa di riflessione. Iniziò un
nuovo corso che vide i tanti Vespa Club italiani continuare
autonomamente la propria attività. Dieci anni dopo nel 1981, grazie alla
collaborazione tra il Vespa Club Roma e il Vespa Club San Vincenzo,
ripartì l'Euro-vespa e tornò a svolgere la sua importantissima funzione
di collegamento con gli altri paesi europei dopo un'interruzione di
oltre 10 anni. Nel 1987 Giovanni Alberto Agnelli primo figlio di Umberto
Agnelli e di Antonella Bechi Piaggio, iniziò la carriera nell'Azienda e
l' anno successivo diventò Presidente di Piaggio & C. S.p.A., la holding
del gruppo. I1 15 novembre 1993 entrò a far parte del consiglio di
amministrazione della Fiat al posto del padre Umberto. Formato
intellettualmente nei più importanti e rigidi istituti degli Stati Uniti
d' America sotto la guida della madre, dimostrò da subito un particolare
attaccamento al territorio della Toscana, in particolare della provincia
di Pisa esprimendo una capacità imprenditoriale simile a quella del
nonno materno. Fu lui a volere fortemente la nascita della Fondazione
Piaggio e la realizzazione dell'omonimo Museo, una struttura creata per
conservare, tramandare e valorizzare l' enorme patrimonio culturale
costruito dall'azienda nel corso degli anni, Museo che poi gli venne
intitolato dopo la sua morte. Infatti, il 13 dicembre 1997, un male
incurabile lo strappava alI'affetto della famiglia e di tutti coloro che
lo avevano visto come l'astro nascente per la continuità di un impero
economico, patrimonio dell'industria della nostra nazione.
Al quarantanovesimo congresso che si svolse a San Vincenzo nel 1998, fu
rilanciata la rivista del vespa club d'Italia partendo dal numero 350.
Si andava a inaugurare una nuova preziosa collaborazione, quella con CLD
Libri, che si può a buona ragione definire "l' editore della Vespa".
Sempre nel 1998 CLD Libri realizzò il primo volume della collana Vespa
Tecnica o enciclopedia della Vespa: opera di 6 volumi che attualmente
rappresenta un punto di riferimento per chi possiede una Vespa d'epoca;
infatti al suo interno vi si trovano le schede tecniche corredate da
relative foto di tutti i modelli realizzati dal 1946 a11976.
Nel 1999 il Vespa Club d'ltalia e CLD Libri celebrarono a Viareggio il
50° anniversario della nascita dell'associazione con l' edizione di un
volume scritto dal Presidente del Vespa Club D'Italia Roberto Leardi che
fu presentato nella sala di un caffè teatro sul lungomare della
cittadina versiliese. Successivamente la casa editrice della Vespa
realizzò le seguenti edizioni: Prima del Mito, Vespa Sei Giorni, La
Vespa in Francia, il Registro Storico Vespa, Uomini in Vespa da un mare
all'altro, Tredici anni di indimenticabili sfide, La 1000 vespistica,
Vespa Arte Italiana, Berna-2 giugno 2006 (la storia della vespa), Vespa
Dizionario, 60 anni del Vespa Club d 'Italia, La Vespa nel cinema, Vespa
Humor, oltre più di 150 pubblicazioni relative alle riedizioni in
anastatica di manuali uso e manutenzione, manuali di officina e
cataloghi parti di ricambio relativi ai modelli Vespa.
Dopo la morte di Giovanni Alberto Agnelli, nell'ottobre del 2003, il
pacchetto azionario di maggioranza del gruppo Piaggio passò alla
proprietà gestita dal Rag. Roberto Colaninno che ne diventò
Amministratore
Delegato e che comprese perfettamente il valore del marchio Vespa in
modo da farne sviluppare nuovi modelli e incrementandone l' attività. La
Vespa in questi ultimi dieci anni Š diventata oggetto di culto, di moda,
di collezionismo. Sono state sviluppate linee di abbigliamento,
accessori, gadgets, vintage e moderni. Il Vespa Club è passato da un
numero di 2.600 soci distribuiti in circa 104 Vespa Club nazionali nel
1998 a 32.000 soci in 358 Vespa Club nazionali de12010. Il movimento
vespistico ha raggiunto ad oggi i massimi livelli.
La CLD Libri in qualità di casa editrice della Vespa, continua nella sua
opera editoriale e sviluppa ulteriormente la distribuzione dei prodotti
a marchio Vespa attraverso la partecipazione a manifestazioni, fiere,
raduni e per mezzo della propria rete di vendita a livello mondiale,
rimanendo sempre un punto di riferimento per il vespismo nazionale e
internazionale.
Per concludere, il marchio Vespa, il veicolo e il movimento vespistico,
rimangono sempre un fenomeno oggetto di studio. Molte sono state le tesi
realizzate da studenti a livello economico, tecnico e di comunicazione.
Seguono domande sull'ideazione della Vespa da parte dell'Ing. D'Ascanio,
sull'evoluzione della motorizzazione per il trasporto materiali, e la
motorizzazione a carattere marino cui l'amico Otello risponde con
dovizia di particolari.
A questo punto il Presidente omaggia il relatore con la medaglia
d'argento del Club e suona la campana della chiusura della Conviviale.
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