ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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                                                                        Caminetto del 19 Maggio 10      Conviviale del 26 Maggio 10
 
CAMINETTO DEL 5 MAGGIO 2010
Caminetto del 5 Maggio 2010

E' stata cambiata la data del caminetto in quanto il 12 maggio, data canonica per il caminetto, siamo invitati a partecipare all'interclub presso il My Hotel per la chiusura dei lavori del progetto giovani ed energia.

Il Presidente era assente perché impegnato alla conviviale del Rotary Pisa cui era stato invitato. In sua vece il vice presidente Scalera ha salutato tutti gli amici presenti ed ha ricordato ai presenti di prenotarsi  per l’interclub del 12 maggio presso il My Hotel per il completamento del progetto giovani ed energia inspirato e concepito nella realizzazione dal nostro socio Antonio Trivella. A questo punto ha chiuso la riunione al suono della campana.

 
CONVIVIALE INTERCLUB DEL 12 MAGGIO 2010
 
 

Una serata partecipata e ricca di contenuti quella che ha accompagnata la chiusura della 5° edizione del progetto “uso ragionato dell’acqua e dell’energia”.
Il nostro club era rappresentato del Presidente e dalla moglie, l’incoming Pescatore, da numerosi soci ed alcune signore.
Il coordinamento dell’inteclub del RC Pisa e quindi il presidente Taddei ha presieduto i due momenti, coadiuvato nella prima parte da Prescimone che ha svolto il ruolo di coordinatore dell’iniziativa fra i sei club.
La serata ha visto due momenti la presentazioni dei lavori e la conviviale.
Nel corso delle presentazioni, tenute nella sala conferenze del MY Hotel, sono intervenuti

  • Gli allievi delle scuole che hanno partecipato al progetto,

  • Un insegnante del Santa Caterina che ha illustrato il lavoro svolto dai bambini di 7-9 anni che hanno aderito al concorso bandito dal nostro Distretto,

  • 5 giovani che i club dell’area tirreno 2 hanno inviato al RYLA.

Il coinvolgimento di autorità istituzionali, l’assessore Meloni della Provincia di Pisa, che ha seguito e sponsorizzato il progetto, il vice sindaco del Comune di Pisa Paolo Ghezzi, la presenza di tutti i presidenti dei 6 Club e dell’AD Natalrigo Guidi hanno arricchito questa iniziativa del valore della stretta collaborazione fra soggetti istituzionali e club e del buon rapporto di sinergia, che fra i club si è sviluppato, per realizzare le attività di questo progetto.
Nel loro intervento i due rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato il valore dell’iniziativa, auspicandone la continuazione, e parole di plauso per la nostra associazione.
Ottimo il livello delle presentazioni dei giovani associato a un significativo approfondimento dei temi che erano stati affrontati nel corso delle relazioni e delle visite agli impianti.
La certificazione ambientale iso 14.001 (della società Kimble Italiana di cui è AD il nostro socio Claudio Zuccolotto che ringraziamo per la collaborazione) e il fotovoltaico sono stati presentati dai giovani di due classi del Matteotti di Pisa, accompagnati dalla Professoressa Minucci Maria. Era presente alla serata l’ing Re responsabile UO della Provincia di Pisa che era stato relatore sul fotovoltaico installato da parte della Provincia sul tetto della loro scuola e dell’ing. Ciucci Luca della Gerreshmeire. Questa scuola è stata seguita dal nostro socio Antonio Trivella, da Vittorio Prescimone del Galilei e da Bonaccorsi del Pisa.
Aimè il Matteotti è l’unica scuola fra le pisane che ha partecipato su questo dovremo fare una riflessione per le prossime iniziative.
Nutrita la partecipazione di Pontedera con tre scuole, il cui percorso formativo ha coinvolto 130 ragazzi che sono stati accompagnati a visitare gli impianti fotovoltaici e il dissociatore molecolare di Peccioli. Hanno assistito alla serata due ingegneri di ENEL ricerca Bellia e Malvaldi relatori nel percorso formativo, un plauso và a Nicolò Doveri per l’ottimo lavoro svolto.
Lodevoli le presentazioni dei giovani del Carducci di Volterra che hanno cercato di dare una applicazione pratica agli insegnamento ricevuti, raccogliere olio esausto, per intenderci della frittura, che in genere ha una brutta destinazione, che previo trattamento può essere utilizzato per produrre energia elettrica. Un progetto che ha visto coinvolto biolab dell’università di Pisa Prof Chiellini, una sperimentazione dei giovani in laboratorio. L’amico Ing Saggini ha lavorato molto ed ha contribuito a ben preparare l’iniziativa.
Infine la scuola Pesenti di Cascina seguita con passione e professionalità da Dino Amendola. In sintesi grande coinvolgimento e creatività da parte dei giovani. Targhe ricordo sono state come di consueto assegnate alle scuole d ai relatori.
Emozionante è stato vedere tre bambine di 7-8 anni del Santa Caterina andare a ritirare la targa. Queste in rappresentanza due classi hanno elaborato un progetto sul valore dell’acqua candidandosi al concorso distrettuale.
Infine si è ascoltata la presentazione del lavoro svolto da parte dei giovani che abbiamo inviato al RYLA tenutosi recentemente a Vignola.
La conviviale si è svolta secondo copione da considerare una appendice necessaria e niente più.

 

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CAMINETTO 19 MAGGIO 2010
 
argomenti del caminetto  del 19/05/10:

 

1)      Il Presidente dà lettura della lettera di ringraziamento ricevuta dalla famiglia Bernardini;

2)      Il Presidente ricorda la manifestazione presso il Teatro Verdi;

3)      Il Presidente comunica che sabato 5 giugno è prevista una visita all’aeroporto militare di Pisa (in corso di definizione)

4)      Il Presidente comunica che in data 11/06/10 il ns. socio Antonio Trivella sarà relatore al club

Livorno Mascagni in merito al progetto Acqua ed Energia; tutti i soci sono invitati a partecipare alla conviviale (interclub?)

5)      In data 28/29/30 maggio si terrà il congresso distrettuale;

 

                Per ultimo interviene il socio Pescatore (presidente 2010/2011) il quale informa i presenti che la Rotary Fondation

                Contribuirà con la cifra di € 6.000 al progetto dei tre Club Pisani.


Arturo Nebbiai


 

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CONVIVIALE DEL 26 MAGGIO 2010
 
La solita carrellata dei soci e del tavolo della Presidenza con il socio Leggerini che terrà la relazione sottoesposta.
 
Conviviale del 26 Maggio 10

Il Presidente ci ricorda che il 28 ed 29 c.m. a Bologna si svolge il Congresso Distrettuale. Spera che siano presenti alcuni dei nostri soci.
Comunica che nel mese di Giugno vi saranno degli spostamenti nelle date:
il 2 Giugno è festa e la Conviviale è spostata al 5 Giugno presso il Circolo Ufficiali della 46^ Brigata Aerea ospiti del comandante, dopo avere ammirato le attrezzature e gli apparecchi della Brigata. Occorre la prenotazione per il controllo da parte dei militari di chi entra.
Il Giorno 11 Giugno c'è un interclub con il Club Rotary Livorno Mascagni. Manifestazione ventilata da parecchio tempo e finalmente siamo arrivati alla realizzazione.
Il 25 Giugno vi sarà la serata del passaggio della Campana: tale data è stata scelta per non accavallare la solita manifestazione del Rotary Pisa e del Rotary Galileo.
Il presidente invita gli ospiti ad ammirare le pregevoli opere edite dalla LCD libri di Otello Leggerini e Mosti Isabella quali l'enciclopedia della Vespa in sei volumi dal 1946 ad oggi, e molte altre pubblicazioni inerenti il mitico Scooter Vespa della Piaggio.A questo punto prende la parola Otello Leggerini.

Il socio Leggerini Otello ci intratterrà con una relazione dal titolo:

La Vespa: Uno dei marchi e delle parole italiane più conosciute al mondo, un mezzo di trasporto assolutamente unico, simbolo del gusto, del costume, dello stile di vita della nostra epoca.

Io mi limiterò a riportare integralmente le parole dell'amico Otello.

Per poter parlare di questo argomento approfonditamente, occorrerebbero molte ore, forse non basterebbe un solo giorno, ma dato che il tempo a disposizione dovrà essere limitato, inizia spiegando come mai, proprio lui, venga a relazionare su questo argomento di carattere mondiale.
Circa quindici anni or sono ha avuto rapporti di lavoro con la "Piaggio & C. Spa" ( elaborava per questa Azienda gran parte della manualistica tecnica) e da qui iniziò la passione che lo legava al collezionismo del mitico veicolo, un rapporto di collaborazione con il mondo dell'associazionismo vespistico che gli permise di diventare in breve tempo uno di loro, uno dei veri e propri specialisti, dei conoscitori di questo settore e dei partners ideali. Di seguito verrà a sintetizzare la storia di queste mitiche due ruote correlandola all'evoluzione della sua azienda.
Era 1 'ultimo periodo di guerra e la Piaggio che si era trasferita a Biella durante l' occupazione tedesca, si poneva il quesito di come poter riconvertire gli stabilimenti che realizzavano motori, eliche e aeroplani per l' Aeronautica militare, adattandoli ad una produzione di pace.
I tecnici esaminarono il problema, studiando le costruzioni esistenti nel campo motociclistico utilitario, pensarono ad un prodotto di impiego pratico, di costo limitato e di minimo consumo.
Finita la guerra, l'Ing. Corradino D' Ascanio fu incaricato di iniziare lo studio del progetto e date le sue caratteristiche di progettista aeronautico, adattò queste tecniche all'ideazione di quel veicolo, che poi avrebbe ottenuto un grande successo in tutto il mondo. Le principali caratteristiche che lo differenziavano da una motocicletta erano le seguenti: supporto monotubo per la ruota anteriore in sostituzione della forcella di origine ciclistica e di conseguenza rapidità nella sostituzione della ruota in caso di foratura, telaio in lamiera stampata di tipo automobilistico che racchiude il motore evitando di imbrattarsi i vestiti come inevitabile in tutte le motociclette. Posizione seduta, semplice e confortevole, non a cavalcioni come nelle motociclette.
Una volta terminato il progetto, la definizione di carattere pratico la stabilì il Dott.
Enrico Piaggio con la sua intuizione di lungimirante imprenditore, considerato che si era alla fine del 1945 quando tutti speculavano e nessuno costruiva, ordinò la messa a punto della Vespa e la sua costruzione in serie.
Nell'aprile del 1946, i primi esemplari della Vespa uscirono dagli stabilimenti di Pontedera: l'evoluzione fu tale che la Vespa si trasformò in mito; infatti iniziò la corsa alla motorizzazione di massa: in molti ne acquistarono una, c'era voglia di vivere e di dimenticare la guerra, diventò la prima utilitaria a due ruote dell'Italia.
Si utilizzò per andare al lavoro, per far gite familiari fuori porta e per gli spostamenti più svariati. Le distanze che prima sembravano impossibili, diventarono raggiungibili in breve tempo.
Addirittura i vespisti si fecero notare nelle competizioni motociclistiche nazionali ed internazionali, ottenendo ottimi risultati; basti ricordare la brillante affermazione della squadra vespistica con le mitiche "Vespa sei giorni", nella "6 giorni internazionale di regolarità" svoltasi in Italia a Varese nel 1951 e il trofeo della regolarità conquistato nel 1952 dalla squadra di Cau, Biasci, Monti, Gronchi, Nesti e Vivaldi contro numerose e agguerrite formazioni avversarie. In quella occasione i vespisti destarono ammirazione ed entusiasmo perché conquistarono nove medaglie d'oro, vale a dire che nove concorrenti su Vespa giunsero al traguardo finale senza penalizzazioni.
Diciannove italiani su moto di otto marche diverse vinsero la medaglia d'oro. I vespisti vincitori furono: Cau, Gronchi, Mazzoncini, Carlo Merlo, Nesti, Pierino Opesse, Riva, Romano e Vivaldi.
Nell'attività velocistica si distinsero invece Mazzoncini e Cau. Il primo stabilì nel 1951 sulla Roma-Ostia il primato mondiale di velocità nella categoria con 171,102 Km/h.
Alla fine degli anni' 40 si sviluppò il movimento associazionistico Vespa che si concretizzò il 23 ottobre 1949 a Viareggio con il primo congresso nazionale dei Vespa Club tenutosi alI'Hotel Belmare con relativa approvazione dello statuto e nomina del Consiglio Direttivo; infatti in varie parti d 'Italia erano sorti diversi Vespa Club locali che riunivano molti giovani per organizzare gite e raduni. Il movimento, anche se indirettamente, venne egemonizzato dall'azienda Piaggio.
Il 1950 fu un anno fondamentale per il movimento vespistico perché nacque la prima grande manifestazione sportiva nazionale, la 1000 km. Importante anche il congresso di Roma dell'8-9 dicembre 1951 al quale parteciparono i delegati dei vari Vespa Club operanti ormai in tutta Italia.
Proprio in quella sede venne annunciata la pubblicazione di un periodico "Il Vespa Club d'Italia" inviato gratuitamente a tutti i soci per informarli delle attività del club nazionale e dei vari club locali.
Intanto sulla scia del successo del Vespa Club d 'Italia nasceva il Vespa Club d 'Europa nuovo mezzo per esportare oltre confine la passione nei confronti delle due ruote. La giornata della Vespa fu tra i vari raduni di quegli anni uno dei più popolari, mentre 1 'Eurovespa, inizialmente chiamato "criterium di Sanremo", richiamava i vespisti di tutta Europa: il 22 e il 24 aprile del 1955 erano presenti ben 13 nazioni così come a Monaco l'anno dopo. Nel 1957 la parata dell'Euro vespa di Barcellona contò nella sfilata oltre 2000 vespisti. Si succedettero dunque i raduni di Bruxelles 1958, Parigi 1959, e nel 1960 l'Euro-vespa approdò a Roma in piena olimpiade, presenziando una grande adunata in Piazza San Pietro al cospetto del Santo Padre.
Il 15 giugno 1959, Antonella, figlia adottata da Enrico Piaggio, si sposò con Umberto Agnelli. Un matrimonio che unì di fatto due realtà dell'industria italiana e mondiale del trasporto in genere. Si alternarono da quel momento in poi alla direzione dello Stabilimento cordate di dirigenti della famiglia Piaggio e della famiglia Agnelli che si orientarono sempre più su risultati economici, aumento di produzione, soluzioni per lo sviluppo di nuovi prodotti, arrivando perfino al punto di sostituire il nome Vespa chiamandola COSA. Il vecchio marchio sarà quasi dimenticato anche perché nel 1965 moriva Enrico Piaggio. Riporto dal numero 162 della rivista "Vespa Club d'Italia" il servizio che il giornale dedicava a Piaggio: "E' morto Enrico Piaggio il Padre della Vespa, del Vespa Club d'Italia e d'Europa. Enrico Piaggio non solo il generoso sostenitore ed il costante mecenate, ma anche il più vicino spiritualmente alla nostra fatica ed il partecipe comprensivo, entusiasta della nostra passione associativa, pur così schivo di esibizionismi. Anche appartato segui sempre il travaglio e l' ascesa della nostra associazione e non mancò mai di valutare gli sforzi e di compiacersi dei successi che nominarono i 16 anni di vita del Vespa Club d'Italia e d 'Europa". Sempre in quest'anno nasceva il Vespa Club Mondiale, che alcuni anni dopo sarebbe rinato come Federation Internationale des Vespa Clubs (FIV).
Nel 1971 al Congresso di La Spezia ci fu un'evoluzione: il Vespa Club di egemonia Piaggio si scioglieva con una pausa di riflessione. Iniziò un nuovo corso che vide i tanti Vespa Club italiani continuare autonomamente la propria attività. Dieci anni dopo nel 1981, grazie alla collaborazione tra il Vespa Club Roma e il Vespa Club San Vincenzo, ripartì l'Euro-vespa e tornò a svolgere la sua importantissima funzione di collegamento con gli altri paesi europei dopo un'interruzione di oltre 10 anni. Nel 1987 Giovanni Alberto Agnelli primo figlio di Umberto Agnelli e di Antonella Bechi Piaggio, iniziò la carriera nell'Azienda e l' anno successivo diventò Presidente di Piaggio & C. S.p.A., la holding del gruppo. I1 15 novembre 1993 entrò a far parte del consiglio di amministrazione della Fiat al posto del padre Umberto. Formato intellettualmente nei più importanti e rigidi istituti degli Stati Uniti d' America sotto la guida della madre, dimostrò da subito un particolare attaccamento al territorio della Toscana, in particolare della provincia di Pisa esprimendo una capacità imprenditoriale simile a quella del nonno materno. Fu lui a volere fortemente la nascita della Fondazione Piaggio e la realizzazione dell'omonimo Museo, una struttura creata per conservare, tramandare e valorizzare l' enorme patrimonio culturale costruito dall'azienda nel corso degli anni, Museo che poi gli venne intitolato dopo la sua morte. Infatti, il 13 dicembre 1997, un male incurabile lo strappava alI'affetto della famiglia e di tutti coloro che lo avevano visto come l'astro nascente per la continuità di un impero economico, patrimonio dell'industria della nostra nazione.
Al quarantanovesimo congresso che si svolse a San Vincenzo nel 1998, fu rilanciata la rivista del vespa club d'Italia partendo dal numero 350. Si andava a inaugurare una nuova preziosa collaborazione, quella con CLD Libri, che si può a buona ragione definire "l' editore della Vespa".
Sempre nel 1998 CLD Libri realizzò il primo volume della collana Vespa Tecnica o enciclopedia della Vespa: opera di 6 volumi che attualmente rappresenta un punto di riferimento per chi possiede una Vespa d'epoca; infatti al suo interno vi si trovano le schede tecniche corredate da relative foto di tutti i modelli realizzati dal 1946 a11976.
Nel 1999 il Vespa Club d'ltalia e CLD Libri celebrarono a Viareggio il 50° anniversario della nascita dell'associazione con l' edizione di un volume scritto dal Presidente del Vespa Club D'Italia Roberto Leardi che fu presentato nella sala di un caffè teatro sul lungomare della cittadina versiliese. Successivamente la casa editrice della Vespa realizzò le seguenti edizioni: Prima del Mito, Vespa Sei Giorni, La Vespa in Francia, il Registro Storico Vespa, Uomini in Vespa da un mare all'altro, Tredici anni di indimenticabili sfide, La 1000 vespistica, Vespa Arte Italiana, Berna-2 giugno 2006 (la storia della vespa), Vespa Dizionario, 60 anni del Vespa Club d 'Italia, La Vespa nel cinema, Vespa Humor, oltre più di 150 pubblicazioni relative alle riedizioni in anastatica di manuali uso e manutenzione, manuali di officina e cataloghi parti di ricambio relativi ai modelli Vespa.
Dopo la morte di Giovanni Alberto Agnelli, nell'ottobre del 2003, il pacchetto azionario di maggioranza del gruppo Piaggio passò alla proprietà gestita dal Rag. Roberto Colaninno che ne diventò Amministratore Delegato e che comprese perfettamente il valore del marchio Vespa in modo da farne sviluppare nuovi modelli e incrementandone l' attività. La Vespa in questi ultimi dieci anni Š diventata oggetto di culto, di moda, di collezionismo. Sono state sviluppate linee di abbigliamento, accessori, gadgets, vintage e moderni. Il Vespa Club è passato da un numero di 2.600 soci distribuiti in circa 104 Vespa Club nazionali nel 1998 a 32.000 soci in 358 Vespa Club nazionali de12010. Il movimento vespistico ha raggiunto ad oggi i massimi livelli.
La CLD Libri in qualità di casa editrice della Vespa, continua nella sua opera editoriale e sviluppa ulteriormente la distribuzione dei prodotti a marchio Vespa attraverso la partecipazione a manifestazioni, fiere, raduni e per mezzo della propria rete di vendita a livello mondiale, rimanendo sempre un punto di riferimento per il vespismo nazionale e internazionale.
Per concludere, il marchio Vespa, il veicolo e il movimento vespistico, rimangono sempre un fenomeno oggetto di studio. Molte sono state le tesi realizzate da studenti a livello economico, tecnico e di comunicazione.
Seguono domande sull'ideazione della Vespa da parte dell'Ing. D'Ascanio, sull'evoluzione della motorizzazione per il trasporto materiali, e la motorizzazione a carattere marino cui l'amico Otello risponde con dovizia di particolari.

A questo punto il Presidente omaggia il relatore con la medaglia d'argento del Club e suona la campana della chiusura della Conviviale.