ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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               Caminetto del 10 Marzo 10        Conviviale del 17 Marzo 10
 
CONVIVIALE DEL 3 MARZO 2010
 
Conviviale del 3 Marzo 2010

Dopo la cena il presidente fa le comunicazioni che interessano sia i soci che il Club, dopo cede la parola al socio Gabriele Siciliano che ci intratterrà su di un argomento interessantissimo, visto il cre4scente aumento della spettanza di vita con l’aumentato rischio di complicazioni cognitive cerebrali quali la demenza senile e l’Alzheimer, spauracchio della terza età. Seguendo i consigli del nostro socio, potremo ritardare se non scongiurare qualsiasi tipo di degenerazione cognitiva.

 
La plasticità cerebrale nelle malattie neurodegenerative

Le malattie neurodegenerative sono patologie tradizionalmente considerate progressive ed altamente invalidanti dovute ad una peridita neuronale nel cervello, processo i cui complessi meccanismi rimangono allo stato attuale largamente sconosciuti, nonostante le conoscenze che la medicina ha potuto recentemente acquisire anche in questo ambito. La cellula nervosa è infatti caratterizzata da un’elevata specificità funzionale che, se da una parte le garantisce le complesse funzioni che sono alla base delle diverse attività del sistema nervoso, dall’altro, per una invariabile legge della biologia, le sottraggono la capacità di "tornare indietro", come si dice in gergo tecnico sdifferenziarsi, per poter quindi acquisire proprietà moltiplicative che sarebbero fondamentali in una situazione in cui sarebbe necessario riparare un danno ad altre cellule neuronali. Questo principio, che è in parte alla base del concetto connesso alle cellule staminali, spiega come mai il cervello umano, ma come avviene in tutte le specie viventi, se esposto a una condizione di danno, abbia scarse possibilità di rigenerazione e anche di riparazione.

Esistono, tuttavia, in particolari condizioni, delle possibilità attraverso le quali il cervello può in qualche modo supplire alla perdita anatomica e funzionale di una sua parte. Al di là delle limitate possibilità di attivare programmi di differenziazione cellulare, nel soggetto adulto queste possibilità sono realizzate da complessi meccanismi attraverso i quali i neuroni, per mezzo della loro connessioni sinaptiche che garantiscono i collegamenti funzionali tra le diverse aree e regioni nervose, possono attivare delle strategie che in ultima analisi risultano importanti nel recuperare funzioni perse o, almeno, rallentare la progressiva perdita delle stesse.

Tutto questo si può verificare in diverse patologie acquisite, pensiamo all’ictus cerebrale o alla sclerosi multipla, in associazione ovviamente alle terapie patogenetiche della singola malattia, ma recentemente ha ricevuto una notevole attenzione da parte di ricercatori del settore anche nel campo delle malattie neurodegenerative, stimolando l’interesse a sviluppare delle metodiche cliniche, prevalentemente di tipo riabilitativo, da applicare nel tentativo di recuperare funzioni nervose e rallentare, quindi, il processo evolutivo della malattia..

In questa cornice dovremmo pertanto considerare il concetto del "Brain Fitness". Il cervello ha bisogno di essere allenato e stimolato. E’possibile rallentare il processo di invecchiamento del cervello mantenendo attività mentali medio-elevate e riducendo lo stress. Numerosi studi nell’uomo hanno infatti dimostrato che l’esposizione ad un ambiente cognitivamente e socialmente stimolante e l’esercizio fisico esercitano effetti benefici sulle funzionalità cerebrali, particolarmente nell’anziano, e riducono il rischio di sviluppare patologie dementi gene in misura anche del 50%.

A tal proposito sono stati avviati degli studi clinici anche a Pisa, nell’ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pisa e l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, volti a promuovere un intervento combinato di esercizio fisico (esercizi calistenici, esercizi aerobici, danza, defaticamento) con diverse sedute la settimana e training cognitivo (attività cognitivamente stimolanti quali il training mentale, lezioni teoriche, musicoterapica, attività a carattere ludico-ricreativo), al fine di contribuire a rallentare la progressione dei sintomi di soggetti affetti da forme di demenza di Alzheimer, in uno stadio iniziale e lieve, o soggetti altamente a rischio di sviluppare una tale forma di demenza nel tempo.

Tali studi, che si avvalgono di metodiche complesse e multidisciplinari di analisi delle funzioni cerebrali in vivo, contribuiranno a comprendere quali sono le possibilità che il sistema nervoso ha di compensare funzioni perse anche in queste gravi malattie, gettando le basi per lo sviluppo di possibili approcci terapeutici che possano positivamente migliorare la storia naturale di tali malattie.

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CAMINETTO DEL 10 MARZO 2010
 
Caminetto del 10 marzo 10

E’ stato un caminetto veloce con brevi comunicazioni del Presidente, per dare spazio al socio Marco Gesi che ci ha parlato circa la possibilità di effettuare nel mese di maggio una conferenza sulla droga mediante la comunità di San Patrignano.
A tal scopo dovranno essere interessate le scuole e le autorità.
I dettagli saranno forniti nei prossimi incontri.

Arturo

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CONVIVIALE DEL 17 MARZO 2010
 
Immagini dei soci al momento dell'aperitivo, il tavolo della presidenza, il relatore dott. Giannessi Giuliano
 
 
Conviviale del 17 marzo 10

Il presidente comunica che 6 soci gli hanno telefonato per giustificare la loro assenza causa impegni di lavoro. Sabato scorso a Viareggio c’è stata la consegna da parte del Comune di Pisa dell’ambulanza per la neonatologia. C’è stato un momento particolarmente toccante quando ha parlato la mamma di una ragazza di 22 anni deceduta dopo 48 giorni di agonia: ha particolarmente colpito la pacatezza con cui si è rivolta alle autorità ringraziando per le attenzioni che hanno avuto verso di lei e verso tutte le famiglie colpite dalla grave disgrazia. L’ambulanza, attrezzata per la neonatologia è stata lodata e ben accettata dagli operatori della Croce verde Viareggina, è stata consegnata dal Sindaco di Pisa alla presenza dei presidenti dei tre Rotary che hanno contribuito all’acquisto, e delle autorità pisane e viareggine. E’ bene ricordare che come Rotary avevamo già contribuito all’acquisto di due mezzi offerti dal Distretto e già consegnati.
Ci anticipa notizie sul programma di Aprile. L’ultima conviviale sarà dedicata alla memori a di rodolfo Bernardini con la consegna di una borsa di studio offerta da Leggerini Otello rinunciando al contributo dovutogli per l’opera editoriale a favore del nostro Club. La borsa verrà consegnata ad una biologa la dott.ssa Alessia Bartolucci che ci intratterrà in una conviviale.

Il 12 Maggio, venerdì, interclub organizzato dal Rotary Pisa al May Hotel sull’acqua e energia.

In Maggio la visita all’aeroporto invitati dall’aeronautica militare a visitare l’aeroporto militare: la conviviale verrà fatta alla mensa ufficiali. C’è la necessità di programmare in anticipo per il numero dei partecipanti che devono essere registrati e accompagnati in pullman alla visita degli aereo e delle strutture militari. I particolari saranno specificati in seguito, per il programma arriverà ben presto ad ogni socio.

 
Dopo la cena il Presidente prega il Segretario Arturo Nebbiai, compagno di corso dell’oratore, di presentarlo leggendo il suo curriculum
Curriculum GIANNESSI GIULIANO nato a Pisa il 14.05.1963
1987- Laurea con lode in Economia e Commercio
1989-1990- BANCA COMMERCIALE ITALIANA
1991-1995- PIAGGIO in qualità di responsabile della Tesoreria
1995-1998- SALOV SpA in qualità di responsabile Tesoreria e Credit
manager dal 1999 PRADA in qualità di Corporate Finance Director
altre informazioni:
Abilitazione all'esercizio della professione di Dottore Commercialista conseguita nel 1988 Relatore in ambito di convegni su temi finanziari (EuroFinance) Business
International)
 
Relazione:

Evoluzione del ruolo del responsabile finanziario e tesoriere all'interno dell'azienda.

Le figure del responsabile finanziario e del tesoriere all'interno delle aziende italiane sono relativamente recenti.

In effetti questi ruoli, salvo rare eccezioni, sono stati praticamente assenti fino alla metà degli anni '80. Ciò probabilmente è da attribuire a due motivazioni: una di carattere scientifico culturale, l'altra legata alla tipicità del tessuto economico italiano.
Per quanto riguarda la prima motivazione c'è da sottolineare il fatto che la dottrina economico-aziendale italiana, ma anche quella dell'Europa continentale hanno privilegiato gli studi relativi ai sistemi di rappresentazione contabile dei fatti e della vita aziendale e quelli relativi all'analisi di Bilancio, con particolare attenzione agli aspetti economico patrimoniali. Gli studi relativi ai flussi finanziari ed alla finanza aziendale in genere sono stati invece da sempre oggetto della dottrina anglosassone (Principi di finanza aziendale: Brealey Mayers Sandri).
Per quanto riguarda il secondo aspetto che ho ricordato cioè quello relativo al tessuto economico italiano, c'è da dire che la dimensione dell'impresa è, o almeno è stata, direttamente proporzionale all' esigenza di avere, in ambito aziendale una figura professionale dedicata agli aspetti finanziari-: E' intuibile perciò che in Italia, il cui tessuto economico è fatto da aziende di piccole e medie dimensioni, spesso evoluzioni di precedenti attività artigianali, la figura del responsabile finanziario ha avuto e forse per certi versi ha ancora difficoltà ad emergere. Quasi sempre era l'imprenditore che si occupava direttamente della "Cassa" e dei rapporti con le Banche.
In questo quadro, la figura del responsabile finanziario si è faticosamente fatta spazio.
Il primo stadio del processo evolutivo di questa figura professionale è stata l'individuazione all'interno della funzione amministrativa del così detto "responsabile contabilità banche " . Si trattava di una figura "ricavata" all'interno della funzione contabile quindi spesso di formazione puramente amministrativa; il suo ruolo era quello di tenere aggiornata la posizione Cassa e banche, di verificare la corretta applicazione delle condizioni cioè delle commissioni, spese, tassi d'interesse e giorni valuta che concordava con le banche.
E' evidente che si trattava di un ruolo che poneva l'accento sulla fase di controllo e nel quale era quasi del tutto assente la fase della gestione.
Durante gli anni '90 si è assistito ad un formidabile sviluppo dell'attività di carattere finanziario; le aziende di medio-grandi dimensioni hanno sempre di più sentito l'esigenza di gestire la liquidità ed il fabbisogno finanziario in modo efficiente e professionale.
Perciò, da un lato si è andata specializzando una figura professionale in grado di unire la conoscenza della tecnica bancaria a quella delle dinamiche aziendali di imprese non finanziarie, dall'altro si sono sviluppati software in grado di supportare questa nuova figura che ormai poteva essere definita come Tesoriere d'impresa. Così la funzione Tesoreria si è affrancata dall'ufficio contabilità per assumere all'interno della funzione amministrativa un proprio ruolo ben definito riportando direttamente al Direttore Amministrativo.
Ho appena detto che si manifestò l'esigenza di gestire il fabbisogno finanziario ma devo inserire un avverbio che segna, a mio parere, la svolta fondamentale nel nostro ruolo e l'avverbio in questione è ANTICIPATAMENTE.
In effetti, per poter gestire in maniera efficiente il fabbisogno finanziario o l'eccedenza di liquidità bisogna individuare quanto prima possibile tale fabbisogno o tale eccedenza; solo così il Tesoriere può evitare il formarsi delle "punte" finanziarie che creano criticità, a volte anche molto gravi, nella vita aziendale e contemporaneamente cercare di ottimizzare gli oneri finanziari.
Dal punto di vista degli strumenti, si sono sviluppati dei software che permettono di inserire i fatti aziendali in anticipo e di monitorare le posizioni non solo per data contabile ma anche per data valuta. In definitiva si è in grado di programmare la posizione finanziaria non solo a grandi linee su un orizzonte temporale di 1 anno ma anche di poter prevedere la posizione finanziaria giornaliera dell'azienda nell'arco dei 2 o 3 mesi successivi ( ovviamente con un grado di attendibilità che decresce con l'ampliarsi dell'orizzonte temporale).
La gestione anticipata permette di verificare l'adeguatezza, in termini di ammontare e tipo, delle linee di credito concesse dal sistema bancario o ancor meglio di verificare l'adeguatezza delle fonti di finanziamento dell'azienda.
Sempre durante gli anni '90 il Tesoriere ha iniziato ad occuparsi degli aspetti connessi al rischio di cambio ed al rischio di tasso d'interesse.
In tal senso, di pari passo con lo sviluppo della gestione di tali rischi, le banche hanno creato nuovi strumenti finanziari ed il Tesoriere ha dovuto sviluppare le sue competenze in questo campo in misura sempre più specialistica nonché, almeno nel caso delle aziende più grandi, utilizzare provider finanziari quali Reuters o Bloomberg per essere sul mercato in tempo reale, verificare e negoziare i prodotti finanziari offerti dalle banche.
Alla fine degli anni '90 l' affermazione del nostro ruolo è stata talmente grande ed il suo peso all'interno delle aziende è diventato così importante che nell'ambito dei Gruppi aziendali, in alcuni casi, si sono create società di servizi finanziari con il compito di gestire l'attività finanziaria per tutte le società del Gruppo. Devo dire anche che, talvolta, quando si è voluto che la Finanza e la Tesoreria fossero un centro di profitto e non di servizio si sono fatti anche dei danni gravissimi alle aziende.
Io sono fermamente convinto che la Finanza d'impresa non debba mai perdere di vista quello che, a parer mio, deve essere il suo compito all'interno dell'organizzazione aziendale: svolgere un'attività a servizio del business con l'obiettivo di assicurare il corretto mantenimento delle fonti finanziarie ottimizzando gli oneri finanziari e limitando i rischi finanziari.
Non deve quindi funzionare come un centro di profitto perche in questo caso rischia di mettere in grave pericolo la sopravvivenza stessa dell'azienda. (Es. swap/opzioni).
Nel corso degli anni 2000 lo sviluppo dei mercati dei capitali sia di rischio che di debito, la loro internazionalizzazione hanno fatto sì che il Tesoriere italiano, diventato in molti casi un vero e proprio responsabile finanziario, debba continuamente mantenere un adeguata conoscenza dei meccanismi di funzionamento dei mercati stessi e degli strumenti finanziari che in essi vengono negoziati.
Inoltre sul piano internazionale ma anche nazionale, si sono sempre più affermate le regole di contabilizzazione e di redazione dei Bilanci di tipo anglosassone che presentano un' attenzione particolare agli aspetti di carattere finanziario ed agli strumenti finanziari.
Concetti quali Fair value, cash generation unit e tecniche quali l'impairment test sono diventati fondamentali per la redazione dei Bilanci aziendali. (FINANZIARIZZAZIONE DEI BILANCI).

Dal punto di vista del responsabile finanziario questo determina un ulteriore

riconoscimento del contenuto della sua attività, a cui ovviamente corrisponde un maggior grado di responsabilità all'interno delle aziende.

In questo senso è necessario, secondo me, che il responsabile finanziario oltre a mantenere un alto grado di conoscenze specialistiche sviluppi maggiormente le sue conoscenze Amministrative, Contabili, Fiscali, non perda mai la conoscenza delle peculiarità del business dell'azienda per cui lavora e, nel caso operi nell'ambito di un Gruppo internazionale, conosca le specificità dei singoli mercati dal punto di vista tecnico finanziario e dal punto di vista culturale.

Tutto ciò senza mai dimenticare ne far dimenticare che dopo tutto CASH is KING se no1 altro perchè si fallisce per "Cassa e non per competenza "

Dopo le domande di rito cui il relatore ha risposto con esaustiva chiarezza, il Presidente omaggia il Dott. Giannessi con la medaglia del Club
 

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