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Lettera n°1 Luglio 2011 Lettera n°2 di Agosto 2011 Lettera n°3 di Settembre 2011
Lettera n° 4 di Ottobre 2011
Lettera n° 5 di Novembre 2011
Lettera n°6 di
Dicembre 2011 Lettera n°7 di Gennaio 2012 Lettera n°8 di Febbraio 2012
Lettera n° 9 di
Marzo 2012 Lettera
n°10 Aprile 2012 Lettera
n° 11 di Maggio 2012
Lettera n 12 Giugno 2012 |
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ANNATA ROTARIANA 2011 - 2012 GOVERNATORE
PIER LUIGI PAGLIARINI |
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LETTERA N°1 DI LUGLIO 2011 |
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Lettera mensile N° 1
Cesena, 1°
Luglio 2011
Questa è la prima lettera del primo mese della
nostra annata.
Si è aperta l’estate, la stagione delle vacanze, ma il Rotary non
può andarci perché anche se i professionisti e le aziende, per
permettere ai loro dipendenti il giusto riposo, a metà mese
rallentano, noi abbiamo a che fare dal punto di vista dell’ideale
rotariano con "clienti" che non hanno il tempo di attendere.
Diceva una mamma africana a chi le chiedeva un po’ di tempo per
poter fare, " la fame non può attendere, la sete non può attendere,
i nostri figli non hanno tempo".
Così come la pace non può aspettare, l’ambiente non può attendere e
tutte quelle azioni umanitarie per le quali il nostro pensiero, i
nostri progetti, il nostro lavoro, l’appartenenza al Rotary ci
impegnano.
Il Rotary è questo da 106 anni quando quattro persone dedite agli
affari ed ai viaggi, hanno pensato che valeva la pena dare un valore
aggiunto ai loro giorni ed hanno fondato il nostro sodalizio.
Non siamo martiri, né missionari, ma abbiamo il dovere, tutto umano,
di dedicare un po’ del nostro tempo per quelle cose che danno un
ulteriore senso al nostro essere uomini di successo nelle nostre
professioni. Noi rotariani siamo normalissime persone che usano il
cervello per progettare, il nostro immateriale blocco per gli
appunti per prendere note per poi ricordare, proporre e quindi
eseguire.
E dato che il Rotary non chiude mai, e spero che così sia per tutti
i club, quando siete in vacanza, nei più distanti ed insperati
luoghi, cercate e troverete un Club da visitare dove incontrare
amici sconosciuti , che vi faranno festa e coi quali potrete
scambiare qualche informazione sul vostro e sul loro club, magari
anche a gesti, perché fra rotariani ci si capisce bene anche con
quel linguaggio muto costituito da emozioni e da sorrisi.
Non abbiate timore di non poter comunicare, vedrete che esperienza.
Troverete gli indirizzi di tutti i Rotary del mondo nel sito
www.rotary.org, digitando nella finestrella in alto sulla destra la
città o il distretto che vorrete visitare.
E’ proprio per questa internazionalità che è bene che i nostri club
siano rintracciabili come luogo e giorno di riunione, per tutti
coloro che, noti o sconosciuti, vogliano passarci a trovare, per
recuperare una presenza e passare una serata con amici.
Dalla prima settimana di Luglio inizierò le visite, come da
consuetudine, dalla più antica repubblica del mondo, che è nel
nostro distretto, la Repubblica di San Marino.
Mia moglie Nadia mi seguirà e come hanno fatto tutte le consorti del
Governatore chiederà per il progetto delle consorti, un aiuto per un
ospedale per bambini in Angola che è stato appena terminato con
l’aiuto di tanti, ma che ha bisogno di medicine e personale per
poter far nascere bambini sani, curare quelli ammalati, così come le
loro madri.
Alcune di loro fanno fino a cinquanta km a piedi per andare a
partorire perché la mortalità infantile e materna è molto alta.
Le mie visite ai vostri Club avverranno secondo il calendario che
conoscete.
Parleremo di Rotary, del miglior modo di essere fedeli al nostro
sodalizio e discuteremo insieme i modi da voi scelti per fare meglio
e di più, e come ciò sarà possibile.
In questi tempi "diversi" occorre fare cose diverse, esattamente
come nelle nostre attività e nelle nostre professioni.
Esistono le regole base scritte nel manuale di procedura e i motti
di Presidenti Internazionali che si sono susseguiti per più di un
secolo che possono esserci di guida e ci indicano la direzione.
Il nostro Presidente Internazionale Kalyan Banerjee, ci dice di
riconoscere e valutare le nostre potenzialità per utilizzare le
nostre capacità ad abbracciare il mondo.
E per far questo guardiamoci dentro, facciamo sondaggi fra i nostri
soci coinvolgendoli nella ricerca del miglioramento, miglioriamo
l’immagine pubblica del nostro club, pensiamo in grande, studiamo
delle azioni strategiche per capire dove siamo e dove saremo fra
qualche anno cominciando da subito a vedere quali siano le
classifiche vuote nel nostro organico, per cercare giovani che
rappresentino le nuove professioni, donne, ex alumni da cooptare,
che abbiano i numeri e siano disponibili a lavorare con
noi.Fortunatamente l’avere dei sogni aiuta a raggiungerli, avere
delle idee aiuta il cambiamento e stimola la ricerca, e magari
l’idea brillante salta fuori da un pensiero vagabondo, da una
fortunata combinazione di stimoli.
Venire da voi sarà sempre una festa e con questo spirito potremo
discutere, nel pomeriggio, di tutto.
Mi piacerebbe che la serata fosse "concentrata", che la campana non
apparisse oscurata o sepolta da "utensili" della conviviale e che
questa fosse la più francescana possibile.
Uno degli obiettivi della visita sarà anche quello di raccogliere
informazioni sulla storia del vostro Club per cercare di creare un
archivio informatico. Vi chiederò file in PDF che contengano la
storia di ogni club, la stessa che viene regolarmente raccolta e
stampata in quelle bellissime opere che ogni club pubblica in
occasione degli anniversari.
Per i programmi delle riunioni della seconda parte dell’anno vi
informo che avremo il SINS il 24 Settembre, l’IDIR-SEFR il 29
Ottobre ed il SEFF il 19 Novembre di cui a breve riceverete le
informazioni dettagliate, direttamente e tramite il sito
distrettuale.
Buon Rotary a tutti.
Pier Luigi
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| PER LA MORTE DI GIANNI |
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Carissimi amici
Il mese di Luglio è qui, il nostro anno parte
dispari, perché il PDG Gian Carlo Bassi (Gianni) ci ha lasciato
soli.
Abbiamo assistito ad un fenomeno straordinario, un tam tam
telefonico ed informatico è risuonato per tutta l’Italia, i telefoni
hanno cominciato a squillare e dopo qualche ora il silenzio
confermava che la notizia aveva raggiunto i più.
Singhiozzi, mutismo, incredulità, affetto, pochi commenti sul come,
ma solo sulla incredibile notizia.
A qualche giorno dal Congresso di Vinicio, Gianni con orgoglio e
soddisfazione mi comunicava quante richieste di interventi, aiuti,
chiarimenti, avesse avuto da club vicini e lontani desiderosi di una
sua serata per la messa a punto dei motori.
Il mondo, quando la morte, qualsiasi morte, interviene anche
pesantemente, deve andare avanti cercando di fare di più. Per questo
ho contattato e richiesto a tutti i membri della commissione per la
formazione di rimanere al loro posto moltiplicando gli sforzi per
sostituire Gianni, che li aveva scelti.
Pur consci tutti, io per primo, che sostituirlo sarà molto
difficile, abbiamo deciso di considerare che Gianni sia ancora nel
nostro organigramma il Presidente della Commissione per la
Formazione distrettuale del distretto 2070, fino al termine
dell’annata che era iniziata otto mesi fa a Novembre col SEGS.
Vi ricordo che gli amici componenti della commissione, scelti da
Gianni, sono geograficamente più vicini ai quattro angoli del
distretto e quindi più vicini a voi, per una più pronta
disponibilità di tempo avendo da fare meno km per raggiungervi. Essi
sono:
Maurizio Casadio ( R.C.Ravenna)
Giuseppe Favale (R.C.Grosseto)
Romano Gaspari (R.C.Firenze)
Mario Marino (R.C.Livorno)
Alberto Pizzi (R.C.Salsomaggiore Terme)
Abbiamo in aggiunta sempre la poderosa squadra
degli A.G. che saranno l’anello di congiunzione tra club e
commissioni. La formazione continua è molto importante e che sia
fatta dai Presidenti o dagli istruttori di Club, dagli A.G. o dai
membri della commissione, mi piacerebbe ne fosse registrato
l’argomento comunicandolo agli AG, che mi informeranno con un elenco
ogni quattro mesi, per fare in futuro meglio e di più.
Il Presidente Internazionale Kalyan Banerjee nella sua ultima
lettera ci dice:
"Il primo foglio del vostro diario è bianco, le
sue righe devono essere ancora riempite, da qui ad un anno quante e
quali saranno le storie che vi saranno descritte? Sarà una lista di
occasioni perse o una storia di successi, di speranze e di
possibilità realizzate, di vittorie conseguite?
Le righe riporteranno che le nostre famiglie sono più brillanti, il
nostro Club è più forte che mai?
Vi sarà una riga in grassetto che dica che la polio non esiste più?
Ci aspettano molte sfide, la sfiducia, la povertà, la
disuguaglianza. Il tempo è adesso, il nostro futuro è adesso, non
c’è un momento da perdere. Cominciamo a scrivere la prima pagina
insieme, con coraggio, con visione, con fiducia e con amore.
Io vi allego la mia lettera del mese.
Avevo già scritto questa lettera quando Gianni ci ha lasciato. Glie
ne avevo accennato il taglio e non l’ho voluta modificare, sicuro
che non lo avrebbe permesso.
Fatela conoscere nei vostri Club.
Buona fortuna
Un abbraccio a tutti
Pier Luigi
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LETTERA N°2 DI AGOSTO 11 |
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Lettera di Agosto 2011
Mese dell’espansione interna ed esterna
Il R.I. chiede ai Governatori di coinvolgere i Presidenti, e tramite
questi i Club e i soci, sul "problema" dell’espansione interna ed
esterna. Perché "problema"?
Perché quando qualcosa nelle nostre aziende, nella nostra vita
professionale, nella nostra vita famigliare, non è soddisfacente, il
fatto diventa un "problema" che attende una soluzione condivisibile
e condivisa da tutti.
Nel mondo siamo circa 1.200.000 rotariani , cosa dobbiamo fare per
essere più grandi più forti, più incisivi? Per questo il nostro P.I.
Kalyan Banerjee, ci chiede di crescere, internamente ed
esternamente.
Crescita interna con maggiore assiduità e numero di soci, esterna
con verifica della possibilità di costituzione di nuovi club, per
spingere in su quel numero, fisso ormai da troppo tempo. La crescita
passa attraverso la cooptazione di forze ed energie nuove o
sottoutilizzate finora, come le donne, le giovani generazioni, gli
ex alunni.
Più siamo, più possiamo fare per le azioni locali ed internazionali
che sollevino la sofferenza, annullino l’analfabetismo, riducano le
malattie, insegnando il mestiere a chi non sa "pescare".
Il tutto attraverso il servizio, che si sostanzia nella
realizzazione di progetti a favore di chi ha bisogno, in ogni parte
del mondo. Non beneficenza ordinaria quindi, ma progettualità. Non
elemosina, ma idee che diano corpo a realizzazioni tese ad
eliminare, o almeno ad alleviare, le piaghe ancestrali che
affliggono ancora troppe persone, in tutto il mondo.
Acqua, sanità, fame, alfabetizzazione, cultura, rispetto e
miglioramento dell’ambiente, risorse agricole per tutti, aumento
della coscienza delle potenzialità di ognuno.
Ricordiamoci che l’acqua in certi paesi pesa tutta sulla testa delle
donne, che la salute comincia dalla madre per i bambini prima della
loro nascita, che la vita cambia radicalmente con l’alfabetizzazione
cui è connessa la comunicazione (ci sono 1,3 MLD di donne
analfabete). L’apprendimento ha messo in piedi l’uomo primitivo, che
l’ha poi trasformato in conoscenza, esperienza, cultura, scienza.
Tutte queste cose sono i nostri doveri oltre ad una coscienza
ambientale per far durare nel tempo la vivibilità su questa nostra
bella terra che calpestiamo giornalmente.
Ormai, a cadenza di ogni 20 anni 1 MLD di persone chiede spazio e
vorrebbe poter vivere nel posto dove è nato altrimenti si incammina
alla ricerca di un posto dove sopravvivere, non dimenticando mai le
proprie radici e il profumo della propria terra.
E’ per realizzare iniziative nelle 6 aree focus, che nel Rotary si
lavora insieme, che ciascuno di noi deve essere aperto alla
partecipazione di tutti i rotariani del proprio club e dei club
vicini e di club localizzati nell’altra parte del mondo.
La logica di squadra è indispensabile per raggiungere i maggiori
obiettivi e per la ricerca e la cooptazione di nuovi soci eccellenti
nelle loro professioni e di buon carattere. L’esercizio e
l’affermazione della propria individualità, in cui capita purtroppo
di imbattersi ogni tanto, ne sono viceversa la negazione. Quando
scarsa conoscenza o interessi personali fanno dimenticare le regole
del Rotary, quando si formano gruppi che ubbidiscono a logiche di
clan, scompare la rotazione, scompare la fiducia nel Rotary e si
perdono risorse importanti.
Allora si forma ed aumenta quel percento che non guarda e non sente,
quel percento che partecipa solo se ha tempo e voglia, allora cresce
la mala pianta di coloro che del Rotary danno valore solo al
distintivo.
E a quel punto non siamo più attraenti per nessuno.
Kalyan Banerjee dice che dobbiamo essere noi il futuro dei nostri
club, dobbiamo creare oggi il nostro futuro, dobbiamo tentare di
migliorare dando tante piccole svolte, sempre dentro lo spirito del
manuale di procedura e del "Code of policies".
Usiamo l’intelligenza diffusa nel Rotary per cambiare in meglio.
Il piano strategico ci incita a fare, fare bene e farlo sapere.
Tutto il nostro futuro nella crescita esterna ed interna dipende
dalla comunicazione che dobbiamo fare, adatta ai nostri tempi, dalla
"efficacia" con cui sapremo comunicare all’interno dei nostri club,
nella nostra città, nel mondo che ci circonda.
Dobbiamo fare informazione e formazione, utilizzando oltre ai mezzi
tradizionali, quelli visivi che la tecnica moderna ci mette a
disposizione, e che i nostri figli e nipoti usano abitualmente, per
comunicare, facendo vedere il nostro fare .
Cresciamo, nella partecipazione e nel numero e cresciamo bene!
E ricordiamo che questa terra non ha alternative alla crescita
pacifica, i conflitti non hanno mai risolto niente, se non
diminuzione delle bocche da sfamare di coloro che sono morti per un
ideale o innocentemente morti per casualità belliche perché erano in
quel luogo in quel momento.
Ricordo a tutti che il 24 Settembre a Bologna all’Hotel Sheraton
(all’aeroporto) avrà luogo il SINS (Seminario per Istruzione dei
Nuovi Soci) dove vorremmo incontrare due nuovi soci per ogni club,
per parlare loro della nostra storia, dell’importanza del Rotary nel
mondo, della meravigliosa forza della Rotary Foundation col progetto
Visione Futura.
Tutti i nuovi soci, che avranno il posto d’onore nelle prime file
della sala, potranno chiedere, per conoscere meglio ciò che è stato
è e sarà, questo nostro Rotary!
Buon Rotary a tutti.
Pier Luigi
Cesena 1
Agosto 2011
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LETTERA N° 3 SETTEMBRE 10 |
| Lettera di Settembre
2011
Il mese è dedicato dal Rotary alle "nuove generazioni" che è
stata dichiarata la quinta via d’azione, per enfatizzarne
l’importanza nel sistema "Rotary".
Sono le età fertili, che dobbiamo curare con particolare dedizione
anche se occorre ricordare che nel nostro distretto abbiamo
riservato ai giovani una corsia preferenziale da sempre, come azione
umanitaria, un po’ meno come cooptazione.
Abbiamo fatto molto, ma in questo mondo giovane quanto fatto non
basta, occorre impegnarsi di più.
Il Rotary International punta molto sull’Interact, club per ragazzi
tra i 13 e 18 anni, l’età "del voglio cambiare il mondo" che come
limite superiore si collega direttamente al Rotaract creando quel
legame di continuità di appartenenza alle nuove generazioni
rotariane accompagnando i più motivati alle soglie del Rotary con
una continuità che si interrompe solo per dar loro la possibilità di
dimostrare il loro valore nelle professioni che hanno scelto. L’Interact
non è la fabbrica dei rotariani in erba, ma è una educazione
appropriata allo stare insieme, a lavorare insieme, a guardare del
mondo anche quella partenascosta nella mente di ognuno.
Scriveva Gianni Bassi: "Non ho dubbi nel dire che, per l'Interact
dobbiamo fare di più, e credo ci siano tutte le ragioni per farlo.
Noi non possiamo certamente pensare di prendere il posto della
famiglia e della scuola, ma la costituzione di un Interact Club può
rappresentare un punto di aggregazione sinergico con esse, ed una
efficace palestra formativa."
Il presidente della sottocommissione Interact è Ferdinando del
Sante, che potrà fornire in proposito, ogni utile indicazione. Sono
minori e vanno seguiti e guidati con mano leggera e sapiente come
Ferdinando sa fare e tenendo a mente le regole del Rotary.
Il Rotaract abbraccia una fascia d’età dei giovani dello "sto
arrivando" ed iniziano la corsa al successo. Anche noi a quella età
siamo stati più attenti a noi stessi che agli altri, con le menti e
l’interesse finalizzati ai doveri degli studi o dell’inizio della
professione, ma anche ad inseguire sogni e relazioni personali.
Dobbiamo aiutarli a scoprire le loro potenzialità. Il rotariano
delegato dal club a questo incarico, è una figura fondamentale, deve
essere giovane, che abbia una capacità di coinvolgimento e la
leadership necessaria a tenere unito ed aiutare il gruppo a non
considerare solo l’aumento delle amicizie e delle piacevoli
conoscenze l’unica attività, ma a dedicare un tempo a lavorare
assieme per le cose importanti per sé e per gli altri. Il rotariano
che li assiste li deve aiutare a mantenere nel club una
distribuzione uniforme dell’età che ne garantisca lunga vita, deve
aiutarli ad evitare le leadership negative, per creare
professionisti sereni per amicizie vere e di sicuro avvenire.
Ma noi abbiamo anche il dovere di scoprire i migliori, dobbiamo
vedere con anticipo coloro che si affermeranno e dobbiamo farlo
prematuramente, prima che si perdano.
E perché non cominciare a pensare di proporre, come soci nel nostro
Rotary club, rotaractiani usciti, con poco più che trent’anni,
quando la professione e la disponibilità lo permetterà loro?
Molte volte qualcuno pensa che sia troppo presto per fare entrare un
rotaractiano uscito da poco, "aspettiamo che maturi" e poi veniamo a
scoprire che il maturando è maturato a nostra insaputa e se n’è
andato in altro club service, e noi abbiamo investito invano.
Ci consolerà solo il fatto che il marchio Rotary dentro di loro
rimarrà per sempre.
Dobbiamo curare il Rotaract, facendolo crescere dove esiste già e
nascere dove non c’è, per questo abbiamo una commissione
distrettuale che sta lavorando bene, il responsabile della
sottocommissione è un amico, giovane dentro e che anche fuori se la
cava bene, l’onnipresente Guido Abbate.
Da anni, si tiene nel nostro distretto un’altra iniziativa dedicata
ancora ai più giovani non Interactiani, è una riunione organizzata
non a livello di Distretto, ma di Club. Una tre giorni in cui lo
stare insieme avviene in un ambiente educativo "lavorando in
letizia", si parla di valori, di futuro, di progetti adeguati
all’età. Questo è il RYPEN (Rotary Youth Program of Enrichment)
che negli ultimi anni, è stato tenuto con grande successo da ambo le
parti dell’Appennino.
Ma il più efficace e concreto progetto per i giovani è storicamente
il RYLA, un’iniziativa dì grande successo per far emergere la loro
leadership, il lavoro di gruppo, il valore dell’amicizia, in una
esperienza da campus universitario.
Il nostro Distretto, è stato il primo, in Italia, ad organizzarlo, e
l'anno venturo a Cesenatico dal 15 al 22 aprile, daremo vita alla
sua XXX° edizione.
Vi invito ad essere presenti il sabato, l’ultimo giorno. Ascoltare
le impressioni dei partecipanti, vedere gli elaborati fatti, toccare
con mano la loro qualità esplosiva, percepire l’entusiasmo che anima
questi giovani, al termine di una settimana estremamente motivante,
è una esperienza unica.
Un flash sullo scorso anno: il Prof. Giovanni Padroni, rotariano del
R.C. di Pisa, professore universitario, che aveva tenuto loro una
relazione sull’etica e la leadership, dopo la lezione, al momento di
lasciare il luogo di riunione, venne fermato dai ragazzi che
danzandogli attorno all’auto non avrebbero voluto farlo partire,
come fosse un cantante rock.
Pensate all’entusiasmo dei ragazzi, ma anche allo stupore e la
meraviglia dell’amico Giovanni.
Invito, a cercare i vostri candidati fin da ora e mandarci, almeno
un giovane, di quelli, con quella marcia in più, che ancora loro
stessi non sanno di possedere. Ricordando poi di chiamarli a parlare
della propria esperienza in una serata al vostro club.
"La musica è la miglior medicina dell’anima" (Platone).
La nostra quinta via d’azione, quest’anno, continua con lo
scambio di gruppi di giovani professionisti musicisti del nostro
distretto (Vocational Training Team) per uno scambio di esperienze
professionali. Noi manderemo in Venezuela 4 giovani con almeno due
anni di professione, suggeriti da conservatori e scuole di musica
del nostro distretto, che potranno toccare con mano il più grande
progetto al mondo per l’insegnamento della musica sinfonica, noto
come progetto Abreu (figlio di un emigrato italiano dell’Isola
d’Elba). Tale progetto in Venezuela che è finanziato totalmente dal
governo, tende a mettere in mano a tutti i ragazzi uno strumento
musicale e i più bravi, se vogliono, hanno una professione per la
quale vivere, senza tener conto della loro origine o delle
possibilità economiche. Vengono presi anche dai barrios, ragazzi che
non avrebbero mai avuto la possibilità di imparare a suonare un
strumento. Sono nate una quantità di orchestre da questo progetto
che ha interessato più di 250.000 ragazzi, così come promettenti
giovani direttori che stanno avendo un grande successo nelle sale da
concerto in tutto il mondo.
I nostri quattro saranno accompagnati dal team leader, anche lui
musicista, e tutti e cinque assieme ai venezuelani formeranno
l’ensemble VENIT (VENezuela-ITalia) e nel mese di maggio 2012 quando
saranno in Italia, potranno eseguire, nelle città in cui i nostri
club si faranno promotori, dei concerti il cui ricavato sarà
destinato al progetto Polio Plus.
Potete contattare Adriano Tumiatti (R.C. Ravenna) che è il
responsabile della commissione.
Che meraviglia, la musica che spinge via la polio.
"Settembre andare. E’ tempo di migrare". (D'annunzio)
Comincia il lavoro dell'anno che prelude ai primi freddi d’autunno
quando il buio si sarà mangiato metà del giorno, ai vini nuovi che
riscalderanno l'inverno. Il mese delle serate e delle riunioni
importanti nei club e nel distretto, e che vi ricordo:
- Il 24 settembre il SINS (Seminario d’Istruzione dei Nuovi Soci) a
Bologna a cui vi prego di invitare a partecipare due nuovi soci per
Club.
- Il 1° ottobre a Pisa il Premio Galileo Galilei, è un filo d’oro
che lega i rotariani italiani nel "Nobel Italiano" diventato un
premio di importanza internazionale.
Questo è il nostro distretto.
Buon Rotary a tutti
Pier Luigi
Pier Luigi Pagliarani
DG 2011-2012
Distretto 2070
segreteria2011-2012@rotary2070.it
Cesena, 1 settembre 2011
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LETTERA N°4 OTTOBRE |
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| Lettera mensile N°4
Carissimi tutti, PDG, DG, AG, Presidenti e carissimi soci
Siamo entrati nell’autunno col sole e Ottobre è il mese dal Rotary
dedicato all’azione professionale. Il Rotary International chiede ai
Governatori del mondo di rammentarlo a tutti, perché se ne tenga
conto nel programma del mese che sta per iniziare.
Le nostre professioni sono la nostra carta di identità, sono la
nostra cultura che sommata alla cultura scolastica e a quella che
abbiamo imparato alla scuola della vita sono la nostra forza,
usiamola.
Teniamola sempre presente nel nostro operare in tutte le vie
d’azione, specialmente in quelle dedicate ai giovani studenti,
neolaureati, professionisti.
Pier luigi
Ottobre, il mese dell’azione professionale
Cosa saremmo senza la nostra professione, in cui abbiamo messo
intelligenza, progettazione, battaglie combattute e vinte, paure,
visioni e sogni.
Sicuramente non saremmo rotariani e lo siamo veramente quando
aggiungiamo alla nostra professione, la volontà e la capacità di
rubare tempo al tempo per impegnarci senza alcuna retribuzione, ''a
servire al di sopra di ogni interesse personale'', con la sola
soddisfazione di aver progettato e fatto qualcosa per qualcuno che
mai ci ringrazierà personalmente, che dell’evento avrà solo il
ricordo senza volto di una ruota dentata che gli ha cambiato la
vita.
Cosa sarebbe il Rotary, che e' definito da Paul Harris
un'associazione fondata su amicizia, comprensione reciproca, e
utilizzo della professionalità, se non una associazione caritatevole
che dona, ma non pensa, che fa fare, ma non fa, che non tiene conto
che il fare in proprio con l’aiuto di altri rotariani diminuisce i
costi e fa diventare progetto anche quella quota parte di costi
generali che altre istituzioni, più giornalisticamente apprezzate,
spendono in visibilità e costi indiretti.
La professionalità, e' il patrimonio più importante di cui
disponiamo, se consideriamo la totalità di tutti i nostri rotariani
del distretto e mettiamo tutta la loro professionalità in un
contenitore possiamo ricavarci una pozione magica per fare cose
straordinarie.
Domandiamoci al contrario se nei club, nei distretti e nel Rotary
International alle persone che danno gratuitamente il loro tempo,
abbiamo mai detto "grazie per quello che fai".
Vale al contrario, per la maggioranza quel diritto-dovere di
critica, come quello dei pensionati che riunendosi in piazza attorno
alle recinzioni dei lavori pubblici, indicano agli esecutori le cose
che andavano fatte in altra maniera.
Raccontando questi episodi ci vengono a mente le risorse non
utilizzate, che sarebbero coloro che pur iscritti al Rotary, non
sono ancora diventati rotariani.
Forse non siamo riusciti a coinvolgerli, perché abbiamo comunicato
male, forse non siamo riusciti a far loro capire che quello che
facciamo e' straordinario, perché la vera gioia è solo il darla agli
altri.
Quello che penso, dico o faccio, risponde a verità? E’ giusto per
tutti? Promuoverà buona volontà e rapporti d’amicizia? Sarà
vantaggioso per tutti gli interessati?
Qello che penso, dico o faccio, corrisponde a veritàDella nostra
professionalità, abbiamo questo termometro diventato prova etica,
quella delle quattro domande, difficile come il silenzio dei
trappisti o l'ubbidienza dei benedettini, difficile perché ci rende
apparentemente deboli, in un mondo in cui tutto si compra e tutto si
vende, difficile come tutte le etiche, che sono tali perché vanno
contro l’interesse materiale personale, costringendoci ai valori che
presumono il rispetto dei valori comuni.
Dobbiamo forse riscoprirli questi valori e ridefinire ciò che non
siamo disponibili a vendere o a comprare per soddisfare l'immediato
che ha la solidità, del volo di una farfalla. L'ultimo telefonino
ipertecnologico le cui funzioni non useremo mai, la gita in posti
impronunciabili, che valgono più per essere raccontati che per le
emozioni vissute, scattando foto che non riguarderemo mai più se non
in serate con amici che erano con noi e che avevano visto quelle
cose dal vero.
Ma anche le foto o soprattutto le foto, sono arte e il tempio
millenario, o il tramonto antico sono più belli se "catturati" in
quel momento, con quella luce e quelle ombre che solo l’artista, che
è un professionista col cuore, sa catturare.
Molti, nella storia dell’arte, sono stati i pittori che hanno
copiato dai "maestri", confondendo anche gli esperti, senza essere
ricordati per mancanza di cuore o di creatività in quello che hanno
fatto e che non sono mai stati ricordati nella storia dell’arte.
Dall’era delle foto stampate, siamo passati negli ultimi anni al
digitale che data la enorme diffusione a costo zero, aumenta
incredibilmente il numero di foto visibili, ma diminuisce
drasticamente la percentuale di foto col cuore dentro, evidenziando
la differenza tra capacità di scattare da quella di creare. La
professione d’artista.
Il mese dell’azione professionale sottolinea l’impegno dei club a
mettere in pratica giorno per giorno gli ideali dell’azione
rotariana.Tra le attività consigliate in questa occasione vi sono:la
premiazione di un volontario del Rotary in una occasione
distrettuale o locale,
la sponsorizzazione di una attività o un progetto che
abbia attinenza con l’azione professionale
il reclutamento di nuovi soci appartenenti a categorie
non ancora rappresentate.
molti Club tradizionalmente si impegnano in iniziative
tese a fornire, ai giovani degli ultimi anni delle scuole
superiori, un orientamento sulle facoltà universitarie e
sulle professioni. E' un'attività utile e da impostare e
portare avanti.
Esistono nel mondo intero e possono essere ricercate sul
sito internazionale www.rotary.org le Fellowship ( gruppi di
rotariani che hanno gli stessi interessi personali
professionali o lo stesso hobby). Uno sguardo e un "giro"
all’interno del sito serve ad allargare le conoscenze e
magari si può andare a far parte della "rete" per avere uno
sguardo sul mondo delle professioni. Se non esistesse quella
di proprio interesse si può proporre una fellowship fino ad
ora inesistente.
In questo mese, Sabato 29, si svolge l’IDIR ( Istituto Di
Informazione Rotariana), a Ravenna, la città del mosaico, della
musica e delle voci in piazza, in un centro congressi a lato della
tomba di Dante, col pranzo alla "Cà de ven", nella casa del vino,
che è cultura, educazione, meditazione, sentore di profumi, di
chiacchiere e di ricordi.
L’IDIR è l’incontro di formazione e informazione più importante dopo
l’Assemblea Distrettuale, si svolge in una capitale antica di circa
1550 anni, che ha otto monumenti dichiarati patrimonio mondiale
dell’umanità, a volte nel tardo autunno è ammantata di nebbia che
rende sorde le viuzze del centro e ricorda le tenerezze del film
"Anonimo Veneziano" di E.M.Salerno.
A rivederci all’IDIR.
Buon Rotary
Pier Luigi Cesena
1° Ottobre 2011
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LETTERA N°5
NOVEMBRE |
| Lettera Mensile n°5 di
Novembre 2011 Novembre: mese della Fondazione Rotary
Durante le visite ai club, se pur abbastanza raramente, da
qualche socio che mi guarda con gli occhi furbescamente inquisitori,
mi sento chiedere: "Ma la Rotary Foundation..." Lo
interrompo con una domanda a mia volta: "Illustrami come e cosa
sarebbe il Rotary senza la sua Fondazione".
Senza la Rotary Foundation probabilmente saremmo solo una
associazione benefica, meno progettuale e meno internazionale, e la
conversazione termina concordando che la dovremmo conoscere ed usare
di più per non perdere la capacità di ideare, di ricercare, di fare
e non solo di finanziare.
Mi è capitato, in un paese arabo dalle tradizioni antiche che noi
abbiamo abbandonato non molti anni fa, di vedere i poveri che
bussano alla porta, in un giorno fisso della settimana, si mettono
in fila ed attendono l’elemosina.
Questo gesto rituale, li sfama per un giorno e per molti di loro è
la sola risorsa. Un fatto positivo, senza dubbio, ma il Rotary ci
chiede non di donare un pesce, che sfama per un giorno, ma di
insegnare a pescare, per poter mangiare tutti i giorni e diventare
un pescatore.
La Fondazione, il cui nome esatto è "The ROTARY FOUNDATION of ROTARY
INTERNATIONAL", appartiene al Rotary International, che è
l'associazione di tutti i nostri Club sparsi per il mondo, ma pur
essendo di tutti i Club, a volte viene percepita come una realtà
lontana, ma è nostra.
Essa non finanzia progetti suoi, ma solo programmi e progetti
nostri, proposti da Club o da Distretti, quindi ideati e decisi da
noi e, a maggior ragione, dovremmo sentirla come la nostra fabbrica
dei sogni.
Potrebbe essere più facile dare e così magari semplificheremmo i
problemi a qualcuno, li risolveremmo a coloro che, non essendosi mai
impegnati in un progetto umanitario, sono poco propensi a farlo per
una supposta mancanza di tempo, ma è in effetti una mancanza di
abitudine mentale.
Il tempo è una risorsa che ci è data in una quantità nota, il suo
utilizzo è da noi suddiviso in pezzetti, anche minuscoli, che
significano per i rotariani attivi: "pur col tempo che mi manca,
quando avete bisogno sono qui".
Qualche altro obbietta, ma io non sono mai stato interpellato, il
che può essere parzialmente vero se nel Club non vi è condivisione,
se non si fanno lavorare le commissioni che dovrebbero essere
allargate, anziché fatte di poche persone o addirittura di singoli.
Non si parla di Rotary se non si parla di progetti,ed occorre farlo
in incontri tipo "brain storming", preferibilmente collegandoci ad
internet per vedere le cose che altri club fanno in altre parti del
mondo.
La sola visione dei bollettini degli altri Club mostrerebbe la
capacità mostruosa di pensare, fare e fare bene, manca spessissimo
l’ultimo pezzo del nostro dovere, il far sapere, che per noi
significa non pubblicità di quanto siamo bravi, ma orgoglio e
speranza di creare emulazione.
Uno delle affermazioni più note di Steve Jobs per motivare i giovani
era: "Siate affamati. Siate folli." E noi rotariani del mondo
lo siamo stati quando abbiamo sognato nel 1978 di vaccinare tutti,
tutti, non i nostri, ma tutti i bambini del mondo contro la
maledetta malattia che li toccava profondamente nel corpo, nella
qualità della vita, e se non li uccideva subito ne condannava molti
altri a vivere in un polmone d’acciaio, per sempre.
Da allora abbiamo cominciato a vaccinare i bambini, abbiamo chiesto
aiuto a tutti data l’enormità dei numeri, la difficoltà di
raggiungerli, di convincere i loro genitori.
Le difficoltà logistiche non ci hanno fermato, abbiamo cominciato a
mandare rotariani volontari a fare le vaccinazioni. Non abbiamo mai
smesso anche quando abbiamo avuto il sentore dell’enormità del
problema e forse qualche senso di smarrimento o di abitudine, che è
ancor più pericolosa. Abbiamo imbarcato nella nostra avventura
associazioni internazionali americane, l’organizzazione mondiale
della sanità, l’UNESCO, governi dapprima restii o impossibilitati a
dare, ma consci della bellezza del risultato, abbiamo dato anche
quando molti governi si sono tirati indietro.
Ed ora, a distanza di 33 anni, vediamo la luce, tutti i dati dicono
che la data di dichiarazione che il mondo è libero dalla polio,
potrebbe essere vicina, speriamo che possano esser presentati
all’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’Assemblea di Gennaio
2013 tutti i documenti necessari.
Siamo stati folli, siamo stati forti, abbiamo vinto tutti i dubbi e
ora dobbiamo fare l’ultimo sforzo, ma sappiamo di essere in grado di
procurare l’ultima necessità finanziaria a raggiungere lo scopo.
Solo questo progetto avrebbe giustificato la nascita del Rotary,
solo per questo varrebbe la pena di essere orgogliosi di essere
rotariani.
Anche la grandiosa operazione Polio Plus, che oggi è il grande
progetto strategico, che tutto il mondo conosce, nacque in un Club,
fra l'altro italiano, come progetto per le Filippine. Poi, grazie al
crescente numero di Club che, via via ad essa si aggregarono,
l'iniziativa ampliò gradualmente il suo raggio d'azione, finché nel
1983 il Consiglio Centrale, ed a seguire, il Consiglio di
Legislazione del 1986, decisero di farne un progetto globale, per
vaccinare, contro questa terribile malattia, tutti i bambini del
mondo.
E tutti noi, tutti i rotariani del mondo, al momento finale avremo
dato 1 miliardo e 200 milioni di $.
Sì siamo stati folli, abbiamo sognato, abbiamo lottato e realizzato
il nostro grande sogno.
Poi il progetto Visione Futura che ha aggiornato la selva poco
digeribile delle antiche regole che in una annualità avrebbero
voluto far conoscere il meccanismo delle contribuzioni e delle
sovvenzioni, ha reso un gran servizio per eseguire i progetti che
facciamo siano essi locali o internazionali sempre grazie alla
nostra Fondazione.
Ma soprattutto tanto dobbiamo alle persone che lavorano da due anni
su Visione Futura il nostro "Dream Team", i cui componenti sono
indicati nell’organigramma, ugualmente tanto dobbiamo ai
Past-President e Presidenti di club, ai soci che ci hanno creduto, a
tutti quelli che hanno smistato fogli, cifre, istruzioni, che hanno
bussato alle porte per chiedere, sollecitare e ricevere fondi.
Possiamo dare a tutti loro in questo mondo in cui tutto si compra e
tutto si vende, solo un grande comune abbraccio e la certezza di
aver contribuito a fare queste cose meravigliose, donando al
progetto tempo e fatica .
La gioia di ognuno di noi è quella riceviamo di ritorno dalla gioia
che abbiamo donato e questa farà parte importante dei nostri
ricordi.
Buon Rotary a tutti
Pier Luigi
P.S.: A Novembre, al 50% dei rotariani nel nostro distretto
attuale, occorreranno le gomme termiche per venire a Firenze il 19,
al SEFF (Seminario sul l’effettivo), che si terrà al dipartimento
Militare di Medicina Legale di Firenze (Caserma Redi, via Venezia,
5), preparatele.
Parleremo di cosa fare, come fare per fare di più, per essere di
più, per cooptare ed essere rotariani migliori.
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LETTERA N° 6 DICEMBRE 2010 |
| Lettera
Mensile n°6
Dicembre: Mese della Famiglia
La lettera del mese l’ho fatta scrivere a loro, il Presidente
Kalyan Banerjee e sua moglie Binota.
KALYAN BANERJEE
"Da dove cominciare? Lasciatemi rispondere tornando indietro di
alcune pagine nel libro di storia della nostra organizzazione.
Il Past President del R.l. Glen Kinross (Australia) nell'anno
rotariano 1997-98 aveva avviato un progetto per la costruzione di
piccole abitazioni economiche.
Per questo i Rotary club di Rajpur, in India, chiesero al governo
locale di donare la terra necessaria alla costruzione di 500
casette. Per ciascuna costruzione, i club australiani e cinque club
di Rajpur avevano dato un contributo e la Fondazione Rotary fornito
il resto con una Sovvenzione paritaria.
Non appena pronte, i club hanno pubblicizzato la disponibilità degli
alloggi nei giornali del posto, ricevendo 5.000 domande. Di fronte
ad una tale situazione, i Rotariani hanno deciso che gli alloggi
sarebbero stati assegnati in base ad un'estrazione pubblica. Io ho
preso un volo da Mumbai, a 1.500 miglia di distanza, per stare
insieme a loro. Il 135° nome estratto era quello di Anisa Begum.
Comparve una donna esile, con un sari bianco, che si fece strada tra
il pubblico e si avvicinò al palco dove le vennero consegnate le
carte relative all'alloggio. Dopo la consegna, chiese agli
organizzatori di poter dire alcune parole. Sorpreso, il Rotariano le
passò il microfono dicendole che aveva solo un minuto di tempo. La
donna si rivolse ai presenti dicendo:
"Fratelli miei del Rotary, io non conosco voi né voi conoscete
me. Ero venuta qui a Rajpur con mio marito e i nostri tre figli un
anno fa, abitavamo in una stanzetta e un giorno mio marito mi disse:
'Anisa, ho deciso di lasciarti, ho trovato un'altra'. E poi, ha
ripetuto per tre volte: "Talaaq, talaaq, talaaq" (Ti divorzio, ti
divorzio, ti divorzio), afferrò una borsa e andò via.
Il cielo mi cascò addosso, non sapevo dove andare. Il proprietario
della stanza ci cacciò via il giorno dopo, perché mio marito non
aveva pagato l'affitto. Così, cominciammo a girovagare per le
strade, dormendo alla stazione ferroviaria, al terminale
dell'autobus, e siamo sempre stati cacciati via dalle guardie,
abbiamo anche dormito sui marciapiedi insieme ai cani di strada.
I miei bambini piangevano sempre, avevano fame ed erano ammalati.
Non avevo soldi per il cibo né per le medicine e non avevo un
lavoro, tranne qualche lavoretto come donna delle pulizie di un
bagno pubblico. Versavo nella disperazione assoluta.
A quel punto, qualcuno mi ha parlato del vostro progetto sugli
alloggi e mi ha aiutato a fare domanda perché io non so scrivere. Ed
eccomi qui oggi"
Dopo aver pronunciato tali parole, si è seduta sul palco, di
fronte alle migliaia di persone presenti, continuando:
"Miei fratelli Rotariani, voi non sapete quello che avete fatto
per me. Voi avete dato a me e ai miei figli una nuova vita. Grazie,
grazie, grazie".
Dopodiché, cominciò a piangere senza vergognarsi e, devo
ammettere, anche noi cominciammo a commuoverci. E, attraverso le
nostre lacrime, ciascuno di noi comprese veramente quel giorno la
ragione della nostra affiliazione al Rotary.
Quest'episodio è avvenuto 12 anni fa e da quel giorno sono sempre
più convinto che se desideriamo dare speranza, dignità e fiducia al
nostro prossimo, non possiamo fare di meglio che fornirgli
un'abitazione. La casa è il luogo in cui vive la famiglia. Madre e
figlio sono il nucleo centrale di ogni famiglia. E le comunità in
cui viviamo sono composte da famiglie, famiglie che vivono insieme
in abitazioni, che condividono la loro vita, le loro risorse e i
loro destini comuni.
Dalle buone famiglie
nascono buoni vicinati, e dai buoni vicinati nascono buone comunità.
E dalle buone comunità si realizzano grandi nazioni.
Questo è il motivo per cui nel nostro anno, la nostra prima enfasi
sarà la famiglia, perché la famiglia è il posto in cui vengono
definiti tutti i nostri obiettivi. Possiamo occuparci di alloggi
sicuri, acqua e strutture igienico-sanitarie, salute, di tutte le
questioni che riguardano le madri e i loro bambini.
Solo allora potrà esserci salute, speranza e armonia tra le sue
mura.
Anni fa, ho avuto il privilegio di lavorare con Madre Teresa di
Calcutta.
È stata Madre Teresa a dire che il mondo è capovolto e c'è tanta
sofferenza perché c'è poco amore nelle case e all'interno della
famiglia.
Non abbiamo tempo per i nostri bambini, non abbiamo tempo gli uni
per gli altri, per godere gli uni degli altri. L'amore comincia a
casa, l'amore vive nelle case e questa è la ragione per cui oggi il
mondo non è felice. Tutti hanno fretta, e i bambini hanno poco tempo
per i loro genitori e i genitori non hanno tempo da dedicare ai loro
figli ed è nelle case che comincia a infrangersi la pace nel mondo.
E quindi, la casa e la famiglia sono il punto da cui partiamo, per
ritornare a quella pace.
BINOTA BANERJEE ( coniuge del Presidente Kalyan)
Alcuni di voi sono coniugi rotariani da anni e altri solo da poco
tempo. All'Assemblea del R.I. non sono importanti le diverse lingue,
le tante nazionalità o le varie abitudini, bensì lo spirito di
unità, il sentimento di buona volontà ed il sincero desiderio di
riunirsi e diventare una forza unica. Un sorriso caloroso, una
stretta di mano, o un gesto affettuoso possono unire le persone ed
aprire la porta all'amicizia. Mi ricordo ancora quando ero anch'io
all'Assemblea per la prima volta, molti anni fa e mio marito era
Governatore eletto ho imparato tanto dai miei amici, e oggi posso
dire francamente che ognuno dei presenti ha qualcosa di importante
da offrire. Sono certa che impareremo gli uni dagli altri e,
insieme, avremo l'opportunità di vivere un momento irripetibile!
Una volta, sempre quando Kalyan era Governatore, pensavo di non
poter andare con lui per una visita e il presidente del club scrisse
a mio marito una lettera dicendogli:
"Se Binota non può venire, allora questa non è da considerare
come la visita ufficiale!"
Questo dimostra quanto sia importante la presenza del coniuge per
i Rotariani del mio Paese.
Come ha già dichiarato Kalyan:
"II supporto e il servizio offerti dai coniugi attraverso il
Rotary dimostrano talento, intelligenza, capacità e grande amore"
I Rotariani apprezzano il vostro ruolo, che è unico come tutti
voi, il Rotary ha bisogno che voi realizziate i grandi sogni. Oltre
cento anni di storia rotariana hanno dimostrato che i coniugi hanno
il potenziale per fare la differenza e, per questo, prego perché Dio
vi dia la sua benedizione.
E adesso vorrei presentarvi l'uomo che conosco, con il quale ho
condiviso 42 anni della mia vita: mio marito. Ci siamo conosciuti in
un ospedale dove io lavoravo come infermiera e lui era ricoverato
come paziente. Doveva passare una visita di due giorni, ed invece è
rimasto lì per 49 giorni.
Ci siamo innamorati e da allora in poi siamo sempre stati insieme.
Abbiamo creato insieme una bella famiglia e il Rotary ci ha permesso
di avere amici dappertutto.
Mio marito è un uomo dedicato alla famiglia, uno che lavora duro, un
padre attento ed un Rotariano impegnato.
Kalyan è mio marito, ma è anche il mio compagno, il mio amico, il
mio amore e la mia anima. Ci siamo dati supporto reciproco per tutto
il nostro percorso e invito tutte voi ad unirvi a me quest'anno per
dare il nostro supporto ai nostri coniugi nel migliore dei modi.
Loro hanno una missione importante da realizzare "Conosci te stesso
per abbracciare l'umanità".
Ed assieme al Presidente
Internazionale e Binota: Buon fine d’anno e Felice 2012 e Buon
Rotary.
Pier Luigi |
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LETTERA N° 7 GENNAIO 2012 |
| Lettera N°7
Gennaio - Mese della sensibilizzazione al Rotary
Il Buon Anno come il buon giorno, si vede dal mattino, se è
buono il primo giorno e buono tutto l'anno e così via con
l'ottimismo e la fiducia che caratterizzano ogni nuova impresa.
Ma definiamo prima cosa debba essere buono nell'anno di ciascuno di
noi, per poi, al prossimo 30 Giugno verificare se è stato veramente
buono come l'avevamo pensato.
Per questo dobbiamo prima aver chiara la nostra scala di valori che
potrebbe essere non molto diversa da questa, oppure molto diversa se
si perseguono altri obiettivi:
1° la nostra famiglia, 2° il nostro lavoro, 3° tutto il resto.
Nel gradini a scendere la scala può variare anche significativamente
a seconda della nostra formazione culturale, della nostra
sensibilità sociale, dal valore che diamo alla nostra estetica ed
alla nostra etica, ma il primo posto del terzo scalino, per un
rotariano, deve essere occupato dal Rotary.
Dando una occhiata superficiale a tutto ciò che accade oggi nel
mondo sembra che abbia prevalenza il raggiungimento della felicità,
identificata come benessere economico che a questo punto prende il
vertice della piramide superando a volte anche la famiglia, intesa
come affetti parentali o amicali.
Un filosofo moderno spiegando la differenza di significato tra gioia
e felicità, esemplificava la prima come un sentimento corto:
comprare l'auto nuova, partire in vacanza per Phuket o Sharm El
Sheikh, una serata tra gli amici o con l'amante, il togliersi una
soddisfazione personale, e la seconda come un sentimento lungo per
aver progettato e costruito un ponte che è una felicità che si
perpetua nella mente ogni volta che la si richiama per raccontarla.
Consumato S. Silvestro il passato è dietro le spalle il presente è
questo, pur coi fumi della festa ed è' iniziato già il futuro con la
voglia di fare e la speranza nel cuore di fare bene.
Da ora in avanti, dovremo portare a termine e concretizzare tutto
quello che abbiamo progettato da Luglio a Dicembre, raggiungere gli
obiettivi che ci siamo prefissi: i progetti locali o internazionali,
la raccolta fondi per il FAP che genereranno le risorse fra tre anni
per futuri progetti straordinari come quelli di quest'anno e
proseguire nella lotta alla polio.
La Polio Plus che comincia a profumare di pulito il futuro dei
bambini in un mondo con aria nuova, senza l'incubo di questa
terribile malattia. Abbiamo tirato il carro per 33 anni, perché
avevamo negli occhi i bambini nel polmone d'acciaio, perché avevamo
nel cuore i bambini impossibilitati a correre come bambini, a ridere
come bambini.
Siamo vicini alla meta e il mondo comincia a riconoscere che il
primo pensiero è venuto a noi quando abbiamo proposto alla nostra
organizzazione internazionale i farne un progetto mondiale del
Rotary.
In Aprile dovremo regalare a giovani capaci il Ryla, per prepararli
alla leadership che sarà loro indispensabile per intraprendere con
successo qualsiasi professione.
In Maggio avverrà lo scambio internazionale di giovani musicisti del
nostro distretto, che vanno a vivere un’esperienza musicale in
Venezuela e ritorneranno coi loro amici in Italia per godersi
un’esperienza unica come visitare le nostre città, i nostri
conservatori e scuole di musica, i nostri teatri per assistere, e
possibilmente fare, concerti raccogliendo fondi per il progetto
Polio Plus.
Noi rotariani, noi club, dovremo ospitarli per qualche giorno.
Pensate che ospiteremo musicisti e direttori d'orchestra che
diverranno famosi nel mondo, come sta già succedendo poiché il
progetto Abreu sta dando i suoi frutti. Sarebbe molto bello che i
club che hanno conservatori, teatri importanti e direttori
d'orchestra importanti li facessero incontrare coi giovani
Venezuelani che potrebbero parlare anche nei club del progetto di
cui tutto il mondo della musica classica parla.
E in mezzo ai mesi che scorrono sempre più velocemente dobbiamo fare
tutto il resto che abbiamo previsto di fare e farlo sapere
soprattutto dentro ai nostri club per creare orgoglio di
appartenenza e voglia di darci una mano.
Non posso credere che i soci assenti o distratti, se venissero a
conoscenza dei progetti, delle ore spese per realizzarli al di là e
al di sopra di ogni interesse personale, non siano emozionati o non
possano essere almeno partecipi con la vicinanza, la dimostrazione
di interesse che è l'unica ricompensa che sarebbe dovuta a chi
giornalmente lavora per il club o il distretto o il Rotary
International.
Aumentare la comunicazione esterna sarà un nostro dovere per far
sapere tutto quanto ci rende orgogliosi di essere rotariani, in
primis il progetto più importante della storia dell'umanità la
sconfitta della polio, nei dettagli, nelle difficoltà incontrate e
vinte, nello zero casi raggiunti dall'India dopo anni di sforzi,
nella vicinanza dell'ultimo dito blu dell'ultimo bambino segnato
come vaccinato. Ed infine: "Noi dobbiamo essere consapevoli del
fatto che le decine di migliaia di progetti, portati avanti ogni
giorno, nel mondo, grazie alla Fondazione per aiutare il nostro
prossimo a recuperare dignità umana e fiducia nel futuro, rendono il
Rotary sempre più grande, e noi dobbiamo essere sempre più
orgogliosi di fame parte, e desiderosi di comunicarlo all'esterno,
sensibilizzando l'opinione pubblica con la convinzione delle nostre
parole, la coerenza dei nostri comportamenti, e la concretezza dei
nostri atti, sorretti dallo spirito di amicizia, che deve regnare
nei club, e dal sincero desiderio di condividere, con tutti, i
talenti della nostra leadership. Allora, se il Rotary è grande,
ciascuno di noi deve saper esserne degno, grazie alla sua
professionalità, alla sua integrità etica, alla sua disponibilità al
servizio, ma anche e soprattutto grazie alla sua capacità di dare
amicizia, prima di pretenderla, di preporre le ragioni del Rotary
alle proprie, di rinunciare al proprio protagonismo e al proprio
orgoglio, facendo un passo indietro quando necessario, ed
esercitando quella tolleranza, senza la quale, come Paul Harris
disse, il Rotary non sarebbe durato tanto a lungo. Anche questo è
"servizio ai di sopra di noi stessi"!!
A ciò spero che siamo tutti sensibili affinché possiamo
meritarci, fino in fondo, questa privilegiata appartenenza". (G.Bassi-Gennaio
2008)
Buon Anno e Buon Rotary Pier Luigi
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LETTERA N° 8 FEBBRAIO 2012 |
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ROTARY INTERNATIONAL
Pier Luigi Pagliarani
DG 2011-2012
Distretto 2070
segreteria2011-2012@rotary2070.it
Lettera di Febbraio - Mese dell’intesa mondiale
E’ nel nostro DNA e non poteva mancare nel nostro Rotary il mese
dedicato a questo argomento, che coincide con la ricorrenza della
fondazione del Rotary.
Tutto quello che stiamo facendo è fatto per la pace, la concordia
fra i popoli, partendo dalle esigenze primarie, acqua, salute,
educazione.
Oltre ad apportare il contributo individuale alla realizzazione
degli ideali inerenti alle Vie d’azione e a far conoscere l’operato
del Rotary, ogni rotariano: guarda oltre i confini nazionali, spinto
dall’obbligo morale di contribuire alla comprensione internazionale,
alla tolleranza e alla pace; si oppone a ogni tendenza ad agire in
termini di superiorità nazionale o razziale; si sforza di trovare un
terreno d’intesa con i popoli di altri Paesi; difende l’autorità
della legge allo scopo di salvaguardare le libertà individuali di
pensiero, parola e associazione, nonché il diritto di vivere senza
persecuzioni, violenze, paura e povertà; appoggia le azioni dirette
a migliorare il tenore di vita di tutti i popoli, sapendo che la
povertà di alcuni minaccia il benessere di tutti;
propugna i principi fondamentali di
giustizia, riconoscendone l’universalità;
promuove attivamente la pace fra le nazioni ed è pronto a
sacrificarsi personalmente per questo ideale; incoraggia, anche con
l’esempio, il rispetto delle convinzioni altrui come primo passo
verso la comprensione internazionale, riconoscendo che esistono
alcune norme di base morali e spirituali che assicurano, qualora
praticate, una vita più ricca e più piena; opera con la necessaria
cautela nello svolgere attività e programmi in aree dove sono
presenti tensioni internazionali.
Su questo argomento, la pace, sono state scritti fiumi di parole e
di canzoni una delle quali è considerata una delle più belle del
rock di tutti i tempi.
Immagina non ci siano paesi non è difficile Niente per cui
uccidere e morire e nessuna religione Immagina che tutti vivano la
loro vita in pace...
Immagina un mondo senza possessi mi chiedo se ci riesci senza
necessità di avidità o fame La fratellanza tra gli uomini Immagina
tutta le gente condividere il mondo intero...
Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo…
Imagine - 1971 - JOHN LENNON
In questo mese ricordiamo altresì che nel nome della pace si sono
ritrovati ad Assisi nel 1987 i rappresentanti di molte religioni e,
pur tutti insieme, ognuno pregava il suo Dio per la pace con
Giovanni Paolo II dalle cui parole un giornalista presente aveva
tratto la seguente famosa esclamazione:
"D’ora in poi non vi sarà più cattedra o pulpito, panca o stuoino
da cui una preghiera, se autentica, possa pretendere di salire più
in alto di tutte le altre".
Le Commissioni fra Paesi (ICC) rappresentano uno dei numerosi
percorsi del Rotary per promuovere la pace e la buona volontà tra le
nazioni e favoriscono i contatti tra i club e i rotariani in due o
più Paesi al fine di promuovere la comprensione e l'associazione
internazionale tra nazioni diverse.
Tali Commissioni facilitano le visite a casa tra rotariani e
rafforzano le amicizie e il servizio al Rotary da cui possono
nascere progetti internazionali, che oltrepassano i confini di club,
distretti e nazioni.
Nel nostro mondo rotariano, le Commissioni tradizionalmente fungono
da catalizzatore per le attività umanitarie internazionali i cui
progetti comprendono:
- gli Scambi di giovani del Rotary associati all’ospitalità nelle
case dei rotariani.
- corsi di formazione professionali che consentono agli studenti nel
Paese del progetto di ampliare i propri orizzonti e promuovono
relazioni socio economiche migliori tra i Paesi
- scambi di amicizia rotariana che spesso hanno luogo durante le
vacanze e i congressi del Rotary International.
Discutete con i colleghi rotariani alla vostra prossima riunione di
club in merito alla formazione di una commissione.
Esaminate i legami esistenti tra il vostro club o distretto e i club
o i distretti nei Paesi stranieri attraverso gli altri progetti
internazionali e rivolgetevi al dirigente dello Scambio giovani per
informazioni sulle modalità di coinvolgimento nelle Commissioni fra
Paesi.
Il compito specifico dell’Azione internazionale è espresso nel
quarto punto dello Scopo del Rotary, vale a dire promuovere
l’intesa, la tolleranza e la pace fra i popoli mediante
un’associazione internazionale di professionisti e imprenditori
uniti dall’ideale del servire.
Gli ideali di libertà, giustizia, verità, onestà e rispetto dei
diritti umani, inseparabili dai principi rotariani, sono di vitale
importanza per il mantenimento della pace nel mondo e per il
progresso dell’umanità.
Il 23 Febbraio è la giornata della pace e della comprensione
mondiale.
Il "Rotary Day", è il nostro 107° compleanno.
Facciamo rullare il nostro tamburello organizzando eventi importanti
che siano di interesse della nostra città, magari onorando le
professioni, quelle dimenticate, che hanno fatto la nostra storia,
se il nostro rullare si sommasse a tutti quelli di tutti i Rotary
del mondo, se tutti i giornali riportassero le azioni importanti per
la nostra città, quel giorno il nome del Rotary oltre che essere
proiettato sui monumenti più importanti delle capitali, come il
Campidoglio di Roma, avrebbe come somma di visibilità singole, una
visibilità tale da creare una vera comunicazione globale.
Proviamoci a far diventare la settimana del 23 un evento mondiale.
Buon Rotary
Pier Luigi
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LETTERA N° 9 MARZO 2012 |
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LETTERA N° 10 APRILE 2012 |
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LETTERA N°11 DI MAGGIO 2012 |
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LETTERA N° 12 DI GIUGNO 2012 |
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