ROTARY CLUB PISA-PACINOTTI


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Lettera n°1 Luglio 2011   Lettera n°2 di Agosto 2011    Lettera n°3 di Settembre 2011     Lettera n° 4 di Ottobre 2011   Lettera n° 5 di Novembre 2011   

Lettera n°6 di Dicembre 2011     Lettera n°7 di Gennaio 2012    Lettera n°8 di Febbraio 2012         Lettera n° 9 di Marzo 2012     Lettera n°10 Aprile 2012    Lettera n° 11 di Maggio 2012

Lettera n 12 Giugno 2012

 
ANNATA ROTARIANA 2011 - 2012 GOVERNATORE PIER LUIGI PAGLIARINI
 
LETTERA N°1 DI LUGLIO 2011

Lettera mensile N° 1

Cesena, 1° Luglio 2011

 

Questa è la prima lettera del primo mese della nostra annata.
Si è aperta l’estate, la stagione delle vacanze, ma il Rotary non può andarci perché anche se i professionisti e le aziende, per permettere ai loro dipendenti il giusto riposo, a metà mese rallentano, noi abbiamo a che fare dal punto di vista dell’ideale rotariano con "clienti" che non hanno il tempo di attendere.
Diceva una mamma africana a chi le chiedeva un po’ di tempo per poter fare, " la fame non può attendere, la sete non può attendere, i nostri figli non hanno tempo".
Così come la pace non può aspettare, l’ambiente non può attendere e tutte quelle azioni umanitarie per le quali il nostro pensiero, i nostri progetti, il nostro lavoro, l’appartenenza al Rotary ci impegnano.
Il Rotary è questo da 106 anni quando quattro persone dedite agli affari ed ai viaggi, hanno pensato che valeva la pena dare un valore aggiunto ai loro giorni ed hanno fondato il nostro sodalizio.
Non siamo martiri, né missionari, ma abbiamo il dovere, tutto umano, di dedicare un po’ del nostro tempo per quelle cose che danno un ulteriore senso al nostro essere uomini di successo nelle nostre professioni. Noi rotariani siamo normalissime persone che usano il cervello per progettare, il nostro immateriale blocco per gli appunti per prendere note per poi ricordare, proporre e quindi eseguire.
E dato che il Rotary non chiude mai, e spero che così sia per tutti i club, quando siete in vacanza, nei più distanti ed insperati luoghi, cercate e troverete un Club da visitare dove incontrare amici sconosciuti , che vi faranno festa e coi quali potrete scambiare qualche informazione sul vostro e sul loro club, magari anche a gesti, perché fra rotariani ci si capisce bene anche con quel linguaggio muto costituito da emozioni e da sorrisi.
Non abbiate timore di non poter comunicare, vedrete che esperienza.
Troverete gli indirizzi di tutti i Rotary del mondo nel sito www.rotary.org, digitando nella finestrella in alto sulla destra la città o il distretto che vorrete visitare.
E’ proprio per questa internazionalità che è bene che i nostri club siano rintracciabili come luogo e giorno di riunione, per tutti coloro che, noti o sconosciuti, vogliano passarci a trovare, per recuperare una presenza e passare una serata con amici.
Dalla prima settimana di Luglio inizierò le visite, come da consuetudine, dalla più antica repubblica del mondo, che è nel nostro distretto, la Repubblica di San Marino.
Mia moglie Nadia mi seguirà e come hanno fatto tutte le consorti del Governatore chiederà per il progetto delle consorti, un aiuto per un ospedale per bambini in Angola che è stato appena terminato con l’aiuto di tanti, ma che ha bisogno di medicine e personale per poter far nascere bambini sani, curare quelli ammalati, così come le loro madri.
Alcune di loro fanno fino a cinquanta km a piedi per andare a partorire perché la mortalità infantile e materna è molto alta.
Le mie visite ai vostri Club avverranno secondo il calendario che conoscete.
Parleremo di Rotary, del miglior modo di essere fedeli al nostro sodalizio e discuteremo insieme i modi da voi scelti per fare meglio e di più, e come ciò sarà possibile.
In questi tempi "diversi" occorre fare cose diverse, esattamente come nelle nostre attività e nelle nostre professioni.
Esistono le regole base scritte nel manuale di procedura e i motti di Presidenti Internazionali che si sono susseguiti per più di un secolo che possono esserci di guida e ci indicano la direzione.
Il nostro Presidente Internazionale Kalyan Banerjee, ci dice di riconoscere e valutare le nostre potenzialità per utilizzare le nostre capacità ad abbracciare il mondo.
E per far questo guardiamoci dentro, facciamo sondaggi fra i nostri soci coinvolgendoli nella ricerca del miglioramento, miglioriamo l’immagine pubblica del nostro club, pensiamo in grande, studiamo delle azioni strategiche per capire dove siamo e dove saremo fra qualche anno cominciando da subito a vedere quali siano le classifiche vuote nel nostro organico, per cercare giovani che rappresentino le nuove professioni, donne, ex alumni da cooptare, che abbiano i numeri e siano disponibili a lavorare con noi.Fortunatamente l’avere dei sogni aiuta a raggiungerli, avere delle idee aiuta il cambiamento e stimola la ricerca, e magari l’idea brillante salta fuori da un pensiero vagabondo, da una fortunata combinazione di stimoli.
Venire da voi sarà sempre una festa e con questo spirito potremo discutere, nel pomeriggio, di tutto.
Mi piacerebbe che la serata fosse "concentrata", che la campana non apparisse oscurata o sepolta da "utensili" della conviviale e che questa fosse la più francescana possibile.
Uno degli obiettivi della visita sarà anche quello di raccogliere informazioni sulla storia del vostro Club per cercare di creare un archivio informatico. Vi chiederò file in PDF che contengano la storia di ogni club, la stessa che viene regolarmente raccolta e stampata in quelle bellissime opere che ogni club pubblica in occasione degli anniversari.
Per i programmi delle riunioni della seconda parte dell’anno vi informo che avremo il SINS il 24 Settembre, l’IDIR-SEFR il 29 Ottobre ed il SEFF il 19 Novembre di cui a breve riceverete le informazioni dettagliate, direttamente e tramite il sito distrettuale.

 

Buon Rotary a tutti.

Pier Luigi

PER LA MORTE DI GIANNI

Carissimi amici

Il mese di Luglio è qui, il nostro anno parte dispari, perché il PDG Gian Carlo Bassi (Gianni) ci ha lasciato soli.
Abbiamo assistito ad un fenomeno straordinario, un tam tam telefonico ed informatico è risuonato per tutta l’Italia, i telefoni hanno cominciato a squillare e dopo qualche ora il silenzio confermava che la notizia aveva raggiunto i più.
Singhiozzi, mutismo, incredulità, affetto, pochi commenti sul come, ma solo sulla incredibile notizia.
A qualche giorno dal Congresso di Vinicio, Gianni con orgoglio e soddisfazione mi comunicava quante richieste di interventi, aiuti, chiarimenti, avesse avuto da club vicini e lontani desiderosi di una sua serata per la messa a punto dei motori.
Il mondo, quando la morte, qualsiasi morte, interviene anche pesantemente, deve andare avanti cercando di fare di più. Per questo ho contattato e richiesto a tutti i membri della commissione per la formazione di rimanere al loro posto moltiplicando gli sforzi per sostituire Gianni, che li aveva scelti.
Pur consci tutti, io per primo, che sostituirlo sarà molto difficile, abbiamo deciso di considerare che Gianni sia ancora nel nostro organigramma il Presidente della Commissione per la Formazione distrettuale del distretto 2070, fino al termine dell’annata che era iniziata otto mesi fa a Novembre col SEGS.
Vi ricordo che gli amici componenti della commissione, scelti da Gianni, sono geograficamente più vicini ai quattro angoli del distretto e quindi più vicini a voi, per una più pronta disponibilità di tempo avendo da fare meno km per raggiungervi. Essi sono:
Maurizio Casadio ( R.C.Ravenna)

Giuseppe Favale (R.C.Grosseto)
Romano Gaspari (R.C.Firenze)
Mario Marino (R.C.Livorno)
Alberto Pizzi (R.C.Salsomaggiore Terme)

Abbiamo in aggiunta sempre la poderosa squadra degli A.G. che saranno l’anello di congiunzione tra club e commissioni. La formazione continua è molto importante e che sia fatta dai Presidenti o dagli istruttori di Club, dagli A.G. o dai membri della commissione, mi piacerebbe ne fosse registrato l’argomento comunicandolo agli AG, che mi informeranno con un elenco ogni quattro mesi, per fare in futuro meglio e di più.
Il Presidente Internazionale Kalyan Banerjee nella sua ultima lettera ci dice:

"Il primo foglio del vostro diario è bianco, le sue righe devono essere ancora riempite, da qui ad un anno quante e quali saranno le storie che vi saranno descritte? Sarà una lista di occasioni perse o una storia di successi, di speranze e di possibilità realizzate, di vittorie conseguite?
Le righe riporteranno che le nostre famiglie sono più brillanti, il nostro Club è più forte che mai?
Vi sarà una riga in grassetto che dica che la polio non esiste più?
Ci aspettano molte sfide, la sfiducia, la povertà, la disuguaglianza. Il tempo è adesso, il nostro futuro è adesso, non c’è un momento da perdere. Cominciamo a scrivere la prima pagina insieme, con coraggio, con visione, con fiducia e con amore.
Io vi allego la mia lettera del mese.
Avevo già scritto questa lettera quando Gianni ci ha lasciato. Glie ne avevo accennato il taglio e non l’ho voluta modificare, sicuro che non lo avrebbe permesso.
Fatela conoscere nei vostri Club.
Buona fortuna
Un abbraccio a tutti
Pier Luigi

 

 

 

 
LETTERA N°2 DI AGOSTO 11

Lettera di Agosto 2011

Mese dell’espansione interna ed esterna
Il R.I. chiede ai Governatori di coinvolgere i Presidenti, e tramite questi i Club e i soci, sul "problema" dell’espansione interna ed esterna. Perché "problema"?
Perché quando qualcosa nelle nostre aziende, nella nostra vita professionale, nella nostra vita famigliare, non è soddisfacente, il fatto diventa un "problema" che attende una soluzione condivisibile e condivisa da tutti.
Nel mondo siamo circa 1.200.000 rotariani , cosa dobbiamo fare per essere più grandi più forti, più incisivi? Per questo il nostro P.I. Kalyan Banerjee, ci chiede di crescere, internamente ed esternamente.
Crescita interna con maggiore assiduità e numero di soci, esterna con verifica della possibilità di costituzione di nuovi club, per spingere in su quel numero, fisso ormai da troppo tempo. La crescita passa attraverso la cooptazione di forze ed energie nuove o sottoutilizzate finora, come le donne, le giovani generazioni, gli ex alunni.
Più siamo, più possiamo fare per le azioni locali ed internazionali che sollevino la sofferenza, annullino l’analfabetismo, riducano le malattie, insegnando il mestiere a chi non sa "pescare".
Il tutto attraverso il servizio, che si sostanzia nella realizzazione di progetti a favore di chi ha bisogno, in ogni parte del mondo. Non beneficenza ordinaria quindi, ma progettualità. Non elemosina, ma idee che diano corpo a realizzazioni tese ad eliminare, o almeno ad alleviare, le piaghe ancestrali che affliggono ancora troppe persone, in tutto il mondo.
Acqua, sanità, fame, alfabetizzazione, cultura, rispetto e miglioramento dell’ambiente, risorse agricole per tutti, aumento della coscienza delle potenzialità di ognuno.
Ricordiamoci che l’acqua in certi paesi pesa tutta sulla testa delle donne, che la salute comincia dalla madre per i bambini prima della loro nascita, che la vita cambia radicalmente con l’alfabetizzazione cui è connessa la comunicazione (ci sono 1,3 MLD di donne analfabete). L’apprendimento ha messo in piedi l’uomo primitivo, che l’ha poi trasformato in conoscenza, esperienza, cultura, scienza.
Tutte queste cose sono i nostri doveri oltre ad una coscienza ambientale per far durare nel tempo la vivibilità su questa nostra bella terra che calpestiamo giornalmente.
Ormai, a cadenza di ogni 20 anni 1 MLD di persone chiede spazio e vorrebbe poter vivere nel posto dove è nato altrimenti si incammina alla ricerca di un posto dove sopravvivere, non dimenticando mai le proprie radici e il profumo della propria terra.
E’ per realizzare iniziative nelle 6 aree focus, che nel Rotary si lavora insieme, che ciascuno di noi deve essere aperto alla partecipazione di tutti i rotariani del proprio club e dei club vicini e di club localizzati nell’altra parte del mondo.
La logica di squadra è indispensabile per raggiungere i maggiori obiettivi e per la ricerca e la cooptazione di nuovi soci eccellenti nelle loro professioni e di buon carattere. L’esercizio e l’affermazione della propria individualità, in cui capita purtroppo di imbattersi ogni tanto, ne sono viceversa la negazione. Quando scarsa conoscenza o interessi personali fanno dimenticare le regole del Rotary, quando si formano gruppi che ubbidiscono a logiche di clan, scompare la rotazione, scompare la fiducia nel Rotary e si perdono risorse importanti.
Allora si forma ed aumenta quel percento che non guarda e non sente, quel percento che partecipa solo se ha tempo e voglia, allora cresce la mala pianta di coloro che del Rotary danno valore solo al distintivo.
E a quel punto non siamo più attraenti per nessuno.
Kalyan Banerjee dice che dobbiamo essere noi il futuro dei nostri club, dobbiamo creare oggi il nostro futuro, dobbiamo tentare di migliorare dando tante piccole svolte, sempre dentro lo spirito del manuale di procedura e del "Code of policies".
Usiamo l’intelligenza diffusa nel Rotary per cambiare in meglio.
Il piano strategico ci incita a fare, fare bene e farlo sapere. Tutto il nostro futuro nella crescita esterna ed interna dipende dalla comunicazione che dobbiamo fare, adatta ai nostri tempi, dalla "efficacia" con cui sapremo comunicare all’interno dei nostri club, nella nostra città, nel mondo che ci circonda.
Dobbiamo fare informazione e formazione, utilizzando oltre ai mezzi tradizionali, quelli visivi che la tecnica moderna ci mette a disposizione, e che i nostri figli e nipoti usano abitualmente, per comunicare, facendo vedere il nostro fare .
Cresciamo, nella partecipazione e nel numero e cresciamo bene!
E ricordiamo che questa terra non ha alternative alla crescita pacifica, i conflitti non hanno mai risolto niente, se non diminuzione delle bocche da sfamare di coloro che sono morti per un ideale o innocentemente morti per casualità belliche perché erano in quel luogo in quel momento.
Ricordo a tutti che il 24 Settembre a Bologna all’Hotel Sheraton (all’aeroporto) avrà luogo il SINS (Seminario per Istruzione dei Nuovi Soci) dove vorremmo incontrare due nuovi soci per ogni club, per parlare loro della nostra storia, dell’importanza del Rotary nel mondo, della meravigliosa forza della Rotary Foundation col progetto Visione Futura.
Tutti i nuovi soci, che avranno il posto d’onore nelle prime file della sala, potranno chiedere, per conoscere meglio ciò che è stato è e sarà, questo nostro Rotary!

Buon Rotary a tutti.

Pier Luigi

 

Cesena 1 Agosto 2011

 
LETTERA N° 3 SETTEMBRE 10
Lettera di Settembre 2011

Il mese è dedicato dal Rotary alle "nuove generazioni" che è stata dichiarata la quinta via d’azione, per enfatizzarne l’importanza nel sistema "Rotary".
Sono le età fertili, che dobbiamo curare con particolare dedizione anche se occorre ricordare che nel nostro distretto abbiamo riservato ai giovani una corsia preferenziale da sempre, come azione umanitaria, un po’ meno come cooptazione.
Abbiamo fatto molto, ma in questo mondo giovane quanto fatto non basta, occorre impegnarsi di più.
Il Rotary International punta molto sull’Interact, club per ragazzi tra i 13 e 18 anni, l’età "del voglio cambiare il mondo" che come limite superiore si collega direttamente al Rotaract creando quel legame di continuità di appartenenza alle nuove generazioni rotariane accompagnando i più motivati alle soglie del Rotary con una continuità che si interrompe solo per dar loro la possibilità di dimostrare il loro valore nelle professioni che hanno scelto. L’Interact non è la fabbrica dei rotariani in erba, ma è una educazione appropriata allo stare insieme, a lavorare insieme, a guardare del mondo anche quella partenascosta nella mente di ognuno.
Scriveva Gianni Bassi: "Non ho dubbi nel dire che, per l'Interact dobbiamo fare di più, e credo ci siano tutte le ragioni per farlo. Noi non possiamo certamente pensare di prendere il posto della famiglia e della scuola, ma la costituzione di un Interact Club può rappresentare un punto di aggregazione sinergico con esse, ed una efficace palestra formativa."
Il presidente della sottocommissione Interact è Ferdinando del Sante, che potrà fornire in proposito, ogni utile indicazione. Sono minori e vanno seguiti e guidati con mano leggera e sapiente come Ferdinando sa fare e tenendo a mente le regole del Rotary.
Il Rotaract abbraccia una fascia d’età dei giovani dello "sto arrivando" ed iniziano la corsa al successo. Anche noi a quella età siamo stati più attenti a noi stessi che agli altri, con le menti e l’interesse finalizzati ai doveri degli studi o dell’inizio della professione, ma anche ad inseguire sogni e relazioni personali. Dobbiamo aiutarli a scoprire le loro potenzialità. Il rotariano delegato dal club a questo incarico, è una figura fondamentale, deve essere giovane, che abbia una capacità di coinvolgimento e la leadership necessaria a tenere unito ed aiutare il gruppo a non considerare solo l’aumento delle amicizie e delle piacevoli conoscenze l’unica attività, ma a dedicare un tempo a lavorare assieme per le cose importanti per sé e per gli altri. Il rotariano che li assiste li deve aiutare a mantenere nel club una distribuzione uniforme dell’età che ne garantisca lunga vita, deve aiutarli ad evitare le leadership negative, per creare professionisti sereni per amicizie vere e di sicuro avvenire.
Ma noi abbiamo anche il dovere di scoprire i migliori, dobbiamo vedere con anticipo coloro che si affermeranno e dobbiamo farlo prematuramente, prima che si perdano.
E perché non cominciare a pensare di proporre, come soci nel nostro Rotary club, rotaractiani usciti, con poco più che trent’anni, quando la professione e la disponibilità lo permetterà loro?
Molte volte qualcuno pensa che sia troppo presto per fare entrare un rotaractiano uscito da poco, "aspettiamo che maturi" e poi veniamo a scoprire che il maturando è maturato a nostra insaputa e se n’è andato in altro club service, e noi abbiamo investito invano.
Ci consolerà solo il fatto che il marchio Rotary dentro di loro rimarrà per sempre.
Dobbiamo curare il Rotaract, facendolo crescere dove esiste già e nascere dove non c’è, per questo abbiamo una commissione distrettuale che sta lavorando bene, il responsabile della sottocommissione è un amico, giovane dentro e che anche fuori se la cava bene, l’onnipresente Guido Abbate.
Da anni, si tiene nel nostro distretto un’altra iniziativa dedicata ancora ai più giovani non Interactiani, è una riunione organizzata non a livello di Distretto, ma di Club. Una tre giorni in cui lo stare insieme avviene in un ambiente educativo "lavorando in letizia", si parla di valori, di futuro, di progetti adeguati all’età. Questo è il RYPEN (Rotary Youth Program of Enrichment) che negli ultimi anni, è stato tenuto con grande successo da ambo le parti dell’Appennino.
Ma il più efficace e concreto progetto per i giovani è storicamente il RYLA, un’iniziativa dì grande successo per far emergere la loro leadership, il lavoro di gruppo, il valore dell’amicizia, in una esperienza da campus universitario.
Il nostro Distretto, è stato il primo, in Italia, ad organizzarlo, e l'anno venturo a Cesenatico dal 15 al 22 aprile, daremo vita alla sua XXX° edizione.
Vi invito ad essere presenti il sabato, l’ultimo giorno. Ascoltare le impressioni dei partecipanti, vedere gli elaborati fatti, toccare con mano la loro qualità esplosiva, percepire l’entusiasmo che anima questi giovani, al termine di una settimana estremamente motivante, è una esperienza unica.
Un flash sullo scorso anno: il Prof. Giovanni Padroni, rotariano del R.C. di Pisa, professore universitario, che aveva tenuto loro una relazione sull’etica e la leadership, dopo la lezione, al momento di lasciare il luogo di riunione, venne fermato dai ragazzi che danzandogli attorno all’auto non avrebbero voluto farlo partire, come fosse un cantante rock.
Pensate all’entusiasmo dei ragazzi, ma anche allo stupore e la meraviglia dell’amico Giovanni.
Invito, a cercare i vostri candidati fin da ora e mandarci, almeno un giovane, di quelli, con quella marcia in più, che ancora loro stessi non sanno di possedere. Ricordando poi di chiamarli a parlare della propria esperienza in una serata al vostro club.
"La musica è la miglior medicina dell’anima" (Platone). La nostra quinta via d’azione, quest’anno, continua con lo scambio di gruppi di giovani professionisti musicisti del nostro distretto (Vocational Training Team) per uno scambio di esperienze professionali. Noi manderemo in Venezuela 4 giovani con almeno due anni di professione, suggeriti da conservatori e scuole di musica del nostro distretto, che potranno toccare con mano il più grande progetto al mondo per l’insegnamento della musica sinfonica, noto come progetto Abreu (figlio di un emigrato italiano dell’Isola d’Elba). Tale progetto in Venezuela che è finanziato totalmente dal governo, tende a mettere in mano a tutti i ragazzi uno strumento musicale e i più bravi, se vogliono, hanno una professione per la quale vivere, senza tener conto della loro origine o delle possibilità economiche. Vengono presi anche dai barrios, ragazzi che non avrebbero mai avuto la possibilità di imparare a suonare un strumento. Sono nate una quantità di orchestre da questo progetto che ha interessato più di 250.000 ragazzi, così come promettenti giovani direttori che stanno avendo un grande successo nelle sale da concerto in tutto il mondo.
I nostri quattro saranno accompagnati dal team leader, anche lui musicista, e tutti e cinque assieme ai venezuelani formeranno l’ensemble VENIT (VENezuela-ITalia) e nel mese di maggio 2012 quando saranno in Italia, potranno eseguire, nelle città in cui i nostri club si faranno promotori, dei concerti il cui ricavato sarà destinato al progetto Polio Plus.
Potete contattare Adriano Tumiatti (R.C. Ravenna) che è il responsabile della commissione.
Che meraviglia, la musica che spinge via la polio.
"Settembre andare. E’ tempo di migrare". (D'annunzio)
Comincia il lavoro dell'anno che prelude ai primi freddi d’autunno quando il buio si sarà mangiato metà del giorno, ai vini nuovi che riscalderanno l'inverno. Il mese delle serate e delle riunioni importanti nei club e nel distretto, e che vi ricordo:
- Il 24 settembre il SINS (Seminario d’Istruzione dei Nuovi Soci) a Bologna a cui vi prego di invitare a partecipare due nuovi soci per Club.
- Il 1° ottobre a Pisa il Premio Galileo Galilei, è un filo d’oro che lega i rotariani italiani nel "Nobel Italiano" diventato un premio di importanza internazionale.
Questo è il nostro distretto.

Buon Rotary a tutti

Pier Luigi

Pier Luigi Pagliarani
DG 2011-2012
Distretto 2070
segreteria2011-2012@rotary2070.it

Cesena, 1 settembre 2011

 
LETTERA N°4 OTTOBRE
 
Lettera mensile N°4

Carissimi tutti, PDG, DG, AG, Presidenti e carissimi soci
 Siamo entrati nell’autunno col sole e Ottobre è il mese dal Rotary dedicato all’azione professionale. Il Rotary International chiede ai Governatori del mondo di rammentarlo a tutti, perché se ne tenga conto nel programma del mese che sta per iniziare.
Le nostre professioni sono la nostra carta di identità, sono la nostra cultura che sommata alla cultura scolastica e a quella che abbiamo imparato alla scuola della vita sono la nostra forza, usiamola.
Teniamola sempre presente nel nostro operare in tutte le vie d’azione, specialmente in quelle dedicate ai giovani studenti, neolaureati, professionisti.
 Pier luigi

Ottobre, il mese dell’azione professionale

Cosa saremmo senza la nostra professione, in cui abbiamo messo intelligenza, progettazione, battaglie combattute e vinte, paure, visioni e sogni.
Sicuramente non saremmo rotariani e lo siamo veramente quando aggiungiamo alla nostra professione, la volontà e la capacità di rubare tempo al tempo per impegnarci senza alcuna retribuzione, ''a servire al di sopra di ogni interesse personale'', con la sola soddisfazione di aver progettato e fatto qualcosa per qualcuno che mai ci ringrazierà personalmente, che dell’evento avrà solo il ricordo senza volto di una ruota dentata che gli ha cambiato la vita.
Cosa sarebbe il Rotary, che e' definito da Paul Harris un'associazione fondata su amicizia, comprensione reciproca, e utilizzo della professionalità, se non una associazione caritatevole che dona, ma non pensa, che fa fare, ma non fa, che non tiene conto che il fare in proprio con l’aiuto di altri rotariani diminuisce i costi e fa diventare progetto anche quella quota parte di costi generali che altre istituzioni, più giornalisticamente apprezzate, spendono in visibilità e costi indiretti.
La professionalità, e' il patrimonio più importante di cui disponiamo, se consideriamo la totalità di tutti i nostri rotariani del distretto e mettiamo tutta la loro professionalità in un contenitore possiamo ricavarci una pozione magica per fare cose straordinarie.
Domandiamoci al contrario se nei club, nei distretti e nel Rotary International alle persone che danno gratuitamente il loro tempo, abbiamo mai detto "grazie per quello che fai".
Vale al contrario, per la maggioranza quel diritto-dovere di critica, come quello dei pensionati che riunendosi in piazza attorno alle recinzioni dei lavori pubblici, indicano agli esecutori le cose che andavano fatte in altra maniera.
Raccontando questi episodi ci vengono a mente le risorse non utilizzate, che sarebbero coloro che pur iscritti al Rotary, non sono ancora diventati rotariani.
Forse non siamo riusciti a coinvolgerli, perché abbiamo comunicato male, forse non siamo riusciti a far loro capire che quello che facciamo e' straordinario, perché la vera gioia è solo il darla agli altri.
Quello che penso, dico o faccio, risponde a verità? E’ giusto per tutti? Promuoverà buona volontà e rapporti d’amicizia? Sarà vantaggioso per tutti gli interessati?
Qello che penso, dico o faccio, corrisponde a veritàDella nostra professionalità, abbiamo questo termometro diventato prova etica, quella delle quattro domande, difficile come il silenzio dei trappisti o l'ubbidienza dei benedettini, difficile perché ci rende apparentemente deboli, in un mondo in cui tutto si compra e tutto si vende, difficile come tutte le etiche, che sono tali perché vanno contro l’interesse materiale personale, costringendoci ai valori che presumono il rispetto dei valori comuni.

Dobbiamo forse riscoprirli questi valori e ridefinire ciò che non siamo disponibili a vendere o a comprare per soddisfare l'immediato che ha la solidità, del volo di una farfalla. L'ultimo telefonino ipertecnologico le cui funzioni non useremo mai, la gita in posti impronunciabili, che valgono più per essere raccontati che per le emozioni vissute, scattando foto che non riguarderemo mai più se non in serate con amici che erano con noi e che avevano visto quelle cose dal vero.
Ma anche le foto o soprattutto le foto, sono arte e il tempio millenario, o il tramonto antico sono più belli se "catturati" in quel momento, con quella luce e quelle ombre che solo l’artista, che è un professionista col cuore, sa catturare.
Molti, nella storia dell’arte, sono stati i pittori che hanno copiato dai "maestri", confondendo anche gli esperti, senza essere ricordati per mancanza di cuore o di creatività in quello che hanno fatto e che non sono mai stati ricordati nella storia dell’arte.
Dall’era delle foto stampate, siamo passati negli ultimi anni al digitale che data la enorme diffusione a costo zero, aumenta incredibilmente il numero di foto visibili, ma diminuisce drasticamente la percentuale di foto col cuore dentro, evidenziando la differenza tra capacità di scattare da quella di creare. La professione d’artista.
Il mese dell’azione professionale sottolinea l’impegno dei club a mettere in pratica giorno per giorno gli ideali dell’azione rotariana.Tra le attività consigliate in questa occasione vi sono:la premiazione di un volontario del Rotary in una occasione distrettuale o locale,

la sponsorizzazione di una attività o un progetto che abbia attinenza con l’azione professionale

il reclutamento di nuovi soci appartenenti a categorie non ancora rappresentate.

molti Club tradizionalmente si impegnano in iniziative tese a fornire, ai giovani degli ultimi anni delle scuole superiori, un orientamento sulle facoltà universitarie e sulle professioni. E' un'attività utile e da impostare e portare avanti.

Esistono nel mondo intero e possono essere ricercate sul sito internazionale www.rotary.org le Fellowship ( gruppi di rotariani che hanno gli stessi interessi personali professionali o lo stesso hobby). Uno sguardo e un "giro" all’interno del sito serve ad allargare le conoscenze e magari si può andare a far parte della "rete" per avere uno sguardo sul mondo delle professioni. Se non esistesse quella di proprio interesse si può proporre una fellowship fino ad ora inesistente.

In questo mese, Sabato 29, si svolge l’IDIR ( Istituto Di Informazione Rotariana), a Ravenna, la città del mosaico, della musica e delle voci in piazza, in un centro congressi a lato della tomba di Dante, col pranzo alla "Cà de ven", nella casa del vino, che è cultura, educazione, meditazione, sentore di profumi, di chiacchiere e di ricordi.
L’IDIR è l’incontro di formazione e informazione più importante dopo l’Assemblea Distrettuale, si svolge in una capitale antica di circa 1550 anni, che ha otto monumenti dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità, a volte nel tardo autunno è ammantata di nebbia che rende sorde le viuzze del centro e ricorda le tenerezze del film "Anonimo Veneziano" di E.M.Salerno.
A rivederci all’IDIR.
Buon Rotary

Pier Luigi Cesena

1° Ottobre 2011


 
LETTERA N°5 NOVEMBRE
Lettera Mensile n°5 di Novembre 2011

Novembre: mese della Fondazione Rotary

Durante le visite ai club, se pur abbastanza raramente, da qualche socio che mi guarda con gli occhi furbescamente inquisitori, mi sento chiedere: "Ma la Rotary Foundation..."  Lo interrompo con una domanda a mia volta: "Illustrami come e cosa sarebbe il Rotary senza la sua Fondazione".
Senza la Rotary Foundation probabilmente saremmo solo una associazione benefica, meno progettuale e meno internazionale, e la conversazione termina concordando che la dovremmo conoscere ed usare di più per non perdere la capacità di ideare, di ricercare, di fare e non solo di finanziare.
Mi è capitato, in un paese arabo dalle tradizioni antiche che noi abbiamo abbandonato non molti anni fa, di vedere i poveri che bussano alla porta, in un giorno fisso della settimana, si mettono in fila ed attendono l’elemosina.
Questo gesto rituale, li sfama per un giorno e per molti di loro è la sola risorsa. Un fatto positivo, senza dubbio, ma il Rotary ci chiede non di donare un pesce, che sfama per un giorno, ma di insegnare a pescare, per poter mangiare tutti i giorni e diventare un pescatore.
La Fondazione, il cui nome esatto è "The ROTARY FOUNDATION of ROTARY INTERNATIONAL", appartiene al Rotary International, che è l'associazione di tutti i nostri Club sparsi per il mondo, ma pur essendo di tutti i Club, a volte viene percepita come una realtà lontana, ma è nostra.
Essa non finanzia progetti suoi, ma solo programmi e progetti nostri, proposti da Club o da Distretti, quindi ideati e decisi da noi e, a maggior ragione, dovremmo sentirla come la nostra fabbrica dei sogni.
Potrebbe essere più facile dare e così magari semplificheremmo i problemi a qualcuno, li risolveremmo a coloro che, non essendosi mai impegnati in un progetto umanitario, sono poco propensi a farlo per una supposta mancanza di tempo, ma è in effetti una mancanza di abitudine mentale.
Il tempo è una risorsa che ci è data in una quantità nota, il suo utilizzo è da noi suddiviso in pezzetti, anche minuscoli, che significano per i rotariani attivi: "pur col tempo che mi manca, quando avete bisogno sono qui".
Qualche altro obbietta, ma io non sono mai stato interpellato, il che può essere parzialmente vero se nel Club non vi è condivisione, se non si fanno lavorare le commissioni che dovrebbero essere allargate, anziché fatte di poche persone o addirittura di singoli. Non si parla di Rotary se non si parla di progetti,ed occorre farlo in incontri tipo "brain storming", preferibilmente collegandoci ad internet per vedere le cose che altri club fanno in altre parti del mondo.
La sola visione dei bollettini degli altri Club mostrerebbe la capacità mostruosa di pensare, fare e fare bene, manca spessissimo l’ultimo pezzo del nostro dovere, il far sapere, che per noi significa non pubblicità di quanto siamo bravi, ma orgoglio e speranza di creare emulazione.
Uno delle affermazioni più note di Steve Jobs per motivare i giovani era: "Siate affamati. Siate folli." E noi rotariani del mondo lo siamo stati quando abbiamo sognato nel 1978 di vaccinare tutti, tutti, non i nostri, ma tutti i bambini del mondo contro la maledetta malattia che li toccava profondamente nel corpo, nella qualità della vita, e se non li uccideva subito ne condannava molti altri a vivere in un polmone d’acciaio, per sempre.
Da allora abbiamo cominciato a vaccinare i bambini, abbiamo chiesto aiuto a tutti data l’enormità dei numeri, la difficoltà di raggiungerli, di convincere i loro genitori.
Le difficoltà logistiche non ci hanno fermato, abbiamo cominciato a mandare rotariani volontari a fare le vaccinazioni. Non abbiamo mai smesso anche quando abbiamo avuto il sentore dell’enormità del problema e forse qualche senso di smarrimento o di abitudine, che è ancor più pericolosa. Abbiamo imbarcato nella nostra avventura associazioni internazionali americane, l’organizzazione mondiale della sanità, l’UNESCO, governi dapprima restii o impossibilitati a dare, ma consci della bellezza del risultato, abbiamo dato anche quando molti governi si sono tirati indietro.
Ed ora, a distanza di 33 anni, vediamo la luce, tutti i dati dicono che la data di dichiarazione che il mondo è libero dalla polio, potrebbe essere vicina, speriamo che possano esser presentati all’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’Assemblea di Gennaio 2013 tutti i documenti necessari.
Siamo stati folli, siamo stati forti, abbiamo vinto tutti i dubbi e ora dobbiamo fare l’ultimo sforzo, ma sappiamo di essere in grado di procurare l’ultima necessità finanziaria a raggiungere lo scopo.
Solo questo progetto avrebbe giustificato la nascita del Rotary, solo per questo varrebbe la pena di essere orgogliosi di essere rotariani.
Anche la grandiosa operazione Polio Plus, che oggi è il grande progetto strategico, che tutto il mondo conosce, nacque in un Club, fra l'altro italiano, come progetto per le Filippine. Poi, grazie al crescente numero di Club che, via via ad essa si aggregarono, l'iniziativa ampliò gradualmente il suo raggio d'azione, finché nel 1983 il Consiglio Centrale, ed a seguire, il Consiglio di Legislazione del 1986, decisero di farne un progetto globale, per vaccinare, contro questa terribile malattia, tutti i bambini del mondo.
E tutti noi, tutti i rotariani del mondo, al momento finale avremo dato 1 miliardo e 200 milioni di $.
Sì siamo stati folli, abbiamo sognato, abbiamo lottato e realizzato il nostro grande sogno.
Poi il progetto Visione Futura che ha aggiornato la selva poco digeribile delle antiche regole che in una annualità avrebbero voluto far conoscere il meccanismo delle contribuzioni e delle sovvenzioni, ha reso un gran servizio per eseguire i progetti che facciamo siano essi locali o internazionali sempre grazie alla nostra Fondazione.
Ma soprattutto tanto dobbiamo alle persone che lavorano da due anni su Visione Futura il nostro "Dream Team", i cui componenti sono indicati nell’organigramma, ugualmente tanto dobbiamo ai Past-President e Presidenti di club, ai soci che ci hanno creduto, a tutti quelli che hanno smistato fogli, cifre, istruzioni, che hanno bussato alle porte per chiedere, sollecitare e ricevere fondi.
Possiamo dare a tutti loro in questo mondo in cui tutto si compra e tutto si vende, solo un grande comune abbraccio e la certezza di aver contribuito a fare queste cose meravigliose, donando al progetto tempo e fatica .
La gioia di ognuno di noi è quella riceviamo di ritorno dalla gioia che abbiamo donato e questa farà parte importante dei nostri ricordi.

Buon Rotary a tutti

Pier Luigi

P.S.: A Novembre, al 50% dei rotariani nel nostro distretto attuale, occorreranno le gomme termiche per venire a Firenze il 19, al SEFF (Seminario sul l’effettivo), che si terrà al dipartimento Militare di Medicina Legale di Firenze (Caserma Redi, via Venezia, 5), preparatele.
 

Parleremo di cosa fare, come fare per fare di più, per essere di più, per cooptare ed essere rotariani migliori.

 
LETTERA N° 6 DICEMBRE 2010
Lettera Mensile n°6

Dicembre: Mese della Famiglia

La lettera del mese l’ho fatta scrivere a loro, il Presidente Kalyan Banerjee e sua moglie Binota.

KALYAN BANERJEE

"Da dove cominciare? Lasciatemi rispondere tornando indietro di alcune pagine nel libro di storia della nostra organizzazione.
Il Past President del R.l. Glen Kinross (Australia) nell'anno rotariano 1997-98 aveva avviato un progetto per la costruzione di piccole abitazioni economiche.
Per questo i Rotary club di Rajpur, in India, chiesero al governo locale di donare la terra necessaria alla costruzione di 500 casette. Per ciascuna costruzione, i club australiani e cinque club di Rajpur avevano dato un contributo e la Fondazione Rotary fornito il resto con una Sovvenzione paritaria.
Non appena pronte, i club hanno pubblicizzato la disponibilità degli alloggi nei giornali del posto, ricevendo 5.000 domande. Di fronte ad una tale situazione, i Rotariani hanno deciso che gli alloggi sarebbero stati assegnati in base ad un'estrazione pubblica. Io ho preso un volo da Mumbai, a 1.500 miglia di distanza, per stare insieme a loro. Il 135° nome estratto era quello di Anisa Begum.
Comparve una donna esile, con un sari bianco, che si fece strada tra il pubblico e si avvicinò al palco dove le vennero consegnate le carte relative all'alloggio. Dopo la consegna, chiese agli organizzatori di poter dire alcune parole. Sorpreso, il Rotariano le passò il microfono dicendole che aveva solo un minuto di tempo. La donna si rivolse ai presenti dicendo:
"Fratelli miei del Rotary, io non conosco voi né voi conoscete me. Ero venuta qui a Rajpur con mio marito e i nostri tre figli un anno fa, abitavamo in una stanzetta e un giorno mio marito mi disse: 'Anisa, ho deciso di lasciarti, ho trovato un'altra'. E poi, ha ripetuto per tre volte: "Talaaq, talaaq, talaaq" (Ti divorzio, ti divorzio, ti divorzio), afferrò una borsa e andò via.
Il cielo mi cascò addosso, non sapevo dove andare. Il proprietario della stanza ci cacciò via il giorno dopo, perché mio marito non aveva pagato l'affitto. Così, cominciammo a girovagare per le strade, dormendo alla stazione ferroviaria, al terminale dell'autobus, e siamo sempre stati cacciati via dalle guardie, abbiamo anche dormito sui marciapiedi insieme ai cani di strada.
I miei bambini piangevano sempre, avevano fame ed erano ammalati. Non avevo soldi per il cibo né per le medicine e non avevo un lavoro, tranne qualche lavoretto come donna delle pulizie di un bagno pubblico. Versavo nella disperazione assoluta.
A quel punto, qualcuno mi ha parlato del vostro progetto sugli alloggi e mi ha aiutato a fare domanda perché io non so scrivere. Ed eccomi qui oggi"
Dopo aver pronunciato tali parole, si è seduta sul palco, di fronte alle migliaia di persone presenti, continuando:
"Miei fratelli Rotariani, voi non sapete quello che avete fatto per me. Voi avete dato a me e ai miei figli una nuova vita. Grazie, grazie, grazie".
Dopodiché, cominciò a piangere senza vergognarsi e, devo ammettere, anche noi cominciammo a commuoverci. E, attraverso le nostre lacrime, ciascuno di noi comprese veramente quel giorno la ragione della nostra affiliazione al Rotary.
Quest'episodio è avvenuto 12 anni fa e da quel giorno sono sempre più convinto che se desideriamo dare speranza, dignità e fiducia al nostro prossimo, non possiamo fare di meglio che fornirgli un'abitazione. La casa è il luogo in cui vive la famiglia. Madre e figlio sono il nucleo centrale di ogni famiglia. E le comunità in cui viviamo sono composte da famiglie, famiglie che vivono insieme in abitazioni, che condividono la loro vita, le loro risorse e i loro destini comuni.
Dalle buone famiglie nascono buoni vicinati, e dai buoni vicinati nascono buone comunità. E dalle buone comunità si realizzano grandi nazioni.
Questo è il motivo per cui nel nostro anno, la nostra prima enfasi sarà la famiglia, perché la famiglia è il posto in cui vengono definiti tutti i nostri obiettivi. Possiamo occuparci di alloggi sicuri, acqua e strutture igienico-sanitarie, salute, di tutte le questioni che riguardano le madri e i loro bambini.
Solo allora potrà esserci salute, speranza e armonia tra le sue mura.
Anni fa, ho avuto il privilegio di lavorare con Madre Teresa di Calcutta.
È stata Madre Teresa a dire che il mondo è capovolto e c'è tanta sofferenza perché c'è poco amore nelle case e all'interno della famiglia.
Non abbiamo tempo per i nostri bambini, non abbiamo tempo gli uni per gli altri, per godere gli uni degli altri. L'amore comincia a casa, l'amore vive nelle case e questa è la ragione per cui oggi il mondo non è felice. Tutti hanno fretta, e i bambini hanno poco tempo per i loro genitori e i genitori non hanno tempo da dedicare ai loro figli ed è nelle case che comincia a infrangersi la pace nel mondo.
E quindi, la casa e la famiglia sono il punto da cui partiamo, per ritornare a quella pace.

BINOTA BANERJEE ( coniuge del Presidente Kalyan)

Alcuni di voi sono coniugi rotariani da anni e altri solo da poco tempo. All'Assemblea del R.I. non sono importanti le diverse lingue, le tante nazionalità o le varie abitudini, bensì lo spirito di unità, il sentimento di buona volontà ed il sincero desiderio di riunirsi e diventare una forza unica. Un sorriso caloroso, una stretta di mano, o un gesto affettuoso possono unire le persone ed aprire la porta all'amicizia. Mi ricordo ancora quando ero anch'io all'Assemblea per la prima volta, molti anni fa e mio marito era Governatore eletto ho imparato tanto dai miei amici, e oggi posso dire francamente che ognuno dei presenti ha qualcosa di importante da offrire. Sono certa che impareremo gli uni dagli altri e, insieme, avremo l'opportunità di vivere un momento irripetibile!
Una volta, sempre quando Kalyan era Governatore, pensavo di non poter andare con lui per una visita e il presidente del club scrisse a mio marito una lettera dicendogli:
"Se Binota non può venire, allora questa non è da considerare come la visita ufficiale!"
Questo dimostra quanto sia importante la presenza del coniuge per i Rotariani del mio Paese.
Come ha già dichiarato Kalyan:
"II supporto e il servizio offerti dai coniugi attraverso il Rotary dimostrano talento, intelligenza, capacità e grande amore"
I Rotariani apprezzano il vostro ruolo, che è unico come tutti voi, il Rotary ha bisogno che voi realizziate i grandi sogni. Oltre cento anni di storia rotariana hanno dimostrato che i coniugi hanno il potenziale per fare la differenza e, per questo, prego perché Dio vi dia la sua benedizione.
E adesso vorrei presentarvi l'uomo che conosco, con il quale ho condiviso 42 anni della mia vita: mio marito. Ci siamo conosciuti in un ospedale dove io lavoravo come infermiera e lui era ricoverato come paziente. Doveva passare una visita di due giorni, ed invece è rimasto lì per 49 giorni.
Ci siamo innamorati e da allora in poi siamo sempre stati insieme.
Abbiamo creato insieme una bella famiglia e il Rotary ci ha permesso di avere amici dappertutto.
Mio marito è un uomo dedicato alla famiglia, uno che lavora duro, un padre attento ed un Rotariano impegnato.
Kalyan è mio marito, ma è anche il mio compagno, il mio amico, il mio amore e la mia anima. Ci siamo dati supporto reciproco per tutto il nostro percorso e invito tutte voi ad unirvi a me quest'anno per dare il nostro supporto ai nostri coniugi nel migliore dei modi. Loro hanno una missione importante da realizzare "Conosci te stesso per abbracciare l'umanità".
Ed assieme al Presidente Internazionale e Binota: Buon fine d’anno e Felice 2012 e Buon Rotary.

Pier Luigi

LETTERA N° 7 GENNAIO 2012
Lettera N°7

Gennaio - Mese della sensibilizzazione al Rotary
Il Buon Anno come il buon giorno, si vede dal mattino, se è buono il primo giorno e buono tutto l'anno e così via con l'ottimismo e la fiducia che caratterizzano ogni nuova impresa.
Ma definiamo prima cosa debba essere buono nell'anno di ciascuno di noi, per poi, al prossimo 30 Giugno verificare se è stato veramente buono come l'avevamo pensato.
Per questo dobbiamo prima aver chiara la nostra scala di valori che potrebbe essere non molto diversa da questa, oppure molto diversa se si perseguono altri obiettivi:
1° la nostra famiglia, 2° il nostro lavoro, 3° tutto il resto.
Nel gradini a scendere la scala può variare anche significativamente a seconda della nostra formazione culturale, della nostra sensibilità sociale, dal valore che diamo alla nostra estetica ed alla nostra etica, ma il primo posto del terzo scalino, per un rotariano, deve essere occupato dal Rotary.
Dando una occhiata superficiale a tutto ciò che accade oggi nel mondo sembra che abbia prevalenza il raggiungimento della felicità, identificata come benessere economico che a questo punto prende il vertice della piramide superando a volte anche la famiglia, intesa come affetti parentali o amicali.
Un filosofo moderno spiegando la differenza di significato tra gioia e felicità, esemplificava la prima come un sentimento corto: comprare l'auto nuova, partire in vacanza per Phuket o Sharm El Sheikh, una serata tra gli amici o con l'amante, il togliersi una soddisfazione personale, e la seconda come un sentimento lungo per aver progettato e costruito un ponte che è una felicità che si perpetua nella mente ogni volta che la si richiama per raccontarla.
Consumato S. Silvestro il passato è dietro le spalle il presente è questo, pur coi fumi della festa ed è' iniziato già il futuro con la voglia di fare e la speranza nel cuore di fare bene.
Da ora in avanti, dovremo portare a termine e concretizzare tutto quello che abbiamo progettato da Luglio a Dicembre, raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi: i progetti locali o internazionali, la raccolta fondi per il FAP che genereranno le risorse fra tre anni per futuri progetti straordinari come quelli di quest'anno e proseguire nella lotta alla polio.
La Polio Plus che comincia a profumare di pulito il futuro dei bambini in un mondo con aria nuova, senza l'incubo di questa terribile malattia. Abbiamo tirato il carro per 33 anni, perché avevamo negli occhi i bambini nel polmone d'acciaio, perché avevamo nel cuore i bambini impossibilitati a correre come bambini, a ridere come bambini.
Siamo vicini alla meta e il mondo comincia a riconoscere che il primo pensiero è venuto a noi quando abbiamo proposto alla nostra organizzazione internazionale i farne un progetto mondiale del Rotary.
In Aprile dovremo regalare a giovani capaci il Ryla, per prepararli alla leadership che sarà loro indispensabile per intraprendere con successo qualsiasi professione.
In Maggio avverrà lo scambio internazionale di giovani musicisti del nostro distretto, che vanno a vivere un’esperienza musicale in Venezuela e ritorneranno coi loro amici in Italia per godersi un’esperienza unica come visitare le nostre città, i nostri conservatori e scuole di musica, i nostri teatri per assistere, e possibilmente fare, concerti raccogliendo fondi per il progetto Polio Plus.
Noi rotariani, noi club, dovremo ospitarli per qualche giorno.
Pensate che ospiteremo musicisti e direttori d'orchestra che diverranno famosi nel mondo, come sta già succedendo poiché il progetto Abreu sta dando i suoi frutti. Sarebbe molto bello che i club che hanno conservatori, teatri importanti e direttori d'orchestra importanti li facessero incontrare coi giovani Venezuelani che potrebbero parlare anche nei club del progetto di cui tutto il mondo della musica classica parla.
E in mezzo ai mesi che scorrono sempre più velocemente dobbiamo fare tutto il resto che abbiamo previsto di fare e farlo sapere soprattutto dentro ai nostri club per creare orgoglio di appartenenza e voglia di darci una mano.
Non posso credere che i soci assenti o distratti, se venissero a conoscenza dei progetti, delle ore spese per realizzarli al di là e al di sopra di ogni interesse personale, non siano emozionati o non possano essere almeno partecipi con la vicinanza, la dimostrazione di interesse che è l'unica ricompensa che sarebbe dovuta a chi giornalmente lavora per il club o il distretto o il Rotary International.
Aumentare la comunicazione esterna sarà un nostro dovere per far sapere tutto quanto ci rende orgogliosi di essere rotariani, in primis il progetto più importante della storia dell'umanità la sconfitta della polio, nei dettagli, nelle difficoltà incontrate e vinte, nello zero casi raggiunti dall'India dopo anni di sforzi, nella vicinanza dell'ultimo dito blu dell'ultimo bambino segnato come vaccinato. Ed infine: "Noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che le decine di migliaia di progetti, portati avanti ogni giorno, nel mondo, grazie alla Fondazione per aiutare il nostro prossimo a recuperare dignità umana e fiducia nel futuro, rendono il Rotary sempre più grande, e noi dobbiamo essere sempre più orgogliosi di fame parte, e desiderosi di comunicarlo all'esterno, sensibilizzando l'opinione pubblica con la convinzione delle nostre parole, la coerenza dei nostri comportamenti, e la concretezza dei nostri atti, sorretti dallo spirito di amicizia, che deve regnare nei club, e dal sincero desiderio di condividere, con tutti, i talenti della nostra leadership. Allora, se il Rotary è grande, ciascuno di noi deve saper esserne degno, grazie alla sua professionalità, alla sua integrità etica, alla sua disponibilità al servizio, ma anche e soprattutto grazie alla sua capacità di dare amicizia, prima di pretenderla, di preporre le ragioni del Rotary alle proprie, di rinunciare al proprio protagonismo e al proprio orgoglio, facendo un passo indietro quando necessario, ed esercitando quella tolleranza, senza la quale, come Paul Harris disse, il Rotary non sarebbe durato tanto a lungo. Anche questo è "servizio ai di sopra di noi stessi"!!
A ciò spero che siamo tutti sensibili affinché possiamo meritarci, fino in fondo, questa privilegiata appartenenza".
(G.Bassi-Gennaio 2008)

Buon Anno e Buon Rotary Pier Luigi

 
LETTERA N° 8 FEBBRAIO 2012
ROTARY INTERNATIONAL

Pier Luigi Pagliarani

DG 2011-2012

Distretto 2070

segreteria2011-2012@rotary2070.it

Lettera di Febbraio - Mese dell’intesa mondiale

E’ nel nostro DNA e non poteva mancare nel nostro Rotary il mese dedicato a questo argomento, che coincide con la ricorrenza della fondazione del Rotary.
Tutto quello che stiamo facendo è fatto per la pace, la concordia fra i popoli, partendo dalle esigenze primarie, acqua, salute, educazione.
Oltre ad apportare il contributo individuale alla realizzazione degli ideali inerenti alle Vie d’azione e a far conoscere l’operato del Rotary, ogni rotariano: guarda oltre i confini nazionali, spinto dall’obbligo morale di contribuire alla comprensione internazionale, alla tolleranza e alla pace; si oppone a ogni tendenza ad agire in termini di superiorità nazionale o razziale; si sforza di trovare un terreno d’intesa con i popoli di altri Paesi; difende l’autorità della legge allo scopo di salvaguardare le libertà individuali di pensiero, parola e associazione, nonché il diritto di vivere senza persecuzioni, violenze, paura e povertà; appoggia le azioni dirette a migliorare il tenore di vita di tutti i popoli, sapendo che la povertà di alcuni minaccia il benessere di tutti;
propugna i principi fondamentali di giustizia, riconoscendone l’universalità; promuove attivamente la pace fra le nazioni ed è pronto a sacrificarsi personalmente per questo ideale; incoraggia, anche con l’esempio, il rispetto delle convinzioni altrui come primo passo verso la comprensione internazionale, riconoscendo che esistono alcune norme di base morali e spirituali che assicurano, qualora praticate, una vita più ricca e più piena; opera con la necessaria cautela nello svolgere attività e programmi in aree dove sono presenti tensioni internazionali.
Su questo argomento, la pace, sono state scritti fiumi di parole e di canzoni una delle quali è considerata una delle più belle del rock di tutti i tempi.
Immagina non ci siano paesi non è difficile Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione Immagina che tutti vivano la loro vita in pace...
Immagina un mondo senza possessi mi chiedo se ci riesci senza necessità di avidità o fame La fratellanza tra gli uomini Immagina tutta le gente condividere il mondo intero...
Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo…
Imagine - 1971 - JOHN LENNON
In questo mese ricordiamo altresì che nel nome della pace si sono ritrovati ad Assisi nel 1987 i rappresentanti di molte religioni e, pur tutti insieme, ognuno pregava il suo Dio per la pace con Giovanni Paolo II dalle cui parole un giornalista presente aveva tratto la seguente famosa esclamazione:
"D’ora in poi non vi sarà più cattedra o pulpito, panca o stuoino da cui una preghiera, se autentica, possa pretendere di salire più in alto di tutte le altre".
Le Commissioni fra Paesi (ICC) rappresentano uno dei numerosi percorsi del Rotary per promuovere la pace e la buona volontà tra le nazioni e favoriscono i contatti tra i club e i rotariani in due o più Paesi al fine di promuovere la comprensione e l'associazione internazionale tra nazioni diverse.
Tali Commissioni facilitano le visite a casa tra rotariani e rafforzano le amicizie e il servizio al Rotary da cui possono nascere progetti internazionali, che oltrepassano i confini di club, distretti e nazioni.
Nel nostro mondo rotariano, le Commissioni tradizionalmente fungono da catalizzatore per le attività umanitarie internazionali i cui progetti comprendono:
- gli Scambi di giovani del Rotary associati all’ospitalità nelle case dei rotariani.
- corsi di formazione professionali che consentono agli studenti nel Paese del progetto di ampliare i propri orizzonti e promuovono relazioni socio economiche migliori tra i Paesi
- scambi di amicizia rotariana che spesso hanno luogo durante le vacanze e i congressi del Rotary International.
Discutete con i colleghi rotariani alla vostra prossima riunione di club in merito alla formazione di una commissione.
Esaminate i legami esistenti tra il vostro club o distretto e i club o i distretti nei Paesi stranieri attraverso gli altri progetti internazionali e rivolgetevi al dirigente dello Scambio giovani per informazioni sulle modalità di coinvolgimento nelle Commissioni fra Paesi.
Il compito specifico dell’Azione internazionale è espresso nel quarto punto dello Scopo del Rotary, vale a dire promuovere l’intesa, la tolleranza e la pace fra i popoli mediante un’associazione internazionale di professionisti e imprenditori uniti dall’ideale del servire.
Gli ideali di libertà, giustizia, verità, onestà e rispetto dei diritti umani, inseparabili dai principi rotariani, sono di vitale importanza per il mantenimento della pace nel mondo e per il progresso dell’umanità.
Il 23 Febbraio è la giornata della pace e della comprensione mondiale.
Il "Rotary Day", è il nostro 107° compleanno.
Facciamo rullare il nostro tamburello organizzando eventi importanti che siano di interesse della nostra città, magari onorando le professioni, quelle dimenticate, che hanno fatto la nostra storia, se il nostro rullare si sommasse a tutti quelli di tutti i Rotary del mondo, se tutti i giornali riportassero le azioni importanti per la nostra città, quel giorno il nome del Rotary oltre che essere proiettato sui monumenti più importanti delle capitali, come il Campidoglio di Roma, avrebbe come somma di visibilità singole, una visibilità tale da creare una vera comunicazione globale.
Proviamoci a far diventare la settimana del 23 un evento mondiale.

Buon Rotary

Pier Luigi

 
 
LETTERA N° 9 MARZO 2012
 
 
LETTERA N° 10 APRILE 2012
LETTERA N°11 DI MAGGIO 2012
LETTERA N° 12 DI GIUGNO 2012